“A Firenze fioriscono libri” 1° edizione 2021

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Simboli, tradizioni, azioni, di fede divengono con il tempo gesti, comportamenti, attenzioni, come il dono di un fiore. In Spagna alle Donne Catalane, nel giorno dedicato a San Giorgio, si regalano rose, le quali secondo la leggenda, sarebbero nate dal sangue sgorgato dal corpo del drago ucciso da San Giorgio. Prendendo spunto da questa tradizione Catalana, è stata istituita nel 1996 dall’Unesco “La giornata del libro e delle rose” che molto ha contribuito alla sua diffusione. In occasione della Giornata mondiale del libro che ricorrerà il prossimo 23 aprile, proprio prendendo spunto dalla tradizione Catalana, che vede tutti i librai regalare una rosa per ogni testo venduto, le librerie indipendenti Fiorentine relaranno un iris a chi acquisterà un libro. L’iniziativa, al suo debutto, è stata presentata a Palazzo Vecchio dalle librerie promotrici insieme all’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e alla Consigliera Comunale Alessandra Innocenti, Presidente della Commissione politiche per la promozione della legalità e della sostenibilità urbana. Il 23 aprile, hanno spiegato i promotori, è la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e come i librai di tutta la Catalogna regalano una rosa per ogni testo venduto, noi regaleremo al posto della rosa un iris viola, che è il fiore simbolo di Firenze. Le librerie aderenti sono Libreria Alfani, Libreria Alzaia, Libreria Claudiana, Libreria Farollo e Falpalà, Libreria Florida, Libreria Francese, Libreria Leggermente, Libreria Marabuk, Libreria Menabò, Libreria Nani Pittori, Libreria On the Road, Libreria Piccola farmacia letteraria, Libreria Todo Modo. “Aver declinato su Firenze questa tradizione catalana – ha sottolineato l’Assessore Sacchi – è una bellissima idea che abbiamo deciso di accompagnare per sostenere un settore, quello delle librerie indipendenti, che ha sofferto molto per il lockdown e la crisi economica dovuta alla pandemia. Si tratta di un’ottima iniziativa per la promozione dei libri e della lettura che spero possa essere replicata anche nei prossimi anni e che aiuti i cittadini a scoprire le loro librerie di quartiere”. “Vogliamo dare un segnale, partendo dalle librerie – spiega la presidente Innocenti – che sono sia un presidio culturale che un presidio territoriale. I libri, durante questi ultimi mesi, ci hanno fatto compagnia facendoci dimenticare per un po’ le problematiche legate alla pandemia. Venerdì 23 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del libro, desideriamo dare un segnale di ripartenza con le librerie indipendenti che regaleranno un iris, che è il fiore di Firenze, a tutti coloro che acquisteranno un libro”.

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“Napoleone e la simbologia imperiale e scientifica” di Maria Chiara Donnini

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Le api in oro e le aquile dorate furono i simboli costantemente presenti nella vita dell’imperatore, una scelta con riferimenti storici culturali allegorici greco-romani a cui Napoleone faceva sempre riferimento.
Il 18 maggio 1804 Napoleone viene proclamato imperatore dei francesi e il 10 luglio il consiglio di Stato stabilì: “il sigillo dell’impero rappresenterà un leone dormiente d’oro in campo azzurro”, ma prima di porre la firma Bonaparte dichiarò a voce la sua scelta “un’aquila ad ali spiegate”.
L’aquila, un simbolo che trae origine dall’antichità.
Ai reggimenti con una cerimonia ufficiale e solenne il simbolo delle aquile venne consegnato il 5 dicembre 1804, furono così sostituite le vecchie bandiere della rivoluzione con le nuove, dove sul campo bianco il simbolo dell’aquila alata in oro veniva esaltata nella sua regalità.
Le aquile dorate napoleoniche ad ali spiegate sulle bandiere, ricordavano i fasti delle legioni romane, avevano sostituito quelle della monarchia il cui simbolo era il giglio, sventolavano sulle insegne del reggimento prima della battaglia tra il rumore degli zoccoli dei cavalli, delle grida dei soldati, quasi a rafforzare il loro potere feroce e all’incitazione per l’attacco.
Furono realizzate 560 esemplari di aquile dorate in bronzo con il becco aperto e con la lingua in evidenza, dallo scultore dell’impero Caudet ed eseguite dal fonditore Thomire.
Nel 1805 Napoleone, consegnò le aquile ai reparti della Guardia Reale Italiana, tale simbolo vene anche adottato all’esercito del regno italico e fabbricate dalla fonderia milanese Francesconi, con la testa lievemente diversa rispetto alla precedente e gli artigli rivolti in avanti.
L’aquila simbolo alchemico che in Francia trovò tutta la sua affermazione non poteva che essere scelta da Napoleone Bonaparte come simbolo dell’impero che stava per nascere.
L’aquila simbolo dell’esaltazione dell’io, dell’istinto di potere, dell’esaltazione del senso del proprio valore, del potere imperiale poteva anche essere considerata l’allegoria dell’imperatore, dato che le sue caratteristiche erano perfettamente simili al carattere di Napoleone.
L’aquila è un uccello rapace, vola libera nel cielo è capace di innalzarsi al di sopra delle nuvole e quando si espone al sole e le sue piume cominciano a bruciare, così si getta in un acqua pura e ritrova una nuova giovinezza.
Un gesto che è paragonabile all’iniziazione e all’alchimia che prevedono il passaggio attraverso l’acqua e fuoco, mentre il volo di discesa rappresenta la discesa della luce sulla terra.
La scelta dell’emblema dell’aquila era ricaduta anche sui re etruschi, che la esibivano sullo scettro di comando, nella cultura romana e greca invece il saper leggere il suo volo aveva il valore interpretativo dell’oracolo degli dei. Dai tempi dell’antica Roma essa era esibita in battaglia, Cesare nei commentari libro IV. 25 affermava: “affrettatevi camerati se non volete abbandonare l’aquila al vostro nemico”.
Per ricordare i fasti delle legioni romane, il comandate Charle Seriziat l’11 settembre 1791 prese l’iniziativa di radunare il primo reggimento di volontari Rhone et Loire davanti alla cattedrale di Lione per la benedizione della bandiera dove era posta per la prima volta un’aquila dorata ad ali spiegate.
L’aquila sorante (che sta spiccando il volo) napoleonica non si fermò solo sui campi di battaglia, ma volò (in senso figurato) sugli ornamenti esteriori dello scudo, sulle tabacchiere, ssulle medaglie della zecca di Parigi, ma anche sugli ottoni come decorazione raffinata dei mobili, mentre sui tessuti risplendeva l’emblema delle api in oro, la sola N di Napoleone Imperatore chiusa in una corona d’alloro, apparve sui troni, sedie come affermazione di potere.
L’ideale estetico dell’arte dell’impero napoleonico si identificava con quello etico e politico ai modelli della Grecia e di Roma .
Il concetto del bello si tradusse nella semplicità delle forme e coincise anche con il concetto di buono, conforme al vero, alla natura oltre che alla ragione e si tradusse nella purezza nel contorno lineare delle forme.
Le api
Napoleone il 2 dicembre del 1804 si fece incoronare imperatore di Francia nella cattedrale di Notre Dame e si fece appuntare sul suo manto e quello di Giuseppina sua moglie delle api d’oro, come segno di continuità regale che si riallacciava all’antica tradizione Francese.
L’ape è un simbolo di rigenerazione alchemica del ciclo eterno della vita e della morte, data la sua capacità di scomparire in inverno e di ricomparire in primavera.
Al suo lavoro di operosità è attribuito un grande valore esoterico, anticamente il miele serviva per l’ambrosia sacra ai greci e ai celti.
La caratteristica di questo insetto è di costruire alveari modulari con cellette di forma esagonale.
L’esagono esalta l’armonia divina della natura, è il risultato dall’intersezione di due triangoli equilateri.
La coppia dei triangoli sono il principio della dualità, del femminile e maschile, del giorno e della notte, dello in e yang cinese, che formano la totalità del cosmo, gli archetipi universali della lama e del calice, rappresentati da una mano chiusa e una aperta, la forma che li ha ispirati è sempre il triangolo, come il cerchio e il quadrato che si trovano in natura, sono simboli primordiali, e che ricordano il simbolo massonico della squadra e del compasso, nella sua forma semplicistica, come nella sovrapposizione e intersezione della lama e del calice.
Forse Napoleone volutamente scelse questo simbolo esoterico.
Lui aveva dei legami con la massoneria, come lo aveva tutta la sua famiglia. Nel 1798 durante la sua campagna in Egitto portò al suo seguito oltre all’esercito anche esperti di vari settori, come chimici, geologi, pittori, archeologi naturalisti, disegnatori, circa 165 scienziati facevano parte della Commissione delle Scienze e delle Arti al seguito dell’armata che il 16 maggio 1798 salpò da Tolone per l’Egitto – quasi duecento navi e tremila uomini tra soldati e marinai Napoleone era imbarcato su L’Orient – nella missione c’erano anche scienziati di appartenenza massonica e in quel contesto sembra che Bonaparte sia stato iniziato in una loggia militare francese di stampo copto-egizio.
Nella campagna in Egitto fu predisposta una commissione di egittologi, composta da Dominique Vivant Denon e da giovani studiosi provenienti dalle migliori scuole scientifiche francesi con il compito di analizzare tutto quello che trovavano e di realizzare “Il grande inventario della valle del Nilo”, essi produssero un’incredibile mole di lavori e scoprirono la stele di Rosetta che svelò il segreto dei gerogrifici.
In quella missione c’era anche Jean Baptiste Joseph Fourier, fisico e matematico, famoso per la sua legge sulla conduzione del calore , scrisse sulle motivazioni che spinsero Napoleone alla sua missione in Egitto:
“Egli era consapevole dell’influenza che questo evento, la conquista dell’Egitto,avrebbe avuto sui rapporti dell’Europa con L’Oriente e con l’interno dell’Africa, oltre che sugli affari marittimi nel Mediterraneo e sul futuro dell’Asia. Si diede l’obiettivo di abolire la tirannia dei Mamelucchi di estendere l’irrigazione e l’agricoltura di istituire commerci regolari tra Mediterraneo e Mar Arabico, di favorire le imprese commerciali, di fornire all’Oriente utili esempi dell’industria europea, e infine di migliorare le condizioni di vita degli abitanti e di procurare loro tutti i vantaggi di una civiltà più avanzata. Questi obiettivi non sarebbero stati raggiungibili senza la continua applicazione della scienza”.
Napoleone matematico
Ci viene da chiederci quale fosse il vero volto dell’imperatore, se un valoroso combattente o un matematico innamorato della geometria?
Napoleone era amico di matematici e scienziati tra questi Fourier, Monge e Berthollet ( che parteciparono alla campagna d’ Egitto), e in loro compagnia si intratteneva in profonde discussioni, presi dal fascino della cultura egiziana e di come anticamente in Egitto avessero potuto giocare con la matematica e la geometria per trovare delle soluzioni in una architettura armoniosa e unica fatta di segreti geometrici.
Napoleone era preso dallo studio del codice matematico che utilizzava nelle strategie geometriche di battaglia con le quali riusciva a rompere gli schemi degli eserciti legati a manovre ripetitive prevedibili e noiose, famosi sono i suoi accerchiamenti e le sue azioni rapide.
La realizzazione del suo impero era fatto da un sogno geometrico-matematico, le battaglie erano la prova delle sue teorie e la loro dimostrazione.
Per intraprendere il corretto combattimento aveva seguito lo studio delle leggi che riguardavano la traiettoria dei proiettili con l’applicazione delle teorie della gravitazione e delle leggi della dinamica di Newton, Bonaparte sapeva regolare perfettamente la direzione dei cannoni che li portava e a centrare l’obiettivo prescelto.
Sotto il suo regno la Francia divenne la potenza scientifica più importante del mondo, risultato di una politica adeguata in cui il talento e merito di studiosi, di scienziati veniva valorizzato dal ruolo sociale politico concesso loro dall’imperatore.
Napoleone fondò delle importanti scuole tecniche quali l’Ecole Normale e l’Ecole Polytechnique, scuole dove i migliori professori matematici del tempo tenevano lezione e tra questi ricordiamo Lagrange, Laplace, Monge che contribuirono alla diffusione della materia. Le vecchie accademie andarono incontro a radicali riforme, per esempio il Jardin du Roy si trasformò nel Muséum d’Historie Natulle che è stato uno dei principali luoghi di ricerca biologica nel mondo.
L’imperatore divenne membro della sezione di matematica dell’Istituto de France e proprio in questo istituto, nel 1801 Alessandro Volta presentò a Napoleone la pila inventata da lui nel 1799.
Successivamente Volta fu nominato da Napoleone senatore e conte del Regno d’Italia. La Lombardia era diventata parte della zona d’influenza francese con la Repubblica Cisalpina nel 1796 mentre nel 1805 entra a fare parte del Regno d’Italia e beneficia delle riforme attuate da Napoleone con la promulgazione del codice civile 1804, con la soppressione dei privilegi nobiliari, uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, tutela della libertà personale e del diritto di proprietà introduzione del matrimonio civile e del divorzio.
Nel 1796 durante la campagna in Italia Bonaparte ebbe occasione d’incontrare il matematico italiano e sacerdote Lorenzo Mascheroni, professore universitario di algebra all’università di Pavia, a seguito dello studio su un trattato di scienza delle costruzioni “Nuove ricerche sull’equilibrio delle volte” divenne docente nel 1786.
L’intento di Mascheroni non era solo matematico, ma era di fornire agli ingegneri e fisici una tecnica per costruire strumenti di misura di alta precisione per i loro lavori.
A seguito dei suoi studi ebbe numerosi incarichi fu a capo dell’Accademia Pavese degli Affidati, nominato Accademico all’Università di Padova, membro delle Scienze e membro dell’Accademia Reale di Mantova, inoltre ebbe anche una breve attività politica, fu eletto deputato della Repubblica Cisalpina.
Con questi versi Mascheroni dedicò il suo libro Geometria del compasso a Napoleone Bonaparte che era un suo grande ammiratore e con il quale condivise la passione della matematica, con lui ebbe una felice intesa intellettuale per la e messa a punto di vari teoremi, che spesso portarono il nome di Napoleone.
Io pur vidi coll’invitta mano,
Che parte i regni e a Vienna intimò pace
Meco divider con attento guardo
il curvo giro del fedel compasso
La naturale attitudine di Napoleone per la matematica fu messa in evidenza dai suoi stessi insegnati che riconobbero in lui un allievo modello e il suo biografo Felix Markham scrive: “l’ispettore scolastico scrisse che l’attitudine di Napoleone per la matematica lo rendeva adatto alla marina, ma alla fine si decise che avrebbe dovuto tentare l’ingresso all’artiglieria, dove l’avanzamento per merito e abilità matematica era più aperto”. Frequentò la scuola militare di Parigi e fu ammesso proprio per le sue attitudini scientifiche.
Il nome dell’imperatore è legato anche a dei risultati pratici di teoremi di geometria che portano il suo nome. Il problema di Napoleone è il teorema che con la sua applicazione si può trovare: “con il solo compasso il centro, che si suppone non noto. di un cerchio dato” sembra che la sua paternità sia legata anche al matematico di Mascheroni molto vicino all’imperatore e con lui pose le prime basi della geometria proiettiva.
Il teorema di Napoleone, la cui intuizione sembra che si possa attribuire proprio all’imperatore, e sembra che lui stesso lo abbia proposto a Joseph -Louis Lagrange per lo studio della sua dimostrazione e che sia stato pubblicato nel 1825, è un teorema di geometria del triangolo che afferma quanto segue:
“I baricentri dei triangoli equilateri, costruiti tutti esternamente o tutti internamente sui lati di un triangolo qualsiasi, formano un triangolo equilatero”.
Questo teorema di Napoleone trova attualmente alcune applicazioni pratiche. Ne cito alcune come:
Tracciare la strada per unire dei gasdotti.
Instradamento delle condotte idriche o di riscaldamento.
Il teorema può trovare anche delle applicazioni nelle tassellature per ricoprire un piano, con figure geometriche senza sovrapposizione.
Il teorema di Napoleone porta alla determinazione di un punto centrale detto di Torricelli-Fermat, è il teorema che rende minima la somma delle distanze dai tre vertici di un triangolo qualsiasi.
Era considerato il punto strategico di Napoleone in campo di battaglia era il riferimento di tutte le sue azioni sia per fare partire gli ordini che per ricevere missive.
Napoleone con le sue soluzioni pratiche, le sue intuizioni e realizzazioni, è attuale non solo per i teoremi di geometria, ma anche per il suo Codice detto napoleonico che è il codice civile attualmente in vigore in Francia, e che è stato preso come modello in molte parti del mondo.
Mito e Leggenda ormai fanno parte della figura di Napoleone e a duecento anni dalla sua morte ancora alimentano la fantasia popolare che lo ha studiato ed esaminato in ogni aspetto della sua vita.
È stato ritratto sia in pittura che in scultura in varie pose da artisti importanti dell’impero,per storicizzare gli avvenimenti salienti della sua vita e della sua ascesa al potere.
Raffigurato da Jacques Louis David in posa ufficiale nel 1812, che lo ritrae a grandezza naturale, in uniforme da ufficiale dei granatieri a piedi, in divisa blu foderata di bianco, con le decorazioni imperiali della Legion d’Onore e dell’Ordine della Corona Ferrea nel suo studio alle Tuileries, la figura è dipinta di tre quarti, con una mano nascosta nel suo panciotto, gesto che potrebbe essere interpretato sia come comunemente si crede per contenere il dolore di una malattia allo stomaco, sia come posa di circostanza di moda a quell’epoca? Possiamo individuare però in quel gesto anche l’appartenenza massonica che permette il riconoscimento, un silenzioso messaggio come membro di Royal Arch, 13° grado del Rito Scozzese o 7 Rito di York, Mason of the Secret. Un alto grado Grado per conoscere le grandi verità massoniche.
Non fu casuale che a Firenze un massone di origini inglesi, Federick Stibbert acquistò dalla dismissione della villa dei Demidoff di San Donato, il mantello di Napoleone, quando fu incornato con molto sfarzo a Milan , nel Duomo Re d’Italia il 26 maggio 1805.
Il mantello di Bonaparte è di velluto verde sul bordo possiamo individuare i suoi soggetti preferiti: le api dorate ricamate ,simbolo dell’operosità e le spighe di grano sempre ricamate simbolo della prosperità.
Non è un caso che adesso, quel mantello completo di gilet, pantaloni e calze bianche si possa ammirare in mostra nella casa museo di Stibbert proprio a Firenze, dato che Napoleone aveva origini toscane.
L’abitazione di Frederick si trovava a circa un chilometro in linea d’aria sulla collina di Montughi da quella di Luigi Bonaparte, fratello minore di Napoleone e padre di Napoloene III, ultimo monarca francese, e sicuramente quest’ultimo sarà stato oggetto di racconti d’infanzia di Frederick.
Nel museo possiamo ammirare tra il vario materiale da collezione, il decreto autografo dell’imperatore di concessione di un nuovo stemma per la città di Firenze del 1811, oltre ad altri cimeli e quadri della famiglia Bonaparte.
Mi piace immaginare che Frederick Stibbert raccogliendo tra le mani quel mantello verde non abbia resistito alla tentazione di appoggiarlo sulle sue spalle e guardandosi allo specchio abbia sentito per magia l’applauso della folla a Napoleone “Viva il Re d’Italia”.

Maria Chiara Donnini
Laureata in Architettura e Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Giornalista ed insegnante, Vicepresidente dell’Associazione Amici del Museo Stibbert, svolge anche l’attività di Antiquario in Firenze.
Specializzata nell’Arte dell’Estremo Oriente, dedica particolare attenzione alla porcellana cinese.
Ha partecipato all’organizzazione di mostre e convegni ed ha ricoperto incarichi nelle Associazioni di categoria.

L’articolo Napoleone e la simbologia imperiale e scientifica di Maria Chiara Donnini è stato pubblicato Il 30 marzo 2021 su Il Tazebao http://iltazebao.com/napoleone-e-la-simbologia-imperiale-e-scientifica/

Credito immagine : http://iltazebao.com/napoleone-e-la-simbologia-imperiale-e-scientifica/

“Il RotoWeb Illustrato di Italia&friends” Gennaio 2021

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Il RotoWeb Illustrato di Italia&friends, non è una rivista, tanto meno un giornale e neppure un volantino pubblicitario, è semplicemente il nostro modo di comunicare, attraverso le piattaforme web, tutto il bello e il buono che abbiamo in questo straordinario Paese chiamato Italia.
Tutti possono partecipare il proprio conosciuto, a noi e al mondo intero, facendo scoprire quanto l’Italia veramente vale e merita.
Riccardo Rescio
Associazione di Promozione Sociale
Assaggia l’Italia ApS (no profit)

Hanno Partecipato al numero di Gennaio 2021
Eralda Pitto / Tiz Leopizzi / Elena Tempestini / Daniela Padelli / Potsy Monsignori / Silvia Pierantoni Giua / Pier Giorgio Farina / Patrizia Merlino / Alan Oisrak / Riccardo Rescio

Gli articoli pubblicati sul numero di Gennaio 2021

Il tempo passa
https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/30/il-tempo-passa-i-suggerimenti-restano-e-le-cose-non-si-fanno-di-riccardo-rescio/

La meraviglia della lettura https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/30/la-meraviglia-della-lettura/

Nascerà a Firenze il Museo della Lingua Italiana https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/30/nascera-a-firenze-il-museo-della-lingua-italiana-di-riccardo-rescio/

La sola vista non basta https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/30/la-sola-vista-non-basta-di-riccardo-rescio/

Arte e Luce https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/29/arte-e-luce-di-eralda-pitto-giacobbe/

Non vogliamo chiudere l’arte in un museo https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/29/non-vogliamo-chiudere-larte-in-un-museo-tiziana-leopizzi/

Presunzione illusione disinganno https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/29/presunzione-illusione-disinganno-di-riccardo-rescio/

Storie di Re https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/29/storie-di-re-di-elena-tempestini/

Complesso Monumentale di Santa Maria Novella https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/29/complesso-monumentale-di-santa-maria-novella-gennaio-2021/

Pitchipoi https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/28/pitchipoi-di-riccardo-rescio/

Il Resegone https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/28/il-resegone-di-daniela-padelli/

La mia bolla https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/26/la-mia-bolla-spaziotemporale-di-potsy-monsignori/

Ogni è il giorno della memoria https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/26/ogni-giorno-e-il-giorno-della-memoria-di-riccardo-rescio/

Il giorno della memoria https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/26/il-giorno-della-memoria-al-museo-novecento-di-firenze/

Il nuovo Rinascimento Italiano https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/26/4-dicembre-2017-il-nuovo-rinascimento-italiano-di-riccardo-rescio/

Investire in Toscana https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/25/investire-in-toscana/

I&f Café https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/25/if-cafe-2/

Bolle di sapone https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/25/bolle-di-sapone-di-riccardo-rescio/

Una minuscola Panda rossa https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/25/una-minuscola-panda-rossa-per-un-mare-molto-blu-di-silvia-pierantoni-giua/

Promozione Italia https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/22/promozione-italia-4/

Le Regioni Unite https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/22/le-regioni-unite-ditalia-2013-3/

La Card del Fiorentino https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/20/la-card-del-fiorentino/

Pitti Immagine https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/18/pitti-immagine-uomo-97/

Custodi della Bellezza https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/19/custodi-della-bellezza-di-riccardo-rescio/

Collezione Casamonti https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/19/collezione-roberto-casamonti-palazzo-bartolini-salimbeni-firenze/

Henry Moore I disegni https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/17/henry-moore-il-disegno-dello-scultore-di-riccardo-rescio/

The Founder https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/16/the-founder-il-primo-trailer-italiano-ufficiale-del-film-sul-fondatore-di-mcdonalds/

Profumo di oleandro https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/16/profumo-di-oleandro-di-pier-giorgio-farina/

Musei Civici Fiorentini https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/15/i-musei-civici-fiorentini-riaprono-lunedi-18-gennaio-2021/

500 milioni di bottiglie https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/14/prosecco-doc-da-record-superate-500-milioni-di-bottiglie-nel-2020-vino-ansa-it/

Elogio del fritto https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/14/elogio-del-fritto-di-riccardo-rescio/

Giorgio Gaber https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/14/giorgio-gaber-la-liberta/

Più di ieri meno di domani https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/12/piu-di-ieri-meno-di-domani-di-patrizia-merlino/

Quando la bellezza invade gli occhi https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/12/quando-la-bellezza-invade-gli-occhi-di-riccardo-rescio/

Binari https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/12/binari-di-alan-oisrak/

I semi del noi https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/11/i-semi-del-noi-di-riccardo-rescio/

Un caffè con Elena Tempestini https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/10/if-cafe-un-caffe-con-elena-tempestini-parlando-di-innovazione-museale/

Sulla Fede https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/10/sulla-fede-di-patrizia-poggi/

Il viaggio della volontà https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/10/il-viaggio-della-volonta-di-elena-tempestini/

Tiziana Leopizzi https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/09/tiziana-leopizzi/

Streghe e stregoni https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/09/streghe-e-stregoni-di-riccardo-rescio/

Un grazie come strategia https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/08/un-grazie-come-strategia-di-riccardo-rescio/

Friends of Florence https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/04/friends-of-florence-restaurano-il-globo-di-riccardo-rescio/

Arte ieri e oggi https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/03/arte-ieri-oggi-e-di-tiziana-leopizzi/

I&f Café https://italiaefriends.wordpress.com/2021/01/01/if-cafe/

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“Camaleonticamente” di Alan Oisrak

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Credito di immagine : http://www.ioarte.org/img/artisti/Nikolinka-Nikolova__Il-Camaleonte_g.jpg

Grigio come pietra, verde come foglia, giallo come sabbia, mi sono adattato, trasformato, mimetizzato e come un camaleonte sono sopravvissuto e quando sono morto, come araba fenice sono risorto a nuova vita, ed ho ripreso a volare, ma mai nello stesso cielo. Volando mi sono accorto che i cieli sono tutti uguali, è solo la terra che ho di sotto che cambia in continuazione, cambia camaleonticamente, proprio come me e allora nell’alto del cielo finalmente capisco che, anche se ho ancora le ali, riesco a volare solo perché è il vento che me lo fa fare.

Firenze 17 aprile 2021

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“L’insostenibile pesantezza dell’altrui talento” di Riccardo Rescio

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L’insostenibile pesantezza dell’altrui talento per alcuni, è una condizione psicosomatica, difficile da sopportare, impossibile da tollerare, tanto da costringere le persone sensibili a questi sintomi, in una continua, perversa, spasmodica, ricerca di quello che non c’è, nell’assurdo tentativo di rendere reale, ciò che reale non è. Quando le altrui qualità sono oggettive e facilmente riscontrabili in un particolare soggetto che, nel caso specifico prima di essere politico, è persona capace, preparata, sensibile e disponibile, non possono che costituire pietra di paragone, metro di misura, insostenibile per alcuni. Il pervicace perseguire l’altrui annientamento, fisico e mentale, è un continuo, estenuante, pesantissimo lavoro, poco gratificante e alla lunga per niente appagante.
L’effimera soddisfazione che se ne ricava, quando si raggiunge il crudele obiettivo, dura giusto il tempo di un lampo.
La mancanza di una permanente soddisfazione per il male provocato, da chi di cattiveria si nutre, spiega quanto sia necessario per gli affetti dal male continuare ostinatamente a perpetrare le cattiverie congenite e come sia proprio la perenne tempesta, la condizione di malessere, che vivono dentro.
Sicuramente il disagio momentaneo vissuto, da chi subisce tali prevaricazioni, è comunque inferiore alla inesauribile inquietudine in cui volutamente vivono tutti quelli che di meschinità e ingiustizie si nutrono, poiché queste persone per il piacere di un attimo si dilaniano, si contorcono, si tormentano per tutto il resto del loro tempo.
Non c’è vaccino, antidoto o cura, per il male più antico del mondo, universalmente conosciuto come il nome di invidia, il cui ceppo originario ha generato i virus della cattiveria, dell’ingiustizia, della prevaricazione.
L’invidia è senza dubbio il male dei mali, chi ne è affetto non ha via di scampo, e come i vampiri, si dice, debbano necessariamente nutrirsi di sangue umano per sopravvivere, così gli appestati del male dell’invidia sono altrettanto continuamente costretti a nutrirsi di cattiveria, di vessazione e di prevaricazione, per avere un motivo di esistere.
Nonostante il malessere provato, per individuali o collettive cattiverie, che le personali sensibilità possono rendere ancora più grande, il sapere di essere immuni da questa tremenda malattia, che inaridisce la mente e avvizzisce il fisico, da’ grande sollievo e immenso conforto.
L’ingiustizia subita, piccola o grande che possa essere, nasce, cresce, si ingrandisce, ma dopo la rabbia e lo sconforto, lentamente scompare dalla mente di chi l’ha dovuta subire, per lasciare spazio al piacere di tornare ad apprezzare il bello e il buono del quotidiano vivere.

Riccardo Rescio

Firenze 16 aprile 2021

Io sto con Tommaso

https://t.co/BCMUHEsY9J

#tuttoilbelloeilbuonochece

“Un viaggio nel Tempo” di Augusto Minoja

I&f Arte Cultura Attualità

Ad Ottobre, ad Alice Bel Colle, ho assistito a qualcosa di molto simile ad un viaggio nel tempo.

Il castello, la piazza, i luoghi di Alice Bel Colle dove passeggiavano persone arrivate dall’Italia e dall’estero sono gli stessi luoghi dove, tra le due guerre, una bimba di nome Renata correva e giocava.
La Chiesa dove Anna, la soprano russa come Mikhail il pianista che l’ha accompagnata, ha cantato splendidamente è la stessa chiesa dove quella bimba, diciottenne, sposò un uomo eccezionale.
Le opere d’arte che oggi punteggiano il Castello, i quadri nel Comune e alla Pro Loco e all’hotel Belvedere vengono dalla collezione che quella bimba, diventata nel frattempo avvocato e madre di due donne anche loro destinate ad essere coinvolte in questa storia.
Antonietta, l’amica di una vita di quella bimba ha preso il suo posto come Presidente di Ellequadro. Suo figlio ha già scritto della zia Renata su queste pagine.
Con Andrea, quel giorno al Belvedere, abbiamo sorriso alla catena di eventi maestosamente improbabili che aveva portato tutte quelle persone ad Alice, dove un sindaco coraggioso come Gianfranco aveva sfidato i luoghi comuni del paese pittoresco legato perlopiù alla gastronomia e al vino per portare qualcosa di completamente diverso a un pubblico che ha accolto la novità con favore.
Anche Giuseppe il cugino, Mirella con Carlo amico di Renata e della famiglia da una vita, è venuto ad Alice a salutare quella bimba di quasi un secolo fa.
Tiziana ha il avuto la capacità di raccogliere tutti i fili appoggiati a questo telaio, e aggiungere una grande scena corale all’arazzo.
Non c’eravamo tutti, quel giorno, ad Alice Bel Colle.
Non c’era Renata, non c’era suo marito Nino, non c’era la loro figlia Maria Fulvia.
Ma erano presenti le loro vite, le loro scelte, e in qualche modo tutto noi, lì, eravamo conseguenza di quelle vite e quelle scelte.
E Tiziana ha tradotto quelle vite e quelle scelte in un weekend dove abbiamo chiacchierato, riso, passeggiato in quei luoghi dove quella bimba ha chiacchierato, riso e passeggiato quasi un secolo fa.

Augusto Minoja Manager

#daieriadomani

L’arte fa bene alla salute … se non lo sanno in farmacia ! di Tiziana Leopizzi

ABC 360° MUSiAT

La Farmacia di via Roma a Genova

Chi – La Dott. llaria Priano
Come – Dipinti e tecniche miste
Dove – La Farmacia di via Roma Genova
Cosa – Nuovo presidio di ABC 360 MUSiAT
Quando – Apertura il 28 aprile 2021
Perché – Il Museo inaugurato il 3 ottobre scorso ad Alice Bel Colle, ABC 360° MUSiAT nasce come internazionale e in progress

Il progetto è di Ellequadro Documenti
L’Arch. Gianfranco Martino Sindaco di Alice Bel Colle è lieto di dare il benvenuto alla Dott. Ilaria Priano e con lei al nuovo Presidio d’Arte del MUSiAT. Obbedendo alla propria mission è con grande piacere quindi che annunciamo la nascita di un nuovo punto di ABC 360° MUSiAT – MUSeo internazionale in progress Arte Territorio, questa volta a Genova all’interno della Farmacia di Via Roma, situata nella più prestigiosa via della Città.

Il Museo di Alice Bel Colle continua così il suo iter artistico portando come sempre l’arte a contatto con la vita quotidiana, coinvolgendo con il lessico universale dell’arte in luoghi istituzionali ma anche di lavoro, sia in Italia che all’estero.
Lo scopo da un lato è quello di un “ritorno” alle origini, riproponendo il rapporto arte/committenza/comunicazione che ha reso il nostro Paese unico al mondo, dall’altro lancia uno sguardo al futuro migliorando proprio grazie all’arte la qualità della vita nei luoghi di lavoro.

Non ci sono spazi impossibili, dalla grande azienda con grandi capannoni in aperta campagna, alle cantine, a spazi urbani, quindi più contenuti come agenzie, studi professionali o farmacie appunto come in questo caso. Dove arriva l’arte arriva il sorriso e con il sorriso la salute.

Così si attiva la curiosità, motore del mondo, e contemporaneamente si aiuta lo spirito a godere di un momento di pausa indispensabile per ricaricare le batterie.
La titolare la dott. Ilaria Priano ha recepito immediatamente lo spirito e tutto il suo personale già durante l’allestimento ha espresso compiacimento e partecipazione.
Un’operazione semplice che ha come “must” quello di sposarsi con l’ambiente, senza intralciare il lavoro degli operatori, evitando qualsiasi forzatura, anzi esaltandone l’identità.
Gli spazi in questione hanno richiesto un’attentissima selezione per individuare le opere adatte e per contenuti e per formato che comunque dovevano entrare in dialogo con il personale e con il pubblico della farmacia.
La raffica di sorrisi, che non potevamo non cogliere, è stata la risposta che ci ha confermato ancora una volta la bontà del progetto.

Una luminosa lastra di ottone, un bassorilievo dello scultore Carlo Lorenzetti brilla tra i due archi che decorano la parete che dà su via Roma, mentre una serie di opere di piccole dimensioni scandiscono le caratteristiche scaffalature novecento che arrivano praticamente a soffitto.
Gli Artisti di ABC 360° MUSiAT a Genova
Sulla parete di fronte alla porta d’ingresso i lavori di Andre Parodi Mondi, artista ultraottantenne che ignara della data anagrafica ha trascorso questo ultimo anno continuando ad approfondire la ricerca sui testi di alcuni scrittori che la intrigano particolarmente, da Roberto Calasso a Pietro Citati. Qui sono state collocate opere contraddistinte da un susseguirsi di colori rutilanti, le “Eclàt”. A sinistra campeggiano i piccoli ma incisivi i lavori a spatola di Giua, artista a tutto tondo, cantautrice, attrice, musicista che suona a colori e dipinge le note, e che è con ARTOUR-O fin dagli esordi a Firenze, Roma, Shanghai, Praga e Malta. Così come Giorgio Gatto che, lasciati per una volta fili e tensioni, è presente con tre tavolette, in realtà una sequenza dai colori vivaci. La new entry Antonella Fragomeno, cui diamo il benvenuto, è stata proposta proprio dalla dott. Priano che ha recepito immediatamente lo spirito del binomio arte/azienda. Gli artisti sono presenti nella collezione del MUSiAT, il Museo di Alice Bel Colle che il 24 giugno p.v., a San Giovanni Patrono di Alice bel Colle, Firenze e Genova aprirà il Secondo Step, incentivando la sezione all’aperto.

Ellequadro Documenti
Due parole infine su Ellequadro Documenti, che si occupa proprio di comunicare le diverse identità dei propri interlocutori grazie all’arte. L’associazione culturale senza scopo di lucro fu il primo centro a portare l’arte al di fuori degli spazi deputati: già nel lontano 1978 furono coinvolti i Teatri di Genova, sia di prosa che dell’opera, e ora il suo modo di vivere con e per l’arte è più attuale che mai.

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“Che il Mediterraneo sia” di Eugenio Bennato

I&f Arte Cultura Attualità

………. “la fortezza ca nun tene porte
addo’ ognuno po’ campare
d’a ricchezza ca ognuno porta
ogni uomo con la sua stella
nella notte del dio che balla
e ogni popolo col suo dio
che accompagna tutti i marinai
e quell’onda che non smette mai
che il Mediterraneo sia”…………

(Eugenio Bennato)

“Il Mediterraneo è una fortezza che non ha porte, è il posto dove ognuno di noi può vivere della ricchezza che porta, perché ogni uomo ha la sua stella, nella notte del dio che balla e ogni popolo ha il suo dio che accompagna tutti i marinai e quall’onda che non smette mai, che il Mediterraneo sia”

Traduzione libera (riccardorescio)

La Musica unisce, lasciamoci unire dalla Musica.

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“Fare Sistema” Premiata ditta dal 2012 di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

In questo 2021, come Italia&friends, non stiamo cavalcando la tigre, che abbiamo, curato, fatta crescere, ma non domata.
Tantomeno stiamo cavalcando l’onda, questo genere di equitazione non ci interessa.
Il nostro non è opportunismo, dell’ultima ora, non è seguire una moda, tantomeno fare bisness su di un tema, quale è quello della valorizzazione del nostro straordinario Paese, non è neanche ostentare un amore falso e ipocrita, che in molti enunciano, nelle più svariate occasioni, è solo voglia di stimolare chi sa bene, anche molto bene, che l’Italia ha necessità e bisogno impellente di “Fare Sistema”, di applicare una metodologia univoca, di censire, tutelere, valorizzare e adeguatamente comunicare, tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni. Procedure necessarie per poter mettere a frutto il loro incommensurabile Patrimonio.
Tutto questo lo si potra fare solo attraverso un marketing Territoriale a carattere Regionale, un Ministero vero per il Turismo, che abbia il supporto e la collaborazione di quello dei Beni Culturali, dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico, un Ente di Promozione Nazionale che in qualsiasi momento in cui l’Italia viene presentata ufficialmente, in eventi o esposizioni a livello internazionale, partecipi equamente e pariteticamente tutte le nostre 20 stupende Regioni, la collaborazione sistemica e organizzata, di tutte le Associazioni, Organizzazioni di Categoria, Enti di Promozione e Valorizzazione Territoriale locali, Pubbliche e Private, Istituzioni Regionali, Comunali e tutti i Cittadini di buona volontà che vogliono contribuire a rendere il giusto merito alla propria Terra.
Perché nel nostro Paese, lo si sappia o meno, lo si voglia o no, in ogni Luogo, ha affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far, squisiti sapori da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere.
Abbiamo veramente tutto e tanto, ma tanto di più, quello che manca è appunto un sistema, il ”Sistema Italia”, affinché il nostro Paese sia conosciuto, da noi Italiani e dal resto del mondo, per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.
Cose chiare, semplici, fattibili, perseguibili, che in molti sanno e che vengono ripetutamente enunciate, dichiarate, sbandierate, in meeting, convegni, mostre, fiere, tavole rotonde, cabine di regia, task force e chi più ne ha, più ne metta, ma che nessuno ha interesse a fare.
Riccardo Rescio
Presidente Assaggia l’Italia ApS
Associazione di Promozione Sociale
(noprofit)

Guardate su Facebook “Fare Sistema”
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=255642404561760&id=255639431228724&sfnsn

Guardate su Youtube “Narrazione dell’identità economia della bellezza” di Emilio Casalini su TEDxPadova”

“Comunicazione per l’Azienda Italia” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

La Comunicazione, per le Aziende che intendono restare al lungo nei mercati di riferimento, costituisce una questione di fondamentale importanza. Il come, il dove, il quando, il perché divengono nel loro insiene il mix strategico che determinerà l’eventuale successo della operazione commerciale. La qualità di prodotto, o servizio, l’innovazione, la visione, l’intuizione, la creatività e la capacità economica, sono gli essenziali ingredienti della ricetta del successo, ma il risultato finale è sempre e solo dipendente dalla sapiente capacità di chi quella ricetta, con quegli ingredienti, prepara. La creazione di Reti vendita che si implementano progressivamente, con il supporto di distributori locali, Agenti plurimandatari, Agenti esclusivi, corner in Punti vendita, negozi diretti o in franchising a Marchio, delle stesse Aziende, sono l’incontrovertibile, determinante, presupposto affinché il risultato raggiunto con il lancio iniziale ben riuscito di un prodotto o di un servizio, in un determinato Paese, possa divenire e restare quel riferimento stabile, in grado di reiterare il messaggio e offrire in modo diffuso il prodotto o il servizio che si è inteso promuovere e vendere.
Naturalmente le Reti a Marchio sono quelle che garantiscono la maggiore
visibilità e vendibilita’ dei rispettivi prodotti o servizi.
Anche per un Paese, che intende affermare in modo efficace e permanente il proprio Brand Nazionale, vale la stessa logica, diviene necessario realizzare una Rete Promo/Vendita a Marchio, che garantisca la facile reperibilità dei beni e dei servizi che caratterizzano e identificano quella Nazione.
Per l’Italia gli “AmbStore”, vere e proprie Ambasciate dei Saperi e dei Sapori delle “Terre Uniche” delle nostre 20 Regioni, permettono la sempre maggiore conoscenza e affermazione del Brand Nazionale e garantire i prodotti e i servizi proposti.
Riccardo Rescio

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“Made In Italy” di James D’Arcy

I&f Arte Cultura Attualità

Made in Italy è un film del 2020 scritto e diretto da James D’Arcy, al suo debutto da regista, con Liam Neeson, Micheál Richardson, Lindsay Duncan, Valeria Bilello, Marco Quaglia.

Quando una Terra ispira, la meraviglia si concretizza.
Che spettacolo è la Toscana, che meraviglia è l’Italia.
Scopriamolo questo straordinario Paese, dove abbiamo l’opportunità di vivere, perché ogni luogo delle terre uniche delle nostre 20 Regioni, ha affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far e coinvolgenti eventi da far vivere.
Riccardo Rescio Italia&friends

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“AmbStore” La Libreria

I&f Arte Cultura Attualità

La Libreria

Non solo libri, mai affermazione potrebbe essere più appropriata per la libreria di un AmbStore, visto e considerato che è incastonata tra tutto il bello e il buono che caratterizza e identifica le Terre Uniche delle nostre 20 Regioni.

I Sapori e i Sapori d’Italia a portata di mano in un unico punto di promozione e di vendita, che vede al suo interno una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e una Agenzia Viaggi.

Non solo Libri, anche Musica, Cinema, Giochi e Idee Regalo, dove tutto ma proprio tutto è espressione del nostro straordinario Paese.

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“Come saremo dopo” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Come sempre, durante e dopo situazioni estreme, una parte di persone avrà subito danni gravissimi, altri avranno tratto profitto da quei danni, altri non si saranno accorti di nulla, altri ancora non avranno voluto o non saranno stati capaci di comprendere la drammaticità della situazione. In sintesi prima o poi tutti usciremo diversi, anche da questa pandemia, i buoni saranno più buoni, i cattivi più cattivi, gli opportunisti ancora peggiori, gli indifferenti ancora più ottusi. Un proverbio Cinese recita “Quando l’allievo è pronto, il maestro appare.” Il concetto è chiaro a livello terminologico, si capisce, ma non si acquisisce. Se fossimo davvero pronti ad imparare qualcosa, avremmo cercato e trovato tracce di sapere e consapevolezza da acquisire. Molti in verità sono stati capaci di sentire per poi dire, pochissimi capaci di ascoltare, per poi fare in meglio, ciò che di sbagliato è stato perpetrato.

Firenze 10 aprile 2021

“Si fa presto a dire: Comunicazione” di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità

Elena Tempestini

Eppure senza quasi rendercene conto, si stanno trasformando le nostre culture e gli stili di vita. abbiamo un incremento della tecnologia digitale e delle immagini,le quali ben prima di inventare la parola e poi la scrittura, sono state la prima forma di espressione dell’uomo. È l’immagine la radice del pensiero umano. (attenzione quindi alle immagini che guardiamo) Continuiamo a dire “realtà virtuale”, ma essa è divenuta un ambiente virtuale, un grandissimo immenso luogo, una piazza nella quale passeggiano tutti gli esseri umani del mondo. Ed è in questo preciso momento, a distanza di quasi più di un anno di pandemia, che si è esteso un nuovo e grande Stato; quello della rete. Tutti gli aspetti della realtà quotidiana sono interconnessi con la rete. Sono sensori che ad altissima velocità che stanno cambiando il nostro modo di comunicare, di lavorare e di relazionarsi. Se pensavamo di averlo compreso da tempo, oggi siamo alla sperimentazione personale. La tecnologia ci è amica, c’è lo ha dimostrato in questi lunghi mesi, è una grande rivoluzione 4.0. Ma il rovescio della medaglia, ci chiede di imparare ad avere una maggiore cultura, conoscenza ed educazione nei confronti della tecnologia e dei suoi contenuti. Perché la comunicazione non è insita in ciò che noi pensiamo che significhi, sta nella reazione che provoca, essa avviene quando, oltre al semplice messaggio, riesce a passare anche un supplemento d’anima.

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

http://www.elenatempestini.it info@fenimpresefirenze.it

#comunichiamoalmondolitalia
#tuttoilbelloeilbuonochece

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 9 aprile 2021 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10221425204952504&id=1021326961

“Si fa tanto per dire” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Tutti sanno che una cosa impossibile non si può realizzare, finché non arriva lo sprovveduto di turno che non lo sa e la inventa. (Albert Einstein) Noi, crogiolandoci nella bambagia del non fare e nella illusoria speranza di ricevere, continueremo ad essere gli sprovveduti personaggi di Samuel Beckett, di “Aspettando Godot”, la famosa opera teatrale costruita intorno alla drammatica condizione dell’attesa, oppure ci diamo una mossa e incominciamo a realizzare, ciò che avremmo già da tempo iniziato a fare. Si fa tanto per dire, ma soprattutto si fa tanto per fare.

Riccardo Rescio Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“The Factory” Manifattura Tabacchi Firenze

I&f Arte Cultura Attualità

Life, Work, Enjoys, questo è
Manifattura Tabacchi di Firenze, lastraordinaria realtà, concreta, tangibile, che rappresenta il nuovo Rinascimento Fiorentino e Italiano del 3°millennio.
Prenderne piena consapevolezza, significa essere attori, artefici del nostro Tempo.
Il Progetto di rigenerazione urbana di Manifattura Tabacchi Firenze è da annoverare tra i principali d’Italia.
Da febbraio 2021 è attivo il cantiere della Factory che ha avviato la trasformazione degli edifici 4, 5 e 11, che costituivano l’originario cuore produttivo della fabbrica, riprogettati per accogliere la comunità di creativi e makers di oggi e di domani.
La riqualificazione di oltre 28.000 mq prevede la realizzazione di un nuovo hub contemporaneo, aperto e sostenibile che ospiterà spazi commerciali, espositivi, di formazione e di lavoro, atelier e laboratori, coworking, concept space, loft residenziali, bar e ristoranti. Il nuovo landmark del progetto sarà l’Officina Botanica, giardino pensile aperto al pubblico ricavato sul tetto dell’edificio 11, con oltre 100 alberi e 1300 tra arbusti, perenni ed erbe.

Riccardo Rescio Italia&friends

La Factory di Manifattura Tabacchi Firenze

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

@MT_Firenze

“CareBonara the Origins of Carbonara” a short film by Barilla

I&f Arte Cultura Attualità

“Quesito”
Vi siete mai chiesti perché non abbiamo ancora una catena internazionale a Marchio Italia, dove, in qualunque parte del mondo, poter trovare tutto il bello e il buono che abbiamo.
Ebbene se non ve lo siete mai posto il quesito, forse è il momento di farlo, perché, ora più che mai, il nostro Paese ha necessità e bisogno di essere conosciuto in ogni dove per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. L’unico sistema per comunicare in modo efficace e duraturo le nostre meraviglie è mostrarle, renderle accessibili, acquistabili in modo facile, semplice, permanente, creando punti di Promozione, somministrazione, vendita, a Marchio Italia. Strutture belle, attraenti, catalizzanti, nel migliore Italian Life Style, aperti al pubblico, come hanno già fatto da tempo e con successo le altre grandi reti internazionali di somministrazione e di distribuzione, molte delle quali sono partite da un mono prodotto. Hard Rock Cafe, McCafè, Starbucks, McDonalds, KFG, Subway, Burger King, Pizza Hut, Taco Bell, Dunkin ‘Donuts, Wendy, Metropolitana.
Noi abbiamo marchi prestigiosi, prodotti straordinari, creatività, intuito, genialità, rendiamo tutto questo tangibile, realizzando degli AmbStore, vere e proprie Ambasciate dei Saperi e Sapori d’Italia, con Caffetteria, Ristorante, Negozio di Specialità, Libreria e Agenzia Viaggi, tutto esclusivamente riservato al nostro Paese, alle sue Terre e ai suoi Prodotti.
Lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.

AmbStore Brochure

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“Quesito” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità


Vi siete mai chiesti perché non abbiamo ancora una catena internazionale a Marchio Italia, dove, in qualsiasi parte del mondo, poter trovare tutto il bello e il buono che abbiamo. Ebbene se non ve lo siete mai posto il quesito, forse è il momento di farlo, perché, ora più che mai, il nostro Paese ha necessità e bisogno di essere conosciuto in ogni dove per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. L’unico sistema efficace per comunicare le nostre meraviglie è mostrarle, renderle accessibili, acquistabili in modo facile, semplice, creando presidi stabili, aperti al pubblico, come hanno già fatto da tempo e con successo le altre grandi reti internazionali di somministrazione e di distribuzione.

Hard Rock Cafe, McCafè, Starbucks, McDonalds, KFG, Subway, Burger King, Pizza Hut, Taco Bell, Dunkin ‘Donuts, Wendy, Metropolitana.

AmbStore Brochure

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“Giù le mani dall’italiano” di Tiziana Leopizzi

I&f Arte Cultura Attualità

Credito immagine : https://www.torinoggi.it/

La nostra lingua è bella, elegante, musicale e armoniosa.
Stavo scrivendo proprio sull’importanza delle parole quando mi sono imbattuta nel toccante ed esaustivo articolo di Ilaria Caprioglio che é stato un vero piacere leggere. Non avevo dubbi conoscendola.
Splendido sapere di essere in così buona compagnia.
Un articolo il suo che mette l’accento sul disagio che a quanto pare non invade solo me a proposito dello scempio cui è sottoposta la nostra splendida lingua. Ora so che siamo in tanti pronti a dare il nostro contributo per salvarla.
Mi rivolgo per esempio a Carla Magnan, Agnese Scappini o Elena Tempestini, che sanno dipingere i propri pensieri.
Le parole sono così potenti che ahimè riescono anche a vaporizzare i fatti, ribaltando la realtà.
Per questo dobbiamo conoscerne il potere in modo da saperle utilizzare.
Oggi invece le parole di uso corrente sono poche… son passate dalle circa tremila degli anni Settanta alle cinquecento di oggi.
Quindi il lessico inevitabilmente si impoverisce in una spirale che arriva ai minimi termini.
Si ricorre ormai sempre di più ai moderni “geroglifici” per racchiudere dei concetti tagliati con l’accetta, che si consegnano serenamente all’interpretazione del lettore/interlocutore.
Il linguaggio si impoverisce e di conseguenza si impoveriscono i contenuti delle nostre interazioni..
Si perdono la varietà e la ricchezza, le sfumature di un concetto, un discorso non è più il corrispondente di un affresco dalle tante sfumature, spesso e volentieri si riduce appunto ad un’icona.
Ve l’immaginate la Divina commedia ridotta a smile?
Non sfruttando più la potenzialità dei termini, e tantomeno le regole
grammaticali che li sottendono, ne consegue uno strazio non solo per le nostre orecchie ma anche per ogni genere di rapporto perché non riuscendo più a esprimere le nostre idee, il dialogo si impoverisce in una spirale senza fine.
Parole parole parole… parole parole parole… cantava Mina nel millennio scorso incantandoci tutti.
Le parole sono il V potere degli innamorati, dei poeti, degli scrittori, dei politici, degli incantatori, possono mandarci in brodo di giuggiole ma anche colpirci come pietre.
Chi ha voluto scippare anche questo potentissimo strumento alle nuove generazioni?
La scuola sede privilegiata del passaggio dei saperi, è stata umiliata proprio dal mancato uso del solo strumento che ne permette la trasmissione.
Un’arma così potente sottoutilizzata se non sprecata.
Cito volentieri una giovane amica che ogni settimana insegna una parola nuova ai suoi studenti.
Sapere è potere e più è ricco il nostro vocabolario più si facilitano i rapporti personali.
A questo mio accorato appello mi si fa regolarmente notare che l’Italiano è una lingua viva e soggetta a continui cambiamenti, leggi semplificazioni.
Non si può certo “sclerotizzare” la lingua, siamo d’accordo, ma la nostra lingua, il volgare così detto proprio per contrapporlo al latino, sta perdendo regole e contenuti di base.
Un esempio banale aggettivi e sostantivi che finiscono in e, che appartengono ad una classe particolare che si riferisce sia al maschile che al femminile
vengono costretti con desinenze in a per renderlo al femminile.
Se si prende questa via si arriva facilmente al caos.
E pediatra allora è femminile perché finisce in a?
Che ne facciamo di pediatra allora, per citare un esempio tra i tantissimi.
Ricordiamoci che la nostra lingua affonda le proprie radici in un mix di lingue, greco e latino certo ma anche arabo sanscrito longobardo spagnolo francese, anche i dialetti e il popolo italiano si riconosceva come tale ben prima dell’Unità d’Italia.
Questa moda dilagante in voga ora umilia e stravolge l’italiano che è una lingua armoniosa che ha delle origini storiche che vanno semplicemente rispettate per comprenderci tutti meglio.

Tiziana Leopizzi
Prof. Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
http://www.ellequadro.com

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Vi siete mai chiesti perché non abbiamo ancora una catena internazionale a Marchio Italia, dove, in qualsiasi parte del mondo, poter trovare tutto il bello e il buono che abbiamo. Ebbene se non ve lo siete mai posto il quesito, forse è il momento di farlo, perché, ora più che mai, il nostro Paese ha necessità e bisogno di essere conosciuto in ogni dove per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. L’unico sistema efficace per comunicare le nostre meraviglie è mostrarle, renderle accessibili, acquistabili in modo facile, semplice, creando presidi stabili, aperti al pubblico, come hanno già fatto da tempo e con successo le altre grandi reti internazionali di somministrazione e di distribuzione.

Hard Rock Cafe, McCafè, Starbucks, McDonalds, KFG, Subway, Burger King, Pizza Hut, Taco Bell, Dunkin ‘Donuts, Wendy, Metropolitana.

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Rindon”Dante” la Pasqua 2021 di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Credito immagine : Dante di Daniela Padelli

L’auspicio che questa Pasqua 2021, anno in cui commemoriamo il Sommo Poeta e in cui si dà inizio al Museo della lingua Italiana, divenga rindon”Dante” inizio anche di quel processo identitario e di unità nazionale, con Dante, per Dante, in Dante, di cui oggi più che mai avvertiamo la necessata. “La nostra è una giovane Nazione che ha bisogno di trovare uno spirito identitario che ci unisca e ci faccia sentire uniti e orgogliosi del nostro frammentato passato, per imboccare un coeso futuro”, questo è ciò che ha affermato Il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, nella conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti del 700° anniversario della morte di Dante, svoltasi a Firenze il 2 ottobre 2020, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
Dante Alighieri è senza ombra di dubbio la personalità più rappresentativa del nostro Paese. Il Sommo Poeta, che a ragion veduta, è considerato il padre della Lingua Italiana, può esserlo anche di ogni singolo Italiano. Quale migliore peculiarità caratterizzante e identificante, se non quella della propria Lingua, potrebbe mai costituire momento di trasversale coesione sociale di un popolo. La lingua è l’elemento identitario imprescindibile che costituisce il vero collante necessario per progredire ed indispensabile per affrontare le difficoltà di una Nazione. Con Dante, per Dante, in Dante, può restare solo uno slogan, ma può divenire soprattutto la strada da perseguire con tenacia e determinazione, per poter finalmente realizzare una forte, diffusa e duratura identità nazionale con Dante, un sano orgoglio identitario per Dante, una grande unità popolare in Dante.
Lo possiamo fare, lo dobbiamo fare. Buona Pasqua a tutti

Firenze 4 Aprile 2021

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“Botticelli: Gracefulness and Contemporary Ness” di Patrizia Poggi

introduzione di Marysia Zipser Fondatrice di Art Culture Tourism Nottingham, Regno Unito.
È con immenso piacere di presentarvi Patrizia Poggi, scrittrice, consulente e promotrice di arte, cultura e turismo, con sede a Ravenna, e che, nel 2020, ha scritto alcuni affascinanti articoli / blog di ACT sull’essere della regione Emilia-Romagna culturalmente connesso alla Gran Bretagna. Ciò che ha spinto l’idea di scrivere questo articolo in particolare è stata la mia reazione immediata nei media recenti alla vendita da parte di Sotherby’s del bellissimo dipinto di Botticelli “Young man holding a roundel” a un acquirente privato. In particolare sulle sue connessioni, inclusa la potente influenza di Dante Alighieri su Sandro Botticelli e sulla sua arte. La clamorosa popolarità di Patrizia del suo articolo ACT del 16 gennaio, su Dante 700 e il mistero delle sue ossa, include intuizioni cruciali.

https://www.artculturetourism.co.uk/blog/dante-alighieri-1265-1321-a-700-year-long-mystery

Di conseguenza, ho chiesto a Patrizia se volesse prendere in considerazione la possibilità di scrivere un servizio di follow-up per la ricerca del precedente proprietari del “Giovane con in mano un tondo” e il suo viaggio fino ai giorni nostri, e anche quanti altri dipinti di Botticelli sono ancora di proprietà privata. Il tutto ricollegandosi così allo stesso maestro pittore rinascimentale fiorentino, al suo percorso artistico e alla sua influenza sulle interpretazioni contemporanee. Ha risposto positivamente e appassionatamente. Amo le connessioni … le connessioni culturali. Così qui racconta la sua avvincente storia … goditi l’esperienza! Marysia Zipser Fondatrice di Art Culture Tourism Nottingham, Regno Unito

Sandro Botticelli (1445–1510 ca.) Ritratto idealizzato di dama (Ritratto di Simonetta Vespucci come ninfa), ca. 1480 Tecnica mista su pioppo, 81,3 x 54,0 min. 0,3 centimetri Stadel Museum di Francoforte sul Meno CC BY-SA 4.0 Städel Museum, Francoforte sul Meno.

La “bella Simonetta”, il “sans par”: sono questi i due soprannomi con cui è diventata leggendaria una delle nobildonne più famose del Rinascimento fiorentino, Simonetta Vespucci, nata Cattaneo (Genova o Portovenere, 1453 – Firenze, 1476). Una donna considerata di ineguagliabile bellezza, oggetto del desiderio di tanti uomini della Firenze di metà Quattrocento, esponente di una delle più antiche famiglie nobili genovesi (i Cattaneo), sposata all’età di sedici anni con il banchiere Marco Vespucci (parente del più noto Amerigo, il navigatore che ha dato il nome all’America), morto giovanissimo (a soli ventitré anni, probabilmente di peste) e associato al nome di molti artisti dell’epoca, per i quali lei avrebbe posato. Molti volevano riconoscere il suo viso, ad esempio, in Venere o nella personificazione della Primavera di Sandro Botticelli e si voleva addirittura attribuire ai due un legame affettivo, anche sulla base di una leggenda (senza alcun fondamento) secondo la quale Botticelli avrebbe chiesto di essere sepolto accanto a Simonetta nel chiesa di Ognissanti a Firenze. I due furono effettivamente sepolti all’interno della chiesa fiorentina, ma perché le tombe di famiglia di entrambi erano nella stessa chiesa (i Vespucci possedevano una cappella, mentre il Botticelli fu sepolto nel cimitero di Ognissanti).

Patrizia Poggi

Promotrice di Arte-Cultura e Turismo, già resident manager del Relais Villa Roncuzzi, https://www.villaroncuzzi.it
collezionista d’Arte, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends. p.poggi@villaroncuzzi.it

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“La Bellezza” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Lasciamoci permeare dalla bellezza, perché solo così potremo superare le difficoltà, la bellezza non è un sedativo, ma un nutrimento.

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“C’era una volta la Cartolina” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

I ragazzi di oggi molto probabilmente non sanno neanche cosa sia una Cartolina e che scopo info/partecipativo avesse avuto in un recente, ma lontanissimo passato. La Cartolina è stata la testimonianza incontrovertibile dei nostri viaggi, delle scoperte fatte, la partecipazione a parenti e amici dei luoghi visitati a noi sconosciuti e da questi luoghi inviata. Il francobollo poi, vidimato con il timbro ufficiale della Poste Italiane di partenza, nel sancirne la data certa, elevava la Cartolina al pari di un documento, poiché era la conferma che nel momento della spedizione noi eramo veramente li e con quel documento facevano conoscere a chi lo riceveva uno spaccato di mondo, molto probabilmente per loro ancora da scoprire. Ormai le cartoline sono state soppiantate da foto e selfing, che testimoniano le nostre presenze nel mondo. Una cosa bella, semplice, immediata, il progresso, per nostra fortuna, rende tutto più facile, quello che dispiace è che chi pubblica selfing o immagini di Luoghi o di prodotti, dimentica spesso di indicare, come nelle vecchie cartoline, il nome della località o del prodotto che pubblicano. Chissà cosa osta a farlo, distrazione, superficialità, presunzione, difficilissimo da stabilire, visto che la stragrande maggioranza di chi invia cartoline telematiche non lo fa e non intende farlo, ritenendo evidentemente che ciò che stanno vedendo sia conosciuto da tutti. Il nostro Paese, non può e non deve essere dato per scontato, poiché è il più grande giacimento di bellezza e il più vasto concentrato d’Arte, Cultura, Enogastronomia, Territori, Folclore, Tradizioni, Artigianato e Produzioni, pertanto merita di essere partecipato al mondo per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. Per quello che ci sarà possibile, comunichiamo, in ogni modo e in ogni dove, il nostro conosciuto, condividiamo tutto il bello e il buono che abbiamo intorno, facciamolo senza dare niente per scontato, ciò che per noi è ovvio e banale, non lo è per milioni di persone che hanno acceso al web, che ignorano o hanno solo dimenticato ciò che vedono ripodrotto nelle immagini pubblicate.
Tutti noi possiamo contribuire, a costo zero, a far conoscere al mondo il nostro Paese per quello che è, e per quello che merita.
Lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.
Riccardo Rescio Italia&friends

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“Wheels of Aurelia” il videogioco

I&f Arte Cultura Attualità

Il gioco come scoperta. Finalmente stiamo iniziando a prendere seriamente in considerazione le enormi potenzialità che il gioco ha da sempre nell’apprendimento. Il gioco come prezioso momento partecipativo di conoscenze.
Wheeles of Aurelia, è un videogioco istruttivo, una nuova opportunità, per piccoli e grandi, per noi Italiani e per il resto del mondo, per poter scoprire lo straordinario patrimonio che abbiamo intorno.
Riccardo Rescio
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“Innovazione e Musei con Antonio Presti”

I&f Arte Cultura Attualità

Mercoledì 07 aprile – ore 21.00
In diretta streaming sul canale Youtube di ARTOUR-O il MUST
https://www.youtube.com/user/ellequadrovideo
Ci sarà il prossimo appuntamento de Gli amici di ARTOUR-O il MUST e Italia&friends
Il nostro ospite è Antonio Presti, Fondatore e Presidente della Fondazione Fiumara d’Arte Sicilia e Senatore della Bellezza
Atelier sul Mare Antonio Presti Librino

http://www.ellequadro.com
Tiz Leopizzi ARTOUR-O il MUST

Riccardo Rescio italiaefriends.wordpress.com

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Possibile che stiano scomparendo i numeri romani?  di Tiziana Leopizzi

I&f Arte Cultura Attualità

Credito immagine : https://it.depositphotos.com/stock-photos/numeri-romani.html

I&f Arte Cultura Attualità
Possibile che stiano scomparendo i numeri romani?
di Tiziana Leopizzi
Si imparavano alle elementari e sono parte integrante della nostra identità.
Ora “non si conoscono” e per lo più chi li usa sbaglia perché aggiunge il cerchiolino come fossero numeri arabi.
Errore, sono completi così, perché sono ordinali e indicano proprio la sequenza.
I II III IV V ecc… cioè primo, secondo terzo, quarto e cosi via.
Sono anni che a livello personale ne difendo l’uso corretto, chiarendo che sono numeri che non si usano più a livello scientifico ma a livello letterario.
Le lettere maiuscole dell’alfabeto romano, composte in un certo modo dai nostri pro-pro genitori per far di conto, hanno resistito secoli, fino all’arrivo dei numeri arabi che con l’introduzione del concetto di nulla, lo 0, diedero vita ad un libro tuttora ben lungi dal vedere la parola fine.
Ora, come il greco antico e il latino, ineguagliabili ed ineguagliate palestre mentali e facilitatori per apprendere altre discipline, sono destinati all’oblio.
Pensavo che si trattasse di una questione di ignoranza e di pigrizia, ma purtroppo é una questione culturale quella che ne sta determinando la scomparsa.
I numeri romani ricordano l’impero che vide l’apoteosi con Ottaviano Augusto e che é stato, nel bene e nel male, la pietra d’angolo della storia della civiltà dell’Occidente.
Mediando quasi tutto dagli Etruschi e migliorandone i contenuti , si deve ai Romani l’ingegneria, dai ponti alle strade, l’idraulica con gli acquedotti ancora funzionanti dalle pendenze, che corrono per decine e decine di chilometri, impensabili nella loro perfezione, le reti fognarie che non solo realizzarono ma concepirono come idea, la Cloaca massima ne è un fulgido esempio proprio a Roma, l’urbanistica con il cardo e il decumano, e inoltre signori del diritto, esame fondamentale anche oggi a giurisprudenza.
Dopo la caduta dell’impero romano ci son voluti duemila anni perché l’acqua tornasse negli edifici.
Questo volo d’aquila per sfiorare i capisaldi della civiltà alla base della struttura delle nazioni che ne hanno riconosciuto la primogenitura in tanti campi.
E i numeri romani? Tornando all’incipit apprendo con sconcerto che in Francia i Musei hanno bandito l’uso dei numeri romani perchè … perché non li conosce più nessuno.
Povero Re Sole, ridotto al rango di un semplice 14 invece che l’elegante e “imperiale” XIV . Quattordicesimo.
Insomma i numeri naturali cardinali : 1, 2, 3 ecc…. li usiamo per contare, i naturali ordinali per dare la sequenza che si può esprimere anche con gli aggettivi primo, secondo, terzo ecc…oppure con un segnalino così 1ª se e femminile o 2° se è maschile, oppure con i numeri romani appunto per sottolineare i beneficiari di titoli nobiliari o ecclesiali.
Intorno al 500 a.C i Romani conquistarono gran parte del mondo allora conosciuto e il loro sistema numerico si diffuse con loro.
Fu l’unico sistema per secoli anche se imperfetto, che non gli impedì di costruire opere egregie.
Sono una delle tante sfaccettature della nostra storia, insieme all’arte, alla musica, all’architettura e alla scienza. Noi ne siamo gli eredi e i custodi.
Possiamo anche esserne orgogliosi?

Tiziana Leopizzi
Prof. Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
http://www.ellequadro.com

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“Ciao uomo” di Maria Federica Herzl

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Ciao uomo, si dico proprio a te, bel maschio molto ben vestito, elegante nel movimento, ricercato nel linguaggio, alla guida di una potente auto sportiva, un po James Bond e un po Gianni Agnelli, ma non saluto solo te affascinante totem da idolatrare, saluto anche l’altro bell’esemplare, che imperversa per le strade del mondo a cavallo della sua possente moto, quell’altro bel maschione, sofisticato nella sua trasandatezza, con la barbetta sempre pronta da rasare, il giubotto di pelle e gli stivaletti a punta da ostentare, improbabile emulo di Paul Newman, in fronti del porto.

Credito immagine : https://www.motoavventure.it/stile-motociclista

Due tipologie di maschio, compagni di avventure, compagni perché anche se non vi conoscete, non vi frequentate e non avete niente in comune nel vostro modo di mostrarvi, di sembrare, siete comunque simili nel perseguire pedissequamente lo stesso obiettivo, sembrare ciò che non siete, e che mai sarete, solo per fare colpo, quel colpo d’apparenza, che poi resterà l’unico che riuscirete a fare nella vostra vita, che resterà una più che inflazionata istantanea, da incorniciare e niente di più. Ciao uomo, ti saluto, non fai più un grande effetto, sei ormai fuori dal tempo, cerca di liberarti da stereotipi che appartengono al passato, si più vero e concreto, oggi un uomo affascina con la mente, mostrando ciò che è, non ciò vorrebbe essere, ciao, ciao uomo.

Maria Federica Herzl

Stelvio – Val Venosta – Alto Adige, Provincia di Bolzano https://www.facebook.com/mariafederica.herzl

https://www.suedtirolerland.it

“Tutto si propaga per contagio e per dimostrazione” di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità

Grazie alla diseguaglianza di valore possiamo aprirci alla saggezza, fare l’esperienza della fatica, divenire consapevoli del proprio merito, rendere preziosa la fatica individuale. Devono divenire atti quotidiani e non semplici parole di apparenza.
Basta questa assurdità che premia l’ignorante dal non faticare per imparare e per migliorarsi, basta vedere imbecilli che vivono in un giudizio continuo senza aver compreso le basi dell’essere umano: tutto ciò che guardi e giudichi è solo il riflesso esterno di ciò che hai dentro di te. L’intelligente vuole sempre cambiare il mondo, il saggio comprende che se vuole cambiare veramente il mondo deve iniziare a cambiare se stesso.

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it
Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia
#tuttoilbelloeilbuonochece

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 30 marzo 2021 https://www.facebook.com/1021326961/posts/10221348502955002/?sfnsn=scwspmo

“Credito Italiano” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Lo abbiamo solo smarrito, non siamo mai stati consapevoli di averlo, lo stiamo cercando, non interessa ottenerlo, ci piacerebbe ritrovarlo, domande che alcuni si pongono ritenendole importanti, altri invece considerano le stesse elucubrazioni inutili, assurde e inconcludenti, ma si sa che questi ultimi appartengono a quel Club esclusivo di cui possono far parte solo i più realisti del re e più pragmatici del pragma. I disincantati del 2° e 3° millennio, quelli che hanno capito tutto della vita, che dalla vita non colgono, ma strappano, recidono non potano, distruggono tutto ciò che a loro non serve e abbattono quello che ostacolala l’appagamento del proprio piacere e del proprio potere, nella effimera illusione di poter avere tutto e di poterlo possedere per l’eternità.

Firenze 28 marzo 2021

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“Proprietà o usufrutto” https://italiaefriends.wordpress.com/2020/10/03/proprieta-o-usufrutto-di-alan-oisrak/?preview=true

“Prendere coscienza: Con -siderare” di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità

La domenica delle Palme, è l’allegoria del giorno della vittoria, dell’ascesa, della rinascita e dell’immortalità. Tutti noi, siamo come l’araba fenice che riesce a risorge dalle sue ceneri.
Un tempo il linguaggio era simbolo, l’Asino era associato alla mente, ( la parte “razionale” terrena) al suo “chiacchiericcio” interno, al caos e rumore che procurano i nostri pensieri, è questo anno li ha amplificati di paura, timore e continua incertezza.
La palma simboleggia una pianta che non abbiamo geograficamente per questo è stata sostituita con l’Ulivo: è il simbolo dii rinascita: praticamente come l’albero della vita, simbolo dell’immortalità dell’anima. Ma una delle caratteristiche della palma, è la sua continua crescita interna. La vita della palma, la sua energia vitale, risiede in una colonna che si trova al centro del tronco. La parte esterna può essere staccata, tagliata, graffiata, ma internamente continuerà a crescere verso l’alto, poiché la copertura è il sostegno e la protezione della vita interna della pianta stessa. La quantità e la qualità del suo frutto, saranno determinate dal successo della crescita e della energia interiore al tronco. Sventolare le palme/ulivo come segno di Vittoria. Buona Domenica delle Palme ….

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 28 marzo 2021 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10221338508385144&id=1021326961

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it
Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 28 marzo 2021

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“Firenze, Musica e Ricordi” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità


La Musica evoca, il suono stimola, la melodia emoziona e lentamente e prepotentemente i ricordi riaffiorano, prendono forma e consistenza, si materializzano, ciò che è stato diviene ausilio e supporto al nostro presente. La capacità evocativa della musica trascende da qualsiasi volontà o determinazione e da sola ha la forza di far affiorare i ricordi più reconditi, di riproporre le immagini più sfocate e persino quella di far riprovocare emozioni, a volte, volutamente sopite. I ricordi delle emozioni, delle situazioni e degli attimi vissuti, quali essi siano, non devono mai essere la scappatoia, la via di fuga, lo scivolo verso quello che crediamo possa essere un sicuro rifugio dove nascondersi, per sfuggire a ciò che ci circonda, quel luogo in realtà è solo un buco nero pieno di vuoto che tutto attrae e niente restituisce, al contrario i ricordi sono il capitale che abbiamo saputo o voluto accumulare, costituiscono la necessaria riserva a cui ricorrere e attigere benessere ogni qualvolta se ne avverta il bisogno. I ricordi sono gli integratori dell’anima, da prendere con regolarità quotidiana, sono privi di controindicazioni, indispensabili vitamine che fanno bene e danno una grande forza, poiché contribuiscono a incrementare la ricchezza interiore, che poi altro non è se non il bene in assoluto più grande che si possa mai possedere. I ricordi non devono mai venir meno, non devono mai essere rimossi, poiché sono per ognuno di noi la prova tangibile e incontrovertibile della nostra stessa esistenza, la conferma di aver realmente vissuto il nostro tempo e per quanto possibile di esserne stati anche artefici.

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Volare” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Torneremo presto a volare anche con gli aerei, rivivendo il fascino attrattivo e adrenalinico che tanto manca a molti di noi. Il volo onirico fatto sotto le coperte, o negli immensi spazi della fantasia, o su un velivolo, è stato e continuerà ad essere sempre più il grande, desiderio recondito, che consciamente o inconsciamente l’uomo possa mai avere avuto e le ali, nella iconografia religiosa e laica, quanto nell’immaginario di chi ama e di chi non ama volare, ne sono la forte testimonianza. Certo torneremo a volare, ognuno lo farà come vorrà farlo, noi invece inizieremo il nostro viaggio in aereo accompagnati da una musica coinvolgente ballando prima a terra, poi sempre sospinti dal ritmo di quella stessa piacevole musica, a bordo della nostra aeromobile, conquisteremo il blu del cielo, che per noi è sempre più blu.

#tuttoilbelloeilbuonoche

“Così è se vi pare” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

https://ungherianews.com/2018/05/11/il-medico-che-salvo-le-mamme-ignac-semmelweis/

Mercoledì 9 settembre 2020, nel magnifico chiostro del Museo Novecento in Piazza Santa Maria Novella di Firenze, c’è stata la magistrale rappresentazione teatrale de “Il Dottor Semmelweis” da parte di Sergio Basile.
Sergio Basile, Attore, Drammaturgo, Autore, Regista di Teatro e Cinema e Docente di Recitazione, con la sua straordinaria bravura ci ha raccontato, con un avvincente monologo, la vicenda del dottor Ignác Semmelweis, che nella Vienna della metà del XIX secolo scoprì le cause della febbre puerperale, quella grave infezione che colpiva con una altissima percentuale le partorienti dell’epoca.
La singolarità, ma anche la ripetitività dei comportamenti umani sbagliati, sono ben evidenti e fortemente stigmatizzati in questa storia, da una parte illuminante per il progresso scientifico, dall’altra sconcertante per la luce di uguale intensità che evidenzia la pochezza, l’incapacità, l’ignoranza, l’arroganza, l’egoismo di chi per primo dovrebbe intuire, capire e verificare, prima di rifiutare il nuovo che viene proposto, solo per la paura di perdere prestigio e potere, molto spesso acquisiti non certo per meriti relativi alle capacità necessarie e indispensabili a svolgere le loro rispettive professioni.
L’intera vicenda ruota sulla deduzione che il giovane dottore aveva fatto sulle cause delle infezione puerperale, che riteneva risiedessero nella scarsa, se non del tutto assente igiene delle mani dei dottori e dei chirurghi, una scoperta osteggiata, derisa, dall’ostilita dei colleghi, che a fronte unico ne respinsero le supposizioni.

Le intuizioni di Semmelweis arrivarono quando i microscopi erano insufficienti per sapere dell’esistenza dei microbi, ben prima quindi che Pasteur gettasse le basi della moderna microbiologia, che rivaluterà l’operato e il genio di Semmelweis, dandogli postumo il merito che gli spettava in vita. Il dottor Semmelweis, morì poco più che quarantenne in miseria e totalmente uscito di senno.
Il dottor Semmelweis è il titolo della pubblicazione della tesi di laurea in medicina dello scrittore francese Céline.

Ancora sconosciuto e senza pseudonimo, Louis-Ferdinand Destouches la terminò nel 1924, e la discusse il 1º maggio dello stesso anno. (Wikipedia)
Prima pubblicazione: 1924
Céline la fece ripubblicare nel 1952 col titolo Semmelweis. (Wikipedia)

http://www.museonovecento.it/
italiaefriends.wordpress.com

“Il Tempo del Cambiamento” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Con Dante, per Dante, in Dante è lo slogan con cui attrarre il sentire, indicare il procedere, concretizzare il fare.
Una forte, diffusa e duratura, identità nazionale con Dante, un sano orgoglio identitario per Dante, una grande unità popolare in Dante.
Lo possiamo fare, lo dobbiamo fare. Il paradosso sta nel non voler prendere in considerazione la potenzialità che possono avere tanti piccoli gesti, uniti insieme, concentrati su una tematica specifica e reiterati nel tempo, con una semplice metodologia. Azioni facili che possiamo fare tutti noi con i nostri smartphone a costo zero, che producono grandi effetti. Quelle azioni ovvie e banali che per molti sono incomprensibili, per altri scontate, per altri ancora perfettamente inutili, talmente elementari da recepire, quanto difficili nei fatti da imitare. Nella infinita saga della retorica, sempre imperante del solo dire, purtroppo continuamente reiterato nei rapporti interpersonali e in quelli istituzionali, al fine di poter sembrare ciò che in realtà non si è, né si vuole essere, le parole dette suonano spesso vuote, retoriche e fastidiose da ascoltare. Siamo tutti d’accordo, sul definire la comunicazione come perno del vivere e del progredire, senza però mai dare un sostanziale, concreto seguito a quel dire.
La sollecitazione che da anni stimoliamo come Italia&friends, affinchè ognuno di noi possa condividere il proprio conosciuto, con chi lo ignora o lo ha solo dimenticato, viene recepito a quanto pare come una insopportabile costrizione. Quindi in questo 2021, che auspichiamo divenga l’anno del reale cambiamento, di visione, prospettive e valori, un doveroso, sincero, immenso grazie a tutte le persone che, ora più che mai, hanno rafforzato, ritrovato o finalmente scoperto, che il solo verbale proferire amore, rispetto e considerazione per le persone e le cose, è divenuto desueto, stucchevole e insostenibile.
Quello di cui tutti noi, nessuno escluso, abbiamo reale necessità e bisogno, è poter constatare il concreto tramutarsi delle parole, degli intendimenti, delle promesse e delle roboanti dichiarazioni, nostre e altrui, in azioni tangibili. L’era del solo dire era da tempo finita, ma in pochi ne avevano preso consapevolezza, nel promettere e nello sperare il realizzarsi delle altrui promesse, oggi alla luce di questo lungo, assurdo, momento pandemico, ci stiamo rendendo conto che non potremo più ricominciare l’anomala vita di sempre, ma stiamo finalmente prendendo maggiore coscienza di quanto sia necessario e indispensabile il cambiamento.

“Con Dante, per Dante, in Dante” di Riccardo Rescio


Firenze 27 marzo 2021

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La misura del Talento – Economia & Finanza Verde

Il Talento è un’abilità, un’inclinazione naturale.

Il Talento è il Bosone di Higgs sono entrambi una grande forza luminosa che è dentro di noi. Il Talento era un’unità di misura, una moneta è una parabola di Gesù. Noi dimentichiamo il grande miracolo e il mistero di come la materia si animi ed organizzi il corpo umano: È la Creazione, la Nascita, e il Talento. Cosa vuol dire celebrare la vita? Avere la possibilità di esplorare dentro di noi la risposta, di trovare le nostre connessioni. Un libro meraviglioso che auguro a tutti di leggere, perché il Talento ci rappresenta, praticamente è la nostra carta d’identità esistenziale.

GRAZIE @Giulia Scandolara, Elena Tempestini

https://www.economiaefinanzaverde.it/2021/03/27/la-misura-del-talento/

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it
Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

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“Pensa 2040” Firenze 26 marzo 2021

I&f Arte Cultura Attualità

Il primo incontro del percorso ‘’Pensa 2040’’, si è svolto il 26 marzo 2021, al Teatro della Pergola di Firenze.
Cultura e cittadinanza attiva come strumento chiave di lotta alla criminalità organizzata, il tema di questo primo incontro del percorso ‘‘Pensa 2040’’.
L’iniziativa, promossa da Avviso Pubblico, Crisi Come Opportunità, Biennale Democrazia, Fondazione Giancarlo Siani Onlus e Italia che Cambia, in collaborazione con il Comune di Firenze, il patrocinio di ANCI e con il sostegno di Intesa Sanpaolo, ha visto la partecipazione di autorevoli attori istituzionali come il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho e il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, oltre la presenza di diversi amministratori locali, destinatari principali di questa prima giornata.

Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho

“Per poter definitivamente sconfiggere le mafie la cultura è lo strumento più efficace – ha dichiarato il Procuratore de Raho commentando l’iniziativa – Al di là della specializzata azione repressiva portata avanti da ciascun Paese con i migliori uomini e oltre ad una legislazione adeguata e ad una forte collaborazione di polizia e cooperazione giudiziaria, occorre la forte presa di coscienza della società civile, che sia realmente proiettata verso il cambiamento.
L’istruzione, la scuola, le università, le associazioni, la società civile tutta costituiscono la piattaforma granitica su cui deve essere realizzato un mondo rispettoso dei diritti e della dignità umana e sociale, privo di disuguaglianze”.
“L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha purtroppo avuto tra le conseguenze anche quella di farci abbassare la guardia verso altri mali assai radicati nel nostro Paese come per esempio la lotta alla criminalità organizzata – ha aggiunto il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, ospite di questa prima giornata – L’iniziativa è un faro su temi al momento non prioritari nell’agenda politica ma che non dobbiamo assolutamente sottovalutare.
Solo con un amplissimo raggio di azione che cominci dalla scuola e prosegua nella formazione potremo ottenere risultati tangibili e contribuire ad eradicare questo virus non meno pericoloso e letale del Covid”.
L’iniziativa, è stata fortemente voluta dalla Città di Firenze e sostenuta da Intesa Sanpaolo, rappresenta soltanto l’inizio di un percorso che avrà una tappa nazionale successiva, a Torino, nel mese di Ottobre 2021, in occasione di ‘Biennale Democrazia’, manifestazione della Città di Torino, realizzata da Fondazione per la Cultura Torino.
A supportare l’evento, in qualità di media partner di Crisi Come Opportunità per il 2021, anche Urban Vision, azienda leader in Europa nei restauri sponsorizzati e nei progetti di comunicazione integrata, che promuoverà.

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Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze

https://www.pensa2040.org/programma.html

Avviso Pubblico
stampa@avvisopubblico.it

Crisi Come Opportunità
benedettagenisio@gmail.com

ph riccardorescio Italia&friends

#tuttoilbelloeilbuonoche

“Senza infamia e senza gloria” di Alan Oisrak

I&f Arte Cultura Attualità

Uomini ombra che poco vedono e che da pochi sono visti.
Uomini bui senza spessore né consistenza, che nell’oscurità brancolano senza una meta, senza una aspirazione, senza un sogno. Uomini senza valori che nulla aggiungono e nulla tolgono, che nulla danno e molto vorrebbero. Uomini numeri che si sommano e si sottraggono, uomini che si moltiplicano esponenzialmente e con l’ombra di se stessi oscurano il cielo, coprono la luce del sole, portano via il suo tepore e con il calore anche l’amore che le persone vere, concrete, tangibili sanno dare.
Uomini che non si espongono, che si nascondono, che si mimetizzano, che nulla rischiano, uomini oscuri senza passato e senza futuro che dall’ombra arrivano e nell’ombra scompaiono.
Uomini senza volto ne anima, capaci solo di amare la loro stessa nullità e di questo amore si nutrono, ne traggono linfa vitale, ma un amore che nutre solo se stesso è soltanto arido egoismo, uno sterile e meschino interesse che non merita di chiamarsi amore.

Gli ignavi trovano ampio spazio nel canto 3° canto dell’inferno, della Divina Commedia
Illustrazione della prima parte del Canto III, Priamo della Quercia (XV secolo)

Nell’idea di oltretomba di Dante gli ignavi sono quelle persone che nella vita non hanno mai agito né per il bene né per il male, non hanno mai avuto né espresso idee proprie e si sono sempre adeguati alla massa, all’idea del più forte.
Ignavia perenne per gli uomini ombra.

Olomouc Repubblica Ceca 5 gennaio 2011

“Capodanno Fiorentino” di Elena Tempestini

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La città di Firenze è sempre stata molto attenta a celebrare, mantenere e mettere in risalto le tradizioni che fanno parte della storia fiorentina, le feste simboliche che un tempo scandivano i giorni dell’anno.
Gli antichi romani per molti secoli, per contare i giorni, usavano un calendario lunare chiamato Romolo.
Questi divideva l’anno in dieci mesi, facendolo iniziare a marzo, con l’ arrivo della stagione primaverile.. Fu Giulio Cesare a voler usare un calendario solare annuale di 365 giorni, ogni quattro anni vi era un anno con un giorno in più, e i mesi erano suddivisi in dodici.
Un calendario quasi uguale a quello di oggi, ma non identico. L’inizio del nuovo anno era festeggiato tra gennaio e marzo, a seconda dei luoghi.
Anche il successivo calendario Giuliano si rivelò impreciso, accumulando un ritardo di ventiquattro ore ogni centoventotto anni, tanto che nel 1582 il ritardo era divenuto di ben dieci giorni.
Non solo tutto ciò creava problemi civili, ma anche di religione al Vaticano, il quale non riusciva a fissare la data esatta per la celebrazione della Pasqua.
Gli obiettivi della riforma erano: la correzione dei calcoli relativi all’Equinozio di Primavera in modo che la Pasqua coincidesse con quanto era stato stabilito nel Concilio di Nicea.
La celebrazione deve avvenire sempre di domenica, e deve essere successiva alla prima luna piena che segue l’equinozio di primavera del 21 marzo.
Ne consegue che deve essere sempre compresa tra il 22 di marzo e il 25 di aprile. La motivazione scaturiva anche per fare in modo che i racconti della Settimana Santa, relativi al miracolo dell’Eclisse non fossero contraddetti dall’astronomia.
Il nuovo calendario doveva essere abbastanza semplice nella sua esposizione, per poter esser compreso, e usato da tutti.
La riforma, fu preceduta da una importante azione svolta da Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, grazie all’essere divenuto pontefice nel 1513, con il nome di Leone X.
Il Papa fiorentino che mirava all’avvicinamento di tutte le potenze europee, volle istituire una commissione di esperti per studiare un calendario universale che mettesse ordine nello svolgimento della vita civile dei vari popoli.
L’intento era eliminare la confusione di date e di tempi che portava sfasamento anche ai fini amministrativi e commerciali.
Pertanto inviò in data 8 luglio 1516 a tutti i capi di Stato una lettera nella quale trattava la questione.
Nella città di Firenze si ebbe esposto un bando della lettera ufficiale di Papa Leone X, facendola affiggere nelle più importanti strade della città.
Passarono gli anni, si arrivò ad una nuova Commissione per il Calendario, convocata da papa Gregorio XIII nel 1575. Ma la concreta svolta si ebbe nell’ottobre del 1582.
Quando il mondo ebbe un salto temporale vero e proprio; si decise che il 4 ottobre 1582 le persone andassero a dormire e si risvegliassero il giorno seguente con la data di venerdì 15 ottobre 1582; in una sola notte, 10 giorni furono completamente “cancellati” dalla storia. In città si volle fortemente mantenere la tradizione di continuare ad iniziare l’anno civile il venticinque di marzo; il giorno dell’Annunziata.
La festa era religiosa ed anche civile, un giorno primaverile durante il quale una gran folla, sia cittadina che del contado, si recava in pellegrinaggio alla Basilica della Santissima Annunziata per venerare la miracolosa immagine in affresco dell’Annunciazione (ignoto toscano; XIV secolo), il cui sacro volto della Vergine, secondo una antica leggenda, fu dipinto dagli angeli. Si celebrava una grande festa Cristica e mariana, quella dell’Annunciazione coincidente con l’Incarnazione, cioè con il momento nel quale il corpo di Gesù, esattamente nove mesi prima di Natale, assunse il primo istante di vita nel seno della Vergine Maria.
La devozione della città di Firenze alla Vergine Maria è molto importante per rappresentare il culto Mariano. Nello stemma di Firenze viene simboleggiata la devozione alla Vergine con il fiore del giglio.
Fin dai tempi arcaici, il fiore conosciuto anche con il nome di Lilium candidum, (d’origine Siriana e Palestinese), è stato considerato come simbolo di generazione e fecondità. Plinio il Vecchio, lo ricorda nei suoi scritti descrivendolo nei minimi dettagli e sottolineando la capacità di fecondazione della sua radice, riuscendo a produrre fino a cinquanta bulbi da un rizoma.
Quale miglior simbolo quindi, se non il giglio, per la fecondità e la generazione, da essere associato al culto delle Grandi Madri. All’episodio dell’Annunciazione si riconduce anche una tradizione festiva che risale, secondo l’attestazione delle fonti, al XV secolo: raccontando una rappresentazione che veniva annualmente allestita, di solito il lunedì in albis e non il 25 marzo per non interferire con le funzioni quaresimali, nella chiesa camaldolese di San Felice in Piazza dalla confraternita di S. Maria Annunziata e laudesi della Nostra Donna detta in seguito dell’Orciuolo.
Lo spettacolo, che si racconta fin dal cinquecento, aveva la caratteristica di ‘festa’, durante la quale veniva fatto un allestimento scenico complesso, arricchito da soluzioni di illuminotecnica e musicali di grande effetto, che visualizzava l’immagine del Paradiso, collocato sulle capriate del tetto della chiesa, e il collegamento fra questo e la dimora della Vergine, posta su un palco di legno innalzato al centro della navata, tramite un dispositivo ascensionale a forma di mandorla. (La più completa descrizione di questo complesso “spettacolo” è raccontata da Giorgio Vasari nella Vita del Brunelleschi).
All’uscita della basilica, a conclusione delle celebrazioni del capodanno, per la gioia di “un gran numero di persone venute da lontano”, i padri Serviti, la Signoria e, in seguito, i Granduchi facevano eseguire “bellissime musiche con gli organi celestiali”. che era per i fiorentini festa civile, religiosa e primaverile. Le celebrazioni in Firenze per il Capodanno, continuarono anche nelle più antiche tradizioni. In via dei Calzaiuoli
vi sono due chiese frontali, due costruzioni che condividono la progettazione da parte degli stessi architetti, Orsanmichele e San Carlo, entrambe dedicate a San Michele Arcangelo, entrambe legate alla Vergine Maria.
L’immagine di San Michele Arcangelo e della Madonna furono dipinti sui pilastri della chiesa di OrsanMichele.
E fu da quel momento che in città si ebbero molti miracoli ancora tramandati dai racconti dei tempi. . I fiorentini iniziarono ad offrire doni per le grazie ricevute e i capitani di Or San Michele, utilizzarono le donazioni per aiutare i bisognosi della città.
Il 10 luglio del 1304 il loggiato di Orsanmichele fu distrutto da un tremendo incendio. Anche l’immagine miracolosa della Madonna fu distrutta tra le fiamme.
Il successo economico di Firenze era considerato un miracolo, che dipendeva dall’industria della lana, dalle banche e dalle case mercantili.
Furono tutti uniti per affiancarsi al Comune della città, e ricostruire Orsanmichele,, attribuendo un pilastro ad ognuno delle 21 corporazioni presenti in città. Praticamente si dette origine ad uno dei primi atti al mondo di sponsorizzazione.
Al di sopra del mercato, sostenuto dai massicci pilastri in pietra, vennero realizzati due piani da utilizzare come depositi per il grano. Un tabernacolo in pietra, marmo e bronzo venne costruito per racchiudere il bellissimo dipinto della “Madonna delle Grazie” di Bernardo Daddi. Nel 1266 Brunetto Latini, inviato come ambasciatore da Firenze scrisse alcune pagine del Libro di Montaperti, nei quali descriveva i miracoli della Vergine custodita in un tabernacolo, (attualmente custodito presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze). Il 3 luglio del 1292 Guido Cavalcanti scrisse un poema raccontando i miracoli della Vergine del Tabernacolo. Giovanni Villani, scriverà e tramanderà:
“De miracoli che apparirono in Firenze per
santa Maria d’ Orto san Michele:
Nel detto anno a di 3 del mese di Luglio,si cominciarono a mostrare grandi e aperti miracoli
nella città di Firenze per una figura dipinta di
santa Maria in uno pilastro della loggia d’Orto san Michele, ove si vende il grano, sanando infermi, e rizzando attratti, e isgombrare imperversati /visibilemente in grande quantità. Ma i frati predicatori e ancora i minori per invidia o per altra cagione non vi davano fede, onde caddono in grande infamia de’Fiorentini. In quello luogo d’Orto san Michele si truova che fu anticamente la chiesa di san Michele in Orto, la quale era sotto la badia di Nonantola in Lombardia, e fu disfatta per farvi piazza; ma per usanza e devozione alla detta figura, ogni sera per laici si cantavano laude;
e crebbe tanto la fama de’ detti miracoli e meriti di nostra Donna, che di tutta Toscana vi venia la gente in peregrinaggio per le feste di santa Maria, recando diverse imagine di cera per miracoli fatti, onde grande parte della loggia dinanzi e intorno alla detta figura s’ empie , e crebbe tanto lo stato di quella compagnia, ov’erano buona parte della migliore gente di Firenze, che molti beneficii e limosine, per offerere e lasci fatti, ne segui-
rono a’ poveri 1′ anno piu di seimila libbre ; e
seguesi a’ di nostri, sanza acquistare nulla posses-sione, con troppo maggiore entrata; distribuendosi tutta a’ poveri.”
L’avvenimento dell’adesione al calendario Gregoriano fu considerato eccezionale e rivoluzionario nella tranquilla Firenze di quel tempo. Una città che amava ovattarsi nelle abitudini assimilate, e che avrebbe dovuto abbandonare la consuetudine di festeggiare il proprio “Capodanno fiorentino”.
Per celebrare questo importante passaggio, fu posta una iscrizione marmorea sotto la Loggia dei Lanzi, la lapide, affissa per volontà del granduca Francesco Stefano di Lorena e dettata da Giovanni Lami, a celebrazione di questo evento ci ricorda che:
IMP. CAES. FRANCISCUS PIUS FELIX AUG.
LOTHARINGIAE BARRI ET MAGNUS ETRURIAE DUX
BONO REIP. NATUS CUSTOS LIBERTATIS
AMPLIFICATOR PACIS CONCORDIAE VINDEX
SAECULI RESTITUTOR
HUMANAE SALUTIS EPOCHAM ANNOSQ. AB TUSCIAE
POPULIS DIVERSO INITIO COMPUTARI SOLITOS
AD OMNEM CONFUSIONEM ET DISCERNENDAE
AETATIS DIFFICULTATEM AMOLIENDAM UNA EADEMQ.
FORMA ET COMMUNIBUS AUSPICIS AB UNIVERSIS
LEGE LATA XII KL. DECEMBREIS ANNO MDCCXXXXVIIII
INCHOARI ITA IUSSIT UT NON QUEMADMODUM PRAETER
ROMANI IMPERI MOREM HACTENUS SERVATUM
FUERAT SED VERTENTE ANNO MDCCL AC DEINCEPS
IN PERPETUUM KALENDAE IANUARIAE QUAE NOVUM
ANNUM APERIUNT CETERIS GENTIBUS UNANIMI ETIAM
TUSCORUM IN CONSIGNANDIS TEMPORIBUS CONSENSIONE
CELEBRARENTUR.
L’Imperatore Cesare Francesco, Pio, Fortunato, Augusto, Duca di Lorena e Bar e Granduca di Toscana, nato per il benessere della collettività, guardiano della libertà, amplificatore della pace, difensore della concordia, salvatore del mondo; allo scopo di evitare ogni confusione e difficoltà nel discernere il tempo ha comandato, con legge del 20 novembre del 1749, che l’epoca e gli anni della salvezza dell’uomo, che solevano essere conteggiati dalle popolazioni toscane a partire da diversi giorni, vengano da tutti fatti iniziare in un unico e identico modo, così che che non venga più osservato il precedente costume, contrario a quello dell’Impero Romano, ma che a partire dal prossimo anno 1750 e in perpetuo, il primo gennaio che segna l’inizio del nuovo anno presso gli altri popoli, venga celebrato e usato nel conteggio del tempo anche col consenso del popolo toscano.

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

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Il Nuovo abito de ‘La Bella di Tiziano’ del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina

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Martedì 23 marzo, a Spazio NOTA, in via dei Serragli 104, a Firenze è stato presentato e consegnato il nuovo abito de ‘La Bella di Tiziano’ del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina.
Sono intervenuti all’evento :
Oliva Scaramuzzi, Consigliera di Fondazione CR Firenze;
Giovanni Fossi, Vice Presidente di Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte;
Michele Pierguidi, Consigliere speciale alle tradizioni popolari del Comune di Firenze;
Filippo Giovannelli, Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino;
ph Riccardo Rescio Italia&friends

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“Estate Fiorentina 2021” confermata malgrado la pandemia

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Malgrado la pandemia e nonostante le conseguenti incertezze dettate dal suo perdurare, l’ Estate Fiorentina 2021 si farà.
Durerà quattro mesi, da giugno a settembre,
gli eventi e le manifestazioni programmate potranno essere realizzati anche su piattaforme digitali, nel caso che l’emergenza sanitaria non consentisse lo svolgimento degli stessi in presenza di pubblico,
Ovviamente tutte le attività in presenza dovranno essere programmate e realizzate nel pieno rispetto dei protocolli e delle misure di contenimento della diffusione del contagio dal Virus Covid-19 previsti dai DPCM, in ottemperanza alle norme e ordinanze della Regione Toscana, adottate e che saranno adottate, pena le conseguenti responsabilità civili, amministrative e penali in capo agli organizzatori.
L’anno scorso le iniziative furono drasticamente ridimensionate, quest’anno il Comune di Firenze ha deciso di fare di tutto per mantenere la kermesse e tra pochi giorni aprirà il nuovo bando di partecipazione rivolto alle Associazioni Culturali.
Nello stesso bando, per la prima volta, verranno uniti i contributi triennali 2021-2023.
La rassegna è stata presentata via web il 23 marzo 2021 dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi
“Siamo ancora in una fase pandemica difficilissima – ha dichiarato l’Assessore Tommaso Sacchi – ma credo che sia essenziale dare un segnale di fiducia e di speranza alle tante associazioni che in questi anni hanno costruito con noi il cartellone dell’Estate e che stanno facendo ogni sforzo per continuare a produrre contenuti ed eventi di qualità.
Certamente sarà un’Estate diversa, più parcellizzata, più diffusa, con un’attenzione scrupolosissima alle regole sanitarie, ma auspico davvero che sia un’Estate di rinascita, rinascita per la città e per i soggetti culturali che la animano”.
Si prevede un unico avviso di selezione in uscita il 29 marzo, che rimarrà aperto fino al 27 aprile, sarà composto da due sezioni: una per i soggetti culturali operanti a Firenze per il sostegno alle attività istituzionali del triennio 2021-2022-2023, i cosiddetti contributi triennali, l’altra sezione per tutti i soggetti culturali, anche non fiorentini, per l’Estate 2021. I soggetti operanti nella città di Firenze, qualora interessati, potranno candidarsi – con progetti distinti – a entrambe le sezioni.
Per quanto riguarda le risorse, sono già impegnati 500 mila euro per i festival e non sono previste variazioni di spesa rispetto agli scorsi anni, l’importo finale verrà calibrato in base ai progetti vincitori del bando e agli sponsor.
Diecimila euro il contributo massimo assegnabile per gli eventi estivi mentre per le attività triennali non ci sono limiti.
Per quanto riguarda i contributi triennali saranno criteri premianti l’Identità Culturale cittadina; la qualità Culturale/Artistica dell’attività proposta; la capacità di coinvolgere pubblico nelle iniziative e nelle attività Culturali; la sostenibilità finanziaria e capacità di cofinanziare la propria attività con altre risorse economiche; le linee programmatiche per le annualità 2022 e 2023.
Per quanto riguarda l’Estate avranno più punteggio i progetti che privilegiano la capacità di rivitalizzare i quartieri periferici della città, di animare gli spazi culturali cittadini o le biblioteche anche decentrate; e le attività legate alle celebrazioni dantesche 2021, in occasione del settimo centenario dalla morte del Sommo Poeta.
Per i progetti estivi approvati sono previste alcune agevolazioni come concessione gratuita o ridotta del suolo pubblico, concessione gratuita di immobili di proprietà comunale e degli spazi delle biblioteche comunali, l’esenzione del canone di noleggio di beni strumentali, l’abbattimento del 50% dei diritti d’affissione, l’esenzione dal pagamento degli importi previsti per le prestazioni rese dal personale del Corpo di Polizia Municipale, il permesso gratuito per l’accesso nella ZTL, la diffusione dell’informazione degli eventi tramite affissione di manifesti, la creazione di un sito web e l’attivazione di social network dedicati all’Estate Fiorentina.
Sono stati confermati i 15 festival cittadini già selezionati lo scorso anno, dal Florence Jazz a Secret Florence, da Apriti Cinema a Cirk Fantastik al Musart, e gli altri.

L’organizzazione dell’Estate sarà affidata all’Associazione Muse.
MUSE Firenze

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“L’abito se Italiano fa il monaco” di Tiziana Leopizzi

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La granitica convinzione che un oggetto parli da sé perché è bello e tanto basti per evitare quelli che a Genova chiamano “fronzoli” valeva forse in tempi più austeri di quelli attuali. Oggi è indubbio che sia una politica addirittura controproducente.
I fronzoli sono ormai indispensabili forse più dell’oggetto stesso, perché in realtà sono l’immagine della cosa in sé, il suo completamento che peraltro dimostra anche la cura e l’attenzione nei confronti di chiunque ne sia fruitore.
Una bella confezione, e con questo intendo anche uno spot pubblicitario un master o un articolo o una bella scatola, è il veicolo per far comprendere il lessico dell’oggetto in questione, di qualunque epoca essa sia, e fa si che da spettatori si diventi attori.
Per questo è però necessario infrangere il muro dell’ignoranza e della superficialità, e finalmente scoprire e riappropriarci di ciò che abbiamo a portata di mano, da Positano, al Cervino, da Palazzo Pitti alla Reggia di Caserta, da Pietrasanta con le sue cave Michelangelo a via Garibaldi a Genova o gli Uffizi, il Colosseo come Piazza San Marco … l’elenco è assolutamente infinito.
Erasmo da Rotterdam nel suo sublime Elogio della Follia disegna il profilo dei diversi tipi di europei e a proposito degli Italiani li dipinge addirittura come superbi, insopportabili nella loro convinzione di detenere la leadership dell’arte e della bellezza.
Questa definizione poco simpatica ci dice però quanto gli italiani allora fossero consapevoli e orgogliosi di essere i depositari di una fortuna che tutto il mondo ci invidia e ama.
Cinquecento anni fa. Oggi direi che purtroppo siamo lontani anni luce da un simile convincimento.
Da una parte l’ignoranza procede a passi di lupo, e dall’altra manca quel minimo di umiltà che ci consentirebbe di imparare da chi, meno fortunato di noi, ha dovuto inventarsi sistemi per mettere in risalto i propri beni architettonici e artistici.
Basta scollinare da Ventimiglia in Francia per vedere svettare dalla Grand Corniche a La Turbie il Trofeo di Augusto innalzato nel 6 a.C. voluto dall’imperatore a segnare la pax romana delle Alpi Marittime.
Le imponenti rovine illuminate, anche nel vero senso del termine, dalla grandeur française sono di fatto identitarie della zona.
I Francesi son straordinari nel far risaltare al massimo tutto ciò che posseggono e che li può connotare, dal Louvre, all’Academie Française, allo Champagne, ai foulard d’Hermès, ma anche i formaggi e i vini… e così via. Abbiamo tanto da imparare dai nostri cugini primi.
L’amore, dice James Hillmann, viene dalla conoscenza, senza la quale prolifera il disinteresse prima, la sine cura poi, che sospingono inevitabilmente lo spirito dell’essere umano nel baratro… insieme all’economia.
Quindi diventa prioritario trasmettere questo messaggio, e non è mai troppo presto.
I bambini si sa sono una lavagna vergine sui cui il gessetto lascia subito il segno .
Le immagini che allego di ARTOUR-O il MUST 2014 a Merida in Extremadura Es, testimoniano l’attenzione e la cura con cui gli insegnanti si dedicano all’educazione dei bambini loro affidati.
All’esterno dello spazio antistante il museo archeologico, realizzato da Moneo, i piccoli fanno a gara a ricomporre il plastico, una sorta di puzzle tridimensionale, della Città romana orgoglio e vanto della Comunità.
Così imparano la storia dell’arte giocando e un domani saranno attenti custodi e comunicatori dell’ identità della propria Città.
Visto che l’arte non solo migliora la qualità della vita ma è anche fonte di economia e l’Italia è uno scrigno di bellezza con paesaggi, siti archeologici, fenici, messapi, ma anche liguri, etruschi, greci, romani, longobardi, la Chiesa, le grandi famiglie, i Doria i Medici, i Borbone, a cui oggi si sono affiancati imprenditori ed enti che ne hanno raccolto il testimone, tutti Committenti d’eccellenza CHE ASPETTIAMO ANCORA? a usarla a favore del turismo ma anche della ristorazione, il restauro, la salute con le nuove realtà delle neuroscienze, l’industria del divertimento e comunque tutto ciò che grazie a questa consapevolezza si può mettere mettere in moto per affiancare queste prime voci testé elencate.
Il miracolo però nasce dalla conoscenza, dalla curiosità propedeutica a qualsiasi cosa di costruttivo, la chiave che apre infiniti mondi, che permette di creare una ribalta per comunicarne i contenuti.
Tutti noi stiamo correndo il rischio di interrompere quella fantastica catena che ci hanno trasmesso i nostri illustri Avi.
Non c’è più attenzione da parte della scuola a questa nostra straordinaria realtà, lingua compresa, di cui non siamo che i custodi temporanei, e l’intero patrimonio corre il rischio di diventare l’equivalente di una magnifica perla tenacemente chiusa tra le valve dell’ostrica.
Le lamentele sono sterili e non le amo e quindi lancio una proposta molto semplice: fare dell’Italia il contenuto di un gioco a premi e cioè concorsi TV lotterie per renderci consapevoli della realtà dei nostri tesori incommensurabili, facendo girare l’economia e contemporaneamente vivere respirando bellezza e armonia, e in più divertirci come ci hanno insegnato egregiamente Piero con Alberto Angela o Philippe Daverio che pur essendo solo dei privati cittadini hanno profuso a tutti noi cultura e passione e a piene mani.

Tiziana Leopizzi
Architetto, Giornalista, Scrittrice, Accademico ad Honorem dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, AGW Ambasciatore di Genova nel Mondo

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italiaefriends.wordpress.com

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“L’Equinozio” di Elena Tempestini

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Credito immagine : Elena Tempestini

Nel 2020, anno bisestile, abbiamo avuto l’equinozio in anticipo di un giorno, cioè venerdì 20 Marzo, ma anche in questo anno 2021, l’equinozio è coinciso con il giorno del 20 marzo. L’equinozio è quell’evento astronomico che segna l’inizio ufficiale della primavera nell’emisfero settentrionale e dell’autunno nell’emisfero meridionale. Avviene quando il Sole, nel suo moto apparente tra le stelle lungo l’eclittica, incrocia da Sud verso Nord l’equatore celeste, ovvero la proiezione in cielo dell’equatore della Terra. Oggi e’ il primo giorno di primavera, l’equinozio della nuova stagione. La parola equinozio deriva dal latino “aequa nox”, uguale notte”.
L’Equinozio di primavera è il momento dell’uguaglianza del giorno e della notte, quando le forze della luce sono in fase di crescita. quello che avviene durante un giorno, piccolo ciclo solare, è analogo a ciò che avviene durante un anno. L’alba è l’equinozio di primavera, il mezzogiorno è il solstizio d’estate; il tramonto è l’equinozio d’autunno; la mezzanotte è il solstizio d’inverno;
Il freddo e il buio prolungato delle giornate invernali, sono sempre state associate simbolicamente dall’uomo antico, all’idea della morte. L’inclinazione del sole nel cielo e la sospensione della vita vegetale, nonostante l’esperienza millenaria, dai più diversi popoli sono state immaginate come fenomeni presagi di morte.
L’ansia che ne derivava si trasformava in forme rituali, le quali avevano la funzione di esorcizzare l’evento funesto e di favorire o addirittura provocare la rinascita. Per questa ragione il periodo che precede o segue l’equinozio di primavera è uno dei più ricchi di feste, cerimonie, credenze e miti.
Tutte le società, le culture e le razze, in particolare quelle agricole, celebravano la primavera come una resurrezione, attraverso simbologie talmente radicate nelle più profonde paure e nei più riposti angoli dell’inconscio collettivo, che anche la società industriale, sia pure in forme più mediate, ancora oggi continua con queste antiche forme di evocazione della rinascita della primavera.
Si tratta di un periodo molto ampio dell’anno, che alcuni collocano nella prima metà di febbraio, come i cinesi, per i quali l’inizio della primavera coincide con il capodanno; e altri nel primo maggio, come in Svezia, dove due schiere di giovani inscenavano una battaglia tra l’inverno, che gettava palle di neve e ghiaccio per prolungare l’inverno, e l’estate, coperto di fiori e foglie fresche.
I mesi di marzo e aprile erano caratterizzati da riti di espulsione della morte, come in Germania, Boemia, Polonia, Russia; di matrimoni simulati, come quello tra Siva e Parvati in India; di cerimonie magiche con lo scopo di risvegliare le dormienti energie della natura, come tra gli aborigeni dell’Australia centrale.Secondo gli antichi Egizi, con l’arrivo della primavera l’Uovo cosmico plasmato da Ptah, da lui deposto sulle rive del Nilo e qui covato dall’oca sacra, si apriva e ne usciva Ra, il Sole. Il fiume viveva in simbiosi col dio solare: “Cresce, io cresco; vive, io vivo”. Auguri ……🔥

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 20 marzo 2021 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10221284502435029&id=1021326961

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

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“Primo Vere” Quando le idee sono buone il successo è assicurato di Riccardo Rescio

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“Primo Vere”
Sei Gallerie fanno sistema a Firenze per sostenere i Giovani Artisti.
Una interessante iniziativa, originale e inedita, che non ha precedenti nel suo genere, sta per prendere il via a Firenze.
Una operazione molto interessante sopratutto perché adotta una metodologia operativa, da molti indicata, spesso verbalmente reiterata, ma mai da alcuno effettivamente praticata.
Sarà una ulteriore conferma dell’assunto che quando le idee sono buone il successo è quanto mai assicurato.
Da una idea di Sergio Risaliti, Direttore Artistico del Museo Novecento di Firenze, sei Gallerie d’Arte di Firenze, danno vita al progetto “Primo Vere” che da domenica 21 marzo, fino a martedì 20 aprile 2021, con apertura al pubblico dalle 11 alle 18, per un intero mese presenteranno, nelle rispettive Gallerie, il lavoro di uno o più Artisti, coordinati dalla supervisione scientifica dello stesso Direttore Risaliti, con l’intento di ribadire il concetto, le valenza e l’efficacia del fare sistema, sfatando in tal modo i luoghi comuni che vorrebbero vedere Firenze come immobile Città Museo, luogo ostile alla ricerca e la sperimentazione.
Le aperture ovviamente saranno sempre e comunque subordinate alle norme e alle eventuali restrizioni e limiti dovuti all’emergenza sanitaria.
Le Gallerie coinvolte tutte di Firenze, col fare sistema, intendono dare un forte segnale di rinascita Culturale della Città, che attraverso una visione prospettica diversa, permette a giovani Artisti, che vivono o gravitano stabilmente in città, di esporre le proprie opere. Giovani Artisti che adesso più che mai hanno bisogno di sostegno, ma anche pratica di Sistema diviene pratica ed efficace dimostrazione che Firenze non è una Città-vetrina, ma una Città-laboratorio, dove i giovani decidono di risiedere per vivere esperienze formative, maturare e intercettare l’interesse degli operatori del settore.

«L’idea di un progetto che metta insieme le gallerie d’arte della città e ovviamente una comunità di giovani artisti, affermati, mid-career, emergenti, è un’idea vincente – ha detto l’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi -. Lo è per tanti motivi e lo sarebbe anche fuori dal momento difficile che stiamo vivendo. Chiaramente l’idea che questo avvenga nel mezzo di una crisi pandemica rende questo progetto ancora più speciale. Ringrazio gli artisti, i galleristi che si sono messi a disposizione e in gioco per questa occasione, e chi ha sostenuto questo nostro progetto. Nostro perché è della città, per la città. Mai come in questo momento la comunità di artisti, curatori, operatori della cultura si sia dimostrata attiva nel non spengere la luce, nel tenere viva quella fiammella straordinaria della proposta e della produzione di cultura che aiuta ad attraversare un periodo. La Cultura, l’accesso al patrimonio culturale, anche contemporaneo, anche quello degli artisti di oggi, è un bene preziosissimo che non può essere tolto alle nostre vite. Ringrazio i soggetti privati che si accostano all’impegno pubblico di questo momento difficoltoso, ovvero le gallerie che hanno saputo tenere viva questa attenzione. Un progetto che spero possa durare anche nei prossimi anni e che nasce nel momento più duro per i settori culturali».

«Primo Vere è un’iniziativa che apre uno spiraglio di generosità e di attenzione nei confronti del talento creativo – dice Sergio Risaliti -. Un’occasione per verificare l’esistenza di un sistema artistico locale e di una vitalità creativa radicata nel territorio. Giovani artisti e gallerie storiche avviano per la prima volta un progetto espositivo diffuso per mettere in evidenza le potenzialità di Firenze contemporanea, una città laboratorio, inclusiva e formativa, che non vuole essere solo vetrina e passerella, e dove le nuove sensibilità possano trovare occasioni per fare esperienze e sviluppare relazioni in un contesto di nuovo umanesimo che non viva e coltivi il desiderio di bellezza in una sola direzione, il passato, e con un solo scopo, la rendita di posizione. Si tratta di un altro tassello importante per la ripartenza di Firenze nel cambiamento e nell’orbita di una politica culturale che riconosca nei cittadini, e nei giovani in particolare, i protagonisti della rinascita, e nell’arte il volano storicamente necessario per la costruzione di un nuovo umanesimo».

Aggiunge una riflessione Cristina Acidini,
Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno e già Soprintendente del Polo Museale Fiorentino, che di recente è intervenuta sull’argomento: «L’iniziativa mette a punto un modello innovativo di collaborazione tra pubblico e privato, che va nella direzione – a mio avviso quanto mai opportuna per rivitalizzare il tessuto Culturale della Città e del territorio – di disseminare un’offerta di incontri con l’arte varia, molteplice, distribuita. Sembra cucita su misura per quel pubblico di visitatori indipendenti e curiosi, anche e specialmente locali, che da sempre ci impegniamo a sensibilizzare e ad attirare».

Gli Artisti Selezionati :
Jessica Fillini, Veronica Greco, Melissa Morris, Gianluca Tramonti, Regan Wheat (Galleria Frittelli); Jacopo Buono, Matteo Coluccia, Stefano Giuri (Galleria Il Ponte); Marco Mazzoni (Galleria La Portineria); Francesca Banchelli, Irene Lupi, Virginia Zanetti (Galleria Poggiali); Davide D’Amelio, Gabriele Mauro (Galleria Santo Ficara); Max Mondini (Galleria Secci).

Le Gallerie Coinvolte :
Frittelli
Via Val di Marina 15, tel 055 410153
info@frittelliarte.it
http://www.frittelliarte.it

Il ponte
via di Mezzo 42/b, tel. 055 240617
info@galleriailponte.com
http://www.galleriailponte.com

La Portineria
Viale Eleonora Duse 30, tel. 348 5655831
info@laportineria.art
http://www.laportineria.art

Poggiali
Via della Scala 35/a, tel. 055 287748
info@galleriapoggiali.com
http://www.galleriapoggiali.com

Santo Ficara
Via Arnolfo 6L, tel. 055 2340239
info@santoficara.it
http://www.santoficara.it

Eduardo Secci
Piazza Carlo Goldoni 2, tel. 055 661356
gallery@eduardosecci.com
http://www.eduardosecci.com

Brochure Primo Vere https://drive.google.com/file/d/1l0IN51WLy1XkI25RyzEF24t9qefmE4pj/view?usp=drivesdk

Video di Tommaso Sacchi https://drive.google.com/file/d/1l4XDGR6AA1LO1BcCauqgOhmf1bcBxrGE/view?usp=drivesdk

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“Come Passa il Tempo e quanto è bello il suo passare” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Come Passa il tempo” di Vandelli Dik Dik Camaleonti”

Tutti siamo stati qualcuno o qualcosa, che oggi non siamo più, ma siamo anche tutto quello che dal tempo abbiamo voluto imparare, ora è nostro compito partecipare il piccolo o grande sapere accumulato, che è poi l’unica vera ricchezza che ci appartiene indissolubilmente, condividendola con chi ha ancora tanta strada da percorrere.
Ricordare è bello e fa bene, i ricordi sono integratori dell’anima, da prendere con regolarità quotidiana, sono privi di controindicazioni, indispensabili vitamine che danno forza e benessere, poiché contribuiscono a incrementare la ricchezza interiore, che poi altro non è se non il bene in assoluto più grande che si possa mai possedere. I ricordi non devono mai venir meno, non devono mai essere rimossi, poiché sono per ognuno di noi la prova tangibile e incontrovertibile della nostra stessa esistenza, la conferma di aver realmente vissuto il nostro tempo e per quanto possibile di esserne stati anche artefici.

Firenze 18 febbraio 2021

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“L’Occhio della Città Intelligente”

I&f Arte Cultura Attualità

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.plansoft.occhiodellacitta

L’Occhio della Città Intelligente,
è una semplice, facile e funzionale, applicazione per i nostri smartphone.
Completamente gratuita e gestibile anche mediante comandi vocali, l’app l’occhio della Città intelligente, consente a cittadini e turisti, normodotati, vedenti o ipovedenti, di muoversi in modo autonomo all’interno della città.
La sua versatilità permette l’interazione con i navigatori installati sullo smartphone per selezionare una destinazione attingendo a una rubrica di preferiti o a un elenco di POI (Point of Interest) nelle vicinanze e consente anche di seguire a Firenze e Ravenna i “Percorsi Danteschi”.
La funzione sui percorsi del Sommo Poeta, quando mai opportuna un questo 700°anniversario della morte di Dante, è studiata effettivamente proprio per tutti.
Nella conferenza stampa di presentazione della iniziativa, del 17 marzo 2021, l’Assessore alla Cultura di Firenze Tommaso Sacchi ha commentato : “Un progetto inclusivo che rende più semplice e accessibile seguire le orme del creatore della Commedia, un modo semplice ed efficace per avvicinarsi al Poeta e ai luoghi dove ha vissuto o dove è ricordato in città. Un progetto inclusivo semplice e accessibile, che potrà essere di aiuto a chi ha più difficoltà di altri”.
L’app è in grado di fornire numerose informazioni utili per persone con problematiche visive, ma anche per anziani, persone non madrelingua, turisti e per chiunque abbia bisogno di conoscere punti di interesse come farmacie, fermate autobus, taxi, punti wifi, uffici, strutture sanitarie, monumenti e gli edifici più importanti, anche in occasione di particolari eventi.
Su iniziativa del Lions Club Firenze la App è stata implementata dal Soroptimist International Club Firenze Due con tre percorsi danteschi che illustrano monumenti, case torri, lapidi legati alla vita del Poeta e alla Commedia.
Le spiegazioni, fruibili con la massima semplicità veramente da tutti, anche da soggetti con scarsa o nulla capacità visiva, raccontano la struttura dei monumenti, descrivono le immagini, indicano con precisione la posizione delle lapidi.
Nella stessa App è presente un analogo percorso nell’altra città dantesca di Ravenna, realizzato dai Club Lions di quella città e fruibile anche a distanza.

Per ulteriori informazioni:
https://www.comune.fi.it/app/occhio-della-citta-intelligente

APP su percorsi danteschi della Commedia a Firenze per ipovedenti, non vedenti, turisti e cittadini

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“Con Dante, per Dante, in Dante” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Credito immagine : Opera di Daniela Padelli
Qualcuno, facendo una meditata riflessione, potrebbe sempre dire che ci sono voluti ben 700 anni per provare a fare di Dante un riferimento nazionale, prima istituendo il Dantedì, il giorno a lui dedicato, la ricorrenza che cade il 25 marzo di ogni anno, con l’importante funzione di ricordare il padre della Lingua Italiana, poi con le molteplici attività necessarie a dare il dovuto rilievo all’anniversario, mettendo a sistema una pluralità di Istituzioni nazionali e locali, Enti Culturali e Associazioni di volontariato di Firenze e delle altre due Città, Ravenna e Verona, che con Dante hanno avuto una stretta relazione. Firenze, la Città d’Arte per antonomasia, ha tra le sue innumerevoli prerogative, anche quella di aver dato i natali al Sommo Poeta.
Il pensiero riflessivo poi inevitabilmente corre alla vicina Austria, che in realtà ha messo molto meno tempo ad erigere, Wolfgang Amadeus Mozart, compositore e musicista Austriaco, da tutti annoverato tra i massimi geni della storia della musica, quale figura rappresentativa del Paese.
Ma forse noi Italiani, memori delle altrui esperienze, con l’osservazione dell’altrui fare e con l’inevitabile maturazione individuale e collettiva, concessa del tempo trascorso, sicuramente faremo molto meglio. Il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, nella conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti del 700° anniversario della morte di Dante, svoltasi a Firenze il 2 ottobre 2020, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, ha affermato : “la nostra è una giovane nazione che ha bisogno di trovare uno spirito identitario che ci unisca e ci faccia sentire uniti e orgogliosi del nostro frammentato passato, per imboccare un coeso futuro”.
Dante Alighieri è senza ombra di dubbio la personalità più rappresentativa del nostro Paese. Il Sommo Poeta, che a ragion veduta, è considerato il padre della Lingua Italiana, può esserlo anche di ogni singolo Italiano. Quale migliore peculiarità caratterizzante e identificante, se non quella della propria Lingua, potrebbe mai costituire momento di trasversale coesione sociale di un popolo. La lingua è l’elemento identitario imprescindibile che costituisce il vero collante necessario per progredire ed indispensabile per affrontare le difficoltà di una Nazione. Il 700° Anniversario della morte di Dante Alighieri deve segnare per tutti noi il cambiamento di cui avvertiamo la improcrastinabilita. Un cambiamento reale e sostanziale di logiche, di visuali, di prospettive.
Con Dante, per Dante, in Dante è lo slogan con cui attrarre il sentire, indicare il procedere, concretizzare il fare.
Una forte, diffusa e duratura, identità nazionale con Dante, un sano orgoglio identitario per Dante, una grande unità popolare in Dante.
Lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.

Firenze 17 marzo 2021, 160°Anniversario dell’Unità d’Italia

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“Il Tricolore e l’Inno di Mameli appartengono a tutti gli Italiani” di Ricardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

“17 marzo 2021, 160° anniversario dell’Unità d’Italia”

È un momento in cui tutti noi abbiamo bisogno di positività e progettualita’, ma anche sogno e speranza, che questi sogni possano diventare realtà concreta.
Abbiamo bisogno di sentirci una comunità solidare, dobbiamo ritrovarci in quei valori che uniscono un popolo.
Per troppo tempo abbiamo inconsapevolmente lasciato che una piccola minoranza facesse proprio il Tricolore e l’Inno, divenendo di fatto esclusivo retaggio di alcuni e non di Tutti. È Tempo in cui dobbiamo ritrovarci e sentirci orgogliosi di vivere in una Terra straordinaria, che ci ha dato tanto, ma che tanto ha ancara da dare, perché la maggiore e migliore parte del suo potenziale è ancora tutto da sviluppare.
Il “Nuovo Rinascimento Italiano” è possibile e noi lo realizzeremo, perché non vi è Luogo in Italia che non abbia una affascinante Storia da raccontare, un bellissimo Posto da far vedere, uno squisito Sapore da far assaggiare e un coinvolgente evento da far vivere.

Firenze 17 marzo 2021

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Andre’ Rieu “Fratelli d’Italia”

“Momenti” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Momenti particolari, momenti difficili, momenti tesi, sono decenni che da parte di molti, nelle più diverse circostanze, ci sentiamo ripetere, simili affermazioni.

Inflazione, deflazione, crescita, decrescita, crisi, anticrisi, austerità, parole ripetute e ascoltate all’infinito che noi, generazione degli anni cinquanta ben ricordiamo e insieme alle parole, anche lo sgomento che determinavano nel comune e diffuso sentire.
Un disorientamento generale, venuto meno soltanto in un particolare periodo della nostra recente storia, ricordato come “il Miracolo Italiano”.
Molte cose sono cambiate da allora, ma l’ansia e l’apprensione per il futuro si avverte ora più forte che mai, è giunto quindi il momento in cui, noi testimoni di quel tempo, insieme alle successive generazioni, ci si debba riscoprire in una visione collettiva, in una forte unità di intenti, in una ritrovata consapevolezza che un nuovo miracolo economico è possibile, perché siamo un grande popolo in grande Paese, con incommensurabili straordinarietà, ma per farlo abbiamo bisogno di positività e progettualita’, di visioni prospettiche, di sogni e speranze, ma anche di determinazione nel voler fortemente trasformare i nostri sogni in realtà.
È necessario ritrovare la voglia di sentirci una comunità solidare, generosa e rispettosa, che si riconosce nei valori che uniscono un popolo, anche attraverso i simboli, gli emblemi, i segni rappresentativi, che identificano il nostro Paese e in cui orgogliosamente ci riconosciamo.
Per troppo tempo abbiamo, un po’ inconsapevolmente e un po’ colpevolmente, lasciato che una piccola minoranza facesse propria la Bandiera Tricolore e l’Inno di Mameli, il va pensiero di Giuseppe Verdi divenendo di fatto esclusivo retaggio di alcuni.
Dobbiamo necessariamente ritrovarci in un sano spirito identitario, privo di nazionalismi e sovranismi, con la piena consapevolezza di vivere in una Terra straordinaria che ci ha dato tanto, ma che tanto ha ancara da dare, perché la maggiore e migliore parte del suo potenziale, è ancora tutto da sviluppare.
Il “Nuovo Rinascimento Italiano” è possibile e noi tutti insieme lo possiamo realizzare, iniziando nell’identificarci nelle simbologie, quelle che nei momenti difficili uniscono un popolo, questa volta non siamo in guerra, non dobbiamo combattere qualcuno che ci hanno fatto credere nemico, dobbiamo invece far fronte ad una tremenda pandemia e un fortissima crisi economica. Ora più che mai non dobbiamo ricominciare, perché rifaremmo in peggio gli errori di sempre, è invece necessario e indispensabile cambiare, cambiare logiche, visioni, prospettive, allora diamoci da fare affrontiamo questi aspetti senza farci imbonire da venditori di fumo da strapazzo, rivestiamoci con il nostro Ticolore, raccogliamoci intorno al nostro Inno di Mameli, permiamoci della musica di Verdi, sono simboli, riferimenti, emblemi, che ci caratterizzano e ci identificano e che appartengono a tutti in egual misura e che tanto bene fanno allo spirito di ognuno di noi.

Nabucco di Giuseppe Verdi https://youtu.be/JTVXEGIS3LE

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“Comunicare è un’Arte” di Riccardo Rescio

Italia&friends

Comunicare la Storia, l’Arte, le proprie conoscenze e in generale il personale sapere, non è affatto facile.
Quando però il conosciuto viene partecipato e condiviso in modo semplice, preciso e circostanziato, contestualizzando temporalmente e geograficamente il tutto, senza mai dare niente per ovvio e scontato, questo sapere raggiunge in modo assoluto il suo vero scopo, che poi è quello di far conoscere, attraverso la trasmissione e la condivisione, in modo facile, comprensibile e concreto, ad un sempre maggiore numero di persone, qualcosa di cui potevano anche ignorare l’esistenza. Non farlo, ritenendo le dogmatiche spiegazioni, o le sole immagini, sufficientemente esplicative, alienando i presupposti elementari, del dove, come e quando, significa solo voler marcare la volontà di parlare ad una ristretta élite di sapienti o pseudo tali, di quel circolo chiuso ed esclusivo a cui si vuol pervicacemente appartenere, oppure volutamente limitarlo agli amici della Bocciofila che solitamente si ama frequentare.
Comunicare è un’Arte, tutto ciò che è espressione del nostro sentire è cosa da prendere molto sul serio.
La più profonda gratitudine va a tutte le persone di buon senso, che attuano a pieno il giusto modo di comunicare il proprio conosciuto, rendendolo immediatamente comprensibile e facilmente acquisibile ad un sempre maggiore numero di persone. Comunicare non è facile, per alcuni è una dote naturale innata, per altri difficile da acquisire, per molti di noi per poter riuscire in questo importante intento, è necessario applicare un po’ di buona volontà, del buon senso e il tempo necessario.
#comunichiamoalmondolitalia #italiaefriendsocialinnovationproject

Daniela Padelli

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Daniela Padelli è nata in un piccolo paesino, che è tutt’oggi una comunità coesa con un forte spirito identitario, nella Valle più a Nord d’Italia, la Valtellina, una terra di confine unica nella sua posizione orografica incuneata tra due catene di montagne Orobiche e Retiche. Per più di trenta anni ha insegnato matematica, una materia importante forse per i più “misteriosa”, ma indispensabile per un corretta comprensione della realtà.
La sua passione da sempre è l’Arte, insinuatasi nella sua vita quotidiana fin dall’infanzia, Daniela è cresciuta con il sogno latente di poterla coltivare in libertà dedicandole tutte le mie energie. Nel 2009, a Pescarenico, rione storico della Città di Lecco, apre “spazioD” la Galleria d’Arte che dirige con la collaborazione della figlia.

Numerosi sono gli eventi culturali creati in questi 10 anni: Mostre, Laboratori e tutto quanto può contribuire a diffondere l’amore per l’Arte e la Cultura. Dal 2021 la galleria avrà una nuova sede in centro città in Via Ghislanzoni (angolo Via Appiani). E’ stata questa attività pittorica, a latere dell’insegnamento, che ha permesso alla passione di Daniela di crescere e l’ha portata a scegliere soggetti e modalità di realizzazione sempre più vicini all’Arte contemporanea e astratta. Quattro anni fa ha deciso di creare una Associazione Culturale e un anno fa è divenuta Vicepresidente di una Associazione di Promozione Sociale che si preoccupa di valorizzare e promuovere il nostro territorio e le eccellenze Italiane anche attraverso l’Arte. L’amore per la Valle natia e per la città dove vive, è pari all’amore per l’Arte e rappresenta la sua principale fonte di ispirazione artistica.

Tanti i corsi seguiti sperimentando quasi tutte le tecniche pittoriche con importanti Artisti, divenuti suoi maestri, che con la loro fondamentale guida l’hanno aiutata a trovare la sua cifra stilistica. La tecnica dell’acquerello è quella che predilige, che più le corrisponde, per immediatezza e che coniuga con altre trasformandola in tecnica mista, realizzando così opere originali e inedite. Collettive, personali e concorsi vari, hanno costellato il suo personale percorso pittorico regalandole grandi soddisfazioni.

Centinaia sono i quadri dipinti, molti dei quali appartengono a collezioni private. L’inesauribile voglia di ricerca e la curiosità quasi compulsiva, nel voler sperimentare nuove modalità espressive, le regalano ogni giorno nuovo entusiasmo, costituiendo il suo elisir di vita. Importante per lei è provare e suscitare emozioni che divengono ulteriore spunto di approfondimento per una sempre migliore conoscenza del territorio che è dentro e fuori di se.

http://www.danielapadelli.it

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Cristina Acidini

Cristina Acidini

I&f Arte Cultura Attualità
“Cristina Acidini”
In qualità di esperta internazionale di Storia dell’Arte e conservazione dei Beni Culturali ha rivestito molteplici e prestigiosi incarichi in ambito Nazionale e Internazionale.
Ha fatto e fa parte di Fondazioni e Enti dalla Missione Culturale, di comitati e consigli per la conservazione e la valorizzazione del Patrimonio Culturale del nostro Paese, in Italia e all’estero.
Attualmente si occupa di studi Storico-Artistici, conferenze, collaborazioni, cataloghi, pubblicazioni, a livello Nazionale e Internazionale.
E’ Vicepresidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte “Roberto Longhi” di Firenze e Vicepresidente della Fondazione Banca “Federico Del Vecchio”, di Firenze.
E’ nei consigli scientifici del Musée du Luxembourg a Parigi e delle Scuderie del Quirinale a Roma.
Per decreto del Ministro Franceschini fa parte del Consiglio d’Amministrazione dei Musei Reali di Torino (2016).
E’ stata componente del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze per due mandati a partire dal 2006, successivamente componente e ultimamente presidente del Consiglio d’Indirizzo della Fondazione.
E’ presidente dal 2015 dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, come tale promuove le Arti, la Critica d’Arte e la Storia dell’Arte in ogni loro manifestazione.
Sempre come esperta Internazionale di Storia dell’Arte e conservazione dei Beni Culturali ha rivestito incarichi nell’ambito della Comunità Europea e ha partecipato ai lavori del “Group Bizot”, il Comitato Internazionale dei Responsabili delle Istituzioni e dei Musei Organizzatori di Grandi Mostre.

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Tiziana Leopizzi

Arte come sistema di vita.

Tiziana Leopizzi
Architetto ormai imprestato definitivamente all’arte, per i miei progetti di PR e comunicazione “uso” l’Arte come strumento di crescita culturale, ma anche come volano per l’economia, sia in Italia che all’estero – glocalizzazione nella globalizzazione.
Amo creare un dialogo continuo tra Arte Impresa e Istituzioni attualizzando il concetto di Committenza, che ha reso grande l’Italia nei secoli, e comunicare così l’identità degli interlocutori.
Il CV di Leonardo da Vinci è diventato il manifesto di Ellequadro Documenti, l’associazione culturale senza scopo di lucro di cui sono Consigliere delegato, per i suoi attualissimi contenuti che ci parlano di curiosità, ricerca, sperimentazione e coraggio, doti fondamentali all’imprenditore e all’artista. Ho curato più di cinquanta pubblicazioni di cataloghi e il libro “Trenteccetera.
Arte da cane s.f.pl. una storia tra arte cinofilia e bellezza”.
Questi i progetti principali: ARTOUR-O il MUST, che ha doppiato le 30 edizioni in 15 anni e ha realizzato la prima versione on line nel 2020, MISA Ipotesi Dinamica, Alter Ego, ABC 360° MUSiAT MUSeo internazionale in progress Arte Territorio.
Ambasciatore ad Honorem di Genova nel Mondo, 2018;
Napoli Cultural Classic, 2012.
Mostre “ABC 360° MUSiAT – MUSeo internazionale in progress Arte Territorio”, Alice Bel Colle AL, dal 2020; “ARTOUR-O il MUST – il MUSeo Temporaneo”, 30 Edizioni, Firenze, Genova, Beijing Hanghzou, Shanghai, Yiwu, Roma, Montecarlo, Londra, Mérida, Praga, Barcellona, Madeira, Matera, Malta, dal 2005; “MISA – Museo Internazionale di Scultura per le Aziende”, dal 2009; “AlterEgo”, dal 2018;
“Lo spazio e il simbolo”, Genova, 2003; “Fidia e noi”, Genova, 1994-1993-1992; “Jean Gaudaire Thor”, Stazione Marittima, Genova, 1992; “Autostory”, Fiera del Mare, Genova 1992; “Carlo Erba”, Sala Cambiaso, Genova, 1986; “Mirko”, Villa Grimaldi, Genova, 1984; “Manzù a Genova”, Ex Battistero dell’Immacolata, Genova, 1979. “Trenteccetera. Arte da cane s.f.pl. Una storia tra arte, cinofilia e bellezza”, AGF Edizioni, 2019; “ARTOUR-O il MUST”, 26 Cataloghi, AGF Edizioni, 2019-2007; “MISA Listone Giordano”, 2019-2017;
“MISA Guidonia Montecelio”, 2014; Rubrica “Arte Committenza”, Segnonline, dal 2020; “Friends of Florence sinonimo di committenza”, duerighe, 2020; “Il ritorno della Pala dei Decemviri di Pietro Perugino”, Exibart, 2020; “Natalia Goncharova”, Exibart, 2019; “Friends of Florence. Pontorno e musica a Santa Felicita per la cappella Copponi”, duerighe, 2018; “Si cammina sull’acqua e sulla storia… (Christo)”, duerighe, 2016.
2020 – ABC 360°MUSiAT MUSeo internazionale in progress Arte Territorio di Alice Bel Colle – Primo step;
2018 – Ambasciatore ad Honorem di Genova nel Mondo;
2018 – Prima edizione di AlterEgo – Ritratto d’Impresa;
2014 – Professore ad Honorem Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I e Giorgio Vasari;
2012 – Premio Napoli Cultural Classic;
2009 – Primo MISA Ipotesi Dinamica;
2005 – Prima edizione di ARTOUR-O il MUST;
1996 – Iscrizione Albo dei Giornalisti – collaboro con Next, La Repubblica, 2 Due Righe, Alpi Fashion Magazine, Segnonline;
1993 – Consigliere delegato e fondatore di Ellequadro Documenti associazione culturale senza scopo di lucro;
1978 – Iscrizione Albo degli Architetti;
1975 – Inizio della professione come stagista Università di Genova Facoltà di Architettura.

http://www.ellequadro.com

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Elena Tempestini

Scrittrice, giornalista, fotografa, nonché ricercatrice e autrice di contenuti per siti turistici. Passando dai percorsi emozionali ai siti di interesse storico, ama soprattuto indagare la relazione tra passato e presente attraverso la storia, cercando di dare risalto e ordine al caos degli eventi che tessono il nostro oggi. Attraverso la conoscenza e lo studio delle antiche memorie si possono ripercorre eventi che uniscono figure di maggiore o minore rilevanza per una comprensione dei processi economici, politici, sociali, culturali, nazionali, internazionali e religiosi di tutte le culture. Elena Tempestini ama fotografare: tramite le immagini le piace mettere in risalto i dettagli e veicolare l’attenzione sugli aspetti meno conosciuti. Collaboratrice di varie testate giornalistiche, è nel Comitato Direzionale della rivista “il Governo delle Idee” mensile di cultura, economia e politica. Presidente di “FenDonne”, ha tenuto vari convegni sul tema femminile ed è autrice alcune pubblicazioni per la Regione Toscana, collaborando anche con le Associazioni di Categoria.

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“Dialogo con Franco Repetto” di Tiziana Leopizzi

Milano 1468. Immobile e rapito di fronte ad un muro bianco, Leonardo lo osservava intensamente. Così il sommo genio fu sorpreso da Isabella d’Este e da Beatrice sua sorella andata in sposa a Ludovico il Moro. Interdette lo osservavano non capendo la sua concentrazione… poi scorsero e distinsero il disegno assieme a lui perché, con lui, riuscirono a vedere.
“Il miracolo però si ripete se si lascia libera la mente quel tanto da non soffocare il talento. Riconoscendo lui riconoscerete voi stessi e sarà una magia. Una vittoria sulla solitudine e sulla diversità”. Così si rivolge ai suoi allievi Franco Repetto, scultore e docente all’Accademia Ligustica e al Liceo artistico Niccolò Barabino a Genova.
Vi distinguerete – continua – non per cosa ammirerete ma per come lo farete, godendo di tutte le “cose” offerte dal mondo. Abituatevi a individuare ciò che “non si vede” e a comprendere ciò che, muto ai più, e in una lingua non convenzionale, parla, urla, ride, piange, insomma … comunica in una parola. Andate ben dentro. Siate diffidenti e notate quanto chi desidera abbagliare cura la propria esteriorità e chi ha ben poco da dire blatera per ore. Arturo Martini asseriva una cosa semplice: “Quando manca la sostanza più forte è l’apparenza”, e ancora “La grande validità di una scultura non può nascondersi nel pregio della sua esecuzione. La così detta bellezza e virtuosismo tecnico deve scomparire o compenetrarsi senza predominare l’osservazione”.
Se imparerete pian piano a guardare attentamente, con sincera curiosità e desiderio di apprendimento, tutto quello che la maggioranza del prossimo neppure vede allora comprenderete ciò che è assolutamente impossibile insegnare.
Considerate che il più delle volte le lezioni trasmesse, le nozioni imposte, assumono il valore della pioggia che, se pur necessaria, fastidiosamente vi bagna. Per qualche tempo permane quell’atmosfera strana dando l’illusione di aver modificato l’intero panorama, poi fatalmente scompare evaporando. Nutre, purifica ma se non rispettata travolge.
Solamente tutto ciò che imparerete in concentrata solitudine, in intima deduzione, rimarrà silente e perdurante in voi. Ne diverrete padroni e signori potendo offrirlo con serena autorevolezza agli altri.
Considerate tutto ciò come una collezione di perle e, come tale, prezioso valore da non disperdere nel porcile.
Installazione e opere di Franco Repetto sono presenti ad ABC 360 MUSiAT ad Alice Bel Colle – Al
Il CV che Leonardo da Vinci presentò a Ludovico il Moro è presente sul sito http://www.ellequadro.com e su tutti i cataloghi di ARTOUR-O il MUST

Tiziana Leopizzi
Architetto, Giornalista, Scrittrice, Accademico ad Honorem dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, AGW Ambasciatore di Genova nel Mondo.

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 “Il Corsaro Nero tra storia e mito” di Tiziana Leopizzi

Straordinaria Italia
“Il Corsaro Nero tra storia e mito”
di Tiziana Leopizzi

Ventimiglia investe sulla sua storia, e come tutti i Committenti degni di questo nome, lascerà un segno di questo momento storico sul suo territorio.

Il Corsaro Nero = Emilio Salgari. L’equazione è dovuta.
Il fecondo quanto sfortunato scrittore, fece sognare diverse generazioni.
La Città di Ventimiglia lancia l’irresistibile invito di un ritorno all’infanzia per alcuni e per le nuove leve di scoprire un mondo entusiasmante.
La Città celebrerà così un suo illustre concittadino, che pare appartenesse alla famiglia dei Conti Lascaris, imparentati con i Savoia, e che indiscutibilmente fu immortalato da Emilio Salgari nelle sue famosissime avventure.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla Commissione artistica comunale, presieduta da Gigliola Bassoli Coppo, nome assai noto nell’imprenditoria a Ventimiglia.
L’idea vincente il lancio di un bando a cui gli artisti hanno aderito e il progetto del “ritratto” di Emilio Signore di Roccabruna è ormai ai canapi.

Le buste con i bozzetti che “fotografano” il loro Corsaro Nero, protagonista di mirabolanti avventure nel mare delle Antille, nonché Signore di Ventimiglia verranno appunto aperte il prossimo 15 marzo e da quel momento entrerà in campo la Commissione giudicatrice che sceglierà il vincitore la cui opera saprà esprimere al meglio lo spirito del concorso, e cioè il dialogo tra arte contemporanea, letteratura, e il fascino dei luoghi che hanno ispirato il noto scrittore.

Gli artisti si sono sfidati su un tema estremamente complesso, estrapolare dall’immaginario collettivo il famoso protagonista di Emilio Salgari.
Si sa i libri lasciano spazio alle fantasie personali a differenza della TV e dei video e dei film… Il soggetto fu fonte di ispirazione anche per il grande Lele Luzzati, che da vero artista qual era ci teneva a definirsi scenografo, e che riuscì ad esprimere anche i tormenti del famoso scrittore che si identificò con il suo protagonista.

Il bozzetto vincente diventerà una scultura di grandi dimensioni che verrà poi collocata nei pressi del porto e costituirà un’importante risorsa culturale e turistica per il territorio. I promotori ne sono convinti e vedono in questa operazione dedicata al Corsaro Nero lo start per un fitto e costruttivo dialogo tra istituzioni, associazioni e privati.
Un’ autorevole giuria, si assumerà il difficile compito di selezionare il vincitore.

Ne fanno parte Joachim Pissarro che ama e frequenta la zona da decenni e che vanta un curriculum internazionale come storico dell’arte oltre ad essere pronipote del famosissimo pittore, Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione di Palazzo Strozzi a Firenze e project leader internazionale e ancora Gianmarco Puntelli, docente, affermato ricercatore, storico dell’arte e giornalista.

Presiede la Giuria l’imprenditore olandese Robert Thielen che, innamorato di questo territorio con il progetto di “Borgo del Forte” è committente dell’iniziativa con cui intende contribuire fortemente al rilancio della città, e che come i nostri illustri avi vede nell’arte il volano della comunicazione.
Non poteva certo mancare il sindaco Gaetano Scullino, entusiasta dell’iniziativa che ha subito sposato, seguito e sostenuta.
E allora? All’arrembaggio naturalmente!

Tiziana Leopizzi
Architetto, Giornalista, Scrittrice, Accademico ad Honorem dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, AGW Ambasciatore di Genova nel Mondo

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Manifesto e Bando del Concorso
“Il Corsaro Nero tra realtà’ e Fantasia”
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“In viaggio per l’Italia… tra sonno e veglia” di Giulia Giglio

Ieri Oggi Domani

Credito immagine : https://www.skyscanner.it/notizie/treni-italia-i-10-viaggi-in-treno-piu-belli-ditalia

Dovete sapere che sin da piccola, direi neonata, muovermi con i mezzi di trasporto mi provoca sonnolenza.
All’età di un anno durante una vacanza estiva a Limone Piemonte i miei genitori avevano escogitato un piano per farmi addormentare: un viaggio in macchina sino a Vernante e ritorno.
Un tragitto di circa 10 Km capace di trasportarmi nel mondo dei sogni, il più delle volte!
Tuttavia di questo episodio non ho ricordi, se non legati ai racconti familiari. Il viaggio “importante” di cui ho veramente memoria è quello che mi ha condotto per la prima volta a Pietraroja, il paesino originario di mia nonna paterna arroccato sugli Appennini campani. Alle 22.00 di una giornata estiva di diversi anni fa io, mia madre e i nonni eravamo pronti a salire sul treno notturno Ventimiglia-Napoli. Ricordo ancora l’eccitazione, e anche un po’ il timore, di intraprendere quell’avventura che ci avrebbe condotto per mezza Italia sino a quel borgo, scenario di molti racconti domestici, di cui immaginavo le stradine lastricate e le case di pietra calcarea.
Nel vagone trovammo come compagne di viaggio due turiste australiane, arrivavano dalla Francia dirette a Firenze, probabilmente durante un Interrail.
Non ho memoria delle conversazioni ma ho ancora stampata nella mente la scena in cui una delle due tirò fuori dallo zaino una forchetta e una scatoletta di mais e iniziò a mangiarlo, ovviamente con gran stupore generale. In quegli anni in casa raramente veniva utilizzato come ingrediente per l’insalata, figuriamoci ingerirlo così, a crudo! Nonna, che non sapeva una parola di inglese ma aveva una capacità innata nel farsi comprendere da tutti, avevo esordito con una delle sue tante battute generando ilarità in tutto lo scompartimento.
Poco dopo credo di essermi addormentata. Il flash successivo è uno scorcio di Pisa avvolta nel buio, rischiarata solo dall’illuminazione delle strade, con la torre e la cupola del Battistero di San Giovanni che emergono tra i tetti di alcuni caseggiati.
Non sono certa si tratti di un’immagine reale o sia la sovrapposizione di foto viste successivamente ed elaborate in un’unica visione.
Resta comunque un fotogramma bellissimo.
Poi nuovamente il buio, il sonno, e un’altra istantanea lungo la costa tirrenica, un fondale scuro in cui appare quasi impossibile distinguere il mare dal cielo se non per la presenza di una nave che si staglia al centro con le sue luci brillanti.
Pensai al dondolio di quell’imbarcazione, simile al cullare del mezzo su cui stavo viaggiando, e ritornai così tra le braccia di Morfeo.
Con le prime luci dell’alba il risveglio nei dintorni di Roma.
Un susseguirsi di paesaggi collinari tra il Lazio e la Campania, dipinti incorniciati dal finestrino del treno divenuti familiari negli anni a seguire.
Campi di girasoli, granturco e tabacco, segnali che l’arrivo era vicino. Infine Napoli, Stazione Porta Garibaldi, la confusione, il caldo e l’euforia.
Un momento di sosta piuttosto straniante contornato dal vociare delle persone e dal suono dei clacson, in attesa del pullman che, girovagando per le curve del Sannio, ci avrebbe condotto a 800 m sul livello del mare.
E giunti quasi al traguardo un’ultima tappa: lo stop forzato dalla presenza di un gregge di pecore lungo la carreggiata, una scena insolita per me, abituata alle strade di città e al mare. Per giungere infine in quel piccolo paese incastonato sulle pendici orientali del Matese che per molte estati ha rappresentato una seconda casa.
Dove ho scoperto amicizie, il senso dell’ospitalità e il il cucciolo di dinosauro Ciro: la scenografia di molte storie della mia infanzia.

Giulia Giglio
(Sanremo, 1988) Vive e lavora a Genova.
Dopo la Laurea in Architettura e le collaborazioni con il gruppo di ricerca Re-cycle Genoa (UNIGE) e la Fondazione Renzo Piano, decide di seguire le sue passioni verso i campi della divulgazione, della comunicazione e dell’arte. Durante la Biennale di Venezia del 2016 è stata premiata dall’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica – nella sezione Giovani Critici. Ama viaggiare per scoprire nuovi luoghi, tradizioni, cibi e, ovviamente, visitare mostre e musei. Collabora con Ellequadro Documenti e Paratissima Torino.

#daieriadomami
#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Accademia delle Arti del Disegno di Firenze”

Arte Cultura Attualità

La prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno, con sede a Firenze è l’Istituzione erede della più antica Accademia Artistica, fondata nel gennaio 1563 con il nome di Accademia del Disegno. Fu un frate scultore, Giovannangelo Montorsoli, entrato a far parte dell’Ordine dei Servi di Maria, grazie alle amicizie con l’architetto Giorgio Vasari, uomo di fiducia della corte Medicea e di Vincenzo Borghini, dello Spedale degli Innocenti di Firenze, a suggerire di rianimare la Compagnia di San Luca. Fu così che Vasari e Borghini, intuendone il potenziale e la necessità, proposero a Cosimo de’ Medici, al tempo Duca di Firenze, di fondare una pratica comunitaria di formazione Artistica che completasse quella tradizionale della bottega, creando una Compagnia e Accademia del Disegno i cui primi statuti furono proclamati il 13 gennaio 1563.
Oggi è una Associazione organizzata in 5 Classi di discipline, Pittura, Scultura, Architettura, Discipline Umanistiche e Storia dell’Arte, che si occupa di tutela del patrimonio, di studio e sviluppo delle discipline Artistiche, Umanistiche e Scientifiche organizzando e promuovendo il dialogo tra saperi. Il Presidente in carica dal 2015 è la Prof.ssa Cristina Acidini. Sarà proprio Cristina Acidini l’ospite d’onore del nuovo appuntamento de Gli amici di ARTOUR-O il MUST e Italia&friends di
Mercoledì 10 febbraio 2021 alle ore 21.00, trasmesso in diretta sul canale Youtube di ARTOUR-O https://www.youtube.com/channel/UC7GhvfpfHwNrgoaQ4Vim6nA
Interverranno all’incontro Gianfranco Martino, Sindaco di Alice Bel Colle e Riccardo Rescio di Italia&friends. Sarà
Tiziana Leopizzi, Architetto, Giornalista, AGW Ambasciatore di Genova nel Mondo e Membro Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, a fare gli onori di casa.
Firenze 10 marzo 2021

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

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“Suggerimenti e proposte del 26 gennaio 2013” di Riccardo Rescio

Abbiamo bisogno di fare e quando il momento lo richiede, fare ancora di più.
Abbiamo bisogno di pensare che possiamo veramente fare qualcosa per cambiare, abbiamo bisogno di pensare che ognuno di noi possa e debba essere positivo protagonista del proprio tempo.
Ci sono esempi da seguire, ci sono miti da ammirare, ci sono storie da amare e apprezzare, da sempre l’esperienza altrui affascina chi ha un po’ di sensibilità e tanta voglia di sognare.
Il vissuto altrui contribuisce a rendere possibile ciò che solo apparentemente crediamo irrealizzabile, ma è sempre e solo la determinazione che abbiamo dentro il propellente che muove tutto.
Quando il momento lo richiede, quando la necessità, il bisogno si fa più impellente, bisogna osare con tutta la determinazione possibile per fare, per incidere, per contribuire a rendere migliori le cose.
Se esiste in noi una ambizione che va al di la e al di sopra di uno specifico interesse personale, se pensiamo che in un immediato domani potremmo sentirci orgogliosi e gratificati che il nostro “io ci stò” di oggi, potrebbe ripagarci unicamente annoverando il nostro nome nella lista di coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un progetto per una Italia valorizzata per quanto merita, allora ognuno di noi saprà certamente collocare il proprio contributo la dove la rispettiva esperienza e volontà potranno raggiungere l’obiettivo prefissato.
Bisogna far interloquire fra loro le Regioni Italiane, gli Enti, le Organizzazioni e le Associazioni che hanno interesse e titolo a sviluppare all’estero il “Brand Italia”, per realizzare finalmente un marketing territoriale a forte caratterizzazione regionale, che permetta una promozione delle “Eccellenze Italiane” in modo univoco e trasversale ai comparti Agroalimentare Turistico/Territoriale e Culturale.
Dobbiamo tutti ricominciare a credere che si possa e si debba fare il possibile per migliorare la condizione generale, al di là e al di sopra del proprio sapere, della propria conoscenza, della propria mera convenienza.
Le cosiddette “Eccellenze Italiane”, questo bel modo di dire tanto in uso ultimamente, non può e non deve essere utilizzato per indicare solo alcune delle nostre specificità, poiché le “Eccellenze Italiane” sono l’insieme di tutto quello che abbiamo come patrimonio Artistico, Culturale, Territoriale, sono tutto quello che sappiamo fare, pertanto è doveroso identificare sempre con questo termine l’insieme di tutto quello che in molti campi da sempre ci contraddistingue e ci caratterizza.
Sempre di più e da più parti si riscontra quanto le singole attrattività locali, non costituiscano ormai la determinante di scelta per un turista, che si lascia attirare, coinvolgere, sedurre solo da offerte che abbiano sommato in se una serie di un insieme di valenze territoriali, gastronomiche, culturali, folcloristiche e magari anche sportive.
Abbiamo quindi bisogno di fare sistema, abbiamo bisogno di farlo in modo trasversale a tutte le nostre eccellenze e dobbiamo farlo esaltando le regionalità del territorio, promozionandone tutti gli aspetti caratterizzanti.
Dobbiamo creare una sinergia tra una grande rete d’imprese per internazionalizzare, che sia espressione dell’insieme di tante “Reti del Fare” che a livello regionale possano costituire l’elemento catalizzante, operativo, organico, funzionale e trasversale ai settori Agroalimentare Turistico/Territoriale Culturale e un forte Marketing Regionale che promuova tutte le innumerevoli e variegate valenze territoriali, che nel loro insieme contribuiscono alla caratterizzazione e identificazione del territorio regionale di appartenenza e che nel “Marchio Regione” vorranno e dovranno riconoscersi.
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbellochece #alcentrodellabellezza #italiaefriendsocialinnovationproject

Articolo Pubblicato da Riccardo Rescio su su Facebook il 26 gennaio 2013 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=466720650057493&id=100001586863943

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Pitti Immagine annuncia le date dei saloni estivi

PITTI IMMAGINE:
Le date dei saloni estivi 2021

Pitti Immagine comunica le date e le sedi di svolgimento dei prossimi saloni estivi e la nuova data di Taste:

‪15 – 17‬ Giugno 2021
Pitti Immagine Uomo
Fortezza da Basso, Firenze

‪23 – 25‬ Giugno 2021
Pitti Immagine Bimbo
Fortezza da Basso, Firenze

‪27 – 29‬ Giugno 2021
Taste
Fortezza da Basso, Firenze

30 Giugno – 2 Luglio 2021
Pitti Immagine Filati
Stazione Leopolda, Firenze

‪17 – 19‬ Settembre 2021
Fragranze
Stazione Leopolda, Firenze

‪23 – 26‬ Settembre 2021
Super
Padiglione Visconti, Milano

https://newsletter.pittimmagine.com/nl/link?c=1vlof&d=k6o&h=3b1288q721bgv8vqn0rnu45gi2&i=2n0&iw=2&n=fsn&p=H301740084&s=wv&sn=fsn

“La Cultura non si ferma, il Museo Novecento di Firenze presenta il suo programma 2021” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Museo Novecento di Firenze ph riccardorescio

Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, nel presentare il programma delle attività, che si articoleranno nell’anno 2021, dentro e fuori dal Museo di Arte Contemporanea, compatibilmente con il fenomeno pandemico in cui siamo immersi da più di un anno, ribadisce che l’operatività ordinaria e straordinaria di un Museo non si improvvisa in modo estemporaneo, ma si prepara nell’arco di mesi e a volte anche anni, con impegni, scientifici e organizzativi avviati, di cui si deve necessariamente tenere conto.
Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda, Design e Relazioni Internazionali del Comune di Firenze, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del programma 2021 del Museo Novecento di Firenze, di lunedì 8 marzo 2021, ha sottolineato il mix di ampio respiro del programma che, accanto ai nomi più conosciuti e di rilievo internazionale, mette giovani di talento, in tal modo perseguendo la sua missione di supporto e valorizzazione della nuova generazione di Artisti contemporanei, anche assegnando loro spazi per produzione e mostre.
Per l’Assessore Tommaso Sacchi, il Museo Novecento di Firenze si conferma, per qualità e innovazione, snodo cruciale per l’Arte contemporanea della Città e non solo.
Il grande impegno profuso, da parte di tutti gli operatori del settore Museale, Teatrale, Cinematografico, Musicale, si augura di poter al più presto vedere riaprire tutti i luoghi di Cultura.
Il Museo Novecento di Firenze è stato riconosciuto a livello nazionale come il primo Museo a inaugurare una nuova mostra all’inizio del 2021, con un omaggio allo scultore inglese Henry Moore, a quasi 50 anni dalla sua memorabile esposizione al Forte di Belvedere a Firenze: “Henry Moore, Il disegno dello scultore”, a cura di Sergio Risaliti e Sebastiano Barassi, organizzata in collaborazione con la Henry Moore Foundation fino al 18 luglio 2021 e “Henry Moore in Toscana”, a cura di Sergio Risaliti, fino al 30 maggio di questo anno.
Il Museo Novecento di Firenze non si ferma, il Direttore Risaliti e il suo Team hanno pertanto deciso di presentare gli eventi in calendario per il 2021, nella piena consapevolezza delle possibili variazioni che potrebbero subire, ma al contempo anche molto determinati nel dare un segnale importante di resistente presenza, perché i Musei sono fondamentali per la crescita culturale di una comunità, di una Città e di una Nazione.
Firenze 9 marzo 2021

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Davis&Co.

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“La tolleranza dell’intolleranza” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Se continuiamo a tollerare l’intolleranza, che si manifesta con pensieri, parole ed opere, limitandoci ad indicarne la deprecabilita solo con il verbo di circostanza, senza far seguire alla sottolineatura discorsiva, il fare concreto, nulla potrà mai cambiare.
La maggior parte delle nostre Genti è anni luce distante da assurde ed anacronistiche forme di razzismo, suprematismo e sovranismo. Segnalare, sottolineare, ogni singolo inaccettabile comportamento di intolleranza, è giusto e doveroso, ma ogni segnalazione o stigmatizzazione, deve necessariamente riportare dati e date, luoghi e orari, affinché gli autori di gesti e comportamenti assurdi, siano più facilmente identificati, pubblicamente svergognati, costantemente perseguiti e giustamente puniti.
Chi si arroga il potere, che non ha e che mai dovrà avere, di oltraggiare, vessare, ridicolizzare, bullizzare, deve essere perseguito secondo le leggi e le norme vigenti, che regolano il nostro vivere civile. La certezza del Diritto, rende un Paese libero, il resto è puro esercizio demagogico.
Non possiamo e non dobbiamo permettere che qualcuno possa compiere azioni che esulano dalle rispettive sfere di competenza, sconfinando nella prevaricazione e nell’oltraggio dell’altrui dignità.
Accoglienza, integrazione, rispetto, per ogni e qualsiasi diversità, sono peculiarità congenite che purtroppo nei secoli, folli e aberranti ideologie egocentristiche di singoli e di gruppi, hanno marcatamente saputo e voluto cancellare nelle menti dei singoli individui, attraverso la paura, il terrore, alimentando l’ignoranza. Il postulato che la natura degli esseri umani è violenta e prevaricante fa comodo ai suprematismo del momento. La reciproca mutualità deve divenire il postulato su cui basare il cambiamento di cui avvertiamo tutti la necessità. Ognuno di noi è diverso dall’altro e come tale deve essere accettato, integrato, considerato e rispettato. Tutti noi siamo unici e straordinari, capaci di dare e ricevere ricchezze, ma soprattutto siamo interdipendenti, facciamo in modo che i personali, assurdi e inaccettabili, comportamenti dei singoli o di minoranze di disturbati, non riemergano, divenendo paranoiche ideologie condivise, senza averne compreso la pericolosità e la deterrenza. Ideologie che tanto male hanno fatto a chi le ha accreditate e a chi le ha subite. La Storia insegna, ma non a tutti in egual misura, comunque è bene ricordare che, gli aspiranti dominatori del mondo di tutti i tempi hanno spesso fatto una brutta fine, per il male, le sofferenze e le atrocità perpetrate.

“La forma e la sostanza” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Le parole danno forma al pensiero, gli atti danno sostanza al fare.
Non cambiamo la sostanza della condizione delle Donne solo declinando al femminile i ruoli e le mansioni.
È il rispetto, la considerazione il riconoscimento delle capacità, delle competenze e del valore delle Donne,
il vero cambiamento.
Firenze 8 marzo 2021

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

Casellati: «La vera emancipazione è passare dalle quote al merito» https://www.ilmessaggero.it/politica/casellati_emancipazione_merito_quote_ultima_ora_8_marzo_2021-5815994.html

“Tanto ovvio, molto scontato e poco praticato” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Credito immagine : https://www.hdblog.it/2018/04/05/pc-tablet-smartphone–mercato-2018-2019-2020/

Sono sempre le cose più ovvie e scontate quelle più difficili da praticare, ma sono le stesse che potrebbero rendere più facile il tutto.
Ognuno di noi è un sensore, che percepisce, conosce e scopre sempre nuove cose intorno a sé e se solo lo volessimo, potremmo anche condividerle. La moderna tecnologia, gli smarphon e i computer, che la maggior parte di noi utilizza quotidianamente, ci consentono di interconnetterci in tempo reale, in ogni parte del mondo. Potremmo quindi comunicare informazioni utili, necessarie, importanti, ma spesso e volentieri utilizziamo questi strumenti per comunicare cose inutili. Scagliarsi contro il progresso è anacronistico, un assurda perdita di tempo, il progresso è un treno, a cui si potrà rallentare, ostacolare, intralciare, la costruzione della strada ferrata su cui viaggerà, ma nessuno mai potrà fermare la sua corsa. Dovremmo invece più oculatamente recriminare sul comportamento di chi ha la responsabilità e il dovere di insegnare, l’uso più giusto e consapevole della moderna tecnologia, qualsiasi essa sia, affinché divenga uno strumento informativo, partecipativo, emancipativo e non distrattivo dalla realtà che ci ciorconda. Per poterlo fare è necessario volerlo e saperlo fare, tutto il resto è solo esercizio di inutile retorica. Se amiamo veramente il nostro Paese, facciamolo conoscere, comunichiamo fra noi ciò che è importante e partecipiamo al mondo intero ciò che è determinante per la valorizzazione delle nostre risorse.
Firenze 8 marzo 2021

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Cristina Acidini” Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno.

I&f Arte Cultura Attualità
“Cristina Acidini”

Cristina Acidini con Dario Nardella e Tommaso Sacchi, Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Firenze

Cristina Acidini è una storica dell’Arte italiana, soprintendente dal 2006 al 2014 della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della Città di Firenze.
È Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno.
L’Accademia delle Arti del Disegno, la cui creazione, risale al gennaio 1563, è una Associazione privata con sede in Firenze.

“Innovazione e Musei”
È il nuovo appuntamento de Gli amici di ARTOUR-O il MUST e Italia&friends di Mercoledì 10 febbraio 2021 – ore 21.00, che avrà come ospite d’onore Cristina Acidini Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. In diretta sul canale Youtube ARTOUR-O https://www.youtube.com/channel/UC7GhvfpfHwNrgoaQ4Vim6nA
Interverranno Gianfranco Martino Sindaco di Alice Bel Colle e Riccardo Rescio di Italia&friends
Farà gli onori di casa Tiz Leopizzi
Vi aspettiamo !

Cristina Acidini Cortile del Michelozzo di Palazzo Vecchio a Firenze

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“A proposito dell’erigendo Museo della Lingua Italiana – passo passo con Dante” di Carla Magnan

ARTOUR-O il MUST
Variazioni sul tema Innovazione e Musei parlando della storia del nostro bel idioma a proposito dell’erigendo Museo della Lingua Italiana – passo passo con Dante.

Intervento di Carla Magnan, frutto di letture (che riporto) e riflessioni

Tutti sanno che Dante è il “padre della lingua”, ma è difficile capirlo appieno finché non si cominciano a dare un po’ di numeri. È stato calcolato che più dell’80% del lessico fondamentale italiano è già presente nella Commedia; in particolare il 60% circa delle parole oggi più usate esistevano prima, e Dante le ha tramandate fino a noi.

Credito immagine : https://pillolediconoscenza.it/le-parole-un-gioco-di-relazioni/

Il restante 20% invece l’ha inventato lui, attingendo al latino, al francese, ai dialetti o semplicemente alla propria fantasia. Molte le usiamo ancora oggi: per esempio tutte le volte che “inoltriamo”
un’email lo dobbiamo a lui, inventore del verbo “inoltrare”.1

Dovendo partire per i mei ragionamenti su suggerimento di Tiziana Leopizzi da qualche terzina della Commedia, tra gli altri vocaboli da lui riportati ho scelto il verbo “vagheggiare”.
Dante, Purgatorio XVI, vv. 85-90
“Esce di mano a lui che la vagheggia

prima che sia, a guisa di fanciulla
che piangendo e ridendo pargoleggia,
l’anima semplicetta che sa nulla,
salvo che, mossa da lieto fattore,
volontier torna a ciò che la trastulla.
Di picciol bene in pria sente sapore; quivi s’inganna, e dietro ad esso corre,
se guida o fren non torce suo amore.”
Questo verbo ci mette davanti alla complessità del significato dell’aggettivo “vago”. Oggi gli ricolleghiamo quasi sempre i significati di incerto, indefinito, ma a ben guardare (o ad ascoltare) questa parola ci comunica molto di più. Vago è colui o ciò che si muove qua e là senza una meta certa, vagando appunto, instabilmente: può essere vago il vento, vaga la fantasia.
E la parola da un significato quasi “negativo” ne assume un altro più affascinante, suggerendoci una delle estensioni più aggraziate della nostra lingua: il vago diventa il desideroso, il voglioso, agendo con volubilità ciò da cui è attratto.
E un passo dopo l’altro, collegandoci a questo immaginario, diventa il leggiadro, il bello, l’amabile ed il suo verbo prende la forma del contemplare con ammirazione, del rimirare a lungo.2
Le parole hanno viaggiato nel corso di secoli al seguito degli spostamenti degli uomini, e essi ne esportavano il senso ed il suono, creando più o meno consapevolmente trasformazioni, accoppiamenti e modifiche. Ma il “viaggio” delle parole implica anche la modifica del vocabolario, cambiamenti o perdita del senso delle parole o addirittura la loro cancellazione. “Molte parole hanno la capacità di dare voce a cose che altrimenti non vedremmo creando un’idea dove prima non c’era e ci consentono di far risuonare la realtà in modo diverso, nuovo. Alcune di esse possono illuminare il nostro immaginario perchè sono illuminati.

Tutte, sono musica e fanno risuonare la realtà in modo diverso, più preciso, più mirato, modificando la sua percezione.”3 Ogni vocabolo può smuovere interi universi che riguardano la memoria collettiva, l’immaginario individuale anche sensoriale, l’identità, la visione che si ha del mondo, il suono che si dà alle cose del mondo.
Contribuire a tutelare il linguaggio e la sua ricchezza fa si che attraverso le parole anche le più antiche si possa rileggere ed reinventare la realtà. Questa può essere una delle soluzioni per combattere l’inversione dell’effetto Flynn4: il QI medio della popolazione mondiale, che dal dopoguerra alla fine degli anni ’90 era sempre aumentato, nell’ultimo ventennio è invece in diminuzione. Dai test effettuati sembra che il livello d’intelligenza misurato diminuisca proprio nei paesi più sviluppati.
Una delle cause potrebbe essere proprio l’impoverimento del linguaggio. Diversi studi dimostrano infatti la diminuzione della conoscenza lessicale e l’impoverimento della lingua: non si tratta solo della riduzione del vocabolario utilizzato, ma anche delle sottigliezze linguistiche che permettono di elaborare e formulare un pensiero complesso.

Spingo spesso i miei studenti ad una sfida: confrontare un classico della cinematografia come “L’erba del vicino è sempre la più verde” famoso film del 1960 con Cary Grant e Debora Kerr con un qualunque film americano anche di qualità degli ultimi 15/20 anni.

L’erba del vicino è sempre più verde (1960)

La sfida consiste nel misurare la quantità di testo recitato, i tempi usati, le parole scelte per una determinata azione e di quantificarle in tempo cinematografico impiegato per compierle. Molti di loro non riescono a rimanere concentrati per riuscire a svolgere il compito assegnato. Il risultato è che la quantità di parole e verbi usati per descrivere le azioni o sottolineare un avvenimento è di molto superiore rispetto a qualunque film più o meno contemporaneo. La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo. Senza parole per costruire un ragionamento, il pensiero complesso è reso impossibile.

Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare. La storia è ricca di esempi e molti libri (Georges Orwell – “1984”; Ray Bradbury – “Fahrenheit 451”) hanno raccontato come tutti i regimi totalitari hanno sempre ostacolato il pensiero, attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole. Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E non c’è pensiero senza parole.
Contribuire a tutelare il linguaggio e la sua ricchezza fa si che attraverso le parole si possa rileggere ed reinventare la realtà. Come salvare alcune di esse dall’oblio e riportarle alla nostra attenzione e soprattutto al nostro uso?
Per ricollegarmi all’oggetto del mio intervento, prendo spunto da un articolo uscito recentemente: “Quattro modi per rovinare Dante e un modo per salvarlo”5 di Justin Steinberg.I quattro modi per rovinarlo sono così classificati:

1. Dante è solo per dantisti. Questo è il presupposto più diffuso e opprimente che minaccia la disciplina: se non hai studiato Dante per almeno un decennio non puoi capirlo.

2. Dante è uno di noi. Questo presupposto sembrerebbe più condivisibile di quello precedente. E invece è più insidioso. Questo processo di familiarizzazione rende la poesia di Dante più accessibile, sì; ma anche meno stimolante. Ma perché mai l’arte, per piacerci, dovrebbe essere di facile approccio?

3. Dante è un poeta cattolico. E’ impossibile non notare l’ascesa del dantismo cattolico. Gli studiosi che lavorano con questo orientamento tendono a minimizzare il conflitto nei testi di Dante.

4. Dante è un monumento. Quest’ultimo presupposto è il principale responsabile delle celebrazioni in corso quest’anno. Dante fa oggi parte della cultura ufficiale. Nessuno è contro Dante, nessuno ne mette in discussione la grandezza. Tutti, al contrario, vogliono una fettina della torta Dante, per approfittare dell’associazione col suo nome: con la speranza che qualche traccia della sua autorità si trasmetta fino a loro. Ma in ogni caso abbiamo a che fare con fondi in cerca di idee invece che con idee in cerca di fondi.

Come salvare Dante. Ho invece in mente studiosi di altre discipline che si confrontano in modo serrato proprio con la poesia di Dante. Vorrei leggere saggi sui testi di Dante scritti da persone colte che non siano specialisti di Dante.

Come salverei io dunque Dante attraverso la lettura della Divina Commedia? Applicando diverse modalità di lettura e studio, attraverso lo spunto dato da “parole altrimenti smarrite”. Nasce quindi la possibilità di una consultazione del libro a ZIZINO, ovvero spizzicando una terzina qua e là (aprendo il libro a caso); oppure una lettura QUADRILARGA, ovvero più larga che alta, consultando il libro in orizzontale, accoppiando una terzina della pagina a sinistra con quella di destra.

Se si possiede una certa dose di ardimento, suggerisco una lettura a GORGHIPROFÓNDA (dotata di profondi abissi) e leggere abbinamenti di versi canto dopo canto, oppure a MUTOPARLANTE (parola meravigliosa, la mia preferita, ossia che suscita emozioni attraverso il linguaggio visivo, senza usare le parole), a partire dalle tavole che illustrano le diverse sezioni6. Utilizzando questa modalità abbiamo la possibilità di consultare i magnifici manoscritti dello Yates Thompson 36, un codice della Divina Commedia conservato alla British Library di Londra Realizzato tra il 1444 e il 1450 per volontà del re di Napoli Alfonso V, o il Codice Lanciano risalente al 1336, il più antico codice della Commedia o quella di Dante Estense del 14 secolo.
Ma altre ancora possono essere le alternative. Per dirla con una frase attraverso “L’arte che progetta il passato, cavalca il presente e promette futuro”7, e che spinge quindi a nuove fantastiche prospettive di lettura.

1) Attraverso l’ultimo libro di Marco Santagata (scrittore, critico letterario, accademico italiano e soprattutto amico, recentemente scomparso): Le donne di Dante. Lungo il racconto prende vita un autentico carosello di figure femminili: donne di famiglia, dalla madre Bella alla moglie Gemma Donati e alla figlia Antonia, che si farà monaca col nome di Beatrice; donne amate, prima fra tutte il suo amore giovanile, la Bice Portinari trasfigurata nella Beatrice della «Vita Nova» e del «Convivio», e poi angelicata nel Paradiso; infine le dame e le gentildonne del tempo, come Francesca da Rimini e Pia de’ Tolomei, che pure trovano voce nelle cantiche della «Commedia»

2) Per la prima volta, un occhio attento si è posato sui fiori e sulle piante che compaiono nella Divina Commedia. Non era mai accaduto prima che l’opera magnifica di Dante Alighieri, conosciuta in tutto il mondo, venisse riletta e proposta in questa chiave.

3) ”Pigliare occhi, per aver la mente”. Dante, la Commedia e le arti figurative di Laura Pasquini ci prospetta una rilettura per immagini. Quali immagini ha visto Dante? Su quali di esse si è soffermato a pensare? Che ruolo hanno avuto nella scrittura della Commedia? In questo volume l’autrice ci guida come in un ideale viaggio (Firenze, Roma, Padova, Ravenna, Venezia) attraverso le opere che hanno agito sulla principale creazione dantesca. Mosaici, affreschi, sculture, di cui Dante non parla direttamente, ma che di certo hanno catturato la sua attenzione, finendo per concorrere in vario modo alla costruzione dell’immagine poetica. Ne risulta un libro fitto di richiami testuali e di prospettive inedite su quello che dovette essere l’immaginario di Dante e che magari lo ha aiutato a concepire le immagini che riempiono la Commedia. Possiamo così fantasticare su un suo colloquio con Giotto davanti alla cappella degli Scrovegni, o lo possiamo inseguire in un viaggio ideale a Firenze, Roma, Padova, Ravenna, Venezia alla Basilica di San Marco o al Torcello, al Battisfero di Firenze, a Ravenna, ammirando il Cielo stellato del Mausoleo di Gallia Placidia a Ravenna che ritroviamo nel Canto XI:
“Credette Cimabue nella pintura
Tener lo campo; e ora ha Giotto il grido, Sì che la fama di colui oscura.”

4) Ma quanta musica c’è nella Divina Commedia? Quante citazioni di brani? Perchè non sperimentare una musical-lettura? I personaggi che animano il Purgatorio si presentano al protagonista nell’atto di intonare brani appartenenti al repertorio salmodico ed innodico: il canto rappresenta una parte dell’espiazione della pena. Alcune anime di cui il protagonista percepisce la presenza stanno eseguono il Salmo 50; sente il Miserere risuonante in zone diverse degli spazi purgatoriali. Ed ecco piangere e cantar s’udìe Labia mea, Domine per modo tal, che diletto e doglia parturìe. (Pg. XXIII 10-12) oppure Summae Deus clementiae’ nel seno al grande ardore allora udi’ cantando, che di volger mi fé caler non meno; In exitu Israel de Aegypto cantavan tutti insieme ad una voce con quanto di quel salmo è poscia scripto. (Pg. II 46-48)8

5) Se ho parlato di piante perchè non citare gli animali, attraverso la proposta di uno spettacolo musicale: Vox in Bestia, un nuovo bestiario d’amore di e con Laura Catrani, soprano e Tiziano Scarpa, autore dei testi e voce narrante. Qui prendono vita ( e voce) Cerbero, il Minotauro, l’agnello tra due lupi e il cane tra due daini, l’allodola, il pellicano. Ma anche il grifone, l’aquila imperiale, la volpe eretica, il drago diabolico. La Commedia di Dante, tre le sue pieghe infinite, offre anche il dono di uno straordinario “bestiario poetico”: fantastico, irto di simboli, ma al tempo stesso reale. In cui fiere, bestie e animali immaginari sono sempre un tramite tra gli uomini e Dio, tra le anime dei morti e la luce divina verso la quale tutte guardano. Come scrive in questo libro consigliassimo Giuseppe Ledda, l’autore del Il bestiario dell’aldilà. Gli animali della Commedia di Dante, “una tra le presenze più sorprendenti del poema dantesco è quella degli animali. Si tratta di una presenza continua e variatissima, che si apre nel primo canto dell’Inferno con la lonza, il leone e la lupa, le cosiddette tre fiere”, e arriva sino alle api, cui sono paragonati gli angeli nell’empireo”.

6) Infine, Come Dante può salvarti la vita. Conoscere fa sempre la differenza di Enrico Castelli Gattinara. Nell’era dell’effetto Dunning-Kruger, quella distorsione per cui chi meno sa più crede di sapere, è bello scoprire che invece ci sono stati casi – e tanti – in cui sapere, ricordare ha fatto letteralmente la differenza tra vivere o morire, tra fortuna e miseria, tra resistenza e disperazione. E non il conoscere pratiche estreme di sopravvivenza, ma il fatto di riportare alla mente il brano di un grande classico imparato a memoria ai tempi della scuola, di sapere dove posare le dita davanti a uno strumento musicale, di riuscire a interpretare un dipinto o una scultura, di comprendere un’opera teatrale. Il fatto di avere un piccolo ma solido bagaglio di cultura. Sì, cultura. Enrico Castelli tutti i giorni deve trovare il modo per convincere i suoi ragazzi che sapere serve. E quando loro sbuffano alla richiesta di imparare qualche verso di Dante a memoria, racconta loro la storia di un uomo che grazie a quelle terzine è sopravvissuto al campo di concentramento.
Dalle parole più o meno smarrite e da conservare, siamo arrivati a capire che la lingua non serve a risolvere problemi ma a produrre domande anche sulle svariate possibilità e significati della nostra comunicazione.
Concludo con questa bellissima frase tratta da un altro libro, Dante ci libera tutti:
“Ci si aspetterebbe che un poema di 14.233 versi dica tutto quello che ha da dire. E invece no, in tantissime occasioni la Commedia tace, eppure non parla mai così forte come quando sta zitta”9.
E di tantissime inaspettate cose, aggiungo io.

Note
1 https://unaparolaalgiorno.it/significato/contrappasso2 Ivi
3 Achille Bonito Oliva, dalla prefazione de “Il libro delle parole altrimenti smarrite” di Sabrina D’Alessandro (BUR saggi Rizzoli)
2 Ivi
3 Achille Bonito Oliva, dalla prefazione de “Il libro delle parole altrimenti smarrite” di Sabrina D’Alessandro (BUR saggi Rizzoli)
4 https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Flynn
5 https://www.lindiceonline.com/letture/quattro-modi-rovinare-dante-un-modo- salvarlo/?fbclid=IwAR1E5JEZ3kup5i4_8sCj86nz5oQXHjRAqcQ8yYDfnp34q6ehI5aJCSxH90w
6 Queste parole le ho trovate in questo magnifico libro già citato: “Il libro delle parole altrimenti smarrite” di Sabrina D’Alessandro
7 Achille Bonito Oliva
8 “Aure musicali in Dante” di Chiara Cappuccio, Universidad Complutense de Madrid
9 “Dante libera tutti” di Moretti, Congiu e Masetti. (Una parola la giorno)

Carla Magnan è compositore e didatta. “Talento e disciplina potrebbe intitolarsi un saggio sulla sua musica”. (Renzo Cresti, Musica Presente, Tendenze e compositori di oggi). L’8 marzo 2018 è stata nominata dal Sindaco di Genova Marco Bucci Ambasciatrice di Genova nel Mondo insieme ad altre 28 eccellenze femminili legate alla Città. http://www.carlamagnan.com

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Italia, tutta da scoprire, tutta da comunicare” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

L’Italia è il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, in un territorio fra i più ambiti e amati al mondo.
In ogni luogo di questo nostro straordinario Paese ci sono affascinanti storie da ascoltare, bellissimi posti da vedere, quisiti sapori da assaggiare e coinvolgenti eventi da vivere.

Se tutti noi prendessimo piena consapevolezza delle meraviglie che abbiamo intorno, partecipandole, condividendole, facendole conoscere, proprio attraverso i Social, senza darle per scontate, sicuramente potremo contribuire a censire, tutelare, valorizzare e far conoscere l’immenso, ampio e variegato, patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità. Una eredità che dobbiamo imparare a gestire, per non vederla lentamente depauperare.

Un primo segno dopo anni di sollecitazioni, è che il Turismo ha finalmente un Ministero, speriamo che divenga quel volano necessario alla realizzazione del ”Sistama Italia” affinché tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 Regoni, abbiano la giusta rilevanza.
Contribuiamo tutti a partecipare il nostro conosciuto
Riccardo Rescio (Italiaefriends)

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Innovazione e Musei” con Cristina Acidini

“Innovazione e Musei”
con Cristina Acidini Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

È il nuovo appuntamento de Gli amici di ARTOUR-O il MUST e Italia&friends
Mercoledì 10 febbraio 2021 – ore 21.00
In diretta sul nostro canale Youtube https://www.youtube.com/channel/UC7GhvfpfHwNrgoaQ4Vim6nA
Interverranno Gianfranco Martino Sindaco di Alice Bel Colle e Riccardo Rescio di Italia&friends
Farà gli onori di casa Tiz Leopizzi
Vi aspettiamo!
#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

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“Il RotoWeb Illustrato” di Italia&friends

Alla scoperta di un Paese straordinario chiamato Italia.

Tutto il bello e il buono, ancora tutto da scoprire delle nostre 20 Regioni, lo potrete trovare su I&f Arte Cultura Attualità, il RotoWeb Illustrato di Italia&friends.
Sono innumerevoli le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche della Penisola delle Meraviglie.
Ogni nostro singolo territorio, ha infatti affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da mostrare, squisiti sapori da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere.
I&f Arte Cultura Attualità, non è una rivista, tanto meno un giornale e neppure un volantino pubblicitario, è semplicemente il nostro modo di comunicare le meraviglie d’Italia.
Lo abbiamo fatto, lo facciamo e continueremo a farlo, con il supporto attivo dei volontari della nostra Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia, sulle piattaforme web su cui siamo presenti come Italia&friends, che costituisce il momento comunicazionale della Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia ApS (no profit). https://italiaefriends.wordpress.com/2019/07/24/cosa-e-lassociazione-assaggia-litalia-aps/?preview=true

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“I Balmetti e lo sviluppo sostenibile” di Tiziana Leopizzi

via Francigena…

Che emozione ritrovarmi a camminare su questa via che evoca storie ad ogni passo. Avevo sempre sentito parlare dell’antichissimo collegamento aperto da avi coraggiosi per unire Nord e Sud: da Canterbury al Salento.
L’ho incrociata a Borgofranco d’Ivrea con Maurizio DiMaggio, la mitica Voce di RMC e grande amico di ARTOURO, invitati da lui a scoprire i Balmetti. ll nome vanta la radice ligure Balma che stava a indicare caverna o grotta.
“DiMaggio sempre in viaggio” è il suo pseudonimo social che ben fotografa la curiosità innata che lo caratterizza mentre la sua generosità lo porta a condividere le sue esperienze con gli ascoltatori. Caratteristica che ci riporta ai Balmetti della sua infanzia, luogo tradizionalmente legato all’accoglienza; ci aspettava proprio sotto la targa della via Francigena, e la percorriamo, cosa che personalmente mi ha molto emozionato, per raggiungere questo luogo fuori dal mondo, nato da un terremoto avvenuto circa tre secoli fa.

Siamo proprio sopra la placca tettonica africana che qui lambisce il piede delle Alpi. La spinta allora creó uno scossone tale che parte della montagna rovinò a valle, e per un fronte di circa un km si accumularono potenti blocchi di roccia che sembrano squadrati con l’accetta di un gigante.
Qualcuno però col tempo fece una scoperta: la montagna respirava… sorprendentemente dalle viscere della terra fuoriusciva aria fredda, alla temperatura costante di 8 gradi, estate e inverno, ma la cosa più interessante fu accorgersi che le fenditure, le “ore”, in sostanza camini naturali, si trovavano a intervalli più o meno regolari lungo tutto il fronte della frana.

A quei tempi non c’era modo di conservare i cibi se non d’inverno, grazie alla neve a al ghiaccio e gli abitanti, intuitone il potenziale, si organizzarono presto per sfruttare tanta manna. Pare sia stata la famiglia Di Giacomo, arrivata a Borgofranco nel ‘700 ma originaria della Valchiavenna, a donare agli abitanti il segreto per sfruttare il prezioso fenomeno già noto in Svizzera con il nome di Crotti.
Sorsero quindi prima dei ricoveri, che via via diventarono sempre meno precari, fino a diventare cantine. ll passo dalle cantine a luogo conviviale fu breve e al primo piano nacquero delle salette da pranzo, molto vissute. Lo strano insediamento irregolare fatto in sostanza di cascine frutto di architettura spontanea, si estende in direzione nord, fino alla Serra morenica, la spettacolare ruga, la collina che cammina alla stessa altezza per chilometri, che è il segno lasciato dai ghiacciai quando si ritirarono.

I Balmetti corrono per circa cinquecento metri e questo strano villaggio-non villaggio circondato da prati, a ridosso della montagna, che a prima vista sembra abbandonato, in realtà è un luogo di amicizia e condivisione, di relax, amato, e frequentato dagli abitanti che qui si ritrovano proprio per godere il fresco che la montagna genera. La Comunità è molto attenta alla sua salvaguardia, i Balmetti sono area protetta…e gli abitanti la difendono attentamente… Anni fa si opposero al passaggio di una superstrada che avrebbe potuto alterare l’equilibrio delle “ore”.
Vico di Bacco, Via del Buonumore e Via della Coppa che indicano già il carattere del luogo, si animano soprattutto in tre momenti particolari dell’anno: la festa dei Balmetti, naturalmente la vendemmia e il Carnevale.

In tutto il Canavese il Carnevale è profondamente amato legato com’è alla tradizione. Sono ben tre le società carnascialesche accompagnate dalle bande di ottoni e tamburi, e dagli abitanti che indossano le divise di Napoleone tra cui alcune vantano addirittura i bottoni originali.
Che aspettiamo? “Andòma ai Balmit” ! non è solo il titolo dell’ appuntamento della terza domenica di giugno quando i Balmetti di Borgofranco si riempiono di gente e di musica ma è l’invito ad un modo di vivere gioioso.

Maurizio DiMaggio è ARTOUR-O d’Argento

La Pro Loco di Borgofranco (tel. 0125-751307) è il punto di riferimento principale per visitare i Balmetti, tutti, lo ricordiamo, di proprietà privata.

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

A proposito di Turismo, Ministeri e visioni prospettiche” di Riccardo Rescio

“Il Turismo è una cosa seria” di Riccardo Rescio (febbraio 2019)

Compartimenti stagni, o vasi comunicanti, evoluzione o involuzione, cognizione o inconsapevolezza, progresso o regresso, quesiti ancestrali a cui anche il Turismo Nazionale non può e non deve sottrarsi.

Bisognerebbe allora domandarsi se sia effettivamente necessario far crescere e sviluppare le valenze che caratterizzano e identificano le nostre “Terre Uniche”, se sia necessario, implementare le opportunità occupazionali, se sia necessario diversificare la destinazione dei flussi Turistici sull’intero Territorio, se sia necessario destagionalizzare le nostre attrattive, e infine, sarebbe ancora utile chiedersi se il nostro attuale modo di operare, nel comparto Turistico, sia in grado di fare tutto ciò, o se invece necessitiamo di “Sistema Turismo”, organico, funzionale, efficiente, che abbia consapevolezza dell’oggi e visione prospettica per il domani.

Dobbiamo prendere maggiore consapevolezza dello stato dei fatti perché, come afferma Jose Saramago, Premio Nobel per la letteratura, nel suo libro “Cecità”, “Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

Una cecità diffusa, che risparmia solo alcuni, una esigua minoranza che pur conservando la capacità di vedere è costretta, per poter sopravvive, a far finta di averla persa.

C’è infatti chi osserva che il Turismo sia effettivamente una risorsa su cui investire, in termini di formazione e professionalità, capacità e competenze, organizzazione e pianificazione, strutture e infrastrutture, ma non ha la forza, ne la volontà e tantomeno il supporto necessario per dichiarare questa capacità, poi invece c’è chi, pur nelle cecità più assoluta, è convinto di vedere, certi che tutto ciò che si doveva fare, sia stato fatto, tutto ciò che si sarebbe dovuto conoscere, sia diffusamente conosciuto e tutto ciò che avremmo dovuto comunicare sia stato ampiamente comunicato.

Questi ultimi illuminati, storditi da una retorica dindondante e ricorrente, sono convinti, che la nostra “Penisola delle Meraviglie” sia talmente conosciuta, da noi Italiani e dal resto del mondo, che non siano più necessari ulteriori impegni per promuoverla, certi che tutto il necessario sia stato fatto, quindi a cosa potrebbe mai servire un “Ministero del Turismo”, visto e constatato che il settore è ormai maturo, il territorio è saturo di turisti in tutte le proprie declinazioni. Competenze Turistiche benissimo accorpabili ad un vero e proprio ministero, più pesante e importante, magari come quello della Cultura e della Agricoltura.

Saramago ha perfettamente ragione, siamo ciechi, cechi che pur vedendo, non hanno alcuna voglia di vedere.
Un “Ministero del Turismo” non solo è necessario, ma indispensabile, poiché una della maggiori risorse del nostro Paese ha bisogno di una forte riorganizzazione, che trovi il proprio punto di forza nella sinergia e nella complementarietà, di tutte le componenti che hanno interesse e titolo nel Turismo Italiano.

Un Ministero riveduto e corretto con maggiori competenze specifiche in tutti i settori in cui è segmentato il comparto Turistico.

Non più compartimenti stagni, ma vasi comunicanti, poiché ogni singola località della nostra “Penisola delle Meraviglie” ha una straordinaria Storia da raccontare, un Bellissimo Posto da far vedere, uno squisito Sapore.

Tutte le nostre “Terre Uniche” esprimo Valenze e le Valenze non sono altro che l’incontrovertibile espressione dei rispettivi Territori d’origine.

Un “Circolo Virtuoso” che deve divenire una costante inalienabile per tutto ciò che caratterizza e identifica le nostre Terre.

Se realmente, siamo consapevoli delle nostre immense potenzialità, smettiamo di accontentarci del piccolo cabotaggio e incominciamo a tracciare le grandi rotte transoceaniche, che il nostro straordinario “Transatlantico Italia”, può e deve percorrere.

Pubblicato da Riccardo Rescio su Facebook il 2 febbraio 2019 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2267858556599272&id=100001254482577

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“I&f Arte Cultura Attualità” il RotoWeb Illustrato di Italia&friends

“Tutto quello che avreste voluto sapere dell’Italia, che non avete mai osato chiedere”

I&f Arte Cultura Attualità, è il RotoWeb Illustrato di Italia&friends. Non è una rivista, tanto meno un giornale e neppure un volantino pubblicitario, è semplicemente il nostro modo di comunicare, attraverso le piattaforme web, tutto il bello e il buono che abbiamo in questo straordinario Paese chiamato Italia. Tutti possono partecipare il proprio conosciuto, a noi e al mondo intero, facendo scoprire quanto l’Italia veramente vale e merita.

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“22 novembre 1963” di Riccardo Rescio

Ieri Oggi Domani

Credito immagine : https://www.mam-e.it/attualita/john-fitzgerald-kennedy-57-anni-fa-la-tragica-morte/

Nel cinema dell’aeroporto militare Ugo Niutta di Capodichino Napoli, due volte alla settimana venivano regolarmente proiettati film, per la maggior parte commedie americane, a volte venivano anche organizzati spettacoli teatrali, musicali, di magia e illusionismo. Era un piacevole appuntamento, un attrazione conviviale per i militari di stanza nella base. La mia famiglia ed io eravamo privilegiati, visto che abitavamo proprio in aeroporto. Il nostro era un alloggio demaniale, messo a disposizione di mio padre in forza all’86°Gruppo Antisom della Aeronautica Militare Italiana. A questo speciale gruppo, misto fra piloti e specialisti della Marina e della Aeronautica, era assegnato il compito di perlustrare il Mar Mediterraneo per l’individuazione di sommergibili non identificati. Mio padre, come specialista di bordo doveva essere sempre reperibile e disponibile. La sera del 22 novembre del 1963, tranquillamente seduti, assistevano alla riproduzione di un film con Doris Day e Jak Lemmon, quando la proiezione fu interrotta, le luci si riaccesero e il Comandante della base Colonnello Basurto, affacciato alla balaustra della galleria del cinema sovrastante la platea, annunciò il decesso del Presidente degli Stati Uniti D’America Johon Fitzgerald Kennedy in seguito ad un attentato avvenuto a Huston nel Texas. Sconcertati, increduli e molto preoccupati ci avviamo mestamente tutti verso le nostre rispettive case. L’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America, venne commesso venerdì 22 novembre 1963 a Dallas, Texas, alle 12:30, 18.30 in Italia. Fu questo il secondo tragico evento pubblico, di cui sono stato testimone temporale nella mia vita, dopo l’eccidio di Kindu, in Congo, dove furono trucidati tredici aviatori della Aeronautica Militare Italiana, che facevano parte di un contingente delle Nazioni Unite. Il tragico evento avvenne il 12 novembre 1961, io avevo 11 anni.

Credito immagine : https://m.facebook.com/AeronauticaMilitareOfficialPage/photos/accaddeoggicon-la-straziante-prima-pagina-de-la-nazione-ricordiamo-oggi-i-13-avi/1393321070833921/

Il Congo, lo stesso Paese che oggi è stato teatro dell’uccisione del nostro Ambasciatore Luca Attanasio del nostro Carabiniere della sua scorta Vittorio Iacovacci. Lunedì 22 febbraio 2021

Credito immagine : https://www.google.com/amp/s/amp.today.it/cronaca/attanasio-iacovacci-autopsia.html

#daieriadomani

#daieriadomani

“Le Medichesse e la vocazione femminile alla cura” Aboca Museum

Valentino Mercati fondatore di Aboca, mercoledì 24 febbraio 2021 è stato gradito ospite d’onore a Gli amici di ARTOUR-O il MUST e I&f – Italia&friends con Alessandro Bertirotti Riccardo Rescio e Tiz Leopizzi

L’incontro andato in diretta è visibile sul canale Youtube ARTOUR-O il MUST
https://m.youtube.com/user/ellequadrovideo

http://www.ellequadro.com
ABC 360° MUSiAT

I&f Arte Cultura Attualità
italiaefriends.wordpress.com

Aboca Museum https://www.abocamuseum.it/it/

Aboca

Innovatori per Tradizione

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“L’Innovazione nella Scuola a Didacta 2021” di Riccardo Rescio

“Didacta 2019”

“Didacta 2021”
La Mostra sul mondo della Scuola a tutto tondo, presenta un programma scientifico coordinato da INDIRE, che coinvolge attivamente le più prestigiose realtà italiane e internazionali nel campo dell’istruzione e della formazione, insieme ai Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca.
Didacta che si è svolta nelle edizioni precedenti alla Fortezza da Basso di Firenze tornerà in forma fisica nel 2022.
Questo importante appuntamento in Italia sull’innovazione della scuola nel nostro Paese, sarà On Line da mercoledì 16 a venerdì 19 marzo 2021

Saranno circa 160 gli eventi previsti, tra convegni, workshop e seminari, dove verranno affrontate varie tematiche, dall’ambito umanistico/scientifico a quello della tecnologia e dell’apprendimento.
Il programma sarà suddiviso per tipologie di attività rivolte ai dirigenti, agli insegnanti delle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e di secondo grado, al mondo della ricerca e a quello universitario.
Fiera Didacta Italia FirenzeFiera – PalaCongressi
#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

http://www.fieradidacta.itDidacta@firenzefiera.it

“Il 2 luglio del 1963, c’ero anch’io ” di Riccardo Rescio

L’aereostazione di Capodichino era nuova, piccola, ma molto carina, costituiva una metà fissa per me che abitavo nella parte militare dell’aeroporto. Ci andavo spesso a vedere i turisti che arrivavano e partivano da quella splendida Città conosciuta nel mondo con il nome di Napoli. L’aereostazione aveva una grande sala centrale con divani e poltrone di pelle e due corridoi, uno a destra e l’altro a sinistra dove, una dopo l’altra, c’erano le postazioni delle compagnie aeree internazionali che faceva scalo a Capodichino. Le postazioni erano tutte delle stesse dimensioni, sempre presidiate da hostess, molto gentili e sorridenti, sui banchi i leaflet e le brocure pubblicitarie, delle rispettive compagnie, di cui facevo sempre grandi scorte. Ero affascinato da quella particolare atmosfera, per me era come essere spettatore privilegiato a cui era data la possibilità di assistere alla realizzazione di un film. Tutto era molto curato, modernamente arredato, i turisti poi dai modi raffinati e ricercati, mi sembravano belli, elegantemente vestiti, sempre con borse e valige di pregio. Un volta, sempre all’interno dell’aerostazione, senti un annuncio che avvertiva il Signor Tony Renis, il cantante divenuto molto famoso con la canzone “Quando, quando quando”, di essere atteso da qualche parte, così per puro caso mi capito di assistere ad un gesto di galanteria, vidi Tony Renis che baciava la mano ad una hostess e la ringraziva per le gentilezze ricevute durante il volo, una scena che ricordo ancora molto nitidamente, uno dei tanti piccoli episodi che colpivano non poco la mia immaginazione. La parte civile dell’aeroporto di Napoli era a poche centinaia di metri dalla nostra casa, un alloggio demaniale dove vivevo con la mia famiglia, sempre all’interno dell’aeroporto, ma nella parte militare, poiché mio padre apparteneva all’86° Gruppo Antisom dell’Aeronautica Militare Italiana. L’aereostazione era quindi per me una specie di parco giochi, dove il divertimento era osservare il via vai dei turisti. Il 2 luglio del 1963, io avevo 13 anni, non sarei potuto di certo mancare all’avvenimento degli avvenimenti, John Fitzgerald Kennedy, il trentacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, sarebbe stato lì ed io lo avrei potuto vedere e così fu. Il Presidente Kennedy arrivò all’aeroporto di Capodichino su una macchina decapottabile nera, accanto a lui sedeva il nostro Presidente Antonio Segni.

Credito immagine : https://www.jfklibrary.org/asset-viewer/archives/JFKWHP/1963/Month%2007/Day%2002/JFKWHP-1963-07-02-F

Il 2 luglio del 1963, quindi io c’ero, ero in prima fila all’aeroporto civile di Napoli, solo pochissimi metri mi separavano dal mito, da quell’uomo politico, molto amato e apprezzato, che risultava simpatico anche ai ragazzini come me. I sistemi di sicurezza ci saranno sicuramente stati, ma ben lungi dagli attuali previsti per i capi di stato, quelli invece a noi visibili si riducevano a qualche agente in borghese, in completo grigio e Ray Ban di metallo a lenti scure, che dando le spalle all’aereo, controllavano il pubblico. Eravamo una folla festante, come raccontate dalle cronache di quei giorni e confermate da me, che ne sono stato testimone. In Città circa 700mila persone si erano riversate per le strade di Napoli, per vedere il Presidente Americano percorrere la città a bordo della sua limousine. Poco prima di salire a bordo dell’aereo che lo avrebbe riportato a casa, si congedò dicendo: “L’accoglienza affettuosa di Napoli ci rende più triste la partenza, più felice il pensiero del ritorno”. Quel calore spontaneo aveva davvero toccato il cuore del Presidente kennedy, almeno quanto il ricordo e la forte emozione provata che resta in modo forte ed indelebile nel mio cuore.

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“5 marzo 2020” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Tommaso Sacchi

Il 5 marzo del 2020, nella conferenza stampa indetta al Teatro della Pergola di Firenze, dove erano stati invitati a partecipare anche i Direttori dei Teatri della Città Metropolitana e non solo, l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, con immenso rammarico, comunicava le chiusura dei Teatri, in ottemperanza alle direttive del governo centrale. Tra pochi giorni sarà un anno che, il mondo dello Spettacolo, della Cultura in generale, come altri comparti, dai servizi di ristorazione, alla somministrazione, dalla ricezione, all’accoglienza, versa in gravissime difficoltà. Ieri sera 22 febbraio 2021 i Teatri Italiani hanno riacceso le loro luci, un segno importate, un auspicio, affinché il 5 marzo del 2021 veda aprirsi la porte dei Teatri e quelle di tutti i luoghi della Cultura Italiani, perché la Cultura, l’Arte e la Bellezza, sono alimenti indispensabili per l’anima, come e quanto i cibi lo sono per il corpo.

Firenze 23 febbraio 2021 #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

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“Le coltivazioni Aboca”

I&f Arte Cultura Attualità

“Valentino Mercati”

Nella primavera del 1978 dall’intuizione di Valentino Mercati nasce Aboca, azienda Farmaceutica leader nel mercato degli integratori alimentari e dispositivi medici per la salute, con oltre 228 milioni di fatturato, Aboca esporta in 16 paesi nel mondo, nel nome della responsabilità sociale e della circolarità. Valentino Mercati sarà l’ospite d’onore al prossimo appuntamento de Gli amici di ARTOUR-O il MUST e I&f – Italia&friends

Diretta streaming sul canale
Youtube ARTOUR-O

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mercoledì 24 febbraio h 21.00
con Alessandro Bertirotti, Tiziana Leopizzi, Riccardo Rescio
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Aboca Museum https://www.abocamuseum.it/it/
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“Il Teatro ci manca”

I&f Arte Cultura Attualità

Teatro della Pergola Firenze

Lunedì 22 febbraio, dalle 19:30 alle 21:30, il Teatro della Pergola di Firenze, il Teatro Era di Pontedera e il Teatro ‘Mila Pieralli’ di Scandicci si illuminano per dire che il Teatro ci manca.
Fondazione Teatro della Toscana condivide e aderisce all’appello “Facciamo luce sul teatro” di UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo).
“Facciamo luce sul teatro”
La Cultura, l’Arte e la Bellezza, sono alimenti indispensabili per l’anima, come e quanto i cibi lo sono per il corpo.
Tutti noi abbiamo necessità e bisogno di essere quotidianamente sostenuti, nel fisico e nella mente.
Riapriamo i Teatri, i Cinema, i Musei e tutti i luoghi della Cultura, sono organizzati, controllati, sicuri.
Riccardo Rescio
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Tommaso Sacchi Teatro Della Pergola

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Luci alla Pergola

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“Arte, Moda, Spettacolo” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
Pitti Uomo, con gli scatti del maestro Aldo Fallai, alla Rinascente Firenze.

Aldo Fallai, è un fotografo di fama internazionale che ha raccontato la Città con le sue immagini di volti di Firenze.

Fino all’8 marzo, gli scatti di Aldo Fallai in collaborazione con Pitti Uomo, saranno in mostra alla Rinascente di Piazza della Repubblica

Il progetto si intitola «Ritratto al maschile», una manifestazione dedicata al vestire da uomo.
La Rinascente, trasformata in «Pitti Square», fisico e digitale si incontreranno con un’offerta di eccellenze tra brand storici e giovani designer emergenti.
Saranno 15 ritratti i ritratti esposti, firmati dal fotografo fiorentino di moda, noto a livello internazionale, che rappresentano uomini fiorentini di nascita o di adozione, che significano qualcosa in città.

Tommaso Sacchi

Dall’Assessore alla cultura, Tommaso Sacchi, al Direttore degli Uffizi, Eike Schnidt, dall’imprenditore Lamberto Frescobaldi, all’ad di Pitti, Raffaello Napoleone, e ancora l’editore Alex Lana, lo studente del Polimoda Moise Turahirwa, il curatore di Boboli Massimo Pettini, l’Artigiano del cuoio Simone Taddei. Un bel momento che vede proporre attraverso i volti una molteplicità aspetti che caratterizzano e identificano il pensare, l’ideale, l’amministrare, il produrre, il mostrare e il commerciare, di Firenze, la Città d’Arte per Antonomasia.
Pitti Uomo, che non si ferma, annuncia un interessante programma di eventi online nelle date dal 21 al 23 febbraio 2021 giorni in cui si sarebbe dovuta svolgere la fiera alla Fortezza da Basso. Eventi che vedranno coinvolta anche la città.

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

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“Aboca per la Salute di oggi e di domani”

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Il prossimo appuntamento de Gli amici di ARTOUR-O il MUST e I&f – Italia&friends
avrà come ospite d’onore Valentino Mercati
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“l’Anno del fare, un progetto per Il 2013″ di Riccardo Rescio

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Credito immagine : http://www.intercralparma.it/gallerie-fotografiche/galleria-fotografica-2013/

Abbiamo bisogno di fare e quando il momento lo richiede, fare ancora di più.
Abbiamo bisogno di credere che possiamo veramente fare qualcosa per cambiare, abbiamo bisogno di credere che ognuno di noi possa e debba essere positivo protagonista del proprio tempo.
Ci sono esempi da seguire, ci sono miti da ammirare, ci sono storie da amare e apprezzare, da sempre l’esperienza altrui affascina chi ha un po’ di sensibilità e tanta voglia di sognare.
Il vissuto di qualcun altro contribuisce a rendere possibile ciò che solo apparentemente crediamo irrealizzabile, ma è sempre e solo la determinazione che abbiamo dentro il propellente che muove tutto.
Quando il momento lo richiede, quando la necessità, il bisogno si fa più impellente, bisogna osare con tutta la determinazione possibile per fare, per incidere, per contribuire a rendere migliori le cose.
Se esiste in noi una ambizione che va al di la e al di sopra di uno specifico interesse personale, se pensiamo che in un immediato domani potremmo sentirci orgogliosi e gratificati che il nostro “io ci stò” di oggi, potrebbe ripagarci unicamente annoverando il nostro nome nella lista di coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un progetto che valorizzi l’Italia per quanto merita, allora ognuno di noi saprà certamente collocare il proprio contributo la dove la rispettiva esperienza e volontà potranno raggiungere l’obiettivo prefissato.
Noi di “Assaggia l’Italia” abbiamo un progetto, abbiamo bisogno di comunicarlo, di farlo conoscere, abbiamo bisogno di spiegarlo, ciò che può essere scontato per alcuni, non lo è affatto per altri e purtroppo non tutti quelli che dovrebbero comprenderlo per primi hanno voglia e interesse a renderlo possibile, abbiamo perciò bisogno di creare da prima una “Rete di Intenti” e successivamente abbiamo bisogno di creare una “Rete del Fare” per internazionalizzare, abbiamo quindi bisogno di tanti “io ci stò”.
E’, di fatto, la comunicazione il mezzo attraverso il quale si potrà raggiungere effettivamente gli obiettivi sperati e quale migliore opportunità se non quella di interloquire con gli esperti del settore
Chi ha conoscenze e esperienze si adoperi e le metta al servizio di tutti, abbiamo bisogno di rigenerare la comunicazione promozionale italiana all’estero, abbiamo bisogno di rivedere le politiche distributive dei prodotti di eccellenza, abbiamo bisogno di far conoscere l’Italia più e meglio di come la si conosce nel mondo.
Chi non ha conoscenze o esperienze può comunque concorrere con il proprio “io ci stò” che contribuirà a dare maggiore forza e sostegno a quella “Rete di Intenti “ che costituisce il supporto necessario e indispensabile per la realizzazione dell’ambizioso obiettivo.
Abbiamo successivamente bisogno di realizzare all’estero una rete distributiva di prodotti, di servizi, di informazione e di cultura rivolta finalmente alla potenziale utenza finale, attraverso il sistema del Franchising con la collaborazione dei privati potrà far proliferare velocemente i “Centri di Promozione Italia” senza gravare eccessivamente sul bilancio dello Stato.
Dobbiamo contribuire a realizzare tutto ciò, con uno sforzo congiunto, senza considerare prioritaria l’esclusiva tutele del nostro orticello, tanti piccoli orti non hanno mai fatto e mai faranno un grande campo.
Abbiamo bisogno di coltivazioni intensive che sappiano far fronte alle richieste modiali, che non lascino spazi a tarocchi in termini di prodotto e non permettano ad altre destinazioni di primeggiare a scapito di quelle Italiane, in termini di turismo.
La sottoscrizione in linea di principio di un “io ci stò” comporta una visione più larga del mero raggiungimento di un interesse specifico, è il futuro dell’Italia che è in gioco e l’accento sulla ò sta a significare la personale voglia di esprimere un intendimento forte e solidale per poter dire in un prossimo domani un orgoglioso “c’ero anch’io”.
Gli scettici, i pragmatici, i sapienti dovrebbero cessare di essere tali, smettere di rallentare o ostacolare il progresso, pena la loro stessa sopravvivenza che, così facendo, stoltamente pensano di salvaguardare. Dobbiamo tutti ricominciare a credere che si possa e si debba fare il possibile per migliorare la condizione generale, al di là e al di sopra del proprio sapere, della propria conoscenza, della propria mera convenienza.
Il nuovo spaventa, ma è sempre il nuovo che ci porta avanti e niente e nessuno potrà mai ostacolarlo.
Se è vero che la scienza si muove per falsificazioni è altrettanto vero che la vita diventa sempre migliore grazie anche alle piccole casuali idee che cambiano il mondo.
Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia.
(Erasmo da Rotterdam)
Progetto “Assaggia l’Italia”
#comunichiamoalmondolitalia

Pubblicato da Riccardo Rescio su Facebook il 31 gennaio 2013 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=151244071696964&id=100004731460332

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 22 febbraio 2021

“Il nuovo fa paura” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Credito immagine : https://informareonline.com/una-finestra-sullarte-la-paura-nellarte/

Gli scettici, i pragmatici, i sapienti, quelli che tutto sanno e che nulla più devono conoscere, i disincatati osservatori dei comportamenti umani, i profondi cultori della staticità delle cose, gli ipocriti del sistema, i falsi sacerdoti degli interessi aziendali, gli inetti, gli incapaci e improduttivi, il cui unico interesse è salvaguardare gelosamente il nulla che sono capaci di fare e il tanto che sono bravi a dire, dovrebbero cessare di essere tali, smettere di rallentare o ostacolare il progresso, pena la loro stessa sopravvivenza, che stoltamente pensano di tutelare.
Dobbiamo tutti noi indistintamente ritrovare la convinzione che si possa e si debba fare il possibile per poter migliorare la condizione generale, al di là e al di sopra del proprio sapere, della propria conoscenza, del proprio ruolo.
Se il nuovo spaventa, è sempre e comunque il nuovo che ci porta avanti, a volte con difficolta, ritardi, intoppi e pretesti, ma niente e nessuno potrà mai ostacolarlo.
Se è vero che la scienza si muove per falsificazioni è altrettanto vero che la vita diventa sempre migliore grazie alle grandi, come alle piccole idee, che cambiano il mondo. Intuizioni, idee, progetti, che si potrebbero realizzare ancor prima e meglio, se ci fosse maggiore pragmatismo generale e minore ostracismo personale.

Pubblicato da Riccardo Rescio su Facebook il 15 novembre 2018

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress il 22 febbraio 2021

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“IL MONDO A COLORI” di Giuliana Geronazzo

Ieri Oggi Domani

TIZIANA MI SUGGERISCE DI ANDARE IN DIETRO NEL TEMPO CON LA MEMORIA, PER TROVARE QUALI FOSSERO I GIOCHI CHE MI PERMETTEVANO DI SENTIRMI… FELICE
FELICE…PAROLA GROSSA…DA PICCOLI SI PUO’ AVERE LA CONSAPEVOLEZZA DI FELICITA’? NON SO, PER CERTO RICORDO UNA SERENITA’ DIFFUSA ANCHE SE INTORNO A ME C’ERA LA GUERRA
SI LA GUERRA, SONO DI QUELLA GENERAZIONE!
NON RICORDO GIOCHI IN PARTICOLARE, MA SANTA LUCIA, GESU’ BAMBINO E LA BEFANA MI LASCIAVANO SEMPRE QUALCHE COSA!
PER SANTA LUCIA SI PREPARAVANO I TORTELLI DI ZUCCA (PIACEVANO A ME), UNA TAZZA DI CAFFE’ ED UNA MANCIATA DI FIENO E LEI I LASCIAVA DOLCI (FATTI IN CASA) ED ALVARO, UN BAMBOLOTTO GRANDE CON OCCHI AZZURRI CHE OGNI ANNO LA NONNA VESTIVA DI NUOVO.

RICORDO CHE UN ANNO ALVARO ERA VESTITO CON UN LUNGO ABITO DI PIZZO ROSSO E COLLANA: CHE ORRORE!!!HO PIANTO FINO A QUANDO GLI HANNO RIMESSO I VECCHI ABITI. PENSO CHE PER ME FOSSE IL MIO COMPAGNO SILENZIOSO
GESU’ BAMBINO LASCIAVA VESTIARIO, PIU’ O MENO NUOVO MA LA BEFANA MI LASCIAVA TUTTI GLI ANNI UNA SCATOLA DI 12 MATITE COLORATE GIOTTO, CON I MANDARINI
L’OSSERVAZIONE DEI FIORI DI GHIACCIO SUI VETRI DELLA CUCINA MI SPINGEVANO A COPIARE QUELLA MAGIA MA IL MIO DISEGNO RISULTAVA SEMPRE UNA BRUTTA FOGLIA.

FORSE DA ALLORA HO AMATO I COLORI, IL GHIACCIO ERA BIANCO ED IO NON RIUSCIVO A RENDERE QUANTO VEDEVO
LE VICENDE SI SONO ALTERNATE ED ALTERATE E LA MIA INFANZIA E GIOVINEZZA SONO TRASCORSE IN COLLEGIO. NON PENSIAMO AI COLLEGI DI OGGI,BENSI’AD UN AMBIENTE DOVE LA VITA DI COMUNTA’ TI INSEGNA A STARE AL TUO POSTO,A PRENDERE E A DARE.
RITENGO DI AVERE RICEVUTO MOLTO NON ULTIMO HO STUDIATO FINO AL DIPLOMA
LE MATITE COLORATE MI HANNO SEMPRE SEGUITO, FACEVO I BIGLIETTI DI AUGURI PER TUTTI PER OGNI OCCASIONE E CHE SORPRESA NEL TROVARE FRA LE CARTE DI MIA MAMMA UN PICCOLO ALBUM DOVE AVEVA RACCOLTO I MIEI LAVORI!

QUELLA SCATOLA DI MATITE GIOTTO SONO IL FILO ROSSO A CUI SONO STATA AGGRAPPATA NEI MOMENTI FELICI E NO, PENSO CHE SIA STATO PER ME IL GIOCATTOLO PER ECCELLENZA
OGGI C’E’ TUTTO L’INIMMAGINABILE.

PER ME, IL GIOCO STA ANCORA NEL NOSTRO ANIMO, NELLA SEMPLICITA’, NELLA ATTENZIONE A QUANTO CI CIRCONDA, NELLA ESPERIENZA DEL …TOCCARE, IMMAGINARE, REALIZZARE
GIULIANA GERONAZZO PER TIZIANA LEOPIZZI
BRESCIA 12 02 2021

Giuliana GERONAZZO
Scultrice e pittrice: nata a Bergamo, vive e lavora a Brescia, dove ha aperto uno studio di attività artistiche. Dopo gli studi magistrali e gli esami al Liceo Artistico a Venezia, inizia una personale ricerca nell’ambito della scultura: terracotta, bronzo, legno, vetroresina, raku e vetro sono le materie e le tecniche nelle quali oggi è impegnata. Dal 1986 al 1988 frequenta stage di perfezionamento di raku e tecniche ceramiche a Faenza con il Prof. Galassi Mariani Cimatti. Nel 1990 in Germania ha partecipato a stage di tecniche di vetrofusione. Dal 1995 collabora con il Museo Preistorico dell’Alto Mantovano: scavi e didattica. Nel suo Laboratorio e presso il Museo, dove è stato allestito un apposito percorso, collabora ai corsi di lavorazione della creta anche per ipovedenti e non vedenti: questo specifico progetto è realizzato insieme ad una equipe specializzata. Attualmente con le Scuole organizza diversi progetti didattici. http://www.giulianageronazzo.it

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Dai Musei a Aboca Museum”

“Dai Musei a Aboca Museum”

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“Arte & Impresa” di Riccardo Rescio

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Enrico Bressan Andrea Rigoni Tommaso Sacchi

La committenza, sostantivo femminile, singolare, è la parola che dà sempre lega in modo indissolubile l’Arte all’impresa. La committenza non è altro che l’uso di commissionare opere d’Arte destinate ad un patrimonio pubblico o privato. La prassi di affidare agli Artisti la realizzazione di opere si evolve considerevolmente in Italia nell’età Rinascimentale. Il sempre maggiore interesse nei confronti dell’Arte crea quindi la committenza, che ha il suo centro nelle corti dei principi e dei signori del tempo. Il Rinascimento è il periodo in cui l’Arte assume un ruolo e una rilevanza determinante, divenendo il più efficace strunento di comunicazione del prestigio del potere Politico e finanziario. Il Rinascimento Italiano nasce ufficialmente a Firenze, città che viene spesso indicata come la sua culla. Questo nuovo linguaggio figurativo, legato anche a un diverso modo di pensare l’uomo e il mondo, si alimenta dalla Cultura locale e dall’Umanesimo, che già nel precedente secolo era stato portato alla ribalta da personalità come Francesco Petrarca e Coluccio Salutati. La committenza è dunque e comunque un processo, una consuetudine, un modo di fare, che viene da molto, molto lontano, è in sintesi quel fare che ha determinato la realizzazione di tutte le grandi opere d’Arte dell’immenso patrimonio Artistico/Culturale universale. Diverse le singole motivazioni contingenti, con un unico comune denominatore, il desiderio recondito del committente di legare il proprio nome alla Storia. Prescindendo dalle singole analisi antropologiche resta il fatto che la committenza ha permesso agli Artisti di creare opere straordinarie e ai committenti di essere ricordati nel tempo per averle fatta realizzare. L’Amministrazione Comunale di Firenze, Città d’Arte per antonomasia, ha saputo e voluto cogliere l’opportunità di sensibilizzare e stimolare la committenza privata alla salvaguardia del patrimonio Artistico Fiorentino, attraverso il progetto “Florence I Care” che dal 2011 viene portato avanti con successo e che consiste nella ricerca di sponsor per finanziare interventi di restauro sui Beni Culturali della Città. Il risanamento delle sei lunette, contenute nel lato est del Chiostro grande di Santa Maria Novella, inclusi i cinque ritratti di monaci domenicani situati nella volta a crociera sotto i capitelli presenti tra le lunette, durante danneggiate dall’alluvione del 1966, sono tornate a risplendere, anche con una nuova illuminazione, proprio in virtù del progetto “Firenze I Care”. L’intervento sulle Lunette del Loggiato Grande del Complesso Monumentale di Santa Maria Novella, inaugurato il 18 febbraio 2021, alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi, è stato interamente finanziato dalla Società Rigoni di Asiago, accompagnata da Fondaco srl, società nel settore della consulenza e strategia nella comunicazione associata al recupero e al restauro di opere d’Arte e dei Beni Culturali e realizzato dal Consorzio Edile Restauratori, Società Cooperativa a Responsabilità Limitata di Firenze. “Con questa iniziativa di Responsabilità Sociale d’Impresa – dichiara Andrea Rigoni, Amministratore Delegato di Rigoni di Asiago, abbiamo continuato il viaggio “La natura nel cuore di …”, iniziato nel 2015 a Milano, per transitare poi a Venezia, Roma e Matera, all’insegna della bellezza e della valorizzazione dei beni storico-artistici. Sono particolarmente contento che il nome dell’azienda si leghi da qui in avanti a questo luogo speciale, cuore della città e teatro di avvenimenti in cui sono transitati uomini illustri tra i quali mi piace ricordare il grande Galileo Galilei. Mi fa piacere condividere con voi questo momento con l’augurio che possa rappresentare un segnale di positività che parta dalla Capitale del Rinascimento per contribuire a fondere le logiche imprenditoriali a quelle della cultura – continua Rigoni – in modo che si traducano in una reciproca forza. Desidero ringraziare il Comune di Firenze, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Firenze e Fondaco Italia per aver reso possibile la nostra partecipazione all’iniziativa che, oltre a consentirci di consolidare il nostro rapporto con l’arte, la cultura e la formazione, ci ha permesso di coinvolgere anche Firenze”. “Spero che questa attenzione che abbiamo deciso di riversare sull’Arte per valorizzare anche la nostra azienda – conclude Rigoni – possa essere da stimolo e creare interesse in altre realtà industriali. Viviamo ed operiamo in un Paese meraviglioso e quindi abbiamo il dovere di raccogliere la sfida e di assumerci le responsabilità per far sì che questo immenso patrimonio possa avere il futuro che merita”. “Siamo molto contenti di aver portato a termine il quarto intervento a Firenze – dichiara Enrico Bressan, presidente di Fondaco Italia – e di consolidare la collaborazione con il Comune. Desidero sottolineare la sensibilità, rinnovata con grande entusiasmo anche in un periodo così particolare, di Rigoni di Asiago, protagonista di un impegno serio ed importante che anno dopo anno sta costruendo un “Grand Tour” sempre più apprezzato in favore dell’arte italiana. Per noi, che operiamo da sedici anni in questo settore e che abbiamo visto via via ampliarsi il rapporto arte – impresa è motivo di grande soddisfazione perché vuol dire che siamo sulla strada giusta; le aziende possono utilizzare questo strumento per consolidare le proprie basi e progettare il proprio sviluppo e nello stesso svolgere un ruolo sociale di alto profilo a beneficio di tutti. Grazie quindi a Rigoni di Asiago, ai restauratori ed ai dirigenti di Comune e Soprintendenza”. “Il complesso di Santa Maria Novella – sottolinea l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi – è al centro da alcuni anni di un vasto progetto di valorizzazione e recupero di spazi da destinare in primo luogo all’ampliamento museale, non a caso è qui che nascerà il nuovo museo della lingua italiana. Oggi riportiamo all’antico splendore queste lunette del Chiostro Grande, un lavoro certosino per il quale ringraziamo Rigoni di Asiago che ha creduto nel restauro e che assume ancora più valore in un momento così difficile e incerto per tutto il comparto culturale. Anche se i nostri musei sono in questo momento chiusi non cessiamo di lavorare per la loro cura e la loro tutela, in attesa di tornare ad accogliere di nuovo quanto prima e in sicurezza i visitatori”.

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Inaugurazione del restauro.

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“Ora che abbiamo un Ministero” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Qualcuno si domanda cosa faremo ora, noi di Italia&friends, visto che abbiamo un Ministero per il Turismo,

Credito immagine : https://www.repubblica.it/politica/2011/06/25/foto/cubitale_scritta_alla_sede_del_ministero_ministro_del_turismo-18233373/1/

non potremmo far altro che rinnovare, con forza e maggiore determinazione, ciò che da anni andiamo scrivendo e a voce ripetendo. Reiteremo in ogni dove e con ogni mezzo le nostre proposte che riguardano una totale rivisitazione della organizzazione del turismo nostrano, che abbia come presupposto la valorizzazione, la tutela e la comunicazione paritetica delle venti straordinarie Regioni d’Italia. È necessaria e non più procrastinabile una diversa prospettiva, una lungimirante visione strategica, un consapevole realismo, una oculata scelta delle risorse umane a cui affidare il compito di valorizzare il nostro incommensurabilmente grande patrimonio Culturale, Artistico, Artigianale, Agroalimentare, Imprenditoriale, Territoriale, affinché si possa realizzare un sistema, il “Sistema Italia”, quello da tutti continuamente enunciato e mai da alcuno seriamente iniziato. Le immense potenzialità ancora inespresse dei nostri territori, devono essere censite, tutelate, valorizzate e adeguatamente comunicate, affinché tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 Regoni, siano conosciute, amate e apprezzate ancora più e meglio, da noi Italiani e dal resto del mondo.
Riccardo Rescio

Firenze 20 febbraio 2021

Intorno a noi

https://italiaefriends.wordpress.com/2020/06/01/cosa-e-il-progetto-assaggia-litalia-2013-di-riccardo-rescio/?preview=true

https://italiaefriends.wordpress.com/2019/07/24/cosa-e-lassociazione-assaggia-litalia-aps/?preview=true

La nostra visione

https://italiaefriends.wordpress.com/2020/12/29/__trashed-6/?preview=true

“Solo chi è in grado di compiere scelte passa alla Storia” di Riccardo Rescio

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La Cultura, l’Arte e la Bellezza, sono alimenti indispensabili per l’anima, come e quanto i cibi lo sono per il corpo.
Tutti noi abbiamo necessità e bisogno di essere quotidianamente sostenuti, nel fisico e nella mente.
Chi sarà in grado di compiere le giuste scelte, per dare importanza e rilevanza alle peculiarità che ci caratterizzano ed identificano, passerà alla Storia, come e quanto i grandi personaggi del recente e lontano passato, che hanno affidato alla Cultura e all’Arte la valorizzazione del loro fare.
Riccardo Rescio Firenze 20 febbraio 2021
Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Il dodecaedro e il gelso” di Elena Tempestini

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La Botanica di Leonardo Firenze 2019

Fantastico. Il dodecaedro e il gelso, è la simbologia che ho amato assolutamente di più tra le performance attuate in Piazza Signoria. Plinio il Vecchio diceva che non esiste un albero più paziente e saggio del Gelso. Leonardo Da Vinci ne dipinse ben 18 nella bellissima sala dell’Asse del Castello Sforzesco. La forma geometrica del dodecaedro è alla base della rete di energia sottile che avvolge il nostro pianeta. Gli antichi greci e Platone, ritenevano che vi fosse uno stretto rapporto tra il dodecaedro e il globo terrestre. La figura geometrica e il Gelso insieme, formano simbolicamente il mistero della connessione tra tutte le cose visibili e invisibili. La Scienza che trae conoscenza tra “Arte e Natura”
La presenza di more di gelso sul festone centrale del Cenacolo del capolavoro di Leonardo, sono un omaggio a Ludovico duca di Milano, detto “ IL MORO” proprio per la sua intuizione e predilezione per il gelso che fu da lui intelligentemente impiantato in tutta la Lombardia per farla divenire potenza economica

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

“Prove Tecniche di Sistema, le proposte degli Assessori alla Cultura Italiani” di Riccardo Rescio  

I&f Arte Cultura Attualità

Dal dire al fare, si manifesta quando la politica si rende promotrice attiva di azioni concrete per poter realizzare quel cambiamento necessario ed indispensabile ad affrontare le emergenze, per valutare idee e per pianificare progetti, a medio e lungo termine.
Questo cambiamento di prospettiva, si basa sulla collaborazione continuativa e sinergica tra le donne e gli uomini delle Istituzioni rappresentative dei Cittadini.
Le Persone :
Luca Bergamo (Roma), Filippo Del Corno (Milano), Francesca Leon (Torino), Ines Pierucci (Bari), Paola Mar (Venezia), Tommaso Sacchi (Firenze), Paolo Marasca (Ancona), Matteo Lepore (Bologna), Paola Piroddi (Cagliari), Eleonora De Majo (Napoli), Barbara Grosso (Genova), Mario Zito (Palermo).
Le Istituzioni :
Assessorati alla Cultura.
Le Città :
Roma, Milano, Torino, Bari, Venezia, Firenze, Ancona, Bologna, Cagliari, Napoli, Genova, Palermo.
Le Proposte, presentate nella conferenza stampa online del 19 febbraio 2021, tenuta dai 12 Assessori alla Cultura, delle più grandi città italiane che dall’inizio della pandemia hanno collaborato sistematicanente insieme :
A) la garanzia dell’apertura dei luoghi di cultura con un protocollo unico: questo eviterebbe la reversibilità delle aperture, a meno di situazioni particolarmente gravi, garantirebbe la continuità del presidio culturale sul territorio, assicurerebbe il lavoro e fiducia, darebbe sostanza al diritto inalienabile alla cultura e fornirebbe ai cittadini alternative controllate e sicure, invece di obbligarli a una socialità compressa in pochi, e poco controllati, luoghi pubblici o privati. L’esperienza delle Città, la serietà con cui teatri, musei e luoghi di cultura hanno mostrato di saper gestire i periodi di apertura, l’elasticità del servizio, la disponibilità ad adattarsi ai vincoli che di volta in volta si rendono necessari, rendono questo obiettivo realisticamente possibile.
B) la garanzia dell’apertura degli istituti museali e dei luoghi di cultura anche nei weekend, nel rispetto di ogni norma prevista ad oggi per il contenimento del rischio sanitario e in attesa dell’auspicato protocollo unico.
Un intervento necessario per la sostenibilità del lavoro culturale, per garantire la continuità nella conservazione del patrimonio, per consentire l’accesso ai luoghi di cultura a tutti i lavoratori del Paese, e quindi il pieno rispetto del diritto alla cultura.
C) la costituzione di un Tavolo permanente Enti Locali. Questo nuovo riferimento aprirebbe un dialogo costante con il Ministero e garantirebbe la concertazione di politiche culturali – necessarie per la rinascita del Paese – tra Governo centrale e le Città, che si metterebbero a disposizione con spirito di servizio come interlocutori per la costruzione di politiche condivise e come portavoce delle istanze derivanti dai territori.
Infine, gli Assessori hanno auspicato la creazione di un fondo speciale destinato alla ripartenza delle Città sul piano culturale.
“Queste proposte nascono dall’esperienza di governo locale e dall’impegno continuo e costante nella tutela della produzione, della programmazione e del lavoro culturale.
Con il senso pratico che distingue il mondo delle Città, a un anno dall’inizio della nostra collaborazione, vogliamo allinearci a quanto sostenuto dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nella replica al Senato: ‘Il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità […] Molto è stato fatto, serve fare ancora di più’”, hanno dichiarato gli Assessori.
Abbiamo imboccato la giusta strada, non ci resta che percorrerla

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Profezie e dintorni” di Riccardo Rescio

Ieri Oggi Domani

Credito immagine : https://best5.it/post/streghe-stregoneria-5-interessanti-verita-storiche/

Ho sempre avuto un rapporto di poca accettazione per i dogmi, la questione risale sin dai primi anni di vita, molto probabilmente è una condizione congenita, una specie di allergia alle verità che bisogna accettare, senza capire, eseguire senza comprendere il perché, la ragione, la necessità e l’utilità delle stesse. Una intolleranza che non ha poco condizionato l’acquisizione delle conoscenze, anche quelle basilari per difendermi o per fare. La perenne ricerca dei perché, mi ha accompagnato e mai abbandonato. Dall’asilo all’università un lungo percorso accidentato, dove la conquista del sapere non avveniva attraverso i canoni classici, ma solo ed unicamente dalla osservazione del mondo che mi circondava, dalla affannosa ricerca di comprenderne le dinamiche e dalla perenne autocritica al mio agire. A mia madre, che poneva una particolare attenzione alla interpretazione dei sogni, al soprannaturale, ai segni del destino, gli fu fatta una profezia sul mio futuro, la maga consultata, aveva presagito che la mia vecchiaia sarebbe stata una apoteosi. Per me, che non ho mai dato spazio ai sogni, quelli fatti nel sonno o ai segni del destino, o al soprannaturale, quella cosa riportata da mia madre mi lascio del tutto indifferente. Molti decenni sono passati senza che io abbia mai ripensato a quella strampalata profezia, ora che nella vecchiaia mi ci ritrovo devo ammettere che quella condizione ipotizzata tanti anni fa è del tutto vera. La mia apoteosi, non è in alcun modo legata alla ricchezza monetaria, ai possedimenti immobiliari, ad un parco macchine o ad una collezione di orologi di pregio, gli ho avuti, ma non mi hanno mai dato benessere interiore, ora invece avverto, scopro, apprezzo, valorizzo tutto il bello e il buono che ho intorno. Quel pane, impastato, con regole, dati, date, fatti, avvenimenti, luoghi, mari e fiumi, che avrei dovuto tagliare o spezzare con le mani, per poterlo e doverlo mangiare e in tal modo alimentare le mie conoscenze è rimasto intonso, passando di banco in banco, da scuola in scuola. Ora come un novello pollicino, non seguo le briciole, le raccolgo perché ho scoperto assaggiandole che hanno un sapore così intenso, forte, appagante, che riescono a soddisfare la necessità energetica quotidiana dell’anima, almeno quanto i tre momenti utili alla alimentazione giornaliera del corpo. Sono briciole di conoscenza, efficaci integratori, forti energizzanti, che saziano, appagano e gradualmente, lentamente, dolcemente, illuminano il buio della mente. Si quella maga aveva ragione, la mia vecchiaia è davvero un straordinaria apoteosi.

Firenze 18 febbraio 2021

#daieriadomani

“Le lunette del Chiostro Grande di Santa Maria Novella a Firenze” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Enrico Bressan Andrea Rigoni Tommaso Sacchi

Il Chiostro Grande, cuore del Convento di Santa Maria Novella, è anche il più grande chiostro della città di Firenze.
Il Convento edificato dal 1340 al 1360, è senza ombra di dubbio una straordinaria meraviglia architettonica, onore e vanto della Città.
Dal 1920 il Chiostro Grande, come la maggior parte del complesso, faceva parte della Scuola Marescialli e Brigadieri Carabinieri, dal 2016 è passato a far parte del Museo di Santa Maria Novella.
Nell’anno 1562, su committenza di Eleonora da Toledo, moglie del Granduca Cosimo I, venne dato incarico all’Architetto Giulio Parigi di procedere alla decorazione ad affresco, delle porticato e delle lunette del Chiostro.
I lavori, che si protrassero fino al 1592, furono affidati dall’Architetto a vari Artisti dell’epoca come Bernardino Poccetti, Santi di Tito, Ludovico Cigoli e Alessandro Allori, lavori
Nel secolo XVIII il Chiostro fu anche oggetto di sistemazione degli elementi lapidei e del completamento di alcune lunette rimaste vuote da dipinti.
Sono in totale 52 gli affreschi, in altrettante lunette, questa sequenza, incentrata sulla vita di San Domenico e altri Santi Domenicani, viene considerata, per ampiezza, programma iconografico e chiarezza didascalica delle storie, come uno degli esempi più rappresentativi della pittura della Controriforma.
Nelle campate angolari sono raffigurate anche scene della vita di Cristo.
Le sei lunette, oggetto del restauro, sono situate nel lato est del Chiostro Grande di Santa Maria Novella, inclusi i cinque ritratti di monaci domenicani situati nella volta a crociera sotto i capitelli presenti tra le lunette, e la prima lunetta d’angolo del lato sud, tutte opere pesantemente danneggiate durante l’alluvione del 1966.
L’importante e prezioso restauro è stato realizzato dal Consorzio Edile Restauratori, Società Cooperativa a Responsabilità Limitata di Firenze e interamente finanziato dalla Società Rigoni di Asiago, accompagnata da Fondaco srl, società nel settore della consulenza e strategia nella comunicazione associata al recupero e al restauro di opere d’Arte e dei Beni Culturali.
L’intervento rientra nel progetto Florence I Care, che il Comune di Firenze porta avanti con successo dal 2011 e che consiste nella ricerca di sponsor per finanziare interventi di restauro su Beni Culturali Cittadini.
Nella presentazione alla Stampa del restauro, di giovedì 18 febbraio 2021, sono stare rilasciare le seguenti dichiarazioni :
“Il complesso di Santa Maria Novella, ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, è al centro da alcuni anni di un vasto progetto di valorizzazione e recupero di spazi da destinare in primo luogo all’ampliamento museale, non a caso è qui che nascerà il nuovo Museo della Lingua Italiana.
Oggi riportiamo all’antico splendore queste lunette del Chiostro Grande, un lavoro certosino per il quale ringraziamo Rigoni di Asiago che ha creduto nel restauro e che assume ancora più valore in un momento così difficile e incerto per tutto il comparto culturale. Anche se i nostri Musei sono in questo momento chiusi non cessiamo di lavorare per la loro cura e la loro tutela, in attesa di tornare ad accogliere di nuovo quanto prima e in sicurezza i visitatori”.
“Con questa iniziativa di Responsabilità Sociale d’impresa, di seguito dichiarato Andrea Rigoni, Amministratore Delegato di Rigoni di Asiago, abbiamo continuato il viaggio “La natura nel cuore di …”, iniziato nel 2015 a Milano, per transitare poi a Venezia, Roma e Matera, all’insegna della bellezza e della valorizzazione dei Beni Storico-Artistici.
Sono particolarmente contento che il nome dell’azienda si leghi da qui in avanti a questo luogo speciale, cuore della città e teatro di avvenimenti in cui sono transitati uomini illustri tra i quali mi piace ricordare il grande Galileo Galilei.
Mi fa piacere condividere con voi questo momento con l’augurio che possa rappresentare un segnale di positività che parta dalla Capitale del Rinascimento per contribuire a fondere le logiche imprenditoriali a quelle della cultura, continua Andrea Rigoni, in modo che si traducano in una reciproca forza.
Desidero ringraziare il Comune di Firenze, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Firenze e Fondaco Italia per aver reso possibile la nostra partecipazione all’iniziativa che, oltre a consentirci di consolidare il nostro rapporto con l’arte, la cultura e la formazione, ci ha permesso di coinvolgere anche Firenze”.
“Spero che questa attenzione che abbiamo deciso di riversare sull’Arte per valorizzare anche la nostra azienda, conclude Rigoni – possa essere da stimolo e creare interesse in altre realtà industriali.
Viviamo ed operiamo in un Paese meraviglioso e quindi abbiamo il dovere di raccogliere la sfida e di assumerci le responsabilità per far sì che questo immenso patrimonio possa avere il futuro che merita”.
“Siamo molto contenti di aver portato a termine il quarto intervento a Firenze, ha poi dichiarato Enrico Bressan, Presidente di Fondaco Italia e di consolidare la collaborazione con il Comune.
Desidero sottolineare la sensibilità, rinnovata con grande entusiasmo anche in un periodo così particolare, di Rigoni di Asiago, protagonista di un impegno serio ed importante che anno dopo anno sta costruendo un “Grand Tour” sempre più apprezzato in favore dell’Arte italiana.
Per noi, che operiamo da sedici anni in questo settore e che abbiamo visto via via ampliarsi il rapporto Arte e Impresa, è motivo di grande soddisfazione perché vuol dire che siamo sulla strada giusta; le aziende possono utilizzare questo strumento per consolidare le proprie basi e progettare il proprio sviluppo e nello stesso svolgere un ruolo sociale di alto profilo a beneficio di tutti.
Grazie quindi a Rigoni di Asiago, ai restauratori ed ai dirigenti di Comune e Soprintendenza”.
Firenze 18 febbraio 2021

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“Io sono in quanto parlo, a prescindere da ciò che dico” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Quarta di Copertina del libro “Del resto è di me stesso” di José Saramago

Da sempre la parola riveste un ruolo importante, determinante e inalienabile nei rapporti interpersonali, altrettanto rilevante è la capacità di ascoltare, comprendere e metabolizzare la parola letta o ascoltata. Si chiama capacità critica, quella opportunità che ci rende liberi di scegliere, piccole o grandi decisioni, personali, familiari, di gruppo o che implicano la collettivita.
Una volta si passava alla Storia per la capacità di compiere scelte, opportunità che può essere ancora colta, anche se per molti la convinzione di essere considerati oggi e ricordati domani è parlare a chi abbiamo intorno quanto al popolo, in ogni modo, in ogni tempo e con ogni mezzo, a prescindere dal valore delle parole espresse.

Firenze 18 febbraio 2021

“Mettere una parola dietro l’altra, qui sulla superficie della terra, è un atto molto importante” Piccole perle di scrittura di Valeria Parella.

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“Gli Indiana Jones de no’ altri” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Credito immagine : risasinmas.com

Che meraviglia mobili, recita la pubblicità di una azienda d’arredamento di interni, che meraviglia Turismo, è invece lo slogan che i novelli Indiana Jones nostrani, potrebbero utilizzare dopo la scoperta della pietra verde, trovata senza neppure averla cercata, visto che era lì dove era sempre stata in bella vista nella vetrina del soggiorno di casa Italia.
La nostra pietra verde è il turismo e se per Dante, è l’amor che move il sole e l’altre stelle, il mirabile pensiero espresso nell’ultimo verso del Paradiso della Divina Commedia, per il nostro Paese, è il turismo che fa muovere le condizioni per un sempre maggiore benessere diffuso, visto e considerato che abbiamo tutto e tanto, tanto di più, per attirare visitatori ed esportare nel mondo i nostri prodotti.
La Pietra verde del turismo, pur vedendola tutti i santi giorni, per troppo tempo ne abbiamo ignorato le infinite potenzialità, in sintesi non le abbiamo dato l’attenzione e la rilevanza che avrebbe meritato, ritendola un qualcosa che si possiede per diritto divino o per lascito, che si pissiede, senza bisogno di conquistarla.
Una eredità capitata per caso, di cui si ignora consistenza e valenza.
Il turismo è di fatto quel lascito che in molti hanno comunque, direttamente o indirettamente, beneficiato.
Purtroppo come tutte le cose date per scontate non vengono quasi mai valorizzate.
Poi come seccede, nei cambi generazionali, i grandi lasciti vengono spesso ricevuti da incapaci che, per negligenza, incompetenza o voglia di fare, non si adoperano per tutelare, salvaguardare, valorizzare o incrementare, la consistenza dei patrimoni avuti in dono.
Tutti noi siamo gli eredi di una incommensurabile eredità e tutti, nessuno escluso, in egual misura responsabili.
Dopo il Gran Tour dell’800, gli affascinanti viaggi di Arte, di Cultura e di benessere, per scoprire e apprezzare l’Italia, esclusivamente riservati ai ricchi e ai nobili del tempo, niente si era fatto in modo incisivo per promuovere la conoscenza del nostro Paese, è solo nel secondo dopoguerra, che le diverse componenti, anche legate all’immane tragedia vissuta, contribuiscono a far nascere l’interesse turistico nei confronti dell’Italia.
Un concorso di situazioni favorevoli che hanno fatto ritenere a molti che quell’interesse, riscontrato nel crescente numero di visitatori, anche se riservato solo a pochissime località, sarebbe rimasto tale per sempre.
Una attenzione che secondo alcuni sarebbe rimasto inalterato, anzi addirittura autoincrementabile, senza la necessità di studiare, interpretare e comprendere, gli inevitabili cambiamenti che avrebbero irreversibilmente modificato i gusti e le esigenze dei viaggiatori-esploratori del terzo millennio.
Per la mancata capacità di comprendere e interpretare i cambiamenti in atto, non abbiamo capito come utilizzare al meglio tutto il bello e il buono che abbiamo nelle nostre Terre Uniche.
Quello che per superficialità si è ritenuto un soprammobile sempre in vista a noi, ma non al mondo, sempre distrattamente osservato e mai completamente capito, è in realtà ciò che ha concorso a rappresentare il 14% del PIL nazionale, con un enorme potenziale, ancora tutto da esprimere.

Firenze 17 febbraio 2021

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https://italiaefriends.wordpress.com/2019/02/28/turismo-il-business-del-3millennio/?preview=true

“A mio padre” di Riccardo Rescio

Domenico Rescio Ufficiale della Aeronautica Militare Italiana 1018 – 2007

Pensieri in onda
Ciao papà ……
Sono passati dieci anni da quando sei partito per la tua missione più lunga, anni trascorsi velocemente, anni volati, volati anche loro sai.
In questo tempo mi è capitato di sognarti solo raramente, forse perché solo raramente riposo bene, ma in compenso ti ho pensato sempre.
Non è trascorso un solo giorno che tu non sia stato, almeno per qualche istante nei miei pensieri, non c’è stata situazione che, in qualche misura, consciamente o incosciamente, non mi abbia riportato a te, alle tue battute, alle tue riflessioni, ai tuoi pensieri, ai tuoi sfoghi, è proprio questo tuo costante ricordo che rende tangibile la tua presenza, perché tu esisti e continuerai ad esistere con me e dentro di me.
Continuerai ad esserci, caro papà, almeno fino a quando sarò in grado di ricordarti, fino a quando non ti avrò dimenticato ed io non potrò mai dimenticarti, questo non si verificherà mai.
Perché il ricordo di un genitore è tanto più forte e indelebile, quanto più marcato è il segno che avrà saputo lasciare nella coscienza dei propri figli e tu nella mia hai certamente lasciato un segno profondissimo.
Riccardo Rescio Firenze 2008

Ripubblicato su Facebook nel Centenario della nascita 8 agosto 1918 – 8 agosto 2018

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“La Bella non è affatto addormentata” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

La Città d’Arte per antonomasia, la bella fra le più Belle, l’affascinante Firenze, non è affatto addormentata, ora è più sveglia che mai.
L’Arte, la Cultura, il Sociale, lo Spettacolo, sono i protagonisti su cui si basa il Nuovo Rinascimento Fiorentino.
Tutto il bello, il buono, ma soprattutto il nuovo che si può immaginare e realizzare, diventa tangibile, riscontrabile, per far divenire Firenze il centro culturale del mondo.
Il Complesso di Santa Maria Novella, rientra a pieno titolo in questa visione, che non è una mera ambizione, ma quel realismo pragmatico, necessario e indispensabile alla valorizzazione del patrimonio Artistico/Culturale della Città, rendendolo usufruibile ai cittadini e ai suoi ospiti.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria Novella sarà il nuovo Centro Culturale, sociale e creativo nel cuore della città, divenendo il più grande polo multifunzionale d’Europa.
Il complesso polivalente prevede un investimento globale stimato in 20 milioni di euro, per oltre 25 mila metri quadrati di superficie.
I lavori, in parte già avviati, saranno realizzati a tappe e nella loro gran parte, potranno concludersi entro il mandato della giunta in essere.
I progetti sono stati presentati il 16 febbraio 2021, nella Officina Profumo – Farmaceutica di Santa Maria Novella, dal Sindaco di Firenze Dario Nardella, alla presenza degli Assessori alla casa Benedetta Albanese, all’Urbanistica Cecilia Del Re, al Patrimonio Immobiliare Alessandro Martini e alla Cultura Tommaso Sacchi.
Il progetto del Complesso di Santa Maria Novella prevede, l’ampliamento della superficie museale, con una parte dedicata anche alla Fondazione Alinari, nuovi spazi espositivi e depositi visitabili, il Museo della Lingua Italiana, il Social Housing, Show Room per Artigiani, l’Atelier per Arte contemporanea, spazi da destinare a Start Up di creatività e innovazione, sono previsti eventi e performance nel Chiostro grande e un presidio dell’Arma dei Carabinieri.
L’ area riservata al Social Housing è di 4500 metri quadrati, necessari per la realizzare di una cinquantina di appartamenti, da destinare all’affitto per le giovani coppie, così da favorire il ritorno della residenza in centro.
E’ stato previsto, in relazione all’ampliamento della parte museale, un nuovo ingresso da Piazza della Stazione, con sala di accoglienza, che comprenderà, biglietteria, guardaroba e servizi di ristoro, per complessivi 800 metri quadrati, più spazi espositivi per collezioni permanenti e temporanee, rispettivamente di 620 e 680 metri quadrati.
Una nuova Biblioteca di 600 metri quadri, in collegamento con la Biblioteca Domenicana, i depositi e gli Archivi Museali, che diverranno visitabili.
Nel complesso troverà collocazione anche la Fototeca del Servizio Musei, che è stata istituita formalmente agli inizi del Novecento per documentare sia le opere d’Arte che gli edifici monumentali di pertinenza del Comune di Firenze.
La Fototeca raccoglie oggi vari fondi di fototipi, costituiti da negativi su lastra e su pellicola e positivi su carta, in trasparenza e in formato digitale.
Nella parte del Monastero Nuovo del Complesso nascerà il Museo della Lingua Italiana, con una superficie complessiva di 2500 metri quadrati suddivisi su due livelli piano terra e primo piano.
Santa Maria Novella funzionerà poi anche come polo della creatività rivolto all’imprenditoria giovanile, agli Artisti e agli Artigiani, sempre nel Monastero nuovo troveranno spazio uno showroom per l’artigianato di qualità, una ‘Kunst Halle’ per esposizioni di giovani Artisti che avranno anche spazi per residenze.
Nel Complesso sono stati previsti anche spazi per matrimoni, mentre il Chiostro Grande sarà sempre più utilizzato per gli spettacoli Culturali dell’Estate Fiorentina e per i grandi eventi Internazionali.
Per la prima volta alcune stanze ai piani terzo
e sottotetto saranno riservate agli ospiti istituzionali del Comune.
L’ingresso da piazza della Stazione, come concordato con l’Arma, rimarra per la Stazione dei Carabinieri aperta 24 ore su 24.
Nel Complesso, il piazzale utilizzato attualmente come parcheggio interno, diverrà una nuova piazza liberamente fruibile, trovandosi al centro tra gli appartamenti, il nuovo Museo della Lingua e i laboratori creativi.
Firenze 16 febbraio 2021

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

Complesso Polivalente di Santa Maria Novella Firenze

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“Davanti ai tuoi occhi in pochi minuti” di Giulia Giglio

Ieri Oggi Domani

Davanti ai tuoi occhi in pochi minuti!
La osservo lì, appoggiata sulla scrivania in camera, la mia Instax giallo canarino pronta a realizzare nuovi fotogrammi.

E guardandola torno con la mente al 1996, anno della mia Prima Comunione. Si sa, i ricordi legati a quei momenti solenni durano nel tempo e con loro i regali ricevuti. Ma in quella giornata avrei avuto un’alleata in più per testimoniare le “avventure” di quel giorno e le future: la mia prima Polaroid.
Era il regalo di un amico di famiglia che, anziché puntare sui grandi classici, medagliette, bracciali, orecchini, aveva scelto una tecnologia che negli anni ‘90 suscitava ancora una grande meraviglia, nonostante la prima macchina fotografica istantanea risalga già al 1947.

Era un parallelepipedo dalla scocca nera, di plastica, “tascabile” per gli standard di quegli anni, con l’obiettivo e il flash a scomparsa. Mi bastava aprirli, puntare sulla scena e cliccare: in un lampo la fotocamera iniziava a produrre un rumore meccanico e a estrapolare l’immagine. Poi l’attesa, quei 2-3 minuti che passavo a sventolare la fotografia – senza esporla alla luce però! – e la magia di vedere l’immagine comporsi. E l’odore chimico dell’emulsione. Aveva anche un pulsante attraverso il quale si azionava una musichetta preregistrata, per far ridere le persone in posa. Quasi kitsch!
Un oggetto che se messo a paragone con i modelli attuali non può che apparire obsoleto, goffo e macchinoso. Tuttavia l’affetto che provavo per quello strumento non può essere minimamente paragonabile al legame che ho con la mia attuale istantanea, tornata di moda per il suo allure vintage e per quel senso di libertà dal digitale. Oggigiorno siamo infatti talmente immersi nelle immagini e nei video accumulati sullo smartphone, così abituati a intrappolarli sullo schermo, modificarli immediatamente e condividerli nel frangente successivo che abbiamo perso quei piccoli piaceri legati alla dimensione analogica. L’aspettare il momento giusto, il centellinare gli scatti per non finire il rullino e poi il volerlo terminare il prima possibile così da portarlo a sviluppare. Il piacere dell’attesa. Per poi scoprire che nella foto di famiglia il nonno ha gli occhi chiusi e la zia è mossa! Immagini che racchiudono un’imperfezione umana, in contrasto con la tendenza alla perfezione del contemporaneo.
E così con la mia Instax giallo canarino torno un po’ bambina: pronta con il dito sul pulsante dell’otturatore, nell’attesa dall’attimo migliore per scattare, curiosa di vedere cosa comparirà per magia sul quel piccolo rettangolino incorniciato.

Giulia Giglio

(Sanremo, 1988) Vive e lavora a Genova. Dopo la Laurea in Architettura e le collaborazioni con il gruppo di ricerca Re-cycle Genoa (UNIGE) e la Fondazione Renzo Piano, decide di seguire le sue passioni verso i campi della divulgazione, della comunicazione e dell’arte. Durante la Biennale di Venezia del 2016 è stata premiata dall’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica – nella sezione Giovani Critici. Ama viaggiare per scoprire nuovi luoghi, tradizioni, cibi e, ovviamente, visitare mostre e musei.

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Giovanni Battista Giorgini e la Moda Italiana” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

La Moda Italiana nasce a Firenze, 70 anni fa con la prima sfilata a Villa Torrigiani, per merito di Giovanni Battista Giorgini, che la lancerà nel mondo.
È sua l’idea di organizzare nel 1951 a Firenze la prima presentazione di Alta Moda italiana per i compratori dei più importanti department store americani.
Figlio una famosa famiglia Lucchese, Giovanni Battista Giorgini nasce a Forte dei Marmi, agli inizi degli anni Venti si trasferisce a Firenze, dove avvia la sua attività di esportatore, verso gli Stati Uniti d’America, di prodotti dell’artigianato italiano.
Appassionato d’Arte, collezionista antiquario e abile uomo di affari era dotato di una congenita capacità di di intuire i cambiamenti e anticipare i tempi.
Giovanni Battista Giorgini comprende infatti l’importanza del settore dell’abbigliamento per il tempo libero e dopo aver superato non pochi ostacoli, riesce a organizzare, il 12 febbraio del 1951, nella sua residenza fiorentina, Villa Torrigiani, il “First Italian High Fashion Show”, la prima presentazione di Alta Moda italiana per compratori esteri, che di lì a poco si sarebbe trasferita nella Sala Bianca di Palazzo Pitti e sarebbe rimasta sotto la sua direzione fino al 1965.
In questa prima edizione, alla presenza dei sei tra i più importanti buyers americani, 13 case di moda italiane presentano le loro rispettive collezioni.
L’esibizione degli abiti fu accompagnata dalla mostra degli accessori di moda, come maglieria, calzature, bigiotteria, cappelli e gioielli.
La seconda edizione della manifestazione nel luglio 1951 vede la partecipazione di 15 case di moda italiane, con un considerevole incremento del numero dei modelli presentati passò da 180 a 700, con la presenza di oltre 300 compratori.
Per la straordinaria capacità di intuire l’enorme potenzialità di quella che, a buon titolo e senza ombra di dubbio, è una forma d’Arte e per la sua formidabile competenza organizzativa, il nome di Giovanni Battista Giorgini non può che essere indissolubilmente legato alla nascita della moda italiana.
Logica vorrebbe che sia proprio Firenze, la Città d’Arte per antonomasia, ad ospitare un Museo a lei interamente dedicato, che non potrà che essere intitolato a Giovanni Battista Giorgini.
Riccardo Rescio
Firenze 15 febbraio 2021
#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

La Repubblica 11 febbraio 2021
https://t.co/ENFeKh89dH

Festival della moda italiana a Firenze,
La Settimana Incom, 27 luglio 1951, video. https://youtu.be/n0CLPKKOo-g
La seconda edizione delle sfilate organizzate da Giorgini fa registrare la partecipazione di 15 case di moda italiane, che presentano 700 modelli, e l’adesione di 300 compratori.
Moda a Palazzo Pitti: La IV Mostra dell’Alta moda italiana ha luogo nei giardini e all’interno di Palazzo Pitti, La Settimana Incom, 6 agosto 1952, video.

Le sfilate approdano a Palazzo Pitti nella cornice rinascimentale della Sala Bianca.
L’archivio della moda italiana di Giovanni Battista Giorgini è conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze.

“Il Rispetto” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Credito immagine : http://empathyworkshop.altervista.org/il-rispetto-che-cose/

Rispetto, sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona: r. verso o per i genitori, i superiori, le persone anziane (anche, meno com., ai genitori, ecc.); Treccani
Il rispetto è la considerazione speciale che si dà a qualcuno o a qualcosa, si riconosce come valore sociale e speciale. Wikipedia
Sentimento e atteggiamento di deferenza verso qualcuno che si ritiene degno di stima e di onore: avere rispetto per le persone anziane; gli uomini saggi incutono rispetto. Dizionari Repubblica.

Credito immagine : https://www.google.com/amp/s/amp24.ilsole24ore.com/pagina/ADStj5x

Il rispetto è sempre e comunque legato al concetto di deferenza unidirezionale verso ruoli e mansioni, competenza e capacità, potere e timore, interesse e opportunismo, un’approccio arcaico, sbagliato, fuorviante e per niente educativo. Il rispetto per la diversità, è il rispetto per il genere umano nella sua ampia e variegata complessità, perché ognuno di noi è unico e quindi diverso dall’altro ed e proprio questa diversità che ci arricchisce e ci permette di evolvere e di progredire.
Riccardo Rescio #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

Bullismo: «Parlate con i vostri figli e insegnategli il rispetto»

https://www.vanityfair.it/news/diritti/2020/11/29/bullismo-dialogo-con-figli-e-legalita-per-sconfiggerlo

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