“Perche solo sul Barattolo di Nutella?” di Antonio Pistillo (19/9/2020)

https://www.ilmessaggero.it/viaggi/news/turismo_con_enit_e_ferrero_l_italia_vista_da_un_barattolo_di_nutella-5470622.html

Arte Cultura Attualità “Perche solo al Barattolo di Nutella”
di Antonio Pistillo (19/9/2020)
La Nostra straordinaria Penisola delle Meraviglie, è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, Storia, Cultura, Architettura, Enogastronomia, Folclore, Tradizioni e tanto, tanto di più, in un Territorio fra i più amati al mondo.
La questione di fondo è come comunicarlo in modo massivo, continuativo e diffuso.
Tutti i Membri volontari della Rappresentanza Diplomatica di Italia&friends da anni partecipano al mondo, tutto il Bello e il Buono, da loro conosciuto, che esiste e insiste, nelle Terre Uniche, della 20 Regioni d’Italia. Per noi questo è un contributo, che rientra perfettamente e rende concreto il concetto di amore per il nostro Paese.
Le innumerevoli Meraviglie, dell’immenso, ampio e variegato Patrimonio Italiano, devono essere sempre maggiormente conosciute, per quanto veramente valgono e per quanto realmente meritano. Benvenga quindi ogni iniziativa che possa contribuire a rendere il dovuto merito conoscitivo a tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano i nostri Territori.
La bella iniziativa di comarketing tra Enit e Nutella è in perfetta sintonia con la nostra filosofia comunicativa e non possiamo che esserne felici. Quello che noi di Italia&friends chiamiamo “Il Circolo Virtuoso”, altro non è che quel rapporto che deve necessariamente legare ogni nostra valenza specifica, Alimentare o meno, al proprio Luogo di origine, attraverso l’apponimento di un QR Code, sulle rispettive etichette, che parli sia del prodotto che del suo Territorio, questo è ciò che auspichiamo e con determinazione andiamo ripetendo da anni.
Vorremmo che “Il Circolo Virtuoso” fosse esteso, attuato e applicato, come buona pratica, ad ogni e qualsiasi nostra produzione.
Il non plus ultra, in termini comunicativi lo si potrebbe ottenere apponendo un QR Code alle bottiglie di Vino, ai milioni di bottiglie di Vino Italiano e ai miliardi di singoli prodotti Made in Italy, pasta, mieli, conserve di prodotti freschi, olio extravergine, formaggi, dolci tipici ecc. ecc., che in tal modo e a costo zero, potrebbero essere Ambasciatrici e Ambasciatori dei Saperi e dei Sapori della nostre Terre, basterebbe un CR CODE, allora perché solo ai barattoli di Nutella e solo per uno spot promozionale, numericamente e temporalmente limitato.
Antonio Pistillo

Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends.


“Le Bottiglie Ambasciatrici Divine”
di Riccardo Rescio (7/7/2018)
A proposito di “Circoli Virtuosi”, per ciò che concerne le bottiglie vino, sono milioni le bottiglie di Vino in giro per il mondo, queste costituiscono contatti Promo/Pubblicitari a costo zero. Bottiglie che, a buon titolo, possono acquisire la nobile carica di autorevoli Ambasciatrici delle rispettive Terre d’origine.
Le etichettate delle nostre “Ambottiglie” dovrebbero essere dei veri e propri passaporti diplomatici, inconfutabili documenti di riconoscimento che caratterizzano e identificano ogni singola bottiglia e il suo prezioso contenuto.
Etichette di riconoscibita’ che riportino in chiaro, in modo leggibile informazioni sulla tipologia, carattetistiche del loro contenuto e anche la Localita’, il Comune la Provincia, la Regione, lo Stato di origine.
La facile e immediata collocazione e contestualizzazione della zona di produzione, non potra’ che implementare flussi turistici per i Luoghi di produzione, che oltre al vino, hanno certamente tanto altro da offrire.
Le etichette/passaporto dovrebbeto riportare anche un “Micro QR code”, con tutte le indicazioni geolocalizzanti, della zona di produzione e del contenuto della bottiglia. In sintesi, rendere concreto e tangibile il famoso “Circolo Virtuoso” tra Prodotto e Territorio, finalizzato ad una sempre maggiore valorizzazione di tutte le nostre Eccellenze, comprese quelle Vitivinicole, per una sempre migliore conoscenza delle nostre straordinarie “Terre Uniche”.
Pubblicato da italia&friends su WordPress Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 07/luglio/2018 https://italiaefriends.wordpress.com/2018/07/07/le-bottiglie-ambasciatrici-divine/ #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia
Pubblicato da italia&friends su WordPress Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 19/settembre /2020

“Là, dove i sogni diventano realtà” di Vincenzo Parlavecchio


“Dove eravamo rimasti?”
(indimenticabile Enzo Tortora)
Ah si, al bambino che c’è dentro ognuno di noi e ai vostri figli. Per una decina di anni, quasi ogni venerdì sera, ho percorso la SS Paullese, una delle Route 66 nostrane per chi segue il blog di Italia&Friends, da Milano a un paesino della provincia di Rovigo. Un bel tragitto, circa 200 km, passando da Crema, Cremona, Mantova e Ostiglia per giungere a Bergantino, il paese luogo di nascita di Stefano Gobatti (compositore 1852/1913). Spendo un asterisco su Stefano Gobatti, protagonista dell’800 musicale tardo romantico Italiano, acclamato nel suo massimo splendore, 1873 con l’Opera “I Goti”, nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e poi oscurato, ingiustamente, da un contemporaneo più blasonato e famoso Giuseppe Verdi. Ma Bergantino non è solo il paese natio di un grande compositore, pochi lo sanno e molti non ci crederanno Bergantino è anche il Paese della Giostra. Bergantino è la mente progettuale del Distretto della Giostra del Polesine, comprendente i paesi di Melara, Castelnovo Bariano, Castelmassa, Ceneselli e Calto, dedito alla produzione del 80% delle giostre commercializzate in tutto il Mondo. Il polo industriale annovera una 70ina di imprese, per lo più medio piccole, e dà lavoro a circa 300 addetti specializzati in vari settori, dalla carpenteria all’elettromeccanica, dall’elettronica alla robotica, che utilizzano solo tecnologia d’avanguardia ad elevare la Professionalità Artigianale, un Made in Italy di settore apprezzato ovunque. Le giostre costruite a Bergantino vengono ammirate, e fanno la gioia di grandi e piccini, nei più noti e spettacolari luna-park e nei parchi di intrattenimento tra i più famosi al mondo: da Mirabilandia, (Ravenna-Italy), a Disneyland (Orlando/Florida-USA), dal Luna Park di Coney Island (NY-USA) a Europark (Vias Beziers-France), dal Dinosaur Park (Pechino-China) sino a quelli che, sin da piccoli, ci hanno accompagnato nel mondo dei sogni, quelli di paese o di quartiere, quelli itineranti per intenderci. La più antica e classica giostra è quella con i cavalli e le sue origini sono legate all’agricoltura: le primissime avevano dei veri cavalli che legati a una corda ruotavano attorno ad un palo, principio utilizzato per la lavorazione dei cereali, con i bambini in groppa che si divertivano senza ritegno. L’avvento del motore a vapore assicurò la forza motrice e i cavalli veri furono sostituiti da copie di cartapesta su cui i bimbi, salendovi a cavalcioni, immaginavano di passeggiare in loro compagnia. Scritti araldici riportano che i soldati Napoleonici, durante la campagna di Russia, osservarono come i contadini locali, dopo aver eretto una sorta di scivolo con rotaie, amavano lasciarsi scivolare sopra con una carriola. Senza freni la carriola terminava la sua corsa per inerzia, chi si fermava più lontano dal punto di partenza era il predestinato, nella profezia popolare, a beneficiare di un ricco e proficuo raccolto stagionale. Quel che è singolare è il fatto che alcuni soldati Francesi, di ritorno in patria, particolarmente dotati di inventiva, fantasia e capacità costruttive, progettarono un arcaico prototipo di quella che oggi, grazie alla meccanica moderna e all’evoluzione tecnologica, è considerata una delle più divertenti ed eccitanti giostre: le Montagne Russe. Le fiere di paese sono sempre state occasione per mostrare, dimostrare, divertire e stupire; le strade, in quei giorni di festa, pullulavano di saltimbanco, mangiatori di fuoco, giocolieri, cantastorie, burattinai, venditori di elisir d’amore o di lunga vita e di bancarelle con succulenti leccornie per ogni palato, di fatto i precursori dei giostrai moderni. Il progresso infatti ha trasformato le popolane fiere in sfavillanti luna park stanziali, poi evolutisi in veri e propri parchi divertimento, il cui nome identifica il luogo quasi più della città che li ospita stabilmente. La carovana itinerante è costituita da più famiglie di giostrai e Bergantino ha le sue discendenze storiche, uomini e donne pieni di passione che hanno saputo mantenere viva la tradizione e la cultura della giostra diffondendola ovunque. Un invito sincero a lasciarvi coinvolgere tutti è una visita al Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino, inaugurato nel 1999 nella cornice di Palazzo Strozzi, dove potrete approfondire e restare estasiati di quanto ho solo cercato di rendervi ansiosi di conoscere: *la storia dell’uomo, della sua creatività, del suo desiderio di felicità, della sua ansia di conoscere il futuro, del suo bisogno di sopravvivere superando le quotidiane difficoltà della vita, del suo innato bisogno di trascendere la realtà. *da un’intervista a Tommaso Zaghini, Direttore del Museo. (official blog) Bergantino, un gioiellino della Regione Veneto, una delle 20 preziose tessere del mosaico Italia, dove Storia, Arte, Tradizioni e Cultura si intrecciano per diffondere pura emozione.
Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Kevin Francis Gray” al Museo Bardini di Firenze 2020

Kevin Francis Gray è nato ad Armagh, nell’Irlanda del Nord, nel 1972. Ha studiato al National College of Art and Design di Dublino, poi alla School of the Art Institute di Chicago e nel 1999 ha conseguito un MA in Fine Arts al Goldsmith College. Le sue opere hanno fatto parte di mostre presso la Royal Academy, il Sudeley Castle, il Museum of Contemporary Art, il Nieuw Dakota, il Palazzo Arti Napoli, il Musee d’Art Moderne, l’Artium, Centro-Museo Vasco de Arte Contemporáneo, il Tel-Aviv Museum of Art e l’Art Space. Fino al 21 dicembre il Museo Stefano Bardini presenta la mostra Kevin Francis Gray, curata da Antonella Nesi. La Mostra è promossa dal Comune di Firenze, organizzata da Mus.e, in collaborazione con Eduardo Secci Contemporary, con il generoso supporto di Moaconcept. La presenza delle opere di Kevin Francis Gray a Firenze testimonia e conferma il ruolo di primissimo piano che la città riveste nell’ambito della promozione dell’Arte contemporanea. La Mostra di Kevin Francis Gray al Museo Bardini di Firenze sancisce il profondo legame tra l’Artista e il territorio toscano attraverso i lunghi anni di collaborazione con gli Studi di lavorazione dei marmi di Pietrasanta. Ma è per la prima volta che, grazie a questa mostra, l’Artista espone le proprie opere sul territorio fiorentino, alla ricerca di un dialogo diretto con i grandi maestri del passato. Nelle sale del Museo troviamo oltre venti lavori realizzati con diversi tipi di marmo e altre in bronzo. Kevin Francis Gray, nelle sue opere manifesta una grande devozione nei confronti dell’Arte del passato, la testimoniano l’uso dei materiali e l’amore nei confronti, di quel classicismo posturale dei suoi soggetti magicamente avvolti da un velo senza tempo. Antonella Nesi, curatrice della mostra, nel sottolineare quanto le opere di Kevin Francis Gray richiamino la scultura più classica, fatta di perfezione tecnica e tensione verso una bellezza estetica impeccabile, palesa quanto le sue sculture possono dialogare con i marmi ellenistici, con le essenziali forme scultoree medievali, con la perfetta forma rinascimentale della collezione plastica del Museo Stefano Bardini, straordinario luogo del cuore e ludoteca dell’anima.

Il magnifico Museo Stefano Bardini, è in Via dei Renai,1 a Firenze
Orario mostra: Venerdì / Sabato / Domenica /Lunedì: 11.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
http://musefirenze.it/musei/museo-stefano-bardini/

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“Quando la Bellezza invade gli occhi”

Massimo Sestini al Forte Belvedere Firenze

https://photos.app.goo.gl/3yMGc614SDF4zUUU6“Quando la bellezza invade gli occhi” di Riccardo Rescio
Nella Città d’Arte per antonomasia, in uno scenario incredibilmente bello, con un panorama dominato dalla straordinaria imponenza del Duomo, che in realtà è perfetto così com’è, è il resto che al suo cospetto risulta più piccolo, un considerevole resto fatto di tanti capolavori di dimensioni certamente più contenute, ma immensi e di altrettanta assoluta bellezza, tutti distinguibili, visibili, quasi tangibili, dal Forte Belvedere, che nella sua terrazza ospita 10 grandi strutture, con Venti immagini giganti di Firenze e della Toscana, che costituiscono nel loro insieme la Mostra “Bellezza oltre il limite” di Massimo Sestini, aperta al pubblico da 16 settembre al 31 ottobre 2020. Venti immagini di magistrale bellezza, che si stagliano nello straordinario panorama di Firenze, vere e proprie sculture fotografiche, che vogliono fortemente rappresentare l’interpretazione Artistica del concept “Toscana, Rinascimento senza fine”, il progetto comunicativo studiato da Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, per la campagna internazionale di promozione della Regione Toscana. Sono immagini, quelle di Massimo Sestini, che presentano Firenze e una Toscana ritratta da una prospettiva sicuramente inedita, poiché i suoi scatti sono stati realizzati a 2000 piedi di altezza, con speciali obiettivi che hanno permesso inquadrature di assoluta originalità. Il risultato naturalmente va al di là di una tradizionale se pur professionale fotografia, divenendo vera opera d’Arte. La disposizione, il posizionamento, l’artenanza delle strutture portanti delle immagini, sapientemente collocate, si alternano tra loro lasciando spazio a inquadrature dello spettacolare panorama che le contiene, creando una suggestione ottica di incredibile bellezza. La campagna “Toscana Rinascimento senza fine” costituisce la perfetta sintesi di un’insieme di azioni di promozione, tra loro complementari e progressive, attuate in questi mesi per creare un nuovo modo di comunicare, per poter suscitare un sempre maggiore interesse verso le tante diffuse, meravigliose straordinarietà, che la Regione Toscana racchiude. Una azione combinata per intercettare il Turismo Nazionale e Internazionale, in modo decisamente e finalmente più nuovo e accattivante. Dalla bellissima e indimenticabile Mostra del 1972 di Henry Moore, il Forte di Belvedere di Firenze è diventato uno degli spazi espositivi aperti più importanti e belli al mondo. Riapre finalmente in questo settembre 2020 proprio con la Mostra di Massimo Sestini, con le sue immagini che sono incastonate in strutture di considerevole grandezza, ognuna delle quali misura cinque metri per tre che, come grandi finestroni, si inseriscono sullo skyline di Firenze. La Mostra “Bellezza oltre il limite”, è stata curata da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, promossa dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze e realizzata da Fondazione Sistema Toscana, Toscana Promozione Turistica e Mus.e #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze

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“Porta Pia non è un indirizzo stradale, è Storia” di Riccardo Rescio

Credito immagine : https://it.m.wikipedia.org/wiki/Porta_Pia

“Porta Pia non è un indirizzo stradale, è Storia” di Riccardo Rescio
È una paradossale, ricorrente, condizione che porta molti ad associare, importati personaggi storici, letterati, artisti, patrioti, eroi, politici, unicamente alle strade, piazze o luoghi che portamo il loro nome, forse perché la storia che dovrebbe insegnare, purtroppo non viene partecipata in modo adeguato e con altrettanta approssimazione acquisita.
Porta Pia, è molto di più di una indicazione stradale, poiché non solo è una delle porte delle mura aureliane di Roma, situata nel quartiere Nomentano, ma è anche una delle ultime opere di Michelangelo Buonarroti, in cui l’Artista, all’epoca già anziano, utilizzò elementi architettonici ed una sintassi compositiva particolarmente innovativi.
Porta Pia, segna poi un episodio determinante, della nostra epopea risorgimentale, che è ricordato come “La Breccia di Porta Pia”, una azione militare, che vide coinvolti più di 50.000 soldati, avvenuto il 20 settembre 1870, nel tratto di mura adiacente alla Porta, scenario della battaglia tra le truppe del Regno d’Italia e dello Stato Pontificio, che segnò la fine di quest’ultimo e l’annessione di Roma all’italia.
Il Perché si vuole festeggiare a Firenze questo importante momento Storico per il nostro Paese è presto detto, Firenze è strettamente legata a quello che accadde il 20 settembre 1870 in quanto era la Capitale dell’allora Regno d’Italia, e questo evento ne segno il suo ultimo atto.
“La Breccia di Porta Pia” fu una decisiva azione per lo spostamento della capitale da Firenze a Roma.
In occasione del 150° Anniversario della Breccia di Porta Pia la presidenza del Consiglio comunale ha organizzato una serie di eventi.
Sabato 19 settembre, alle 11,30 in piazza dell’Unità il Presidente del Consiglio comunale Luca Milani, accompagnato dal Gonfalone, apporrà una corona al monumento ai caduti.
A questa cerimonia saranno presenti Adalberto Scarlino del Circolo Piero Gobetti e Valerio Giannellini della Fondazione Rossi-Salvemini. Al termine della cerimonia si terrà una manifestazione con rievocazione presso il Salone della Fratellanza Militare in piazza Santa Maria Novella.
Domenica 20 settembre, alle 11,30, si terrà una messa presso la Basilica di San Miniato al Monte con un breve saluto di Padre Bernardo.
La sera di domenica 20 settembre le Porte storiche di Firenze saranno illuminate di verde, bianco e rosso, per creare i colori della bandiera italiana.
La speciale illuminazione sarà a cura di SILFI Spa: un grande tricolore sarà formato da Porta San Niccolò che sarà accesa di rosso, Porta alla Croce di bianco e Porta San Gallo di verde, un altro da Porta al Prato rossa, Porta San Frediano bianca e Porta Romana verde.
Martedì 22 settembre, alle 17, in Sala d’Arme il convegno “Firenze Roma, la lunga strada verso la Capitale”.
Dopo i saluti del presidente del Consiglio Comunale di Firenze Luca Milani ci saranno gli interventi di Fabio Bertini, già docente di storia contemporanea presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze su “La questione romana tra Firenze capitale e l’Europa prima di Porta Pia”, di Antonino Zarcone, presidente del Military Historical Center – Toscana su “L’esercito italiano a Porta Pia per proteggere il Papa”, di Fulvio Conti, presidente della Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze su “20 settembre 1870: una data e un simbolo nella storia d’Italia” di Bruna Bocchini Camaiani, docente di Storia del cristianesimo e delle chiese dell’Università degli Studi di Firenze su “1870.
Un tornante nella storia della Chiesa” di Leonardo Scatarzi, già docente di educazione artistica – Military Historical Center su “La breccia di Porta Pia nella pittura.
Gli artisti dell’800 e le lotte per la libertà”. Durante la manifestazione sarà proiettato un brano tratto dal film La presa di Roma (1905) di Filoteo Albertini.
Mercoledì 23 settembre, alle 17,30 presso la Sala Firenze Capitale in Palazzo Vecchio presentazione del libro “La Breccia di Roma” di Claudio Fracassi – Mursia editore, a cura del circolo di cultura politica Fratelli Rosselli, del Comitato Fiorentino per il Rinascimento e della Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini. Porta Pia, non è solo un indirizzo stradale e non soltanto una grande opera d’Arte di Michelangelo Buonarroti è anche il simbolo di quel processo che porterà alla formale unità d’Italia.
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“O capitano, mio capitano”

Chi di noi non ha avuto reazioni piu’ o meno accentuate, chi di noi non ha avvertito in modo piu’ o meno coinvolgente, fatti e situazioni che ci hanno visto e ci vedono attori o passivi e inermi spettatori, di piccole o grandi cose, fatti e avvenimenti, vicino o indicibilmente lontani. Nessuno, con un minimo di sensibilita’ e di consapevolezza, può sentirsi completamente immune dall’essere coinvolto, partecipe e al contempo anche possibile possibile risolutore. L’attimo fuggente è un film, ma anche la sintesi esatta della vita. L’attimo fuggente, due parole, due semplici parole che sintetizzano la capacità di saper cogliere, per poterlo assaporare nella sua interezza, ogni momento vissuto. Questa capacità non appartiene alle dotazioni iniziali dei sensi concesse alla maggior parte di noi sin dalla nascita, è un tecnica che si acquisisce attraverso lo stimolo di chi, in modo autodidattico l’ha fatta propria ed ha la forte propensione ad insegnarla. La formazione delle coscienze, è quindi il punto focale, il centro di ogni questione, il presupposto iniziale che inevitabilmente condiziona lo sviluppo intellettivo di ognuno di noi. Insegnare è un’Arte e non un mestiere, cosi come l’Artista riesce a suscitare emozioni, attraverso la materializzazione del proprio sentire, cosi un insegnante capace non può che divenire attrattore di desiderio di sempre maggiori conoscenze in chi lo ascolta.
Riccardo Rescio
Pubblicato da italia&friends su WordPress Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia
Martedì 15 settembre 2020

#tuttoilbelloeilbuonochece

“Domenica sera in Musica” di Daniela Padelli

◦ Domenica sera si è tenuto il primo concerto pianistico a quattro mani in una delle location più belle dell’alto lago di Lecco/Como.


A Gravedona nella sala grande di Palazzo Gallio si sono esibiti Marco Schiavo e Sergio Marchegiani per la XXXIII rassegna di Pianomaster interpretando a quattro mani musiche di : Mozart, Brahms e Rossini
Finalmente torno a “bere musica” con le orecchie, dopo tanto tempo, e affacciandomi sulla terrazza di questo meraviglioso Palazzo ( già dimora Cardinalizia) per un aperitivo a fine concerto, mi sento di nuovo “volare” ammirando tutta la bellezza del lago che è ancora più bello con le luci serali.


La Musica è un linguaggio universale che tutti possono capire e io, che sono una musical/onnivora, non disdegno alcun genere, dalla musica classica, al jazz, al pop e persino la musica cosiddetta “ leggera”
La Musica tocca le corde della mente e del cuore e arricchisce l’anima di chi la sa ascoltare
Ultimo pezzo in programma, l’ouverture da “ la gazza ladra” di Rossini, questi due incredibili pianisti, lo hanno eseguito a quattro mani e…. due nasi.


Avere letto bene, infatti si sono divertiti con una performance inedita, ci hanno divertito con la loro incredibile intesa di musica e di amicizia.
Inutile dire che c’è stata un ovazione di applausi. Io a fine concerto avevo lacrime di pura gioia!


Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends. #spaziodiculturaebellezza
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“Scuola a Teatro, il Teatro come Scuola” di Riccardo Rescio

Tommaso Sacchi accoglie i ragazzi all’ingresso del Teatro della Pergola di Firenze

Lunedì 14 settembre 2020, al Teatro della Pergola, è suonata la campanella, che ha segnato l’inizio delle lezioni per tre classi della Scuola Media Statale “Giosuè Carducci”, e continuerà a farlo fino al prossimo novembre.
I ragazzi di queste classi faranno infatti lezione nella sala delle Colonne, nel saloncino intitolato a Paolo Poli e nel foyer di galleria.

La Fondazione Teatro della Toscana, rendendo disponibili le sale del Teatro della Pergola di Firenze, del Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci e quelle del Teatro Era di Pontedera, è il primo Teatro Nazionale in Italia che apre le proprie porte alle attività didattiche, che costituiscono un’improrogabile priorità nella ripartenza del Paese.
Oltre alle classiche lezioni con le materie previste dal programma ministeriale, nella sale del Teatro Massimo fiorentino, adattate ad aule scolastiche, i giovani studenti seguiranno anche lezioni di Storia del Teatro, di Etica Digitale e un vero e proprio Laboratorio Teatrale, grazie alla collaborazione della Fondazione Teatro della Toscana con la regista Manu Lalli e l’Associazione Venti Lucenti.
Una straordinaria esperienza formativa, volta a garantire il diritto e anche il dovere di lezioni in presenza e in completa sicurezza, un progetto strategico che unisce Firenze a Scandicci con il Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ e a Pontedera con il Teatro Era, che già prevede una serie di incontri dedicati a studenti, docenti e pubblico.

Questa iniziativa di Scuola a Teatro è stata fortemente voluta dal Comune di Firenze, attraverso l’azione del Presidente del Teatro della Toscana Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, e dell’Assessora all’Educazione Sara Funaro, dal Comune di Scandicci, dal Comune di Pontedera e dalla Regione Toscana.

L’Iniziativa si configura come parte importante della nuova identità del Teatro, che ha nei propri piani futuri la priorità di mettere i giovani al centro della propria attività. Una strategia condivisa con entusiasmo dai soci della Fondazione.#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #RinasceFirenzeTommaso Sacchi
Immagini : Ufficio Stampa e Social
Fondazione Teatro della Toscana

“Mangia Borgo 2020” Firenze Borgo Ognissanti

Firenze Giovedì 17 settembre 2020 dalle ore 19,30 alle ore 23,00.

“MangiaBorgo” Vuol essere uno “struscio” per Borgognissanti dall’incrocio di Maso Finiguerra a via Curtatone dove, tra assaggi di vario genere, invitiamo i fiorentini a riappropriarsi del gusto antico delle nostre eccellenze della ristorazione. Ogni ristoratore, approfittando dei tavolini e dehors esterni, si metterà in gioco con prodotti tipici della nostra toscanità per la gioia dei “palati” dei passanti. La serata sarà animata dal “terzetto” del QUINTO PODERE che allieterà con musiche e stornelli fiorentini, tutti i presenti. Una bella serata da passare insieme all’insegna del gusto, buona musica e bella gente!

http://www.borgognissanti.it

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“Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano (1975)

E’ giunto il Tempo in cui ognuno di noi prenda consapevolezza della realtà, senza lasciarsi imbonire da venditori di fumo, che fino a qualche tempo fa, per attirare l’attenzione, gridavano a squarcia gola, gli stessi che ora per poter sopravvivere si sono imposti una radicale metamorfosi, con la quale, con grande pacatezza, ferma determinazione e paternalistica convinzione, non vendono più fumo, ma concedono, in comodato d’uso, panacee risolutive per tutti. Rendiamoci conto, una buona volta per tutte, che non servono le roboanti enunciazioni di grandi piani, ma servono le capacità per pianificare e realizzare, non servono task force che indicano, ma servono capacità che facciano”
Un vecchio adagio popolare recita, “Chi sa fa, chi non sa insegna”.

Si dia il via al fare, a quel personale, indispensabile fare, necessario per costruire e non per disfare. Abbiamo un grande Paese dalle molteplici risorse, abbiamo genialità e creatività, mettiamole al servizio delle nostre Terre Uniche, ricche di tutto e tanto, tanto di più, che sapranno sicuramente ricompensarci. Rino Gaetano, acuto osservatore della realtà del suo Tempo, nel 1975 cantava “Ma il cielo è sempre più blu”, godiamoci il nostro meraviglioso cielo blu, ma abbattiamo anche l’indifferenza e la rassegnazione, che sembra abbia preso il sopravvento, già da troppo tempo e cambiamo prospettiva, lui, il cielo sarà sempre più blu e sempre più dalla nostra parte. Cambiare si può, cambiare si deve.

Riccardo Rescio Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

https://youtu.be/sdDikNjpfYY
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“Le Categorie del Turismo, analisi, formule e soluzioni” di Riccardo Rescio

Come ampiamente palesato dallo studio portato a termine dalla commissione appositamente predisposta, di cui abbiamo recentemente dato ampio rilievo, tutti siamo in grado di evincere, molto chiaramente, come il Turismo nostrano debba essere classificato e necessariamente suddiviso in categorie ben definite e identificabili. Tipologie da regolamentare con formule nuove, esclusive, pertinenti, ma ciò che rappresenta il punto di forza dello studio sono indubbiamente le soluzioni individuate, che prevedono le seguenti linee guida, preventive e gestionali, attuative e vincolanti, dei flussi turistici in entrata nel nostro Paese. Riepilogando abbiamo nell’ordine il T/Q, il Turismo di Qualità che enuclea a sé viaggiatori ricchi e colti

Tipologia T/Q Turismo di Qualità

A seguire il T/S, il Turismo selettivo, costituito da viaggiatori con grandi disponibilità economiche dallo scarso spessore culturale.

Tipologia T/C, Turismo selettivo

E ancora il T/C, il Turismo culturale, che vede raggruppati solo viaggiatori informati, attenti, consapevoli.

Tipologia T/C Turismo Culturale

Per finire il T/MF, il Turismo Mordi e Fuggi, che raggruppa la stragrande maggioranza dei viaggiatori del 3°millennio.

Tipologia T/MF Turismo Mordi e Fuggi

Una volta individuate le classi di appartenenza, andiamo alla indicazioni procedurali fissate, dalla commissione di Esperti, per prevenire da una parte il deprecabile, per alcuni, fenomeno dell’overturismo, dall’altra la necessità di regolamentare l’equa distribuzione dei flussi sulle classiche mete nostrane. Andando in controtendenza alle metodologie del passato, sottolinea la commissione, si è teso di intervenire a monte della questione, in modo preventivo preciso e circostanziato. Per ciò che concerne la 1° tipologia Turistica, la T/Q, vengono precisate ed elencate le peculiarità di cui devono essere in possesso i Turisti di Qualità, A) Dimostrazione di capacità di spesa B) Possesso di un titolo di studio, di scuola superiore, che possa attestare conoscenze Storico/Umanistiche, da presentare presso le dipendenze Diplomatiche del nostro Paese all’estero, per il rilascio del permesso di ingresso in Italia. La 2° Tipologia Turistica, la T/S, la classe che indica i Turisti facoltosi, prevede le seguenti norme A) obbligo di sottoscrizione di un documento vincolante, in cui gli stessi si impegnano ad alloggiare esclusivamente in Alberghi, Relais, Resort, extra-lusso e Ristoranti rigorosamente Stellati, B) effettuare acquisti solo negli Store dei grandi Brand nazionali. La sottoscrizione, per l’ottenimento del visto preventivo di ingresso sul nostro Territorio, dovrà essere effettuata personalmente dalle persone interessate, nelle sedi Diplomatiche preposte nei Paesi di pertinenza, C) con la presentazione dei documenti fiscali relativi alle spese sostenute nel soggiorno italiano, da presentare sempre presso le dipendenze della Repubblica Italiana all’estero, verrà rimborsato, ai turisti che ne faranno richiesta, l’intero importo dell’IVA sostenuto durante il loro soggiorno Italiano. La 3° Tipologia, la T/C che enuclea i Turisti acculturati prevede A) Un esame da sostenere e superare, per l’ottenimento del visto preventivo di entrata, presso i Consolati e le Ambasciate d’Italia dei rispettivi paesi di provenienza. Esame in cui si dovranno dimostrare conoscenze della Storia Italiana, Storia dell’Arte, del Folclore e delle Tradizioni Italiane. B) a questa particolare categoria di viaggiatori non vengono posti vincoli relativamente alle tipologie di strutture Ricettive, di Ristorazione e di distribuzione, poiché la Cultura non può e non deve essere penalizzata, sopratutto la Cultura di quelli che già la possiedono e che la vogliono verificare di persona sul campo. La 4°, la T/MF, dei Turisti Mordi e Fuggi, quella che ha riscosso le maggiori attenzioni degli esperti costituisce senza ombra di dubbio la più complessa ed articolata, ma che negli intendimenti dei padri costituenti del “Nuovo Sistema di Accoglienza Italiano”, costituirà finalmente e definitivamente la metodologia risolutiva di ogni problematica derivante all’overturismo. Le norme attuative prevedono, nelle Regioni ad alta concentrazione Turistica, A) Realizzazione di Centri di Accoglienza Turistica di Massa, dove verranno fatti confluire tutti i viaggiatori interessati a visitare il nostro Paese che non sono in possesso dei requisiti delle tre precedenti classi identificative. B) dopo un attento riscontro delle intenzioni di viaggio e in stretta relazione al numero chiuso previsto per ogni e qualsiasi punto attrattivo del Paese, riscontrabile attraverso un sofisticato sistema informatico, da realizzare ad hoc, verranno sistematicamente smistati solo ed esclusivamente nelle destinazioni desiderate, preventivamente indicate. C) viene contemplato nelle norme predisposte anche l’obbligo del possesso personale di sacchetti di plastica, dove inserire ogni e qualsiasi materiale organico e non, derivante dal consumo di cibo e bevande, durante il soggiorno in Italia, il cui mancato sistematico utilizzo, prevede pesanti sanzioni. Finalmente norme chiare, a tutela del nostro Patrimonio, se poi non verrà nessuno nel nostro Paese, ancora meglio, ci godiamo tutto noi, da sempre attenti, meticolosi e scrupolosi, custodi delle nostre straordinarietà. Tanto, come diceva il saggio, di Cultura e Turismo non si mangia. (Metabolizzare con cura la lettura)

“L’alfabeto del Turismo” di Riccardo Rescio

Un gruppo di valenti studiosi ha condotto di recente una importantissima ricerca sulla connessione tra il fenomeno turistico e l’alfabeto.

Credito immagine : https://promozionesalute.ch/padc/principi/commissione-di-esperti.html

Gli scienziati, al termine del loro mandato, sono arrivati alla conclusione che esiste effettivamente una palese connessione e fra i due aspetti analizzati. Infatti nelle espressioni AlfaTuristicoBetiche : T/Q, T/S, T/C, T/MF, hanno, con metodologia scientifica, enucleato le 4 grandi macro aree, in cui si suddividono i moderni viaggiatori. Gli esperti sono giunti a tali risultati all’unanimità. Senza scendere nei dettagli procedurali complessi che hanno preceduto il risultato finale, possiamo esemplificando dire che, la T, costituisce naturalmente la costante e sta per Turismo, le alte lettere sono invece le variabili, che indicano la tipologia con cui si è scientificamente stabilita l’esatta identificazione di gruppo e la conseguente connessione AlfabeticoTuristica. Era infatti negli intendimenti iniziali degli scienziati, come inalienabile postulato del lavoro di analisi da svolgere, quello di elaborare un processo sistemico che identificasse e suddividesse preventivamente le varie tipologie degli esploratori e dei viaggiatori del terzo millennio. Le formule a cui sono giunti i nostri esperti sono le seguenti : T/Q = Turismo di Qualità, T/S = Turismo Selettivo, T/C = Turismo Colto, T/MF = Turismo Mordi e Fuggi, all’autore di quest’ultima definizione gli andrebbe dato il premio Nobel per la creatività, visto che ha reso concreto e ripetibile nello spazio e nel tempo l’enunciato, elevandolo a postulato scientifico. Anche se il Turismo non stanziale è uno dei modi di viaggiare ed esplorare il mondo che da sempre esiste e da sempre convive con tutte le altre forme di Turismo e che per millenni nessuno si era fatto carico di farne motivo di approfondita ricerca scientifica, ma si sa, è risaputo, se non si inventa qualcosa per coprire l’incapacità di affrontare il nuovo, di adattare, menti e strutture, agli inevitabili cambiamenti che il progresso comporta, gli esperti cosa ci stanno a fare. I Postiglioni dediti al trasporto di persone e cose e i gestori delle Stazioni di Posta, al tempo, per fermare l’avanzata della ferrovia, pensando di perdere il proprio lavoro, fecero azioni molto, molto peggiori, per fermare il progresso, invece di intuire che nuove e più importanti opportunità si sarebbero aperte per loro, proprio grazie alla stessa strada ferrata. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #sistemaitalia

“Il Po e le sue Sculture” di Vincenzo Parlavecchio

Nasce dal Monviso.
E ancora, si chiamò Eridano.Non dobbiamo essere degli esperti di enigmistica per rispondere correttamente, è il Po, il fiume più lungo d’Italia, 652 km, ad essere precisi del Settentrione d’Italia di cui attraversa 4 Regioni, portata media d’acqua 1540 m³/s, bacino idrografico 71000 km/q, sorge a poco più di 2000 mt slm e sfocia nel Mar Adriatico.Ha origine in Piemonte impreziosendo, a livello urbano, il suo capoluogo Torino per poi bagnare, attraversando la Lombardia, le province Piacenza e Cremona, la città delle 3 “T” (scopritele se non le conoscete già) e lambire la medievale Ferrara, città della Bicicletta e ultimo baluardo della splendida Emilia Romagna, per terminare in Veneto formando un vasto e meraviglioso delta, 6 i rami fluviali più importanti, dalla natura selvaggia e ricco di fascino.Il Po scorre pianeggiante, dissetando la Pianura Padana, e solo a tratti acquista velocità considerevoli, se non dopo prolungati periodi di pioggia che lo gonfiano paurosamenterendendolo irruento e pericoloso.
Ricordiamo l’alluvione del Polesine, la più devastante, nel novembre del 1951 (113 mila ettari inondati) commemorando le 90 vittime di quell’infausto evento.
Ma torniamo al Po e al suo costante incedere capace, nell’inesorabile scorrere dei decenni e per la sua natura, di dare origine a svariati organismi viventi, fauna acquatica e flora pluviale, e di plasmare il territorio assoggettandolo alla sua maestosa presenza.
Vi fornisco altri dati, come se solo nominarlo non bastasse, affinchè vi rendiate conto della grandiosità di questo corso d’acqua: 33 i principali centri abitati che ascoltano la sua voce, 77 i ponti che consentono di attraversarlo, stradali e ferroviari, 13 le Aree Naturali Protette che beneficiano di tale fonte di approvvigionamento idrico e 2 enti preposti, l’AIPO, Agenzia Interregionale per il fiume Po, e l’AdBPO, Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, entrambi facenti attività di gestione, controllo e programmazione degli interventi, ordinari e straordinari, lungo tutto il suo percorso.L’argine del Po è un dosso artificiale di terra, il cui apice è asfaltato e reso percorribile, che corre parallelamente lungo le rive del fiume, da entrambi i lati e quasi per il totale del percorso, a una distanza variabile da esse (200mt/+km) delimitando e proteggendo la zona di fuga, in caso di esondazione, chiamata “Golena ”.
La Golena è un luogo assolutamente magico, conifere, boschi, salici, canneti, alberi che si intrecciano in vere e proprie “Sculture”, aree di sosta per gli uccelli migratori, e relative torrette per praticare bird-watching, aree per pic-nic immerse nel verde, pontili per le barche e le chiatte degli “Uomini del Po”, insenature e spiagge per fantastiche passeggiate a cavallo, e colori verosimilmente cangianti a secondo dell’orario e del clima.
Il Po è una fonte di vita inesauribile, per chi ha imparato ad attingerla, e un singolare spettacolo della natura, da vivere ed ammirare facendo del sano trekking o pedalando in bicicletta, come si dice in dialetto Ferrarese, “ins l’arzan, pian pianin”.
Ho vissuto diversi anni un paesino che ascolta il Po, proprio a ridosso dell’argine, un paese piccolo ma di importanza internazionale, ma ci sarà modo di approfondire in un prossimo articolo per la gioia dei vostri figli e, mai dimenticarsene, del bambino che c’è dentro ognuno di noi.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Le scarpe come ragione di vita e tutta una vita dedicata alle scarpe”

“Il Calzolaio dei Sogni”

La biografia di Salvatore Ferragamo, il celebre Calzolaio dei Sogni, dettata a viva voce dal Fondatore della Maison sul finire degli anni Cinquanta e trascritta in un libro, torna oggi ad essere raccontata e diventa disponibile sulle piattaforme digitali Spotify, SoundCloud ed Apple iTunes.
SoundCloud: https://soundcloud.com/salvatore_ferragamo
Spotify: https://open.spotify.com/show/0LlqcAuiRQ35q5NknPfTL5?si=FbeT8HuwSi6zR7GoxGu64A
iTunes: https://podcasts.apple.com/it/podcast/shoemaker-of-dreams/id1518097371.
Ventidue capitoli narrati da amici del brand, attori italiani e dello star system hollywoodiano, dove tutto ebbe inizio. Influencer, opinion leader, scrittori e giornalisti di fama internazionale che, interpretando con il proprio talento il racconto, facilitano la totale immersione dell’ascoltatore in questa affascinante storia.
Un racconto multisensoriale, che potrà essere riletto con passione, ascoltato attraverso il podcast e visto presto sul grande schermo.
A completamento del progetto infatti, oltre alla riedizione della Biografia sotto una nuova veste grafica, edita da Electa, la premiere del lungometraggio “Salvatore – The Shoemaker of Dreams”, diretto dal Regista Luca Guadagnino e presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Venezia 77, del 2020
“Dedicata a tutti coloro che devono camminare”.
È la dedica che il fondatore della Maison ha fatto nelle prime pagine del libro e la testimonianza di un lungo percorso ancora in divenire.
Dai seguenti link è possibile scaricare:
I portrait dei narratori di ogni capitolo (elencati anche nell’indice allegato in PDF): INDEX_PODCAST
Una selezione di immagini di archivio, nonché le cover relative ai Podcast e alla riedizione della biografia di Salvatore Ferragamo: IMAGES_SF_PODCAST

Salvatore Ferragamo

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“Rinascimento Firenze”

Rinascimento Firenze, è un progetto congiunto di Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo, che prevede 60 mln di euro per i settori dell’Artigianato Artistico, il Turismo e la Cultura, il LifeStyle e la Moda, le Start Up e l’Agroindustria.

Il progetto è stato presentato giovedì 10 settembre 2020 al Teatro Niccolini di Firenze dal Presidente della Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e dal CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, in collegamento streaming.
Gabriele Gori, Direttore della Fondazione CR Firenze ne ha illustrato gli aspetti tecnici.

Hanno portato il loro saluto il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il Prefetto di Firenze Laura Lega, il Presidente della Camera di commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, il Rettore dell’ Università di Firenze Luigi Dei, il Presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi, il Presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini.
Rinascimento Firenze, è il progetto di economia civile, ad alta valenza sociale, ideato, elaborato e promosso da Fondazione CR Firenze insieme ad Intesa Sanpaolo, in sinergia collaborativa con il Comune di Firenze, la Camera di commercio di Firenze, l’l’Universita degli Studi di Firenze, l’associazione OMA, il Centro di Firenze per la Moda Italiana e la Lega Coop.

Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte, OMA; Centro di Firenze per la Moda Italiana; Fondazione Ricerca e Innovazione) che hanno ideato tutto il processo assieme a Fondazione CR Firenze e a Intesa Sanpaolo.
L’ attività operativa sarà assicurata dalla struttura della Fondazione KON e sono Partner istituzionali la Camera di Commercio di Firenze e la Prefettura di Firenze.
I cinque bandi tematici in uscita a partire da questo mese, interessano altrettante aree strategiche, fortemente caratterizzanti e identificati, dell’economia cittadina.
Il progetto ha come obiettivo quello di dare fiducia, in questo particolare momento di grande difficoltà, alla struttura portante della nostra economia, fatta dalle tante piccole realtà che costituiscono caratteristica identitaria, delle Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni.
È stata elaborata una modalità, ha sottolineato il Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, che consente una rapida ed efficace assegnazione e distribuzione delle risorse per aiutare tante realtà tipicamente fiorentine a superare questa fase così difficile, che ha poi terminato il suo intervento con un particolare ringraziamento ai tre Soggetti Attuatori, Associazione OMA, Centro di Firenze per la Moda Italiana e Fondazione Ricerca e Innovazione, per il loro determinante apporto.
Di spessore le parole di saluto del Sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha vuluto rimarcare la determinante importanza del Turismo, non solo per il Centro Storico della Città, ma per la Provincia e la Regione, poiché questo particolare comparto costituisce un considerevole volano di sviluppo per ogni tipo di attività.

Riccardo Rescio Italia&friends
#RinasceFirenze

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“Così è se vi pare” di Riccardo Rescio

I Musei sono Luoghi del cuore e ludoteche dell’anima.
Chi continua a ritenerli posti tristi e polverosi, come da sempre in modo dispregiativo si indicano case e cose, non sanno cosa si perdono, perché i Musei hanno sempre in serbo per tutti, qualcosa di piacevole e inaspettato che riuscirà a sorprenderci positivamente, mostrandoci o facendoci conoscere ciò che ignoravano, non avevamo mai approfondito o soltanto dimenticato.

Sergio Basile

Al Museo Novecento di Firenze, l’interessante iniziativa “Museo, Arte, Teatro, Musica”, è il variegato programma di eventi serali gratuiti, aperti al pubblico, voluta dal suo Direttore Sergio Risaliti, che ha visto e vede un sapiente mix di reading teatrali, concerti e lectures.
Mercoledì 9 settembre 2020, nel magnifico chiostro del Museo Novecento in Piazza Santa Maria Novella di Firenze, la magistrale rappresentazione teatrale de “Il Dottor Semmelweis” da parte di Sergio Basile.

Sergio Basile, Attore, Drammaturgo, Autore, Regista di Teatro e Cinema e Docente di Recitazione, con la sua straordinaria bravura ci ha raccontato, con un avvincente monologo, la vicenda del dottor Ignác Semmelweis, che nella Vienna di metà XIX secolo scoprì le cause della febbre puerperale, quella grave infezione che colpiva con una altissima percentuale le partorienti dell’epoca.

Dottor Ignac Semmelweis

La singolarità, ma anche la ripetitività dei comportamenti umani sbagliati, sono ben evidenti e fortemente stigmatizzati in questa storia, da una parte illuminante per il progresso scientifico, dall’altra sconcertante per la luce di uguale intensità che evidenzia la pochezza, l’incapacità, l’ignoranza, l’arroganza, l’egoismo di chi per primo dovrebbe intuire, capire e verificare, prima di rifiutare il nuovo che viene proposto, solo per la paura di perdere prestigio e potere, molto spesso acquisiti non certo per meriti relativi alle capacità necessarie e indispensabili a svolgere le loro rispettive professioni.
L’intera vicenda ruota sulla deduzione che il giovane dottore aveva fatto sulle cause delle infezione puerperale, che riteneva risiedessero nella scarsa, se non del tutto assente igiene delle mani dei dottori e dei chirurghi, una scoperta osteggiata, derisa, dall’ostilita dei colleghi, che a fronte unico ne respinsero le supposizioni.
Le intuizioni di Semmelweis arrivarono quando i microscopi erano insufficienti per sapere dell’esistenza dei microbi, ben prima quindi che Pasteur gettasse le basi della moderna microbiologia, che rivaluterà l’operato e il genio di Semmelweis, dandogli postumo il merito che gli spettava in vita. Il dottor Semmelweis, morì poco più che quarantenne in miseria e totalmente uscito di senno.
Il dottor Semmelweis è il titolo della pubblicazione della tesi di laurea in medicina dello scrittore francese Céline.
Ancora sconosciuto e senza pseudonimo, Louis-Ferdinand Destouches la terminò nel 1924, e la discusse il 1º maggio dello stesso anno. (Wikipedia)
Prima pubblicazione: 1924
Céline la fece ripubblicare nel 1952 col titolo Semmelweis. (Wikipedia)
http://www.museonovecento.it/
italiaefriends.wordpress.com

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“Una panacea non si nega a nessuno” di Riccardo Rescio

Non servono piani, serve la capacità di pianificare, non servono task force che indichino, ma servono capacità che facciano”
Un vecchio adagio popolare recita, “Chi sa fa, chi non sa insegna”.
E giunto il Tempo in cui ognuno di noi prenda consapevolezza della realtà, senza lasciarsi imbonire da venditori di fumo, che fino a qualche tempo, per attirare l’attenzione, gridavano a squarciagola, ora per sopravvivere si sono imposti una radicale metamorfosi, con grande pacatezza, ferma determinazione e paternalistica convinzione, si propongono non per vendere fumo, ma per concedere in comodato d’uso solide panacee per tutti. Rino Gaetano, acuto osservatore della realtà del suo Tempo, nel 1975 cantava “Ma il cielo è sempre più blu” https://youtu.be/sdDikNjpfYY
Riccardo Rescio Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

“Siamo al verde” di Riccardo Rescio

Finalmente siamo al verde, non quello che sta a sottolineare la mancanza di denaro, nemmeno quello della speranza, ma il verde della vita, quello delle piante, che se saggiamente e oculatemente inserite nel nostro stare e nel nostro fare quotidiano, potrebbero garantirci la sopravvivenza nelle Città, che pur rappresentando poco più dell’1% della superficie totale della Terra, incidono all’ 80% all’inquinamento generale.
Finalmente il verde non più espressione di malcontento o rassegnazione, ma un modo di dire che vuole indicare un concreto agire, nei piccoli comportamenti individuali e nelle grandi scelte istituzionali, nazionali e internazionali.
Un agire verde che costituirà, da prima l’argine alla progressiva alterazione degli equilibri naturali e poi l’antitodo per una sempre migliore qualità della vita.
Il progetto “Architetture botaniche” del Comune di Firenze, con il determinante supporto della Fondazione CR Firenze e la supervisione dello scienziato Stefano Mancuso, con ‘Pareti Verdi’ da realizzare in cinque scuole di Firenze, si inserisce perfettamente alle altre iniziative che il Sindaco Dario Nardella con la sua Giunta, stanno portando avanti, con forte determinazione, non solo per rendere la città più vivibile per i suoi cittadini, non soltanto per rendere sempre più attrattiva la città, ma anche per poter divenire quel riferimento mondiale di rigenerazione, che la lungimiranza degli amministratori del tempo resero Firenze faro d’Arte, di Cultura e di rinnovamento, universalmente riconosciuto, ricordato e conclamato, come il “Rinascimento Fiorentino”.
Il progetto “Pareti Verdi” è stato presentato nel Complesso Monumentale di Santa Maria Novella Firenze, mercoledì 9 settembre 2020, da Dario Nardella, Sindaco di Firenze, Luigi Salvadori, Presidente di Fondazione CR Firenze, Cecilia Del Re, Assessore all’ambiente del Comune di Firenze, Sara Funaro, Assessore all’educazione del Comune di Firenze, Stefano Mancuso, Consigliere speciale del Sindaco per il progetto Firenze verde;
Riccardo Rescio
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #RinasceFirenze

In ordine da sinistra Stefano Mancuso, Sara Funaro, Dario Nardella, luigi Salvadori, Cecilia del Re, Gabriele Gori

“Insieme si può” di Riccardo Rescio

“Paesaggi Comuni”

Martedì 8 settembre 2020, nel Complesso Monumentale di Santa Maria Novella è stata presentata alla città, la seconda edizione del bando ‘Paesaggi Comuni’, percorsi di rigenerazione ecologica di spazi pubblici, aree verdi e piazze, promosso da Fondazione CR Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze.
Il bando ha come obiettivo quello di riqualificare le aree verdi cittadine e le piazze grazie al coinvolgimento attivo degli abitanti.
Tanti infatti sono i cittadini impegnati in difesa degli spazi aperti comuni, dedicati alla collettività.
Residenti animati da grande spirito civico, che ambiscono a rendere concreta la loro voglia di fare per il bene comune.
Con questo bando la Fondazione CR Firenze intende supportare tutte le iniziative meritevoli, mettendo a disposizione 480.000 euro di risorse a fondo perduto per finanziare progetti di rigenerazione ecologica presentati da Comitati di quartiere, Associazioni, Organizzazioni di volontariato e altre forme di organizzazione della comunità locale.
Per partecipare è necessario presentare domanda online alla sezione bandi del sito http://www.fondazionecrfirenze.it entro il 30 settembre, sempre sullo stesso sito sono disponibili tutte le informazioni relative al bando.
Riccardo Rescio
ph riccardorescio per Italia&friends
Martedì 9 settembre 2020
@fondazionecrfirenze @cittadifirenzeufficiale
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenzehttps://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3532475413470907&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=hdqvbgMk6pmdM84O

“L’impontenza Umana” di Riccardo Rescio

Un ombrello, seppur rosso, non basta. (Opera di Daniela Padelli)

L’impotenza umana è quella condizione ampiamente diffusa, che impedisce all’uomo di comprendere che dovrebbe smettere di innalzare muri, chiudere i porti, armare le frontiere, aumentare i dazi, costruire trincee fisiche e psicologiche. L’impotenza umana è quella grave malattia congenita che pone un limite, un vero e proprio blocco all’intelligenza della sopravvivenza, che occupa un piccolo settore del nostro cervello dedicato alla conservazione e al mantenimento della specie, a differenza del grande spazio, in perenne implementazione dedicato all’intelligenza della distruzione. Una volta debellata l’impotenza umana, prima con la cura e poi con il vaccino, proprio come una qualsiasi altra patologia di massa, saremmo finalmente nella condizione per poter comprendere, che quella meravigliosa, straordinaria natura, in cui siamo immersi e di cui siamo parte integrante, che tanto ci offre, ogni tanto purtroppo ora sempre più spesso, sembra voglia riprendersi quel tutto che ci ha concesso. È proprio questo aspetto fenomenologico della natura, a cui tutti noi siamo soggetti, nessuno escluso, che dovremmo imparare a gestire, governare, per prevenire e contenere, le cicliche catastrofi e le immani pandemie. Fenomeni che si ripetono da millenni, più o meno accelerati dall’impotenza umana, che ci ostiniamo a definire variabili, eccezionali, impazzite, quando in realtà costituiscono una drammatica costante, da cui dovremmo imparare a difenderci, rivolgendo alla fenomenalogia naturale la nostra massima attenzione e le nostre maggiori risorse. È necessario farlo tutti insieme, in sintonia, ognuno facendo la propria parte, come può e come sa, perché la natura è inter-razzista e interclassista, non tenendo in alcun conto, origine, lignaggio, status, non esclude niente e nessuno dal suo fare. #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”

Venerdì 4 settembre 2020, presso la Sede della Fondazione CR Firenze, è stata presentata in conferenza stampa, la seconda edizione di “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”, che si terrà, a partire dal 5 settembre 2020, a Certaldo, Gambassi Terme e nei Musei dei MuDEV, il Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa”.
Presenti in conferenza Stampa, Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, Giacomo Cucini, Sindaco del Comune di Certaldo e delegato alla Cultura per l’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa e e Sara Rigacci, Assessore alla Cultura del Comune di Gambassi Terme.
Il Festival è stato presentato da Andrea Zanetti, Direttore Artistico e da Cinzia Compalati, Direttrice Scientifica del MuDEV.

Da sinistra, Andrea Zanetti, Cinzia Compalati, Giacomo Cucini, Gabriele Gori, Sara Rigacci.

L’ingresso sarà gratuito per tutti gli eventi, con prenotazione obbligatoria, sino ad esaurimento dei posti disponibili, al seguente indirizzo: http://bit.ly/prenotazionifestivalMuDEV.

Riccardo Rescio per Italia&friends
sabato 5 settembre 2020 #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze italiaefriends.wordpress.com

“Ci sono sempre parole – Il festival del MuDEV 2020”

“Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”
Venerdì 4 settembre 2020, presso la Sede della Fondazione CR Firenze, è stata presentata in conferenza stampa, la seconda edizione di “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”, che si terrà, a partire dal 5 settembre 2020, a Certaldo, Gambassi Terme e nei Musei dei MuDEV, il Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa”.
Presenti in conferenza Stampa, Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, Giacomo Cucini, Sindaco del Comune di Certaldo e delegato alla Cultura per l’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa e e Sara Rigacci, Assessore alla Cultura del Comune di Gambassi Terme.
Il Festival è stato presentato da Andrea Zanetti, Direttore Artistico e da Cinzia Compalati, Direttrice Scientifica del MuDEV.
“Ci sono sempre parole” è un piccolo festival con un grande obiettivo di rimettere al centro le persone e i loro racconti di vita quotidiana, per ricostruire le connessioni tra le comunità, rigenerare la capacità di ascolto e cementare l’empatia.
Una interessantissima iniziativa, che potrebbe realmente costituire il prototipo di uno straordinario format adattabile ad ognuna delle nostre Terre Uniche.
Un “Circolo Virtuoso” per censire, tutelare, valorizzare e comunicare, tutte le Valenze umane, artistiche, culturali e territoriali, che caratterizzano e identificano i rispettivi luoghi di origine.
Questa originale, performante, manifestazione, che coinvolge nella loro interezza tutte le componenti presenti nei territori di competenza, è stata promossa dall’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdesa e prodotta dal Sistema Museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa” (MuDEV) e da YAB Young Artists Bay.
La coinvolgente, innovativa e bellissima manifestazione, si articolerà su tre momenti, l’esposizione d’Arte contemporanea “Stoner Landing pages”, visitabile dal 5 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, nella storica sede del Palazzo Pretorio di Certaldo; i “Racconti dei cittadini”, l’11, il 12 e il 13 settembre 2020, nei musei del MuDEV, il 13 settembre 2020 alle ore 19.00 presso il Giardino comunale (la pista) di Gambassi Terme, “Parole e Musica del cantautore Bobo Rondelli”.
L’evento “Ci sono sempre parole”, è stato reso possibile con il determinante contributo di Fondazione CR Firenze, main sponsor e D.Marble Design; Media partner, Radio Nostalgia e Segnonline. Partner tecnici: Albergo Il Castello, Azienda Agricola Tamburini, Azienda vinicola Collina dei Venti, B&B Antica Torre del Borgo, Bar Boccaccio Caffetteria, Casa al Cantone, Casa Il Fileno, Casa Primavera, Crocerossa Certaldo, Cucina Giuseppina Italian Cooking School, Greenbassi, Hotel Certaldo, Locanda Linando II, Osteria Pinchiorba, Proloco Certaldo, Studio d’Arte Sabrina Taddei, The Gambassi Experience. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito http://www.museiempolesevaldelsa.it L’ingresso sarà gratuito per tutti gli eventi, con prenotazione obbligatoria, sino ad esaurimento dei posti disponibili, al seguente indirizzo: http://bit.ly/prenotazionifestivalMuDEV.

Riccardo Rescio per Italia&friends
sabato 5 settembre 2020 italiaefriends.wordpress.com #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

“Dal gioco delle bocce alla neuro economia” di Elena Tempestini

Avete presente tutte le polemiche e i giudizi, anche molto pesanti, che si formano nella nostra società e si veicolano con i social? Bellezza? Bruttezza? No, sono input sensoriali con i quali il nostro cervello distorce la realtà, spesso facendoci prendere decisioni affrettate, errate o deformate che inevitabilmente hanno ricadute o sono sfruttate anche dal lato economico. I Bias cognitivi sono dei valori che derivano dalle nostre percezioni sbagliate, le quali creano, o perlomeno interferiscono ampiamente sui giudizi, sui pregiudizi e sulle ideologie di tutti noi. Pubblicato da Elena Tempestini su Economia&Finanza Verde, il 4 settembre 2020 https://www-economiaefinanzaverde-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.economiaefinanzaverde.it/2020/09/04/dal-gioco-delle-bocce-alla-neuro-economia/?amp

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.itConsole Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Se non si fa, è perché non si ha voglia di fare” di Riccardo Rescio

Cosa stimola la volontà di fare, quale è la molla che scatena il processo iniziale che ci spinge a passare dal dire al fare, dal pensiero all’azione. Sarà l’egocentrismo, il potere, la sopraffazione, la prevaricazione, l’arrivismo, oppure l’altruismo, la disponibilità, il rispetto, l’amore, la passione. Dilemmi a cui tutti noi riteniamo di non rispondere, in realtà evitiamo di darle solo per comodità, per indifferenza, per superficialità, non vogliamo in alcun modo soffermarci su quelle risposte, che pur ci sono da sempre per ogni singola condizione elencata. Chissà perché un vecchio adagio della saggezza popolare recita, “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, chissà quale sarà stato il vero, recondito, significato che ha dato origine a questo modo di dire, forse perché, al tempo dei tempi, il mare era senza ombra di dubbio una grande, sconosciuta incognita ed una vera impresa navigarlo. Poi piano, piano, lentamente con il passare dei secoli, si è trovato il modo per solcarlo. Emuliamo allora quella voglia di conoscere l’ignoto, di identificare l’incognito, ritroviamo il coinvolgente desiderio della scoperta degli esploratori di un tempo, usciamo dall’apatia del non fare che spesso ci attanaglia e lasciamoci coinvolgere dall’avventura del fare, tracciamo le nostre personali possibili rotte, solchiamo i diversi mari e navighiamo verso i tanti continenti che pure esistono e insistono nella nostra mente. Lo possiamo fare lo dobbiamo fare.  Firenze 4 settembre 2020

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Testimonial” di Riccardo Rescio

“Testimonial”
di Riccardo Rescio
Testimonial è un termine inglese ripreso in italiano e in numerose altre lingue nell’ambito della comunicazione e della pubblicità.
In italiano indica un procedimento che associa l’immagine e la testimonianza di una persona considerata rappresentativa a una causa o a un prodotto per rafforzarne la credibilità. (Wikipedia)
Quindi il Testimonial è il personaggio famoso che consiglia un determinato prodotto o servizio. Se al posto del noto personaggio mettessimo sistematicamente, come succede in pubblicità, una Azienda prestigiosa, conosciuta e altrettanto famosa, che promuove la propria Terra di origine e alcontempo valorizza anche tutto il Bello e il Buono delle altre Terre Uniche, delle 20 Regioni straordinarie Regioni d’Italia, non avremmo sicuramente realizzato la quadratura del cerchio, ma avremmo di certo fatto in modo concreto un grande servizio al nostro Paese.
Grazie a Dolce&Gabbana, che da sempre hanno nella loro vena stilistica la traccia indelebile delle loro origini, sono gli antesignani di un comportamento aziendale e sociale, che dovrebbe essere imitato da tutti i nostri Brand, indipendentemente dal tipo di prodotto o servizio realizzato.
Alla base dell’auspicabile “Sistema Italia”, che ci auguriamo venga al più presto realizzato, ci dovrà essere quel processo che, noi di Italia&Friends chiamiamo “Circolo Virtuoso”, la metodologia che dovrà sempre più indissolubilmente e vicendevolmente legare, ogni e qualsiasi peculiarità che ci caratterizza e identifica nel mondo, con i propri rispettivi luoghi di origine.
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitaliaDolce e Gabbana celebrano la Sicilia con il loro nuovo tour per le piazze dell’Isolahttps://www.castelvetranoselinunte.it/dolce-e-gabbana-celebrano-la-sicilia-con-il-loro-nuovo-tour-per-le-piazze-dellisola/147246/

“L’Allegoria della Inclinazione, ovvero del Talento e delle Attitudini” di Elena Tempestini

Nel soffitto della casa di Casa Buonarroti, (in via Ghibellina a Firenze), si trova un bellissimo dipinto commissionato da Michelangelo il giovane alla pittrice Artemisia Gentileschi.
Raffigura una giovane donna nuda, che regge con ambo le mani una bussola, sospesa in aria, su una coltre di nubi celesti, mentre una piccola stella luminosa brilla in fronte al viso incorniciato da biondi capelli che sembrano voler ribellarsi a una sin troppo elaborata acconciatura.
Rappresenta L’ALLEGORIA DELLA INCLINAZIONE ovvero del TALENTO e delle ATTITUDINI. Esse sono le predisposizioni innate dell’essere umano, che troviamo anche nel Vangelo con la Parabola dei Talenti. Il talento è una dote, un modello comportamentale che scinde dalla nozione erudita.
Da buon conoscitore dell’Arte e dell’animo umano, da uomo profondo e ironico quale era, trovo una frase di PHILIPPE DAVERIO estremamente riflessiva per ricordarlo e per fermare un attimo il caos dei nostri pensieri troppo spesso aggrovigliati ed apparenti.

“Sono andato all’ universita’ per studiare non per laurearmi”

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 2 settembre 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219934862934885&id=1021326961&sfnsn=scwspmo&extid=A730Xcm51Buujbth

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Route 66, d’Italia naturalmente” di Vincenzo Parlavecchio

In ordine in alto, da sinistra a desta, Porta Pia Roma Via Aurelia – 697km Roma>Francia Via Appia – 62km Roma>Brundisium (Brindisi) Porta Garibaldi Marsala Trapani.

Chi non conosce la Route66, la più affascinante striscia d’asfalto Americana, gli Yankee ne hanno fatto un Mito, loro sono unici a creare miti, taglia trasversalmente l’America da Chicago a Santa Monica per 3755 km, direzione est-ovest, attraversando ben 8 Stati Federati.
Tralascio la Storia di questo indiscusso Mito, come anche di citare i parchi, le città e i territori che questa arteria percorre nel suo cammino, perché ho una domanda che vorrei porvi: quante Route66 attraversano l’Italia? Un’infinità!!! Certamente più brevi, ovviamente, meno mitiche, noi non siamo bravi come loro, ma sicuramente non meno affascinanti sia sotto l’aspetto paesaggistico, altra natura e distanze ridimensionate, sia sotto l’aspetto, il più importante e attraente, l’aspetto Storico, ecco l’ho detto!!! Il popolamento del territorio italiano risale alla Preistoria, parliamo delle Civiltà Atestina, Nuragica, Villanoviana, per giungere all’Età Antica, gli Etruschi, i Fenici, I Greci, i Bizantini per culminare con il glorioso Impero Romano.
L’Età Medievale vede la nascita delle Signorie, dell’Umanesimo, del Rinascimento, dello Stato Pontificio sino all’Età Contemporanea con il Risorgimento, il Colonialismo, la Dittatura, le Guerre e così via sino ai giorni nostri. Un sunto sintetico del tempo scorso per sottolineare che le Route66 nostrane attraversano, quasi conducendole per mano, tutte queste epopee, le ritroviamo lungo il tragitto, possiamo ammirarle e riviverle grazie a Siti Archeologici Patrimonio Unesco, Cattedrali, Eremi, Regie, Contrade, Castelli, città, paesi, gente, tradizioni, dialetti, fisionomie, abitudini, usi e costumi. Senza tralasciare il paesaggio multiforme, pianori, valli, colline e cime tempestose, alberi secolari e boschi incantati, tavolieri coltivati, sino a tuffarci nelle acque cristalline di ben 6 bacini di mare, di un unico Mare Mediterraneo, che circondano l’Amata Penisola e le sue, di poco separate, Isole figlie predilette. Noi abbiamo la nostra Route66, anche più di una, aiutatemi è un invito ad individuarle insieme, probabilmente le abbiamo già percorse senza rendercene conto, è un modo per stupirci tutti insieme di quanta bellezza stiamo custodendo e di scoprire ancor di più la nostra Bell’Italia.

Vincenzo Parlavecchio
Consulente Commerciale
Igiene e Sanificazione Alimentare.
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
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“Florence, the city of the Renaissance” Dolce & Gabbana

Dolce&Gabbana a Firenze
“Il Rinascimento e la Rinascita”
Un nuovo inizio per la città, una ripartenza per la Moda, un reale cambiamento nella comunicazione integrata delle nostre Valenze.
Conferenza stampa di presentazione dell’evento nell’ Aula Magna del complesso di Santa Maria Novella.
Dario Nardella, Sindaco di Firenze
Alfonso Dolce (Amministratore delegato Dolce&Gabbana)
Antonella Mansi (Presidente CFMI e Fondazione Pitti Discovery)
Leonardo Bassilichi (Presidente Camera di Commercio Firenze)
Luigi Salvadori (Presidente Fondazione CR Firenze)
Stefano Ciuoffo, Assessore regionale alle attività produttive, turismo e commercio
Tommaso Sacchi (Assessore Cultura e Moda Comune di Firenze), Jacopo Speranza (Presidente Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron), Francesco Palumbo (Direttore Toscana Promozione), Antonio Quirici (Presidente Cuoio di Toscana)
Firenze 1 settembre 2020
@comunefi @DarioNardella
@TommasoSacchi @FondazioneCRF @pittimmagine
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“I piccioni, sono di destra o di sinistra” di Riccardo Rescio

https://www.firenzetoday.it/politica/elezioni-regionali-toscana-2020/sfilata-dolce-gabbana-protesta-palazzo-vecchio-potere-al-popolo.html

Il piccione è solo uno dei tanti pretesti a cui rifarsi per creare un’area di consenso, ma potrebbe benissimo essere una buca, necessaria per fare le fondamenta di una struttura ricettiva, che investitori stranieri decidono di fare in Città, ma potrebbe ancora essere l’eccesso di persone che visitano questa Città e perché no anche la mancanza di persone che non assediano più la stessa. Insomma per fortuna una banalità a cui attaccarsi, non la si nega proprio a nessuno, perché tutti noi abbiano il diritto di dire qualcosa, spesso non sapendo assolutamente cosa dire. Quando oltre mezzo secolo fa decisi di rimanere a Firenze per continuare i miei studi, correva l’anno 1967, leggendo le lettere al Direttore della Nazione, il giornale dei Fiorentini, rimasi sconcertato dalle rimostranze di una Signora che riteneva assurda la risvolta dei pantaloni della divisa dei Vigili Urbani della Città, in quanto a suo parere costituiva ricettacolo di sporco e ne chiedeva con veemenza l’eliminazione. Ebbene oggi quella cara Signora avrebbe trovato, nei perditempo, nei controtutto, nei non so cosa voglio, ma quello che ho non mi va bene, proseliti, seguaci, adepti, capaci di organizzare proteste, sit in, slash mob, perchè ora più che mai, non conta il fatto in se su cui discutere, ma il pretesto, come elemento catalizzante di tutela di presunti interessi. Quindi un po tutto diviene utile trovata e buona scusa per portare acqua alla causa della spasmodica, sfrenata, ricerca di consenso, così anche il nostro piccione, come qualsiasi altra trovata, diviene in modo alterno ferrea, intransigente, espressione della sinistra, altra volta simbolo della conservazione e del decisionisno della destra. Situazioni quanto mai paradossali, kafkiane, di cui non vogliamo in alcun modo renderci conto, pur avendole sotto gli occhi. Non sappiamo a quale area di riferimento politico appartengano i piccioni e poco ci interessa di saperlo, men che meno sappiamo a quale area appartenga il Popolo e sarà sempre più difficile comprenderlo. A proposito dell’articolo in testata, che parla di Città in vendita e Moda elitaria, sia ben chiaro che la citata “Moda dei Ricchi”, è fatta esclusivamente da operai ricchi, che producono articoli per ricchi, che provengono da famiglie ricche, che snobbano gli operai poveri, che producono cose povere, che provengono da famiglie povere. Scusate, ma a questo punto mi sorge un dubbio, ma gli operai sono di destra o di sinistra. Ai perditempo illuminati l’ardua sentenza. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

Firenze si mostra al mondo intero ed è giusto che lo faccia, perché la Città d’Arte per antonomasia ha bisogno del mondo e il mondo ha bisogno di Firenze.

“Atti, non parole” Fondazione CR Firenze

“Atti, non parole”
di Riccardo Rescio

A settembre 2020 nuove visite guidate gratuite ai più importanti Musei e Giardini di Firenze, per le famiglie fiorentine con bambini, questa è la rinnovata e ampliata, iniziativa della Fondazione CR Firenze a sostegno della ripartenza del comparto degli operatori e delle Guide Turistiche, che si aggiunge al ciclo “Passeggiate Fiorentine”, finalizzata alla scoperta delle meraviglie del territorio, che si arricchisce con sei itinerari turistici, le Rampe del Poggi, Palazzo Strozzi, Galleria Palatina, Museo dell’Opera del Duomo, Museo del Bargello, e i giardini di Villa La Petraia e Villa di Castello.
L’iniziativa, lanciata lo scorso luglio è promossa da Fondazione CR Firenze ha il pregio di far scoprire e riscoprire ai fiorentini la propria città e farla conoscere ai più piccoli. La cosa per alcuni potrebbe suonare scontata, ma non lo è assolutamente, perché molto spesso e in generale, la mancata conoscenza reale delle straordinarietà di un Luogo, di una Città, di una Regione, è da attribuire proprio ai rispettivi residenti, ma l’iniziativa della Fondazione CR Firenze, ha soprattutto il merito di rivolgersi ai bambini ai ragazzi, che attraverso la conoscenza delle Bellezze da cui sono circondati incominciano ad acquisire quella consapevolezza della nostra Storia, così straordinariamente ricca di Arte, Cultura, Tecnologia e allo stesso tempo sostenere il comparto degli operatori e delle Guide Turistiche, in grande difficoltà a causa delle conseguenze provocate dalla diffusione del coronavirus.
Il progetto ha coinvolto 29 Guide specializzate in Storia dell’Arte e Mediazione Culturale per i bambini.
Nei mesi di luglio e agosto 2020 si sono già svolti 56 tour, che hanno visto quasi 500 partecipanti, alla scoperta della Galleria dell’Accademia, dell’Orto Botanico, di Giardino di Boboli e Giardino Bardini, delle Gallerie degli Uffizi e delle Cappelle Medicee.

Altre 184 visite guidate gratuite sono già disponibili nel sito https://www.fondazionecrfirenze.it/passeggiate-fiorentine/.
Potranno prenotarsi tutte le famiglie residenti a Firenze con bambini.
Fra i nuovi tour: il viaggio affascinante al Museo del Bargello, al Museo dell’Opera del Duomo, a Palazzo Strozzi e la Galleria Palatina, un esclusivo “invito a Palazzo” tra opere imperdibili, affreschi, dipinti, storie e aneddoti sulle vicende della famiglia più potente del Rinascimento Fiorentino.
Fra gli itinerari all’aria aperta: la visita alle Rampe del Poggi e ai Giardini di Villa Petraia e della Villa di Castello, con le sue varietà di agrumi, piante rare e la bellissima Grotta degli Animali.

Le visite guidate si svolgeranno sia nei giorni della settimana che il sabato e la domenica, con prenotazione obbligatoria telefonica al numero 055 614 68 53 oppure tramite email passeggiatefiorentine@cscsigma.it @FondazioneCRF #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

“Guerra Interregionale? No grazie” di Vincenzo Parlavecchio

Credito immagine Vincenzo Parlavecchio

Qualche sera fa, in un convivio post cena, tenuto a Tonnarella, in
Provincia di Messina, in Sicilia,
un simpatico signore del nord, almeno quanto lo sono io, precisazione questa utile solo a indicare la provenienza dell’inerlocutore, per poter introdurre il successivo scambio di opinioni, avvenuto tra di noi, adduceva convinto che la Sicilia, a livello gastronomico, offrisse solo ottimi dolci e gelati.
Il campanellino ha cominciato a trillare, ma ero in totale relax e ho atteso paziente che il signore si sfogasse:- vuoi mettere il gorgonzola e la crescenza? Qui che formaggi hanno? (semmai producono); e il culatello e la culaccia? Qui nemmeno sanno cosa sono i salumi; vogliamo parlare dei risotti e dei tortellini? Qui che primi vuoi che preparino; per non parlare dei vini, solo il Piemonte produce il meglio.
Chiedo gentilmente la parola e inizio a elencare le dominazioni succedutesi in Trinacria, così era nota l’Isola prima che si chiamasse Sicilia, che hanno contaminato con ingredienti, cotture e fragranze speziate la cucina tipica Siciliana.
Il confronto sui formaggi l’ho introdotto citando la Provola Basicotana, madre del Caciocavallo Nazionale, il Maiorchino di Novara di Sicilia, il Ragusano e la Ricotta Infornata, tipica del Messinese, giusto per citarne alcuni. Riguardo i salumi è bastato nominare il Maialino dei Nebrodi da cui insaccati sublimi più o meno aromatizzati, la Salsiccia al Finocchietto selvatico, o piccanti che deliziano il palato dei Siciliani.
E che dire del Mare Nostrum che da sempre dona il Pesce Spada, il Tonno e le Sarde per succulenti sughi, ma anche la frittura di Paranza e altro pescato per preparare il Brodetto di Pesce e innaffiare il miglior Cous Cous dell’intera area del Mediterraneo.
E i capperi di Pantelleria, il pistacchio di Bronte, la cipolla di Partanna, il pomodoro Cuore di Bue, la nocciola di Montalbano, le mandorle, le arance, i limoni e i pompelmi dell’Agrumeto d’Italia. Beh riguardo ai vini, onorando i vari Montepulciano, Amarone, Barbera, Nebiolo, Barolo, Chianti, Sassicaia, Brunello di Montalcino, Franciacorta, Valdobbiadene etc. etc. mi sono offerto di accompagnarlo in una visita presso le Cantine Florio di Marsala, su prenotazione ovviamente e con la guida, non bado a spese, del resto la formazione è un aspetto importante, nulla deve essere lasciato al caso.
20 meravigliose Regioni, 20 Microcosmi che irradiano Arte, Storia, Cultura e Tradizioni, tutte con orgoglio e fierezza Territorio Italiano, ecco perché è importante unire l’Italia anziché distinguere classificando.

Vincenzo Parlavecchio
Consulente Commerciale
Igiene e Sanificazione Alimentare.
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
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“L’Overturismo, il paradosso che non c’è” di Riccardo Rescio

Vi consigliamo di leggere l’interessante articolo di Antonio Preiti su Linkiesta del 31 agosto 2020, link sottostante, sarà la chiave di lettura delle nostre considerazioni sull’overturismo.

https://www.linkiesta.it/2020/08/turismo-covid-viaggiare-italia-futuro/

L’Overturismo, è il nome con cui si è voluto indicare quel fenomeno che la maggior parte di coloro che operano nel comparto della ricezione, ristorazione e somministrazione, di tutti i Paesi del mondo vorrebbero affrontare e che sta ad indicare il gran numero di persone che scelgono di visitare Luoghi, Monumenti, Musei di un determinato Paese. Lo possiamo considerare paradossalmente un problema o prenderlo come una grandissima opportunità, molto probabilmente è solo la cartina di tornasole che evidenzia, inadeguatezza e inefficienza, di un sistema carente e incapace, a livello nazionale, di censire, tutelare, valorizzare, promuovere e comunicare, sia le attrattive conosciute e famose nel mondo, sia quelle innumerevoli che sono ancora tutte da scoprire e conoscere del nostro Paese. Questo determina l’assenza di programmazione e gestione dei flussi e la mancata destagionalizzazione, che le ampie e variegate mete esistenti nel nostro Paese, possono rendere possibile. Una navigazione a vista, che il Transatlantico Italia compie senza mappe e senza rotte. L’Overturismo, è il paradosso che non c’è, ma che a tutti costi si vuole marcare come problema, spesso contrapponendo le esigenze dei visitatori e ospiti a quelle dei residenti. Purtroppo dimenticando volutamente che i residenti di qualsiasi Luogo senza visitatori, senza attività, sono inevitabilmente e inesorabilmente destinati all’estinzione. Smettiamola di fare demagogia gratuita soffiando sul fuoco del malcontento, le cui sacche non saranno mai vuote, cogliamo invece a piene mani l’opportunità offerta di chi ci sceglie. La concentrazione dei flussi non è un problema insormontabile, necessita naturalmente di una oculata gestione, che non si risolve con i tornelli, né con il numero chiuso, tanto meno con esosi ticket, ma solo con la volontà e la capacità di valutare l’entità, la rilevanza e l’importanza che Turismo nostrano ha nel concorrere al benessere generale. Considerando anche che le considerevoli opportunità che si verrebbero a creare per tutti noi nel far emergere nuove e interessanti attrattività e offrendo al contempo efficienti e adeguati servizi a quei viaggiatori del 3°millennio, che ci scelgono e ci portano denaro. Invece di individuare e adeguare, le soluzioni, già adottate in altri contesti e nazioni, noi facciamo, simposi, convegni, congressi, tavole rotonde. Smettiamola di immaginare pochi Ospiti, silenziosi, estremamente facoltosi e molto colti, magari anche di lignaggio nobiliare, a cui aprire su appuntamento i nostri Musei per visite private. I moderni esploratori del mondo, non potranno mai essere una riedizione di quelli ricchi e nobili della fine dell’800, che facevano il “Gran Tour d’Italia”. Realismo, pragmatismo, visione prospettiche, concreta conoscenza delle innumerevoli peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia, questo è ciò che è necessario avere per poter fare, tutto il resto è pura demagogia utilitaristica, finalizzata a tutelare un sistema Paese che, non volendosi adeguare, sarà surclassato da quelle nazioni con scarsissime attrattive in confronto alle nostre, ma con grandi capacità di utilizzare intelligenze e tecnologie. In risposta a tutti i flauti, oboi, clarinetti, sassofoni, fagotti, corni, trombe e tromboni, dell’orchestra Italiana, che se la cantano e se la suonano, la sollecitazione di Italia&friends è : “Cambiamo Prospettiva” di Riccardo Rescio (11 marzo 2020). https://italiaefriends.wordpress.com/2020/03/11/cambiamo-prospettiva-di-riccardo-rescio/

Quando un Amministratore Pubblico coglie nel segno”

(27 febbraio 2020) https://italiaefriends.wordpress.com/2020/02/27/quando-un-amministratore-pubblico-coglie-nel-segno-di-riccardo-rescio/

“Cosa c’entra il CCISS” (7 dicembre 2018)
https://italiaefriends.wordpress.com/2018/12/07/cosa-centra-il-cciss/

“Il Sistema Italia sa da fare” (4 marzo 2020) https://italiaefriends.wordpress.com/2020/03/03/il-sistema-italia-sa-da-fare-di-riccardo-rescio/

“Sull’albero a cantare” (9 luglio 2019)
https://italiaefriends.wordpress.com/2019/07/09/sullalbero-a-cantare/

“Fare Sistema” (15 novembre 2018) https://italiaefriends.wordpress.com/2018/11/15/fare-sistema/

“Commento di Patrizia Poggi a Le due marce del Bel Paese”

(12 agosto 2020) https://italiaefriends.wordpress.com/2020/08/12/patrizia-poggi-commenta-le-due-marce-del-bel-paese-di-antonio-pistillo/?preview=true

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

Quando negli anni ’80 la Marina Militare italiana riuscì a fare l’impossibile

https://www.termometropolitico.it/1455616_quando-negli-anni-80-la-marina-militare-italiana-riusci-a-fare-limpossibile.html

Tiziana Leopizzi
“L’Italia è così”
La Storia è fatta di azioni, non di opinioni, solo chi è capace di compiere scelte, viene citato sulle sue pagine.
Questa è l’Italia che amiamo e in cui ci riconosciamo, tutto il resto è pura demagogia.
Senza retorica, solo orgoglio, perché la migliore e maggiore parte degli Italiani è molto, ma molto migliore di quello che un sparuta, ma chiassosa minoranza di agitatori, vuole far credere.
Grazie Tiziana Leopizzi, per questa bellissima pagina di Storia scritta dagli Italiani.
Riccardo Rescio per Italia&friends
Domenica 30 agosto 2020
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Quando i panni sporchi si lavavano in casa” di Riccardo Rescio

Credito immagine https://startbenessere.com/6-modi-asciugare-panni-casa/

Segreti personali, segreti di famiglia, segreti di congrega, segreti di Stato, insomma tutto ciò che non si doveva sapere, doveva restare nel ristretto ambito del consesso di cui si era parte, perché il renderli pubblici avrebbe comportato vergogna, perdita di credibilità, posizione sociale e persino del lavoro, per questi motivi dovevano restare occultati e assolutamente segreti. Non era certo un bene occultare, comportamenti, atteggiamenti, delitti, coprendo precise responsabilità personali. Altrettanto grave era il non dar luogo a procedere per misfatti compiuti dai delegati di quella comunità che avrebbero dovuto rappresentare e tutelare. Poi, più recentemente, in modo latente e progressivo, si è cominciato a rendere pubblici piccoli e grandi reati, personali, familiari, di confraternita e di Stato, cosa non solo buona, ma sopratutto giusta e necessaria, ma che per assurdo, dato l’aumento esponenzialmente degli stessi e il processo comunicativo sempre più incalzante, si è accreditato nell’immaginario collettivo, che il reiterarsi degli episodi criminali, fosse quasi un fenomeno fisiologico con cui convivere. Si è cominciato quindi a depenalizzare tali comportamenti trasversali, al ruolo, alla mansione, al sesso, alla nazionalità. Un malaffare democratico, che mette tutti sullo stesso piano, dando quasi per scontato e inevitabile che gli uomini in famiglia picchiano le donne, che i ragazzi prendano strade traverse, che i rappresentanti del popolo facciano man bassa su ogni cosa abbia un valore economico. Bisogna fare molta attenzione a non confondere la discrezionalità, la riservatezza, familiare con il favoreggiamento o l’occultamento di piccole e grandi responsabilità civili e penali. Lavare un certo tipo di panni in casa, quelli molto sporchi per intenderci, era un modo di fare sbagliato prima, assurdo e inaccettabile ora. Ciò che mancava e che continua a mancare è quell’elementare concetto che risponde al nome di “Responsabilità” e che dovrebbe costituire un fondamento educativo e comportamentale di ogni essere umano. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

Tommaso Sacchi

https://www.iconmagazine.it/eventi/tommaso-sacchi-intervista/

L’interessante intervista rilasciata da Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze a Icon Magazine.

“Quando le idee sono buone, il successo è assicurato” di Riccardo Rescio
‘Riuscire a coinvolgere nuovi visitatori, anche con pubblicità non convenzionali, mi pare giusto e positivo’, questo pensiero di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze, non solo è giusto e positivo, ma perfettamente adeguato ai tempi. Oggi per comunicare non possiamo più usare i piccioni viaggiatori, perché abbiamo un modo più veloce e immediato per farlo. Per partecipare tutto il Bello e il Buono che abbiamo, nelle nostre Terre Uniche, dobbiamo necessariamente utilizzare le opportunità, che la moderna tecnologia, l’interconnessione e i riferimenti a cui guardano milioni di persone, che ci permettono di fare per una sempre migliore, maggiore e più efficace comunicazione.
Complimenti a Tommaso Sacchi, che oltre alla profonda Cultura, unita alla grande passione per l’Arte, ha quella visione realistica dell’oggi e la capacità prospettica del domani, che mette in pratica anche usando gli strumenti più adeguati ed efficaci a disposizione, affinché, come spesso ama ripetere, la Cultura divenga sempre più diffusa, non una esclusiva per colti, ma per un sempre maggiore numero di consapevoli.
Riccardo Rescio per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece http://www.iconmagazine.it http://www.comune.fi.it

“Musei Statali, secondo Eike Schmidt

Schmidt : “Musei Statali possono produrre un miliardo l’anno : vanno resi più imprenditoriali”

https://www.linkedin.com/posts/lubec—lucca-beni-culturali_schmidt-musei-statali-possono-produrre-activity-6703937678632603648-9FMu

“L’ovvio e il banale” di Riccardo Rescio
Se non ci fossero occhi per guardare, orecchie per ascoltare e tatto per constatare la realtà, da cui siamo circondati, tutto avrebbe la sua logica spiegazione, ma visto che la maggior parte delle persone, compresi gli amministratori locali e nazionali, dispongono naturalmente di queste doti, perché allora tutti noi, nessuno escluso, non ci poniamo nella condizione di ascoltare, guardare e toccare, le idee, le sollecitazione e le proposte di chi ha la reale, verificata e riscontrabile, capacità e conoscenza del campo in cui opera.

“Dovremmo tutti riuscire a fare, ciò che non è più possibile procrastinare”
https://italiaefriends.wordpress.com/2020/06/24/dovremmo-tutti-riuscire-a-fare-cio-che-non-e-piu-possibile-procrastinare-di-riccardo-rescio/
Riccardo Rescio per Italia&friends

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“Immagina di essere nato nel 1900”

Post su Linkedin di Giovanni Tavaglione

https://www.linkedin.com/posts/giovanni-tavaglione-4656188_immagina-di-esser-nato-nel-1900-quando-hai-activity-6702666518318092288-yQxg

Credito immagine : https://m.facebook.com/1900official/about/?ref=page_internal&mt_nav=0

Giovanni Tavaglione,
complimenti, se del suo post, se ne facesse un folderino, da distribuire, nelle scuole, nelle università, negli uffici, in discoteca, sarebbe cosa buona e giusta per stimolare, genitori, docenti e allievi a capire di più del nostro recente passato e sopratutto se invece di parlare degli Assiri e i Babilonesi, si iniziasse a insegnare la Storia contemporanea, con coscienza oggettiva, forse, i drammi che ciclicamente si ripetono per la mancata consapevolezza di ciò che veramente vuol dire guerra, forse apprezzeremmo il tanto che abbiamo e in tal modo saremmo più pronti e desiderosi di indirizzare tutte le nostre energie per studiare i terremoti e le inondazioni e tutte le nostre ricerche per prevenire le pandemie, che comunque si ripetono a prescindere dalla volontà degli uomini.

Riccardo Rescio per Italia&friends

“Dammi un nemico e ti creo un esercito” di Riccardo Rescio

Credito immagine : http://www.latelanera.com/mostri-creature-leggendarie/creatura-leggendaria.asp?id=142

La Storia dell’uomo è lunga, ma la sua evoluzione lenta molto, molto, lenta. Dai tempi dello stato di natura ad oggi ciò che unisce maggiormente le masse è avere una entità a cui attribuire colpe e responsabilità, un nemico da colpire, per placare la sensazione di aver subito un torto, spesso solo presunto o per una supposta necessità di sopravvivenza. Pretesti sempre farciti di retorica, di luoghi comuni, di banalità, di slogan, necessari a fagocitare un popolo contro una minoranza, un nemico da dover colpire, combattere, eliminare. Lo sanno bene i capi popolo, i caporali, i repressi e gli squilibrati, di tutti i tempi, che riescono a trasformare le proprie paure, repressioni e angosce, in nevrosi collettive, estrapolando dal proprio essere il Minotauro che hanno dentro, per materializzarlo in un gruppo di persone, in un popolo con un determinato credo, colore politico o dalle diverse sembianze somatiche. Passano i secoli, cambiano i tempi, il progresso corre, la vita sembra diventare meno irta di difficoltà, le malattie trovano contrasti sempre più forti, che ostacolano il loro diffondersi e che ne limitano gli effetti mortali, ma nonostante questo, la voglia di trovare un nemico su cui riversare le proprie insoddisfazioni, personali e collettive, è sempre latente. Nonostante i drammi causati dalle guerre, in generale l’uomo non conserva memoria dell’immenso dolore, delle immani distruzioni, degli insanabili dolori, ma è sempre pronto ad abbeverarsi alla fonte di quell’acqua che gli viene fatta credere potabile e miracolosa, ma che potabile e miracolosa non è, e mai potrà esserlo. Non ci sono guerre giuste, non ce ne sono mai state e mai ce ne saranno. La vera evoluzione dell’essere umano ci sarà solo quando tutti noi, non con la forza, ma con la cultura, la conoscenza, con la capacità critica, con il confronto, inizieremo a capire, valutare e sopratutto imparare a difenderci da chi vuole continuare a farci credere che la nostra sopravvivenza, il nostro benessere, dipende esclusivamente dall’annientamento di quel nemico che ci viene propinato al momento. Smettiamo di essere soldati agguerriti di un esercito imbonito e circuito, a cui viene fatto credere qualcosa che non ci sarà mai e che combatte e muore unicamente per soddisfare le megalomanie del capo popolo di turno, ma al contempo smettiamo anche di essere un gregge di pecore ammansite, custodite da pastori e controllate dai cani. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Italia, una meravigliosa terra da scoprire” di Riccardo Rescio

“Italia, una meravigliosa terra da scoprire”

Quanta poca conoscenza, quanta parziale informazione, quanta insufficiente promozione.
Non dobbiamo ricominciare, dobbiamo cambiare prospettiva, approccio, modo di pensare e di fare.
La conoscenza non è una dote congenita predestinata a pochi eletti, non è un diritto divino, non è neanche un titolo attribuibile per discendenza dinastia.
La conoscenza si può solo acquisire ed ora è giunto il Tempo che la maggior parte di noi prenda consapevolezza di tutto il Bello e il Buono che abbiamo, poiché l’Italia è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte. Vi chiederete se noi di Italia&Friends ci stancheremo mai di reiterare il messaggio, di pubblicare e ripubblicare, sulle piattaforme Web dove siamo presenti, che sta a noi tutti contribuire a far conoscere al mondo le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia, semplicemente partecipando il nostro conosciuto che è poi quello da cui siamo circondati. La risposta è no, non ci stancheremo mai di farlo, perché l’Italia, il nostro Paese, merita di essere conosciuto per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Ospitalità” di Riccardo Rescio

Pietra, legno e ferro, fanno rifugio, considerazione, rispetto e accoglienza, fanno ospitalità.

L’ospitalità, è un antico valore delle nostre Genti, il cui diapason è riscontrabile nei tanti momenti difficili, critici, pericolosi per l’incolumità individuale e per quella delle persone più care, che la Storia contemporanea e anche quella più recente ci ha fatto scoprire e che costituisce il vero, certo, incontrovertibile, segno del profondo significato e del grande valore dell’accoglienza. Un distorto concetto di ospitalità la vuole vedere come elemento secondario strutturale di un punto Ricettività, non certo determinante come l’aria condizionata, l’ascensore o il bar in camera. L’ospitalità non concorre neanche all’attribuzione delle stelle categoriali. L’ospitalità invece è quella condizione congenita, necessaria ed indispensabile per chi si vuole intraprendere una attività ricettiva o di somministrazione. Le Scuole Professionali Alberghiere, dovrebbero riservare, alla materia “Ospitalità /Accoglienza”, un ruolo di massima importanza sia in ingresso, che in uscita, delle professionalità che si prefiggono di formare. Non c’è e mai ci sarà al mondo, struttura ricettiva, per straordinaria che possa essere, capace di sopperire alla mancanza di accoglienza, rispetto e considerazione, per chi quella struttura ha scelto, per un caffè, per un pranzo o un soggiorno. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Gli altri ci credono” di Riccardo Rescio

Da prima sono arrivati i Tedeschi ad acquistare case, ville e appartamenti, in una delle zone più belle dell’isola d’Elba, poi gli inglesi, nella stupenda campagna Toscana e via di seguito, gli stranieri amanti del saper vivere, hanno per nostra fortuna continuato a sceglierci, a preferire le nostre Terre Uniche, per insediamenti stabili più o meno permanenti. Poi, dopo i saggi pionieri dello star bene e dell’altrettanto buon vivere, ecco arrivare una nuova rampante generazione che, della promozione nel mondo delle Meraviglie che caratterizzano e identificano i nostri Territori, ne hanno fatto un vera e propria professione. Persone competenti e preparate che hanno intuito l’enorme potenzialità attrattiva ed esportativa dell’insieme, senza esclusione alcuna di tutto il Bello e il Buono che abbiamo. Giovani professionalità che in comune hanno le diverse origini, persone di varie nazionalità europee ed extraeuropee, che hanno scelto l’Italia, intuendo e capendo, ma anche osservando e constatando, che il nostro Paese è il più grande giacimento di Bellezza, Arte, Cultura, Storia, Architettura, Enogastronomia, Artigianato, Folclore, Tradizioni e tanto di più, in un Territorio fra i più ambiti e amati al mondo. Infatti è questo l’incommensurabile Patrimonio, che abbiamo ricevuto in eredità e che dobbiamo imparare a scoprire e valorizzare. Seguiamo questi esempi, sono meritevoli di attenzione e di emulazione, perché l’Italia ha necessità e bisogno di essere conosciuta nel mondo per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. Troppo lungo sarebbe fare l’elenco di queste professionalità, ma basta indicarne tre, per comprendere il concetto.

Kenta Suzuki https://m.facebook.com/groups/802439950192374?view=permalink&id=1007734176329616

Vanya Mavodrieva https://www.linkedin.com/in/vanya-mavrodieva-design-your-italy

Toscanissimi https://instagram.com/toscanissimi?igshid=1fdjqu0d8t7bt

Se ci credono gli altri, dobbiamo crederci anche noi in questo straordinario, impareggiabile, unico, Paese che risponde al nome di Italia.

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“La Terra è Donna” di Antonio Pistillo

Maria Francesca Di Martino

Di solito, quando parliamo di agricoltura siamo portati a immaginare Lavoratori e Imprenditori Agricoli sempre e solo Uomini, ma nel panorama Agronomico italiano sono da sempre le Donne ad avere, come presenza e importanza quella molteplicità di ruoli, che le rendono indispensabili, una presenza spesso fatta di duro lavoro nei campi e ora sempre più spesso di sempre maggiore rilievo nella gestione e conduzione dalle Aziende Agroalimentari, Vitivinicole di produzione e di trasformazione dei prodotti della Terra. Sono per nostra fortuna tante, estremamente capaci e competenti, le imprenditrici Donne in questo strategico e determinante settore di sviluppo del nostro Paese. La potenziale meravigliosa sagacia delle Donne trova nella nostra ampia e variegata Agricoltura, la possibilità di mettere in pratica tutte quelle prerogative tipiche che da sempre caratterizzano la forza delle Donne. Quel Cuore e quell’Anima, messo da parte da un distorto modo di concepire il progresso che ha fatto perdere quella strada maestra che la natura da millenni indica con tempi e regole precise, di cui solo le donne possono geneticamente e psicologicamente mantenere e trasmettere. Oggi vogliamo presentarvi la Dottoressa Maria Francesca Di Martino, un classico esempio di capacità, competenza e determinazione, una imprenditrice dall’eclatante intuito, ingegno e visione prospettica, che con la sua Famiglia ha messo su Le Aziende Agricole Di Martino.

Aziende Agricole Di Martino  https://www.schinosa.it/

Link Intervista di Antonio Pistillo :
https://youtu.be/h2FGAHOd_3Y


Aziende Agricole Di Martino – Frantoio Chinosa
https://www.ilfattoresociale.it/index.php?route=product/seller/info&seller_id=61

Anche su Top Food
https://www.topfooditaly.net/aziende-agricole-di-martino/?v=2a47ad90f2ae

Antonio Pistillo Project Manager servizi Top Food Italy, Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Pregiudizio” di Elena Tempestini

Il pregiudizio contro gli italiani è da molti decenni che sopravvive. All’apparenza esportiamo Gomorra, il Padrino, po’ di mafia condita di politica è un po’ di gaffe per prenderci in giro. Ma al tempo stesso siamo invidiati per le fortune che abbiamo sotto al naso, e spesso troppo spesso le snobbiamo. Imparare a rendere merito, smettere di fare polemica anche sul dolore, imparare a dire Grazie, fare squadra, creare Unione. Dobbiamo credere in noi, se no perché dovrebbero crederci gli altri? L’alibi è, che è più facile rimandare a domani e intanto guardare l’erba del vicino che è sempre più verde. Invece con positività, vi condivido una bella storia, poco conosciuta ( e non dovete leggere ma solo ascoltare e guardare). Avreste mai pensato che il figlio di un immigrato italiano in America, fosse colui che ha costruito la più grande banca del mondo, finanziato la ricostruzione di San Francisco, finanziato la cinematografia di Capra, Chaplin e Disney? Finanziato e creato la Napa Valley cambiando l’enogastronomia americana? Permesso la visionaria costruzione del Golden Gate Bridge senza chiedere interessi? Ecco, Il figlio di un immigrato aveva compreso che bisogna investire nel futuro, gettare semi e credere nella loro crescita. Lui non aveva nulla all’apparenza, ma aveva il DONO di essere un visionario, un uomo di volontà con molte risorse personali. Abbiamo bisogno di modelli intelligenti e positivi da conoscere, di esseri umani capaci di avere visioni per realizzare grandi speranze, per iniziare nuove semine e potenti trasformazioni. Questo sarà il nuovo tempo di colui che avrà voluto vedere un possibile nuovo mondo.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10218716230429834&id=1021326961&sfnsn=scwspmo&extid=RTl1Sd50vEwTpE8d&d=n&vh=i

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

#tuttoilbelloeilbuonochece – #cheitalia

“La Pietra e l’Uomo” di Antonio Pistillo

Trani è la Città del Moscato, il vino che ha ottenuto la dicitura D.O.C, che è prodotto a Trani e negli undici comuni limitrofi. Il Moscato è un vino dolce, ottimo per accompagnare i dolci tipici della Regione Puglia, molto usato nella preparazione della pasticceria secca di mandorle. Trani è famosa anche come la Città della Pietra Bianca, la famosa Pietra Bianca di Trani, che è una roccia carbonatica estratta in Puglia in area Murgiana, da cave situate nei pressi della città che le dà il nome. Questa pietra non è stata usata unicamente per costruzioni ed opere d’Arte locali come la Cattedrale di Trani, ma anche per opere in altre Regioni come il monumento di Cesare Bazzani, innalzato a Forlì nella Piazza che porta il suo nome, per celebrare la Vittoria della prima guerra mondiale, o ancora per la Casa del Fascio di Como, solo per citarne alcuni. A proposito della Pietra di Trani vi vogliamo parlare di uno speciale addetto ai lavori, il Signor Nicola Stella, che fin da ragazzo ha fatto il Cavapietre. I Cavapietre erano e sono, i lavoratori addetti a cavare la pietra dalle cave. Un lavoro durissimo, pesante e pericoloso, poiché per estrarre la pietra occorrono conoscenze specifiche del Territorio, forza, ingegno e capacità di adoperare le polveri da sparo, il cui uso era ed è ovviamente autorizzato e regolamentato, da specifiche normative. Questo duro lavoro ha permesso nel tempo al Sig. Stella di poter dignitosamente mantenere la propria famiglia. Ma un bel giorno ha deciso di smettere di cavare pietre, per poterle lavorare, così ha messo su un cantiere per la lavorazione di quella pietra che per tanti anni aveva cavato e da quel momento ha incominciato a ricevere e evadere ordini in Italia e all’estero. La bellezza della pietra viva di Trani non ha uguali e nelle mani sapienti dell’Artigiano Nicola si trasformava in mattoni da rivestimenti di pregio adatti anche a restauri di Chiese e casolari. Ma il Sig. Stella non finisce di stupirci perché la sua grande passione è scolpire vere e proprie opere d’Arte, che riproducono in scala i monumenti che danno pregio alla sua Terra.

Sig. Nicola Stella con il Campanile della Cattedrale di Trani, da lui stesso realizzato.

Antonio Pistillo Project Manager servizi Top Food Italy, Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends

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“Sull’albero a cantare” (10 luglio 2019) di Riccardo Rescio

“Sull’albero a cantare”
di Riccardo Rescio
Prenotare tutto insieme è facile e anche più conveniente, è lo slogan pubblicitario di Expedia, sito statunitense specializzato in viaggi, che ha allargato il proprio Core Business a tutta la Filiera del comparto Turistico.
Più che intuendo, preparandosi in tempo ad affrontare il più grande Business del 3°millennio, il Turismo, offrendo servizi tra loro complementari, in modo facile e accessibile. Noi come al solito, dall’alto del nostro scetticismo verso il nuovo, e dalla innata consapevolezza del nostro atavico e inattaccabile sapere, restiamo sull’albero a cantare.
Con Expedia è infatti possibile prenotare biglietti per Aerei, Hotel, Automobili, Noleggi, Crociere, pacchetti vacanza e servizi vari attraverso internet o telefono. Il sito utilizza vari sistemi di prenotazione come Amadeus, il sistema di prenotazioni per voli ed aerei del Sabre, Worldspam e Pegasystems, oltre al proprio sistema di prenotazioni, utilizzato anche da altri siti del gruppo Expedia Group. (fonte Wikipedia).
Noi che abbiamo un potenziale pazzesco pronto a disposizione, come quello di Poste Italiane, che è la strutturata più conosciuta e capillarmente diffusa Rete, sul territorio nazionale, che potrebbe benissimo divenire la struttura portante del “Sistema Turistico Italiano, ci lasciamo facilmente surclassare da chi ha avuto il coraggio di attuare le nostre intuizioni, scrupolosamente boicottare in patria.
Potreste, per un solo attimo immaginare di poter avere, negli oltre 12.000 Uffici Postali Italiani, la possibilità di acquistare biglietti per il treno, aereo, autobus, per le mete più svariate in italia e all’estero, fare prenotazioni per Alberghi, Musei, Mostre Eventi, manifestazioni sportive e di ogni altro genere e potervi informare su tutto ciò che esiste come attrattivita nelle nostre 20 straordinarie Regioni, in modo facile, semplice fattibile, tutto permesso da un sistema integrato fra le grandi aziende che, a diverso titolo, operano nel comparto Turistico Italiano.
Il tutto supportato da personale, qualificato e riqualificato, nei diversi settori, che da tempo aspetta una motivazione rigenerante di quella routine quotidiana, sempre più depauperata delle tante funzioni di un tempo, senza considerevole l’opportunità di inserire nell’ambito delle varie Aziende, quelle figure oggi divenute essenziali, per la diversificazione e destagionalizzazione dei flussi Turistici, quali i Destination Manager, Country Manager, Tourism Assistent e le tante altre nuove e importanti figure che ruotano nel comparto Turistico.
Una necessità, per un diverso e piu’ appropriato modo di concepire e comunicare il Turismo italiano, a livello Nazionale e Internazionale e ancora una grande opportunità per le nostre grandi Aziende come Poste Italiane, in collaborazione sinergica con Ferrovie dello Stato, Alitalia, Autostrade, Telecom, Flixbus, Box Office, Agenzie Viaggi, per poter offrire un servizio integrato e funzionale, che faccia effettivamente decollare il Turismo italiano, censendo, comunicando e promozionando, tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano i nostri Territori.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbellochece #alcentrodellabellezza #italiaefriendsocialinnovationproject

“Fiber Art” di Daniela Padelli

Cos’è la Fiber Art?
Fiber Art, detta anche Art Fabric Texil Art è una corrente dell’Arte Contemporanea. In Europa nasce negli anni 50 , il momento più importante nello sviluppo di questa Arte si ha tra gli anni 60 e 70. Il campo è vastissimo, ogni Artista ha un proprio mezzo espressivo. La storia della Fiber Art ha avuto un Forum Internazionale molto importante con le biennali di Losanna in Svizzera dal 1962-1995.

Marialuisa Archi Sponga, protagonista della Fiber Art Italiana e Internazionale, fa dialogare le materie naturali con quelle industriali da riciclare, creando opere flessibili e di grande impatto visivo. I materiali sono i suoi colori.

Ha esposto nel 2012 nella galleria spazioD di Pescarenico Lecco con una mostra personale dal titolo “Fili e Materia come Colore”.
Presente sull’Enciclopedia d’Arte Italiana con la presentazione della storica d’Arte Gabriella Anedi De Simone.

#spaziodculturaebellezza #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia https://www.spaziod.net/wp/www.facebook.com/387462578028930/posts/3008312485943913/#spaziodculturaebellezza #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia https://www.spaziod.net/wp/

Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends.

”Pina Catino” di Pina Catino

Pina Catino Ricercatrice Storica, Artista, Scrittrice, Fotoreporter freelance, nasce a Bisceglie, in Puglia, Italia.
Dopo gli studi classici e di Medicina e Chirurgia, si dedica, da oltre trent’anni, all’Arte fotografica applicata al campo della ricerca storica e scientifica su Ambiente e Territorio.È impegnata, a livello Nazionale e Internazionale, in progetti umanitari e sociali che le hanno fatto conseguire varie onorificenze e premi internazionali, tra i quali Premio Giornalistico Naz. Azzarita 2017 per la Cultura.


2018 Paul Harris Fellow,
la piu alta Onorificenza Rotaryana.
2019 Premio Voltaire per i Diritti Umani.Pina Catino
Ricercatrice Storica, Artista, Scrittrice, Fotografa, Console Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends.
https://www.linkedin.com/in/pina-catino-573bba5b

“Italia, qui abbiamo un problema” (22 gennaio 2018) di Riccardo Rescio

Il Negozio Italia resterà sempre aperto, ognuno di noi contribuirà affinché il mondo intero possa trovare al suo interno, sempre disponibile, tutto il Bello e il Buono che abbiamo.

“Italia, qui abbiamo un problema”
Potrebbe essere la comunicazione, con richiesta d’aiuto, tra chi vede il turismo come una risorsa su cui investire in termini di professionalità, competenze, determinazione e consapevolezza dei nostri limiti conoscitivi dell’immenso Patrimonio che abbiamo avuto in eredità, e chi invece è convinto che tutto ciò che si doveva fare sia stato fatto, convinti che il nostro Paese sia talmente conosciuto, dall’intero universo da non necessitare di ulteriori impegni comunicativi, visto che addirittura facciamo anche convegni sull’ “Over Turismo”, con fior, fiore di esperti, grandi Guru e intelligenze nazionali del settore, che pontificato ricette miracolose sul come arginarlo, quando ancora non siamo, pur avendone le prerogative, fra i Paesi più visitati al mondo.
Forse dovrebbero domandarsi come mai la Coca Cola, uno fra i Brand più conosciuti al mondo, continui a investire in pubblicità, qualcuno potrebbe rispondergli, che il Brand di una nazione non è dissimile da qualsiasi altro e che per mantenere le posizioni acquisite o implementare l’unica risorsa è la sua continua, costante e rinnovata comunicazione.
Le nostre “Terre Uniche”, ricche di specifiche peculiarità che le caratterizzano e identificano, se solo fossero adeguatamente censite, tutelate, valorizzate e promozionare, attraverso un forte e paritetico Marketing delle 20 Regioni d’Italia, avremmo risolto quella che alcuni reputano l’Over Turismo, un problema, invece di una importantissima risorsa da gestire al meglio.
“Poste Italiane”, la più grande infrastruttura di servizi in Italia, grazie ai suoi 142.000 dipendenti e alla capillare presenza sul tutto il territorio nazionale, può essere anche definita la più grande catena di offerta e gestione di servizi.
Poste Italiane potrebbe essere la stuttura ideale a cui affidare, in virtù del patrimonio di conoscenze e del valore umano dato dai propri dipendenti, un ruolo determinante nella realizzazione di un Marketing Territoriale delle nostre 20 Regioni.
Gli uffici postali costituirebbero i sensori, ricettori, di tutto ciò che insiste e avviene nei rispettivi Territori di competenza e al contempo, distributori di informazioni e di servizi ausiliari al turismo e della sua stessa promozione nazionale e internazionalenale.
Se al contempo riuscissimo anche a creare una Rete di distribuzione capillare nel mondo, a marchio Italia, come sono stati realizzati da alcuni Brand nazionali, anche di abbigliamento, ci garantiremmo una sempre maggiore e permanente diffusione del Made in Italy, assicurando un facile reperimento dei nostri prodotti/servizi e contemporaneamente garantendone l’originalità.
Riccardo Rescio
#comunichiamoalmondo
#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

Facebook (22 gennaio 2018) https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1753911774660622&id=100001254482577

Crepet: “La rete di Poste essenziale per valorizzare le realtà a misura d’uomo come i piccoli comuni” – Postenews – Le notizie di Poste Italiane, dei settori della logistica, della finanza e assicurativo


“Poste Italiane è uno strumento fondamentale per creare una rete e far uscire i piccoli comuni, soprattutto quelli di montagna, dall’isolamento».

Paolo Crepet, psichiatra, opinionista e scrittore, molti anni fa ha deciso di trasferirsi a Civita di Bagnoregio, il borgo laziale noto anche come “La città che muore” e visitato dai turisti di tutto il mondo.

https://www.postenews.it/2020/08/07/la-rete-di-poste-e-essenziale-per-la-vita-dei-centri-piu-piccoli/

Un particolare, sentito grazie al Prof. Paolo Crepet, per queste sue considerazioni, noi di Italia&Friends, vorremmo aggiungere che Poste Italiane ha un potenziale pazzesco, in persone, professionalità, mezzi e strutture, per poter contribuire, con le altre grandi Aziende Italiane pubbliche e private, a dare al nostro Paese quel “Sistema Italia” di cui tanto necessita e che di tanto abbisogna. Un suggerimento che sosteniamo e comunichiamo, come Italia&Friends, sulle nostre piattaforme web, già da qualche anno.

Riccardo Rescio Presidente Assaggia l’Italia Aps Associazione di Promozione Sociale (no profit)

12 febbraio 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1779386608779805&id=100001254482577

2 luglio 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1946197382098726&id=100001254482577

16 luglio 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1969633249755139&id=100001254482577

20 luglio 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1975525745832556&id=100001254482577

25 luglio 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1984067928311671&id=100001254482577

1°agosto 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1996371430414654&id=100001254482577

4 agosto 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2001709719880825&id=100001254482577

20 agosto 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2029393680445762&id=100001254482577

18 settembre 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2068490499869413&id=100001254482577

13 0ttobre 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2146052778779851&id=100001254482577

19 ottobre 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2108211679230628&id=100001254482577

26 ottobre 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2118506511534478&id=100001254482577

30 ottobre 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2125292860855843&id=100001254482577

14 novembre 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2147455318639597&id=100001254482577

10 luglio 2019 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2530219933696465&id=100001254482577

16 luglio 2019 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2381525395232587&id=100001254482577

4 maggio 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3173408602710925&id=100001254482577

24 luglio 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3393338904051226&id=100001254482577

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“Un Viaggio nella Bellezza” di Riccardo Rescio

“Un viaggio nella Bellezza”
di Riccardo Rescio
Chissà quante volte ci siamo passati davanti, chissà quante altre volte, per una partenza o per un arrivo ci siamo stati in quella Piazza che tutti chiamano semplicemente La Stazione e ancora, quante altre volte ci siamo lasciati andare ad ammirare la magnificenza della facciata della Basilica di Santa Maria Novella e della sua altrettanto spettacolare Piazza, su cui si affaccia.
Ebbene oggi venerdì 21 agosto 2020, sono partito, proprio dalla Stazione, per uno straordinario viaggio nella bellezza, per tornare a rivisitare quel meraviglioso Complesso Monumentale che risponde al nome di Santa Maria Novella, che comprende il Museo e la Basilica.
Non ho fatto il biglietto, perché ho la tessera, quella “Card del Fiorentino”, che mi permette di fare viaggi, passeggiate, percorsi nella Città d’Arte per Antonomasia, Firenze.
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“Una passeggiata, nella bellezza” di Riccardo Rescio

“Una passeggiata, nella bellezza”
di Riccardo Rescio

Salendo per la Costa San Giorgio, si arriva al Forte Belvedere,da lì si prosegue per Via San Leonardo, uno spettacolo che ti coinvolge e a te non resta che inebrianti della sua bellezza.Firenze, Regione Toscana, Italia
Giovedì 20 agosto 2020
ph riccardorescio
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“Tredici palmi di emancipazione” di Riccardo Rescio

“Tredici palmi di emancipazione” di Riccardo Rescio

Credito immagine https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fiat_Nuova_500L

“Tredici palmi di emancipazione”
di Riccardo Rescio
La fine della seconda guerra mondiale in Europa avviene con la resa della Germania nazista nelle battaglie finali del teatro di guerra europeo, che ebbero luogo tra la fine di aprile e l’inizio di maggio del 1945.
Dodici anni dopo, nel nostro Paese, l’Italia, viene prodotta e commercializzata la cosa, l’oggetto del desiderio quasi possibile, che segnerà il cambio di passo nel modo di sentirsi e di essere delle nostre Genti, quella cosa lunga circa 13 palmi, con altezza 6 palmi e altrettanti di larghezza, che si muoveva su quattro ruote, con un motore di cilindrata di 497 CM3, omologata per 2 posti, ma dove ci si entrava anche in 5.
Il mitico Cinquino, è l’automobile super utilitaria della FIAT, la casa torinese, che verrà prodotta dal luglio 1957 all’agosto 1975 e nella versione Giardiniera, fino al 1977.
Tanti palmi di auto e di strada, abbiamo fatto da quegli anni, ma ogni tanto per tutti noi che c’eravamo, è bello e saggio ricordare e raccontare a chi non c’era, la sensazione nel desiderare e l’emozione che dava l’avere un Cinquino, contribuirà ad apprezzare fino in fondo gli effetti, almeno quelli funzionali, della vera emancipazione, attribuibile al progresso tecnologico degli ultimi settanta anni.
Credito immagine https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fiat_Nuova_500L

“La Stazione di Campo di Marte” di Riccardo Rescio

“La Stazione di Campo di Marte” di Riccardo Rescio
Il Treno del cambiamento è in partenza dalla stazione di “Campo di Marte”, quel capolinea che è in ognuno di noi e da cui tutti, senza distinzione alcuna, iniziamo o riniziamo il nostro personale viaggio, ma sempre insieme a tanti.
Prendiamo tutti piena consapevolezza, che il nostro Paese l’Italia, è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte in un Territorio fra i più ambiti e amati al mondo, questa presa di coscienza costituirà condizione inalienabile per poter cambiare prospettiva, necessaria per censire, tutelare, valorizzare e comunicare, in modo adeguato, tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Non dobbiamo ricominciare, dobbiamo cambiare, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.Riccardo Rescio per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Sistema Italia” di Riccardo Rescio

“Il Sistema Italia” non è un modo di dire, ma è un necessario ed indispensabile modo di fare, per poter dare al nostro Paese, l’Italia, un metodo organico, funzionale, efficace che permetta di censire, tutelare, valorizzare e adeguatamente comunicare, tutte le peculiarità che caratterizzano ed identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia. Mutuando la vecchia , ma sempre bellissima canzone di Roberto Murolo, noi di Italia&friends, con la costanza che ci contraddistingue “Tanto dovremo girare, tanto dovremo voltare che il concetto di un Sistema Italia, dal fondo del nostro pensare, fino alla mente di chi deve capire, dovrà arrivare.

Si consiglia l’ascolto della canzone.

Sistema Italia, progetto di Promozione Culturale https://italiaefriends.wordpress.com/2020/04/14/sistema-italia-progetto-di-promozione-culturale-agroalimentare-turistico-territoriale/

Il Sistema Italia sa da fare https://italiaefriends.wordpress.com/2020/03/03/il-sistema-italia-sa-da-fare-di-riccardo-rescio/

Organizzazioni, Associazioni, Istituzioni https://italiaefriends.wordpress.com/2020/01/04/organizzazioni-associazioni-istituzioni-privati-insieme-per-un-forte-marketing-territoriale/

Italia, qui abbiamo un problema https://italiaefriends.wordpress.com/2018/01/22/italia-qui-abbiamo-un-problema/

Roberto Murolo – A’ tazza ‘e cafe’ https://youtu.be/X0F8d7qYE2I

Il Sistema Italia, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare, ma bisogna anche volerlo fare. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Anche l’occhio vuole la sua parte” di Riccardo Rescio

I proverbi sono l’indubbia espressione della Cultura Popolare, costituendo l’antica saggezza delle Genti, che si tramanda da generazione in generazione. Detti, adagi, proverbi, modi di dire, buoni per tutte le occasioni, che spesso dicono tutto e il contrario di tutto, ma nonostante questo, non vi è persona al mondo che vi abbia fatto ricorso, almeno una volta nella vita. ”Anche l’occhio vuole la sua parte”, è quel modo di dire, un tempo molto usato, che si adatta ad una molteplicità di situazioni, per esempio per mediare funzionalità ed estetica, per sottolineare la buona composizione di un testo letterario, per rendere più attraente la presentazione di un piatto. Ebbene, per questo ultimo caso vi sarà sicuramente capitato di ricevere un invito da parte di qualcuno che vi ha proposto di assaporare qualcosa di veramente particolare, ma accompagnato anche dalla raccomandazione a non considerare in alcun modo il luogo dove vi avrebbe portato, ebbene oggi tutto questo non esiste più anche perché, l’occhio vuole la sua parte, ha ampliato il proprio concetto e non comprende la presentazione e l’eventuale conseguente bontà di un determinato piatto, ma comprende anche il contesto in cui viene servito, che incide non poco nel piacere di assaporare quel piatto e nell’esaltarne il gusto. Ultimamente il giusto mix fra ambientazione, presentazione e piacevolezza dei piatti, sta finalmente prendendo la giusta rilevanza nella offerta della ristorazione Italiana, di conseguenza sempre più locali si caratterizzano con arredi e oggettistica ambientale in sintonia e armonia con le rispettive offerte culinarie. Uno di questi esempi è l’Osteria del Borgo San Lorenzo, dove la sobria ricercatezza degli arredi, con richiami ad un gusto classico moderno, con equilibrate combinazione tra quadri, stampe, libri, Musica, rendono l’ambiente, caldo, accogliente ed estremamente piacevole. “Anche l’occhio vuole la sua parte”, non solo nella presentazione e nella gustosità dei piatti, ma anche nel modo ed nel contesto in cui vengono serviti, all’Osteria del Borgo, in via Borgo San Lorenzo a Firenze, trovano un giusto piacevole e gustoso equilibrio.








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Patrizia Poggi commenta ”Le due marce del Bel Paese” di Antonio Pistillo

L’intervento delle due marce della nostra Italia, mi sollecita un mio intervento che riprende i concetti di Antonio Preiti economista e direttore presso Sociometrica. Se invece di turismo, che è semplicemente un fenomeno, lo chiamassimo industria dell’ospitalità, tutto prende un’altra luce. Perché un’industria ha i suoi standard da rispettare, si prende cura dei suoi clienti, mantiene prezzi proporzionati al valore del servizio che offre e così via. C’è una scienza, che prende il nome di queueing, che studia come ottimizzare le code e i maggiori maestri al mondo sono alla Disney. Il problema non è la gente. Se tutti vanno nello stesso punto, non è forse dovuto al fatto che sono indotti a trovare attraenti solo quei punti?Siamo in testa sull’eredità culturale, siamo in basso nel fare «industria culturale».
Troviamo il modo e la scienza per governare i flussi turistici perché le persone che scelgono l’Italia devono essere premiate perché ci scelgono. Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che con tanto mondo disponibile, pensano che il nostro Paese meriti di essere visitato. Xavier Marcé, l’assessore di Barcellona responsabile del turismo, ha dichiarato: “Non voglio più turisti, voglio più visitatori”. Oggi la vera e grande sfida per i luoghi dipendenti da «overturism» contrassegnati da un’economia monoculturale, è diversificare attraverso la promozione di un’industria dell’ospitalità rivolta ad un pubblico più consapevole, selettivo e sostenibile, nel solco della dichiarazione di Marcé sopracitata. L’emergenza sanitaria ha messo in grave crisi le città affette da overtourism. Barcellona, che ha una popolazione di 1,6 milioni, ha ospitato 30 milioni di visitatori nel 2019; Venezia, 270.000 residenti e 25 milioni di visitatori; Amsterdam, 873.000 abitanti, ha accolto 19 milioni di turisti. Cosa rimane oggi delle ramblas o delle calli di Venezia brulicanti di gente di ogni etnia ed età alle diverse ore del giorno e della notte? Sicuramente il piacere per i residenti, che si riappropriano dei propri luoghi del cuore, ma un duro contraccolpo invece, per musei, ristoranti, strutture ricettive, commercianti e addirittura artigiani, in parte specializzatesi nella riproduzione di Souvenir. Queste destinazioni così gettonate con un’economia monoculturale mettono in evidenza che i pregi sono diventati i limiti. Ma la pandemia potrebbe rappresentare, dopo un primo momento durissimo, un punto di svolta e crescita per le destinazioni?
Dal punto di vista sociale probabilmente ci sarà un riassetto dell’asse identitario dall’individuale al collettivo.
Verrà messa in discussione un’idea di società fatta di individui che inseguono esclusivamente il proprio successo, il proprio piacere, perché questo scenario si è improvvisamente dimostrato estremamente fragile. Soltanto riscoprendo il senso vero della società, intesa come comunità, vincolo reciproco, si potrà affrontare il futuro in maniera più solida e passare dal cambio manuale passare al cambio automatico.

Patrizia Poggi Ambasciatrice dei Saperi e Sapori di Emilia-Romagna per Italia&friends

“Le due marce del Bel Paese” di Antonio Pistillo

L’Italia ha il cambio manuale, automatico o non vuole proprio il cambio.

Le due marce della nostra Penisola delle Meraviglie lascerebbero supporre un cambio manuale, purtroppo ampiamente superato da quello a quattro, poi cinque poi sei marce e ancora, anche se in ritardo di decenni, dal cambio automatico.
Purtroppo un vecchio detto popolare recita, “Chi ha il pane, non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane”.
Lo sviluppo costiero della Penisola delle Meraviglie e delle sue bellissime isole, si aggira sui 7.914 km, con una conformazione ampiamente diversificata.
Solo con questa straordinaria, particolarissima e unica, peculiarità territoriale, se censita, curata, tutelata e adeguatamente promozionata, potremmo vivere di rendita, con le incredibili attrattività di ogni singolo Luogo delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Concentriamoci esclusivamente sul mare, per una questione stagionale, poiché comunque è solo una delle tante attrattive reali e/o potenziali delle nostre Terre Uniche.
Ecco che, con l’arrivo dell’estate e dei Turisti, a breve, media e lunga permanenza e in piu quelli della domenica, le lacune, le disfunzioni, le carenze e la poca lungimiranza di chi dovrebbe averne, per mandato ricevuto, si palesano in tutta la loro evidenza, ma si sa, finché ci saranno avventori che si accontenteranno dello stato dei fatti, perché rinnovare i locali per adeguarli alle norme di legge, perché migliorare la ricettività, perché implementare i servizi, perché fare dei parcheggi, perché adeguare e migliorare l’accoglienza, tanto la gente va lo stesso al mare, magari lasciando le proprie auto dove pare e piace, creando scempio paesaggistico, disfunzioni logistiche, disservizi e malessere diffuso.
Ma perché farne una questione di stato, visto che comunque tutto questo determina, con le giuste multe, pure il positivo risvolto di rimpiguare le casse dei comuni in oggetto, quindi tutto sommato perché mai ci si dovrebbe privare di questa fonte di ricavi, visto che poi la stagione finisce e come sempre ci si ritrova per tutto il resto dell’anno ai tavolini dell’Osteria con gli immancabili tarallucci e vino, pensando e fantasticando su ciò che non si farà nel prossimo anno, ne mai.
Si fa presto a riempirsi la bocca con i 7.000 e passa chilometri di splendide coste e spiagge che oltre al mare blu, con alcuni lidi dagli ombrelloni coloratissimi in bella vista, abbiamo anche un mare di auto anch’esse variopinte con gli accecanti riflessi sulle parti cromate.
Forse sarebbe giunto il Tempo, anche e in virtù di questa tremenda pandemia, non di ricominciare, ma di cambiare totalmente prospettiva, a meno che non si prenda definitivamente atto che l’Italia tutto sommato è contenta del proprio cambio manuale a due marce, di quello automatico non ne vuole sapere, perché in realtà di cambi non ne vuole nemmeno sentire parlare. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

Antonio Pistillo
Project Manager servizi Top Food Italy, Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends

“La rivoluzione inizia dal Vino”


Rimini 10 agosto 2020
A cosa serve dire che l’Italia sia la maggior produttrice di vino al mondo con la Francia al secondo posto? Cosa serve produrre il 50% del totale di vino in Europa se non si conosce il reale valore del vino?L’Italia è orgogliosa di essere il primo produttore mondiale di vino con 47,5 milioni di ettolitri lo scorso anno, appena davanti alla Francia (42,1 milioni) a cui ha rubato questo titolo nel 2015.
Gran parte viene venduta all’estero, che ha consentito al nostro Paese di raccogliere 6,4 miliardi di euro lo scorso anno contro i 9,8 miliardi della Francia, che resta il primo esportatore in valore e il paese turisticamente più visitato al mondo, che lo utilizza come strumento di comunicazione.
Il vino non è solo un valore di consumo, ha anche una statura storica
importante per il territorio che diventa una motivazione turistica , un
elemento economico strategico. Lo sa bene la Francia, che ha riservato un
trattamento speciale ai produttori di vino prossimi alla nuova
vendemmia, intensificando il sostegno finanziario ai viticoltori dopo il
forte calo della domanda causata dall’emergenza covid-19 e dai dazi
doganali voluti dall’Amministrazione Trump, imposti nell’ambito della
controversia commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti per i
sussidi alle compagnie aeree (Boeing e Airbus) che hanno frenato le
esportazioni. Per liberare le scorte del vino da tavola, la Francia ha favorito
la distillazione, mentre per sostenere il mercato del vino di qualità
giacente nei depositi ha previsto un bonus per difendere le scorte onde
evitare la svendita.
Il vino è un valore trasversale che coinvolge il settore produttivo agricolo
come bevanda popolare, ricopre un ruolo culturale essendo intriso di
storia, è un elemento sociale legato agli eventi degustativi, il vino è
un’importante motivazione turistica enogastronomica, ambientale,
culturale, artistica, creativa.
Il vino fa parte del made in Italy, un fattore spesso sottovalutato, ma di
grande rilevanza nei mercati intercontinentali.
Ristoranti e bar chiusi, feste e matrimoni vietati, per l’emergenza covid, un
intero canale di distribuzione è stato chiuso. Poi gradualmente ha chiuso
l’Europa e oltre Atlantico. L’altro canale, quello della grande
distribuzione, i supermercati, è ancora funzionante, ma non riesce a
compensare le vendite di un canale completamente interrotto. La
situazione internazionale, la crisi sanitaria, il calo delle esportazioni hanno
messo il settore vitivinicolo in grande difficoltà. Per ora l’Italia si è
limitata ad incentivare la vendemmia verde per ridurre la produzione.
A livello regionale la prima regione è il Veneto, seguita
dalla Puglia, dall’Emilia-Romagna e dalla Toscana. La Romagna da sola
produce più del 46% del vino della Regione. La produzione è
rappresentata dall’Enoteca Regionale e dal Consorzio Tutela Vini
unitamente all’Enoturismo.
Nel turismo la Regione Emilia-Romagna predilige il balneare, l’industria
che si occupa di affittare “l’ombra”, che non si riferisce certamente a quella
legata al vino nel Veneto, dove per chiedere un bicchiere di vino in una
qualsiasi osteria si dice «Mi dia un’ombra».
Questo sta a dimostrare 20 anni di ritardo che la Romagna denuncia nel
turismo rispetto al Veneto, che in termini di presenze turistiche
rappresenta la prima in Italia come nella produzione del vino.
Due segnali positivi in controtendenza.Dott. Giacomo Vasumi

Dall’Università di
Bologna, campus di
Rimini, un giovane di
Forlì, Giacomo
Vasumi, ha presentato
la prima tesi nel corso
di laurea in Economia
del Turismo, Scuola di
Economia,
Management e
Statistica, relatore
Massimiliano
Castellani, con questo
titolo:
«Enotourismclub: come
portare il modello
dell’enoturismo in
Romagna».
La Caviro, la più grande cooperativa vitivinicola in Italia, si presenta con
questo messaggio “Qui, dove tutto torna”, perché passato, presente e
futuro, nelle campagne di Romagna vivono in simbiosi, gli stessi vigneti
a monte sono stati coltivati sulle tracce dell’antica centuriazione romana
e racconta il proprio modello di economia circolare, capace di unire gli
obiettivi di sostenibilità economica, sociale e ambientale accanto alla storia
del territorio.
con preghiera di cortese pubblicazione o diffusioneVia Soardi 23 47921 Rimini, Emilia-Romagna

“La Pubblicità è specchio dei tempi” di Riccardo Rescio

“La Pubblicità è specchio dei tempi” di Riccardo Rescio

Siracusa, folklore in piazza per il film su Dolce e Gabbana

Sempre più aziende hanno percepito l’esigenza e colto l’opportunità di comunicate i propri prodotti legandoli ai rispettivi territori di origine.
Abbiamo bisogno di questo modo di comunicare, perché raggiunge contemporaneamente il doppio obiettivo di una reciproca, vicendevole, valorizzazione. Il Luogo d’origine da valore aggiunto al prodotto e il prodotto incrementa la conoscenza dei Territori. Un “Circolo Virtuoso” che dovrà sempre più indissolubilmente legare ogni singolo prodotto, di qualsiasi natura possa essere, al proprio luogo d’origine. Un Circolo Virtuoso che oltre alla doppia valorizzazione, ha come effetto collaterale quello di contribuire a far ritrovare a tutti noi un sano senso di appartenenza, attraverso la riscoperta delle tante valenze Territoriali che caratterizzano e identificano le “Terre Uniche” delle 20 Regioni d’Italia.
La riscoperta di un sano orgoglio nazionale, che nulla ha a che vedere con il nazionalismo autarchico, o il sovranismo scellerato, che tanti danni hanno prodotto nella storia recente e in quella ormai passata. La pubblicità, da sempre specchio dei Tempi, ci partecipa che, la valorizzazione di tutto il Bello e il Buono che abbiamo intorno, è la via maestra da seguire. #comunichiamoalmondolitalia
#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

Siracusa, folklore in piazza per il film su Dolce e Gabbana

via La Repubblica https://palermo.repubblica.it/societa/2020/08/04/foto/siracusa_folklore_in_piazza_per_il_film_su_dolce_e_gabbana-263700164/1/

“Investire in Cultura”

Sono le parole scolpite sulla facciata dello studio di Rinaldo Carnielo, (1826-1910) in Piazza Savonarola a Firenze.

«Investire nella cultura, credere nella cultura, è una necessità per noi Italiani. Se funzionano i nostri Musei , se funziona il nostro Cinema, il nostro Teatro, la nostra Musica, allora funziona meglio tutta la nostra società e con essa l’economia» Queste sono le parole con cui il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, nel 2005 ha accompagnato la consegna della medaglia d’oro al merito in memoria, alle figlie Giovanna e Paola del grande padre Pasquale Rotondi, che salvò durante la seconda guerra mondiale circa diecimila opere d’Arte italiane dalla distruzione e dal saccheggio delle truppe naziste. La Cultura non è un vezzo esclusivo per pochi, ma la necessità inalienabile per i tanti, onoriamo l’Arte che è Vita della Vita. Grazie per il prezioso contributo a Patrizia Poggi.

Riccardo Rescio Firenze 7 agosto 2020 #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Carolina Rossi” di Carolina Rossi

Carolina Rossi“Carolina Rossi”
di Carolina Rossi
Carolina Rossi, madre, moglie, piccola imprenditrice, paladina di donne e bambini, Console Onorario di Italia & Friends, scrive sul suo blog, http://www.ilblogdicarolina.com riferimento familiare di un paio di cani e di quattro gatti giunti chissà da dove.
Icona della lunga treccia, la porta da quasi 40 anni, demolitrice di barriere di genere, fan delle maglie in lana cruda quando è libera da impegni, appassionata di golf, premurosa assistente alla Caritas.
Nel suo tempo libero, poco in verità, adora curare le sue piante ed i suoi fiori, legge libri gialli, ama il vino bianco e la cucina (nel senso di assaporarla) La sua famiglia non era agiata, ma questo le ha insegnato l’importanza del duro lavoro e del risparmio, e a volte sono le uniche due cose che una persona può permettersi.
Nata a Cracovia nel 1968 seconda di tre sorelle ed un fratello, di padre polacco e madre danese, vive fra Polonia e Danimarca prima di trasferirsi in Italia per studio.
Roma la vede diligente e timorata studente, alterna l’università al lavoro serale in varie birrerie e ristoranti, condivide un appartamento con altre tre amiche polacche, tutt’oggi le quattro migliori amiche.
Nel 1992 incontra colui che sarebbe diventato ed è rimasto l’uomo della sua vita ed il padre dei suoi figli, ma quanta diffidenza iniziale, poverino.
Nel 1993, anno scandito da una serie di impegni improrogabili, si laurea in economia e commercio, prende la patente, si trasferisce a Torino, si sposa, e poco più di un anno dopo (il matrimonio) da alla luce la prima figlia, Valentina, pensando che un figlio è un dono, ma di doni ne arrivano altri mediamente a cadenza biennale, 1996 Alberto, 1998, Camilla, per Julia bisognerà aspettare fino al 2015 ed entrerà in famiglia con una dichiarazione di affido a 13 anni, la nostra quarta figlia.
Dopo essersi occupata della segreteria e della contabilità dell’azienda di famiglia per circa 20 anni, si trasferisce a Milano ed assume un ruolo rilevante in una multinazionale fino al 2018 anno in cui la nostalgia della famiglia e dei luoghi di origine riappare prepotentemente. La storia della sua famiglia non è particolarmente avvincente.
Nessun antenato si è imbarcato su una nave diretta al nuovo continente, si è visto storpiare il cognome sulla Ellis Island o ha ricevuto un’amnistia dopo essere sfuggito a una dittatura straniera.
La sua famiglia si è semplicemente insediata in questa verde e serena regione, dove ha vissuto felicemente per più di 200 anni.
Non ha perso di vista le sue origini e la magia della loro semplicità, ed è per questo che ha voluto rientrare in Polonia, per sostituire il ruolo della madre prematuramente scomparsa nel 2016 e che ha lasciato alla famiglia un grande vuoto.
Oggi, gestisce con pochi collaboratori the luxury Italy (www.theluxuryitaly.com) un’agenzia di eccellenza di outgoing verso l’Italia delle meraviglie con sede a Cracovia.
Nel 2019 supera grazie ad una incredibile lucidità ed estrema concentrazione una recidiva di tumore al seno (in realtà 6 noduli maligni), ne esce vincitrice ma questo episodio la segna e le pone nuovi obiettivi da raggiungere, promuovere e scrivere di prevenzione e lotta ai tumori femminili a tutte le donne.
Un modo anche per ricordare la sorella maggiore Bogusia prematuramente scomparsa per lo stesso male nel febbraio 2020.
Questa è stata, è, e sarà Carolina Rossi.

Carolina Rossi Imprenditrice, Console Onorario a Cracovia della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends

Pubblicato da italia&friends su WordPress il 05/08/2020

#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Patrizia Poggi” di Patrizia Poggi

“Patrizia Poggi”
di Patrizia Poggi
Mi sono sempre occupata di arte e cultura con grande passione in luoghi preposti a questa funzione: prima l’Accademia di Belle Arti e poi la Galleria d’Arte “Patrizia Poggi”, ma è stato con Villa Roncuzzi, un albergo, ricavato dalla ristrutturazione di un’antica residenza rurale adagiata nel verde della campagna rigogliosa alle porte di Ravenna che ho scoperto che il turismo è Cultura tutto l’anno….
Villa Roncuzzi conserva ancora la struttura e i materiali tradizionali dell’antica dimora romagnola: spesse mura, travature lignee con murature in pietra e suggestivi archi.
Negli spazi comuni e nella camere, affreschi, sculture, ceramiche, quadri d’autore, arredi d’epoca, mobili di fattura romagnola e di design, che la trasformano in un vero e proprio “albergo della cultura”, fortemente connessa con il territorio.
Ma perché un intervento così “significativo” in una località ben lontana dal concetto di turismo tout court della Romagna? L’idea che ha ispirato tutto il recupero e la valorizzazione è stata quella di attirare il turismo culturale, cioè gli “amanti della conoscenza”.
Un impegno recente è lo sviluppo dell’enoturismo in Romagna.
Insieme ad un esperto di turismo enogastronomico, Alfredo Monterumisi, abbiamo creato a Rimini un’ Associazione di promozione culturale senza scopo di lucro, «Enotourismclub, società di mutuo soccorso all’ospitalità, che si occupa della gestione della prima Ambasciata delle Città del Vino d’Europa.
Grande soddisfazione è stata la prima Tesi nel corso di laurea in Economia del Turismo, discussa alla fine di luglio presso l’Università di Bologna, Campus di Rimini, Scuola di Economia, Management e Statistica, presentata da Giacomo Vasumi, relatore Massimiliano Castellani con questo titolo: ENOTOURISM CLUB: COME PORTARE IL MODELLO DELL’ENOTURISMO IN ROMAGNA

Patrizia Poggi
Esperta d’Arte, Gallerista, Proprietaria del Relais Villa Roncuzzi, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends. https://www.villaroncuzzi.it/
https://m.facebook.com/EnotourismClub/
#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Manuela Barbolan” di Manuela Barbolan

“Manuela Barbolan”Manuela Barbolan, trevigiana in viaggio.
Nata nel 1968 sotto il sol leone. Ho frequentato la ragioneria all’Istituto Riccati di Treviso dove ho svolto la professione di commercialista per 15 anni, esercitata con passione ed impegno. Appassionata di sport.
Dallo sci e pattinaggio all’incontro con l’atletica leggera, la corsa e le Maratone per poi ripiegare, per via del ginocchio (oggi con protesi) nel ciclismo. (…Quinto posto alla Maratona di Venezia, settima assoluta, e seconda delle italiane, a Milano nel 2000, alla prima edizione con 2h 48’ nel ciclismo si è piazzata seconda alla Pinarello lunga 200 km…)
Mi piacciono le sfide, la competizione, le vittorie e pure le sconfitte.
L’unica costante della mia vita è stata la corsa. Il tempo è sempre scandito dalle sveglie alle 5 max 6 del mattino. Il cambiamento è il mio nutrimento. Volevo fare la poliziotta in verità ma all’epoca i tempi non erano ancora maturi. Tra il 2011 e il 2012 sono successe tante cose nella mia vita, tanti segnali che non ho potuto ignorare. E arriva un gancio che ho voluto prendere al volo. Mi propongono di andare oltre oceano.
L’idea era di aprire degli uffici per prestare assistenza alle aziende visto il potenziale in essere di quelle terre, eravamo in quattro professionisti provetti imprenditori. Da Casier a San Paolo in un batter d’occhio. Questo luogo geografico ha un mondo di possibilità, oltre che di vitalità, gente sorridente che vive con 300 euro al mese. Ma dopo un anno e mezzo i tre avventurieri rientrano in Italia ed io resto.
Sola ho iniziato a frequentare la parrocchia!
Una terra il Brasile dove la Fede è ancora molto radicata.
Ci vado tutti i giorni per imparare il portoghese. E poi….?
“Un giorno vado dal prete e gli propongo di insegnare l’italiano. Ogni giorno cresceva il numero dei partecipanti, arrivando anche ad avere 60 persone nei corsi serali e pomeridiani, frequentati soprattutto dalle signore benestanti del posto.
Si crea un gruppo, molti amici, tutti affascinati dal mito italiano della buona tavola. Iniziano a chiedermi delle ricette della mia terra. Così la sera telefonavo a mamma per farmi dare i procedimenti per fare il ragù, gli gnocchi, la pasta fatta in casa…, io mica mi ero cimentata mai con la cucina, a parte vedere cucinare la mamma e la nonna”.
Dunque alla frequente domanda, Manuela vieni a casa nostra a cucinare? Rispondo di sì senza esitare un attimo.
Fu così che la cosa iniziò a farsi interessante. Il passo successivo è stato il reperimento delle materie prime per realizzare i piatti italiani in terra straniera. Mica così semplice.
“Nei supermercati di base trovavo principalmente prodotti locali.
Nel quartiere più chic sono riuscita a trovare marche italiane tra cui Riso Acquerello, Pasta Rustichella d’Abruzzo, Caviar Giaveri, Fabbri, olio EVO e Collitali, Isolabio ecc ecc
Fotografo gli scaffali.
E nasce l’idea.
“Inizio a mandare mail alle case produttrici italiane che dicevano più o meno così: “buongiorno sono Manuela Barbolan , sono italiana e vivo in Brasile avete bisogno di una ambasciatrice che promuova i vostri prodotti qui?”. Ed ecco come si è aperta la mia nuova professione, creata su misura per me, per la città che mi ha prontamente accolta e per la mia patria. Inizia una collaborazione con Enit, l’Ente Italiano per il Turismo, Eataly ed altre aziende. I miei post su Linkedin arrivano a 120 mila like. I video su YouTube. Facebook. Ora i miei desideri sono l’America coast to coast. E poi vorrei avere un ristorante tutto mio, con piante per ossigenare corpo e anima, un ambiente informale, ma di classe ed eleganza, con piatti che rispecchiano la nostra cucina italiana e la nostra immensa ricchezza Enogastronomia, dove saranno le persone a propormi le loro ricette per arricchire il menù.
Prodotti ed eccellenze italiane
Piatti tradizionali, semplici ma anche sofisticati e ricercati, che rispecchiano le tradizioni con un pizzico di innovazione.
Ora faccio la figlia, un ruolo difficile, dalle enormi soddisfazioni. Semplice o difficile, prendere e partire, cambiare terra e vita?
È semplicissimo, basta seguire il flusso degli eventi ogni qualvolta che si intraprende qualcosa di nuovo.
Ora sto scrivendo un libro, nel frattempo mi alleno senza sosta per la maratona di Venezia o Firenze. Italia&Friends??? Mi dà emozioni, carica, energia e mi fa sentire italiana. E desiderosa di fare dell’Italia il Paese delle Meraviglie.

Manuela Barbolan Commercialista, Maratoneta, Atleta, Esperta di Cucina, Divilgatrice delle Eccellenze Italiane, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia https://instagram.com/manugastronomiaitaliana?igshid=1lb04eif1ezrahttps://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3429902703728179&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=6ffHGtKWyoA3f0bG

“Muriella Frisiero” di Muriella Frisiero

“Muriella Frisiero”
di Muriella Frisiero

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Tre figli, una laurea in Lingue e Letterature Straniere a Ca’ Foscari Venezia,
la specializzazione in Comunicazione e Marketing, il brevetto come istruttrice di ginnastica aerobica.
Tanta voglia di viaggiare e di conoscere cose nuove, per poi tornare a casa e riflettere sulla fortuna ed il privilegio che abbiamo noi Italiani per le meraviglie che possediamo.
Sono stata vent’anni in Confindustria Treviso come responsabile delle Relazioni Esterne e i rapporti con gli associati, poi la collaborazione con una società Italo-Svizzera per l’organizzazione di percorsi di formazione, anche residenziali, per imprenditori e manager.
Il tutto condito da una profonda passione, nata da bambina, per Venezia e gli Usi e Costumi della Repubblica Serenissima in tutte le sue sfaccettature.
L’amore e la ricerca delle eccellenze cultural-enogastronomiche del Veneto ne sono state la naturale conseguenza.
Da lì lo stimolo ad approfondire gli stessi argomenti per tutta l’Italia e la voglia di divulgarli ovunque fosse possibile.
Poi la creazione del progetto turistico MyEataly Venezia&Treviso, rivolto a gente curiosa, anche stranieri, che amano esperienze emozionali proposte all’interno delle zone che prediligo e l’affiliazione come Ambasciatrice di Spirito Nuovo Venezia, Salotto veneziano di Arte, Musica, Cultura e Socialità.
Infine la fortuna di avvicinare Italia&Friends e scoprire che posso condividere le mie passioni con persone a me molto simili.
Muriella Frisiero
Founder presso MyEataly Venezia e Treviso, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
https://www.google.com/amp/s/www.pinterest.it/amp/frisiero/my-eataly-venezia-treviso/#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

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“Quando i numeri erano certezza” di Riccardo Rescio

“Quando i numeri erano certezza”

“Pi greco” opera di Daniela Padelli

In un Tempo, non tanto lontano, i numeri, sommati, sottratti, divisi o moltiplicati erano una incontrovertibile certezza e il Pi greco, la costante matematica da tutti accetta, poi con l’evoluzione (si fa per dire) del pensiero politico, i numeri per molti sono divenuti concetti di libera interpretazione, questo naturalmente non per tutti, qualcuno è ancora rimasto fedele alla vecchia scuola dove il 2+2 faceva e fa sempre 4.
Le statistiche, come la promozione e la comunicazione per un Paese, qualunque esso sia, sono cose serie, che non possono e non devono sottostare a logiche politiche o di parte, se poi si parla di Turismo, non possiamo e non dobbiamo sottovalutare chi opera sullo specifico campo, gli operatori turistici, lo si voglia o no, sono i tornelli conta-persone, sia di quelle che scelgono di venire in Italia, sia quelli di noi che decidono di restarci, anche per le vacanze, in questo nostro straordinario Paese, operatori che vivono esclusivamente delle persone che riescono a contare.
Riccardo Rescio
Presidente Assaggia l’Italia Aps
Associazione di Promozione Sociale

#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Ognuno come può e come sa” di Riccardo Rescio

“Ognuno come può e come sa”
di Riccardo Rescio

Maria Federica Giuliani Regina Schrecker Stefano Ciuoffo

La partecipazione, la condivisione e l’adesione a piccole o grandi azioni personali, collettive, imprenditoriali, sopratutto in momenti di estrema difficoltà, costituiscono le pietre miliari di un percorso evolutivo giusto ed equo, a cui nessuno di noi si può e si deve astenere dal percorrere.
Regina Schrecker arriva a Firenze e in Toscana per ringraziare gli “Eroi del Covid-19”, con Il Foulard d’Autore, una carezza di solidarietà.
Il progetto benefico che è stato presentato lunedì 3 agosto in Palazzo Vecchio dalla Stilista insieme alla Vice Presidente del Consiglio Comunale Maria Federica Giuliani e all’Assessore allo Sviluppo Economico e al Turismo della Regione Toscana, Stefano Ciuoffo.
Il progetto benefico Foulard d’Autore, di Regina Schrecker, Stilista internazionale e fiorentina di adozione, è stato realizzato e dedicato all’impegno degli “Eroi del Covid-19”.
Lunedì 3 agosto 2020 in Palazzo Vecchio Regina Schrecker, la vice presidente del Consiglio Comunale, Maria Federica Giuliani e l’Assessore allo Sviluppo Economico e al Turismo della Regione Toscana, Stefano Ciuoffo, hanno infatti presentato il programma di questa campagna solidale, che arriva ad una settimana da quando il Consiglio Comunale di Firenze ha istituito il premio “Firenze 2020” in memoria delle vittime del Covid-19 e in omaggio a tutti gli operatori ed a tutte le persone che si sono distinte in questa brutta pandemia.

Oggi – ha spiegato la vice presidente del Consiglio comunale Maria Federica Giuliani – mettiamo un altro importante tassello in quella che è la realtà bellissima della nostra Firenze ed è la proposta di Regina Schrecker che porta nel mondo, da tantissimi anni, la sua moda e la sua Arte.
Regina si è sempre distinta non solo per essere un’ Artista ma anche per il suo cuore.
Qualche anno fa fu partner delle Florence Dragon Lady e disegnò per loro le divise quando andarono in Florida, oggi ci propone un foulard che è una carezza alla solidarietà, un riconoscimento alle persone che si sono impegnate nel corso dell’emergenza sanitaria così come lo è il nostro premio “Firenze 2020”. Moda, eccellenza Fiorentina e Toscana – ha concluso la vice presidente del Consiglio comunale Maria Federica Giuliani – accanto ad un’altra nostra eccellenza, tipica di noi fiorentini, la solidarietà”.
“Un ringraziamento a Regina Schreckerper l’idea, la creatività ed il messaggio che lancia con questo foulard – ha detto l’Assessore Stefano Ciuoffo – perché è un modo diverso per ringraziare chi, in questi mesi, ha dedicato ore, tempo, sacrifici, a volte la vita, per restituire al nostro sistema sanitario la massima efficienza possibile.
Da un momento di crisi, apparentemente senza soluzione siamo diventati un modello, un modello–Paese e nel Paese la Toscana ha rappresentato l’espressione più rigorosa e più attenta al contagio.
In questi mesi l’emergenza ha messo sotto stress non solo l’intero sistema sanitario ma anche tutta la nostra comunità ed il sistema delle imprese.
Ed è dal mondo della moda – ha aggiunto l’Assessore Regionale Ciuoffo – che tipicamente rappresenta il nostro settore produttivo più avanzato, che sorge questa iniziativa.
Con questa sorta di Risorgimento la Toscana offre, ancora una volta, il meglio di sé e aspettiamo che l’iniziativa incontri la sensibilità di tutti per dare un effettivo ed efficace contributo a chi, in questi mesi, ha lottato per noi”.
“Ho voluto realizzare un omaggio dedicato al personale medico e paramedico che durante la terribile fase della pandemia su tutto il territorio nazionale ha messo a repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri – ha spiegato la Stilista – Questo foulard vuole essere un ringraziamento ma anche un gesto di speranza e di rinascita per il futuro sperando che questa situazione si risolva il prima possibile”.

Ci sono esempi da seguire, ci sono miti da ammirare, ci sono storie da amare e apprezzare, da sempre l’esperienza altrui affascina chi ha un po’ di sensibilità e tanta voglia di sognare.
Il vissuto di alcuni concorre a rendere possibile ciò che solo apparentemente crediamo per noi irrealizzabile, ma è sempre e solo la determinazione che abbiamo dentro il motore che muove tutto.
Contribuiamo tutti, ognuno di noi, come può e come sa, al benessere comune, alla giusta gratificazione e all’adeguato riconoscimento di chi questo bene lo compie, anche a costo della propria vita.
#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Che Italia” Quella che non avreste mai immaginato esserci. di Riccardo Rescio

“Che Italia”
Quella che offre mille e più opportunità esperienziali, senza dover affrontare, per poterle vivere, trasvolate intercontinentali.
La “Lamparata notturna” è una di queste intense emozioni.
Si tratta di una antica tecnica di pesca del pesce azzurro, un’esperienza unica da vivere insieme ai pescatori della Cooperativa Cilento Mare, a Palinuro, in Provincia di Salerno, nella Regione Campania.Oppure una giornata nel bosco, all’aria aperta nel Parco dei cinque sensi, dedicata interamente al benessere, con un programma 100 per 100 relax come mai lo avete immaginato.
Lasciandovi alle spalle stress e tensioni nel Parco dei cinque sensi che si trova Vitorchiano, in Provincia di Viterbo, nel Lazio.Un’altra emozione esperienziale è certamente quella di un viaggio nel cuore della della Terra, nella Galleria del Ginevro, l’unica miniera sotterranea dell’Isola d’Elba, nel giacimento di Magnetite più grande d’Europa, dove si può leggere la storia più recente della miniera di Capoliveri, sette chilometri di strade sotterranee, fino ad 54 metri sotto il livello del mare.Infinite sono le affascinanti attrattive, purtroppo ancora poco conosciute, che abbiamo a portata di mano.
Come nella famosa raccolta di racconti di origine Persiana, “Le Mille e una Notte”, dove il numero mille non va preso alla lettera, perché “mille” in arabo sta per “innumerevoli” e quindi un numero infinito di racconti, così
nella Penisola delle Meraviglie, sono veramente infinite e ampiamente variegate, le opportunità per vivere intense emozioni esperienziali. Ogni singolo Luogo, d’italia, piccolo o grande che sia, famoso o completamente sconosciuto ai più, ha sempre affascinanti Storie da raccontare, bellissimi Posti da far vedere, squisiti Sapori da far assaggiare e coinvolgenti Eventi da far vivere ai propri ospiti. Date un’occhiata al Virtual AmbaStore su Pinterest, dove troverete 5 Bacheche tematiche, dedicate alle meraviglie che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia, potreste anche entusiasmarevi, nello scoprire tutto il Bello e il Buono che abbiamo in questo nostro incredibile Paese, conosciuto nel mondo con il nome di Italia.https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia Pubblicato da italia&friends su WordPress il 03/08/2020

“Daniela Padelli” di Daniela Padelli

“Daniela Padelli”
di Daniela Padelli

La mia passione di sempre è l’arte, insinuatasi nella mia vita fin dall’infanzia.
Ho insegnato matematica per più di trent’anni, nel 2009 ho aperto nel rione storico della mia città una galleria d’Arte che è sede di un’Associazione Culturale, collaborando con mia figlia organizziamo eventi Culturali, Mostre, presentazioni di libri.
Quest’attività mi ha permesso di completare il “puzzle” della mia vita interiore unendo professione, affetti familiari con tanta passione per la pittura.
Durante la mia carriera artistica ho sperimentato tutte le tecniche con Artisti che mi hanno istruito e guidata alla ricerca della mia “cifra stilistica”-.
Ho sempre ricercato ciò che mi emoziona, a volte un paesaggio, uno stato d’animo o un pensiero cercando di tradurlo in opera su carta o tela con ogni medium e tecnica possibile.
Ciò che mi preme è suscitare nell’osservatore un “moto dell’anima”, perché possa andare oltre la realtà apparente.Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

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#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“La Promozione è una cosa seria” di Riccardo Rescio

La Promozione è una cosa seria, talmente seria che andrebbe fatta con una metodologia scientifica, controllabile, ripetibile e verificabile.
La necessaria rivoluzione, della comunicazione dell’Italia nel mondo, ha il suo presupposto in due elementi portanti, uno è la condivisione sistematica univoca e paritetica di quella straordinaria particolarità Territoriale costituita dalle nostre 20 meravigliose Regioni.
“Terre Uniche”, ricche di innumerevoli peculiarità, così ampie e variegate da accontentare anche i più sofisticati ed esigenti viaggiatori del terzo millennio.
Tutte le nostre 20 Regioni hanno tante e tali meravigliose proposte attrattive, da lasciare estasiati i propri visitatori.
La concorrenza fra le Regioni, a cui stiamo purtroppo assistendo ultimamente, è assurda controproducente, dispendiosa e non raggiunge l’obiettivo unitario, necessario alla implementazione dell’incoming turistico verso il nostro Paese, flussi da distribuire sapientemente sul Territorio e non da concentrare nelle poche località conosciute.
La destagionalizzazione e la diversificazione della offerte costituiscono altri aspetti importantissimi su cui puntare per rendere le nostre mete sempre più ambite e desiderabili.
Il secondo elemento portante da prendere nella giusta considerazione, è la creazione di una capillare Rete, a “Marchio Italia”, di Promo/Vendita, diffusa a livello Nazionale e Internazionale, che garantisca la reperibilità e la genuinità dei nostri prodotti commercializzati.
Una comunicazione promozionale gestita centralmente, che valorizzi l’Italia nel sua straordinaria e complessiva attrattività, attraverso una organizzazione capace di attuare e gestire un Marketing Territoriale, che censisca, tuteli, valorizzi, tutte le specifiche peculiarità che caratterizzano e identificano i rispettivi Territori d’origine. Parte dalle Regioni una revisione critica sulla inadeguatezza dell’attuale sistema di promozione turistica.
Riccardo Rescio
Assaggia l’Italia Aps Associazione di Promozione Sociale
#comunichiamoalmondolitalia
#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

Stefano Bonaccini Regione Emilia Romagna https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=155361349403212&id=104202997852381&sfnsn=scwspmo&extid=kD2zloqVLWZX0r7w

“Elena Tempestini”

“Elena Tempestini”

Scrittrice, Giornalista e Fotografa, Ricercatrice e Scrittrice dei contenuti per siti turistici.
Dai percorsi emozionali ai siti di interesse storico, ama sopratutto indagare la relazione tra passato e presente attraverso la storia, cercando di dare risalto e ordine al caos degli eventi che tessono il nostro oggi.
Attraverso la conoscenza e lo studio delle antiche memorie si possono ripercorre eventi che uniscono figure di maggiore o minore rilevanza per una comprensione dei processi economici, politici, sociali, culturali, nazionali, internazionali e religiosi di tutte le culture. Elena Tempestini ama fotografare , tramite le immagini le piace mettere in risalto i dettagli e veicolare l’attenzione sugli aspetti meno conosciuti.
Collaboratrice di varie testate giornalistiche è nel Comitato Direzionale della rivista “il Governo delle Idee” mensile di Cultura, Economia e Politica.
Presidente di FenDonne, ha tenuto vari convegni sul tema femminile, alcune pubblicazioni per la Regione Toscana e collaborazioni con le Associazioni di categoria.iunt
(Biografia dal sito Elenatempestini.it)


Elena Tempestini Scrittrice, Giornalista e Fotografa, Ricercatrice e Scrittrice dei contenuti per siti turistici. Dai percorsi emozionali ai siti di interesse storico. Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonocheceConsole

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“Lascia parlare il vento” di Lorenzo Las Plassas

“Lascia parlare il vento” di Lorenzo Las Plassas

“Lascia parlare il vento”
Un romanzo di Lorenzo Las Plassas
Una appassionante storia, che ruota intorno a quattro personaggi, un foreign fighter che vuole compiere un attentato, un artista che vuole realizzare la sua Grande Opera, un tredicenne che, inspiegabilmente, smette di parlare e un misterioso anziano che manipola il vento, il tutto trova una conclusione in un giorno fatidico in cui si decidono le sorti dell’Europa. Lorenzo di Las Plassas (Andrea Lorenzo Ingarao Zapata di Lasplassas) è un giornalista, conduttore e inviato di lunga data di Rai News 24.
Laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma, ha perfezionato gli studi prima alla New York University, con un Master in Politica e Business internazionali, e poi alla Scuola di Giornalismo della Rai, a Perugia, dove ha ottenuto il suo secondo Master, in giornalismo radiotelevisivo.
Durante il soggiorno newyorkese è stato, per un periodo, assistente di Oriana Fallaci.
Questo primo romanzo del giornalista è stato presentato, nello stupendo Chiostro del Museo Novecento di Firenze, dal Direttore del Museo Sergio Risaliti, lunedì 20 luglio 2020
http://www.museonovecento.it/

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia
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“Che Italia” Quella che dice e che fa.

“Che Italia”
Quella che dice e che fa, dal Comune di Firenze 300 mila euro per il sostegno alla Cultura.
di Riccardo Rescio
Un fondo da 300 mila euro, è quello istituito da Palazzo Vecchio con una delibera dell’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi a cui si aggiungeranno altri 20 mila da Publiacqua, quale contributo per le gravi difficoltà economiche patite durante i mesi più duri della pandemia da parte delle tante attività e imprese Culturali Fiorentine. L’Assessore Sacchi ricorda che, considerando anche i fondi messi a disposizione da Fondazione CR Firenze, Città Metropolitana, Publiacqua e Toscana Energia, per gli operatori del settore arriverà una boccata d’ossigeno per oltre due milioni e mezzo di euro.
“Fin dall’inizio del lockdown – ha sottolineato Sacchi – ci è sembrato urgente creare nuove misure di supporto a un settore gravemente colpito dal Covid. La crisi economica e finanziaria che è derivata da quella sanitaria ha però bloccato le linee di finanziamento già previste per l’estate fiorentina 2020 e quindi per aiutare gli operatori abbiamo dovuto ricorrere a strumenti nuovi”.
“Questo Fondo – continua Sacchi – erogherà agli operatori un massimo di 2500 euro ciascuno, una specie di voucher per la cultura che prima non esistevano. Non cifre risolutive, certo, ma un sostegno concreto per cercare di ristabilire lo stato di salute del mondo culturale fiorentino”.
Sacchi ha poi sottolineato, come sua consuetudine, il ruolo cruciale degli sponsor, che in questa occasione sono Publiacqua, che sosterrà il fondo con 20 mila euro, mentre Toscana Energia, contribuirà con 100 mila euro da destinare ad attività Culturali da agosto a dicembre.
L’ Assessore Tommaso Sacchi ha poi ricordato “i fondamentali contributi di Fondazione CR Firenze, che ha stanziato già un milione e mezzo e la Città metropolitana che ha aperto due bandi per complessivi 650 mila euro”. “Un impegno rilevante da parte di tanti soggetti – conclude l’Assessore alla Cultura – e ringrazio i presidenti Perra e Lovadina, il presidente Salvadori e i colleghi della Città metropolitana per il loro operato: il ritorno alla normalità passa proprio dal sostegno all’attività culturale”.
Tra gli obiettivi del Fondo di emergenza ci sono l’essere di sostegno alle spese generali per il funzionamento delle Associazioni/Fondazioni/Enti no profit, nonché alle spese per i dipendenti, contribuire alla copertura dei danni subiti in relazione alla sospensione forzata dell’attività durante l’emergenza Covid-19, sostenere economicamente eventuali proposte progettuali che possono favorire la graduale ripresa dello stimolo creativo del settore cultura nella città di Firenze.
L’Estate Fiorentina 2019 è stata l’edizione che ha raggiunto l’apice del successo sia per la qualità degli eventi che per il numero di enti selezionati che, grazie al prezioso impegno e ai talenti espressi, hanno contribuito alla realizzazione della più prestigiosa rassegna estiva degli ultimi anni.
Per questo l’amministrazione vuole “dare un segnale in questo difficile periodo storico a tutti quei soggetti che hanno contribuito al raggiungimento del significativo risultato della rassegna 2019 e che rappresentano per l’Amministrazione un prezioso tessuto culturale fiorentino, meritevole di essere riconosciuto e sostenuto”.
Il Fondo viene quindi istituito “a sostegno di quegli operatori che hanno sede legale a Firenze e che hanno contribuito al successo dell’Estate Fiorentina dell’edizione 2019. L’entità del contributo erogabile a ciascun soggetto richiedente, fino ad un massimo di 2.500 euro, dipenderà dal possesso di uno o più requisiti quali: aver sostenuto spese generali superiori a 1.000 euro per il funzionamento dell’associazione/fondazione/ente no profit durante il periodo emergenza Covid-19 (da febbraio 2020); avere uno o più dipendenti in servizio (almeno 60 giorni) nel corrente anno presso l’associazione/fondazione/ente no profit; aver organizzato e svolto attività culturali in città da febbraio 2020, e/o aver programmato iniziative nell’ambito dell’Estate Fiorentina.
La domanda di partecipazione al bando potrà essere inviata solo in modalità telematica accedendo al seguente indirizzo https://servizionline.comune.fi.it/fondoemergenzacultura, con accesso del legale rappresentante del soggetto richiedente con identità digitale 055055, SPID, CIE (Carta Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Sarà possibile accedere ed inviare l’istanza di partecipazione a partire dalle ore 13.00.00 del giorno 3 agosto 2020 alle ore 13.00.00 del giorno 15 settembre 2020.
Pubblicato da italia&friends su WordPress in : Cultura Arte Spettacolo, Sistema Italia, il 31/07/2020
#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Eredità Bardini” di Elena Tempestini

 

“Eredità Bardini”
di Elena Tempestini
Se Bettino Ricasoli definì ” una tazzina di veleno” il divenire Firenze la capitale del nuovo regno d’Italia, non da meno le diatribe sono continuate nei decenni e non per cosa si vuol conservare o cosa debba essere demolito in nome dello sguardo urbanistico futuro, ma anche su facoltose eredità che sono pervenute per grazia divina a Firenze.
Quando Stefano Bardini, antiquario di altissimo livello mondiale, decise di allestire alla fine dell’ ottocento alcune sale del suo palazzo nelle quali esporre arte per invogliarne i suoi clienti all’acquisto, le fece dipingere di una sfumatura di blu profondo, un personale Blu, divenuto blu Bardini.
I pochi (italiani) che ebbero l’occasione di vederlo lo definirono ” un colore da far alleghire i denti” ” un gustaccio da antiquario antiquato”.
Stefano Bardini usò il blu cobalto proprio per far risaltare meglio le opere, avendo una clientela di alto lignaggio mondiale, si era ispirato ai sontuosi palazzi di San Pietroburgo e agli aristocratici russi che vivevano tra Firenze, Pisa e Roma, prendendo a testimonianza il magnifico palazzo blu che si trova sui lungarni di Pisa e che nel 1773 ospito’ il Collegio Imperiale Greco Russo. Ma il colore blu Bardini fu usato anche da Nelie Jacquemart, collezionista e cliente dell’antiquario, che oggi è’ il prestigioso museo parigino che ospita le sculture rinascimentali italiane. colore osteggiato quel blu cobalto, tanto che tutto fu ripristinato color giallo ocra per la felicità di quei fiorentini che vedevano tazze di veleno ovunque.
Stefano Bardini era divenuto uno dei più potenti mercanti d’arte di un mondo che stava cambiando, un mondo che grazie a Firenze capitale, al suo rifacimento e a alla bella società che vi abitava era freneticamente in fermento.
Stefano Bardini, fu uomo di grande fiuto ed intelligenza per gli affari, le sue trattative erano riguardo a Tiziano, Botticelli e Paolo Uccello, i suoi clienti erano il Louvre o l’Hermitage, coloro che amavano l’arte ed erano direttori di Pinacoteche prestigiose si fermavano in città ad ammirare le collezioni, gli storici quali Berenson ed Horne si privilegiavano della sua esperienza, quanto non da meno i clienti collezionisti come Acton, Vanderbilt, Rothschild.
Bardini poteva trovare il pezzo giusto per tutte le richieste, statue, arazzi e dipinti, mobili e tessuti pregiati anche rinascimentali, le città si trasformavano, nasceva la borghesia industriale e moriva l’aristocrazia che vendeva le proprietà, gli ordini religiosi disperdevano le ricchezze accumulate e non di meno il vizio del gioco rovinava antichi patrimoni che mettevano in gioco anche i titoli nobiliari,, un nuovo secolo si era inaugurato e dalle macerie delle trasformazioni urbanistiche di un nuovo regno, di una nuova nazione chiamata Italia, tutto poteva rinascere di bellezza ed arte.
Alla morte di Stefano Bardini, l’immenso patrimonio, che comprendeva ville, palazzi e opere di inestimabile valore, furono lasciate al Comune di Firenze in segno di gratitudine alla rinascimentale città, all’Atene d’Italia che tanto gli aveva dato come uomo.
Ma le tazzine di veleno sono sempre state preparate ad arte, e le guerre e le sottomissioni purtroppo non solo hanno ucciso fisicamente ma spesso anche moralmente.
Con la nascita del fascismo, il Comune si comportò’ da vero ” tombarolo” nei confronti dell’ immenso patrimonio ricevuto in dono, permettendo che chiunque volesse abbellire gli uffici di potere, saccheggiasse a suo piacimento le stanze contenenti tesori nascosti.
Il figlio Ugo, uomo molto introverso ma sensibile ne rimase talmente ferito da escogitare alla sua morte, avvenuta nel 1965 senza eredi, un testamento molto intricato e vendicativo, che ha richiesto 30 anni per permettere allo stato italiano di risolverlo.
Ugo Bardini nominava erede lo stato svizzero, in seconda il Vaticano e solo in terza lo Stato Italiano, precisamente il ministero della pubblica istruzione, con l’obbligo, in caso di accettazione di destinare l’intera somma ricavata dalla vendita di tutti i beni, alla compravendita su territorio mondiale di una o due opere d’arte di eccezionale importanza anteriori al 1600, da destinare successivamente ai musei della città di Firenze.
Ma come poteva essere venduta una intera eredità che comprendeva infiniti pezzi di inestimabile valore? Come potevano essere venduti palazzi ed edifici storici e monumenti italiani? La ” beffa” pensata da Ugo Bardini forse era proprio quella, aspettarsi che lo stato italiano applicasse la legge di tutela e vincolasse l’eredità per non disperdere il patrimonio.
Le strade che si presentavano non potevano essere molte, lasciare l’eredità inutilizzata ed esposta al degrado, oppure eseguire la volontà testamentaria ed acquisire le opere richieste, e valutate in circa 35 miliardi di lire, ma solo dopo questa operazione il patrimonio sarebbe divenuto proprietà dello stato. Ma la divina provvidenza arriva sempre in aiuto agli impavidi sognatori.
Nel 1975 un giovane Antonio Paolucci catalogò l’eredità Bardini, e quale estimatore e studioso della storia dell’arte, amante vero di Firenze aveva il desiderio di impedire la dispersione del più grande patrimonio artistico privato della città di Firenze.
Nel 1995, grazie al governo tecnico di Lamberto Dini, al ruolo di ministro di Paolucci, l’appoggio di Valdo Spini, Sandra Bonsanti e Giovanni Berlinguer, e dall’allora Presidente della Commissione Cultura alla Camera, Vittorio Sgarbi, si ottenne il miracolo, con il decreto numero 120 del 6 marzo 1996, furono stanziati i soldi per acquisire le opere e districare l’eredità Bardini.
Antonio Paolucci, ministro dei beni culturali istituì’ una commissione composta da Cristina Acidini, ( soprintendente beni artistici e storici Firenze) Evelina Borea, ( ufficio centrale beni culturali ministero) Marco Chiarini ( direttore galleria Palatina Firenze), per individuare le opere da comprare sul mercato internazionale. Il tempo a disposizione non era molto, il governo Dini era un governo tecnico e come tale, temporaneo, bisognava portare a termine l’intricata situazione per il bene di tutti.
Cercare di acquistare opere per 35 miliardi di lire fece sicuramente rumore in tutto il mondo, collezionisti internazionali si mossero sia in occidente che in oriente, proposte arrivarono da antiquari, da galleristi,, da privati e mercanti pubblici, diciamo che la cifra destinata all’acquisto era di notevole entità , ma nonostante ciò trovare opere del prezzo di 15/16 miliardi l’una non era cosa semplice. Altro nodo e altro paradosso, fu lo stemma di Donatello, facente parte della collezione Martelli che era purtroppo giunto legato con una eredità all’arcivescovado che comprendeva anche il palazzo Martelli.
Ma ancora una volta chi ama Firenze ed è’ protetto dalla divina provvidenza giunse in aiuto a dipanare i nuovi nodi, l’avvocato Raffaele Torricelli, uomo di legge ma attivo da decenni nel sociale e nell’arte, Gianni Conti che aveva ricoperto il ruolo di assessore alla cultura e alle belle arti, e tutti i personaggi che gravitavano da anni nel mondo della cultura e dell’arte fiorentina, coloro che da trenta anni vedevano tenute al buio opere meravigliose di inestimabile valore.
Finalmente vennero scelti due pannelli su tavola di Antonello da Messina, perfettamente restaurati, raffiguranti una Vergine con Bambino incoronata da angeli, e un San Giovanni Evangelista.
Finalmente l’eredità Bardini avrebbe potuto essere ammirata da tutto il mondo, visitata dai fiorentini come patrimonio della città. Grazie alla convenzione con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze , e alla costituzione della fondazione Bardini – Peyron, l’ Ente ha disposto dodici miliardi per lavori di restauro e ripristino della villa e del meraviglioso giardino Bardini, giardino romantico all’italiana con parco di quattro ettari situato sulla collina di Belvedere, adiacente a Boboli, oggi aperto al pubblico.
E’ Stupendo poter ammirare il lago, la cascata adiacente alla Kaffehaus gemella di quella che si trova nel giardino di Pitti, la grotta sottostante e la vista panoramica spettacolare su Firenze.
Dopo anni nuovamente la storia si ripresenta, ancora una tazzina di veleno? Forse no, perché nonostante i fumi velenosi che si crearono durante le ricerche di acquisto delle opere da destinare ai musei fiorentini, e per lo stanziamento dei 35 miliardi da parte del governo, le forze e l’impegno avuto nel dipanare i fili di questa immensa eredità oggi sono visibili nella bellezza delle ristrutturazioni avvenute, e nel aver creato all’interno di esse il museo Annigoni, il museo Roberto Capucci e le mostre internazionali che si susseguono durante l’anno con visite al giardino.
Oggi si ripresenta l’attenzione all’ eredità Bardini, alle due tavole di Antonello da Messina acquistate nel 1996, che facevano parte di un polittico che l’artista aveva dipinto per la chiesa di San Giacomo a Caltagirone, la tavola con il San Benedetto fu acquistata dal professor Zeri della Regione Lombardia nel 1995, ed esposta al Castello Sforzesco dove si trova ancora oggi.
Il professor Vittorio Sgarbi, insieme al ministro Franceschini e al direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, hanno portato avanti il desiderio di ricomporre il trittico,sperando in una serena conclusione, grazie all’esposizione di Expo 2015 le tavole potrebbero essere ricomposte ed esposte a palazzo Bagatti Valsecchi, e successivamente esposte complete a Firenze per 20 anni, in cambio gli Uffizi cederanno la Madonna con Bambino di Vincenzo Foppa, pittore lombardo.
Chissà se tra le ombre e i nodi di ormai decenni i Bardini saranno felici, chissà se i fiorentini apprezzeranno ciò che è’ stato fatto per accrescere la città donandole quattro ettari di bosco, giardino, orto e frutteto sopra le antiche mura medioevali, se il restauro sapiente di antiche opere restituite al patrimonio cittadino e il restauro totale del museo che dona una chiave di lettura dell’arte rinascimentale Fiorentina, racchiusa in un oasi sconosciuta del cuore cittadino, non sarà vista come l’ennesima tazzina di veleno del Bettino Ricasoli, ma come una opportunità di valorizzare un patrimonio inestimabile donato alla città di firenze da chi ha amato veramente la sua arte e ciò che rappresenta nel mondo.
Elena Tempestini Scrittrice, Giornalista e Fotografa, Ricercatrice e Scrittrice dei contenuti per siti turistici. Dai percorsi emozionali ai siti di interesse storico. Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“AmbaStore” Il Virtual Point di Italia&Friends

“AmbaStore”
Il Virtual Point di Italia&Friends

 

Finalmente una spazio, se pur virtuale, dove ritrovarsi, per potersi permeare di tutto il Bello e il Buono che c’è, nelle Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
In AmbaStore, per rendere piacevole il vostro stare, abbiamo realizzato una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e un Travel Point, venite a trovarci, l’AmbaStore potrebbe anche entusiasmarvi.
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“L’AmbaStore” di Italia&Friends

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Finalmente una spazio, se pur virtuale, dove ritrovarsi, per potersi permeare di tutto il Bello e il Buono che c’è, nelle Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
In AmbaStore, per rendere piacevole il vostro stare, abbiamo realizzato una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e un Travel Point, venite a trovarci, l’AmbaStore potrebbe anche entusiasmarvi.
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“Salvatore, Shoemaker of Dreams”, un film di Luca Guadagnino, fuori Concorso alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia.

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“Salvatore, Shoemaker of Dreams”, un film di Luca Guadagnino
Tutto ha inizio nel 2017, dalla lettura di Luca Guadagnino dell’autobiografia del calzolaio e imprenditore italiano, Salvatore Ferragamo. Ispirato dalla lettura della avvincente vita di Salvatore, Guadagnino decide di contattare la famiglia Ferragamo che gli apre le porte degli archivi del marchio, concedendo interviste, partecipando aneddoti, informazioni e le ultime preziose testimonianze di Wanda Miletti, moglie di Salvatore.
Per tre anni la Fondazione e il Museo Salvatore Ferragamo hanno lavorato a fianco del Regista e della Sceneggiatrice Dana Thomas, mettendo a disposizione diverse competenze e conoscenze di carattere storico.
Una particolare rilevanza rivestono nel film le registrazioni della voce di Salvatore Ferragamo, che narra alcuni capitoli della sua autobiografia e le interviste radiofoniche rilasciate in Australia, tutte restaurate per l’occasione.
“È con grande emozione – afferma Ferruccio Ferragamo – che abbiamo appreso la notizia che il film, sulla vita di mio padre, sarà presentato al prossimo Festival di Venezia.
È un onore per me e per la mia famiglia tutta che un autore come Luca Guadagnino si sia appassionato alla nostra storia familiare trasformandola in un racconto per il grande schermo”.
Un’opera quella di Guadagnino che marca il percorso artistico, umano e imprenditoriale di Salvatore Ferragamo, tra l’Italia e l’America, due mondi tra loro diversissimi, ma anche fortemente interconnessi.
Un lungo itinerario che ha inizio in Campania, la sua Terra d’origine, per arrivare negli Stati Uniti, da apprendista ciabattino a Napoli a proprietario dell’Hollywood Boot Shop in California.
Poi il grande ritorno in Italia e la scelta di vivere e lavorare a Firenze.
L’avvincente storia dell’abile artigianato divenuto imprenditore di successo, magistralmente rappresentata da Guadagnino, che ci partecipa una vita ricca di genio e intuito e tanta Arte.
Riccardo Rescio
#tuttoilbelloeilbuonochece
http://www.ferragamo.com

“Firenze rinascerà più bella, chi la ama si faccia avanti”

“Firenze rinascerà più bella, chi la ama si faccia avanti”

Chi ha a cuore Firenze si faccia avanti.
E’ uscito l’avviso pubblico per la ricerca di sponsorizzazioni per interventi di restauro sui beni culturali della città e ci sono progetti per tutti i gusti e per tutte le tasche: dall’illuminazione del Cortile di Michelozzo ai monumenti dedicati agli eroi del Risorgimento, dal restauro delle targhe dantesche ai lavori in varie basiliche.
Dario Nardella, Tommaso Sacchi

Il bando è consultabile al seguente link:

Fai clic per accedere a avviso%202020%20giugno%28firmato%29.pdf

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

“Scuole d’Arte & Mestieri” di Riccardo Rescio

“Arti & Mestieri”
di Riccardo Rescio

Le Scuole dei mestieri d’Arte in Italia, sono finalmente rappresentate in una dettagliata mappatura dedicata alle nostre Eccellenze Formative.

Un motivo di pregio e orgoglio, una grande tradizione, che partendo dalle prestigiose Botteghe Artigiane, ha fatto conoscere, il genio, la creatività, la manualità, dei nostri Maestri Artisti/Artigiani al mondo intero.

Nel nuovo sito dell’Associazione OMA, Osservatorio dei Mestieri d’Arte, nella sezione “Eccellenze in formazione”, finalmente l’opportunità, completa ed esaustiva, per l’orientamento post diploma.
Sono oltre 50 le Scuole dei Mestieri d’Arte sul territorio nazionale, finalmente raccolte in una particolareggiata mappatura, che ne racconta la nascita, le caratteristiche e le informazioni utili.

“Eccellenze in formazione” è il nome dell’iniziativa promossa dall’Associazione OMA, che le ha dedicato una intera sezione del proprio nuovo sito.

ECCELLENZE IN FORMAZIONE


“Eccellenze in formazione” è una fotografia della realtà italiana del sistema formativo pubblico, privato e aziendale destinato all’orientamento di studenti interessati a percorsi di qualità nelle discipline Artistiche collegate ai Mestieri Artigianali.

Del network fanno parte realtà d’Eccellenza provenienti da 12 Regioni Italiane, le attività formative sono divise in sei macro settori di insegnamento, Oreficeria e Gioielleria, Pelletteria e Calzature, Pietre Dure, Falegnameria e Restauro, Sartoria, Accessori e Mestieri della Moda, Vetro e Ceramica, Multidisciplinari.

Solo per citare alcuni dei nomi più rinomati del territorio fiorentino, che fanno parte del circuito, l’Opificio delle Pietre Dure, LAO Le Arti Orafe, l’Istituto dei Mestieri d’Eccellenza LVMH, Antonio Liverano School, Palazzo Spinelli, Metallo Nobile, oltre ai corsi di Conservazione dei Beni Culturali del Centro La Venaria Reale o quelli per mosaicisti a Spilimbergo.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Che Italia” Quella delle buone idee destinate al successo” di Riccardo Rescio

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“Che Italia” Quella delle buone idee destinate al successo.
di Riccardo Rescio
Il progetto strategico di affidare, nell’arco della giornata, gli spazi del Teatro della Pergola e del Teatro Era di Pontedera, per far tenere lezioni ai giovani studenti con i loro insegnanti, è stato fortemente voluto dal Comune di Firenze, in particolare dal Presidente del Teatro della Pergola Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, del Comune di Firenze, con il sostegno dall’Assessora all’Educazione Sara Funaro e il condiviso entusiasmo dei soci della Fondazione, per una nuova identità del Teatro.
L’iniziativa è stata sottoposta, durante gli Stati generali del Governo, direttamente all’attenzione della Ministra Lucia Azzolina da Monica Guerritore, una Artista impegnata nella attività di rilancio del progetto pilota in sostegno alla Scuola del nostro Paese.
La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha visitato lunedì 27 luglio il Teatro della Pergola di Firenze, che primo in Italia ha deciso di aprire da settembre i propri spazi alle attività didattiche. Una grande intuizione destinata a valorizzare l’importante funzione dell’Arte, in qualsiasi forma si possa mostrare, nella formazione Culturale dei nostri ragazzi.
Gli onori di casa sono stati fatti da Marco Giorgetti, Direttore Generale del Teatro della Toscana, con lui Luigi Salvadori, Presidente della Fondazione CR Firenze, Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, Sara Funaro, Assessore all’Educazione del Comune di Firenze, Francesco Mori Assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Pontedera, Ernesto Pellecchia, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana, Roberto Curtolo, Dirigente USR Toscana, Carla Busconi, Dirigente dell’Istituto Comprensivo ”Centro Storico Pestalozzi” della città di Firenze.
Dopo aver visitato le bellissime sale del Teatro e gli spazi che potranno essere destinati ad accogliere studenti e insegnanti, la Ministra ha sottolineato la straordinaria opportunità che partendo da Firenze, Città d’Arte per antonomasia, viene offerta ai giovani.
Gli spazi saranno anche a disposizione per le attività individuate e gestite da Manu Lalli con l’associazione “Venti Lucenti”.
“Ringraziamo la Ministra – hanno dichiarato gli Assessori Sacchi e Funaro – che ha subito colto l’importanza del nostro progetto.
Come Comune e come Pergola saremo al fianco dei ragazzi per garantire il diritto e anche il dovere di lezioni in presenza, in completa sicurezza.
Ci auguriamo che altri spazi culturali, dai teatri ai cinema, vogliano seguire l’esempio della Pergola.
Siamo pronti a promuovere un confronto con i dirigenti scolastici e con i referenti degli spazi culturali della città e mi auguro che nessuno si tiri indietro.
In ballo c’è il futuro dei bambini e dei giovani”. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze #cheitalia

”Fate le vacanze in Italia” L’appello di Diego Della Valle, per Estate 2020. di Riccardo Rescio

https://tg24.sky.it/cronaca/2020/07/26/appello-della-valle-vacanze-italia

“Che Italia”
Non certo quella dell’ “Armiamoci e partite” e neanche quella dell’ “Andate avanti voi, che poi vi seguo”. Per tutti noi è il momento di dare concretezza a quell’amore che diciamo di avere per il nostro Paese, è l’occasione per fare qualcosa, è tempo di cogliere una opportunità, facendo nostro, l’appello di Diego Della Valle, di fare le vacanze in Italia, auspicando al contempo che tutto il mondo imprenditoriale Italiano faccia altrettanto, come in misura maggiore e in continuità temporale, devono fare le Istituzioni Nazionali, Regionali, Comunali, le Associazioni, le Organizzazioni di categoria e di volontariato. Ora più che mai le “Vacanze Italiane”, si possono fare e al di là delle contingenti difficoltà oggettive che il nostro Paese sta vivendo, si possono e si devono fare anche per un motivo meramente opportunistico, perché scegliendo di passare le vacanze in Italia, un considerevole numero di persone potrà finalmente scoprire le innumerevoli, straordinarie, meraviglie del nostro Paese, che la maggior parte di noi ignora,  prendendo finalmente piena consapevolezza di tutto il Bello e il Buono che abbiamo nelle Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni.
Perché lo si voglia o no, lo si sappia o meno, l’Italia è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, in un Territorio fra i più ambiti e amati al mondo.
Milioni di persone lo sanno e ci hanno scelto negli anni e continueranno a farlo in futuro. Che Italia sarebbe, se noi stessi Italiani, optando per le vacanze all’estero, continuassimo a ignorarne le tantissime peculiarità Territoriali, Artistiche, Culturali, Agroalimentari, Enogastronomiche, Folcloristiche, Artigianali, Produttive, che ci caratterizzano e identificano. Ogni singolo Luogo della nostra Penisola delle Meraviglie e delle sue straordinarie Isole, ha sempre una affascinante Storia da raccontare, un bellissimo Posto da far vedere, uno squisito sapore da far assaggiare e un coinvolgente evento da far vivere. #vivilitalia
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“Emozioni Sensoriali” di Riccardo Rescio

“Emozioni Sensoriali” di Riccardo Rescio

Nel Borgo di S. Niccolò, una strada stretta, caratteristica e suggestiva, parallela all’Arno, nel cuore di Firenze, che porta nel centro del caratteristico Borgo cittadino, che ha lo stesso nome, c’è la OL’Factory, del Maestro Profumiere Sileno Cheloni, ovvero l’affascinante posto per la realizzazione di profumi esclusivi e personalizzati.
La OL’Factory, dal latino olere e facere, annusare e fare, è lo spazio completamente dedicato alla Mission del Maestro Profumiere Sileno Cheloni, ovvero la realizzazione di profumi esclusivi e personalizzati, una vera bespoke experience che coinvolge la totalità dei sensi. Nell’attraente e intrigante negozio è impossibile non cedere al fascino, semplice e antico mondo, intimo e misterioso, delle profumazioni. Varcandone la soglia, come per magia, ci si trova nel regno incontrastato delle fragranze, per il piacere dei cinque sensi, vista, tatto, gusto, udito e olfatto, una emozione esperienziale da non perdere. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Firenze ha bisogno del mondo e il mondo ha bisogno di Firenze”
Promuoviamo questa straordinaria Città in Italia e in ogni dove le nostre voci possono arrivare.
La maggior parte di noi possiede uno o più strumenti dalle innumerevoli potenzialità, adoperiamoli i nostri smartphone per farci del bene, promuoviamo per noi e per il mondo intero, tutto il Bello e il Buono che abbiamo intorno.
Grazie a tutte le persone che, anche attraverso la condivisione di un post, daranno reale consistenza all’amore che affermano di avere per Firenze e per il nostro Paese.
Riccardo Rescio per Italia & Friends
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“Si dice, ma non si fa” di Riccardo Rescio

“Si dice, ma non si fa” di Riccardo Rescio

Pinocchio di Caterina Balletti

Sinceramente in quanto a spot accattivanti, “Poste Italiane”, potrebbe competere con la creatività dell’insuperato Maestro della Comunicazione Pubblicitaria Italiana, Armando Testa.
Comunicare è vitale per tutti, per una Azienda che della Comunicazione ne fa il proprio postulato, diviene inalienabile.
Cosi facendo, si dice, si dice molto bene, si dice di tutto e anche tanto di più, ma poi non si fa ciò che così amabilmente si afferma.
“Il Cambiamento siamo noi”

“Il futuro del volto umano”

“Cambia la prospettiva”

“Cambiare è il modo migliore per crescere”

“Dillo a Poste Italiane” è il nuovo slogan, che ci invita e ci permette di esprimere considerazioni e suggerimenti interloquendo direttamente con il Management e forse anche con AD Matteo Del Fante e il suo BD Giuseppe Lasco.
La Coerenza vorrebbe, ragion veduta forse no, ma essere convinti del proprio dire, sta solo ed unicamente nell’attuare, il detto, per non perdere del tutto la credibilità.
Se “Poste Italiane” volesse realmente dare seguito alle proclamate e reiterate enunciazioni, di indubbio impatto emotivo, quella che è una fra le più grandi e strategiche Aziende Italiane, potrebbe realmente offrire al nostro Paese la opportunità, necessaria ed indispensabile alla valorizzazione di tutte le potenzialità, ancora inespresse, del comparto Turistico, offrendo attraverso la propria Rete, prodotti e servizi, sia per l’utenza Nazionale, che per quella internazionale.
Purtroppo però si ha l’impressione che una voluta e mal celata “Cecita’”, impedisca di realizzare quella che è certamente l’innovazione più sinergica, funzionale, per la Struttura più conosciuta, diffusa, radicata, realtà quale è quella di “Poste Italiane”.
La capacità di compiere scelte, si sa, fa passare alla Storia di un Paese chi le compie, la capacità di coniare slogan, invece è tutta un’altra storia.
Lo avete chiesto, con “Dillo a Poste Italiane”,
noi lo abbiamo anche scritto. (https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2242192922499169&id=100001254482577) gennaio 2019
Riccardo Rescio
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“Orientarsi al futuro” Camera di Commercio Firenze

Auditorium della Camera di commercio di Firenze

“Orientarsi al futuro”
Camera di Commercio Firenze
L’orientamento è sempre stata la prima necessità per qualsiasi viaggiatore di qualunque Tempo, l’osservazione degli elementi naturali da prima, attraverso le strumentazioni sempre più sofisticate poi.
Tutti noi siamo stati esploratori e per alcuni versi continuiamo ad esserlo di un oggi e di un auspicabile domani, ma i nostri ragazzi lo sono certamente e il loro viaggio è verso il futuro che gli attende.
La necessita di strumentazioni adeguate per intraprendere il giusto percorso, diverso per ognuno di loro, diviene quanto mai necessario ed indispensabile.

“Orientarsi al futuro” è un programma di incontri gratuiti offerti agli studenti delle scuole secondarie superiori di Firenze da parte del network dei soggetti aderenti alla convenzione con lo scopo di fornire utili spunti e riflessioni per le future scelte di studio e di lavoro.
Gli incontri, organizzati e calendarizzati dalla Camera di Commercio e da un gruppo di coordinamento, si terranno sia in presenza a scuola che a distanza e prevedono dei focus su impresa, libere professioni e lavoro che saranno adattati al campo di competenza ed alle specializzazioni degli studenti.
Il 22 luglio 2020, presso l’auditorium della Camera di commercio, è stato firmata la convenzione, tra Camera di commercio, Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale ed altri 36 soggetti tra Ordini Professionali, Associazioni di categoria, Associazioni di consumatori, Organizzazioni sindacali e altri soggetti, che rinnova un progetto che l’Ente Camerale porta avanti da circa 20 anni.

Giuseppe Salvini, Segretario Generale Camera di commercio di Firenze

Niccolò Manetti, Vice Presidente della Camera di Commercio di Firenze

Riccardo Rescio
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Pubblicato da italia&friends su WordPress il 23/07/2020

“Lungarno Acciaiuoli” Città di Firenze


‘Rinasce’ in pietra il Lungarno Acciaiuoli, uno dei luoghi più suggestivi di Firenze, tra Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita sulla riva destra dell’Arno.


A tagliare il nastro, mercoledì 22 luglio 2020, il sindaco di Firenze Dario Nardella e Leonardo Ferragamo, Presidente della Lungarno Alberghi e CEO Palazzo Feroni Finanziaria. Il rifacimento del Lungarno è stato finanziato in parte da Lungarno Alberghi Srl, la Società di gestione alberghiera di proprietà della famiglia Ferragamo, e da Palazzo Feroni Finanziaria, attraverso un’erogazione liberale Art-Bonus. Il costo totale dei lavori è stato di un milione e 300 mila euro, ripartito anche tra i soggetti gestori dei sottoservizi.


L’inaugurazione, avvenuta nel pieno rispetto delle misure di sicurezza anti Covid, ha visto la partecipazione del Corteo Storico della città di Firenze, una esibizione degli sbandieratori e un momento musicale con la straordinaria voce del tenore Maurizio Marchini.

Il vecchio asfalto della strada è stato sostituito con pietra alberese e i marciapiedi rifatti in pietra arenaria fiammata. Tutto ciò che appaga l’occhio, per questo luogo di straordinaria Bellezza, è al top, come tutto ciò che non si vede e che riguarda la messa in sicurezza dei sottoservizi, cioè tutto ciò che non è visibile, ma che rende la nostra vita sempre migliore e più vivibile.

Anche in questa occasione, nel cuore di Firenze, a pochi passi da Ponte Vecchio, una ulteriore dimostrazione che investire nella Città d’Arte per antonomasia, è possibile, giusto e necessario e che la collaborazione, il connubio, la sinergia tra Pubblico e privato è una forma di investimento da implementare, per rendere questa straordinaria Città sempre più vivibile per i propri cittadini e sempre più attrattiva per il Turismo che ama permearsi del Bello.

Tutto ciò è possibile, fattibile, incontrovertibile. Un esempio per l’Italia e per il mondo intero.

Riccardo Rescio per Italia&friends Firenze mercoledì 22 luglio 2020

Dario Nardella Leonardo Ferragamo

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“Scilironi” di Daniela Padelli “Radici di una identità”

“Scilironi” olio su tavola di Daniela Padelli

“Scilironi” di Daniela Padelli ”Radici di un’identità”
è un progetto di ricerca applicata al territorio del Mandamento di Sondrio finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, in questo progetto interdisciplinare confluiscono “sottoprogetti” tra questi quello che il professor Stefano Lucarelli ha realizzato con i suoi studenti in collaborazione con la Università di Bergamo e che riguarda il recupero dell’antico borgo di Scilironi in comune Spriana.
Spriana è un paesino di soli 84 abitanti, uno dei comuni più piccoli della provincia di Sondrio.
Di Spriana fa parte il bellissimo borgo di Scilironi un nucleo abitato aggrappato ad alcuni massi sopra un dosso affacciato sul fiume Mallero.
Fino al 1600 questa piccola frazione era abitata dai componenti delle famiglie di origine spagnola da cui ha preso il nome.
Scilironi era un nucleo rurale , con viuzze ripide e scalini intagliati nella roccia, cortiletti e case nere da cui spiccavano finestrelle bordate di calce bianca e tipici ballatoi in legno: poi arrivò il declino dovuto alla emigrazione dei suoi abitanti che si spinsero negli anni cinquanta in Argentina e Australia.
Tra il 1960/65 l’incombente pericolo di una frana ha costretto il comune ad evacuare il resto della popolazione portando il paese al quasi totale spopolamento.
Scilironi è un borgo davvero suggestivo che merita di essere visitato.
La conoscenza e la consapevolezza di ciò che ci circonda ci permette di ritrovare il legame con il territorio e con le nostre radici e cosi possiamo imparare a preservarlo e a tramandare la memoria identitaria di cui esso è testimone.
A questo proposito occorre segnalare che esistono fondi Europei per lo sviluppo locale della “città dispersa” la definizione tende a sottolineare il tema principale di questo progetto Europeo che si propone il rilancio del patrimonio culturale,edilizio e paesaggistico dei centri abitati dispersi nel territorio.
Per ulteriori informazioni vedi :
http://www.cmsondrio.it – pagina facebook : le radici di una identità.

Daniela Padelli,
già Docente di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Assaggia l’Italia ApS, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends https://www.spaziod.net/wp/  #spaziodculturaebellezza #tuttoilbelloeilbuonochece

“Spiegare, per non dimenticare” di Riccardo Rescio

“Spiegare, per non dimenticare”
di Riccardo Rescio
Non dare mai niente per scontato, spiegare, far capire, rendere partecipi dei sacrifici anche estremi, che Donne e Uomini, delle istituzioni e normali cittadini, hanno patito, in mome di ideologie aberranti, come sono aberranti tutte le ideologie.

https://youtu.be/LdffRZuNYQw
Le date fissano momenti, i più diversi e svariati, che molti di noi amano ricordare, festeggiare, onorare, questo è buono e bello, ma anche necessario affinché ciò che nel tempo è stato rimanga nella memoria dei singoli e delle collettività.
Date e dati, gioia e delizia degli studenti di tutti i tempi, anniversari e ricorrenze, obbligatorie per le istituzioni, consuetudini da praticare in famiglia, con gli amici, nel lavoro, per piacere o per calcolo opportunistico.
Ecco che compleanni, onomastici, ricorrenze, divengono riferimenti temporali di cui dobbiamo conservare il necessario ricordo.
Ma la sola celebrazione o festeggiamento, senza la consapevolezza del profondo significato legato a quelle date, è solo un rituale convenzionale, che paradossalmente tradisce il valore intrinseco che quell’evento ha determinato, nella sfera personale o in quella di una determinata collettività.
La Storia purtroppo è sempre disponibile a pezzi sparsi, suddivisa un po’ tra chi l’ha realmente vissuta, un po’ tra chi volutamente la travisa e solo un po nei reperti oggettivi, inconfutabili, difficilmente utilizzabili a fini di Parte. Si perché la Storia, quella con la lettera maiuscola, viene usata spesso a fini di parte, quando addirittura non la si insegna per niente, o quando la si partecipa solo parzialmente e ancora quando invece la si travisa volutamente.
In attesa che il racconto dei fatti accaduti venga partecipato nel modo giusto, per non dover subire passivamente l’oggi, dobbiamo, andarceli a cercare questi pezzi di Storia sparsi. Le date sono senza dubbio cronologicamente importanti, ma divengono momenti determinanti nella formazione, solo se accompagnate dal costante, perpetuo, insegnamento che quelle stesse date vogliono ricordare, ma ancor più importante sono le Donne e gli uomini che quegli avvenimenti hanno concorso a determinare.
Per tutti i giorni che verranno alle Donne e gli Uomini di ieri va il nostro commosso ricordo e il grande rispetto, alle persone di oggi, che continuano a combattere giorno dopo giorno una battaglia di Legalità e di emancipazione, non dobbiamo mai far mai mancare il sostegno e l’approvazione che meritano.
Non bastano più le parole formali, le espressioni di circostanza, le citazioni opportunistiche del momento, occorrono, azioni, comportamenti, riconoscimenti sostanziali. Le ricorrenze sono giornate della Memoria, anniversari per non dimenticare gli orrori e le aberrazioni dell’animo umano, poiché ogni momento di rapporto e di confronto con i nostri simili è necessario per non ripetere le atrocità commesse, ogni momento e utile per non accettare anche i piccoli segni di intolleranza. “Gli Uomini passano, le Idee restano” #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Che Italia” giugno 2020 di Riccardo Rescio

“Che Italia” giugno 2020
di Riccardo Rescio

Certamente quella della Cultura, quella che lo si voglia o no, per ciò che ci è dato di sapere, rappresenta il faro, il riferimento, il punto fermo del Sapere universale, prendiamone conoscenza e coscienza, perché è da questa consapevolezza che dipende il nostro futuro.

Bisogna investire sulla Cultura, è necessario insegnarla, parteciparla e condividerla con il mondo.
Il nostro Patrimonio Artistico, Territoriale, Agroalimentare, Enogastronomico, non ha che da essere convenientemente censito, organizzato, tutelato, valorizzato e adeguatamente comunicato.

Per fare tutto ciò non servono nuove realtà, ma una concreta capacità prospettica, che ponga al primo posto la valorizzazione di ciò che caratterizza e identifica le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni.
Ci vuole organizzazione, interconnessione, collaborazione e sinergie tra le mille realtà che esistono e operano nei rispettivi comparti, in modo scoordinato, senza una visione unitaria, spesso con una autonomia economica e gestionale fine a se stessa, finalizzata alla propria sopravvivenza e non al beneficio comune dell’intero Paese.
Un assurdo e inutile dispendio di energie e di pubblico denaro, che se più oculatamente adoperati, determinerebbero un maggiore ritorno, di visibilità, credibilità e benessere sui singoli territori.

Non si può e non si deve più pensare a piani di programmazioni, valorizzazione e sviluppo del Turismo in entrata e di incremento dell’export, in modo settoriale, ognuno per proprio conto.
È necessario, indispensabile, un Marketing Territoriale, a carattere Regionale, coordinato a livello istituzionale centrale, che censisca tutto il Bello e il Buono che abbiamo.

È determinante che ogni singola peculiarità Territoriale sia irrimediabilmente legata al proprio Luogo di origine, un “Circolo Virtuoso” che esalti gli uni e gli altri.
È indispensabile che le nostre 20 Regioni, non si propongano in ordine sparso e tra loro in concorrenza, per strapparsi qualche turista in più, a scapito delle consorelle, ma è opportuno che guardino con maggiore realismo al potenziale bacino di utenza costituito dal mondo intero, a cui sarebbe utile far conoscere, in modo adeguato ai tempi, l’ampia e variegata offerta attrattiva che solo l’Italia, nel suo insieme, è in grado di offrire.

Pensare che la Cultura sia solo dispensare nozioni, da parte di alcuni saggi per pochi eletti, finalizzata a riempire contenitori vuoti, è pura demagogia, l’accesso alla Cultura deve essere condizione diffusa e trasversale, una Cultura che, se adeguatamente trasmessa, diviene il tasto che mette in funzione l’elaboratore celebrale, che ognuno di noi possiede nelle proprie teste.
Solo attraverso la Cultura, non quella nozionistica naturalmente, ma ovviamente quella che informa e forma, si porterebbero scoprire le mille opportunità che la nostra straordinaria Terra ci offre.

Bisogna sollecitare la capacità di guardare e non solo vedere, attivare quella particolare condizione che ha contraddistinto l’ultimo dopoguerra, quando la necessità diveniva virtù, stimolando la creatività, l’intuito, il genio, che non nasceva dalla Cultura, ma dal bisogno di ricostruire un Paese distrutto, ora non dobbiamo per fortuna nostra, rimuovere macerie, materiali e psicologiche, non dobbiamo ricostruire case dove abitare e laboratori, fabbriche dove produrre, ora dobbiamo solo cambiare modo di vedere, iniziare a guardare con attenzione per poter valorizzare tutto ciò che ci rende unici al mondo.
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“La Città dei Lettori” dal 27 al 30 agosto a Villa Bardini

“La Città dei Lettori”
dal 27 al 30 agosto a Villa Bardini.
Firenze, Regione Toscana, Italia “La Città dei Lettori”, la manifestazione dedicata al libro e alla letteratura ideata e curata dall’Associazione Culturale Wimbledon con la direzione di Gabriele Ametrano, vedrà nell’edizione 2020 circa 40 eventi e oltre 30 ospiti d’eccezione.

Conferenza Stampa del 17 luglio 2020 a Villa Bardini Firenze

Questa terza edizione del festival, da luglio fino a settembre, che vedrà un nutrito programma di incontri e appuntamenti speciali, che si snoderanno tra Arezzo, Calenzano e Firenze, avrà il suo cuore a proprio nella splendida Villa Bardini.
L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, Comune di Calenzano e Biblioteca Civica di Calenzano, con il sostegno di Unicoop Firenze, IED Firenze, la gentile collaborazione dell’Estate Fiorentina 2020 del Comune di Firenze e della Fondazione Casa Museo Ivan Bruschi, amministrata da Ubi Banca.

da sinistra Tommaso Sacchi, Luigi Salvadori, Carlo Sisi, Gabriele Ametrano

Un ulteriore conferma che le collaborazioni e le sinergie tra realtà diverse, tra Pubblico e Privato, non solo sono possibili, ma divengono necessarie ed indispensabili per raggiungere obiettivi di ampio respiro, che coinvolgano un sempre maggiore numero di persone.
L’Arte, in ogni sua forma e manifestazione, come sempre funge da apripista, l’auspicio è che possa costituire quel riferimento miliare, sulla giusta strada da percorre, in tutti i campi e settori, per una vera crescita sociale diffusa.
Riccardo Rescio#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“I Lupi in Arrivo” del Maestro Cinese Liu Ruowang

“I Lupi in Arrivo”
del Maestro Cinese Liu Ruowang

Un branco di cento Lupi in ferro, ciascuno del peso di 280 kg, è l’opera realizzata da Liu Ruowang, lupi che sembrano attaccare un imponente guerriero.
Dal 13 luglio al 2 novembre i cento grandi lupi occuperanno due prestigiose piazze della città, Piazza Pitti e Piazza della SS. Annunziata Spedale degli Innocenti. ‘‘I lupi in arrivo’’, è la monumentale installazione del Maestro Ruowang, resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Firenze, le Gallerie degli Uffizi e Matteo Lorenzelli, titolare della galleria milanese Lorenzelli Arte.
I lupi che compongono questa installazione fronteggeranno due edifici emblematici del Rinascimento, Palazzo Pitti e lo Spedale degli Innocenti, dove il grande Filippo Brunelleschi ebbe modo di mettere in pratica la sua concezione dello spazio, delle proporzioni, del ritmo architettonico
I Lupi di Liu Ruowang si prestano ad una molteplicità di interpretazioni, una allegoria del perenne confronto tra la natura e l’uomo, uno stimolo per capire chi sia in realtà più feroce, più pericoloso, più dannoso, la considerazione se siano i lupi che attaccano o se in realtà sono costretti a difendersi e ancora se siamo noi i lupi e il guerriero che brandisce l’arma è l’istituzione che tiene a bada tutti, contrapponendo minaccia a minaccia, naturalmente non vi è, non deve esserci, una sola lettura. Anche se l’opera è antecedente alla pandemia, in questo particolarissimo momento assume ancor più significati e stimoli, per riflessioni più che mai profonde. L’Arte ha la capacità di raccontare il passato, spiegare il presente, predire il futuro, ma come sempre il tutto è leggibile unicamente da chi ha voglia di capire e si impegna a comprendere, interpretare i segni che l’Arte, in tutte le sue forme espressive, marca, segna, incide.
I cento lupi, ora più che mai, sono sicuramente un forte, potente, disperato, appello alla salvaguardia ambientale di tutto il pianeta.
Questo dei “Lupi in arrivo”, è il primo evento in uno spazio pubblico all’aperto a Firenze, che vede impegnati il Comune e gli Uffizi dopo i mesi di lock down. Il progetto è stato ideato in occasione delle celebrazioni dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Popolare Cinese e reso possibile dalla collaborazione tra Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, il Sindaco di Firenze Dario Nardella e Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, sempre del Comune di Firenze, che hanno messo a disposizione due prestigiosi spazi tra i più simbolici di Firenze. Un importante evento che oltre al consolidamento dei rapporti fra Nazioni e Popoli, attraverso l’Arte costruisce, rafforza, intensifica, la cultura del bene comune, così prepotentemente messo in luce dall’episodio pandemico che ha pesantemente coinvolto buona parte di mondo.
Prima di arrivare a Firenze, il branco di lupi di Liu Ruowang, avevano, con un grande coinvolgimento di pubblico, presidiato Piazza Municipio a Napoli. Lo sbarco della grande installazione nel Capoluogo Toscano segna un ideale passaggio di consegne tra i sindaci Luigi De Magistris e Dario Nardella, che hanno dimostrato di credere al messaggio potente della imponente opera dell’Artista Cinese. Dal 13 luglio al 2 novembre i cento lupi dell’Artista Cinese Liu Ruowang, occuperanno, per il piacere, lo stupore dei Fiorentini e dei suoi graditissimi Ospiti, le due prestigiose piazze della città.Riccardo Rescio

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“Museo Stefano Bardini” di Riccardo Rescio

“Museo Stefano Bardini” di Riccardo Rescio

Il Museo Bardini, costituisce il lascito testamentario, a favore del Comune di Firenze, dell’antiquario Stefano Bardini (1836-1922) Il palazzo che ospita il museo, fu costruito da Stefano Bardini nel 1880, acquistando un complesso di edifici di varie epoche, fra i quali la chiesa sconsacrata di San Gregorio della Pace, edificata fra il 1273 e il 1279 su un terreno dei banchieri Mozzi per volere di papa Gregorio X a celebrazione della pace fra guelfi e ghibellini. Passata sotto il patronato dei Bardi, nel 1600 la chiesa fu ceduta ai Chierici Regolari Ministri degli Infermi o Padri del Ben Morire; nel 1775 l’ordine fu soppresso e chiesa e convento tornarono di proprietà dei Mozzi, che nel 1880 li misero in vendita. I vari edifici, facenti parte della proprietà Bardini, furono trasformati in un imponente palazzo eterogeneo, utilizzando per la costruzione materiali di spoglio, come architravi scolpite, camini e scalinate, pietre medievali e rinascimentali, soffitti a cassettoni dipinti, al primo piano della facciata, le mostre delle finestre provengono dagli altari di una chiesa demolita a Pistoia. Il complesso della proprietà Bardini era molto vasto vi appartenevano anche il duecentesco Palazzo Mozzi, anch’esso affacciato sulla piazza, e il parco storico che si estende per quattro ettari sulle pendici del colle di Belvedere, il famoso Giardino di Villa Bardini, recentemente restaurato, con una magnifica terrazza Belvedere con una vista mozzafiato sulla Città di Firenze, nel quale si trovavano una Villa con una loggia anch’essa panoramica, rimesse, laboratori, alloggi di servizio, sale di esposizione e depositi.

Alla morte di Stefano Bardini, avvenuta nel 1922, il palazzo venne ereditato dal Comune di Firenze, che lo trasformò nel museo civico della città.
Per quasi un decennio il Museo è rimasto chiuso per restauri, iniziati nel 1999 e successivamente riaperto al pubblico il 4 aprile 2009
Il Museo, che ha accesso in via dei Renai 37 e merita veramente di essere visto.

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“A piedi nudi… sulle Rampe del Poggi” di Marco Borrelli

La bella fotografia di Marco Borrelli che fissa un momento della festa, organizzata dalla Fondazione CR Firenze per la città, in occasione della riapertura delle Rampe del Poggi.

È proprio questa immagine ad essere tra le vincitrici del contest promosso tra i propri associati da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) e da Assifero (Associazione italiana delle Fondazioni ed Enti della filantropia istituzionale). Le foto vincitrici concorreranno al concorso europeo “Focus: Philanthropy” promosso da Dafne, il network europeo delle Associazioni Nazionali di Fondazioni ed Enti della filantropia Istituzionale, per valorizzare il loro lavoro svolto in tutta Europa. La foto, di Marco Borrelli, è intitolata “A piedi nudi… sulle Rampe del Poggi” una bellissima immagine che fissa l’esibizione di cinque Artiste della compagnia “Venti Lucenti” avvenuta durante la festa. Alle spalle delle cinque ragazze, in tuniche bianche, è visibile, in una prospettiva ad effetto, il complesso architettonico che è stato restaurato dalla Fondazione. Lo scatto è risultato secondo classificato per la categoria cultura. Tutte le immagini vincitrici saranno stampate ed esposte al Parlamento Europeo. https://www.acri.it/2020/07/09/concorso-fotografico-focus-philanthropy-i-vincitori/

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“Museo Stibbert” Firenze

Ti-ripubblico è una iniziativa @Italiaefriends per comunicare al mondo tutto il Bello e il Buono che abbiamo nel nostro Paese. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #tiripubblico

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Fra le armatura più importanti della Sala della Cavalcata troviamo la massimiliana, caratterizzata dalle scanalature parallele, montata sulla prima figura a destra della sequenza dei cavalieri, che fu realizzata da Konrad Treytz il Giovane, grande armaiolo di Innsbruck, intorno al 1520. . 🇬🇧 Among the most important suits of armour of the Cavalcade Hall is the Maximilian, worked in parallel grooves, mounted on the first figure to the right of the Knight's line, that was made by Konrad Treytz the Younger, an important armourer from Innsbruck, dating to 1520. . #medievalworld​ #medievalart​ #medievalhistory​ #medievalhelmet​ #medievalarmor​ #medievaltimes​ #medieval​ #larpcostume​ #cosplay​ #cospalycostume​ #cosplayarmor​ #gothic​ #vikings​ #templar​ #armsandarmor​ #armor​ #cuirasser​ #harness​ #italianart​ #italianarmor​ #steel​ #steellegacy​ #museostibbert​ #stibbertmuseum​ #medievalcostume

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“Piano Novecento” a cura di Riccardo Sandiford ‘Rifugi e Narrazioni’


“Piano Novecento”
a cura di Riccardo Sandiford
‘Rifugi e Narrazioni’
Nell’ambito di “Piano Novecento”, a cura di Riccardo Sandiford, “Rifugi e Narrazioni“, al Museo Novecento di Firenze, venerdì 10 luglio 2020, ore 21.00 Concerto dedicato alla cultura mediterranea, con Julia Farrés Llongueras – soprano, Massimo Felici – chitarra, Federica Bortoluzzi –piano.
Concerti in collaborazione con Associazione Musicale Euterpe
Direzione artistica Sergio Risaliti
“Piano Novecento” a cura di Riccardo Sandiford
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“Amata Immortale”

“Amata Immortale”

Sabato 11 luglio 2020, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca festeggia l’anniversario del restauro del Complesso Monumentale di San Francesco.

Nella chiesa del Complesso, alle ore 21, verrà presentato lo spettacolo “Amata immortale”. Alla ricerca della donna sconosciuta che rubò il cuoredi Ludwing Van Beethoven’. La voce narrante è quella di Renato Carpentieri e lo accompagnano Patrizia Bettotti al violino e Andrea Dindo al pianoforte. Ingresso gratuito con prenotarsi sul sito della fondazione : fondazionecarilucca.it

Amata Immortale

Concerto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Chiesa di San Francesco a Lucca

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“Conoscere per apprezzare” di Riccardo Rescio

“Conoscere per apprezzare”
di Riccardo RescioLa capacità di apprezzare tutto il Bello e il Buono che abbiamo intorno, non è una dote congenita, si acquisisce, ma bisogna aver voglia di imparare, conoscere, scoprire, prima di avere la presunzione di sapere e valutare.
Per acquisire questa facoltà c’è però bisogno di buoni precettori del Sapere, capaci di insegnare, di trasmettere l’emozione della conoscenza, quella che da il vero senso alla vita.
In attesa dei buoni precettori cerchiamo, di fare il nostro meglio per condividere tutte le peculiarità, a noi conosciute, che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Le immagini pubblicate da Italia & Friends su Google Maps, hanno avuto oltre 2.500.000 visualizzazioni.
Questo nostro, è un piccolissimo contributo per far conoscere al mondo il nostro Paese per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.

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#tuttoilbelloeilbuonochece #cheitaliaGuarda che cosa ho pubblicato su Google Maps
Local Guide di livello 8
https://maps.app.goo.gl/rsEKQA53xXJnziRV8

“Quando i fatti precedono le parole” di Simone Bini

Credito immagine : https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sistema_Westminster

Ti-ripubblico “Simone Bini” su Facebook – 9 luglio 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10163728809710526&id=770295525
Here’s more details about Sunak’s recovery plan, only one small thought… there were no announcements, nor press releases prior to yesterday’s conference. Sunak simply said it and made it happen, I wonder why my birth country can’t do the same?

Rishi Sunak has revealed a range of measures designed to save jobs and boost the economy following the impact of the coronavirus pandemic. The Chancellor’s ‘mini budget’ included the following:

– A Job Retention Bonus: the government will pay employers £1,000 per employee that they bring back from furlough, so long as they employ them until at least January.
– VAT cut from 20% to 5% on food, accommodation and attractions, taking effect from 15 July until 12 January 2021.
– The government will give people 50% off meals in participating restaurants on Monday-Wednesday in August, up to £10 per person.
– £1bn to the Department for Work and Pensions to help jobseekers, including increasing the number of coaches in job centres.
– Stamp duty has been scrapped on property sales up to £500,000 until 31 March 2021.
– £3bn green investment package, including £2bn in grants for landlords and homeowners to improve energy efficiency of homes, up to £5,000 per household. The rest will go towards work improving the energy efficiency of public buildings.
– £2bn ‘kickstart’ scheme designed to boost jobs for young adults. The government will subsidise the wages of six-month work placements for certain 16-24 year olds.
– The government is offering companies new payments for taking on trainees and apprentices.

Reale e’ virtuale o virtuale è reale?

Ho sempre pensato che non esistono cattivi strumenti, ma cattivi suonatori. Di tutto, di più La paura, insieme a una impulsiva banalità del pensiero, ha permesso, durante la crescita del Covid, un imbarazzante dilagare di informazioni talvolta false, tal altra contraddittorie, propinate come verità assolute, per diventare fonti di polemiche, rettifiche, precisazioni, io intendevo o non intendevo dire. Ricordate quando nel mese di marzo, grazie a canali digitali e social, un appassionato di videogame, in collegamento dal Giappone dava per certa la soluzione al virus? Raccontava che in Giappone, paese nel quale si trovava, i casi erano pochissimi, grazie all’uso di un semplice farmaco di nome Avigan. Il subdolo messaggio era: “tu cittadino italiano impaurito, perché non chiedi al governo italiano la motivazione per la quale non ti viene somministrato il farmaco; quel medicinale che può bloccare le morti che ogni giorno il telegiornale ti elenca? Ed ecco arrivare le orde dei complottisti, quelli che con la “competenza” della rete, ti fanno sentire un perfetto imbecille che non è informato sul farmaco miracoloso, il quale si scopre poi, che ha alle spalle una sperimentazione a livello mondiale, ma che non convince nessuno scienziato. Abbiamo contestato le influenzar di Instagram, (che, ad onor del vero, si sono attivate nel giro di poche ore per usare la loro popolarità al fine di raccogliere donazioni dirette, per la creazione di posti letto in rianimazione) per ritrovarci sullo stesso piano, virologi, infettivologi, epidemiologi che, balzando di trasmissione in trasmissione, hanno hanno detto di tutto e il contrario di tutto. O così è apEccoci qua, siamo entrati ufficialmente nell’estate e la voglia di lasciarci alle spalle le fasi 1,2,3 della pandemia si fa sentire in tutto il nostro quotidiano. Abitiamo in un villaggio globale, facciamo uso del mondo digitale come spazio nel quale la realtà si riproduce attraverso strumenti che raccolgono, elaborano e conservano dati. Per quanto possiamo essere positivi, proprio su quei dati che corrono veloci in rete si basano le imprese, le istituzioni, le aziende pubblicitarie, influenzando nel bene e nel male il nostro inconscio individuale e collettivo e l’economia che produciamo. Quando vi è un’estensione del nostro modo di pensare abituale, come si sta verificando dopo il periodo affrontato, si modifica anche il modo nel quale percepiamo il mondo che ci circonda. Forse non dovremmo più usare la parola “realtà virtuale”, ma ambiente virtuale. Questo ambiente si sta espandendo in modo vertiginoso, trovando la sua forza nella non appartenenza a nessun Governo, a nessuna Istituzione e neppure a un servizio commerciale. È un’indipendenza assoluta che rende la “rete” da un lato un potente linguaggio globale, dall’altro un fattore di anarchia comportamentale. Hparso ai cittadini comuni, creando confusione sui rischi effettivi. Anche la scienza è alla disperata ricerca di visibilità dei media? Siamo arrivati a tralasciare il buon senso, il senso comune per mettere in discussione tutto e tutti? …e l’economia? È un momento estremamente complesso per l’Economia: ma non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che questa materia non è solo un calcolo matematico, che non può essere affrontata con il pensiero lineare che conduce da A a B e non può nemmeno essere orchestrata dalle parole e dai comportamenti poco responsabili, di “professionisti”che scelgono di divenire personaggi pubblici, facendo leva sulla presunzione e su poche competenze.

Non può essere tralasciata la sua complessità, quella che la rende una scienza sociale, che in quanto tale si deve occupare degli individui e delle loro necessità’. Chi sono dunque gli economisti? In questo caso, premetterei le parole del grande scienziato Stephen Hawking: “non esiste qualcosa di assoluto, ma ogni singolo individuo ha una propria personale percezione che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo.” Sarei approssimativa e sopratutto riduttiva se accostassi la figura dell’economista al denaro, alle tasse, alle banche, alle imprese (grandi e piccole), alla disoccupazione, alla chiusura delle fabbriche e a tutti i problemi che scaturiscono dal denaro. Preferisco vedere l’economia come quella scienza che prende in considerazione l’essere umano e i suoi bisogni biologici e psicologici, riuscendo a mantenere certi equilibri tra singoli individui e gruppi sociali. L’economia, come fu definita dal filosofo Mario Rodriguez Cobos, è lo studio del rapporto che intercorre tra le varie unità economiche basandosi su un valore imprescindibile: l’Essere Umano e le sue necessità, tra opzioni, opportunità, scelte, rinunce, condizionamenti, errori. Carlo M. Cipolla, insigne studioso di storia economica, pubblicò negli anni settanta del ventesimo secolo, due piccoli saggi in inglese. L’attenzione era rivolta ai repentini cambiamenti economici, dietro ai quali si nascondono gli uomini, che a loro volta sono mossi dal continuo fluttuare della loro mentalità. I due saggi, sono stati tradotti in molte lingue, solo per ultima in italiano, per essere riuniti nel 1988 in unico libro dal titolo “Allegro ma non troppo”. Cipolla racconta con grande ironia la scarsità del pepe in Europa, dopo la caduta dell’Impero Romano e la fine dei grandi commerci con l’oriente. Il pepe non era una spezia comune, era un potente afrodisiaco. La perdita di questo stimolante e l’abuso del piombo nelle stoviglie e nelle tubazioni dell’acqua portarono all’aumento dell’indice di sterilità nella popolazione romana. L’indebolimento nella riproduzione aprì le porte alle orde barbariche. Anche a causa della mancanza del pepe, Pietro l’Eremita organizzò nel 1096 la prima crociata, per ripristinare i vantaggiosi commerci con l’Oriente. L’idea “ringalluzzì” gli europei e fece da traino all’economia e quindi alla ripopolazione dell’Occidente. Cipolla continua a raccontare con ironica maestria i collegamenti tra il controllo dei vigneti in Francia, una delle maggiori ricchezze reali dell’epoca, la guerra dei cento anni tra Inghilterra e Francia, l’economia della lana, fino la peste del 1348 e la nascita del Rinascimento italiano quale prima rivoluzione dell’età moderna. Un libro ironico di un economista che racconta la storia? Eh no! È qui che arriva la parte divertente delle sue riflessioni. Cipolla, con intelligente leggerezza, elabora una teoria generale della stupidità umana. Gli stupidi ci dice sono un gruppo molto più folto e potente delle maggiori lobby di potere e delle mafie. Questo gruppo non ha un ordinamento, un vertice o statuto, ma riesce ad operare con incredibile efficacia. Egli descrive perfettamente cinque leggi fondamentali della dannosità di questo potente gruppo, al quale tutti di volta in volta apparteniamo: 1. sempre ed inevitabilmente ognuno sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione, 2. la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa,3. una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o a un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita, 4. le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare, i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore, 5. la persona stupida è il tipo più pericoloso che esista. Ed è con un grafico che Cipolla riassume la sua teoria, con i quattro caratteri/comportamenti dominanti nei quadranti di uno spazio cartesiano: lo Sprovveduto, l’Intelligente, il Bandito e lo Stupido. Lo Stupido non ha elementi di positività.

Ora sarebbe davvero divertente se provassimo a distribuire tra i quattro quadranti i tanti personaggi e comportamenti osservati durante la pandemia, anche nei passaggi intervenuti tra l’una e l’altra categoria. Il personale medico che ha affrontato disarmato, ma con generosità la lotta contro il virus è stato all’inizio un po’ sprovveduto, diventando intelligente quando ha bloccato i contagi che nascevano in ambiente ospedaliero e nel contempo ha imparato a proteggersi meglio. Vantaggioso per sé e per gli altri. Coloro che, speculando, si sono approfittati delle opportunità offerte dalla carenza di strumenti medicali, come le mascherine, appartengono al gruppo di chi ha curato i propri interessi a danno degli altri. Banditi, secondo Cipolla, e nella speranza che siano classificati tali anche dalla Magistratura. Gli stupidi sono quelli che sfidano gli inviti alla cautela con le movide e le altre pratiche sociali ad alto rischio di contagiarsi e di contagiare. Negativi per sé e per gli altri! Quindi la domanda che dovremmo porci è: Gli esseri umani sono capaci di essere obiettivi su se’ stessi e sulle proprie abilità? Da quello che Cipolla ci ha raccontato direi di no. La psicologia e l’effetto Dunning/Kruger. I due psicologi hanno dimostrato che quanto più qualcuno è incompetente su un certo tema o in una certa attività, tanto più crede di essere più bravo di quello che è. Invece i più competenti tendono a “fare i modesti”, sottostimandosi. L’effetto praticamente è che se sei scarso su un certo tema non sai neanche di esserlo. Ed è ancora una volta un economista a spiegare bene l’incapacità che ci contorna, e diciamolo, spesso ci spiazza. Riccardo Puglisi, professore di Economia Politica presso il dipartimento di Scienze Politiche e sociale dell’Università di Pavia, si è occupato spesso di competenze, portando l’attenzione sul dimenticato effetto Dunning/Kruger.

“La stupidità è al quadrato”, in quanto sei stupido sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente da non capire di esserlo.

“La stupidità è al quadrato”, in quanto sei stupido sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente da non capire di esserlo. “La stupidità è al quadrato”, in quanto sei stupido sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente da non capire di esserlo.“La stupidità è al quadrato”, in quanto sei stupido sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente da non capire di esserlo.“La stupidità è al quadrato”, in quanto sei stupido sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente da non capire di esserlo.“La stupidità è al quadrato”, in quanto sei stupido sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente da non capire di esserlo.“La stupidità è al quadrato”, in quanto sei stupido sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente da non capire di esserlo.

Dall’altro lato, il fatto che quelli competenti siano modesti si può spiegare in questo modo: costoro ritengono che la bravura degli altri sia paragonabile alla loro e dunque non pensano di essere i migliori. Duning e Kruger mostrano anche che, se ai più bravi fai vedere qualcuno dei compiti fatti dagli altri, quelli bravi capiscono di più e diventano meno modesti, in quanto si rendono conto con chi hanno a che fare. Invece l’incompetenza è una specie di buco nero: se in un esperimento fai vedere ai somari i compiti fatti dai più bravi, i somari continuano a pensare di essere meno somari di quel che sono, perché non riescono a vedere la differenza tra compiti fatti bene e compiti fatti male. Noi vediamo sempre più di frequente queste manifestazioni, sollecitate anche dal rifiuto dei costi per conseguire una vera conoscenza. La condizione della scuola italiana ce lo ricorda spesso e impietosamente. Quindi la domanda da fare è: cosa ci sta succedendo? “Non sappiamo che cosa ci stia succedendo e questo permette ciò che ci sta succedendo”. Non è un gioco di parole, perché se realmente non sappiamo che cosa ci stia succedendo, non potremo mai trovare la soluzione, continueremo a morderci la coda e a ripetere gli stessi errori, dimenticando la regola aurea che “preservare è diabolico”. Trovare una sintesi adeguata tra opposti è una scelta d’intelligenza, per capire meglio ciò che ci potrà succedere, quale conseguenza del Covid. Nella nostra società, tutto è messo in discussione. Stiamo dimenticando che ciò che viene studiato, ideato e costruito dagli uomini, dovrà avere una struttura coerente all’essere umano. Altrimenti la stupidità continuerà ad essere la nostra ombra, i nostri successori troveranno normale manipolare i fatti per adeguarli alle proprie teorie, piuttosto che imparare a comprendere e adattare le teorie ai fatti osservati e vissuti.

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. info@fenimpresefirenze.itConsole Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends #tuttoilbelloeilbuonochece – #cheitalia

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