“Ogni giorno, è il giorno della Memoria” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Ogni giorno è il giorno della Memoria, il Ricordo è l’antitodo, la Consapevolezza è l’immunizzazione, la Cultura è l’evoluzione.
La Storia, anche se mimetizzata, potrebbe ripetersi, la conoscenza dei fatti e dei misfatti, è la profilassi necessaria e indispensabile affinché gli orrori, i drammi, le distruzioni, provocate da folli ideologie, non abbiano mai più a ripetersi. Il Giorno della Memoria è il capodanno della consapevolezza, il primo dei 365 giorni di questo e di tutti gli anni che verranno.
Giorni in cui dovremo comprendere, ricordare e partecipare gli orrori delle guerre, degli olocausti, dei genocidi, per non dimenticare.

Firenze 27 gennaio 2021

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Il giorno della Memoria al Museo Novecento di Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“Giorno della Memoria”

Il 27 gennaio 2021, il Museo Novecento di Firenze con la direzione di Sergio Risaliti, celebra per il terzo anno consecutivo il Giorno della Memoria, in questo 2021 con un doppio appuntamento, all’esterno del museo, proprio a fianco della targa che ricorda l’uso che venne fatto delle Leopoldine come luogo di reclusione per prigionieri politici ed ebrei, verrà installata lai scritta al led “Pitchipoi”, un’opera del collettivo Claire Fontaine, già presente in facciata con la grande frase luminosa Siamo con voi nella notte.

All’interno del museo, nella sala cinema, verrà proiettato invece per l’intera giornata, il film Manni di Riccardo Iacopino, prodotto dal Museo Novecento e realizzato a partire da un racconto di Giorgio Van Straten, volto e voce narrante nel film.

Tommaso Sacchi

“Mai abbassare la guardia contro mali assoluti come nazismo, fascismo, xenofobia e antisemitismo”, ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi in conferenza stampa del 26 gennaio 2021 “Per farlo dobbiamo utilizzare tutti i mezzi possibili, anche quello dell’Arte. Grazie al museo Novecento per tenere ogni anno viva la memoria e per accogliere di nuovo i visitatori con queste proposte che raccontano la tragedia della Shoah attraverso le immagini, un modo per continuare a riflettere, per stimolare la conoscenza e per parlare alle nuove generazioni di temi che non vanno dimenticati”.

“Sono sinceramente grato al Museo del Novecento di Firenze ed al direttore Risaliti – continua Alessandro Martini, Assessore alla Cultura della Memoria – per l’impegno ormai consolidato nel rendersi presente con proposte di grande qualità culturale ed artistica che assumono il carattere della testimonianza viva di una memoria da coltivare oggi più che in passato. Educare e non dimenticare per guardare al futuro con più speranza e coesione nel bene e rispetto per tutte le diverse realtà dell’umanità intera. Grazie di cuore”. Manni, è il protagonista del film di Riccardo Iacopino, tratto da un racconto dello scrittore Giorgio van Straten, dedicato a Manfred Buchaster, detto Manni, uno dei tanti bambini di cui l’Olocausto ha fatto perdere completamente le tracce.

Nel film lo scrittore fiorentino legge la storia romanzata del piccolo Manni, scomparso negli anni terribili delle deportazioni, senza lasciare tracce dietro di sé, salvo un suo piccolo ritratto e una foto. “Storie che ti seguono per anni e non riesci a dimenticarle. Quella di Manfred Buchaster mi è rimasta in mente dal giorno che ne ho letto la prima volta. Una vita fra le tante distrutte dalla Shoa, un’ingiustizia che va moltiplicata per milioni di volte”. Manfred Buchaster era nato nel 1938 a Lipsia, in Germania e arrestato in Italia, a Costa di Rovigo, nel 1943. Cosa sia accaduto dopo quel momento è stato inghiottito nell’immensa tragedia dell’Olocausto, insieme alle storie di tantissimi altri ebrei dispersi. Van Straten, che ha letto di questo bambino per la prima volta nel ‘Libro della memoria’, dedicato a chi non è stato deportato, ma è comunque diventato una vittima della Shoa, ha deciso di mettersi sulle sue tracce e piano piano, tra le testimonianze di chi si era occupato di lui, dopo che era stato separato dai genitori, è riuscito a ricostruirne una parte della vicenda, che viene narrata in questo breve ma intenso film di Riccardo Iacopino. “Per questo Giorno della Memoria, in cui tutti noi siamo chiamati a ricordare i valori fondativi delle nostre democrazie, il Museo Novecento non si sottrae al suo ruolo di custode del passato e strumento di educazione e riflessione frontale con i lati più oscuri della storia e delle società umane, come già abbiamo fatto nella giornata contro la violenza sulle donne”, afferma Sergio Risaliti, Direttore Artistico del Museo Novecento. “Mai come adesso occorre prendere la parola, assumere una posizione rilevante, cercando di scartare le false e inutili retoriche di antichi monumenti.

#incontriamocialmuseo

Ingresso Gratuito il 27 gennaio 2021 per il Giorno della Memoria al Museo Novecento di Firenze, Piazza Santa Maria Novella http://www.museonovecento.it/

Pubblicato da Italia&friends su WordPress
Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 26 gennaio 2021

Davis & Co. MUSE Firenze

“4 dicembre 2017” Il Nuovo Rinascimento Italiano di Riccardo Rescio

“Il Nuovo Rinascimento Italiano”

Abbiamo una Terra straordinaria, fatta di Gente straordinaria, Gente di mare, di monti e di pianure, pacifici esploratori del mondo, e tenaci ricercatori in casa, Gente che della propria genialità ha fatto pretesto per raggiungere grandi mete, Gente orgogliosa della propria Terra, che ha sempre dimostrato in ogni Luogo e in ogni Tempo, la sua natura di pace e di tolleranza contro qualsiasi forma di prevaricazione.
La questione, in questo particolarissimo momento, è nel riuscire a trovare l’imput giusto, lo stimolo avvertibile, la sollecitazione che tocca, per poter arrivare a quel nucleo dove ogni Italiano, per caratteristiche genetico/territoriali, racchiude gelosamente tutti quei valori che lo caratterizzano.
Perché questo avvenga, è necessario il sostegno di tutti noi nella nostra singolarità, nelle piazze reali di incontro e di confronto, come nelle piazze virtuali, in modo quotidiano e costante, che con il loro elevatissimo potenziale numerico possono e devono contribuire nella ricerca dello stimolo giusto che arrivi a quel nucleo, affinché Il qualunquismo, che da sempre ha buon campo, lasci spazio alla “Capacità di Critica” individuale, che analizzi e valuti i fatti per quello che sono e non per quello che ci vogliono far credere.
Allora avanti con i suggerimenti che possano costituire lo stimolo affinché tutto ciò avvenga.
Dobbiamo superare la soglia della disaffezione, della rassegnazione, della delusione.
Individuare un comune obiettivo, che nel male è molto più facile, nel bene un po meno, ma questo non deve assolutamente scoraggiare, anzi deve incrementare la voglia, la determinazione, l’impegno in ognuno di noi.
“Il Nuovo Rinascimento Italiano” è possibile, sta a noi renderlo concreto.
Il Sogno Italiano si può realizzare, perché il nostro futuro è qui.
Riccardo Rescio

Firenze 4 dicembre 2017
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

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“Investire in Toscana”

I&f Arte Cultura Attualità “Investire in Toscana, molto più di una mera opportunità” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Investire in Toscana, molto più di una mera opportunità”
di Riccardo Rescio
Dal più grande polo dedicato alle Life Sciences, al lavoro sugli anticorpi monoclonali contro il Covid-19, alla chimica industriale, all’opera per una plastica più green, ai pigmenti isolanti, prodotti in esclusiva in Maremma, alla carta prodotta da residui della filiera alimentare, fino ai brand della fashion industry, chi produce valore in Toscana si racconta attraverso video, infografiche, numeri e curiosità.
“Invest in Tuscany, Invest in Value”, è il progetto multimediale, edito in doppia lingua Italiano – Inglese e coordinato da Fondazione Sistema Toscana, presentato lunedì 25 gennaio 2021, nella sala Pegaso della Regione Toscana, alla presenza del Governatore Eugenio Giani.
Il progetto editoriale racconta le storie più significative delle Aziende Internazionali che hanno investito sul Territorio Toscano.
Invest in Tuscany, è l’ufficio Regionale che da 10 anni sostiene gli investimenti stranieri in Toscana. L’ufficio Invest in Tuscany, è stato costituito nel 2010, sotto l’egida del Presidente della Regione del Tempo, con lo scopo di attrarre gli investimenti stranieri sul territorio, ascoltare le esigenze di investitori e potenziali tali, coordinare i percorsi amministrativi, creare contatti con partner locali, quali Pmi, atenei, spin-off universitari, enti pubblici, e offrire un servizio di “aftercare”, un’attività continuativa con le multinazionali che si sono già insediate in Toscana, per mantenere ed espandere gli investimenti esistenti.

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

https://www.investintuscany.com/publications/

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“Bolle di sapone” di Riccardo Rescio

“Bolle di sapone” di Riccardo Rescio

L’artista di strada, che tanto piace ai bambini di tutte le età, lascia liberare nell’aria le sue bolle di sapone, alcune più grandi, altre più piccole, alcune perfettamente sferiche, altre ovoidali dalle forme fluttuanti e dai riflessi cangianti.
Bolle, tutte diverse una dall’altra, qualcuna rimane sospesa nell’aria dipiù, altre di meno, alcune non riescono ad innalzarsi più di tanto, altre volano in alto fino a scomparire, ma tutte sono affascinanti agli occhi di chi le guarda.
Noi siamo bolle di sapone, simili tra noi, ma ognuno diverso dall’altro e tutti, per un attimo, con il nostro brillare riusciamo ad affascinare chi ci guarda con amore e ammirazione.
Firenze 25 dicembre 2017
Ph riccardorescio

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Una minuscola panda rossa per un mare molto blu” di Silvia Pierantoni Giua

Una minuscola panda rossa per un mare molto blu.

Anni 90. Rivedo ora come allora, i bagni Pagana di San Michele. Tutte le mattine le mie due sorelle, mia cugina ed io, la più piccola, ci ficcavamo nella minuscola panda rossa di mia zia Tea. 10 minuti da casa nostra a Rapallo, ma la voglia era tanta che non faceva in tempo a parcheggiare … ci fiondavamo fuori per catapultarci in acqua. Potevamo starci ore intere a giocare: alle sirene, a delfino – una sulla schiena dell’altra ci facevamo trasportare a turno sott’acqua, a fare i tuffi e a cercare i vetrini e le conchiglie, per noi più che pietre preziose. Durante la pausa forzata a cui ci costringevano perché a stomaco pieno, ci sfidavamo a calcetto senza mai stufarci, oppure giocavamo con la sabbia o facevamo a gara a inventarci storie di ogni genere. La fantasia non stoppata da telefonini o social correva libera e la mia passione per l’arabo era ancora in mente dei … A volte uscivamo nella stradina pedonale a giocare a pallavolo o andavamo a perlustrare gli scogli con la loro vegetazione che spuntava già dove finivano le cabine. Ci eravamo anche inventate una bancarella proprio davanti ai bagni, esponevamo braccialettini e scooby doo da vendere a qualche lira ai passanti e con i soldi guadagnati ci compravamo un gelato confezionato, un pacchetto di patatine o qualche goleador. Il tempo sembrava infinito ma non bastava comunque mai. Rientravamo la sera ancora piene di energie e supplicavamo le rispettive mamme che ci lasciassero stare ancora insieme a cena e poi a dormire, già vedendoci la mattina dopo pronte a ripartire per un’altra splendida giornata marina.

Silvia Pierantoni Giua

Autrice, Attrice, Regista e Organizzatrice, eventi teatrali. (www.pervocesola.org)

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Promozione Italia”

“Promozione Italia” di Riccardo Rescio

Le Aziende, che intendono aprire, per poi restare al lungo, nei mercati di riferimento, creano Reti Vendita, che vengono implementate progressivamente, perseguendo metodologie diverse, possono appoggiarsi a grossisti locali, oppure creare una propria Rete vendita con agenti diretti o realizzare Punti vendita a Marchio diretti, oppure in franchising.
Naturalmente le Reti a Marchio sono quelle che garantiscono la maggiore visibilità e vendibilita’ dei rispettivi prodotti o servizi.
Anche per un Paese, che intende affermare in modo efficace e permanente il proprio Brand Nazionale, vale la stessa logica, è necessario realizzare una Rete Promo/Vendita a Marchio, che garantisca l’originalità e la facile reperibilità dei beni e dei servizi di quella Nazione.
Per l’Italia gli “AmbaStore”, vere e proprie Ambasciate dei Saperi e dei Sapori delle “Terre Uniche” delle nostre 20 Regioni, possono garantire la sempre maggiore conoscenza e affermazione del Brand Nazionale e di conseguenza del nostro Paese nel mondo.
#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Le Regioni Unite d’Italia 2013”

Le Regioni Unite d’Italia,
pubblicato da Riccardo Rescio su Facebook nel gennaio 2013.

Un marketing territoriale per potersi dire tale, ma soprattutto per raggiungere efficacemente l’obiettivo prefissato, non può assolutamente prescindere dal considerare nel loro insieme, per poterle esaltare, tutte le valenze, turistiche, ricettive, culturali, agroalimentari, produttive, folcloristiche, unitamente a tutte quelle manifestazioni musicali, sportive e di qualsiasi altra forma d’arte che a un determinato territorio sono riconducibili. Tutte le azioni, le iniziative di promozione territoriale e quelle che certificano la qualità e l’autenticità dei prodotti Made in Italy sono sicuramente importanti, pregevoli attività che hanno però come limite un comune denominatore, la promozione delle singole specifiche valenze.
Le tante realtà locali, enti o associazioni, che danno impulso alle svariate iniziative, agiscono purtroppo autonomamente, ne consegue che la collaborazione che si dovrebbe necessariamente sviluppare, tra chi vuole realizzare e chi ha o dovrebbe avere pertinenza allo sviluppo istituzionale del “Brand Italiano”, per attribuire alle proposte un respiro unitario e internazionale che esalti le molteplici peculiarità regionali, rimane solo una chimera. Le cosiddette “Eccellenze Italiane”, questo bel modo di dire tanto in uso ultimamente, non può e non deve essere utilizzato per indicare solo alcune delle nostre specificità, poiché le “Eccellenze Italiane” sono tutto quello che abbiamo come patrimonio artistico, culturale, territoriale e tutto quello che sappiamo fare, pertanto è opportuno iniziare a identificare con questo termine sempre l’insieme di tutto quello che, in molti campi da tempo, ci contraddistingue e ci caratterizza. Sempre di più si riscontra quanto le singole attrattività locali, non costituiscano ormai la determinante di scelta per un turista sempre più esigente, che si lascia attirare, coinvolgere, sedurre solo da offerte che abbiano sommate in se un insieme di valenze territoriali, gastronomiche, culturali, folcloristiche e magari anche sportive.
Abbiamo quindi bisogno di fare sistema, abbiamo bisogno di farlo in modo trasversale a tutte le nostre eccellenze e dobbiamo farlo esaltando le regionalità del territorio, promozionandone tutti gli aspetti caratterizzanti. Quale migliore identificazione territoriale se non il territorio della regione di appartenenza.
Quale migliore cosa potrebbe esserci se non quella di far identificare il marketing territoriale in un marketing regionale, ne sussistono tutte le prerogative geografiche e le conseguenti valenze. Se vogliamo realmente rendere efficace la comunicazione territoriale non si potrà e non si dovrà più prescindere dalla identificazione di un determinato prodotto, di una spiaggia, di un sito archeologico, di una specialità culinaria o di qualsiasi altra valenza territoriale dalla propria regione di origine.
Le Regioni esistono, sono tanti piccoli stati, con caratteristiche geografiche, morfologiche, culturali, produttive con tradizioni uniche, che nel loro insieme fanno dell’Italia una realtà unica al mondo, adoperiamo per esaltare questo patrimonio attraverso il Marketing territoriale regionale.
Le “Regioni unite d’Italia” finalmente tutte insieme per promuovere con le rispettive diversità l’Eccellenza dell’Italia tutta.
La formazione ha un ruolo determinante nel processo di modernizzazione del modo di concepire il turismo, in termini di preparazione, specializzazione, organizzazione, accoglienza, pianificazione e sviluppo.
https://lnkd.in/djvKwZB
#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“La Card del Fiorentino”

I&f Arte Cultura Attualità
“La Card del Fiorentino”

Oggi mercoledì 20 gennaio 2021 ho rinnovato la mia Card del Fiorentino e con lei abbiamo fatto il primo viaggio all’interno del Museo di Palazzo Vecchio.
La Card del Fiorentino è una opportunità per poter prendere sempre maggiore consapevolezza delle Meraviglie che ci circondano, quelle che vediamo, ma che spesso non conosciamo, come dovremmo conoscerle, cioè dall’interno.
Mutuando uno slogan, di una persona che stimo profondamente, la Carta del Fiorentino non è per un Cittadino colto, ma un per un cittadino cosapevole.

La consapevolezza è quella qualità che si acquisisce attraverso la Cultura, la Conoscenza, il Rispetto e la Considerazione, del sé, degli altri e delle cose e dei beni che ci circondano.
La mia 1°Card del Fiorentino è scaduta il 29 settembre 2020, prorogata di tre mesi, causa pandemia, oggi l’ho rinnovata, perchè anche se immensa la Bellezza di Firenze, non riesce a saturare i miei occhi, che insaziabilmente continuano ad ammirarla.

Riccardo Rescio

Museo di Palazzo Vecchio 20/01/2021 https://photos.app.goo.gl/btPNtdRyfWFJJwuN8

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“Collezione Roberto Casamonti” Palazzo Bartolini Salimbeni Firenze

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“Collezione Casamonti”

Riapre al pubblico, nel bel Palazzo Bartolini Salimbeni, in Piazza Santa Trinità 1 a Firenze, la Collezione Roberto Casamonti “Dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo. Da Boetti a Schifano Da Mirò a Basquiat”.

La Collezione Casamonti, dopo il periodo di chiusura dovuta all’emergenza Covid, riapre le sue porte al pubblico. I nuovi orari sono: dal lunedì al venerdì, dalle 11.30 alle 19.00, ultimo ingresso 18.30. La Collezione ha sede in Palazzo Bartolini Salimbeni, a Firenze, in un palazzo che rappresenta uno dei capolavori dell’architettura fiorentina del ‘500.

Gallerista di fama internazionale e grande esperto d’Arte, Roberto Casamonti, nella sua Collezione espone circa 80 opere, selezionate da Bruno Corà, che raccontano il secondo Novecento italiano, e non solo.

Un percorso espositivo che copre dagli anni ’60 al XXI secolo, vale a dire la seconda parte dell’intera collezione.
Dipinti e sculture che riflettono l’anima del collezionista e il suo personalissimo “sentire”. La direzione della Collezione Casamonti è, dalla sua apertura nel 2018 affidata alla storica dell’Arte Sonia Zampini.
In mostra vi sono, tra le altre, opere di Boetti, Pistoletto, Merz, Kounellis, Paolini, Calzolari, Penone e Pascali, “alcuni tra i più autorevoli protagonisti di quella koiné linguistica definita Arte Povera, venuta alla ribalta, in quanto movimento condiviso da un congruo numero di artisti, a partire dal 1967.”
Racconta il curatore Bruno Corà.
“Di alcuni di loro Casamonti ha acquisito e destinato alla Collezione più di un’opera. È il caso di Pistoletto e soprattutto di Boetti, che dopo Fontana è l’artista a cui egli ha dedicato più energie, passione e attenzione”.
Tra le presenze internazionali più contemporanee tra cui ricordiamo Anselm Kiefer, Anish Kapoor, Tony Cragg, Keith Haring, Basquiat ma anche Marina Abramovich e Bill Viola.
“Il XX secolo in arte – aggiunge Roberto Casamonti – non è stato un “secolo breve”, come si dice sia stato per i fenomeni sociali che lo hanno caratterizzato, ma, al contrario, un secolo ricco di tensioni e ideazioni di linguaggio, oltretutto epoca memorabile per aver abbattuto alcune barriere e sfumato i confini tra arte visiva, architettura, poesia, teatro, design, cinema e altre discipline.
Era doveroso per me tenere conto dei fenomeni che, oltre ad avermi conquistato, mostravano anche alcuni primati di singolarità che in arte hanno pur sempre il loro peso.”
Dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo http://www.collezionerobertocasamonti.com
Tel. ‪055.602030‬
prenotazioni@collezionerobertocasamonti.com
info@collezionerobertocasamonti.com
Davis & Co.
info@davisandco.it http://www.davisandco.it

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“I&f Café” Un Caffè con Giuliana Geronazzo, parlando di innovazione Museale

“Un Caffè con….. Parlando di…..”
a cura di Tiziana Leopizzi

Mercoledì 20 gennaio 2021 alle 21,
sul gruppo Amici di ARTOUR-O IL MUST di Facebook, il 3°appuntamento all’ I&f Café, con Giuliana Geronazzo.
Parlando di innovazione Museale, gusteremo un buon Caffè con gli Amici di ARTOURO e di
Italia&friends

Nel nostro terzo incontro, continueremo il discorso sulla innovazione Museale iniziato con Serena Bertolucci, con lo scopo di individuare idee e proposte, che possano contribuire a rendere i nostri piccoli e grandi, famosi o del tutto sconosciuti Musei, sempre più attraenti, conosciuti, frequentati e Apprezzati.

Serena Bertolucci
Direttore della Fondazione di Palazzo Ducale a Genova, che ha aperto questa tematica condividendo le sue importanti esperienze con noi. Le idee sono state intanto raccolte e faranno parte poi del manifesto finale.

Elena Tempestini
Fiorentina, innamorata di Firenze, è storico, scrittrice, curiosa, free lance per diverse testate, fotografa, ama i fiori, insomma è donna di grande cultura. Inizierà introducendo il concetto di Museo come attrattore e attivatore. Fondamentale la vostra partecipazione per esplorare proposte da presentare a chi di dovere, anche fosse anche un solo museo per volta. La formula adottata permette di scrivere dei semplici post, non esitare a mettere idee, commenti, proposte e suggerimenti che saranno raccolti e proposti. https://www.linkedin.com/in/elena-tempestini-6a163279

Giuliana Geronazzo
Artista e Maestro. Suoi media il vetro – tecnica di fusione e formatura – e pittura a spatola.
Da 40 anni collabora con il Museo Archeologico dell’Alto Mantovano-Cavriana, diretto da Adalberto Piccoli incaricato dalla Soprintendenza di Milano. ll Museo è gestito totalmente da volontari.
Tiene corsi nel suo studio Ha curato il Percorso Tattile per non vedenti con riproduzioni da oggetti di scavo.
lnvitata alla Biennale di Venezia 2017, Pad dell’Armenia, partecipa con i suoi committenti ad ARTOUR-Oil MUST fin dagli esordi del progetto.
Suoi lavori appartengono alla Collezione di ABC 360 MUSiAT il museo di Alice Bel Colle Al curato da Tiziana Leopizzi.
http://www.geronazzogiuliana.it

Tiz Leopizzi

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#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Pubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 18 gennaio 2021

“Henry Moore” Il disegno dello scultore  di Riccardo Rescio

Henry Moore
Il disegno dello scultore

Il disegno dello scultore”, è la mostra curata da Sebastiano Barassi, Head of Henry Moore Collections and Exhibitions e Sergio Risaliti, Direttore Artistico del Museo Novecento di Firenze, dedicata al grande scultore Inglese Henry Moore. La mostra, organizzata in collaborazione con la Henry Moore Foundation, con il contributo di Banca Monte dei Paschi di Siena, aperta sino al 18 luglio 2021, vedrà il Museo Novecento di Firenze ospitare una corposa selezione di disegni, circa settanta, assieme a grafiche e sculture. Henry Spencer Moore figlio di minatore, vive la sua infanzia tra i colleghi del padre imparando a osservare e conoscere il carbone, le rocce e le pietre grezze o levigate dall’acqua. Studia Arte e al British Museum di Londra, che visita frequentemente, viene fortemente attratto dalla scultura antica Sumera ed Egizia. Henry Moore nasce a Castleford, il 30 luglio del 1898 e muore a Much Hadham, il 31 agosto del 1986. La Mostra, significativa per presenza di opere e per il carattere inedito della scelta, fortifica ancor piu il grande legame di Moore con il territorio Toscano, che tuttora ospita opere monumentali dell’Artista, che nel 1972 ha accolto l’importante esposizione, nella straordinaria cornice del Forte Belvedere di Firenze, nel 1987, la Mostra nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio e nel 2021, questa al Museo Novecento. Un legame forte con Firenze che ha rappresentato un momento saliente e forse cruciale nella formazione del genio artistico di Henry Moore, giunto in città per la prima volta nel 1925, grazie ad una borsa di studio messa a disposizione dalla Royal College of Art. Fu quella l’occasione per ammirare e osservare le creazioni dei grandi maestri del passato, tra cui Giotto, Donatello, Masaccio e Michelangelo. Lo scopo principale dei miei disegni è di aiutarmi a scolpire. Il disegno è infatti un mezzo per generare idee per la scultura, per estrarre da sé l’idea iniziale, per organizzare le idee e per provare a svilupparle…Mi servo del disegno anche come metodo di studio e osservazione della natura (studi di nudo, di conchiglie, di ossi e altro). Mi accade anche, a volte, di disegnare per il puro piacere di farlo”, ha dichiarato Moore. Sempre secondo Moore infatti: “L’osservazione della natura è decisiva nella vita dell’artista. Proprio dalla attenta osservazione lo scultore arricchisce la propria conoscenza della forma, trova nutrimento per la propria ispirazione e mantiene la freschezza di visione, evitando di cristallizzarsi nella ripetizione di formule. Con “Henry Moore. Il disegno dello scultore” si accende quindi un faro sulla produzione grafica di questo protagonista della scultura contemporanea, che nel corso della sua intensa attività ha avuto modo di confrontarsi non solo con la scultura primitivista ed extraeuropea e con le sperimentazioni formali e linguistiche delle avanguardie storiche su tutte, le esperienze di Brancusi e Picasso, ma anche con la tradizione della grande Arte Italiana dei secoli precedenti, in particolare con quella dei grandi Maestri artefici dell’umanesimo in Arte. Firenze città d’Arte per antonomasia e culla dell’umanesimo, torna a rendere omaggio a Henry Moore, lo scultore moderno che più di ogni altro ha saputo interpretare e sviluppare la lezione dei grandi maestri del Rinascimento, dando vita a un’esperienza nuova, diversa anche se consequenziale per molti aspetti a quella di Masaccio e Donatello, di Brunelleschi e Michelangelo.

Al Museo Novecento di Firenze sino al 18 luglio 2021

https://photos.app.goo.gl/vgPV61XC9aMQcoAW6

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“The Founder” Il Primo Trailer Italiano Ufficiale del film sul fondatore di McDonald’s

“L’Italia è un Paese di pescatori a cui manca la Rete” di Riccardo Rescio

C’è chi con un medaglione di carne tritata o con dell’acqua colorata proposta come caffè, ha realizzato catene mondiali e c’è chi da noi, nel Paese delle meraviglie, ancora si domanda come si conquistano i mercati. Eppure ci sono esempi concreti, collaudati, che intorno ad un monoprodotto hanno allegato di tutto e di più e noi che abbiamo veramente di tutto e tanto, ma tanto di più, non riusciamo a creare una rete di punti vendita a marchio Italia. La Promozione è una cosa seria, talmente seria che andrebbe fatta con una metodologia scientifica, controllabile, ripetibile e verificabile.
La necessaria rivoluzione della comunicazione dell’Italia nel mondo, ha il suo presupposto in alcuni elementi portanti, come la condivisione sistematica univoca e paritetica di quella straordinaria particolarità Territoriale costituita dalle nostre 20 straordinarie Regioni.
“Terre Uniche”, ricche di innumerevoli peculiarità, così ampie e variegate da accontentare anche i piu sofisticati ed esigenti viaggiatori dei nostri Tempi.
Infatti ogni Luogo della nostra “Penisola delle Meraviglie”, ha affascinanti Storie da raccontare, bellissimi Posti da far vedere, squisiti Sapore da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere.
Nonostante la palpabile sete di conoscenza di territori e la grande voglia e disponibilità ad acquistare prodotti Italiani e tutto ciò che all’Italia in qualche maniera si riconduce, non vi sono all’estero attività strutturate, ampiamente diffuse, che possano soddisfare tali richieste e sopperire a tali carenze.
Ecco che una Capillare Rete di Punti Promo/Vendita a marchio Italia, contribuirebbe a colmare questa lacuna.
Un programma di proliferazione da realizzare in Franchising che accellererebbe la realizzazione di un considerevole numero di Centri di Promozione e Vendita nel mondo.
Gli “AmbaStore” a Marchio Italia diverrebbero delle vere e proprie Ambasciate dei Saperi e dei Sapori, delle nostre Terre Uniche che assommano in sé tutte le caratteristiche e le peculiarità che hanno reso appetibile il Made in Italy a livello internazionale.
Il format innovativo raggruppa in un unico contesto una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e un Travel Point, esclusivamente dedicato all’Italia, per incrementare l’incoming turistico verso il nostro Paese, attraverso proposte strutturate che valorizzino tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano i Territori della 20 Regioni d’Italia, diversificando e destagionalizzando l’offerta. Attraverso la somministrazione, la vendita e i servizi collegati, gli “AmbaStore” permetteranno una facile indindividuazione e accessibilità ai prodotti Italiani, garantendone la qualità, la reperibilità e al contempo offrire una molteplicità di informazioni Turistico/Territoriali, Artistico /Culturali direttamente agli utenti finali.
Rendere percettibile e contemporaneamente tangibile, l’incommensurabile offerta Italiana, sia essa Agroalimentare, Produttiva, Manifatturiera, Territoriale, Turistica, Culturale, Artigianale o Folcloristica, è importante, determinante e necessaria, per far conoscere tutte le nostre Regioni, che per Lingua, Tradizioni, Cultura, Territorio e Produzioni Locali, sono una completamente deversa dall’altra e possono realmente offrire un ventaglio di proposte talmente ampio e diversificato, da accontentare proprio ogni tipo di aspettativa.
Una attività, permanente, continua e diretta al pubblico, quella degli “AmbaStore”, che implementerà sicuramente la destagionalizzazione, la difersificazione dei flussi turistici verso il nostro Paese, nella sua totalità territoriale e non potrà che incrementare la vendibilita’ delle Eccellenze Italiane all’estero, sia in termini numerici che di qualità.
Allora perché non farlo

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

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“Profumo di Oleandro” di Pier Giorgio Farina

C’è un fiore che più di altri ci parla di estati calde e mediterranee: l’oleandro.
I profumi, lo sappiamo, sanno richiamare istantaneamente alla memoria segmenti di vita vissuta meglio e più di una fotografia.
L’insieme di queste cose, per me, sa di infanzia. Ma non perduta, perché essa sapeva di ciò che fui dopo. Da bambino l’estate significava libertà di correre, di stare nella natura e sentirne la bellezza. Ma voleva anche dire vedere cose che mi affascinavano particolarmente. Quando, in inverno sentivo il rombo avvicinarsi, non potevo andare a scorgerli. Dal banchetto di scuola, che era rigorosamente biposto, il massimo che potevo era dire al mio compagno : “senti? … sta passando!”. Riuscivo a sentire il rombo dei “gialli addestratori ad elica” anche prima che si manifestasse.

Grottaglie era la base che ospitava sia la Scuola Istruttori (SCIV) che il Soccorso Aereo (SAR). In estate, insomma, potevo starmene più col naso all’insù. Sentivo le eliche avvitarsi nell’aria e correvo fuori dalla casetta di vacanza in campagna. Era poco fuori il paese e, come una saetta, mi fiondavo nel giardino o sul tetto; spesso salivo su quell’albero di fico da cui riuscivo a scorgere anche il passare tra le fronde del trenino per Martina Franca, più in là oltre la strada, sul filo dell’orizzonte, circondato dal profumo di oleandri. E che dire poi di quel battito d’ali possente, quanto cupo ed amico: l’elicottero, con il suo motore ancora a pistoni, fatto di tralicci argentati e cabina di vetro. Quante volte ho salutato e chissà, qualche volta qualcuno avrà visto quelle braccine agitarsi. Cosa avrei potuto fare da grande se non il pilota?
E invece no. Mia madre ne sarebbe morta di paura; ma non lo sapevo ancora, e così sognavo e mi illudevo, un giorno, di poter cavalcare anch’io due ali lucenti. Ma il rapimento massimo, quello che mi faceva battere più forte il cuore, era quando il capitano veniva a salutare la sua bella che abitava alla periferia del paese, Crispiano, a due passi da me. E quello era un jet! Caspita che passaggi radenti!

Ogni volta speravo che scendesse più giù. Che picchiate!
Allora era concesso volare così bassi ma più avanti, molti anni dopo, non lo fu più e, ironia della sorte, toccò proprio a me, controllare che ciò non accadesse mai. Nella vita, non ho potuto pilotare per mestiere, ma ho servito chi ha potuto farlo. Poi, ho imparato a credere in ciò che sa volare più alto e più veloce.

Quello stesso mestiere in cui non mi fu possibile esaudire i sogni mi diede altre occasioni, più preziose. Ed ora, ora che “ho già messo giù il carrello” mentre scendo per il mio atterraggio, mi basta sentire il profumo di oleandro per rivivere quei momenti. E il naso all’insù?

Quello mi è rimasto. Ma ho imparato a scrutare oltre le nuvole e penso a ciò che si muove tra le stelle ma che non vediamo e non sentiamo ancora. Che strano, ma proprio in tempi così bui, ripiegati su noi stessi, tutti avremmo bisogno di tirare su il naso e sentire la grandezza di ciò che va oltre la punta dei nostri capelli. William Shakespeare
Fece dire al suo Amleto : “ci sono più cose tra cielo e terra di quante tu possa immaginarne… “. Dobbiamo esserne certi perché può davvero supportarci nelle incertezze di questa nostra “irreale” realtà.
E l’oleandro… profuma.
Profuma anche di notte. E anzi, di più.

Pier Giorgio Farina

Ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana, ha svolto servizio presso il 3° R.O.C. di Martina Franca ricoprendo molteplici incarichi di comando. Corsi e incarichi presso enti Aeronautici in Firenze, Ferrara, Brindisi, Lecce, Roma, Taranto. In missione di PeaceKeeping in Kosovo e Afghanistan. Conclude il percorso al servizio dell’Arma Azzurra con il Comando del 65’ D.T.A.M.
Laureato in Scienze della Formazione, attualmente coinvolto in varie attività di carattere sociale, tra cui “L.L.I.F.E. Project” , di cui è autore, per diffondere la conoscenza della Agenda 2030 dell’ONU.
Sposato. Due figli.

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

I Musei Civici Fiorentini, riaprono lunedì 18 gennaio 2021

Tommaso Sacchi

I&f Arte Cultura Attualità
“I Musei Civici Fiorentini, da lunedì 18 gennaio 2021, tornano allo godibilita di tutti”
Ebbene si dal prossimo lunedì i Luoghi del cuore e Ludoteche dell’anima, tornano ad essere visitabili, i Musei Civici Fiorentini finalmente riaprono.
L’annuncio è stato dato dall’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi: “La cultura che riparte un segnale forte di speranza” Dopo il via libera del Governo, il Comune di Firenze è pronto ad accogliere di nuovo i visitatori.
“Non vogliamo perdere nemmeno un minuto – ha dichiarato Tommaso Sacchi – e anche se sappiamo che ci saranno sacrifici economici da fare crediamo che sia un segnale di speranza importante: dopo un anno di grave crisi per tutto il comparto culturale adesso ci auguriamo che la riapertura, con tutte le necessarie prescrizioni sanitarie, possa essere permanente”.
“In questi giorni – ha continuato – abbiamo lavorato senza sosta per organizzare la riapertura e possiamo annunciare che lunedì saranno di nuovo visitabili tutti i musei comunali. Dal Comune vogliamo che arrivi un messaggio chiaro: la cultura, come la scuola, sono pilastri fondamentali della società e gli strumenti cruciali per lo sviluppo e l’educazione delle giovani generazioni. Ringraziamo il ministro Dario Franceschini per aver ascoltato le richieste del mondo culturale e per l’impegno continuo verso tutto il settore”. (edl)
Giorni e orari di apertura dei Musei :

Museo di Palazzo Vecchio
Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì con orario 9,00 – 19,00
Giovedì con orario 9,00 – 14,00

Sala Duecento Arazzi Medicei
Martedì, mercoledì, venerdì, 10,00 – 18,00

Torre di Arnolfo
Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì con orario 9,00 – 17,00
Giovedì con orario 9,00 – 14,00

Museo Novecento
Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, con orario 11,00 – 19,00
Giovedì con orario 11,00 – 14,00

Museo Stefano Bardini
Lunedì e venerdì con orario 11,00 – 17,00

Cappella Brancacci
Mercoledì, giovedì e venerdì con orario 10,00 – 17,00

Cappella Brancacci/Fondazione Romano, percorso cumulativo
Lunedì con orario 10,00 – 17,00

Museo di Santa Maria Novella
Giovedì e venerdì con orario 10,00 – 17,00

Museo del Ciclismo Gino Bartali
Venerdì con orario 10,00 – 13,00

Memoriale di Auschwitz
Lunedì e venerdì con orario 10,00 – 13,00 (visite orarie)

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Pubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 15 gennaio 2021

Prosecco Doc da record, superate 500 milioni di bottiglie nel 2020 – Vino – ANSA.it

Credito immagine : Credito immagine : https://www.ansa.it

Prosecco Doc da record, superate 500 milioni di bottiglie nel 2020 – Vino – ANSA.it https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2021/01/12/prosecco-doc-da-record-superate-500mln-bottiglie-nel-2020_49acebb7-9536-44a2-8665-816db310fccf.html

“Idee, proposte e progetti” di Italia&friends

E se cinquecento milioni di bottiglie in un anno, solo di Prosecco, diventassero contatti di promozione e valorizzazione territoriale, moltiplicati almeno per due, poiché è raro che si beva una bottiglia di buon vino da soli, con la semplice introduzione di un piccolo codice QR Code sull’etichetta delle bottiglie, non dovrebbe essere una impresa così impossibile da realizzare, per tutti i nostri produttori di vino, visto che alcuni illuminati e lungimiranti già lo fanno.

Il codice QR è un codice a barre bidimensionale, ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema bianco di forma quadrata, impiegato in genere per memorizzare informazioni destinate a essere lette tramite uno smartphone. Wikipedia

ph riccardorescio

“Le Bottiglie Ambasciatrici Divine” di Riccardo Rescio
A proposito di “Circoli virtuosi”, per ciò che concerne le bottiglie vino, sono milioni le bottiglie di Vino in giro per il mondo, queste costituiscono contatti Promo/Pubblicitari a costo zero. Bottiglie che, a buon titolo, possono acquisire la nobile carica di autorevoli Ambasciatrici delle rispettive Terre d’origine.
Le etichettate delle nostre “Ambottiglie” dovrebbero essere dei veri e propri passaporti diplomatici, inconfutabili documenti di riconoscimento che caratterizzano e identificano ogni singola bottiglia e il suo prezioso contenuto.
Etichette di riconoscibita’ che riportino in chiaro, in modo leggibile informazioni sulla tipologia, carattetistiche del loro contenuto e anche la Localita’, il Comune la Provincia, la Regione, lo Stato di origine.
La facile e immediata collocazione e contestualizzazione della zona di produzione, non potra’ che implementare flussi turistici per i Luoghi di produzione, che oltre al vino, hanno certamente tanto altro da offrire.
Le etichette/passaporto dovrebbeto riportare anche un “Micro QR code”, con tutte le indicazioni geolocalizzanti, della zona di produzione e del contenuto della bottiglia. In sintesi, rendere concreto e tangibile il famoso “Circolo Virtuoso” tra Prodotto e Territorio, finalizzato ad una sempre maggiore valorizzazione di tutte le nostre Eccellenze, comprese quelle Vitivinicole, per una sempre migliore conoscenza delle nostre straordinarie “Terre Uniche”.

Articolo Pubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 25 maggio 2018 https://italiaefriends.wordpress.com/2018/07/07/le-bottiglie-ambasciatrici-divine/?preview=true

#comunichiamoalmondolitalia #alcentrodellabellezza #tuttoilbelloeilbuonochece #italiaefriendsocialinnovationproject

“Elogio del fritto” di Riccardo Rescio

Un buon fritto non si nega a nessuno.

Fettina di carne impanata e fritta

Un vecchio adagio popolare fiorentino recita che fritta, è buona anche una suola. Molto probabilmente è da questo modo dire che prende spunto un’altro detto, che più che tale, è in realtà un collaudato modo di fare, che costituisce uno dei postulati su cui si basa il potere, la collaudata procedura recita “date al Popolo affamato suole fritte e fate in modo che parli unicamente dell’impanatura e non dell’impanato. Una strategia comunicazionale finalizzata a distogliere l’attenzione della sostanza delle cose, spostandola su questioni marginali, senza grande importanza, facendole però assurgere facogitandole, a vitali questioni di sopravvivenza. Una attività paradossalmente accolta con fervore fideistico da parte di chi non ha voglia, tempo e capacità di capire, la totale o parziale assenza di capacità critica è un fertile terreno che porta a far fiorire, eufemisticamente parlando, fazioni, movimenti e partiti, che poggiano la loro stessa esistenza sulla doratura del fritto, peccato che in molti casi come contenuto non c’è neanche una suola, ma solo aria, aria fritta ben impanata.

Firenze 14 gennaio 2021

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Giorgio Gaber – La libertà”

“La Libertà è proposizione” di Riccardo Rescio

La libertà è partecipazione diceva in una sua canzone Giorgio Gaber, ma la libertà deve essere anche proposizione, per rendere la partecipazione concreta, attiva, contributiva, si perché la libertà per continuare ad esistere ha necessità e bisogno di nutrirsi, continuamente e come un corpo per poter restare sano ha bisogno di una giusta ed adeguata alimentazione, che preveda una ampia e variegata presenza di alimenti, così la libertà ha necessità di essere alimenta dal contributo personale e quindi diversificato di ogni singola persona della comunità. Quale momento migliore per pensare, riflettere, considerare se non quello in cui per qualsivoglia motivo, incominciamo a guardarci dentro, cercando di capire il come e il perché del nostro fare e del nostro eventualmente subire o comunque del nostro essere, partecipare, condividere. È questo il momento di smettere di fare dissertazioni assurde e inconcludenti, ora è giunto il tempo per renderci attori di quel cambiamento che vorremmo vedere intorno a noi, smettendo di essere spettatori presunti inermi, solo presunti perché chi sta solo a guardare, non solo subisce, ma contribuisce a rallentare, affossare e boicottare, ogni forma di miglioramento per sé e per gli altri. Se un tempo era difficile rendere la partecipazione attiva, se non con assembramenti fisici, di massa che parlavano e gridavano slogan, oggi la moderna tecnologia ci permette di partecipare ogni singola voce, ogni singolo pensiero, uscendo dalla mera logica del dissenzo di pancia per passare a quello della proposta di testa. Smettiamola di contestare attaccando, ma contestiamo proponendo idee e progetti, solo così potremo veramente crescere ed evolverci, ricordando sempre che i più grandi misfatti della storia sono stati perpetrati da folli megalomani, che senza il consenso attivo e passivo di chi non ha voluto e saputo difendersi da teorie aberranti, sono stati incapaci di proporre, accontentandosi di subire, nella presunzione di essere attori, mentre non erano altro che strumenti di recessione e repressione. Allora se la Libertà è partecipazione rendiamola propositiva, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.

Firenze 14 gennaio 2021

“Più di ieri, meno di domani” di Patrizia Merlino

Da ieri a domani

“Più di ieri, meno di domani”
di Patrizia Merlino

Tutte le volte che sento parlare di parità uomo/donna, di gendergap ….mi viene alla mente la mia “storia” non che io sia un fenomeno……ma non ho mai creduto che la capacità di una donna si possa basare su una norma, bè no questo rende la credibilità delle donne, diciamo così, “poco credibile” e quindi abbiamo poco da lamentarci quando non veniamo valutate (anche economicamente) alla pari dei nostri competitor uomini.
La mia vita lavorativa, anche se sono una seconda generazione, è iniziata non in azienda anzi…la mia prima scrivania fu la lapide di un signore con due baffoni….aveva fatto la guerra del 15-18, ebbene sì io che viaggio sempre sul tacco ho iniziato con gli scarponi, andando sui cantieri ed all’inizio senza sapere se le case si costruivano partendo dal tetto o dalle fondamenta….per chi non lo avesse capito ho iniziato come marmista, nome declinato al femminile ma fatto sempre, nella storia dei tempi, da uomini.
Vi evito il racconto della prima volta che andai a comprare lastre a Carrara.
Sì a 19 anni ho rilevato una ditta di marmi, anche se ero iscritta a Giurisprudenza e sognavo di fare il magistrato antimafia (erano gli anni delle stragi), non scorderò mai la frase di un mio prof. “signorina lei ha il carattere e le capacità per riuscirci….ma appena atterata a Palermo le sparano sulla fiducia”….vabbeh il mio caratterino non è mai stato il mio punto debole.
Diciamo che non ho mai fatto scelte “convenzionali” … a meno che la moto da trial al posto del motorino sia la scelta più corretta, no no per me nessun tutù.
La ditta di marmi uscì da una proposta che fecero a mio papà e che io accettai incurante di essere una donna, ma credetemi imparare un mestiere che da sempre è regno degli uomini mi sembrò l’idea migliore, come aggravante alla mia voglia di fare e di non farmi spaventare dalle difficoltà, che spesso si rivelano per essere delle chance come abbiamo visto nel 2020, sono nata lavorativamente a Ceva, cittadina del basso Piemonte che diede i natali a Marisa Belisario la più famosa donna manager che l’Italia abbia avuto.
Vendetti l’attività, ma affittando il capannone che intanto avevo costruito, dopo 8 anni su e giù per i cantieri vivendo nei primi tempi scherzi che ora farebbero gridare, uno per tutti un giorno salii su una soletta e vidi togliere la scala di legno… beh sarebbe stato destabilizzante, ma non mi persi d’animo dissi a chi era sotto “se non mi vedranno rientrare stasera magari qualcuno verrà a cercarmi… intanto prendo il sole” questa frase fece sì che la scala tornasse al suo posto subito.

Se si vuole giocare in un campo avverso bisogna prima di tutto sapere ed accettare le regole del gioco, non possiamo volere la parità quando chiediamo di cambiare “a forza” le regole del gioco.
Se voglio fare un mestiere maschile o meglio che è sempre stato fatto da uomini, non vale chiedere che cambino il genere (magistrata, sindaca, assessora, meccanica… che giustamente una volta tanto il correttore dà errore scritto così) ma devo saper fare il mestiere, la bravura non è data per desinenza ma è data dalla propria capacità, in fondo gli uomini quando intraprendono mestieri “femminili” non fanno tante “storie”, lavorano e cercano di portare a casa i risultati.
Sinceramente se avessi avuto la fortuna di avere una figlia le avrei fatto fare un mestiere da uomo, senza aiuti, perché non vale lamentarsi ma, al contrario, vale farsi valere.
Sì io sono fortunata lavoro nella ditta che mio padre ha costituito 60 anni fa, come sanno bene tutti quelli che arrivano in seconda, terza etc… battuta, siamo fortunati, abbiamo la “pappa pronta”, ma chi lo dice spesso non sa quanta fatica ci sia nel guadagnarsi il “posto al sole” perché l’ombra di chi ci ha preceduto se è stato bravo, forte, capace, intraprendente è tanta, e allora bisogna fare di più.
Nel mio caso mio papà mi ha cresciuta (e qui torniamo al problema di genere) senza favoritismi né in quanto sua figlia, men che meno perché donna.
Ed io ho sempre preso ogni sfida che mi ha lanciato come un challange per dimostrare che non basta essere figlia di …
Per un periodo abbiamo dovuto stampare dei particolari all’interno di uno stabilimento esterno, bene chi ha vinto la missione? No non servono indovinelli io… ovvio la sfida era importante ed impegnativa, bene anche in quel caso non sono arretrata, ma pur considerando che i turni erano 3, io entravo quando usciva il turno di notte e poi uscivo quando entrava il turno di notte, così da preparare il lavoro per i miei, seguirli tutto il giorno ed assicurarmi che la linea di produzione avesse merce per tutta la notte.
Diciamo che è stata un’esperienza faticosa, stressante (fermare una linea di produzione di una multinazionale, diciamo che non sarebbe stata una grande idea) ma assolutamente formativa.
Al termine di questo monologo non posso che affermare di essere felice del mio essere donna, ma che non sopporto favoritismi da parte di nessuno perché essere donna non è un handicap, non abbiamo bisogno di favoritismi, di scivoli (coi tacchi poi sono pericolosi) ma anzi….dobbiamo essere talmente brave dal crearci il nostro spazio, con la nostra forza, la nostra inventiva e se non ci riusciamo…..bè forse non stiamo facendo lo sforzo nella giusta direzione ricordiamo sempre che c’è una differenza forte tra quello che desideriamo e quello che siamo in grado di fare, e un po’ di umiltà aiuta.
Comunque mai, mai e mai cadere vittime di ricatti di qualsivoglia tipo, noi più “anziane” dovremmo spiegare alle giovani che entrano nel mondo del lavoro cosa significa farsi valere, avere un proprio posto, saper scegliere e soprattutto avere la forza di non scendere mai a umilianti patti.

Patrizia Merlino
http://www.merlinopubblicita.com/it/chi_siamo

Da Ieri a domani” è una rubrica a cura di Tiziana Leopizzi

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

“Quando la bellezza invade gli occhi” di Riccardo Rescio

A Firenze, nella Città d’Arte per antonomasia, in uno scenario incredibilmente bello, con un panorama dominato dalla straordinaria imponenza del Duomo, che in realtà è perfetto così com’è, c’è tutto un resto che al suo cospetto risulta piccolo.
Un considerevole resto, fatto di tanti capolavori di dimensioni certamente più contenute, ma immensi e di altrettanta assoluta bellezza, tutti distinguibili, visibili, quasi tangibili, dal Forte Belvedere, che nella sua terrazza ospita 10 grani strutture, con Venti immagini giganti di Firenze e della Toscana, che costituiscono nel loro insieme la Mostra “Bellezza oltre il limite” di Massimo Sestini, aperta al pubblico da 16 settembre al 31 ottobre 2020.
Venti immagini di magistrale bellezza, che si stagliano nello straordinario panorama di Firenze, vere e proprie sculture fotografiche, che vogliono fortemente rappresentare l’interpretazione Artistica del concept “Toscana, Rinascimento senza fine”, il progetto comunicativo studiato da Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, per la campagna internazionale di promozione della Regione Toscana.
Sono immagini, quelle di Massimo Sestini, che presentano Firenze e una Toscana ritratta da una prospettiva sicuramente inedita, poiché i suoi scatti sono stati realizzati a 2000 piedi di altezza, con speciali obiettivi che hanno permesso inquadrature di assoluta originalità.
Il risultato naturalmente va al di là di una tradizionale se pur professionale fotografia, divenendo vera opera d’Arte.
La disposizione, il posizionamento, l’artenanza delle strutture portanti delle immagini, sapientemente collocate, si alternano tra loro lasciando spazio a inquadrature dello spettacolare panorama che le contiene, creando una suggestione ottica di incredibile bellezza. La campagna “Toscana Rinascimento senza fine” costituisce la perfetta sintesi di un’insieme di azioni di promozione, tra loro complementari e progressive, attuate in questi mesi per creare un nuovo modo di comunicare, per poter suscitare un sempre maggiore interesse verso le tante diffuse, meravigliose straordinarietà, che la Regione Toscana racchiude. Una azione combinata per intercettare il Turismo Nazionale e Internazionale, in modo decisamente e finalmente più nuovo e accattivante. Dalla bellissima e indimenticabile Mostra del 1972 di Henry Moore, il Forte di Belvedere di Firenze è diventato uno degli spazi espositivi aperti più importanti e belli al mondo. Riapre finalmente in questo settembre 2020 proprio con la Mostra di Massimo Sestini, con le sue immagini che sono incastonate in strutture di considerevole grandezza, ognuna delle quali misura cinque metri per tre che, come grandi finestroni, si inseriscono sullo skyline di Firenze.
La Mostra “Bellezza oltre il limite”,
è stata curata da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, promossa dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze e realizzata da Fondazione Sistema Toscana, Toscana Promozione Turistica e Mus.e

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #RinasceFirenze

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“I&f Café” Un Caffè con Elena Tempestini, parlando di innovazione Museale

Un Caffè con ….. Parlando di …..

Mercoledì 13 gennaio 2021 alle 21, sul gruppo Amici di ARTOUR-O IL MUST di Facebook, il 2°appuntamento all’ I&f Café, sarà Elena Tempestini a gustare il prossimo caffè con gli Amici di ARTOURO e di Italia & Friends.

Continueremo il discorso iniziato con Serena Bertolucci, Direttore della Fondazione di Palazzo Ducale a Genova, che ha aperto questa tematica condividendo le sue importanti esperienze con noi. Le idee sono state intanto raccolte e faranno parte poi del manifesto finale.

Elena Tempestini, fiorentina, innamorata di Firenze, è storico, scrittrice, curiosa, free lance per diverse testate, fotografa, ama i fiori, insomma è donna di grande cultura. Inizierà introducendo il concetto di Museo come attrattore e attivatore. Fondamentale la vostra partecipazione per esplorare proposte da presentare a chi di dovere, anche fosse anche un solo museo per volta. La formula adottata permette di scrivere dei semplici post, non esitare a mettere idee, commenti, proposte e suggerimenti che saranno raccolti e proposti.

Tiziana Leopizzi http://www.ellequadro.com

Riccardo Rescio https://italiaefriends.wordpress.com/

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“Sulla Fede” di Patrizia Poggi

Considerazioni sulla Fede di Patrizia Poggi a commento dell’articolo “Lettera aperta a Papa Francesco”

Condivido tutto Riccardo Rescio sulla fede. La fede deriva dall’ascolto (fides ex auditu), ci insegna San Paolo. L’ascolto a sua volta implica sempre un partner. La fede non è un prodotto della riflessione e neppure un cercare di penetrare nelle profondità del mio essere. Entrambe le cose possono essere presenti, ma esse restano insufficienti senza l’ascolto mediante il quale Dio dal di fuori, a partire da una storia da Lui stesso creata, mi interpella. Perché io possa credere ho bisogno di testimoni che hanno incontrato Dio e me lo rendono accessibile…( Ecco le parole di Benedetto XVI)

Patrizia Poggi

Promotrice di Arte-Cultura e Turismo, già resident manager del Relais Villa Roncuzzi, https://www.villaroncuzzi.it
collezionista d’Arte, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends. p.poggi@villaroncuzzi.it

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Lettera aperta a Papa Francesco” https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1773899835995149&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

“Il Viaggio della Volontà” di Elena Tempestini

“Il Viaggio della Volontà” di Elena Tempestini

Elena Tempestini

La vita è un continuo viaggio di volontà, tenacia, pazienza, cadute e determinazione per rialzarsi spazzolandosi la polvere dagli abiti. È la capacità di “stare dentro” le situazioni, imparare con cautela e coraggio, senza cercare scorciatoie, assumendosi responsabilità. Non servono scappatoie o vili sgambetti, serve il credere in se, il migliorarsi per prosperare e sapere che di certo c’è ben poco, e poi sicuramente ci vuole la Serendipita’ della vita… Ricordate Forrest Gump? Forrest ed il suo ex capitano del Vietnam vengono travolti da una violentissima tempesta mentre si trovano su un peschereccio per gamberetti, con il quale non erano mai riusciti a pescare e sopratutto guadagnare molto. Rischiano seriamente la vita, mentre gli altri pescatori sono rimasti in porto al sicuro. Al loro miracoloso ritorno sulla terraferma, si accorgono che ciò che avevano vissuto come un evento estremamente negativo è stata la loro fortuna: mentre gli altri pescherecci sono stati distrutti dalla tempesta che li ha fatti sbattere contro le banchine del porto, la loro è l’unica imbarcazione rimasta indenne, da quel momento le loro reti vengono sempre sollevate stracolme di crostacei. Da lì parte un business miliardario di vendita dei gamberetti. È l’affrontare la tempesta che consentirà a Forrest di diventare il più importante rivenditore di gamberetti, nonché un milionario.

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

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“Le Grandi Mostre 2021” di Palazzo Strozzi Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“Le Grandi Mostre 2021” di Palazzo Strozzi Firenze

Palazzo Strozzi, come tutto il Sistema Museale Italiano, è fortemente determinato a portare avanti la propria programmazione adeguata al mutato scenario e alla luce delle conseguenti restrizioni, elaborando una nuova tipologia di progetto, adatto a questo difficile momento e in grado di coniugare la dimensione digitale con quella fisica, che auspichiamo arrivi prima possibile. Niente e nessuno deve fermare la voglia di conoscere, scoprire e riscoprire ciò che costituisce linfa vitale per l’anima ed elemento inalienabile per la metabolizzazione del cibo per il corpo.
Riccardo Rescio

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi, 50123 Firenze

Info
Tel. +39 055 2645155

Prenotazioni
Tel. +39 055 2469600
Dal lunedì al venerdì 9.00-13.00 / 14.00-18.00
prenotazioni@palazzostrozzi.org

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“Tiziana Leopizzi”

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata Accademico ad Honorem dell’Accademia delle Arti del Disegno, per la sua scelta di diffondere i valori dell’Arte e della Cultura in modo semplice e trasversale. L’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, è la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, vanta come primo Accademico Michelangelo. Nel 2018 Tiziana Leopizzi è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci, il cui Curriculum vitae non manca occasione di publicare, è certamente per tutti noi una inesauribile fonte di inestimabili saperi. Tiziana Leopizzi, dalla eclettica e vulcanica personalità e dall’inesauribile voglia di fare, utilizza l’Arte come strumento di informazione, realizzando straordinari progetti comunicativi in Italia e all’estero. Dal 1993 Tiziana Leopizzi è responsabile di Ellequadro Documenti Archivio Internazionale Arte Contemporanea di Genova, che raccoglie informazioni su oltre 165.000 nominativi tra Artisti e Designer. Grazie a questo poderoso supporto tecnico crea ed organizza eventi d’Arte contemporanea, mostre, conferenze in Italia e all’Estero per far risaltare l’identità di Istituzioni, Imprese e Privati. In quest’ottica da anni valorizza il ruolo della Committenza con ARTOUR-O il MUST, il MUSeo Temporaneo, progetto itinerante che ha toccato numerose città in Italia e all’estero come Genova, Firenze, Roma, Londra, Montecarlo, Shanghai e Yiwu, Beijing, Mérida, Hangzhou, Praga ed ora Barcellona, e in Italia con i MISA – Museo Internazionale in progress di Scultura per le Aziende, nei luoghi dove sono ubicate le Aziende. Tali progetti, veri e propri strumenti di comunicazione culturale per le Imprese, costruiscono un network trasversale che coinvolge Aziende, Fondazioni, Istituzioni, Musei e Università, creando o incentivando il dialogo tra di loro. Ellequadro Documenti annovera tra i suoi progetti anche Fermo Immagine, iniziativa che unisce Arte, Musica, Performance e Moda in un unico format, il Premio gAt – Giovani Artisti di Talento dedicato alla promozione dei giovani artisti under 35 del territorio Italia e Saper Vedere. Firenze 9 gennaio 2021

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“Streghe e Stregoni” di Riccardo Rescio

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Ogni tempo ha le sue streghe, ed ogni strega ha il suo persecutore. Tremate, tremate, le streghe son tornate, in realtà ci sono sempre state, non se ne sono mai andate, ma purtroppo mai veramente individuate. Perché quelle che hanno perseguitato, flagellato e bruciato, erano solo vittime sacrificali da dare in pasto al popolo credulone per coprire i misfatti che i veri stregoni perpetravano. La Storia dell’uomo è lunga, ma la sua evoluzione lenta molto, molto, lenta e chissa mai quando arriverà al suo compimento.
Dallo stato di natura ad oggi ciò che unisce maggiormente le masse è avere una entità a cui attribuire colpe e responsabilità, un nemico da colpire, per placare la sensazione, spesso solo presunta, di aver subito un torto, o per una supposta necessità di sopravvivenza, pretesti sempre farciti di retorica, di luoghi comuni, di banalità, di slogan, necessari a fagocitare un popolo contro una minoranza, un nemico da dover colpire, combattere, eliminare. Lo sanno bene i caporioni, i caporali, i complessati e gli squilibrati, di tutti i tempi, che riescono a trasformare le proprie paure, repressioni e angosce, in nevrosi collettive, liberando dal proprio essere il Minotauro che hanno dentro, per poterlo aizzare contro un singolo, un gruppo, di un popolo dal diverso credo, colore politico o sembianze somatiche.
Passano i secoli, cambiano i tempi, il progresso corre, la vita sembra diventare meno irta di difficoltà, le malattie trovano contrasti sempre più forti, che ostacolano il loro diffondersi e che ne limitano gli effetti mortali, ma nonostante questo, la voglia di trovare un nemico su cui riversare le proprie insoddisfazioni personali e collettive, è sempre latente. Nonostante i drammi causati dalle guerre in generale l’uomo non conserva memoria dell’immenso dolore, delle immani distruzioni, degli insanabili dolori provocati dall’odio, è sempre pronto ad abbeverarsi alla fonte di quell’acqua che gli viene fatta credere potabile e miracolosa, ma che potabile e miracolosa non è, e mai potrà esserlo.
Sono proprio quelli che la Storia la ignorano, più o meno volutamente, ma che ben conoscono le debolezze umane, che la reiterato, mai con le stesse identiche modalità, sempre in modo diverso, subdolo, fuorviante, tanto da stordire purtroppo anche quelli che la Storia l’hanno studiata e la conoscono bene. Quindi è vero che la Storia insegna, ma non a tutti in egual misura, per questo si ripete continuamente, per per lo stesso motivo e utile lasciare da parte magie, stregonerie e illusionismi e perseguire la strada della consapevolezza ragionata e non subita. consapevolezza
Riccardo Rescio (Italiaefriends) Firenze 9 gennaio 2021

#ierioggidomani

“Arte ieri oggi e….” di Tiziana Leopizzi

Ex SA di Porta Romana Gesso del David di Michelangelo e Giorgio Metta con ICUB

Tutto il mondo identifica l’Italia con l’arte, così ricca com’è di capolavori da mandare in marasma coloro che non sono abituati a convivere con questa realtà.
La sindrome di Stendhal la dice lunga su questo punto.
Abbiamo la fortuna di vivere qui, di essere italiani e abbiamo nel nostro DNA una naturale propensione al bello.
Almeno così scriveva convinto Marco Valsecchi in uno saggio nel lontano 1972, nell’era B.I. ( Before Internet).
Fin dalla nascita noi che, come dico sempre, con un miliardo di antenati probabilmente abbiamo una goccia di un grande artista nelle vene, fin da piccoli ci abituiamo a poco a poco all’armonia, alle proporzioni, al bello, grazie a chiese, palazzi, borghi, sculture, dipinti, ma anche mobili, tappezzerie, vasellame, tappeti e arazzi.
I secoli hanno visto avvicendarsi Messapi, Lucani, Etruschi, Fenici, Liguri, Greci, Romani, Arabi, Longobardi, Francesi, Spagnoli, popoli di ogni razza e costume, via via fino ai giorni nostri e tutti hanno lasciato il segno del loro passaggio con interventi di ogni tipo.
Ogni nuova epoca ha creato un proprio linguaggio mediando, cosciente o meno che fosse, il messaggio della propria cultura fatto di stratificazioni.
Così anche oggi come accadeva ieri, l’arte cerca di esprimere o almeno tenta di esprimere lo spirito del proprio tempo.
Oggi però accanto a pittura scultura disegno ceramica architettura, sono nati nuovi ‘pennelli’ grazie alle tecnologie, e i media tradizionali vengono affiancati da video fotografia installazioni progetti interattivi, sensoriali e ora l’A I , Artificial Intelligence, l’arte dei robot che sta creando un pandemonio a tutti i livelli. Gli strumenti della tradizione, immutati per secoli, si trovano costretti a convivere con nuovi contenuti a cui sono costretti a lasciare sempre di più il passo, gli artisti o i creativi devono imparare ad usare le tecnologie, pena il rischio di rimanere ingessati.
Si ripete in maniera amplificata quanto accaduto con l’arrivo della fotografia un secolo fa, che sparigliò le carte o quanto accadde ai tempi di Gutemberg .
I ritmi pero erano diversi e molto più lenti. Ora l’accelerazione è impressionante, i nuovi strumenti incidono a livello di sinapsi e le diverse soggettività a cui si riferisce il messaggio vengono travolte.
La noia, grande complice della creatività, scompare di fronte ad uno smartphone che in tempo reale ti porta in giro per il mondo e a parlare virtualmente con chiunque.
Tutti i tipi di materia e di materiali sono utili allo scopo di creare un messaggio trasversale, materiali improbabili come cemento catrame, tela di sacchi fili plastica plastica riciclata carta cartoncino, pezzi recuperati dalle discariche, ma i diversi media a differenza dell’Artificial Intelligence, hanno mai intaccato il concetto del momento creativo, sostanzialmente pseudo-divino, privilegio forse dell’artista.
Ora lo sconcerto è enorme e mette in discussione l’essenza dell’atto creativo, la sua unicità. Perciò ora è in atto una rivoluzione che ripete il caos che si creò recentemente negli anni settanta dell’Ottocento con la rivoluzione industriale.
Le macchine iniziarono a sostituire la manodopera, ma ora viene sostituito l’ideatore, il creativo, il progettista.
Mai come ora ci viene in soccorso l’etica, negletta e abbandonata, sostituita per certi versi dalla psicanalisi, che ci potrà aiutare a trovare la strada, una nuova strada da percorrere.
Sono fermamente convinta che solo il recupero delle nostre radici unitamente alla consapevolezza del valore di una simile eredità ci siano le premesse non solo per ridare non solo senso al nostro ‘qui e ora’ ma per sfruttare in ogni senso la miniera d’oro del patrimonio alle nostre spalle di cui stiamo chiudendo sempre di più l’accesso.

Tiziana Leopizzi
Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

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Ex SA di Porta Romana Gesso del David di Michelangelo e Giorgio Metta con ICUB

“Voltaire SullaTolleranza”

I&f Arte Cultura Attualità
In Francia nel 1763, viene pubblicata una delle più famose opere di Voltaire.

Ph riccardorescio

Il Trattato “Sulla Tolleranza”, costituisce un testo fondamentale della riflessione sulla libertà di credo, sul rispetto delle opinioni e di molte di quelle caratteristiche con cui oggi si vuole identificare una società come civile. Quella stessa società civile che, in nome della parziale o totale libertà di espressione del pensiero, permette e tollera che il sublime concetto di Tolleranza venga completamente stravolto, tanto da accettare le nefandezze espressive, scritte, parlate e rappresentate, da chi non ha altra possibilità se non quella di attaccare, offendere, screditare, oltraggiare. Perchè privo di qualsiasi consistenza morale, etica, culturale, ma estremamente saturi di invidia, quel germe perverso che una volta acquisito non lascia scampo a chi è privo di difese.
“La cattiveria, la prevaricazione, l’ostracismo, ma anche l’egoismo, sono condizioni che non dovrebbero appartenere alle menti pensanti, sicuramente il conviverci rende estremamente dura la quotidianità di chi li fa propri questi deleteri presupposti nel quotidiano fare.
Il pervicace perseguire l’altrui annientamento, fisico e mentale, è un continuo, estenuante, pesantissimo lavoro, poco gratificante e alla lunga per niente appagante.
L’effimera soddisfazione che se ne ricava, quando si raggiunge il crudele obiettivo, dura giusto il tempo di un lampo.
La mancanza di una permanente soddisfazione per il male provocato, da chi di cattiveria si nutre, spiega quanto sia necessario per gli appestati dal male continuare ostinatamente a perpetrare le cattiverie congenite e come sia proprio la perenne tempesta, la condizione di malessere, che vivono dentro.
Sicuramente il disagio momentaneo vissuto, da chi subisce tali prevaricazioni, è comunque inferiore alla inesauribile inquietudine in cui volutamente vivono tutti quelli che di meschinità e ingiustizie si nutrono, poiché queste persone per il piacere di un attimo si dilaniano, si contorcono, si tormentano per tutto il resto del loro tempo.
Non c’è vaccino, antidoto o cura, per il male più antico del mondo, universalmente conosciuto come il male dell’invidia, il cui ceppo originario ha generato i virus della cattiveria, dell’ingiustizia, della prevaricazione.
L’invidia è senza dubbio il male dei mali, chi ne è affetto non ha via di scampo, e come i vampiri, si dice, debbano necessariamente nutrirsi di sangue umano per sopravvivere, così gli appestati del male dell’invidia sono altrettanto continuamente costretti a nutrirsi di cattiveria, di vessazione e di prevaricazione, per avere un motivo di esistere”.
Tratto da “L’Invidia” di Riccardo Rescio
https://italiaefriends.wordpress.com/2019/11/26/linvidia/?preview=true

Riccardo Rescio

31 dicembre 2020 #ierioggidomani

“Italia&friends Café” Arte Cultura Attualità

I&f Arte Cultura Attualità

Finalmente uno spazio, se pur virtuale, dove ritrovarsi, per potersi permeare di tutto il Bello e il Buono che c’è, nelle Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Nel nostro Virtual Café, per rendere piacevole il vostro stare, abbiamo realizzato una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e un Travel Point, venite a trovarci, siamo su Pinterest, I&f Arte Cultura Attualità Café potrebbe piacervi e magari anche entusiasmarvi.

Vi aspettiamo, il nostro indirizzo è : https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

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“Nessuno fermi l’Arte” di Riccardo Rescio

“ Neo Skēnḕ ”
Manifesti d’Artista al Teatro di Rifredi Firenze

Progetto ideato da Niccolò Mannini e Simone Teschioni Gallo.
La Mostra è a cura di Simone Teschioni Gallo
Che “La necessità faccia virtù”, non è solo un modo di dire, tramandato da tempo immemore dalla tradizione popolare verbale, che molti noi hanno ascoltato e a loro volta detto e ripetuto, ma una incontrovertibile realtà.
Sono infatti proprio i momenti più difficili a stimolare, attraverso una qualsivoglia necessità, l’intuito, la creatività e la produttività.
Anche l’Arte, la Cultura, come tanti altre componenti della nostra vita, in questo particolarissimo momento, vivono gravose costrizioni e pesantissime e inevitabili ripercussioni.
I Teatri, i cinema, come gli alberghi, i ristoranti, sono ormai chiusi da tempo.
Settori molto penalizzati dall’emergenza sanitaria in corso.
Gli Spettacoli, le rappresentazioni, i concerti, non sono potuti andati in scena e le sale sono rimaste prive del loro pubblico, della loro magia.
Ma dietro le tantissime porte chiuse, le poltrone vuote, le insegne spente, la vita ha continuato a scorrere, la fantasia a produrre, la creatività a realizzare idee.
Attori, registi, tecnici, impresari e direttori, hanno continuato in questi mesi a cercare forme di contatto col proprio pubblico, da prima sui social e poi progressivamente, senza mai fermarsi, su mezzi digitali sempre più evoluti, che la moderna tecnologia mette a disposizione, per poter dare continuità all’indispensabile rapporto con il proprio pubblico.
Quando si ha veramente voglia di fare, quando non ci si dà per vinti, quando la passione è pari alla necessità di dare continuità al proprio fare, l’attenzione si aguzza, al Teatro di Rifredi di Firenze l’ultima delle tante idee, nasce proprio da una battuta di Giancarlo Mordini, il suo Direttore Artistico, postata su Facebook, all’indomani delle nuove restrizioni imposte dal DPCM di ottobre, una frase che ironizzava sul fatto che tutto il materiale grafico degli spettacoli non andati in scena, sarebbe servito giusto a “fare delle barchette”.
Dalla necessità di voler comunicare, l’ingegno prende spunto per stimolare la creatività e così la barchetta di cartapesta della battuta diviene nave, cargo, che trasporta un prezioso carico, il progetto “Neo Skēnḕ – Manifesti d’artista al Teatro di Rifredi”, ideato da Niccolò Mannini della Galleria d’Arte La Fonderia e dal curatore Simone Teschioni Gallo.
Un progetto che vedrà quelle locandine degli spettacoli non anditi in scena, vivere una seconda vita, affidate all’estro di cinque Artisti che le trasformeranno in opere d’Arte.
Skēnḕ, in greco, è il palcoscenico, lo spazio in cui viene messo in scena lo spettacolo, e il titolo richiama proprio quel luogo, a cui si desidera dare una seconda vita, creando un ponte tra l’Arte visiva pittorica e l’Arte della recitazione, che in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, possono supportarsi e sostenersi a vicenda.
Gli Artisti sono stati selezionati, ognuno di loro ha scelto tre locandine su cui lavorare e le opere che nasceranno saranno esposte in una mostra, appena la situazione Covid lo consentirà.

Agli Artisti è da sempre assegnato il compito di interpretare, descrivere, partecipare, attraverso il loro personale sentire, sensazioni, emozioni, visioni, di momenti, eventi e luoghi. L’esperienzialita, sensoriale, dell’Arte costituisce la funzione necessaria ad appagare lo spirito, un circolo virtuoso tra corpo e anima. Le opere realizzate, fissano in modo indelebile il tempo e il luogo che rappresentano, che la ispirano.
L’Arte è da sempre espressione e materializzazione di grandi personali sensibilità, che testimoniano, passato, presente e futuro, del vivere e dello stare.
Arte da guardare, Arte da ascoltare, Arte che descrive, Arte che circoscrivere, Arte da gustare, Arte da toccare.
L’Arte come racconto del tempo che è stato, di quello che è, e di quello che sarà.
L’iniziativa del Teatro di Rifredi e la successiva Mostra consentiranno alle opere realizzate di essere valorizzate al massimo, ricreando un’esperienza dall’elevato fascino teatrale in cui, grazie ad un apposito supporto audio, la visita in mostra sarà accompagnata dalle voci degli attori e dalle battute degli spettacoli non andati in scena. L’esposizione sarà inoltre arricchita dalla pubblicazione di un catalogo comprensivo di testi critici.

Interconnessioni di espressioni Artistiche, rese palesi, tangibili e usufruibili, una vera sublimazione dell’Arte, le cui singole opere sono sempre e comunque la risultante di un insieme di componenti.
Le opere realizzate dagli Artisti per Neo Skēnḕ verranno documentate attraverso fotografie e video che mostreranno i lavori nella loro fase di messa a punto, una sorta di “dietro le quinte” della realizzazione del progetto.
Il progetto “Neo Skēnḕ – Manifesti d’Artista al teatro di Rifredi” gode già del pieno appoggio da parte del Comune di Firenze e dell’Assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi

Davis & Co.
http://www.davisandco.it info@davisandco.it

Ufficio stampa Pupi e Fresedde | Teatro di Rifredi Centro di Produzione Teatrale Firenze
ufficiostampa@toscanateatro.it

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“Io sono l’Italia” Expo 2015

I&f Arte Cultura Attualità

“Io sono l’Italia e l’Italia è la nostra Patria” di Riccardo Rescio

La parola Patria sta finalmente acquistando il suo senso più autentico, in armonia con la sua originaria etimologia, che non ha altro significato, se non quello di indicare la Terra dei propri Padri e come tale implica e necessita del ricordo e della cura delle proprie radici.
Niente a che fare con il nazionalismo, il sovranismo, il separatismo, il fideismo e il razzismo.
Smettiamola di fare questioni di “lana caprina”, non siamo un popolo di ciane, di beghine o di esasperati tifosi del bar dello sport, questa immagine decotta di una Italia che si identificata in un popolo di pecore e pecoroni, non esiste e forse non è mai completamente esistita, una falsa, ingiusta e perversa rappresentazione di un popolo, che una minoranza di reazionari, senza arte né parte, vuole pervicacemente accreditare. La migliore è maggior parte delle nostre Genti, se pur silenziosa, non è stolta, a volte cede alle sollecitazioni e si lascia andare a imprecazioni contro tutto e tutti, ma poi riflette e valuta, se così non fosse non avremmo realizzato nel tempo tutto ciò che il nostro intuito, la nostra genialità, la nostra capacità è riuscita a fare, segnando il progresso generale e la conseguente evoluzione universale. L’oggettivita dei fatti deve riprendere il posto da cui è stata defenestrata dal falso ideologico, propinato e reiterato, da parte di imbonitori e venditori di fumo che, con vesti diverse, tanti danni hanno determinato nella Storia recente e passata.
Ma si sa, è purtroppo risaputo che, la Storia insegna, ma non a tutti in egual misura. È ormai giunto il Tempo del Fare, quello del solo dire, dei tanti Guru, dei capi popolo, degli incantatori di serpenti e dei giullari da Fiera, non possono e non devono più avere lo spazio che in passato è stato concesso loro. Oggi la maggioranza silenziosa, ma non per questo passiva, ha nella moderna tecnologia uno strumento decodificante portentoso, che permette, a chi ne ha voglia di capire, per non subire, l’oggettivita dei fatti, delle situazioni dei numeri.
Orgoglio è una parola di cui dobbiamo riapproriarci e fare nostra, perché siamo un grande Paese e un grande Popolo, senza retorica, quel sano Orgoglio necessario per poter rivendicare tutto ciò che di positivo abbiamo sostenuto e fatto.
Un Orgoglio identitario, che nulla ha a che vedere con nefaste, assurde e non piu proponibile deologie fideiste. In generale una vera identità Territoriale, ha come postulati la conoscenza, il rispetto, la tutela, la valorizzazione della propria Terra d’origine, o di quella che se è scelto per viverci.
La nostra identità nazionale, quindi non può e non deve prescindere dalla consapevolezza sostanziale di tutte quelle peculiarità che caratterizzano e identificano le nostre “Terre Uniche”, una identità non solo formale e gratuita, da sbandierare nelle belle occasioni, una identità da non usare contro qualcuno, una identità fatta di piccole, diffuse, azioni che confermino e diano sostanza al professato amore Patrio.
Patriota non è colui che combatte perennemente contro qualcuno, anche in tempo di pace, ma è quello che tutti i giorni contribuisce a realizzare intorno a sé quel mondo migliore, che i qualunquisti e i perditempo, pretendono sia realizzato sempre e comunque da altri.
Non è necessario dichiare guerra per scoprire la Patria, non è necessario individuare un nemico, per sentirsi patrioti.
Lo spirito identitario vero, si concretizza nel sentirsi orgogliosi di far parte di una comunità con valori sostanziali, concreti, di solitarieta, accoglienza, confronto, rispetto e considerazione.
Basta con l’aria fritta, quotidianamente propinata, come esclusiva Bontà, solo a noi riservata, noi siamo Italiani che vogliono condividere con il mondo i propri valori, le proprie meraviglie, la propria sapienza e la propria conoscenza, perché il nostro Paese è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, in un Territorio fra i più ambiti, apprezzati e amati al mondo.
Il Turismo e nell’Export sono quindi le opportunità da perseguire per il nostro futuro benessere, facendo conoscere il nostro Paese per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.
Non permettiamo che il silenzio di molti passi come supina accettazione di quello che potrebbe divenire “L’oscurantismo del 3° millennio”.
Noi siamo l’Italia, siamo orgogliosi di essere Italiani e non saremo mai alla mercé di falsi pastori che vogliono portarci la dove fa comodo loro relegarci.
Facciamo girare il video che accompagna questo post, condividiamo l’emozione, a conferma che, se le parole hanno un effettivamente senso, dobbiamo allora farle nostre, mettendole in pratica.

Questo video è veramente straordinario, come lo sono le parole che lo accompagnano, come la Gente che rappresenta. Senza retorica, solo orgoglio, noi siamo l’Italia.

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“Natalia Goncharova una straordinaria storia di Arte e Amore” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Natalia Goncharova, una straordinaria storia di Arte e Amore”
di Riccardo Rescio

Una sconfinata, straordinaria storia di Arte e Amore, quella di Natalia Goncharova, la poliedrica, anticonformista, artista russa, pittrice, costumista, scenografa e stilista, performer prim’ancora che il termine fosse inventato, con uno straordinario senso dei colori, una irrefrenabile curiosità intellettuale e una grandissima vitalità.
Natalia Goncharova è a buon titolo fra gli Artisti come Gauguin, Matisse e Picasso, che agli inizi del ‘900 sovvertirono i canoni delle Arti in tutta Europa da Parigi a Mosca.
Una Donna di avanguardia che, delle avanguardie del primo novecento, fu massima esponente.
La sua vita, la sua Arte il suo genio si mescola e si avviluppa a quella del pittore Mikhail Larionov, suo compagno di vita e d’Arte dal 1901 fino alla fine. Mikhail Larionov fu un Artista di prim’ordine del Futurismo Russo, il sodalizio di Arte e di Amore, tra Natalia e Mikhail è durato tutto una vita, un rapporto profondo, sublime, una coppia sicuramente aperta, ma salda, incredibilmente unita, che solo nel 1955 trasformarono in matrimonio, affinché chi dei due fosse sopravvissuto potesse gestire il lascito artistico di chi per primo se ne andava.
Natalia Goncharova morì nel 1962, Mikhail Larionov, se ne andò due anni dopo di lei.
Una ulteriore conferma che, i grandi amori si possono dire tali solo a consultivo, quando chi sopravvive, a breve raggiunge l’altro andato via per primo.
Nel 1910 Natalia Goncharova fu processata e assolta a Mosca, per pornografia avendo esposto dipinti di nudo, 1913 si dipinse viso e corpo e se ne andò in giro per le strade della capitale moscovita, in una personale performance e tutto questo accadeva un secolo fa.
Natalia Goncharova e Larionov lasciata l’amata Patria Russia nel 1915, non vi tornarono più e Parigi, senza tanti conformismi, divenne la loro casa.
Ph riccardorescio

#laforzadelledonne
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“Natalia Goncharova tra Gauguin, Matisse e Picasso”, aperta fino al 12 gennaio 2020 alla Fondazione di Palazzo Strozzi e organizzata insieme alla Tate Modern di Londra dove ha esordito.
Palazzo Strozzi Firenze
Regione Toscana Italia

“Friends of Florence sinonimo di Committenza” su Segnonline

I&f Arte Cultura Attualità

L’attività di Friends of Florence prosegue a ritmo serrato, sempre al diapason da anni. Il restauro del Tabernacolo di Piazza S. Felice a Firenze ne è l’ennesima dimostrazione.

“Friends of Florence sinonimo di Committenza” di
TIZIANA LEOPIZZI
ARTE E COMMITTENZA
FoF un acronimo morbido, in realtà nasconde un’attività durissima, di grande valore sotto la sapiente guida della Contessa Simonetta Brandolini d’Adda. Innumerevoli i risultati ottenuti dalla Presidente, grazie al suo amore per Firenze e alla considerazione di cui gode tra i suoi connazionali, i grandi committenti, americani come lei, consapevoli di partecipare a progetti straordinari che hanno come fulcro Firenze. Segnalato dal vigile Comitato dei Tabernacoli, l’intervento del Tabernacolo di Piazza S. Felice a Firenze, durato due mesi e mezzo, è stato promosso dagli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini, ed è stato eseguito sotto la Direzione Lavori della Dott.ssa Maria Maugeri funzionario di zona per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato. Il complesso restauro è stato affidato a Bartolomeo Ciccone per l’affresco e a Stefano Landi per la parte lapidea. L’intera operazione ha richiesto un’equipe coesa e interattiva che ha fatto capo a Oretta Sabbatini, Presidente del Comitato per il decoro e il restauro dei Tabernacoli, una vita dedicata alla spiritualità tradotta in immagini figurative d’alto valore artistico. “La Fondazione è molto affezionata ai tabernacoli di Firenze che raccontano di una devozione popolare che fa parte della vita e della storia cittadina. Sono testimonianze che non ci possiamo permettere di perdere – sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda Presidente di Friends of Florence che così continua – per questo siamo stati felici della collaborazione con il Comitato Tabernacoli degli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini e di aver incontrato per questo lavoro tutta la disponibilità della Soprintendenza”. La cosa non ci può stupire dato che sono ormai numerosi i tabernacoli che nel corso degli anni FoF ha restituito alla Comunità. Il recupero di quello di S.Felice si presentava però talmente arduo che la stessa Dott.ssa Maria Maugeri non credeva al buon esito dell’iniziativa e per il degrado in cui versava, e soprattutto per l’intervento invasivo subito negli anni 50 ad opera del Bagnoli. Bartolomeo Ciccone avuto il là per fare un assaggio, procedendo con estrema cautela, ha rimosso le aggiunte incongrue, e all’apparire di un’immagine più nitida e per questo più comprensibile ha fugato i dubbi pur giusti, si è potuto procedere al restauro vero e proprio. Ma avvicinamoci allora al Tabernacolo. L’Annunciazione accoglieva i tanti pellegrini che attraversavano San Pier in Gattolini diretti, attraverso la via Francigena, a Roma. È composto da un affresco raffigurante l’Annunciazione, soggetto probabilmente legato alla rappresentazione dell’Annuncio a Maria che si svolgeva ogni 25 marzo, nella vicina Chiesa di San Felice in Piazza, e da un’edicola in pietra serena all’interno del quale è ubicato. Si tratta di una pittura alla calce su intonaco fresco eseguita molto probabilmente nel primo decennio del XVII secolo da un artista tardo manierista di scuola fiorentina, che la critica recente ha ricondotto alla scuola di Santi di Tito. Il restauro scientifico attento e minuzioso ha riportato il Tabernacolo al primitivo splendore. In totale accordo con la Direzione Lavori sono state rimosse completamente le ridipinture e sono stata recuperate tutte le porzioni di pittura originale come il panneggio dell’angelo, la sua mano e il giglio, le mani, il volto, e alcune parti del panneggio della Vergine, i volti degli angeli e il drappo verde sullo sfondo. Subito dopo è stata consolidata la superficie pittorica e a seguire è stato eseguito il ritocco pittorico sia ad acquerello sia con pigmenti naturali in polvere. Il restauro ha inoltre previsto il recupero dell’edicola in pietra e la sostituzione dello sportello con uno nuovo progettato e realizzato per migliorare la leggibilità dell’opera e proteggerla dagli agenti atmosferici e da atti di vandalismo che data la mancanza di cultura, attribuibile in primis alla scuola, son purtroppo frequenti. Non lasciamoci sviare da queste tristezze che si potrebbero ovviare grazie ad un livello d’istruzione più consono al patrimonio artistico della nostra Italia e uniamoci al tripudio di ringraziamenti che si sono felicemente incrociati tra i committenti, i responsabili delle Istituzioni e gli esecutori per l’eccellente risultato frutto di un’intesa straordinaria tra i tanti che collaborando in totale sintonia, hanno contribuito al suo successo. Tante sono le iniziative di Friends of Florence e sarà un piacere continuare a parlarne.

https://segnonline.it/friends-of-florence-sinonimo-di-committenza/

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata accademico ad honorem per la sua scelta di diffondere i valori dell’arte e della cultura in modo semplice e trasversale. È membro quindi dell’AADFI l’Accademia delle Arti del Disegno, la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, che vanta come primo Accademico Michelangelo. Recentemente nel 2018 è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci il cui CV che non manca occasione di publicare, è fonte di saperi inestimabili per tutti noi. Usa l’arte come strumento di comunicazione realizzando progetti in Italia e all’estero.

Articolo di Tiziana Leopizzi pubblicato su Segnonline https://segnonline.it/friends-of-florence-sinonimo-di-committenza/?fbclid=IwAR0OoR8dlXCAsFynbpVP4KPM0Cp6afXn-2RlGNtrN-KAQidLMQeEenGHPNk

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“Una foto ti emoziona, con una didascalia ti parla” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Una foto ti emoziona, con didascalia ti parla” di Riccardo Rescio

Partecipare il proprio conosciuto anche attraverso la pubblicazione di immagini è utile, opportuno, necessario, per una nostra sempre maggiore conoscenza delle peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni. Condivisioni utili per aggiungere conoscenze, stimolare ricordi, promuovere, luoghi e prodotti sconosciuti o solo dimenticati. Per poterlo fare nel miglior modo possibile affinché raggiunga anche l’effetto desiderato, è indispensabile che le immagini siano sempre corredate dalle informazioni essenziali a individuare le straordinarie località o scoprire i tipici prodotti pubblicati, perché anche se potrà sembrare per noi ovvio e banale indircarle, non lo è per milioni di persone che ignorano l’esistenza degli uni e degli altri.
Eppure ci sono persone che si ostinano a pubblicare sui social immagini dei nostri Luoghi e/o dei nostri prodotti tipici, senza allegare mai alcuna didascalia informativa, con la presunzione che il frutto delle loro opere, quali novelli David Hamilton, siano sufficienti a fargli assurgere nell’olimpo dei maghi internazionali della fotografia.
Il nostro più grande problema come Italiani è che essendo degli esteti, cultori della bellezza, creatori di eleganza, a volte e per fortuna non tutti, ci fermiamo all’apparenza, per cui di fronte ad una bellissima immagine cediamo al “Mi piace” facile, senza domandarci dove fosse mai quel luogo o casa mai fosse quel prodotto. Ma oltre ad essere ciò che siamo e ciò che ci viene da molti riconosciuto, siamo nella stragrande maggioranza anche un popolo di Poeti e Scrittori, ma solo in pochissimi hanno la forza e il coraggio, il tempo di esternare i propri sentimenti sotto forma di poesia o di scrittura. Per noi di Italia&friends, che non perseguiamo alcun tipo business o di ritorno economico dal nostro fare, la più grande gratificazione è quella di stimolare chi ci segue a contribuire a far conoscere questo nostro incredibile, bellissimo, straordinario Paese, per quello che veramente vale per per quello che realmente merita.
Grazie a tutti i Membri della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends, che volontariamente contribuiscono a far conoscere le meraviglie dei nostri Territori e naturalmente grazie a tutte le persone che amano la bellezza in ogni sua forma e manifestazione, ma che avvertono anche il forte desiderio di conoscere e far conoscere al mondo tutto il bello e il buono che hanno intorno nei propri luoghi di origine, di questo straordinario Paese che risponde al nome di Italia.
Riccardo Rescio (Italiaefriends)

Questa foto è stata pubblicata su Google Maps di Italia&friends, ricevendo oltre 130.000 visualizzazioni, di altrettante persone che hanno facilmente invividuato la Città, la Regione e lo Stato della foto riprodotta.

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“Hallelujah” di Andrea Bocelli

I&f Arte Cultura Attualità “Hallelujah” di Andrea Bocelli

I&f Arte Cultura Attualità
“Hallelujah”
di Andrea Bocelli
La Grotta Byron e la chiesetta di San Pietro a Porto Venere, in Provincia di La Spezia, in Liguria, fanno da meraviglioso fondo al bellissimo e suggestivo video del singolo “Hallelujah” di Andrea Bocelli, che fa parte del nuovo album del tenore toscano, “Believe”, uscito il 13 novembre 2020
La parola Alleluia, che fa parte del vocabolario di molte lingue europee ed anche extraeuropee, è comunemente utilizzata nelle liturgie Cristiane, in modo particolare in quella Cattolica e Ortodossa.
Alleluia è la parola esultante per antonomasia, esprime al meglio ogni tipo di acclamazione e lode, entusiasmo e felicità, giubilo e soddisfazione.
Allora ci si creda o meno, si osservi la fede come meri spettatori o si sia ferventi praticanti, il Natale è per molti il momento dell’amore per eccellenza, lo è per tanti, a tutti coloro che invece non lo amano o che addirittura lo detestano, auguriamo di potere apprezzare, nei Natali che verranno, quella meravigliosa sensazione di affetto e vicinanza, che questo tempo da sempre regala a chi ha voglia di riceverla. Alleluia e Buon Natale 2020 a chi ci ama senza riserve, Alleluia e Buon Natale anche a tutti quelli che non ci apprezzano, con la speranza che con il tempo rimuovano i propri pregiudizi.
Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Riccardo Rescio

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

“Può il burocrate segnare le sorti di un privato o di un’azienda?” di Luca Tognoni

Può il burocrate segnare le sorti di un privato o di un’azienda?

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I&f Arte Cultura Attualità
“Può il burocrate segnare le sorti di un privato o di un’azienda?”
di Luca Tognoni
La risposta deve essere NO! Purtroppo, però, anche in paesi cosiddetti liberali (tra cui, nostro malgrado, è compresa l’Italia), la risposta pare essere SI.
Sono fatti concreti che tutti noi viviamo ogni giorno, sia come privati cittadini che come imprenditori, in cui da sempre ci si scontra con l’apatico burocrate di turno che utilizza l’interpretazione di una norma, non codificata puntualmente, in maniera abnorme se non punitiva.
Chi è il burocrate e quale peso ha nella vita di ogni giorno
Ma chi è il burocrate? Il termine, derivato dal francese “bureau” indica (come di fatto è) il “potere degli uffici”, cioè quella forma di esercizio del potere che non è dato da un incarico o da una norma ma che invece si struttura intorno a procedimenti tortuosi, regole impersonali ed astratte, senza la logica del buon senso.
Non a caso tale termine è utilizzato anche in senso non positivo, proprio perché identifica una persona in un ben determinato ruolo che non esercita per il bene comune ed ha oltremodo un potere (minimo o grande, a seconda del peso che ha un suo comportamento o una decisione presa) che sfrutta le lacune normative, le possibili interpretazioni o determinati iter o vincoli per obiettivi non palesi, giustificandosi con l’applicazione di leggi e/o procedure interpretando le stesse in un senso (diritto) o nell’opposto (rovescio), a convenienza.
Un fatto reale ed attuale che dà evidenza di tale situazione
Dal 1° dicembre 2020 l’Italia detiene la Presidenza del G20, il foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo; per la gestione dei relativi eventi è stato emesso un bando gara, suddiviso su 4 lotti, dove è stata prima definita una graduatoria di merito tecnico-economica su ogni lotto, secondo regole ben specifiche oltreché matematiche, e poi esaminata la documentazione formale presentata in sede di offerta. Il valore complessivo del bando, si legga bene, è pari a complessivi Euro 35.900.000,00 sulla totalità dei lotti.
Se il burocrate può interpretare una norma (come, nel caso, l’istituto di avvalimento) in senso restrittivo e non viceversa, come sentenziato sia a livello di giustizia europea che, almeno in parte, italiana, ha di fatto tra le mani un potere enorme, smisurato, coercitivo, oltre che potenzialmente sensibile a pressioni esterne.
In uno stato liberale ciò non deve accadere eppure accade
E’ ciò che sta accadendo ora, proprio nel momento in cui l’articolo è scritto, e vale come denuncia; un RTI potenzialmente aggiudicatario, per un mero aspetto formale assolutamente interpretativo, è escluso perché il burocrate (che, nel caso, non è una persona ben identificata ma l’Ufficio “Area Verifica Documentazione Amministrativa” di Consip) decide di muoversi con un’interpretazione restrittiva che vanifica l’eccellente lavoro delle aziende facenti parte del RTI stesso, premiato col punteggio dato dalla Commissione di gara.
Non vengono colti i recenti e condivisibili orientamenti della giurisprudenza amministrativa che, per valutare la validità di un contratto di avvalimento, afferma di non fare ricorso ad “aprioristici schematismi concettuali che possano irrigidire la disciplina sostanziale della gara” dovendo, viceversa, ritenersi valido se agevolmente determinabile dal tenore complessivo del documento stesso e dalla sua idoneità ad assolvere la precipua funzione di garanzia assegnata all’istituto, orientandosi così verso il principio del favor partecipationis.
L’interpretazione utilizzata dal burocrate per escludere il RTI
Ha dell’incredibile e fuori da ogni ragionevole buon senso, ma purtroppo caratterizzato dall’essere oggetto di interpretazione, la motivazione espressa dal suddetto Ufficio per escludere il RTI; pur presentando un contratto di avvalimento (che permette di possedere un requisito di partecipazione attraverso un “prestito” da azienda terza che, nel caso, era una mandante del RTI stesso) predisposto con tutti gli elementi corretti e necessari, anche se non evidentemente esaustivi se così interpretati, lo stesso è stato ritenuto nullo.
Tale nullità è stata motivata “non contenendo un’adeguata specificazione delle risorse e dei mezzi messi a disposizione dell’ausiliata”, pur con la stessa che indicava di obbligarsi “a mettere a disposizione dell’impresa ausiliata le risorse di seguito indicate, connesse al requisito prestato per consentire, in caso di aggiudicazione da parte di quest’ultima, l’esecuzione delle prestazioni affidate: struttura tecnica ed operativa adibita alla gestione eventi, in termini di progettazione, organizzazione, allestimento e gestione del servizio «chiavi in mano», inclusi processi e procedure relative”, oltre che essere ovvio per il fatto di essere mandante del RTI. L’interesse pubblico primario è l’individuazione del miglior contraente
L’interesse pubblico primario deve essere volto all’individuazione del miglior contraente (par condicio competitorum) – come nel caso, visto che il RTI è tra i primi in graduatoria – oltre a quello di garantire la massima partecipazione da parte degli operatori economici (favor partecipationis), e quindi deve permettere il progressivo depotenziamento degli ostacoli che precludono l’accesso ad una gara; per questo la disciplina che tratteggia l’istituto dell’avvalimento è ispirata, come deve assolutamente essere, alla massima apertura dell’attività pubblica alla concorrenza a vantaggio sia degli operatori economici sia delle amministrazioni.
Oltre a ciò la decisione presa pare anche andare contro il Codice Civile, in quanto il grado di determinatezza del contratto di avvalimento non può che sottostare ai requisiti previsti per la generalità dei contratti e, dunque, al contenuto e all’interpretazione degli artt. 1346 (“L’oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile”, cioè deve esserlo l’oggetto e non le risorse o i mezzi), 1363 (“Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell’atto”, cioè si valuta l’intero contratto e non l’estrapolazione di un passaggio specifico) e 1367 (“Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno”, cioè non è consentito essere restrittivi).
Come difendere da un’azione così ingiusta il RTI escluso
Le strade formali percorribili sono quelle “soft”, cioè la redazione di una memoria / diffida volta ad ottenere l’adozione di un provvedimento di autotutela quale facoltà riconosciuta ad un’amministrazione pubblica di annullare, revocare o riformare un atto amministrativo per ragioni legate alla legittimità dell’atto medesimo, e/o “hard”, cioè la proposizione di un ricorso al TAR – Tribunale Amministrativo Regionale e, nel caso, alla successiva proposizione di un ricorso al Consiglio di Stato, quale secondo ed ultimo grado di giudizio. Il senso del presente articolo, che vuole essere cassa di risonanza per quanto sopra sinteticamente messo in evidenza, è quello di perorare un “giusto” provvedimento di autotutela da parte di Consip (che, per sua stessa indicazione, è al servizio esclusivo della Pubblica Amministrazione ed ha come missione aziendale quella di rendere più efficiente e trasparente l’utilizzo delle risorse pubbliche), cosa che pare evidente non avvenga nello specifico caso ma anzi tutt’altro: l’elemento formale interpretativo supera l’interesse pubblico primario, negando a chi è stato giudicato migliore di altri, solo per un pezzo di carta, la possibilità di fornire un servizio.
Luca Tognoni
dicembre 2020

Pubblicato da italia&friends Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia Mostra tutti gli articoli di Italia&friends il 24 dicembre 2020

Natale 2020

I&f Arte Cultura Attualità
“Natale 2020”
E’ finalmente giunto il tempo del Natale,
è ritornato per tutti noi il momento della riflessione e del ricordo, non perché il resto dell’anno non si riesca a pensare o a ricordare, ma perché il farlo nel momento più bello e caloroso dell’anno assume un sapore particolare, questo perché a Natale la predisposizione è diversa, la voglia è più intensa, la passione più viva e magicamente tutto assume un gusto più pieno, più deciso.
L’amore per i figli, il sentimento per la persona amata, l’affetto per chi è a noi più caro, subiscono in questo periodo una forte accelerazione, una intensificazione tale da dare l’impressione di non riuscire a contenere tutte queste emozioni, sperando tanto che neanche una briciola di quelle vada dispersa.
Allora viva questo momento magico, viva il Natale, viva il Natale delle persone sole e di quelle accompagnate, viva il Natale delle persone buone e di quelle cattive, viva il Natale di chi è vicino e di chi è lontano, viva il Natale dei bambini e degli anziani, viva il Natale di chi è sano e di chi è malato, viva il Natale, viva il Natale di tutti noi, perché, ci si creda o no, il Natale è per tutti e a tutti coloro che non lo amano o addirittura lo detestano auguriamo di potere apprezzare, nei Natali che verranno, quella meravigliosa sensazione d’amore che questo tempo da sempre regala a chi ha voglia di riceverla.
Quindi un grandissimo augurio di buon Natale a chi amiamo di più e buon Natale a tutti quelli da cui vorremmo ricevere un pò più di amore.
Buon Natale a chi ci ama senza riserve e buon Natale anche a tutti quelli che non ci apprezzano, con la speranza che con il tempo rimuovano i propri pregiudizi.
Alan Oisrak

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

“Amerigo Vespucci” la Nave Scuola della Marina Militare Italiana

I&f Arte Cultura Attualità “Senza retorica, solo orgoglio” di Riccardo Rescio

L’Amerigo Vespucci, l’eleganza, la bellezza, la raffinatezza, l’armonia, la sintesi, rappresenta il perfetto, armonico, insieme a cui dovremmo tendere come Paese, perché come la stupenda Nave Scuola della Marina Militare Italiana, la nostra Terra e le sue straordinarie Genti, hanno tutte le prerogative, magnificamente assemblate in quella che è universalmente conosciuta come la piu bella nave che abbia mai solcato i mari del mondo.
Riccardo Rescio

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/07/25/news/il_vespucci_omaggia_ischia_domani_sera_saluto_della_nave_scuola_in_transito_verso-262843031/

“La foglia” di Vincenzo Parlavecchio

I&f Arte Cultura Attualità “La foglia” di Vincenzo Parlavecchio

dedicato a tutti i bambini,
anche quello dentro di noi,
ora glielo leggo

La foglia

Arriva l’autunno e il paesaggio muta repentino, si adegua al susseguirsi delle stagioni, immaginate un bel prato ricco di fiori rossi, gialli, viola e decine di altri colori e circondato da alberi gonfi di foglie, foglie verde sgargiante, che accarezzate dal vento sembrano danzare per salutare l’estate che si allontana. Le foglie grasse e verdi ingialliscono, cominciano a seccarsi e cambiano colore, dall’ocra all’arancione, dal rosso rubino al marrone scuro, assumono una nuova identità.

E cominciano anche a staccarsi dai rami degli alberi, da quei rami da cui sino a un attimo prima si sono nutrite di linfa vitale.
Pensate alla miriade di animaletti striscianti, millepiedi, formiche, bruchi e tanti altri, che sulle foglie stesse hanno trovato casa. E poi ancora quanti insetti, api, farfalle multicolore, coccinelle e scarabei hanno giocato a nascondino tra di esse, non siamo soli e tutti siamo legati dal filo della vita.

Le foglie in autunno sono destinate a lasciarsi cadere ma non per morire, per nutrire la terra e rigenerare il meraviglioso ciclo vitale della natura. Le foglie cadono silenziose come fiocchi di neve ma giunte a terra formano tappeti fragorosi, quante volte, giocando a rincorrersi, le abbiamo calpestate dando melodia al loro canto, in natura anche il silenzio diventa musica per chi sa ascoltare con il cuore.

Con l’autunno i volatili devono migrare, aironi, fenicotteri, anatre, germani, la maggior parte di essi non ama molto il freddo, ed ecco come le prime foglie che cadono diventano rintocchi scanditi da una pendola, per gli uccelli è giunto il momento di spiccare il volo.
Guardo il cielo azzurro pallido e le nubi disegnate dal vento, stormi di uccelli cominciano a radunarsi, i loro richiami striduli, ancora una volta, diventano musica, i gruppi si infoltiscono ad ogni acrobatica roteazione e cominciano a salire sfruttando le correnti ascensionali, salgono, salgono e salgono ancora, sino a raggiungere la quota di crociera, inizia il viaggio, lungo, estenuante, da nord a sud, all’inseguimento del caldo, loro conoscono quella fatica ma lo affrontano coraggiosamente.
Di tutte le foglie che continuano a cadere solo una, disubbidiente, si libra in volo, sembra voler mostrare che non teme le vertigini, che ha il coraggio di intraprendere quel lungo viaggio, un viaggio verso quanto di più ignoto per lei eppure dal sapore affascinante. Leggera la foglia raggiunge uno stormo di uccelli, essa non conosce le correnti e ha bisogno di essere guidata, tutti si voltano ad osservarla senza dare peso alla sua diversità anzi, la accolgono calorosamente riservandole un posto al centro della formazione, come per proteggerla consentendole di sfruttare la scia, in natura tutto è puro istinto, solo gli umani, pieni di pregiudizio, sanno creare imbarazzanti differenze.
Curiosa la foglia esplora dall’alto, verdi vallate, cime di montagne innevate, vulcani eruttanti lava color fuoco, aridi deserti che diradano nel blu del mare, maestosi paesaggi mai visti prima, il vento trasporta e regala il tempo per osservare, sorride alla vista di altri amici animali, che migrano anch’essi formando enormi branchi rumorosi, elefanti, giraffe, gnu, bufali, gazzelle, zebre e altri mammiferi seguono i fiumi, cercando pozze e oasi di verde dove ristorarsi.
I giorni scorrono e la stanchezza comincia a farsi sentire, quando l’orizzonte comincia a curvarsi lo stormo di uccelli inizia la lenta discesa.
La migrazione sta per giungere al termine, quanta fatica ammette la foglia ma ne è valsa la pena, avventure entusiasmanti, nuove amicizie, grandi emozioni hanno fatto battere il suo cuore e dato risposte alle sue domande, tante storie da raccontare ai nuovi amici che l’attendono, dove solo lei deciderà di lasciarsi cadere.
Dove la foglia ha spiccato il suo primo volo è ancora autunno ma lei, intraprendente e sognatrice, ha smesso di immaginare la natura ammirandola in tutta la sua bellezza, e ha imparato a lasciare andare il cuore sorridendo al futuro.

Vincenzo Parlavecchio

Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

“L’Estate” di Deborah Bosa

Da ieri a domani
“L’estate” di Deborah Bosa

Mi ricordo, come se fosse ieri le mie estati al mare con la mia famiglia. Alla domenica si era soliti svegliarsi presto, caricare la macchina di borse frigo, giocattoli e asciugamani e partire per il mare, più precisamente, in direzione Celle Ligure.

Ancora adesso ho bene in testa il nome dei bagni dove avevamo la nostra cabina i cosiddetti “Bagni Roma”. Erano vicini alla stazione e avevano un grosso posteggio macchine, forse tra tutte le opzioni a Celle non erano manco i più belli della cittadina ma per me erano un luogo incantevole, dagli ombrelloni e le sdraio blu. Mi sembra ancora di sentire il proprietario, un signore chiamato Mario, sulla cinquantina d’anni che mi diceva sempre qualcosa di gentile e accompagnava la frase con un lecca-lecca, che non rifiutavo mai.
Ovviamente la domenica era il giorno della settimana che preferivo di più, intanto perché i miei genitori non lavoravano, ma non solo… si andava al mare, e come mi piaceva!  Ora invece, se dovessi scegliere mi piacciono di più il Venerdì e il Sabato, forse perché sembrano davvero di riposo, mentre adesso la domenica, passa diversamente e porta con sé una piacevole malinconia ripensando a questi bei ricordi e al tempo passato con i miei cari. Una sensazione questa, che mi carica positivamente e mi fa capire che anche dal passato possiamo attingere e ancora beneficiarne.
Infatti, se chiudo gli occhi rivivo le domeniche della mia infanzia, piene di gioia, d’amore e d’affetto: i castelli di sabbia con mio fratello, le nuotate fino alla boa con mio padre e le immancabili parole crociate di mia mamma. Ero solo una bambina, tutto quello che dovevo fare era nuotare e divertirmi. Anche i mei genitori che pure facevano tanto per godersi la domenica a Celle, erano comunque rilassati e si godevano quei raggi di sole e quei momenti familiari con immenso piacere, seppur le sfacchinate non erano da poco: la sveglia presto (dopo un’intera settimana di lavoro), preparare due figli, gli oggetti gonfiabili, il cibo e chi più ne ha più ne metta.
I Bagni Roma, li saprei descrivere ancora adesso a memoria (anche perché per almeno cinque anni siamo andati tutti le domeniche in quel fantastico luogo), erano per me e per la mia famiglia un posto sereno, sentito quasi come una seconda casa. Ancora oggi, tra le tante cose che sono successe nella mia famiglia, quando ricordiamo quei momenti durante un pasto o in una festività, scappa a tutti da sorridere: tra gli aneddoti, le sgridate, le nuotate, i gelati e i giochi che facevamo tutti e quattro insieme.  
È vero che sia i genitori che i figli crescono e che certe volte le cose cambiano, ma anche se non le facciamo più o nell’arco del tempo cambiano e si modificano, rimangono sempre dentro di noi e ci fanno proprio star bene.


Deborah Bosa

Storica dell’arte. LM in Valorizzazione dei Beni Culturali presso Università di Pavia

Da Ieri a domani” è una rubrica a cura di Tiziana Leopizzi

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

“ Neo Skēnḕ ” Manifesti d’Artista al Teatro di Rifredi Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“ Neo Skēnḕ ”
Manifesti d’Artista al Teatro di Rifredi Firenze

Progetto ideato da Niccolò Mannini e Simone Teschioni Gallo.
La Mostra è a cura di Simone Teschioni Gallo

Che “La necessità faccia virtù”, non è solo un modo di dire, tramandato da tempo immemore dalla tradizione popolare verbale, che molti noi hanno ascoltato e a loro volta detto e ripetuto, ma una incontrovertibile realtà.

Sono infatti proprio i momenti più difficili a stimolare, attraverso una qualsivoglia necessità, l’intuito, la creatività e la produttività.
Anche l’Arte, la Cultura, come tanti altre componenti della nostra vita, in questo particolarissimo momento, vivono gravose costrizioni e pesantissime e inevitabili ripercussioni.
I Teatri, i cinema, come gli alberghi, i ristoranti, sono ormai chiusi da tempo.
Settori molto penalizzati dall’emergenza sanitaria in corso.
Gli Spettacoli, le rappresentazioni, i concerti, non sono potuti andati in scena e le sale sono rimaste prive del loro pubblico, della loro magia.
Ma dietro le tantissime porte chiuse, le poltrone vuote, le insegne spente, la vita ha continuato a scorrere, la fantasia a produrre, la creatività a realizzare idee.
Attori, registi, tecnici, impresari e direttori, hanno continuato in questi mesi a cercare forme di contatto col proprio pubblico, da prima sui social e poi progressivamente, senza mai fermarsi, su mezzi digitali sempre più evoluti, che la moderna tecnologia mette a disposizione, per poter dare continuità all’indispensabile rapporto con il proprio pubblico.
Quando si ha veramente voglia di fare, quando non ci si dà per vinti, quando la passione è pari alla necessità di dare continuità al proprio fare, l’attenzione si aguzza, al Teatro di Rifredi di Firenze l’ultima delle tante idee, nasce proprio da una battuta di Giancarlo Mordini, il suo Direttore Artistico, postata su Facebook, all’indomani delle nuove restrizioni imposte dal DPCM di ottobre, una frase che ironizzava sul fatto che tutto il materiale grafico degli spettacoli non andati in scena, sarebbe servito giusto a “fare delle barchette”.
Dalla necessità di voler comunicare, l’ingegno prende spunto per stimolare la creatività e così la barchetta di cartapesta della battuta diviene nave, cargo, che trasporta un prezioso carico, il progetto “Neo Skēnḕ – Manifesti d’artista al Teatro di Rifredi”, ideato da Niccolò Mannini della Galleria d’Arte La Fonderia e dal curatore Simone Teschioni Gallo.
Un progetto che vedrà quelle locandine degli spettacoli non anditi in scena, vivere una seconda vita, affidate all’estro di cinque Artisti che le trasformeranno in opere d’Arte.
Skēnḕ, in greco, è il palcoscenico, lo spazio in cui viene messo in scena lo spettacolo, e il titolo richiama proprio quel luogo, a cui si desidera dare una seconda vita, creando un ponte tra l’Arte visiva pittorica e l’Arte della recitazione, che in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, possono supportarsi e sostenersi a vicenda.
Gli Artisti sono stati selezionati, ognuno di loro ha scelto tre locandine su cui lavorare e le opere che nasceranno saranno esposte in una mostra, appena la situazione Covid lo consentirà.
Agli Artisti è da sempre assegnato il compito di interpretare, descrivere, partecipare, attraverso il loro personale sentire, sensazioni, emozioni, visioni, di momenti, eventi e luoghi. L’esperienzialita, sensoriale, dell’Arte costituisce la funzione necessaria ad appagare lo spirito, un circolo virtuoso tra corpo e anima. Le opere realizzate, fissano in modo indelebile il tempo e il luogo che rappresentano, che la ispirano.
L’Arte è da sempre espressione e materializzazione di grandi personali sensibilità, che testimoniano, passato, presente e futuro, del vivere e dello stare.
Arte da guardare, Arte da ascoltare, Arte che descrive, Arte che circoscrivere, Arte da gustare, Arte da toccare.
L’Arte come racconto del tempo che è stato, di quello che è, e di quello che sarà.
L’iniziativa del Teatro di Rifredi e la successiva Mostra consentiranno alle opere realizzate di essere valorizzate al massimo, ricreando un’esperienza dall’elevato fascino teatrale in cui, grazie ad un apposito supporto audio, la visita in mostra sarà accompagnata dalle voci degli attori e dalle battute degli spettacoli non andati in scena. L’esposizione sarà inoltre arricchita dalla pubblicazione di un catalogo comprensivo di testi critici.
Interconnessioni di espressioni Artistiche, rese palesi, tangibili e usufruibili, una vera sublimazione dell’Arte, le cui singole opere sono sempre e comunque la risultante di un insieme di componenti.
Le opere realizzate dagli Artisti per Neo Skēnḕ verranno documentate non solo attraverso fotografie e video che mostreranno i lavori nella loro fase di messa a punto, una sorta di “dietro le quinte” della realizzazione del progetto.
Il progetto “Neo Skēnḕ – Manifesti d’Artista al teatro di Rifredi” gode già del pieno appoggio da parte del Comune di Firenze e dell’Assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi

Davis & Co.
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Ufficio stampa Pupi e Fresedde | Teatro di Rifredi Centro di Produzione Teatrale Firenze
ufficiostampa@toscanateatro.it

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Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 22 dicembre 2020

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“Il Palazzo suona” 4 appuntamenti musicali a Palazzo Medici Riccardi

I&f Arte Cultura Attualità
Palazzo Medici Riccardi Firenze
“Il Palazzo suona”
Quattro coinvolgenti appuntamenti, da poter gustare sul canale YouTube di MUS.E, https://www.youtube.com/RagazziFirenze.
Uno straordinario spettacolo, un bellissimo connubio tra Arte e Musica, dalle sale di Palazzo Medici Riccardi, che accoglieranno da dal 26 dicembre e i tre sabati successivi, un ciclo di concerti, promosso dalla Città Metropolitana di Firenze e da MUS.E, con la collaborazione del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Toscana, l’Orchestra da Camera Fiorentina e il Contemporartensemble. Corrispondenze di meraviglie tra Musica, Architettura, decorazioni e le funzioni stesse a cui queste sale del Palazzo Medici Riccardi erano destinate, che verranno svelata prima di ogni concerto da un breve intervento a cura di MUS.E.
Sabato 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, nella Cappella dei Magi, sono quelle dell’Orchestra della Toscana.
Il Trio d’archi formato da Franziska Schoetensack (violino), Stefano Zanobini (viola) e Augusto Gasbarri (violoncello) si affida a pagine di Mozart, Bach e Laszlo Weiner (compositore ungherese pupillo di Kodaly, morto nel 1944 vittima dell’olocausto) per accompagnare il corteo sacro che si snoda nel sontuoso affresco di Benozzo Gozzoli.
Sabato 9 gennaio, il Quartetto dell’Orchestra da Camera Fiorentina, composto da Neri Nencini (violino), Sara Margrethe Lie (violino), Niccolò Presentini (viola), Leonardo Ascione (violoncello), esegue un repertorio barocco nella Galleria degli Specchi, con musiche di Bach, Handel, Boccherini e Vivaldi in dialogo con gli affreschi di Luca Giordano che decorano la volta.
Sabato 16 gennaio, nella Sala delle Madonne con Bambino, il Contemporatensemble, fondato da Mauro Ceccanti nel 1992, spazia fra composizioni mariane, da Gluck a Rossini, da Mozart a Bach e Schubert, interpretate dal controtenore Antonio Giovannini, accompagnato al pianoforte da Marco Gaggini.
Sabato 23 gennaio, ultimo degli appuntamenti, nel salone Carlo VIII, ascoltiamo grazie al Maggio Musicale, le note del celebre Quartetto di Schubert “La morte e la fanciulla”, eseguito da Boriana Nakeva e Annalisa Garzia (violini), Lia Previtali (viola), Sara Nanni (violoncello), che nel loro svolgimento armonico richiamano le decorazioni fantastiche di Gaetano Bianchi.

MUSE Firenze info@palazzomediciriccardi.it
Programma su http://www.palazzomediciriccardi.it http://www.musefirenze.it

Davis & Co. per MUSE Firenze info@davisandco.it
http://www.davisandco.it =

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“ICOM: undici step fino al 2022 per arrivare alla nuova definizione di Museo” su AgCult

I&f Arte Cultura Attualità
“Definizione di Museo” di Italia&friends

La nuova e più appropriata definizione di Museo che si sta cercando per Italia&friends è
“luogo del cuore e ludoteca dell’anima”.
Piccolo o grande, famoso o sconosciuto che possa essere, il Museo ha sempre in serbo per noi una sorpresa inaspettata che riuscirà a sorprenderci positivamente.

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

Articolo pubblicato su AgCult

AgCult | ICOM: undici step fino al 2022 per arrivare alla nuova definizione di Museo. Via AgCult | ICOM: undici step fino al 2022 per arrivare alla nuova definizione di museo.

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost Articolo pubblicato su AgCult https://agcult.it/a/29280/2020-12-17/icom-undici-step-fino-al-2022-per-arrivare-alla-nuova-definizione-di-museo?utm_source=&utm_medium=&utm_term=&utm_content=&utm_campaign=

“Non c’è bellezza senza il pensiero della bellezza, non c’è libertà senza la sua necessità” di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità “Non c’è bellezza senza il pensiero della bellezza, non c’è libertà senza la sua necessità” di Elena Tempestini

“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo e del mio pensiero” diceva Wittgenstein. Quando non riusciamo a trovare una parola per esprimere un concetto, nei fatti non siamo in grado di formularlo. La nostra mente non riesce a vedere ciò che non sa nominare, e senza le parole, non ci può essere il ragionamento.
La storia ci ha dimostrato che i regimi totalitari hanno sempre ostacolato il pensiero, attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
La situazione che ci dovrebbe veramente allarmare, è che QI medio della popolazione mondiale, che dal dopoguerra agli anni ’90 era aumentato, nell’ultimo ventennio è in continua diminuzione. È il capovolgimento dell’effetto Flynn, meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni/elaborare un pensiero. Una delle cose importanti da ricordare alla fine di questo 2020, è che “non c’è bellezza senza il pensiero della bellezza, non c’è libertà senza la sua necessità”.

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 20 dicembre 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220651749016589&id=1021326961

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura il 20 dicembre 2020

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Siamo alla lotta finale tra Utopia e Distopia ? di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità “Siamo alla lotta finale tra Utopia e Distopia?” di Elena Tempestini

ph elenatempestini

L’utopia è “un non luogo” dove tutto è possibile, la distonia e’ il “luogo cattivo” dove il futuro potrà sembrare concreto, ma sicuramente è disperato. Nel “non luogo” potrai immaginare, creare, sperare, agire, fare … nella distopia cavalchi e alimenti le paure umane, le ansie e gli scenari terrorizzanti. Praticamente è quella grande immensa nuvola tossica che sta aleggiando sopra le teste di gran parte della società. Il resto lo farà un’informazione ingannevole, che attenzione; non è una informazione “falsa”, bensì un’ informazione illusoria, che crede di sapere, di essere a conoscenza dei fatti. Ma tra chi produce l’informazione e chi consuma l’informazione il vero potere lo detiene chi decide quale debba essere l’informazione.
Negli effetti pratici la vera regina è “ L’ambiguità “ che allontana ed offusca le menti, creando l’annullamento del pensiero critico e quindi la nostra capacità di poter eventualmente giungere alla verità.

“Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”
( George Orwell)

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 19 dicembre 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220648888545079&id=1021326961

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura il 20 dicembre 2020

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“Passeggiando nell’800” di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità “Passeggiando nell’800” Immagini di un secolo in progresso

di Elena Tempestini

Nella data di oggi, già otto anni fa, usciva il mio quarto libro dedicato a Firenze e la sua storia. L’Ottocento è stato un secolo di grandi trasformazioni e innovazioni sotto il profilo sociale ed economico. Dalla rivoluzione agraria alla progressiva espansione dell’industria. Possiamo ormai accertare che fu una seconda “rivoluzione industriale”. La nascita della borghesia, la crescita della popolazione che coinvolgerà tutti i Paesi europei in tempi e in modi diversi, dette il via ad una grande trasformazione, la frase di Rimbaud fu cristallina : “Dobbiamo essere assolutamente moderni”. Cinquecento anni fa si passo’ dal medioevo all’età moderna, ma tutto ha una ascesa e una decadenza. Oggi 2020 ci troviamo nell’Interregno. Non sappiamo ancora quanto durerà, dove ci porterà, cosa troveremo in fondo a questa grande trasformazione della società e dei nostri stessi cervelli. Sappiamo solo che sta succedendo, e che dobbiamo cercare di avere un atteggiamento il più lucido possibile per affrontare il futuro. Il mio editore Nicomp Laboratorio Editoriale e il suo cervello Alberto Nicoletti ebbero l’idea di fare il libro in due lingue: italiano/inglese ….

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 19 dicembre 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220647764116969&id=1021326961

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura il 20 dicembre 2020

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“La nuova Museologia, Il museo non è mai stato così vicino alle persone”

“La nuova Museologia. Il museo non è mai stato così vicino alle persone” di Maurizio Vanni.

https://www.linkedin.com/pulse/la-nuova-museologia-il-museo-non-%C3%A8-mai-stato-cos%C3%AC-vicino-vanni

I&f Arte Cultura Attualità
“Le opere d’Arte non sono indumenti pieni di naftalina da riporre in un armadio” di Riccardo Rescio
I Musei non sono prestigiosi contenitori, ma luoghi del cuore e ludoteche dell’anima e come tali devono attrarre, sempre più catalizzare l’attenzione del maggiore numero di persone possibile, coinvilgendole e avvolgendole di bellezza, di conoscenza, di benessere.
Lo si potrà fare presentando i Musei come attrazioni Culturali piacevoli e non barbose, interessanti e non noiose, quindi per quello che sono realmente e non per quello che solo alcuni vorrebbero che fossero.
I Musei come luoghi riservati per elite Culturali, vere o presunte, i Musei, come esclusivi Resort, Spa, Club e strutture extra lusso, non sono più accettabili.
L’Arte appartiene a tutti in egual misura e tutti hanno diritto di conoscerla, apprezzarla, amarla.
Complimenti per le sue idee Maurizio Vanni e buon lavoro.
Cordiali saluti
Riccardo Rescio (Italiaefriend)

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“Noi e loro” di Tiziana Leopizzi

I&f Arte Cultura Attualità
“Noi e Loro”
di Tiziana Leopizzi.

Il mondo di oggi lo dobbiamo ai nostri Avi.
L’idea è stata ripartire da Leonardo, si proprio lui, il genio assoluto e riflettere sul significato che ha per tutti noi, dal momento che la sua immensa figura è comunque “l’emblema” dell’Italia, o almeno di un certo tipo di Italia. Genio, bellezza, sperimentazione, modulate tra ingegneria architettura scienza pittura, design se vogliamo, musica, poesia, invenzione, versatilità assoluta a tutto campo, e curiosità.
Anche Leonardo però senza chi credesse in lui, sarebbe rimasto chiuso, con tutta la sua ricchezza interiore, nell’ambito del suo studio. Di qui la mia attenzione alla Committenza, quella di ieri che ci ha permesso di godere di un patrimonio artistico culturale unico al mondo. E oggi? La committenza c’è? E se c’è dov’è? Di che e di chi si occupa?
Mentre oggi è normale parlare di committenza per un architetto o un ingegnere, per un artista, non è più cosi. L’artista vede nella committenza un limite alla propria libertà d’espressione, tradendo quella tradizione che è stata la chiave di volta della creazione del patrimonio artistico dell’Italia.per seli
La ripresa del Paese non può prescindere dalla riscoperta della propria identità che è unica in tutti i luoghi . Pittura, scultura, architettura, restauro e recentemente le installazioni, il design, come la fotografia e il video sono degli “strumenti” formidabili che danno voce alla creatività che in questo Paese non manca. Non dobbiamo fare l’errore però di non educare l’occhio al bello, che è il discrimine tra civiltà e brutalità. E non é piacevole un quotidiano fatto di orrori di ogni tipo. Meritiamo di costruirci un ambiente a nostra misura, dove bellezza e armonia facciano parte del nostro quotidiano. Se ognuno di noi fa la sua parte il messaggio si amplificherà a dismisura e tutti ne godremo ogni giorno di più perché cosi si migliora la qualità della vita. Per la prima volta ab origine, l’umanità in Occidente almeno, gode di una serie di privilegi che nel passato non esistevano nemmeno per re e regine. Parlo della luce e dell’acqua corrente a casa, della libertà di movimento, di studio , dell’anestesia, dei vaccini contro i flagelli dell’umanità, degli ammortizzatori sociali, della pulizia, e degli alimenti a portata di mano. E allora approfittiamo e usiamo gli strumenti formidabili che abbiamo.
L’arte è lo specchio del proprio tempo, ma quella vera, usa un lessico che travalica spazio e tempo. L’arte non è moda, ma è per chi la vive sia esso artista o appassionato, la chiave fondamentale per parlare con il proprio Sè creando emozioni e sensazioni che danno o forse sono il senso della vita.
Noi e Loro. Il mondo di oggi lo dobbiamo ai nostri Avi.
L’idea è stata ripartire da Leonardo, si proprio lui, il genio assoluto e riflettere sul significato che ha per tutti noi, dal momento che la sua immensa figura è comunque “l’emblema” dell’Italia, o almeno di un certo tipo di Italia. Genio, bellezza, sperimentazione, modulate tra ingegneria architettura scienza pittura, design se vogliamo, musica, poesia, invenzione, versatilità assoluta a tutto campo, e curiosità.
Anche Leonardo però senza chi credesse in lui, sarebbe rimasto chiuso, con tutta la sua ricchezza interiore, nell’ambito del suo studio. Di qui la mia attenzione alla Committenza, quella di ieri che ci ha permesso di godere di un patrimonio artistico culturale unico al mondo. E oggi? La committenza c’è? E se c’è dov’è? Di che e di chi si occupa?
Mentre oggi è normale parlare di committenza per un architetto o un ingegnere, per un artista, non è più cosi. L’artista vede nella committenza un limite alla propria libertà d’espressione, tradendo quella tradizione che è stata la chiave di volta della creazione del patrimonio artistico dell’Italia.per seli
La ripresa del Paese non può prescindere dalla riscoperta della propria identità che è unica in tutti i luoghi . Pittura, scultura, architettura, restauro e recentemente le installazioni, il design, come la fotografia e il video sono degli “strumenti” formidabili che danno voce alla creatività che in questo Paese non manca. Non dobbiamo fare l’errore però di non educare l’occhio al bello, che è il discrimine tra civiltà e brutalità. E non é piacevole un quotidiano fatto di orrori di ogni tipo. Meritiamo di costruirci un ambiente a nostra misura, dove bellezza e armonia facciano parte del nostro quotidiano. Se ognuno di noi fa la sua parte il messaggio si amplificherà a dismisura e tutti ne godremo ogni giorno di più perché cosi si migliora la qualità della vita. Per la prima volta ab origine, l’umanità in Occidente almeno, gode di una serie di privilegi che nel passato non esistevano nemmeno per re e regine. Parlo della luce e dell’acqua corrente a casa, della libertà di movimento, di studio , dell’anestesia, dei vaccini contro i flagelli dell’umanità, degli ammortizzatori sociali, della pulizia, e degli alimenti a portata di mano. E allora approfittiamo e usiamo gli strumenti formidabili che abbiamo.
L’arte è lo specchio del proprio tempo, ma quella vera, usa un lessico che travalica spazio e tempo. L’arte non è moda, ma è per chi la vive sia esso artista o appassionato, la chiave fondamentale per parlare con il proprio Sè creando emozioni e sensazioni che danno o forse sono il senso della vita.

Tiziana Leopizzi
Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

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“Florence Biennale 2019”

I&f Arte Cultura Attualità
“Florence Biennale 2019”
di Riccardo Rescio

Il 18 ottobre del 2019 prese il via la XII edizione di Florence Biennale, Mostra Internazionale di Arte contemporanea e design, durata fino a domenica 27 ottobre 2019.
Allestita nel Padiglione Spadolini della Fortezza da Basso di Firenze, dove si sono potute ammirare le opere di ben 747 espositori, 484 artisti e 263 designers, provenienti da 78 paesi di cinque continenti.
Il Cavallo monumentale in bronzo di Gustavo Aceves, anatomia e simboli per risvegliare la memoria, accoglie i visitatori della Mostra nel grande piazzale interno della Fortezza da Basso.
Ph riccardorescio

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Florence Biennale – Young Future

“Con l’Arte nel cuore” di Daniela Padelli

I&f Arte Cultura Attualità “Con l’Arte nel cuore” di Daniela Padelli

Acquerello di Daniela Padelli

Vivo da sempre con l’arte nel cuore, negli occhi, nelle orecchie, e nelle mani. I miei sensi sono stati plasmati da questa passione che mi accompagna e mi permette di godere a pieno della vita. Guardo i paesaggi che mi circondano e mi “beo” dei loro colori, forme, suoni.
La passione artistica è stata una palestra che ha rinforzato i muscoli emotivi (mi si conceda questo paradosso) e ha affinato la sensibilità che mi permette di valorizzare il mio meraviglioso Paese : l’Italia scrigno di bellezze artistiche, naturali, storiche, e umane.

Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

SpazioD : https://www.spaziod.net/wp/

L’Arte è diversa https://www.pinterest.co.uk/tuttalartechece/_saved/

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“Teatro del Maggio Musicale Fiorentino” di Riccardo Rescio”

I&f Arte Cultura Attualità “Che spettacolo è il Teatro” di Riccardo Rescio

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, inaugurato il 21 dicembre 2011, è situato nel Piazzale Vittorio Gui a Firenze.
L’avvenieristico complesso, dal notevole impatto architettonico, è stato progettato dall’Architetto Paolo Desideri, dotato di una sala destinata al Teatro Lirico per 1890 posti, una cavea all’aperto per 2000 posti è senza dubbio una meravigliosa struttura. Se non ci siete mai stati, se non lo avete visto neanche da fuori, scopritelo, visitatelo, per ora virtualmente e prossimamente di persona, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è uno straordinario spettacolo.

Video di Riccardo Rescio per Italia&friends
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Teatro del Maggio Musicale Fiorentino https://www.maggiofiorentino.com/

“Arte Artisti & Committenza” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Arte Artisti & Committenza” di Riccardo Rescio

Agli Artisti è da sempre assegnato il compito di interpretare, descrivere, partecipare, attraverso il loro personale sentire, sensazioni, emozioni, visioni, di momenti, eventi e luoghi. L’esperienzialita, sensoriale, dell’Arte costituisce la funzione necessaria ad appagare lo spirito, un circolo virtuoso tra corpo e anima. Le opere realizzate, fissano in modo indelebile il tempo e il luogo che rappresentano, che la ispirano. L’Arte è da sempre espressione e materializzazione di grandi personali sensibilità, che testimoniano, passato, presente e futuro, del vivere e dello stare. Arte da guardare, Arte da ascoltare, Arte che descrive, Arte che circoscrivere, Arte da gustare, Arte da toccare. L’Arte come racconto del tempo che è stato, di quello che è, e di quello che sarà. La Committenza è cio che da sempre rende possibile l’espressione artistica e i committenti, altro non sono, se non gli illuminati di ogni tempo che hanno compreso che l’Arte, in qualunque forma si possa manifestare, resta immortale nel tempo e loro stessi, ad essa indissolubilmente legati.

http://www.ellequadro.com

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“Inverno… di guerra” di Andreina Parodi Monti

Da ieri a domani
“Inverno… di guerra”
di Andreina Parodi Monti

Credito immagine : http://www.milanoisola.it/loscuramento-durante-la-guerra/

La sera costretti a casa dal coprifuoco, quello vero non questo attuale.
Preferirei parlare di”divieto di circolazione” ora
Tutti riuniti nella nostra grande cucina,
le finestre oscurate, fuori il buio.
La radio trasmette musica.
Silenzio, solamente qualche parola mormorata da mamma e sorella che lavorano di cucito.
Io bimbetta, sulla mia seggiolina accanto alla finestra gioco con le mie carte colorate.
Mio padre, seduto accanto al tavolo, il viso assorto, ascolta la sua amata musica.
Sta forse pensando a quando, in bicicletta, andava al Carlo Felice a vedere l’opera.
La musica mi avvolge e mi incanta, magica. Oggi, ancora costretta a casa, sono ancora affascinata dalla stessa musica.
È l’ Opera.
Musica e immagini meravigliose, splendide dove interpreti reali cantano e danzano in un palcoscenico vuoto, popolato da
immagini virtuali con le quali interagiscono.
L’orchestra, reale, suona per un pubblico che non è presente in sala ma guarda ed ascolta in tutte le case.
Quell’incubo finì, capii la felicità.
Oggi viviamo un momento difficile, ma se Dio vuole, ben lungi da quello che ci infelicitò per tanti anni.
E a differenza di allora, ora siamo tutti uniti contro un nemico comune!
Buon Natale a tutti!

Andreina Parodi Monti
per Tiziana Leopizzi

Da Ieri a domani” è una rubrica a cura di Tiziana Leopizzi

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

“Turismo & Turisti” L’ovvio e il banale nostrano.

Chissa perché sarà poi così difficile realizzare, nella nostra quotidianità, tutto ciò che riteniamo scontato, solo apparentemente acquisito, ma certamente anche poco praticato. I rapporti interpersonali, sono un eclatante aspetto che raggiunge il suo picco massimo proprio in questa problematica. Salutare, sorridere, chidere gentilmente, ringraziare, scusarsi, sono solo alcune di quelle ovvietà scontate e perennemente disattese. La generalizzazione è sempre un parametro da prendere con le molle, poiché la maggioranza delle persone è sicuramente molto migliore di quello che si vuole far credere, altrettanto vero è che, è sempre e solo una minoranza che spesso manifesta tali carenze comportamentali, rendendole evidenti.
È quindi molto difficile, arduo, per alcuni persino inutile, partecipare l’ovvio e il banale, poiché viene dato sempre per scontato e fisiologicamente acquisito. Paradossalmente l’altenativa, alla necessità di praticare l’ovvio è il banale, è il disarmante atteggiamento di alcuni, che ritengono tale insegnamento ambizioso e utopistico. Nella saga del banale non potevano mancare le ovvie considerazioni sul Turismo e sui Turisti del nostro Paese, come per esempio quelle che affermano che l’Italia sia talmente conosciuta, che oltre non si potrebbe andare, dato questo, sempre per alcuni, ovvio e acquisito, quindi inutile e banale ogni sua ulteriore reiterazione. Solo liberandosi dal circolo vizioso del dire, senza praticare, ciò che riteniamo banale e scontato, riusciremo ad attuare quelle metodologie comportamenti e procedurali, che migliorerebbero certamente i nostri rapporti interpersonali e nel comparto della promozione e della accoglienza turistica, sicuramente contribirebbero alla crescita esponenziale dell’intero Paese.
Noi abbiamo infatti meravigliosi Territori che esprimono straordinarie Valenze e le Valenze, come è risaputo, non sono che espressione diretta, concreta e tangibile, dei rispettivi Territori. Abbiamo una infinità di squisiti prodotti e innumerevoli luoghi di rara bellezza, poco, se non del tutto sconosciuti, anche a noi, figuriamoci al resto del mondo, dobbiamo di conseguenza promuovere, a livello nazionale e internazionale, l’insieme delle meraviglie che in tutti i campi, caratterizzano e identificano le “Terre Uniche” del nostro Paese.

Solo un forte Marketing Territoriale, gestito a livello centrale, può assicurare e garantire la completa e paritetica visibilità a tutte le 20 Regioni d’Italia. Un forte Marketing che censisca, tuteli, valorizzi e promuova, tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano i rispettivi territori d’origine.
Abbiamo una così vasta e diversificata offerta, dall’Agroalimetare alla Moda, dalla Cultura all’Arte, dal Territorio allo Spettacolo, dalle Tradizioni al Folclore, dal Cibo al Tempo Libero, da poter realmente proporre, anche al più sofisticato e ricercato viaggiatore, innumerevoli emozioni esperienziali, in tutti i 365 giorni dell’anno. Ogni Luogo della nostra “Penisola delle Meraviglie” ha sempre in serbo una affascinante Storia da raccontare, uno straordinario Posto da far vedere e uno squisito Sapore da far assaggiare.
L’Italia non è certo un Paese che possa o debba risentire del condizionamento stagionale, troppo ampie e variegate sono le opportunità offerte, che potrebbero essere ancora ulteriormente incrementate, attraverso un quel Marketing Territoriale, che ancora non c’è, ma che bisogna realizzare, per dare la giusta visibilità a tutte le valenze ancora inepresse di questa straordinaria Terra chiamata Italia. L’implementazione dell’offerta determinerebbe la diversificacazione delle destinazione e dei relativi flussi, non più concentrati in poche città di alcune Regioni, ma distribuiti su l’intero territorio nazionale, ridimenzionando l’aspetto dell’Over Turismo e al contempo anche rendendo la destagionalizzazione un fatto concreto fattibile e facilmente realizzabile, in un Territorio come il nostro. La più ampia conoscenza, nostra e del resto del monto, di tutte le straordinarietà disponibili e usufruibili, nella “Penisola delle Meraviglie”, rafforzerebbe la prospettiva di poter finalmente conquistare quei primati, nel campo delle esportazioni e in quello delle mete più visitate al mondo, che l’Italia merita realmente di raggiungere.

Riccardo Rescio

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“L’Amore fa miracoli” di Beppe Dati e Alessandro Lamuraglia

I&f Arte Cultura Attualità
“L’ Amore fa miracoli”
di Dati/Lamuraglia
Anche se ogni giorno l’odio replica nel mondo
la sua triste recita, che favola non è
anche se, la guerra è in onda
non smetterò la vergogna di se.

L’amore fa miracoli, e come il sole e primavera
dall’alba dei suoi secoli
ci sveglia illuminandoci di noi.

Anche se ogni giorno la ricchezza spoglia il mondo
e anche se viviamo, senza chiederci perchè
credimi, ci vuole tempo
per chi non ha più rispetto di se.

L’amore fa miracoli,
è come un sole ormai dentro di noi
asciuga dalle lacrime, nel breve tempo di un secondo
sogna ancora il nostro andar di ricambiare il mondo
più leggero da fermare questo girotondo
credimi, avremo tempo
insieme un po di coraggio, quel raggio di cuore

L’amore fa miracoli,
e come un figlio nostro prima o poi
dell’alba già i suoi battiti
si ama e innamorandoci di te.

L’amore fa miracoli
abbracciami anche poi ci crederò.

La canzone “L’ Amore fa miracoli” di Beppe Dati e Alessandro Lamuraglia, è cantata da Eleonora Mazzotti nello spettacolo musicale
”Rifiuti preziosi” anno 2007

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“Siamo con voi nella notte” di Claire Fontaine al Museo Novecento Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“Non chiediamoci il perché, ma cogliamo il messaggio”
di Riccardo Rescio

Siamo con voi nella notte, non è uno slogan per vendere torce a pila, ma uno stimolo a riflettere che, anche se potrà capitare di sentirci soli, completamente soli non saremo mai, perché ci sarà sempre qualcuno che accenderà un bagliore, anche flebile, che ci potrà aiutare ad uscire dalle tenebre.
“Siamo con voi nella notte” è il titolo del grande led che, dal 12 dicembre 2020 all’11 marzo 2021, illuminerà la facciata del Museo Novecento di Firenze.
Installallata dal collettivo Artistico internazionale Claire Fontaine, in occasione di Flight – Firenze Light Festival, la grande scritta luminosa trasformerà la facciata del Museo in uno grande spazio visivo, che mettera in comunione i contenuti normalmente conservati all’interno dell’edificio, con la piazza e lo spazio pubblico all’esterno.
La scritta “Siamo con voi nella notte” (2008) prende ispirazione dai murales apparsi negli anni Settanta sui muri di varie città italiane come segno di solidarietà nei confronti dei prigionieri politici.
Il collettivo Claire Fontaine con la scritta “Siamo con voi nella notte” vuole andare oltre al significato originario, la notte infatti è la dimensione più oscura della paura e della disperazione che ci assale in particolari personali o collettivi momenti.
Piccola o grande, vicina o molto lontana, flebile o abbagliante che possa essere, la luce è sempre e comunque lo stimolo di cui necessitiamo.

Un progetto a cura di Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento e Paola Ugolini.

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http://www.museonovecento.it/mostre/siamo-con-voi-nella-notte-l-claire-fontaine-x-museo-novecento/

“Firenze Patria di Dante” di Daniela Padelli

Complesso Monumentale di Santa Maria Novella Firenze

I&f Arte Cultura Attualità “Firenze Patria di Dante” di Daniela Padelli
Mai sede più appropriata per il Museo della lingua Italiana di quella meraviglia costituita dal bellissimo Complesso Monumentale di Santa Maria Novella a Firenze. Molto più di un Museo, sarà uno straordinario riferimento che dovrebbe divenire patrimonio dell’intera umanità, per la grande ricchezza di storia, cultura e umani comportamenti, che la lingua Italiana racchiude. Perché la lingua è senza dubbio l’imprescindibile caratterizzazione che identifica un popolo, molto più che un mero mezzo di comunicazione, è la sintesi della storia di una ampia e variegata umanità alla continua ricerca, nei simboli scritti e nelle espressioni parlate, di una modalità per conoscersi e vivere insieme in comunione, sempre meglio.

Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

SpazioD : https://www.spaziod.net/wp/

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“Una casa per la Lingua Italiana” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Museo della Lingua Italiana” di Riccardo Rescio

La Lingua Italiana avrà la sua casa, a Firenze il suo Museo, sarà realizzato nel Complesso Monumentale di Santa Maria Novella, i lavori inizieranno nel 2021, anno della celebrazione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri. Il Museo, approvato dalla giunta del Comune di Firenze, sarà finanziato dal Mibact nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”, avrà un costo di 4,5 milioni di euro e vedrà la luce all’interno dell’area denominata ex Monastero Nuovo del complesso di Santa Maria Novella e più esattamente nella parte di fabbricato che si affaccia su via della Scala.

Sarà un museo completamente nuovo, necessario, indispensabile per far conoscere la lunghissima storia della lingua italiana. Un percorso museale, affascinante, coinvolgente, un lungo viaggio che, partendo dalla Carta di Capua del 960, il primo documento che contiene frasi scritte in volgare italiano, passando per Dante, Boccaccio, Petrarca, Ariosto, Galilei, Machiavelli, Leopardi, Manzoni, D’Annunzio, Sciascia, arriverà alla attualità della lingua dei social del XXI secolo.

Il progetto del nuovo Museo della Lingua Italiana è stato presentato a Firenze venerdì 11 dicembre 2020 dal Ministro per i Beni e le attività Culturali Dario Franceschini, dal Sindaco di Firenze Dario Nardella e dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

“Siamo entusiasti – ha dichiarato il Sindaco Nardella – di un progetto che sarà sicuramente il più concreto nell’anno delle celebrazioni dantesche e che per questo abbiamo fortemente voluto iniziare proprio adesso, con i lavori che partiranno entro il 2021. La lingua italiana è patrimonio non solo nostro ma del mondo e questo museo sarà il luogo deputato a una sua conoscenza e valorizzazione a livello internazionale”. “Abbiamo approvato il progetto preliminare del museo – ha sottolineato l’Assessore Sacchi – che andrà a incastonarsi in un polo davvero innovativo e sperimentale, quel complesso di Santa Maria Novella che ha acquisito negli ultimi anni una conformazione polifunzionale che mette insieme spazi civici, religiosi, artistici e museali”.

Video di repertorio I&f Arte Cultura Attualità anno 2018 Complesso Monumentale di Santa Maria Novella https://youtu.be/WO4jeoaSGnQ

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“Uno sguardo al passato per capire il futuro” di Giuliana Giribaldi

Da ieri a domani
“Uno sguardo al passato per capire il futuro” di Giuliana Giribaldi

Credito immagine : Il SecoloXIX https://www.google.com

Con il passare degli anni affiorano i ricordi ed in particolare quelli che riguardano la famiglia .
È’ passato più di mezzo secolo, anzi quindici lustri, e riaffiorino alla mente i ricordi da bambina! La consueta passeggiata mattutina, quella della spesa quotidiana, con la nonna, quando, partendo da Via Sant’Ugo, sopra la stazione Principe, si arrivava al mercato dello Statuto. Si imboccava via Prè all’epoca affollata e con ogni genere di negozi, lungo il tragitto si passava davanti alla Chiesa di San Giovanni di Prè, e lungo la strada, poco prima di arrivare al mercato, ecco la piccola Chiesa di San Sisto, meglio conosciuta dai genovesi dei “caruggi” come la “Chiesa della Bambina”. Era piccola e esercitava su di me un fascino particolare, tanto che ogni volta costringevo mia nonna ad entrarvi e raggiungere la piccola Cappella dedicata a Maria Bambina dove è conservata una piccola statua di Maria neonata, piccola, avvolta in fasce di colore bianco e broccato e che porta il ditino alla bocca come tutti i bambini piccoli. Credo che non ci siano altre chiese con statue di Maria Bambina o quanto meno non sono molto conosciute.
Uscendo il profumo delle specialità genovesi dei “friscieu” di via Prè …..”pignoleria, panissette, e friscieu di baccalà” … Molto spesso la sera, al rientro dal lavoro, il nonno mi portata un cartoccio di panissette fritte… che goduria e che felicità !!!
Rivivo le “visite” in darsena dal nonno materno…ci guidava “profumo” dello stock, che arrivava ai magazzini della Darsena direttamente dalla Norvegia, e del tremendo olio di fegato di merluzzo, niente affatto diluito, tanto salutare ma così poco piacevole che ci somministravano con un cucchiaio! Destinato all’uso!!! Per fortuna la domenica c’era sempre un cono di gelato che ci aspettava a Nervi quando il Nonno ci portava sulla passeggiata.
Una festa!
Lo scorrere del tempo e la nostra indifferenza, la distrazione ci fanno dimenticare tanta parte del nostro passato e tante usanze… Ma i ricordi non si cancellano e ogni tanto un aroma, un oggetto, la musica ci catturano…rivivere certi attimi è una grande gioia.

Giuliana Giribaldi per Tiziana Leopizzi

Da Ieri a domani” è una rubrica a cura di Tiziana Leopizzi

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“Ci vuole Arte per fare impresa” di Antonio Pistillo

http://www.mastrototaro.org/?lang=it

L’impresa, nel mondo degli affari è comunemente intesa come una attività economica organizzata per poter produrre beni o servizi.
Molto usato a livello internazionale, come sinonimo di impresa, il termine business, che letteralmente vuol dire “affari”.
Ma la parola impresa in italiano, nel nostro comune parlare, va molto al di là di una una qualsivoglia attività di produzione o di commercializzazione, per assumere un significato che concentra in sé una molteplicità di aspetti e di comportamenti, che stanno ad indicare la complessità, la difficoltà, la dedizione e il grande impegno necessario per il fare, di qualunque natura esso possa essere. Impresa è progetto, opera, lavoro, azione, sforzo, iniziativa, difficoltà, impegno, avventura, tante componenti che se ben amalgamate tra loro determinano una impresa di successo. Questo insieme di valenze, è molto spesso presente nella storia e nella attualità delle nostre imprese, che creano aziende e costituiscono società, con quell’impegno, con quella cura e quell’amore che viene dalla tradizione e dai valori, che rendono i loro prodotti particolarmente ambiti nel mondo. Esportare i sapori autentici della Puglia è certamente un’ Arte che si tramanda da generazione in generazione.
La Puglia degli assolati campi, dove l’aria è pura e dove la terra di Puglia curata con passione, ricambia generosamente con straordinari frutti, che con antica sapienza vengono trasformati in deliziose leccornie, dai sapori unici e inimitabili.
In questo è specializzato il marchio Mastrototaro Food, riconosciuto in ambito nazionale ed internazionale, per serietà e professionalità.
Il segreto è saper essere artigiani della bontà, curando in casa tutte le fasi della filiera.
Solo seguendo con cura e amore ogni singola tipologia di prodotto, dalla semina all’invasettamento, si può raggiungere l’eccellenza.
La famiglia Mastrototaro, di Bisceglie, in Puglia, sull’eccellenza, ha costruito la sua storia.

http://www.mastrototaro.org/?lang=it

Ripubblicato da italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 9 dicembre 2020

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Antonio Pistillo
Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends

I&f Arte Cultura Attualità “Dall’obiettività alla teleobbiettività – Virilio”

Questa magnifica frasetta racchiude il dramma / farsa della nostra epoca. Tiziana Leopizzi

Io non ho la TV. La cosa mi regala un mare di tempo per leggere scrivere telefonare vedere gli amici seguire i social in modo mirato sentirmi importante per le continue attenzioni rivoltemi dal nostro Ministero delle Telecomunicazioni, dalla RAI ecc… che non contemplano – non possono proprio – l’esistenza di un cittadino che non sia nel contempo un teleutente.

A parte questa soddisfazione la privazione di detto oggetto, che sicuramente avrà anche dei contro, mi stimola il cervello perché la musica che ascolto ma anche la radio o il leggere mi costringono a usare l’immaginazione, la mia personale.

Avrete provato tutti la sensazione di fastidio che dà la messa in scena, per grande che sia un regista, di un libro che avete letto e non parliamo poi magari anche amato. Inoltre, e lo sanno bene i pubblicitari, la mente lavora per immagini e quindi se continuiamo a bombardarla di immagini precotte c’è il rischio che si atrofizzi almeno un pochino e che si faccia condizionare.

Sono anni che non guardo la TV ma purtroppo sono circondata ugualmente da schermi urlanti nei bar, ristoranti, autogrill, club case di amici e le partite di calcio o giochi demenziali dove regalano premi all’urlo di “ bbbrrrravvvisssimo ! ci ha saputo addirittura dire come si chiama, addirittura nome e cognome !…fantastico!” Dove qualcosa di piacevole è piazzato nottetempo tra una tetta e un culo e organi vari che si confondono con maghi e cartomanti. Ma dico perché non farsi piloti della propria vita, perché delegare in toto ad altri il ponte di comando? Allora ricominciamo: siamo esseri dotati di creatività! anche i bruti ce l’hanno – è che l’incanalano malissimo però c’è e si vede per certi efferati delitti .. caspita se c’è…

Ma siamo seri, no seri è meglio di no, siamo e basta. Riprendiamoci il nostro tempo. E se proprio vogliamo guardare la TV guardiamo la pubblicità che in certi casi è una delle forme di arte più complete e affascinanti sicuramente più significative del nostro momento : cerchiamo di vedere a quali criteri corrisponde

1 – è certo specchio del nostro tempo

2 – vengono utilizzati strumenti che non esistevano solo una manciata di anni fa

3 – c’è un progetto

4 – usa un linguaggio universale –

ok multinazionale in qualche caso : )))

5 gli effetti speciali ci lasciano a bocca aperta

6 – del poeta è il fin la meraviglia…certamente è tesa a stupirci come recita il verso di Gianbattista Marino

e

7 – in molti casi è armoniosa e anche divertente.

C’è pure Aristotele con la sua unità di tempo luogo e azione.

Direi che gli ingredienti ci sono tutti e si sovrappongono a quelli in uso per individuare un’opera d’arte. L’allure è quello. Ma ancora non è sdoganata ..credetemi è solo questione di tempo, la fotografia ci ha messo un secolo e si che dopo Man Ray sinceramente pareva aver raggiunto l’apice grazie a questo straordinario artista filosofo scrittore. Poi è toccato al video, che a parte Bill Viola che ha realizzato il sogno di qualsiasi pittore e cioè “dare la vita al proprio quadro” per il resto ho visto raramente qualcosa di bello sommersa da sfilze di patetici filmini che dirli di amatori è davvero insultante per i veri amatori del genere… ma erano in Biennale.. consacrati così…la moda ce la sta mettendo tutta e ora design e gastronomia stanno surclassando la povera arte che è rimasta al palo. Ma perché per dirla col mai troppo rimpianto Daverio le 4 effe football food fashion e ferrari hanno stravinto e l’arte italiana no. Sarà perché non comincia con la f e se tornassimo al ‘f’are arte?

Tiziana Leopizzi
Prof. Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

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Imagine – John Lennon

Imagine – John Lennon
Di John Lennon Dall’album: Imagine – EMI, 1971
Testo della canzone in lingua originale
“Imagine”
Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…
Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

Testo della canzone in italiano, traduzione a cura di Ermanno Tassi
“Immaginate”
Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate tutta le gente
Che vive solo per l’oggi
Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente
Che vive la vita in pace
Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità
Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo
Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.

https://www.riflessioni.it/testi_canzoni/lennon.htm

“Se proviamo ad immaginare, tutto il bello e il buono che abbiamo dentro, potrà diventare reale”
Riccardo Rescio

#tuttoilbelloeilbuonochece

“La Cultura del progetto” di Patrizia Poggi

Se vuoi costruire una nave non chiamare a raccolta gli uomini per procurare la legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito. ( Antoine de Saint-Exupery )

Bellissima questa iniziativa del Panettone agli agrumi e allo zafferano di Sicilia di Fiasconaro, una storia di famiglia che inizia negli anni Cinquanta a Castelbuono, un angolo di Sicilia dove patrimonio naturalistico storico artistico convivono insieme, in una simbiosi tra uomo e natura. La sua narrazione affidata al genio di Dolce&Gabbana. Ciò di cui si avverte sempre più oggi è la totale assenza della “cultura del progetto sostenibile” cioè la metodologia pratica e articolata per la progettazione completa di un evento inteso come ‘fatto unitario e complesso’ finalizzato a comunicare in forme e modalità diverse ‘qualcosa a qualcuno’ in relazione alle esigenze dei committenti ed ai budget disponibili. Con l’età contemporanea si è bruscamente rotto il filo fino a ieri ininterrotto del rapporto che lega l’uomo al suo ambiente, il legame tra cultura materiale e sua sedimentazione storica. Nuovi miti incessanti, mode e tendenze impediscono la pausa e la riflessione e questo crea il vuoto culturale che non consente la scelta e lo sviluppo di modelli di vita più equi e sostenibili. Per creare il fattore aggregante e costitutivo di una rete, radicata nel territorio, che promuova la cultura della sostenibilità e quindi la cultura del progetto è necessario condividere una logica di sistema, in cui gli elementi fondanti del progetto sono la cultura del rispetto del territorio, delle sue risorse, del valore delle relazioni sociali, della sua storia e dell’essere punto singolare interagente con l’universale. È un nuovo modo di pensare, che pone al centro del processo progettuale la qualità dell’ambiente, il pensare al progettista in termini di artista-artigiano interessato a far sì che si esprimano, attraverso il progetto, le esigenze collettive, il vissuto e la partecipazione dei cittadini e non l’arroganza del singolo sapere tecnologico e la presunzione narcisista di essere interpreti unici ed illuminati del portato culturale contemporaneo.

L’immagine del modellino teatro prospettiva su-firenze. Michelangelo l’installazione De-Signo, allestita in Fiera Milano, nel Padiglione 24 | Salone del Mobile Milano 2019

Patrizia Poggi

Promotrice di arte-cultura e turismo, già resident manager del Relais Villa Roncuzzi, https://www.villaroncuzzi.it
collezionista d’arte, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends. p.poggi@villaroncuzzi.it

#ierioggidomani

“Il Maestro Ezio Bosso – Al chiaro di luna – Ludwig van Beethoven”

I&f Arte Cultura Attualità
“Ezio Bosso”
«La musica è la mia, la nostra cura, cura dell’anima in un momento in cui la popolazione mondiale è soggetta a pressioni psicologiche mai provate prima, di natura completamente diversa da tutto ciò che abbiamo sperimentato in passato».
È quello che il grande Maestro aveva scritto al Presidente Mattarella avanzando proposte concrete per non lasciare le persone prive della consolazione dell’Arte durante il primo lock down. Ascoltare le parole e la Musica di Ezio Bosso per riflettere e capire quanto sia appagante, stimolante, apprezzare tutto il bello e il buono che abbiamo intorno. La Musica senza ombra di dubbio è sicuramente l’accompagnamento, il sottofondo, il supporto che ci accompagna nello straordinario viaggio della vita.
Amiamo, rispettiamo, tuteliamo e diffondiamo l’Arte, in tutte le sue forme e manifestazioni, perché è Vita della Vita.
Riccardo Rescio
#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Vigilia di Natale” di Marzia Rossi

Vigilia di Natale 1944….

da pochi giorni tutto tace…non bombardano e si respira un aria più serena. Le famiglie son riunite nello stesso stabile che circonda la fabbrica di papà a mo di fortezza protettiva.Si sviluppava in lunghezza. Due piani soltanto ma tanti appartamenti indipendenti abitati da tutte le famiglie. Zii zie cugini custode con figli tanti cugini con cui si giocava nel grande cortile. Per noi ragazzi la guerra era soltanto correre nel grande rifugio in cemento armato costruito sotto casa. Suonava la sirena e via tutti li sotto….ricordo che mi facevano cantare “La donna è mobile “…ero stonatissima ma tutti partecipavano e si copriva il rumore delle bombe poi risuonava la sirena e si usciva “a riveder le stelle “o il sole…l ora dei bombardamenti non era mai la stessa. Per tornare alla vigilia di Natale da cui son partita mia mamma aveva radunato noi tre e i nostri 10 cugini per una bella cena messa insieme con quel che trovava nelle campagne circostanti e alla borsa nera. Ma cucinava benissimo e aveva fatto anche il panettone. Giocammo poi tutti insieme aspettando che arrivasse Gesù Bambino. Allora babbo natale non esisteva per gli italiani un po prima di mezzanotte ci disse di stare in silenzio davanti ai vetri al vetro della finestra ed aspettare che dal cielo scendesse Gesù a portarci i doni…la notte era fredda ma limpida e fitta fitta di stelle e noi bimbi col fiato sospeso. Lei sali al piano di sopra dove aveva preparato un biondo bambolotto di celluloide con un camicino bianco e con un filo invisibile lo fece dondolare dolcemente davanti alla nostra finestra davanti ai nostri occhi incantati ed ai nostri cuori che battevano veloci. Un emozione che non mi ha mai abbandonato. Poi Gesù Bambino piano piano risali’ con la sua tunichetta che ondeggiava nel buio e sparì ….le luci si accesero ed in un angolo trovammo i regali. Regali semplici di tempi difficili ma per noi fu un emozione indimenticabile…Un Natale ed un Bambin Gesù che ci rimasero dentro per sempre.

Marzia Rossi affida i suoi ricordi a Tiziana Leopizzi

#daieriadomani

“1957 Conosci te stesso” di Marzia Rossi

Credito immagine : https://www.google.com/amp/s/muromaestro.wordpress.com/2017/10/19/alla-sera-al-caffe-con-gli-amici/amp/

1957 Conosci te stesso!
Noi ragazzi siamo seduti in piazza sul muretto da cui si vede tutta la vallata uno spettacolo incredibile la giornata è bella e tersa siamo nel tardo pomeriggio e tutti insieme “villeggianti “e ragazzi del paese siamo tornati dal fiume abbiamo fatto un bel bagno nell acqua limpida e trasparente che arriva dal lago a monte ci siamo fatti una doccia e via tutti li a farci due chiacchiere prima di cena ed a programmare la serata all improvviso uno sparo dalla pianura sottostante dove si trovano antiche cascine ci ammutolisce..
I più grandi si precipitano giù dal sentiero che porta alla piana noi piccoli restiamo li un po storditi senza capire cos’è successo poi torniamo a casa. Poco dopo arriva la notizia si è sparato il figlio del maniscalco. Un ragazzo sensibile e buonissimo. Suo padre era molto fiero di lui ci raccontava sempre dei suoi successi all università e della ormai prossima laurea. Non aveva dato nemmeno un esame non si era integrato in città non voleva fare l ingegnere forse amava l incudine e il martello non ha retto la delusione che avrebbe dato ai suoi genitori. Si è seduto vicino al pozzo col fucile accanto e dopo una sigaretta ha premuto il grilletto. Ancora oggi lo ricordo sempre un po malinconico molto pensieroso sicuramente tormentato. Forse se avesse avuto un amico a cui chiedere aiuto non sarebbe finita così. Un ricordo triste ma mi ha accompagnato a lungo e mi ha insegnato a lasciare alle mie figlie piena libertà di scelta sul loro futuro. E ne sono felice.

Marzia Rossi affida i suoi ricordi a Tiziana Leopizzi

#daieriadomani

Lake Como Restarts

I&f Arte Cultura Attualità “Dedicato ai più realisti del Re” di Riccardo Rescio

Dedicato, a chi ha capito tutto della vita, a chi non perde tempo in chiacchiere, alle persone pragmatiche, calcolatrici, a chi non è più capace di sognare, ma solo di programmare. Dedicato a chi sa e del proprio sapere ne fa uso personale e mai anche per la collettività. Dedicato a chi della stagnazione sociale fa motivo di remunerazione, dedicato ai moderni cerusici, che di ogni altrui esigenza, affermano di avere coscienza e si propongono di operare con sapienza.
Dedicato ai piccoli e grandi presunti potenti, che tali si sentono e che tanto, questo loro sentire fanno pesare.
Dedicato a chi antepone il quanto mi costa e il cosa ci guadagno, alla possibilità di realizzare l’idea, a chi incapace di fantasticare, vende illusioni, che non si potranno mai realizzare. Dedicato a chi ha sempre qualcosa di più importante, di più impellente, di meglio da fare e che così facendo non si accorge di aver perso tutto quello per cui valeva veramente la pena di vivere.
La capacità di apprezzare tutto il Bello e il Buono che abbiamo intorno, non è una dote congenita, si acquisisce, ma bisogna aver voglia di imparare, conoscere, scoprire, prima di avere la presunzione di sapere e valutare, per acquisire questa facoltà c’è però bisogno di buoni precettori del Sapere, capaci di insegnare, di trasmettere l’emozione della conoscenza, quella che da il vero senso alla vita.
Se non vi siete irritati, se non vi siete offesi, se non vi siete identificati in qualcuno dei destinatari a cui ho dedicato questo meraviglioso video corale sul Lago di Como, ma vi siete solamente emozionati, potete affermare di amare il nostro Paese, perché l’Italia è realmente il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, in un Territorio fra i più ambiti e amati al mondo.

Riccardo Rescio
Presidente Assaggia l’Italia Aps
Associazione di Promozione Sociale
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“I Signori della guerra” di Marzia Rossi

Ricordo di guerra. Non esistono soldati cattivi ma signori della guerra che li mandano a uccidere ed a morire. Nello stabilimento di mio padre son passati soldati tedeschi soldati americani partigiani. I tedeschi in ritirata ci hanno requisito un capannone si sono accampati avevano solo riso con cui facevano grandi torte di riso che condividevano con noi bambini e cantavano nostalgie dei loro paesi. Ci mostravano le foto dei loro cari. Giovani ragazzi che volevano tornare a casa. Se ne sono andati portandosi via la nostra auto. Poi son arrivati gli americani sempre nello stesso capannone. Mangiavano carne in scatola e latte condensato. Erano allegri caciaroni e giocavano a pallone con i miei fratelli e i miei cugini. Se ne sono andati portandosi via salami e carne secca e ci han riempito di biscotti e cioccolata. Infine son arrivati i partigiani con grandi rotoli di stoffa rossa e han chiesto a mia madre e alle mie zie di cucirgli i triangoli rossi da mettersi al collo. Tedeschi Americani Partigiani tutti armati ma nessuno ha mai usato le armi per chiedere nulla e la mia famiglia li ha tutti accolti con la stessa gentilezza che loro hanno usato con noi.

Marzia Rossi affida i suoi ricordi a Tiziana Leopizzi
“Notte cara Tizi….vedi che son riuscita a frugare nei miei ricordi vincendo la pigrizia…❣️😴”

Credito immagine : https://www.santellieditore.it/product/i-signori-della-guerra/

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“E se qualche volta fossimo noi a copiare” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “E se qualche volta fossimo noi a copiare” di Riccardo Rescio

Questa confezione di panettone, che nasce dalla intuizione di Dolce&Gabbana e dalla bravura di Fiasconaro, è esattamente l’ennesima, lampante, dimostrazione di cosa sia il “Circolo Virtuoso” di cui, come Italia&friends, parliamo da anni e cioè quella collaborazione, quella sinergia, quel modus operandi, che deve necessariamente portare a legare vicendevolmente ogni singolo prodotto, creazione, realizzazione, al proprio territorio d’origine. Alcuni illuminati imprenditori, di famosi Brand Italiani, stanno iniziano a perseguire la strada della massima riconoscibilità e identificabilita della propria produzione, che solo la palese, marcata territorialità, può dare ai medesimi prodotti e quanto la stessa territorialità possa beneficiare della sempre maggiore diffusione di quei prodotti. Fatta questa necessaria premessa, che vede, nel caso specifico, l’italiana genialità e bravura, concorrere insieme per raggiungere un duplice obiettivo, che vuole promuovere e valorizzare luoghi e specialità tipiche delle nostre Terre Uniche, è importante sottolineare che a noi la genialità, quanto la bravura e l’arte nel fare, non ci manca, quello di cui deficitiamo enormemente è la voglia di creare, realizzare e produrre insieme. Si perché solo se avessimo consapevolezza che le nostre singole capacità, unite in un sistema di collaborazione, ci porterebbero sulla vetta del mondo, sicuramente ci farebbe agire in modo diverso. Siamo talmente e pervicacemente convinti di raggiugere i più grandi risultati sempre da soli, che non riesciamo neanche vedere ciò che in atri Paesi riescono a fare, solo sposando e adorerando la logica e la tecnologia. I Panettoni che vedete nelle foto, sono stati ordinati su di una piattaforma di vendita On Line della Repubblica Ceca, questa Mattina 5 dicembre 2020 intorno alle 10,30 e consegnati, sempre in Repubblica Ceca alle 14,00 oggi, in una località ad oltre 200 chilometri dalla Capitale Praga.

La piattaforma è un supermercato, ma anche un ristorante, farmacia e tanto di più, in grado di offrire con efficienza una gamma di prodotti e servizi veramente completa, con consegna a domicilio, su tutto il Territorio nazionale.

La questione è che, se fossimo meno arroganti, forse nella osservazione delle moderne tipologie e strategie di vendita realizzate del mondo, probabilmente copiandole potremmo anche fare cose ancora migliori, utili e funzionali, per il nostro straordinario Paese.

Rohlik Piattaforma di vendita online della Repubblica Ceca

Online supermarket Rohlík.cz — nejrychlejší doručení ve městě

https://www.rohlik.cz/

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I&f Arte Cultura Attualità “L’influenza” di Riccardo Rescio

https://www.viaggiscoop.it/foto/33645/sud%20africa/arica/lo-stregone-nel-villaggio-shangana.ashx

L’influenza è la possibilità di intervenire nella determinazione o nella modificazione di un fatto: l’influenza della Luna sulle maree; non ho alcuna influenza sulle sue decisioni; tutta l’assemblea ha subìto l’influenza della sua opinione; talvolta in rapporto con una posizione di potere, autorità, prestigio.
(Definizioni da Oxford Languages)
L’influenza è quindi anche la capacità di condizionare il pensare e il fare di una o più persone.
La funzione degli influenzatori o influencer di tutti i tempi è una questione che viene da lontano.
Il processo di condizionamento delle menti e di conseguenza dei comportamenti, è abbastanza elementare, si individuano i punti deboli, le paure, le carenza cognitive, l’ignoranza, le illusioni, per dare spiegazioni, indicare soluzioni e da tutto ciò trarre personale vantaggio.
Lo stregone del primordiale villaggio, spiegava il perché dei fulmini o del vento, dando interpretazioni agli eventi, condizionando i comportamenti di tutti, persino le decisioni del capo tribù.
Nei secoli a venite i piccoli e i grandi fagogitatori si sono susseguiti, determinando anche grandi ed immani tragedie.
Parliamo naturalmente degli imbonitori che sono riusciti ad accreditare ideologie ed avere proseliti che gli hanno portati al potere politico, economico o sociale.
Gli influencer avranno motivo di esistere, di essere investiti di potere, denaro e prestigio, almeno fino a quando gli abitanti del villaggio globale non smetteranno di ignorare e cominceranno a studiare il perché dei fulmini e del vento e insieme alla conoscenza svilupparanno la capacità critica per capire e non per subire, nella illusione di essere liberi, facendo esattamente tutto quello che qualc’uno altro dice di fare, per divenire ciò che non si è e che non si potrà mai essere.
La stampa fa bene a comunicare situazioni anomale, fa male quando da spazio a immagini e nomi che incrementano paradossalmente l’assurdo consenso che viene concesso, solo ed unicamente, al vuoto e al nulla.

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I&f Arte Cultura Attualità “Il Nuovo Rinascimento Italiano” di Riccardo Rescio

Il Nuovo Rinascimento Italiano è possibile, abbiamo una Terra straordinaria, fatta di Gente straordinaria, Gente di mare, di monti e di pianure, pacifici esploratori del mondo, e tenaci ricercatori in casa. Gente che della propria genialità ha fatto pretesto per raggiungere grandi mete, Gente orgogliosa della propria Terra, che ha sempre dimostrato in ogni Luogo e in ogni Tempo, la sua natura di pace e di tolleranza, contro qualsiasi forma di prevaricazione.
La questione, in questo particolarissimo momento, è nel riuscire a trovare l’imput giusto, lo stimolo avvertibile, la sollecitazione che tocca, per poter arrivare a quel nucleo dove ogni Italiano, per caratteristiche genetico/territoriali, racchiude gelosamente tutti quei valori che lo caratterizzano.
Perché questo avvenga, è necessario il sostegno di tutti noi nella nostra singolarità, nelle piazze reali di incontro e di confronto, come nelle piazze virtuali, in modo quotidiano e costante, che con il loro elevatissimo potenziale numerico possono e devono contribuire nella ricerca dello stimolo giusto che arrivi a quel nucleo, affinché Il qualunquismo, che da sempre ha buon campo, lasci spazio alla “Capacità di Critica” individuale, che analizzi e valuti i fatti per quello che sono e non per quello che ci vogliono far credere.
Allora avanti con i suggerimenti che possano costituire lo stimolo affinché tutto ciò avvenga.
Dobbiamo superare la soglia della disaffezione, della rassegnazione, della delusione.
Individuare un comune obiettivo, che nel male è molto più facile, nel bene un po meno, ma questo non deve assolutamente scoraggiare, anzi deve incrementare la voglia, la determinazione, l’impegno in ognuno di noi.
Il Nuovo Rinascimento Italiano è possibile, sta a noi renderlo concreto,
perché il nostro futuro è qui, in questo nostro straordinario Paese.

Pubblicato da Riccardo Rescio su Facebook il 4 dicembre 2017
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1701289063256227&id=100001254482577

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I&f Arte Cultura Attualità “Diabolik” di Daniela Padelli

I&f Arte Cultura Attualità
“Diabolik”
di Daniela Padelli
E’ il 1962 quando la casa editrice Astorina pubblica il primo numero di un nuovo fumetto: DIABOLIK, l’autrice è Angela Giussani in seguito affiancata dalla sorella Luciana, è nato il “fumetto nero” più conosciuto e venduto nella storia. Le Tirature sono da record 150 milioni di copie, vasta sarà la filmografia che si ispira a questo personaggio inquietante e imprevedibile che dal terzo numero verrà fiancheggiato da una compagna altrettanto leggendaria: Eva Kant. Il fumetto, creato dalle sorelle Giussani, è di facile lettura, breve durata, ha un formato tascabile insomma è facilmente utilizzabile. Il protagonista cinico, intimorisce, ma al contempo suscita ammirazione per la genialità e la temerarietà con cui riesce a sfuggire alla giustizia, le sue storie hanno titoli espliciti e sono ambientate in un mondo immaginario dove si succedono scenari indefinibili che lasciano spazio all’Indeterminatezza e dove si fa ampio uso della tecnica di analessi. I tratti fisiognomici sono quelli di un attore di cinema molto amato Robert Taylor, altrettanto quelli della sua compagna simile a Grace Kelly. Entrambe i protagonisti subiranno nel corso degli anni una trasformazione psicologica, Eva Kant da amante sottomessa diverrà una complice indispensabile, Diabolik acquisirà una sorta di senso morale e di umanità, le sue imprese diverranno rocamboleschi furti ai danni di famiglie senza scrupoli arricchitesi in modo illecito. Insomma Diabolik è il prototipo del moderno Robin Hood e da sempre ha incontrato la approvazione e l’affetto di lettori affezionati che ancora oggi ne decretano il successo contribuendo a mantenere questo fenomeno di costume.

Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

SpazioD : https://www.spaziod.net/wp/

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https://pin.it/2nFh2EW

I&f Arte Cultura Attualità “L’Arte ha una sua Storia” di Riccardo Rescio

Si fa presto a dire Storia, ma non è altrettanto veloce, tanto meno semplice la sua partecipazione e comprensione.
Eppure la Storia è quel meraviglioso contenitore da cui attingere il sapere, per poter pensare e agire.
La Storia siamo noi, non è solo un modo di dire, ma una realtà, tutti noi, con il nostro fare o il non agire, direttamente o indirettamente determiniamo il corso degli eventi.
Anche la Storia dell’Arte, non si sottrae a queste regole, c’è chi pensa, chi decide, chi fa e chi avalla, prima, durante e dopo la realizzazione di un’opera d’Arte.
Luca Nannipieri, nel suo “A cosa serve la Storia dell’Arte”, in uscita nelle librerie il 10 dicembre, fa una riflessione dedicata al ruolo e alla responsabilità sociale dello storico dell’Arte, spingendosi al di là del solo ambito teorico.
Luca Nannipieri si addentra infatti in questioni decisamente concrete, come il rischio in cui va incontro un critico d’Arte nel determinare delle false attribuzioni, preferendo inseguire i guadagni derivanti da una invitante compravendita al lungo e costoso lavoro di accertamento indispensabile per assicurarsi che un’opera d’Arte non sia un falso.

Luca Nannipieri, è un critico e Storico dell’Arte, che ha pubblicato con Skira “Capolavori rubati” del 2019 e “Raffaello” del 2020. Dalla rubrica televisiva su RaiUno, “SOS Patrimonio Artistico”, Rai Libri ha pubblicato il volume “Bellissima Italia, Splendori e miserie del Patrimonio Artistico Nazionale” e numerose altre pubblicazioni.

#tuttoilbelloeilbuonochece https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

Davis & Co.

I&f Arte Cultura Attualità “La storia di Clara Woods” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“La storia di Clara Woods”
di Riccardo Rescio
Clara Woods è un’artista, imprenditrice, digital creator e modella fiorentina di 14 anni, richiesta in tutto il mondo.
Ma la strada del successo per lei non è stata sicuramente facile.
Clara, che comprende perfettamente tre lingue, a causa di un ictus perinatale, non può articolare le parole, ma questo non ha fermato né lei, né la sua famiglia, che per poterla seguire e assicurarle un futuro brillante, non ha esitato a cambiare radicalmente il proprio modo di vivere.
Grazie alla dedizione e la determinazione di mamma Bettina, Clara oggi riesce ad esprimersi e a comunicare usando dei mezzi alternativi.
La pittura è il mezzo che Clara predilige per esprimere i suoi sentimenti, la sua interioriorita, la sua voglia di vivere e di raccontare, con l’intento di essere anche un riferimento e una ispirazione per tutti coloro che si trovano ad affrontare difficoltà simili alle sue e contemporaneamente offrire opportunità espressive ad altri talenti.
Il racconto diviene il mezzo con cui poter partecipare il proprio sentire e il proprio essere. I dipinti di Clara, sono sfondo e cuore del libro per bambini “Voce su tela”, scritto da Francesco Ciai, con l’introduzione di Marco Montemagno e illustrato da Arianna Pisani, edito da Km Edizioni.
Voce su tela è la storia vera di una ragazza che ama viaggiare, nuotare, mangiare il gelato, ma che soprattutto ha un dono speciale quello di dipingere.
È il racconto di Clara una bambina che abita nel pianeta dei colori, dove non si parla e si comunica unicamente con immagini create col pennello e del suo arrivo sulla Terra.
Cosa succederà alla bambina venuta dal pianeta dei colori, come si sentirà, troverà degli amici, riuscirà a comunicare con loro.
Una fiaba che vuole partecipare la ricchezza che nasce nello scoprirsi tutti diversi e di come si possa, attraverso un mezzo alternativo, trovare un giusto e adatto posto nel mondo. Come tutte le favole, anche questa diviene strumento per parlare ai bambini, ma anche agli adulti, per invitarli a mettere da parte i pregiudizi, quelli ancestrali, quelli occasionali, quelli impliciti o espliciti e che, inconsapevolmente, portano a giudicare l’altro. Le parole e le delicate illustrazioni, raccontano come la diversità possa essere un valore aggiunto nei rapporti umani imparando fin da piccoli, a cambiare prospettiva e vedere il mondo in modo diverso anche attraverso gli occhi degli altri.
L’inclusione, il confronto e l’accettazione, sono i temi fondamentali, che purtroppo non vengono adeguatamente insegnati, ma che costituiscono il presupposto fondamentale per poter apprezzare il vero valore della vita.
Possiamo cambiare, dobbiamo cambiare.

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#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

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Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 4 dicembre 2020

Dipinto di Clara Woods

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I&f Arte Cultura Attualità “Firenze non spegne le sue luci” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Firenze non spegne le sue luci”
di Riccardo Rescio
E come potrebbe mai farlo, proprio lei che è faro di Cultura per il mondo intero, la Città d’Arte per antonomasia, il luogo delle meraviglie per eccellenza, no Firenze non spegne le sue luci, un forte, simbolico, gesto di presenza e di speranza, di fiducia e di certezza. Questa assurda inconcepibile e difficilmente accettabile situazione passerà, rimarrà il ricordo di chi non è riuscito a superarla, per tutti gli altri la consapevolezza di come tutto ciò che può sembrare certo, sicuro, inattaccabile, può essere stravolto, ecco perché abbiamo bisogno della luce, per individuare meglio la nuova strada da percorrere. L’edizione 2020 di F-LIGHT, Firenze Light Festival, intitolata quest’anno SIGHT, dalla selva oscura alla luce, in omaggio a Dante Alighieri per i 700 anni dalla morte e come auspicio, per tutti, di uscire il più presto possibile, finalmente, a riveder le stelle.
Promosso dal Comune di Firenze e organizzato da MUS.E, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, il festival prenderà il via, come sempre, l’8 dicembre e durerà fino al 6 gennaio 2021.

Davis & Co.

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”Le belle notizie del giorno, che concimano il nostro spirito” di Patrizia Poggi

ll prossimo 10 dicembre uscirà il libro “A cosa serve la storia dell’arte” di Luca Nannipieri, Skira editore
Un libro di teoria e militanza, che risponde a questioni fondative, metodologiche e non. Ma in una civiltà così fatta, chi si può interessare veramente di affreschi, quadri e cattedrali?
E la storia dell’arte a che serve per la civiltà dei computer? Ma mai come adesso la storia dell’arte è in grado di rispondere alle sfide del nostro tempo, «che ha assunto l’immagine – compresa l’immagine del sé – a feticcio» sostiene Salvatore Settis
«Oggi più di ieri, la strada per un’educazione alla cultura richiede di far comprendere la costruzione di un’immagine, cogliere i suoi risvolti sociali, capire che l’immagine non è la realtà, ma la costruzione di un discorso. Perciò l’arte è anche un apprendimento alla conquista di se stessi e del tempo. La storia dell’arte, insomma, regala conoscenza, regala libertà, anche nel leggere le immagini del potere, regala uguaglianza: purché le sue conoscenze siano condivise». La storia dell’arte aiuta a vivere, perchè il suo ruolo non è solo disciplinare ed accademico, ma anche sociale e civile. E la storia dell’arte è storia, geografia, scienze, astronomia…
E come tutte le scienze serve per capire. Serve per capire un mondo come il nostro inondato da immagini senza subirle passivamente, sapendone smontare e ricostruire i meccanismi di persuasione. Perché se rinunciamo a capire, faremo come i ciechi della parabola illustrata da Pieter Brueghel il Vecchio nel quadro conservato a Capodimonte: quando un cieco guida l’altro, tutti cadono nella fossa”. La storia dell’arte permette di conoscere le nostre origini. Il disegno nacque prima della scrittura ed è stato la prima forma di comunicazione degli uomini.
Il disegno della propria mano, quello che fanno tutti i bambini, è il più antico disegno fatto dagli uomini! Fin dall’età della pietra, dunque, l’arte è insita nella natura umana. E qui voglio ricordare il grande storico dell’arte Cesare Brandi che denunciando il nostro patrimonio culturale a rischio nel 1984 in un articolo su Corriere della Sera descriveva la sua soddisfazione quando accompagnava i suoi studenti nei Musei o nelle Chiese: «Quando ancora facevo lezione all’università, portavo i miei allievi nei musei e nelle chiese solo dopo avere esperito il corso relativo, altrimenti i giovani, ben altrimenti preparati e disposti dei fringuelli delle medie, non avrebbero capito nulla: allora, il contatto con le opere d’arte dava frutti felici; vedevo quelle care facce animarsi, gli occhi scintillare: si apriva un grande sipario, con il piede nudo e il vestito di fiori, la primavera veniva loro incontro, come quella del Botticelli». Dal 10 dicembre in libreria, oppure online già qui: https://www.ibs.it/a-cosa-serve-storia…/e/9788857244624

Fate Arte, leggete Arte, perché Arte deve appartenere a tutti.
Divulgate Arte, perché Arte è Vita, è la storia dello spirito umano attraverso le forme

Davis & Co.

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I&f Arte Cultura Attualità “Michelangelo e Maria” di Tiziana Leopizzi

I&f Arte Cultura Attualità
“Michelangelo e Maria”
di Tiziana Leopizzi
Avevo avuto la fortuna di conoscere Michelangelo e Maria a Kassel nel millennio scorso.
L’immagine nitida di Maria, la sua Musa, in uno dei famosi quadri specchianti.
Due anime un cuore solo.
Ci fecero l’onore di accettare l’ARTOUR-O d’Argento a Firenze agli esordi del progetto.

Andai poi a trovarli nella loro Cittadellarte e fu un vero piacere constatare come la fama Michelangelo non avesse minimamente intaccato il suo modo di essere.
Attento e garbato, una disponibilità la sua che gli viene da lontano, dai suoi genitori che gli hanno insegnato ad amare la vita nonostante le tragiche esperienze vissute durante la guerra, che sente ancora vividamente, e da una rara consapevolezza interiore.
Nasce artista, non cerca il successo, è il successo che lo trova.
Cerca anzi di scrollarselo di dosso perché se ne sente così soffocato da decidere di rompere le catene della mercificazione di cui è preda il suo lavoro.
Lasciando sbigottiti tutti, i suoi mercanti in primis, si sottrae a questa seduzione che vive come pericolo della sua voglia di esprimersi. La “cifra” che ormai contraddistingue il suo lavoro è vissuta come una limitazione insopportabile.
Rompere per rinascere è una necessità dovuta alla sua estrema onestà intellettuale ma anche ad una continua sfida con se stesso. Come Erodoto ” l’unica costante è il cambiamento”. Nome omen, Michelangelo è un nome impegnativo, denso di presagi, soprattutto per un artista. Intuito decisione, il coraggio e la semplicità sono a guardia del suo Sè invisibile e presente che esprime con un lessico che si scoprirà trasversale.
Maria e Michelangelo, sono loro i due quadri specchianti che, Roma galeotta, hanno deciso il loro destino insieme nel giro di un battito di ciglia, e continuano a scrivere la loro storia dell’arte.
Il Maestro e “la Maria”, più di una coppia.

Tiziana Leopizzi
Prof. Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

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I&f Arte Cultura Attualità “La Reggia di Caserta” di Vincenzo Parlavecchio

La nostra bella Italia è un castone di gemme preziose tra cui spiccano castelli e palazzi d’epoca, come una biblioteca monastica è fornita di codici antichi, a decine per ogni lettera alfabetica, il nostro territorio dispone una grande varietà di spettacolari stili architettonici.
Non ho purtroppo avuto la fortuna di visitare il palazzo per eccellenza, la corte delle corti, dove ogni sala è differente dall’altra e straripa arte pura, dove gli affreschi sembrano diapositive e i personaggi ritratti ti osservano incuriositi, dove la ricchezza degli arredi diviene sfarzo di uno stile definito, al punto che se guardi con aria stanca una poltrona, indignata ti risponde:- guardi che sono un Luigi XIV, non pensi minimamente di gualcirmi!
Avrete capito che mi riferisco al Chàteau de Versailles, il simbolo della monarchia francese durante il periodo dell’Ancien Règime, un palazzo in stile classico tardo barocco, semplicemente monumentale, un mio carissimo amico, guida turistica di professione, mi ha detto che non basterebbe una settimana per visitarlo con degna attenzione.
Residenza reale dei Borbone di Francia Versailles è situato a una 20ina di chilometri a ovest di Parigi, dipartimento delle Yvelines, e ospitò ben tre “Roi” di Francia, in successione il Re Sole Luigi XIV, che lo commissionò, il XV e il XVI, tutti con le rispettive corti. Altri esimi personaggi si succedettero sino alla rivoluzione francese, ma sarebbero solo asterischi supplementari per introdurre il vero protagonista di questo articolo, che non invidia nulla al blasonato quanto a fascino e bellezza, la meravigliosa Reggia di Caserta, quella che storici e critici d’arte definiscono per l’appunto “la piccola Versailles”. Ho visitato questo palazzo qualche anno fa , ahimè dedicandogli troppo poco tempo, ma il ricordo è ancora denso di emozioni.
Imboccando il viale per raggiungere l’ingresso il palazzo reale sembra quasi minuscolo, gioco ottico della prospettiva, man mano ci si avvicina invece si erge sino a oscurare di bellezza l’intera visuale e inevitabilmente ci si arrende alla sua maestosità. Progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli e fortemente voluta da Carlo di Borbone, Re di Napoli e di Sicilia, la reggia fu eretta con il desiderio, quasi morboso, di non essere da meno, e rivaleggiare, con i corrispettivi monarchi francesi e la magnificenza di Versailles. Vanvitelli prese talmente a cuore quella sfida, tanto difficile quanto prestigiosa, da delegare ai suoi capocantiere le altre opere in corso e dedicarsi totalmente a quel progetto, progetto poi allargato, il Re aveva una visione davvero ambiziosa, all’Acquedotto Carolino, al complesso di San Leucio e relativo parco.
La reggia di Caserta è pura arte, stile neoclassico esteriormente e barocco italiano per gli interni, manifesta in un corpo rettangolare, 240 metri x 180, con quattro cortili interni. Sobrio all’esterno gli interni sono elegantemente sfarzosi, il vestibolo centrale vede dominare lo scalone d’onore, sale per tre piani a contare circa milleduecento stanze e lunghi corridoi sono illuminati da ampie finestre che creano meravigliosi effetti di luce. Stucchi, arazzi, raffinati marmi e soffitti affrescati sono l’elegante sfondo al barocco sfrenato degli arredi.
Il passeggio è un viaggio immaginario, socchiudendo gli occhi potremmo essere chiunque dell’epoca, soldati dragoni al servigio di una donzella, opulenti cardinali circondati di servili chierici, gentiluomini galanti e gentildonne desiderose di attenzione o semplicemente due innamorati in cerca di uno scorcio, ove non destare scandalo.
Il giardino copre circa 120 ettari, boschi, prati all’inglese, fontane e statue, tutti i personaggi della mitologia classica, da Diana ad Adone a Venere, tutti dimorano come addormentati, circondati da bellezze naturali e specchiandosi nell’acqua, immobile e limpida, degli ultimi metri dei quaranta chilometri, dell’Acquedotto Carolino, così meravigliosamente confluito.
Vi lascio solo immaginare l’irriverente abbondanza dei festosi banchetti di palazzo, confidando che ciò solletichi il vostro languore vorrei ricordare che Caserta, oltre che per la Reggia, è la provincia campana universalmente conosciuta per la produzione della “mozzarella di bufala” DOP e per la ricotta, rigorosamente di bufala. Come di consuetudine, almeno per quanto mi riguarda, rifocillarsi dopo una estenuante ma piacevolissima visita è d’obbligo e le specialità casertane sono spettacolari. Cinque assolutamente da gustare, a “Menesta’mmaretata”, “Pettolelle con Fagioli”, la “Cianfotta”, il Maialino Nero casertano e gli “Struffoli”. Nessuna ricetta e nemmeno indicazioni, sarà come passeggiare tra le sale della reggia, uno stupore di sapori, la tradizione gastronomica rinnova l’emozione.
Caserta città della Campania, una delle 20 Regioni della nostra bella Italia, dove una “piccola” reggia ha imbarazzato l’imponente Versailles, come Davide e Golia, dove Arte, Storia, Cultura e Tradizioni come petali di rose fanno da tappeto a chi si addentra senza temere di restare estasiato, per sempre.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

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I&f Arte Cultura Attualità “Natale 2020” di Alan Oisrak

E’ finalmente giunto il tempo del Natale, è ritornato per tutti noi il momento della riflessione e del ricordo, non perché il resto dell’anno non si riesca a pensare o a ricordare, ma perché il farlo nel momento più bello e caloroso dell’anno assume un sapore particolare, questo perché a Natale la predisposizione è diversa, la voglia è più intensa, la passione più viva e magicamente tutto assume un gusto più pieno, più deciso.
L’amore per i figli, il sentimento per la persona amata, l’affetto per chi è a noi più caro, subiscono in questo periodo una forte accelerazione, una intensificazione tale da dare l’impressione di non riuscire a contenere tutte queste emozioni, sperando tanto che neanche una briciola di quelle vada dispersa.
Allora viva questo momento magico, viva il Natale, viva il Natale delle persone sole e di quelle accompagnate, viva il Natale delle persone buone e di quelle cattive, viva il Natale di chi è vicino e di chi è lontano, viva il Natale dei bambini e degli anziani, viva il Natale di chi è sano e di chi è malato, viva il Natale, viva il Natale di tutti noi, perché, ci si creda o no, il Natale è per tutti e a tutti coloro che non lo amano o addirittura lo detestano auguriamo di potere apprezzare, nei Natali che verranno, quella meravigliosa sensazione d’amore che questo tempo da sempre regala a chi ha voglia di riceverla.
Quindi un grandissimo augurio di buon Natale a chi amiamo di più e buon Natale a tutti quelli da cui vorremmo ricevere un pò più di amore.
Buon Natale a chi ci ama senza riserve e buon Natale anche a tutti quelli che non ci apprezzano, con la speranza che con il tempo rimuovano i propri pregiudizi.
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I&f Arte Cultura Attualità “Ci vuole coraggio” di Elena Tempestini

La violenza sulle donne si verifica in ogni strato sociale e riguarda tutte le età.
Chi subisce o ha subìto violenza non deve mai credere di essersela meritata; deve al contrario imparare a riconoscerla e a percepire la gravità delle aggressioni, fisiche e psicologiche. Abbiamo bisogno di comprendere la scelta fra ciò che ci aiuta e ciò che invece ci danneggia.
L’amore per se stesse è il più valido antidoto al veleno della violenza.
Tutte le mattine dovremmo dedicarci una carezza.
La gratitudine è per coloro che credono che noi donne meritiamo il rispetto, la considerazione e l’uguaglianza senza essere discriminate.
Mi guardo allo specchio e mi avvolgo nelle mie imperfezioni.
Io non sono solo il colore dei miei capelli, il mio fisico o il mio abbigliamento, io sono formata da tutto, dalle parole che ho avuto il coraggio di dire, dai libri che ho avuto la volontà di leggere, dai pensieri che ho imparato a comprendere, dalle rabbie che ho trasformato in sorrisi e dagli schiaffi che pensavo di meritarmi.
Io sono le ginocchia sbucciate delle mie cadute, sono le braccia dolenti che ho usato per rialzarmi, ma sono anche azione che lascia andare ciò che intossica. Si perché ci vuole coraggio a credere in se stesse, a dedicarsi un sorriso, un’alba e un tramonto, ci vuole coraggio a rinascere tutti i giorni, ci vuole coraggio a saper indossare, con eleganza, le stagioni che si susseguono. Ci vuole coraggio a dedicarsi l’amore, ci vuole coraggio a comprendere che lo meriti. Ci vuole coraggio a moltiplicare piuttosto che sottrarre.
Ci vuole Coraggio per dedicarsi del tempo senza sentirsi in colpa.
Ci vuole coraggio a sprofondare nel buio e a mantenere il sorriso.
Ci vuole Coraggio per combattere coloro che ti diranno che non sei capace di volare mentre con leggerezza ti stai elevando.
Ci vuole coraggio per sconfiggere le paure e combattere chi le usa contro di te
Ci vuole coraggio per accettare chi sei quando ancora tu stessa non lo sai.
Ci vuole coraggio per ammettere i tuoi errori e i tuoi difetti
Ma ci vuole ancora più coraggio e Amore ad avere la volontà di correggerli.
Oggi so che tutto l’amore che ho dato non è sprecato.
Puoi gettare del fango su una rosa, ma lei rimane una rosa e conserverà sempre il suo profumo.

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220478777012397&id=1021326961&sfnsn=scwspmo

I&f Arte Cultura Attualità “Web Counselor” di Riccardo Rescio

Abbiamo, anche nella Rete LinkedIn, il fior fiore di consulenti del Web, come per ogni aspetto della nostra vita, siamo il Paese degli esperti, che dispensano gratuitamente pubblici suggerimenti generici e più specifici privati, dietro compenso, come è giusto che sia. Indicazioni sempre e unicamente per l’affermazione individuale dei rispettivi clienti. Mi domando e domando, ma a questi esperti non viene in mente di proporre progetti per la tutela della sicurezza, il rispetto e della dignita di tutti noi, loro compresi.
Proporre progetti concreti sarebbe certamente un biglietto da visita che darebbe loro una concreta credibilità.
La mia è una provocazione a fin di bene per gli esperti del settore, che nel portare acqua al proprio mulino, potrebbero far sapere dove si trova il mugnaio.
In sintesi ci consiglino le azioni più efficaci da intraprendere, come utenti della rete, per creare le condizioni affinché la logica comportamentale, corretta e rispettosa prevalga, hai visto mai che dal virtuale si riesca a realizzare anche nel reale una più civile coesistenza interpersonale.
Riccardo Rescio (Italiaefriends)

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I&f Arte Cultura Attualità “Crepax, arguto giocoliere del tempo” di Daniela Padelli

https://tiragraffi.it/2015/02/advintage-19601980-la-pubblicita-a-fumetti-guido-crepax/

È il 1965 quando Linus pubblica il primo episodio della saga interpretata da Valentina, Guido Crepax è già un grafico affermatissimo e si appresta a rivoluzionare il fumetto. Sono gli anni 60/70 il periodo storico è quello turbolento della contestazione studentesca e del femminismo.
Crepax rivoluziona il linguaggio, con lui il fumetto evolve e si permette raffinatezze e invenzioni mai pensate prima che conquistano il pubblico adulto e acculturato sedotto dalle imprese erotiche di questo personaggio dallo stile originalissimo con cui il suo autore apre le porte all’Arte sequenziale.
Valentina rappresenta e riassume tutta la magia di un personaggio e di un autore che hanno segnato un‘epoca diventando il precursore inimitabile del fumetto moderno
il nuovo corso del fumetto testimonia l’interesse di Crepax per gli aspetti sociali, culturali e fisici dell’ambiente in cui vive. È la descrizione della borghesia Milanese quella dei salotti intellettuali in cui giornalisti, pubblicitari e architetti con le loro compagne, dissertano di tutto sprofondati nelle poltrone progettate da Joe Colando o dal gruppo di Archizoom
Crepax usa il sogno e fa il giocoliere del tempo fumettistico dove lo spazio e il tempo si scontrano creando enigmi, paradossi e allucinazioni. Il viaggio di Crepax è senza sosta attraverso varie dimensioni, ma quello che per il creatore di Valentina era un appiglio alla realtà per noi diventa un appiglio in un altrove temporale un passato tanto recente quanto lontano che continua ad affascinarci e a sedurci

Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

SpazioD : https://www.spaziod.net/wp/

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I&f Arte Cultura Attualità “Il nuovo fa paura” di Riccardo Rescio

http://www.iltuopsicologo.it/lautoterapia-di-seneca-contro-le-paure/

Gli scettici, i pragmatici, i sapienti, quelli che tutto sanno e che nulla più devono conoscere, i disincatati osservatori dei comportamenti umani, i profondi cultori della staticità delle cose, gli ipocriti del sistema, i falsi sacerdoti degli interessi aziendali, gli inetti, gli incapaci e improduttivi, il cui unico interesse è salvaguardare gelosamente il nulla che sono capaci di fare e il tanto che sono bravi a dire, dovrebbero cessare di essere tali, smettere di rallentare o ostacolare il progresso, pena la loro stessa sopravvivenza, che stoltamente pensano di tutelare.
Dobbiamo tutti noi indistintamente ritrovare la convinzione che si possa e si debba fare il possibile per poter migliorare la condizione generale, al di là e al di sopra del proprio sapere, della propria conoscenza, del proprio ruolo.
Se il nuovo spaventa, è sempre e comunque il nuovo che ci porta avanti, a volte con difficolta, ritardi, intoppi e pretesti, ma niente e nessuno potrà mai ostacolarlo.
Se è vero che la scienza si muove per falsificazioni è altrettanto vero che la vita diventa sempre migliore grazie alle grandi, come alle piccole idee, che cambiano il mondo. Intuizioni, idee, progetti, che si potrebbero realizzare ancor prima e meglio, se ci fosse maggiore pragmatismo generale e minore ostracismo personale.

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“Lettera ad una amica speciale” di Alan Oisrak

Acquarello di Daniela Padelli

Ciao amica mia speciale, ci siamo incontrati qualche anno fa con i nostri pensieri, con le nostre visioni, con i nostri sogni, ci siamo incontrati in quello spazio etereo, che molti considerano falso e perverso, dove tanti effettivamente cercano di apparire per quello che non sono, per quello che vorrebbero essere, per chi non saranno mai, ma è anche quello stesso spazio dove qualcuno ritiene di mostrarsi per quello che è davvero. In questo spazio indefinito e indefinibile, perché privo di qualunque forma di confini, ci siamo partecipati i nostri desideri, le nostre aspettative, l’instancabile impegno per partecipare la gioia, il piacere di apprezzare quello che abbiamo avuto l’opportunità di vivere, sollecitando, stimolando, in ogni modo e con ogni mezzo, la consapevolezza che la vera ricchezza , ciò che ci rende veramente felici è solo la capacità di osservare e non solo quella di vedere distrattamente. Molti ostacoli, si frappongono sul percorso che facciamo con la mente alla ricerca del benessere interiore, che come ovvio risente moltissimo delle difficoltà che inevitabilmente incontriamo sulla strada che percorriamo con le gambe giorno dopo giorno. Un percorso spesso pieno di ostacoli, buche, pozzanghere, che disturbano il nostro procedere fisico e mentale. Tu sei un’ amica speciale, non ti ho mai incontrato di persona, ma ho imparato in questi anni a conoscerti, a capire quanto amore, passione e dedizione hai profuso nel tuo lavoro, lo hai fatto non per raggiungere un profitto, ma per partecipare un sogno, una visione, un modo di vivere. Amica mia speciale potranno portarci via tutto, ma mai nessuno potrà portarci via i nostri sogni, quelli ci appartengono e nei momenti di difficoltà sono la leva, il bastone, l’appoggio che ci fa rialzare, dopo ogni caduta e che ci permettono di non smettere mai di fare il possibile per realizzarli.

Con tutto il mio affetto di sempre, amica mia speciale.

I&f Arte Cultura Attualità “ABC 360° il MUSiAT ” di Tiziana Leopizzi


ABC 360° il MUSiAT
Alice Bel Colle MUSeo internazionale in progress Arte Territorio

In the creative World the only constant is Change – Eraclito

I&f Arte Cultura Attualità
Grazie Exibart!
Questo il saluto di Tiziana Leopizzi felice di poter approfondire con noi la mission di Ellequadro Documenti.
“Mi ha fatto molto piacere constatare alla conferenza stampa di AMACI, che ci vede presenti sin dalla prima edizione – quest’anno con Sabato Angiero, che i nostri scopi sono assolutamente in linea con quelli esposti oggi concordemente da AMACI stessa insieme a MAECI e MIBACT.
Per questo son particolarmente lieta di presentare l’ultimo nato ad Alice Bel Colle un delizioso paesino nel Monferrato dove il 3 ottobre scorso si è aperto il primo step di ABC 360° MUSiAT.
Il nuovo progetto riprende il format sperimentato da anni con ARTOUR-O il MUST : è diffuso infatti sul territorio e in dialogo con le sedi che il MUST ha toccato nel suo girovagare per il mondo per contribuire a diffondere l’arte made in Italy in tutti i suoi aspetti, da quella contemporanea, al design, alla creatività in genere, la moda, l’alimentazione, i lab ma anche la bottega del Maestro, oggi scisso dall’artista, per rilanciarne le valenze”.
ABC 360° MUSeo Arte Territorio, si deve alla lungimiranza del Sindaco l’Architetto Gianfranco Martino che ha dato respiro, a 360° come il Belvedere, ad un’esigenza molto sentita dalla Comunità Alicese che ama l’arte come ama il proprio territorio e le opere degli artisti qui presenti sono “ponte” con gli altri luoghi.
La novità di ABC 360°, che come tutti gli ARTOUR-O è diffuso sul territorio, consiste nell’essere collegato questa volta anche ai “suoi” luoghi come, tra i tanti, l’Istituto di Cultura o l’Hotel Castille a Malta l’Università di Madeira a Funchal, l’Accademia delle Arti del Disegno a Firenze, ma anche il Comune di Guidonia Montecelio con la Società del Travertino Romano, Ocres s.r.l. Impresa Mario Cipriani s.r.l., Vetreria Vallati s.r.l. o Torgiano con Terre Margaritelli, lo Studio Terracini a Valenza.
Tutti comunque luoghi con qualche segno del nostro passaggio che coniuga sempre Arte Impresa e Istituzioni.
Il nuovo progetto sottolinea come i precedenti, che l’arte è fonte di vita, motore d’impresa e di economia oltre ad essere storia del territorio. Per questo i partecipanti parlano di sé attraverso il lessico degli artisti da loro stessi proposti.
In particolare è messo in evidenza il ruolo della Committenza come Comunicazione come realtà strutturale alla storia dell’arte italiana, ruolo che i nostri avi, papi, principi, imperatori hanno portato ai massimi livelli.
Ottimi manager e comunicatori in tempi in cui non esisteva la stampa, niente telefoni, né radio, né TV e tantomeno internet, i nostri illustri antenati comunicavano la propria identità grazie all’arte.
Ce ne parlano la Basilica Superiore di Assisi con gli affreschi di Giotto dovuti ai Frati, Palazzo Medici Riccardi a Firenze, Benozzo Gozzoli e Pio II, Papa Enea Silvio Piccolomini, ancora Giulio II che affidò a Michelangelo la volta della Cappella Sistina o Isabella d’Este e Leonardo.
L’elenco per fortuna è infinito perché, come afferma il grande Ernst. H. Gombrich l’arte nasce come comunicazione, e per fortuna il concetto vive anche oggi.
Il variegato mondo dell’arte parlerà quindi con la cultura vivace ed industriosa del Territorio che è a sua volta meta di turismo internazionale.
Arte quindi intesa come strumento per migliorare la qualità della vita, come consapevolezza di chi siamo e da dove veniamo, per tracciare la rotta di domani, arte come teknè e come aspirazione a qualcosa di sublime, che ci cattura per rigenerarci donandoci idee e forza per affrontare un quotidiano sempre più complesso.
Arte come bellezza e armonia, artefice del nostro splendido passato, che non sarebbe tale senza l’attenzione di una Committenza che, a quanto sembra ancora molto vivace, connaturata al DNA dell’Italia.
Consapevoli del territorio e dell’ambiente, in un dialogo costante e continuo che è l’unico modo per crescere e abbattere le barriere dell’ignoranza, intesa qui come cosa non cognita, e come tale pericolosa, e infine fondamentale non dimentichiamoci, arte come economia.
È molto importante riappropriarci della nostra cultura, faro di civiltà nel mondo che vede in Leonardo la sintesi tra arte scienza e impresa. Per questo il CV con cui si presentò a Ludovico il Moro, è il nostro manifesto e con il Sommo genio che a ben vedere era alla fine estremamente curioso, siamo invitati a seguire il suo messaggio e a vivere una vita senza “gabbie mentali”.
ABC 360 ° MUSiAT prende le mosse da ARTOUR-O il MUST – ART in TOUR a cui è stata aggiunta la O “perché è un po’ tutti noi” – il progetto internazionale che ha compiuto 15 anni e ha al suo attivo 31 edizioni internazionali, 16 a Firenze e le altre in giro per il mondo, di cui 3 in Cina, e da MISA Museo Internazionale in progress di Scultura per le Aziende.
ABC 360° Il MUSiAT – Il progetto è a firma dell’arch. Tiziana Leopizzi

Arch. Prof. Tiziana Leopizzi
Ellequadro Documenti Archivio Internazionale Arte Contemporanea
Palazzo Ducale, Piazza Matteotti 6
Loggiato Cortile Maggiore 1 Piano, 16123 Genova

http://www.ellequadro.com
https://drive.google.com/folderview?id=1O3hKwVZJzJzq9NP6Xk4geAZZ09eZuD9v

Arch. Prof. Tiziana Leopizzi
Ellequadro Documenti Archivio Internazionale Arte Contemporanea
Palazzo Ducale, Piazza Matteotti 6
Loggiato Cortile Maggiore 1 Piano, 16123 Genova
t. +39 010 5536953 | m. +39 348 3358530
www.ellequadro.com

https://drive.google.com/folderview?id=1O3hKwVZJzJzq9NP6Xk4geAZZ09eZuD9v

I&f Arte Cultura Attualità “Chiavi della Città a Nasrin Sotoudeh” di Riccardo Rescio


Laureata in diritto internazionale, Nasrin Sotoudeh, nel 2011 ha vinto il premio Pen/Barbara Goldsmith per la libertà di scrittura e nel 2012 il premio Sakharov per la libertà di pensiero, è attiva nella difesa legale di attivisti, oppositori e di donne iraniane arrestate per essersi tolte il velo in pubblico. Dal 2010 più volte arrestata, nel 2018 è stata nuovamente condotta in carcere e processata il 30 dicembre 2018, accusata di reati di sicurezza nazionale. Nel marzo 2019 è stata condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per incitamento alla corruzione e alla prostituzione e commissione di un atto peccaminoso essendo apparsa in pubblico senza il velo. Oggi martedì 24 novembre 2020, in occasione della consegna, da parte del sindaco di Firenze Dario Nardella, delle chiavi della Città a Nasrin Sotoudeh, è stato organizzato un breve incontro stampa alle 16,30 in piazza della Signoria, per poter intervistare Sabri Najafi, attivista del Movimento Donne Iraniane sotto la Fontana del Nettuno.

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L’attivista era accompagnata dal presidente del Consiglio comunale Luca Milani.

La cerimonia di consegna alle ore 17.00 nel Salone dei Cimquecento, è stata seguita solo ed esclusivamente attraverso il canale Youtube del Comune di Firenze collegandosi al link:

I&f Arte Cultura Attualità “Didacta Italia 2021” di Riccardo Rescio

La più importante fiera sull’innovazione della scuola in Italia, nella sua quarta edizione
sarà integralmente in versione digitale.
Firenze Fiera insieme al Comitato Organizzatore della Mostra di cui fanno parte, unitamente al Ministero dell’Istruzione e di Indire, la Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Camera di Commercio di Firenze, Unioncamere, Didacta International, Itkam e Destination Florence Convention & Visitors Bureau, hanno stabilito la conversione in Fiera digitale la prossima edizione di Didacta Italia, che si terrà dal 16 al 19 marzo 2021, con un giorno in più rispetto alle date annunciate a giugno scorso, per la Fiera fisica alla Fortezza da Basso.
La digilitazzione della manifestazione è stata una scelta forzata, in questo tempo di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia.
Sarà, anche quella di Didacta Italia 2021, una edizione speciale, prima del ritorno alla Fiera tradizionale fisica, che ci si auspica per il 2022.

FirenzeFiera – PalaCongressi Fiera Didacta Italia Regione Toscana Città di Firenze

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I&f Arte Cultura Attualità Il RotoWeb illustrato di Italia&friends

I&f Arte Cultura Attualità, è il RotoWeb illustrato di Italia&friends, presente in Rete con un Blog su WordPress con articoli, su Pinterest con immagini e articoli, su Facebook, Instagram, Twitter, Tumblr, con post.
Una panoramica di Arte, Cultura, Spettacolo, Turismo, Territorio, Folclore, Produzioni, Artigianato, l’insieme di tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Su Pinterest 5 Rubriche, la Libreria è una di queste.
La Libreria Arte Cultura Attualità di Italia&friends, però non contiene solo libri, ma raccoglie informazioni sul l’ampio e variegato mondo della Cultura.
Musei, Gallerie, Mostre, Teatri, Cinema, Moda, Riviste, Giornali, Scrittori, Poeti, Scultori, Pittori, Manifestazioni, Fiere, Folclore Tradizioni, Eventi Culturali, Artistici, Religiosi, Sportivi, delle Terre Uniche, delle 20 Regioni d’Italia. Insomma tutto quello che probabilmente avreste voluto conoscere, di questo straordinario Paese chiamato Italia, ora lo potete trovare raccolto in testi e immagini nel nostro RotoWeb Illustrato.
Riccardo Rescio per Italia&friends

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“The Sound of Silence Original Version from 1964”

I&f Arte Cultura Attualità
“Il suono del Silenzio non ha insegnato nulla”
di Riccardo Rescio
“Si dice che il silenzio sia la virtù dei forti, si dice ancora, tra gli innumerevoli e reiterati appellativi con cui lo si vuole pervicacemente contraddistinguere, che il silenzio sia tanto prezioso, da valere più di mille parole e addirittura ancor più dell’oro.
Il silenzio quindi considerato da molti come bene materiale, da tanti addirittura elevato a qualità morale e al contempo anche dote imprescindibile di inarrivabili guru e grandi saggi, spesso divenuti tali, non tanto per le cose dette, ma per quelle che non hanno saputo o voluto dire.
In realtà il silenzio, per chi è costretto a subirlo, è tutt’altro che saggezza e nobiltà morale, ma piuttosto superficialità e indifferenza, insensibilità e arroganza.
Se come esseri umani, per poterci confrontare e rapportare tra noi, non avessimo avuto la necessità di farlo attraverso la parola, questa non l’avremmo certamente annoverata tra le nostre dotazioni genetiche.
Persino il mondo animale, per comunicare, risponde a questa logica, per esempio i cani non avrebbero avuto la possibilità di abbaiare, gli uccelli di cinguettare e i gatti di miagolare.
Il cane che non abbaia di fronte ad una minaccia, non è un cane saggio, è solo un cane con qualche problema, la stessa regola che vale per simili comportamenti degli esseri umani.
Chi non comunica, attraverso la parola, ai propri simili le proprie sensazioni, emozioni, esigenze e paure, non è una persona saggia, è solamente una persona con qualche problema in più.
Il silenzio è purtroppo un vizio molto ben camuffato da virtù, mille le sue definizioni, mille le sue interpretazioni e mille ancora le sue manifestazioni, ma il silenzio fa sempre e comunque male, quando tuo malgrado ti tocca di subirlo.
A volte il silenzio può essere assoluto, divenendo per le tue orecchie ciò che il buio è per i tuoi occhi, un buio profondo e impenetrabile in cui sprofonda la tua anima che, spaurita e indifesa, si ritrova a brancolare, più vulnerabile che mai, tra gli ostacoli e le insidie che la mente crea.
A volte invece il silenzio può essere rumore dirompente, talmente forte e assordante da divenire insostenibile per le umane capacità.
Assoluto o assordante che sia il silenzio smette di essere tutto ciò che è, o che crediamo che sia, solo quando la melodia del suono, che tanto aneliamo di ascoltare, prepotentemente si fa spazio nel buio del silenzio e con la sua voce ci illumina l’anima”.
Alan Oisrak
Olomouc Repubblica Ceca

“The sound of silence”
di Simon & Garfunkel
Salve oscurità, mia vecchia amica
sono venuto a parlarti nuovamente
perché una visione che fa dolcemente rabbrividire ha lasciato i suoi semi mentre dormivo e la visione che è stata piantata nel mio cervello ancora persiste nel suono del silenzio.
Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose sotto l’alone di un lampione sollevo il mio colletto al freddo e all’umidità quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon che spaccò la notte e toccò il suono del silenzio.
E nella nuda luce vidi diecine di migliaia di persone forse più che parlavano senza dire niente, persone che sentivano senza ascoltare, persone che scrivevano canzoni che non ne avevano mai condiviso le voci, nessuno osava disturbare il suono del silenzio, stupidi io dissi, voi non sapete, il silenzio cresce come un cancro ascoltate le mie parole che potrei insegnarvi, prendete le mie braccia che potrei raggiungervi.
Ma le mie parole caddero in silenzio come gocce di pioggia e riecheggiarono nelle sorgenti del silenzio e la gente si inchinò e pregò al Dio neon che avevano creato.
E l’insegna proiettò il suo avvertimento, tra le parole che stava formando.
E l’insegna disse, le parole dei profeti sono scritte sui muri delle Metropolitane e sui muri delle case popolari.
E sussurrò nel suono del silenzio.
Il suono del silenzio, The sound of silence di Simon & Garfunkel, neanche quello è riuscito a parteciparci, che dobbiamo comunicare, cercando di spiegare al meglio, per comprendere al massimo, perché senza comunicazione non riusciremo mai a costruire società sane.
Il silenzio non è una dote, ma una limitazione, che porta equivoci, incomprensioni, conflitti.
Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “La Transumanza” di Vincenzo Parlavecchio

Qualche anno fa capitava spesso, ora è sempre più raro poterla osservare, dipende molto in quale regione ti stai muovendo, ma quando accade è sempre un’emozione particolare, almeno a me è quel che sovviene.

Intermezzo cittadino a Spiazzo, in Val Rendena, in Provincia di Trento

A Ferrara, un paio di anni fa, il comune ne fece un occasione ricreativa per i più piccoli e per tutti i curiosi amanti della natura e delle tradizioni popolari, invitarono diversi pastori a congiungersi, e a pascolare le loro greggi, nell’area verde boschiva che scorre parallela le mura antiche della città.
Fu un grande successo, con i vigili urbani a dirigere il traffico causato dalle auto parcheggiate, squadre di bambini giocavano con i cani mentre accarezzavano gli ovini lanosi che, probabilmente, ammiravano per la prima volta. Quando vedo un gregge di pecore, mi è capitato anche di incrociarlo in auto e di dover accostare, o una qualsiasi mandria, è più forte di me, scendo e mi lascio sfiorare dagli animali, annuso il loro odore al passaggio, ascolto i loro rumori, non solo belati o muggiti ma anche guaiti e schiocchi di bocca, un vero esercito scorre in formazione, coordinato dai vispi ed intelligentissimi cani da pastore, telecomandato dal capobranco in assoluto, il pastore alla guida della sua “transumanza”.

Un Pastore, il suo gregge e il suo aiutante di fiducia.

Per transumanza si intende il trasferimento delle mandrie, e delle greggi, dalla pianura verso la montagna e viceversa, a secondo della stagione, per l’inverno scendono dai monti, verso un clima più mite, in estate vanno in alpeggio, per un pascolo più fresco e più ricco.

Permesso, grazie.

La transumanza ha una storia antica di secoli, circa dal III° a.C., ed è una usanza praticata in tutta l’Europa centro meridionale, Germania e Svizzera, specie nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Spagna, Francia e Italia, dove la tradizione era molto sentita. Gli itinerari scelti per la transumanza, solitamente sempre gli stessi salvo forzati scostamenti minimi, sono chiamati “tratturi”, praticamente percorsi scelti attentamente per la presenza di ampie aree di riposo, corsi d’acqua e zone di verde pascolo. La pastorizia è sempre stata un attività prevalente del centro-sud e dell’estremo nord d’Italia, con spostamenti che andavano dalla catena appenninica, Molise, Abruzzo, Toscana e Lazio, sino alle zone costiere tirreniche della Maremma e dell’Agro Pontino, e adriatiche del Gargano e delle Murge, verso il tavoliere delle Puglie, senza dimenticare le profonde radici del ceppo Sardo e la cultura popolana della Sicilia.

I Butteri della Maremma in Toscana

La transumanza è un cast di attori, tutti sono protagonisti, ognuno con la sua parte da recitare, la trama del film è la migrazione, l’ecosistema naturale è l’ambientazione, i cani da pastore sono i buoni, compagni fedeli e lavoratori instancabili, l’asinello è il capo claque, il pastore è il regista e il gregge è l’attore principale e se proprio vogliamo eleggere un cattivo, in ogni film ce ne è uno, potremmo identificarlo nel clima, spesso imprevedibile e avverso.
A parte qualsiasi simpatica analogia la storia, il significato e la tradizione della transumanza è profondamente legata all’allevamento, alla relazione tra uomo e animale e al loro interscambio di benessere, allo spirito contadino nel rispetto per l’ambiente, all’umiltà di una vita estremamente artigianale, saper provvedere da soli a tutto e in ogni situazione, sino al cibo e a rituali fatti di sguardi e gesti semplici ma saggi e degni di essere tramandati.
Purtroppo oggi la pastorizia transumante è una rarità, pochissimi allevatori hanno mantenuto fede a questa tradizione, sopravvive lungo tutto l’arco prealpino, nel sud e nelle isole, gli allevatori moderni spostano gli animali grazie al trasporto su ruote o su rotaie, e quel pezzo di pane e formaggio, quei richiami canini e fischi di comando, quello scampanare di preavviso rumoreggiano nell’immaginario, ormai diventato quasi leggenda.
E’ ancora pulsante in me il ricordo di bambino di quando allo “zaccano”, il luogo dove l’allevatore di turno riceveva il latte dai consorziati del paese, arrivavano a turno le mucche per la mungitura, rigorosamente manuale, e filtrava il latte versandolo direttamente in un paiolo gigante, sospeso su un fuoco ardente, per portarlo al caglio e rompere il primo fiore di ricotta, una delizia indescrivibile. La fiamma ipnotica, i profumi, il dialetto, i visi stanchi, i sorrisi pennellati di ombre, le rozze mani che manipolano sapientemente, gesta e immagini che, seduto in un angolo ed estasiato, inalavo come aerosol e che ancora oggi mi inebriano la mente emozionandola di vividi ricordi.
Arte, Tradizioni e Storia esalano grazie alla bellezza della semplicità contadina, moltiplicatore della Cultura Italiana nel Mondo.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

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I&f Arte Cultura Attualità “La Bella Epoque” di Riccardo Rescio

La Bella Epoque, è sinonimo di Francia, La Dolce Vita, quello d’Italia, definizioni di particolari momenti, che per la loro forte caratterizzazione, hanno finito per identificarsi con i rispettivi Paesi, La Penisola delle Meraviglie, in equal misura e stessa intensità, inizia a rappresentare le straordinarietà, delle 20 Regioni d’Italia.

Si perché, nonostante tutto e per nostra grande fortuna, il nostro Paese è costituito da 20 inimitabili Regioni, una diversa dall’altra, per Storia, Cultura, Arte, Tradizioni, Folclore, Lingua, ma tutte comunque accomunate da un denominatore, la ricchezza e varietà di peculiarità che le caratterizzano e identificano, allora perché non prendere spunto da questo “Marche’ Francaise”, elegante e colorato, mercatino di specialità tipiche delle Province Francesi, che tutti gli anni propone nelle più belle Piazze di Firenze, come probabilmente in altre Città Italiane, le specialità d’Oltralpe e anche noi realizzare un mercato itinerante, prima in Europa e poi nel mondo, che proponga le nostre tipicità, dando reale percezione e tangibile riscontro a tutto il Buono e il Bello che che abbiamo.
Un villaggio con venti caratteristiche casette, una per ogni singola Regione d’Italia, che propongano la vendita e la somministrazione delle rispettive Bontà Territoriali, con una ulteriore casetta, come vero e proprio ufficio Turistico, per offrire tutte quelle informazioni necessarie a far conoscere il nostro Paese, ancora più e meglio e perchè no, anche con la possibilità dell’acquisto, delle Mille e una attrattivita delle nostre “Terre Uniche”.
Si spendono milioni di euro per promuovere in modo disorganico le nostre Meraviglie, poiché ogni singola proposta corre per proprio conto, quasi per spartirsi un mercato saturo, ignorando caparbiamente il fatto, che quello attuale rappresenta solo una piccola parte della potenzialità che il nostro Patrimonio potrebbe determinare, se si realizzassero, tra le componenti interessate le necessarie sinergie.
“La Penisola delle Meraviglie”, con il suo Mercato itinerante, potrebbe divenire un primo concreto tentativo di prove tecniche di collaborazione fra le Regioni, per arrivare a quel “Sistema Italia”, di cui si avverte il tanto necessario bisogno.

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I&f Arte Cultura Attualità “Torneremo a riveder Pitti” di Riccardo Rescio

Ebbene si, finalmente torneremo a riveder Pitti e sarà nel 2021, con una edizione straordinaria, che darà il via alle grandi mostre Fiorentine. Gli organizzatori di Pitti Immagine ne hanno infatti deciso la data e la formula.
Sarà un nuovo format inedito, che vedrà radunati sotto lo stesso tetto della Fortezza da Basso e della Stazione Leopolda, le fiere Pitti Uomo, Pitti Bimbo e Pitti Filati, tutte e tre insieme si svolgeranno dal 21 al 23 febbraio 2021.
Una manifestazione che vuole esaltare e rispettare, nel migliore dei modi, la filiera del tessile e dell’abbigliamento Italiano, che per valore, tradizione e continuità è assolutamente unica al mondo.
Edizione decisamente particolare, quella del 2021, ma anche forzatamente necessaria per il momento pandemico ed emergenziale, che stiamo attraversando.

Pitti Uomo gennaio 2020
Pitti Bimbo 2020
Pitti Filati 2020
Il prossimo febbraio Pitti Uomo e Pitti Bimbo presentaranno le collezioni inverno 2021-2022, mentre Pitti Filati mostrerà l’estate 2022.

Non più gennaio, ma febbraio, non più 4, ma 3 giorni.
Gli espositori, per questa edizione, saranno inevitabilmente ridotti per numero, per la concomitanza delle tre fiere, ma non sarà certamente ridimensionato il prestigio delle manifestazioni di Pitti nel mondo.
Gli organizzatori non hanno mai smesso di impegnarsi al massimo per cercare soluzioni possibili e questa è decisamente la migliore che si potesse trovare.
Lo slittamento di data poi favorirà certamente la fiera fisica, di cui si sente da più parti, non solo a Firenze la mancanza, poiché questi eventi sono determinanti per tutta la filiera Moda e l’indotto a loro legato, oltre ad essere naturalmente un importante momento di scambio di idee, di progetti e di collaborazioni.  L’interesse a partecipare ad un format così nuovo è veramente altissimo, tra la Fortezza da Basso e la Stazione Leopolda, si assisterà ad un susseguirsi di presentazioni di trend, che ci lasceranno come sempre entusiasti e affascinati.


Pitti Uomo gennaio 2020
https://youtu.be/criXYoqGoU0

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https://www.pittimmagine.com/it

I&f Arte Cultura Attualità “Vele” Acquarello di Daniela Padelli

“Vele” Acquarello di Daniela Padelli

“Vele” Acquarello di Daniela Padelli

I&f Arte Cultura Attualità
“Vele” è un bellissimo Acquarello di Daniela Padelli, da guardare ascoltando Sailing di Rod Stewart, in sottofondo. Riccardo Rescio
Testo in Italiano della canzone Sailings
“Navigo”
Navigo Navigo
Di nuovo verso casa
Attraverso il mare Navigo
In acque tempestose
Per esserti vicino
Per essere libero
Volo Volo Come un uccello
Attraverso il cielo
Volo Passando per le nuvole alte
Per essere con te
Per essere libero
Puoi sentirmi, puoi sentirmi Attraverso la notte buia, da lontano? Muoio, cerco incessantemente
Di essere con te, chi lo sa?
Puoi sentirmi, puoi sentirmi Attraverso la notte buia, da lontano? Muoio, cerco incessantemente
Di essere con te, chi lo sa? Navighiamo, navighiamo
Di nuovo verso casa Attraverso il mare Navighiamo
In acque tempestose
Per esserti vicino Per essere liberi Oh Signore, per esserti vicino, per essere liberi Oh Signore, per esserti vicino, per essere liberi Oh Signore, per esserti vicino, per essere liberi Oh Signore.
La Traduzione del Testo Della Canzone Sailing in Italiano è a cura di Ermanno Tassi.
Canzone Sailing è cantata da Rod Stewart.

Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

SpazioD : https://www.spaziod.net/wp/

“Vele” Acquarello di Daniela Padelli

I&f Arte Cultura Attualità “Guerra” di Riccardo Rescio

“La Guerra con la lettera maiuscola, perché quando la si vive in prima persona finisce di essere un nome comune di cosa, concreta, femminile, singolare, per diventare, tuo malgrado, un assurdo contesto dove l’esternazione di tutte le aberrazioni, che l’essere umano ha dentro di sé, trovano pretesto e giustificazione. Quando sei tu l’attore ti accorgi che la Guerra è tutt’altro di quello che hai studiato o ti hanno raccontato, è molto peggio e neanche il tuo stesso futuro ricordo potrà mai trasmettere l’intensità delle emozioni provate, perché la Guerra è Guerra solo nel momento in cui la si vive.
Perché se così non fosse, se effettivamente si formasse una coscienza storica collettiva, se solo il ricordo fosse pari al vissuto, certamente non si combatterebbero mai più Guerre”.
(da I racconti di Nonno Mimmo 2008)

Dal binario 16, della Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, furono ammassate su carri merci, per essere deportate, centinaia di  persone che non avevano fatto niente per meritare di essere trattate e finite come bestie.
La Guerra è una cosa stramaledettamente seria, usare la parola guerra in modo improprio, non solo è una offesa gravissima verso chi l’ha subita e patita, ma è fuorviante nella creazione di quella consapevolezza indispensabile affinché tutti noi si contribuisca al suo non reiterarsi. Purtroppo il germe della follia perversa, si insinua lentamente, è una singola patologia, ma molto velocemente diviene collettiva, epidemica, provocando pandemie fra tutte le persone, con scarse difese immunitarie.
“In questo assurdo 2020 non siamo in guerra, perlomeno non in quella guerra convenzionale, che conosciamo, che siamo abituati a vedere o solo ad immaginare, noi non siamo in guerra, non si sentono sirene che avvertono incursioni aeree, non ci sono bombardamenti, non ci sono angusti e precari rifugi in cui ripararsi, non ci sono generi di prima necessità contingentati, non ci sono macerie da scavalcare, non ci sono truppe nemiche occupanti da fronteggiare, non ci sono rastrellamenti a cui sfuggire, non c’è assolutamente niente che possa paragonarsi ai quei momenti che, le cronache giornalistiche, i libri di storia, o gli stessi raccontati di chi quei drammi gli ha personalmente vissuti, potranno mai dare la vera misura delle sofferenze personali e collettive di chi la guerra vera, suo malgrado, l’ha subita.
No, non siamo in guerra, anche se abbiamo purtroppo tanti, troppi caduti, colpiti a tradimento da questa tremenda pandemia, anche se i nostri ospedali sono vicini al collasso, anche se tutti i nostri operatori della sanità stanno pagando un tributo altissimo, questa maledetta pandemia non la possiamo e non la dobbiamo considerare guerra.
Questa è, e resta una stramaledetta pandemia, uno dei tanti eventi che sciaguratamente si ripetono in modo ciclico, come i terremoti, le eruzioni, le alluvioni, i maremoti, tutte manifestazioni naturali che l’uomo avrebbe dovuto studiare con la massima attenzione sin dalla notte dei tempi, dedicandoli tutte le possibili risorse, che una atavica, distorta, concezione della vita, ha voluto fossero destinate alla sistematica e sempre più sofisticata distruzione di altri uomini.
Questa pandemia è un tragico evento, che dobbiamo affrontare, con la scienza, la conoscenza e l’intelligenza, senza armi di distruzione, senza aggiungere morte alla morte, utilizzando si la forza, ma unicamente quella della ragione.
Alla ripresa, quando tutto questo sarà passato, non sarà più la stessa cosa, le esigenze che stanno emergondo e quelle che emergeranno in un immediato futuro, ci devono indurre a cambiare prospettiva e proprio sulla base dei danni provocati, ci saranno nuove opportunità, fino a poco tempo fa impensate.
I protagonisti del cambiamento non potranno che essere solo quelli che, da buoni atleti, saranno stati capaci di aver impegnato il proprio tempo all’allemento della mente, pensando, ipotizzando, ideando e progettando, le possibili opportunità, che i diversi mutati scenari, del post pandemia potranno offrire a chi saprà coglierle”.

Tratto da Blocchi di Partenza di Riccardo Rescio, Pubblicato da Italia&friends su WordPress
https://italiaefriends.wordpress.com/2020/03/20/blocchi-di-partenza-di-riccardo-rescio/?preview=true

Henry Moore Persone rifugiate nella Metropolitana di Londra, durante i bombardamenti della 2°Guerra mondiale

Credit immagine :


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I&f Arte Cultura Attualità “Piante e fiori” di Riccardo Rescio

Piante e fiori

È la Mostra Mercato Autunnale di Piante e Fiori, che si è svolta nel Giardino dell’Orticultura, a Firenze, il 2/3/4 ottobre 2020.
Non solo piante e fiori, ma anche tutto ciò che contribuisce ad esaltarne la bellezza, la cura e l’attenzione, come attrezzature, accessori, libri dedicati all’home decor e il fai da te. Uno spettacolo, che si ripete due volte l’anno in autunno e primavera, da vedere, sentire e in qualche misura fare proprio.

ph riccardorescio

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https://italiaefriends.wordpress.com/2020/11/18/if-arte-cultura-attualita-piante-e-fiori-di-riccardo-rescio/

http://www.societatoscanaorticultura.it

I&f Arte Cultura Attualità “Solo per te” di Riccardo Rescio

Chi fra i ragazzi di tutti i tempi non ha mai pensato di poter fare una serenata sotto la finestra della propria amata e chi fra le ragazze non abbia, almeno per una volta, sperato di essere destinataria di un gesto d’amore, come quello di ricevere una serenata tutta e solo per sé dal proprio amato, lo dica di non averlo mai pensato e tanto meno desiderata una cosa così apparentemente scontata e fuori tempo, saranno sicuramente in tanti a farlo, ma mentiranno spudoratamente, sapendo di mentire. Perché il romanticismo è come il fuoco di un camino, se alimentato con legna secca, fa fiamme e calore, senza legna le fiamme si attenuano, il calore diminuisce, aumenta solo la cenere, che apparentemente segna una fine, di un tempo, di un amore, di una passione, del fuoco, ma i vecchi saggi raccontano che sotto la cenere, ancora e per lungo tempo, arde la brace, fonte possibili fiamme e rinnovato calore, che aspetta solo di essere rivitalizzata con altra legna e un po di vento. Ebbene per tutte le persone giovani, grandicelle, mature e in là con gli anni, che desiderano ricevere un atto d’amore, oggi è diventata una realtà, niente di automatico di preregistrato, ma un momento di confronto di sensibilità fra chi ha voglia di dare calore e chi desidera riceverlo. È infatti possibile l’incontro telefonico fra due sconosciuti, un musicista che può suonare, solo per la persona che vuole ascoltatore. L’artista chiama la persona prenotata nell’orario prefissato per l’appuntamento e offre uno scambio di 20 minuti, che inizia con delle semplici domande, come dove ti trovi in questo momento, come ti senti, proseguendo con una conversazione, che porterà a un momento di musica, ispirato proprio dallo scambio avuto. Una canzone o un brano musicale scelto appositamente per l’interlocutore, che verrà eseguito al telefono. Al termine della Consultazione Musicale, l’Artista rilascerà una “Prescrizione Poetica” Un momento di ascolto sospeso, un momento di speranza, un momento di calore, per tenere stretti i legami. Una meraviglia, un gesto d’amore che farà tanto bene a chi vorrà riceverlo e aggiungerà emotività all’Arte di chi sarà disposto a donare, attraverso la propria Musica, un po di calore. Il Teatro della Pergola di Firenze è partner del Théâtre de la Ville di Paris, che ha iniziato il concetto delle Consultazioni poetiche al telefono nel momento del primo confinamento, a marzo 2020. Questa bellissima iniziativa ha registrato grande successo in Francia, in Italia e nei quattro angoli d’Europa e del mondo. Proprio mentre l’epidemia è nel pieno della sua seconda fase in tutta Europa, il Teatro della Pergola di Firenze e il Théâtre de la Ville di Paris rinnovano la loro collaborazione per proporre insieme il progetto inedito delle Consultazioni musicali al telefono in francese e in italiano. Giovedì 19 novembre, in Francia e in Italia, le prime Consultazioni Musicali saranno lanciate contemporaneamente dai due Teatri. Una ventina di musicisti Francesi e Italiani, con una formazione specifica, telefoneranno ai primi iscritti per proporre un’esperienza unica musicale e poetica. Le Consultazioni sono gratuite e aperte a tutti.
Planning e Iscrizioni
Tutti i martedì e giovedì – dalle 17 alle 19.
Prenotazioni al link https://bookeo.com/consultationspoetiques

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“Bambini prodigio – Wunderkinder – Child Prodigies”

“Bambini prodigio – Wunderkinder – Child Prodigies”
Un viaggio sulle orme di Mozart.
La primavera scorsa, su invito di Cecilie Hollberg, Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze e di Gerald Maria Bauer, Capo della drammaturgia del Theater der Jugend di Vienna, quattro Istituzioni Europee, la Galleria dell’Accademia di Firenze, la Fondazione Stiftung Braunschweigischer Kulturbesitz, la rinomata orchestra Staatsorchester Braunschweig, in Germania e il Teatro Theater der Jugend di Vienna, in Austria, hanno deciso di unire le loro forze e realizzato un progetto online che si propone di esplorare la natura internazionale dell’Arte attraverso i secoli.
“Bambini prodigio – Wunderkinder – Child Prodigies”, un viaggio sulle orme di Mozart è la realizzazione del progetto, che da oggi martedì 17 novembre 2020, è visibile sul canale Youtube della Galleria della Accademia di Firenze https://www.youtube.com/watch?v=tScZ6vrS90A
e su quello del Mibact.

Galleria dell’Accademia di Firenze
Via Ricasoli, 58-60 – Firenze Tel. 055 0987100 – Fax 055 0987137
http://www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it

Ufficio Stampa Davis & Co. info@davisandco.it http://www.davisandco.it

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I&f Arte Cultura Attualità ”Il Castello di Sammezzano” di Elena Tempestini

Lo stupendo Castello di Sammezzano si trova al Leccio nel Valdarno. Sono 365 stanze da lasciare senza fiato. Un Castello che parla. Nelle tante decorazioni si trova nascosto l’essenziale. In una nicchia, nella cornice esterna si trova una scritta “O voi c’havete gl’intelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ‘l velame de li segni strani” . Sì, Dante Alighieri e la sua Divina Commedia, anche se con una parola diversa, Dante scrive “versi strani” , il Marchese Ferdinando Panciatichi trasforma la parola “versi” in “segni” strani, quindi possiamo osservare. Nella sala delle stalattiti, nascosta tra stucchi e colori, una frase in latino: Pudet dicere sed verum est publicani scorta – latrones et proxenetae italiam capiunt vorantque nec de hoc doleo sed quia mala – omnia nos meruisse censeo: “Mi vergogno a dirlo, ma è vero, l’Italia è in mano a ladri, “meretrici” e sensali, ma non di questo mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato”. Era il 1863…

Elena Tempestini su “I AM …I” di Antonio Di Giovanni, su Radio Play, il 5 settembre 2020, ha raccontato la storia dello stupendo Castello Sammezzano.

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

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CASTELLO E PARCO DI SAMMEZZANO | I Luoghi del Cuore – FAI

https://www.fondoambiente.it/luoghi/castello-e-parco-di-sammezzano?ldc

I&f Arte Cultura Attualità “Sosteniamo, l’Arte, la Cultura, il Territorio”
non sono realtà separate, ma rappresentano le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni, tutte ricche di meraviglie da censire, tutelare, valorizzare ed adeguatamente comunicare.
Il magnifico Castello di Sammezzano, circondato da un ampio parco, si trova in località Sammezzano, nei pressi di Leccio, nel comune di Reggello, in Provincia di Firenze, Toscana, Italia.
Una meraviglia nascosta tutta da scoprire, un gioiello che deve essere conosciuto, per essere tutelato e valorizzato,per poter essere apprezzato.
Tutti noi possiamo contribuire a farlo, basta volerlo.
Riccardo Rescio

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