“Ogni giorno, è il giorno della Memoria” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

Ogni giorno è il giorno della Memoria, il Ricordo è l’antitodo, la Consapevolezza è l’immunizzazione, la Cultura è l’evoluzione.
La Storia, anche se mimetizzata, potrebbe ripetersi, la conoscenza dei fatti e dei misfatti, è la profilassi necessaria e indispensabile affinché gli orrori, i drammi, le distruzioni, provocate da folli ideologie, non abbiano mai più a ripetersi. Il Giorno della Memoria è il capodanno della consapevolezza, il primo dei 365 giorni di questo e di tutti gli anni che verranno.
Giorni in cui dovremo comprendere, ricordare e partecipare gli orrori delle guerre, degli olocausti, dei genocidi, per non dimenticare.

Firenze 27 gennaio 2021

https://italiaefriends.wordpress.com/2020/04/25/la-guerra-di-riccardo-rescio/?preview=true

Il giorno della Memoria al Museo Novecento di Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“Giorno della Memoria”

Il 27 gennaio 2021, il Museo Novecento di Firenze con la direzione di Sergio Risaliti, celebra per il terzo anno consecutivo il Giorno della Memoria, in questo 2021 con un doppio appuntamento, all’esterno del museo, proprio a fianco della targa che ricorda l’uso che venne fatto delle Leopoldine come luogo di reclusione per prigionieri politici ed ebrei, verrà installata lai scritta al led “Pitchipoi”, un’opera del collettivo Claire Fontaine, già presente in facciata con la grande frase luminosa Siamo con voi nella notte.

All’interno del museo, nella sala cinema, verrà proiettato invece per l’intera giornata, il film Manni di Riccardo Iacopino, prodotto dal Museo Novecento e realizzato a partire da un racconto di Giorgio Van Straten, volto e voce narrante nel film.

Tommaso Sacchi

“Mai abbassare la guardia contro mali assoluti come nazismo, fascismo, xenofobia e antisemitismo”, ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi in conferenza stampa del 26 gennaio 2021 “Per farlo dobbiamo utilizzare tutti i mezzi possibili, anche quello dell’Arte. Grazie al museo Novecento per tenere ogni anno viva la memoria e per accogliere di nuovo i visitatori con queste proposte che raccontano la tragedia della Shoah attraverso le immagini, un modo per continuare a riflettere, per stimolare la conoscenza e per parlare alle nuove generazioni di temi che non vanno dimenticati”.

“Sono sinceramente grato al Museo del Novecento di Firenze ed al direttore Risaliti – continua Alessandro Martini, Assessore alla Cultura della Memoria – per l’impegno ormai consolidato nel rendersi presente con proposte di grande qualità culturale ed artistica che assumono il carattere della testimonianza viva di una memoria da coltivare oggi più che in passato. Educare e non dimenticare per guardare al futuro con più speranza e coesione nel bene e rispetto per tutte le diverse realtà dell’umanità intera. Grazie di cuore”. Manni, è il protagonista del film di Riccardo Iacopino, tratto da un racconto dello scrittore Giorgio van Straten, dedicato a Manfred Buchaster, detto Manni, uno dei tanti bambini di cui l’Olocausto ha fatto perdere completamente le tracce.

Nel film lo scrittore fiorentino legge la storia romanzata del piccolo Manni, scomparso negli anni terribili delle deportazioni, senza lasciare tracce dietro di sé, salvo un suo piccolo ritratto e una foto. “Storie che ti seguono per anni e non riesci a dimenticarle. Quella di Manfred Buchaster mi è rimasta in mente dal giorno che ne ho letto la prima volta. Una vita fra le tante distrutte dalla Shoa, un’ingiustizia che va moltiplicata per milioni di volte”. Manfred Buchaster era nato nel 1938 a Lipsia, in Germania e arrestato in Italia, a Costa di Rovigo, nel 1943. Cosa sia accaduto dopo quel momento è stato inghiottito nell’immensa tragedia dell’Olocausto, insieme alle storie di tantissimi altri ebrei dispersi. Van Straten, che ha letto di questo bambino per la prima volta nel ‘Libro della memoria’, dedicato a chi non è stato deportato, ma è comunque diventato una vittima della Shoa, ha deciso di mettersi sulle sue tracce e piano piano, tra le testimonianze di chi si era occupato di lui, dopo che era stato separato dai genitori, è riuscito a ricostruirne una parte della vicenda, che viene narrata in questo breve ma intenso film di Riccardo Iacopino. “Per questo Giorno della Memoria, in cui tutti noi siamo chiamati a ricordare i valori fondativi delle nostre democrazie, il Museo Novecento non si sottrae al suo ruolo di custode del passato e strumento di educazione e riflessione frontale con i lati più oscuri della storia e delle società umane, come già abbiamo fatto nella giornata contro la violenza sulle donne”, afferma Sergio Risaliti, Direttore Artistico del Museo Novecento. “Mai come adesso occorre prendere la parola, assumere una posizione rilevante, cercando di scartare le false e inutili retoriche di antichi monumenti.

#incontriamocialmuseo

Ingresso Gratuito il 27 gennaio 2021 per il Giorno della Memoria al Museo Novecento di Firenze, Piazza Santa Maria Novella http://www.museonovecento.it/

Pubblicato da Italia&friends su WordPress
Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 26 gennaio 2021

Davis & Co. MUSE Firenze

“4 dicembre 2017” Il Nuovo Rinascimento Italiano di Riccardo Rescio

“Il Nuovo Rinascimento Italiano”

Abbiamo una Terra straordinaria, fatta di Gente straordinaria, Gente di mare, di monti e di pianure, pacifici esploratori del mondo, e tenaci ricercatori in casa, Gente che della propria genialità ha fatto pretesto per raggiungere grandi mete, Gente orgogliosa della propria Terra, che ha sempre dimostrato in ogni Luogo e in ogni Tempo, la sua natura di pace e di tolleranza contro qualsiasi forma di prevaricazione.
La questione, in questo particolarissimo momento, è nel riuscire a trovare l’imput giusto, lo stimolo avvertibile, la sollecitazione che tocca, per poter arrivare a quel nucleo dove ogni Italiano, per caratteristiche genetico/territoriali, racchiude gelosamente tutti quei valori che lo caratterizzano.
Perché questo avvenga, è necessario il sostegno di tutti noi nella nostra singolarità, nelle piazze reali di incontro e di confronto, come nelle piazze virtuali, in modo quotidiano e costante, che con il loro elevatissimo potenziale numerico possono e devono contribuire nella ricerca dello stimolo giusto che arrivi a quel nucleo, affinché Il qualunquismo, che da sempre ha buon campo, lasci spazio alla “Capacità di Critica” individuale, che analizzi e valuti i fatti per quello che sono e non per quello che ci vogliono far credere.
Allora avanti con i suggerimenti che possano costituire lo stimolo affinché tutto ciò avvenga.
Dobbiamo superare la soglia della disaffezione, della rassegnazione, della delusione.
Individuare un comune obiettivo, che nel male è molto più facile, nel bene un po meno, ma questo non deve assolutamente scoraggiare, anzi deve incrementare la voglia, la determinazione, l’impegno in ognuno di noi.
“Il Nuovo Rinascimento Italiano” è possibile, sta a noi renderlo concreto.
Il Sogno Italiano si può realizzare, perché il nostro futuro è qui.
Riccardo Rescio

Firenze 4 dicembre 2017
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1701289063256227&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

“Investire in Toscana”

I&f Arte Cultura Attualità “Investire in Toscana, molto più di una mera opportunità” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Investire in Toscana, molto più di una mera opportunità”
di Riccardo Rescio
Dal più grande polo dedicato alle Life Sciences, al lavoro sugli anticorpi monoclonali contro il Covid-19, alla chimica industriale, all’opera per una plastica più green, ai pigmenti isolanti, prodotti in esclusiva in Maremma, alla carta prodotta da residui della filiera alimentare, fino ai brand della fashion industry, chi produce valore in Toscana si racconta attraverso video, infografiche, numeri e curiosità.
“Invest in Tuscany, Invest in Value”, è il progetto multimediale, edito in doppia lingua Italiano – Inglese e coordinato da Fondazione Sistema Toscana, presentato lunedì 25 gennaio 2021, nella sala Pegaso della Regione Toscana, alla presenza del Governatore Eugenio Giani.
Il progetto editoriale racconta le storie più significative delle Aziende Internazionali che hanno investito sul Territorio Toscano.
Invest in Tuscany, è l’ufficio Regionale che da 10 anni sostiene gli investimenti stranieri in Toscana. L’ufficio Invest in Tuscany, è stato costituito nel 2010, sotto l’egida del Presidente della Regione del Tempo, con lo scopo di attrarre gli investimenti stranieri sul territorio, ascoltare le esigenze di investitori e potenziali tali, coordinare i percorsi amministrativi, creare contatti con partner locali, quali Pmi, atenei, spin-off universitari, enti pubblici, e offrire un servizio di “aftercare”, un’attività continuativa con le multinazionali che si sono già insediate in Toscana, per mantenere ed espandere gli investimenti esistenti.

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

https://www.investintuscany.com/publications/

Questo slideshow richiede JavaScript.

I&f Café

I&f Café
Quello del 27 gennaio 2021 sarà il 4° appuntamento di “Un Caffè con … Parlando di …” a cura di Tiziana Leopizzi, che ARTOUR-O e i suoi Amici propone in collaborazione con Italia&friends e che avrà come ospite Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze, con cui parleremo di innovazione Museale.
Tiz Leopizzi e Riccardo Rescio hanno sentito l’esigenza di cercare, esplorare e individuare eventuali spunti e suggerimenti, per poter contribuire a dare maggiore appeal, in termini di offerta attrattiva, ai Musei e ai Luoghi di Cultura in generale, che alle difficoltà di sempre, hanno dovuto aggiungere un ulteriore danno per la chiusura totale a cui sono stati sottoposti in questo ultimo periodo.
Saremo felici di poter ascoltare quanto ci dirà l’Assessore Tommaso Sacchi, che proprio la settimana scorsa ha ospitato a Firenze il convegno nazionale su questo tema, a noi molto a cuore, convegno dove è intervenuta anche Serena Bertolucci Direttore
di Palazzo Ducale a Genova, che ha aperto il nostro breve e intenso ciclo di “Caffè con… Parlando di…”, dedicato alla innovazione Museale.
L’incontro del prossimo mercoledì, di trenta minuti circa, sarà trasmesso in diretta sul canale You Tube ARTOUR-O il MUST, https://www.youtube.com/channel/UC7GhvfpfHwNrgoaQ4Vim6nA, dove gli spettatori potranno porre delle domande attraverso la chat di Youtube che, compatibilmente al tempo a disposizione, saranno girate all’Assessore.
Il link al live streaming sarà pubblicato anche sul Gruppo Facebook “Gli Amici di ARTOUR-O”.
Dopo le presentazioni di rito sarà Tommaso Sacchi a prendere la parola.
Seguiranno :

Elena Tempestini
fiorentina, giornalista, storico, fotografa. https://www.facebook.com/elena.tempestini.9

Giuliana Geronazzo
di Brescia, Artista e volontario del Museo Preistorico di Cavriana Mantova. https://www.museocavriana.it/

Noemi Gasperini
Curatrice di eventi Culturali nella favolosa zona di Porto Baratti. https://www.facebook.com/noemi.gasperini

Tiziana Leopizzi
ideatrice di progetti tra Arte, Impresa e Istituzioni, come Artour-o in primis inaugurato proprio a Firenze nel 2005 e Misa. http://www.ellequadro.com/

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza #incontriamocialmuseo

“Bolle di sapone” di Riccardo Rescio

“Bolle di sapone” di Riccardo Rescio

L’artista di strada, che tanto piace ai bambini di tutte le età, lascia liberare nell’aria le sue bolle di sapone, alcune più grandi, altre più piccole, alcune perfettamente sferiche, altre ovoidali dalle forme fluttuanti e dai riflessi cangianti.
Bolle, tutte diverse una dall’altra, qualcuna rimane sospesa nell’aria dipiù, altre di meno, alcune non riescono ad innalzarsi più di tanto, altre volano in alto fino a scomparire, ma tutte sono affascinanti agli occhi di chi le guarda.
Noi siamo bolle di sapone, simili tra noi, ma ognuno diverso dall’altro e tutti, per un attimo, con il nostro brillare riusciamo ad affascinare chi ci guarda con amore e ammirazione.
Firenze 25 dicembre 2017
Ph riccardorescio

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Una minuscola panda rossa per un mare molto blu” di Silvia Pierantoni Giua

Una minuscola panda rossa per un mare molto blu.

Anni 90. Rivedo ora come allora, i bagni Pagana di San Michele. Tutte le mattine le mie due sorelle, mia cugina ed io, la più piccola, ci ficcavamo nella minuscola panda rossa di mia zia Tea. 10 minuti da casa nostra a Rapallo, ma la voglia era tanta che non faceva in tempo a parcheggiare … ci fiondavamo fuori per catapultarci in acqua. Potevamo starci ore intere a giocare: alle sirene, a delfino – una sulla schiena dell’altra ci facevamo trasportare a turno sott’acqua, a fare i tuffi e a cercare i vetrini e le conchiglie, per noi più che pietre preziose. Durante la pausa forzata a cui ci costringevano perché a stomaco pieno, ci sfidavamo a calcetto senza mai stufarci, oppure giocavamo con la sabbia o facevamo a gara a inventarci storie di ogni genere. La fantasia non stoppata da telefonini o social correva libera e la mia passione per l’arabo era ancora in mente dei … A volte uscivamo nella stradina pedonale a giocare a pallavolo o andavamo a perlustrare gli scogli con la loro vegetazione che spuntava già dove finivano le cabine. Ci eravamo anche inventate una bancarella proprio davanti ai bagni, esponevamo braccialettini e scooby doo da vendere a qualche lira ai passanti e con i soldi guadagnati ci compravamo un gelato confezionato, un pacchetto di patatine o qualche goleador. Il tempo sembrava infinito ma non bastava comunque mai. Rientravamo la sera ancora piene di energie e supplicavamo le rispettive mamme che ci lasciassero stare ancora insieme a cena e poi a dormire, già vedendoci la mattina dopo pronte a ripartire per un’altra splendida giornata marina.

Silvia Pierantoni Giua

Autrice, Attrice, Regista e Organizzatrice, eventi teatrali. (www.pervocesola.org)

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Promozione Italia”

“Promozione Italia” di Riccardo Rescio

Le Aziende, che intendono aprire, per poi restare al lungo, nei mercati di riferimento, creano Reti Vendita, che vengono implementate progressivamente, perseguendo metodologie diverse, possono appoggiarsi a grossisti locali, oppure creare una propria Rete vendita con agenti diretti o realizzare Punti vendita a Marchio diretti, oppure in franchising.
Naturalmente le Reti a Marchio sono quelle che garantiscono la maggiore visibilità e vendibilita’ dei rispettivi prodotti o servizi.
Anche per un Paese, che intende affermare in modo efficace e permanente il proprio Brand Nazionale, vale la stessa logica, è necessario realizzare una Rete Promo/Vendita a Marchio, che garantisca l’originalità e la facile reperibilità dei beni e dei servizi di quella Nazione.
Per l’Italia gli “AmbaStore”, vere e proprie Ambasciate dei Saperi e dei Sapori delle “Terre Uniche” delle nostre 20 Regioni, possono garantire la sempre maggiore conoscenza e affermazione del Brand Nazionale e di conseguenza del nostro Paese nel mondo.
#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Le Regioni Unite d’Italia 2013”

Le Regioni Unite d’Italia,
pubblicato da Riccardo Rescio su Facebook nel gennaio 2013.

Un marketing territoriale per potersi dire tale, ma soprattutto per raggiungere efficacemente l’obiettivo prefissato, non può assolutamente prescindere dal considerare nel loro insieme, per poterle esaltare, tutte le valenze, turistiche, ricettive, culturali, agroalimentari, produttive, folcloristiche, unitamente a tutte quelle manifestazioni musicali, sportive e di qualsiasi altra forma d’arte che a un determinato territorio sono riconducibili. Tutte le azioni, le iniziative di promozione territoriale e quelle che certificano la qualità e l’autenticità dei prodotti Made in Italy sono sicuramente importanti, pregevoli attività che hanno però come limite un comune denominatore, la promozione delle singole specifiche valenze.
Le tante realtà locali, enti o associazioni, che danno impulso alle svariate iniziative, agiscono purtroppo autonomamente, ne consegue che la collaborazione che si dovrebbe necessariamente sviluppare, tra chi vuole realizzare e chi ha o dovrebbe avere pertinenza allo sviluppo istituzionale del “Brand Italiano”, per attribuire alle proposte un respiro unitario e internazionale che esalti le molteplici peculiarità regionali, rimane solo una chimera. Le cosiddette “Eccellenze Italiane”, questo bel modo di dire tanto in uso ultimamente, non può e non deve essere utilizzato per indicare solo alcune delle nostre specificità, poiché le “Eccellenze Italiane” sono tutto quello che abbiamo come patrimonio artistico, culturale, territoriale e tutto quello che sappiamo fare, pertanto è opportuno iniziare a identificare con questo termine sempre l’insieme di tutto quello che, in molti campi da tempo, ci contraddistingue e ci caratterizza. Sempre di più si riscontra quanto le singole attrattività locali, non costituiscano ormai la determinante di scelta per un turista sempre più esigente, che si lascia attirare, coinvolgere, sedurre solo da offerte che abbiano sommate in se un insieme di valenze territoriali, gastronomiche, culturali, folcloristiche e magari anche sportive.
Abbiamo quindi bisogno di fare sistema, abbiamo bisogno di farlo in modo trasversale a tutte le nostre eccellenze e dobbiamo farlo esaltando le regionalità del territorio, promozionandone tutti gli aspetti caratterizzanti. Quale migliore identificazione territoriale se non il territorio della regione di appartenenza.
Quale migliore cosa potrebbe esserci se non quella di far identificare il marketing territoriale in un marketing regionale, ne sussistono tutte le prerogative geografiche e le conseguenti valenze. Se vogliamo realmente rendere efficace la comunicazione territoriale non si potrà e non si dovrà più prescindere dalla identificazione di un determinato prodotto, di una spiaggia, di un sito archeologico, di una specialità culinaria o di qualsiasi altra valenza territoriale dalla propria regione di origine.
Le Regioni esistono, sono tanti piccoli stati, con caratteristiche geografiche, morfologiche, culturali, produttive con tradizioni uniche, che nel loro insieme fanno dell’Italia una realtà unica al mondo, adoperiamo per esaltare questo patrimonio attraverso il Marketing territoriale regionale.
Le “Regioni unite d’Italia” finalmente tutte insieme per promuovere con le rispettive diversità l’Eccellenza dell’Italia tutta.
La formazione ha un ruolo determinante nel processo di modernizzazione del modo di concepire il turismo, in termini di preparazione, specializzazione, organizzazione, accoglienza, pianificazione e sviluppo.
https://lnkd.in/djvKwZB
#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“La Card del Fiorentino”

I&f Arte Cultura Attualità
“La Card del Fiorentino”

Oggi mercoledì 20 gennaio 2021 ho rinnovato la mia Card del Fiorentino e con lei abbiamo fatto il primo viaggio all’interno del Museo di Palazzo Vecchio.
La Card del Fiorentino è una opportunità per poter prendere sempre maggiore consapevolezza delle Meraviglie che ci circondano, quelle che vediamo, ma che spesso non conosciamo, come dovremmo conoscerle, cioè dall’interno.
Mutuando uno slogan, di una persona che stimo profondamente, la Carta del Fiorentino non è per un Cittadino colto, ma un per un cittadino cosapevole.

La consapevolezza è quella qualità che si acquisisce attraverso la Cultura, la Conoscenza, il Rispetto e la Considerazione, del sé, degli altri e delle cose e dei beni che ci circondano.
La mia 1°Card del Fiorentino è scaduta il 29 settembre 2020, prorogata di tre mesi, causa pandemia, oggi l’ho rinnovata, perchè anche se immensa la Bellezza di Firenze, non riesce a saturare i miei occhi, che insaziabilmente continuano ad ammirarla.

Riccardo Rescio

Museo di Palazzo Vecchio 20/01/2021 https://photos.app.goo.gl/btPNtdRyfWFJJwuN8

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza #incontriamocialmuseo

“Custodi della Bellezza” di Riccardo Rescio

I Custodi della Bellezza del 3° millennio

Credito immagine : https://www.superstuff.it/prodotto/umarell/

Le nonne e i nonni devono badare unicamente ai nipotini o possono avere anche un ruolo altrettanto attivo ed utile per la società, è questo un quesito, per molti sicuramente retorico, che ha quindi ovviamente una scontata, positiva, risposta e non c’è chi potrebbe darne altra diversa. Tutti d’accordo in linea di principio e sui principi enunciati difficilmente vi è dissenso, è sulla loro attuazione pratica che nascono divergenze e conflitti. Il tempo di dare sostanza e concretezza alle questioni di principio, è ormai giunto, ma affinché questo tempo divenga momento di svolta, è necessario cambiare prospettiva, visuale, non solo in ciò che vediamo, ma soprattutto in ciò che pensiamo, dando fattibilità a tutte quelle questioni su cui siamo d’accordo. Il tempo vuoto e inutile del solo dire è ormai giunto al capolinea, ore è il momento di fare. Gli anziani sono da sempre la sostanza su cui si basa il presente e si prefigura il futuro. Donne e Uomini in pensione che, investiti di un ruolo e di una mansione, potrebbero dare uno straordinario contributo alla collettività facendo parte ad una associazione di volontariato a tutela dei beni culturali della propria città, quartiere o zona di particolare interesse. Umarel, in dialetto Milanese, gli Omini, in quello Toscano, in generale gli Anziani che osservano i lavori, tante persone attive che la dicono lunga sull’interesse, sulla voglia di capire e magari intervenire, su ciò che succede, ma che al contempo marca anche la voglia di essere parte attiva nella società. Un coinvolgimento veicolato in modo corretto, sistematico, organizzato, potrebbe raggiungere due straordinari obiettivi, un importante contributo alla tutela di tutto il bello e il buono che abbiamo nel nostro meraviglioso Paese e l’altro non meno importante, di far sentire i nostri anziani ciò che in realtà sono, una preziosissima risorsa, che non deve essere assolutamente dispersa. I Custodi della Bellezza a tutela e salvaguardia delle meraviglie da cui siamo circondati, ci sono.

#tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

“Collezione Roberto Casamonti” Palazzo Bartolini Salimbeni Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“Collezione Casamonti”

Riapre al pubblico, nel bel Palazzo Bartolini Salimbeni, in Piazza Santa Trinità 1 a Firenze, la Collezione Roberto Casamonti “Dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo. Da Boetti a Schifano Da Mirò a Basquiat”.

La Collezione Casamonti, dopo il periodo di chiusura dovuta all’emergenza Covid, riapre le sue porte al pubblico. I nuovi orari sono: dal lunedì al venerdì, dalle 11.30 alle 19.00, ultimo ingresso 18.30. La Collezione ha sede in Palazzo Bartolini Salimbeni, a Firenze, in un palazzo che rappresenta uno dei capolavori dell’architettura fiorentina del ‘500.

Gallerista di fama internazionale e grande esperto d’Arte, Roberto Casamonti, nella sua Collezione espone circa 80 opere, selezionate da Bruno Corà, che raccontano il secondo Novecento italiano, e non solo.

Un percorso espositivo che copre dagli anni ’60 al XXI secolo, vale a dire la seconda parte dell’intera collezione.
Dipinti e sculture che riflettono l’anima del collezionista e il suo personalissimo “sentire”. La direzione della Collezione Casamonti è, dalla sua apertura nel 2018 affidata alla storica dell’Arte Sonia Zampini.
In mostra vi sono, tra le altre, opere di Boetti, Pistoletto, Merz, Kounellis, Paolini, Calzolari, Penone e Pascali, “alcuni tra i più autorevoli protagonisti di quella koiné linguistica definita Arte Povera, venuta alla ribalta, in quanto movimento condiviso da un congruo numero di artisti, a partire dal 1967.”
Racconta il curatore Bruno Corà.
“Di alcuni di loro Casamonti ha acquisito e destinato alla Collezione più di un’opera. È il caso di Pistoletto e soprattutto di Boetti, che dopo Fontana è l’artista a cui egli ha dedicato più energie, passione e attenzione”.
Tra le presenze internazionali più contemporanee tra cui ricordiamo Anselm Kiefer, Anish Kapoor, Tony Cragg, Keith Haring, Basquiat ma anche Marina Abramovich e Bill Viola.
“Il XX secolo in arte – aggiunge Roberto Casamonti – non è stato un “secolo breve”, come si dice sia stato per i fenomeni sociali che lo hanno caratterizzato, ma, al contrario, un secolo ricco di tensioni e ideazioni di linguaggio, oltretutto epoca memorabile per aver abbattuto alcune barriere e sfumato i confini tra arte visiva, architettura, poesia, teatro, design, cinema e altre discipline.
Era doveroso per me tenere conto dei fenomeni che, oltre ad avermi conquistato, mostravano anche alcuni primati di singolarità che in arte hanno pur sempre il loro peso.”
Dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo http://www.collezionerobertocasamonti.com
Tel. ‪055.602030‬
prenotazioni@collezionerobertocasamonti.com
info@collezionerobertocasamonti.com
Davis & Co.
info@davisandco.it http://www.davisandco.it

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“I&f Café” Un Caffè con Giuliana Geronazzo, parlando di innovazione Museale

“Un Caffè con….. Parlando di…..”
a cura di Tiziana Leopizzi

Mercoledì 20 gennaio 2021 alle 21,
sul gruppo Amici di ARTOUR-O IL MUST di Facebook, il 3°appuntamento all’ I&f Café, con Giuliana Geronazzo.
Parlando di innovazione Museale, gusteremo un buon Caffè con gli Amici di ARTOURO e di
Italia&friends

Nel nostro terzo incontro, continueremo il discorso sulla innovazione Museale iniziato con Serena Bertolucci, con lo scopo di individuare idee e proposte, che possano contribuire a rendere i nostri piccoli e grandi, famosi o del tutto sconosciuti Musei, sempre più attraenti, conosciuti, frequentati e Apprezzati.

Serena Bertolucci
Direttore della Fondazione di Palazzo Ducale a Genova, che ha aperto questa tematica condividendo le sue importanti esperienze con noi. Le idee sono state intanto raccolte e faranno parte poi del manifesto finale.

Elena Tempestini
Fiorentina, innamorata di Firenze, è storico, scrittrice, curiosa, free lance per diverse testate, fotografa, ama i fiori, insomma è donna di grande cultura. Inizierà introducendo il concetto di Museo come attrattore e attivatore. Fondamentale la vostra partecipazione per esplorare proposte da presentare a chi di dovere, anche fosse anche un solo museo per volta. La formula adottata permette di scrivere dei semplici post, non esitare a mettere idee, commenti, proposte e suggerimenti che saranno raccolti e proposti. https://www.linkedin.com/in/elena-tempestini-6a163279

Giuliana Geronazzo
Artista e Maestro. Suoi media il vetro – tecnica di fusione e formatura – e pittura a spatola.
Da 40 anni collabora con il Museo Archeologico dell’Alto Mantovano-Cavriana, diretto da Adalberto Piccoli incaricato dalla Soprintendenza di Milano. ll Museo è gestito totalmente da volontari.
Tiene corsi nel suo studio Ha curato il Percorso Tattile per non vedenti con riproduzioni da oggetti di scavo.
lnvitata alla Biennale di Venezia 2017, Pad dell’Armenia, partecipa con i suoi committenti ad ARTOUR-Oil MUST fin dagli esordi del progetto.
Suoi lavori appartengono alla Collezione di ABC 360 MUSiAT il museo di Alice Bel Colle Al curato da Tiziana Leopizzi.
http://www.geronazzogiuliana.it

Tiz Leopizzi

Home page

Riccardo Rescio https://italiaefriends.wordpress.com/

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Pubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 18 gennaio 2021

Pitti Immagine Uomo 97

I&f Arte Cultura Attualità
“Pitti Immagine Uomo 97”

Farsi notare grazie al proprio modo di vestire personale, è spesso segno di un modo di essere, a volte solo di sembrare, per qualcuno che invece sceglie look caricaturali al limite dell’eccentricità, diviene solo esigenza di stupire, atteggiamenti che forse con la moda hanno poco a che fare.
Anche quest’anno Pitti Uomo 97, dal 7 al 10 gennaio 2020 alla Fortezza da Basso, ha mostrato il meglio delle produzioni nazionali e internazionali del bel vestire, puntando su quel vecchio adagio che vuole riconoscere il vero stile dai e nei dettagli.

Riccardo Rescio per @Italiaefriends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Henry Moore” Il disegno dello scultore  di Riccardo Rescio

Henry Moore
Il disegno dello scultore

Il disegno dello scultore”, è la mostra curata da Sebastiano Barassi, Head of Henry Moore Collections and Exhibitions e Sergio Risaliti, Direttore Artistico del Museo Novecento di Firenze, dedicata al grande scultore Inglese Henry Moore. La mostra, organizzata in collaborazione con la Henry Moore Foundation, con il contributo di Banca Monte dei Paschi di Siena, aperta sino al 18 luglio 2021, vedrà il Museo Novecento di Firenze ospitare una corposa selezione di disegni, circa settanta, assieme a grafiche e sculture. Henry Spencer Moore figlio di minatore, vive la sua infanzia tra i colleghi del padre imparando a osservare e conoscere il carbone, le rocce e le pietre grezze o levigate dall’acqua. Studia Arte e al British Museum di Londra, che visita frequentemente, viene fortemente attratto dalla scultura antica Sumera ed Egizia. Henry Moore nasce a Castleford, il 30 luglio del 1898 e muore a Much Hadham, il 31 agosto del 1986. La Mostra, significativa per presenza di opere e per il carattere inedito della scelta, fortifica ancor piu il grande legame di Moore con il territorio Toscano, che tuttora ospita opere monumentali dell’Artista, che nel 1972 ha accolto l’importante esposizione, nella straordinaria cornice del Forte Belvedere di Firenze, nel 1987, la Mostra nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio e nel 2021, questa al Museo Novecento. Un legame forte con Firenze che ha rappresentato un momento saliente e forse cruciale nella formazione del genio artistico di Henry Moore, giunto in città per la prima volta nel 1925, grazie ad una borsa di studio messa a disposizione dalla Royal College of Art. Fu quella l’occasione per ammirare e osservare le creazioni dei grandi maestri del passato, tra cui Giotto, Donatello, Masaccio e Michelangelo. Lo scopo principale dei miei disegni è di aiutarmi a scolpire. Il disegno è infatti un mezzo per generare idee per la scultura, per estrarre da sé l’idea iniziale, per organizzare le idee e per provare a svilupparle…Mi servo del disegno anche come metodo di studio e osservazione della natura (studi di nudo, di conchiglie, di ossi e altro). Mi accade anche, a volte, di disegnare per il puro piacere di farlo”, ha dichiarato Moore. Sempre secondo Moore infatti: “L’osservazione della natura è decisiva nella vita dell’artista. Proprio dalla attenta osservazione lo scultore arricchisce la propria conoscenza della forma, trova nutrimento per la propria ispirazione e mantiene la freschezza di visione, evitando di cristallizzarsi nella ripetizione di formule. Con “Henry Moore. Il disegno dello scultore” si accende quindi un faro sulla produzione grafica di questo protagonista della scultura contemporanea, che nel corso della sua intensa attività ha avuto modo di confrontarsi non solo con la scultura primitivista ed extraeuropea e con le sperimentazioni formali e linguistiche delle avanguardie storiche su tutte, le esperienze di Brancusi e Picasso, ma anche con la tradizione della grande Arte Italiana dei secoli precedenti, in particolare con quella dei grandi Maestri artefici dell’umanesimo in Arte. Firenze città d’Arte per antonomasia e culla dell’umanesimo, torna a rendere omaggio a Henry Moore, lo scultore moderno che più di ogni altro ha saputo interpretare e sviluppare la lezione dei grandi maestri del Rinascimento, dando vita a un’esperienza nuova, diversa anche se consequenziale per molti aspetti a quella di Masaccio e Donatello, di Brunelleschi e Michelangelo.

Al Museo Novecento di Firenze sino al 18 luglio 2021

https://photos.app.goo.gl/vgPV61XC9aMQcoAW6

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #incontriamocialmuseo

“The Founder” Il Primo Trailer Italiano Ufficiale del film sul fondatore di McDonald’s

“L’Italia è un Paese di pescatori a cui manca la Rete” di Riccardo Rescio

C’è chi con un medaglione di carne tritata o con dell’acqua colorata proposta come caffè, ha realizzato catene mondiali e c’è chi da noi, nel Paese delle meraviglie, ancora si domanda come si conquistano i mercati. Eppure ci sono esempi concreti, collaudati, che intorno ad un monoprodotto hanno allegato di tutto e di più e noi che abbiamo veramente di tutto e tanto, ma tanto di più, non riusciamo a creare una rete di punti vendita a marchio Italia. La Promozione è una cosa seria, talmente seria che andrebbe fatta con una metodologia scientifica, controllabile, ripetibile e verificabile.
La necessaria rivoluzione della comunicazione dell’Italia nel mondo, ha il suo presupposto in alcuni elementi portanti, come la condivisione sistematica univoca e paritetica di quella straordinaria particolarità Territoriale costituita dalle nostre 20 straordinarie Regioni.
“Terre Uniche”, ricche di innumerevoli peculiarità, così ampie e variegate da accontentare anche i piu sofisticati ed esigenti viaggiatori dei nostri Tempi.
Infatti ogni Luogo della nostra “Penisola delle Meraviglie”, ha affascinanti Storie da raccontare, bellissimi Posti da far vedere, squisiti Sapore da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere.
Nonostante la palpabile sete di conoscenza di territori e la grande voglia e disponibilità ad acquistare prodotti Italiani e tutto ciò che all’Italia in qualche maniera si riconduce, non vi sono all’estero attività strutturate, ampiamente diffuse, che possano soddisfare tali richieste e sopperire a tali carenze.
Ecco che una Capillare Rete di Punti Promo/Vendita a marchio Italia, contribuirebbe a colmare questa lacuna.
Un programma di proliferazione da realizzare in Franchising che accellererebbe la realizzazione di un considerevole numero di Centri di Promozione e Vendita nel mondo.
Gli “AmbaStore” a Marchio Italia diverrebbero delle vere e proprie Ambasciate dei Saperi e dei Sapori, delle nostre Terre Uniche che assommano in sé tutte le caratteristiche e le peculiarità che hanno reso appetibile il Made in Italy a livello internazionale.
Il format innovativo raggruppa in un unico contesto una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e un Travel Point, esclusivamente dedicato all’Italia, per incrementare l’incoming turistico verso il nostro Paese, attraverso proposte strutturate che valorizzino tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano i Territori della 20 Regioni d’Italia, diversificando e destagionalizzando l’offerta. Attraverso la somministrazione, la vendita e i servizi collegati, gli “AmbaStore” permetteranno una facile indindividuazione e accessibilità ai prodotti Italiani, garantendone la qualità, la reperibilità e al contempo offrire una molteplicità di informazioni Turistico/Territoriali, Artistico /Culturali direttamente agli utenti finali.
Rendere percettibile e contemporaneamente tangibile, l’incommensurabile offerta Italiana, sia essa Agroalimentare, Produttiva, Manifatturiera, Territoriale, Turistica, Culturale, Artigianale o Folcloristica, è importante, determinante e necessaria, per far conoscere tutte le nostre Regioni, che per Lingua, Tradizioni, Cultura, Territorio e Produzioni Locali, sono una completamente deversa dall’altra e possono realmente offrire un ventaglio di proposte talmente ampio e diversificato, da accontentare proprio ogni tipo di aspettativa.
Una attività, permanente, continua e diretta al pubblico, quella degli “AmbaStore”, che implementerà sicuramente la destagionalizzazione, la difersificazione dei flussi turistici verso il nostro Paese, nella sua totalità territoriale e non potrà che incrementare la vendibilita’ delle Eccellenze Italiane all’estero, sia in termini numerici che di qualità.
Allora perché non farlo

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

https://t.co/9LuDYstbBx
https://t.co/BKoM6rhzxb

“Profumo di Oleandro” di Pier Giorgio Farina

C’è un fiore che più di altri ci parla di estati calde e mediterranee: l’oleandro.
I profumi, lo sappiamo, sanno richiamare istantaneamente alla memoria segmenti di vita vissuta meglio e più di una fotografia.
L’insieme di queste cose, per me, sa di infanzia. Ma non perduta, perché essa sapeva di ciò che fui dopo. Da bambino l’estate significava libertà di correre, di stare nella natura e sentirne la bellezza. Ma voleva anche dire vedere cose che mi affascinavano particolarmente. Quando, in inverno sentivo il rombo avvicinarsi, non potevo andare a scorgerli. Dal banchetto di scuola, che era rigorosamente biposto, il massimo che potevo era dire al mio compagno : “senti? … sta passando!”. Riuscivo a sentire il rombo dei “gialli addestratori ad elica” anche prima che si manifestasse.

Grottaglie era la base che ospitava sia la Scuola Istruttori (SCIV) che il Soccorso Aereo (SAR). In estate, insomma, potevo starmene più col naso all’insù. Sentivo le eliche avvitarsi nell’aria e correvo fuori dalla casetta di vacanza in campagna. Era poco fuori il paese e, come una saetta, mi fiondavo nel giardino o sul tetto; spesso salivo su quell’albero di fico da cui riuscivo a scorgere anche il passare tra le fronde del trenino per Martina Franca, più in là oltre la strada, sul filo dell’orizzonte, circondato dal profumo di oleandri. E che dire poi di quel battito d’ali possente, quanto cupo ed amico: l’elicottero, con il suo motore ancora a pistoni, fatto di tralicci argentati e cabina di vetro. Quante volte ho salutato e chissà, qualche volta qualcuno avrà visto quelle braccine agitarsi. Cosa avrei potuto fare da grande se non il pilota?
E invece no. Mia madre ne sarebbe morta di paura; ma non lo sapevo ancora, e così sognavo e mi illudevo, un giorno, di poter cavalcare anch’io due ali lucenti. Ma il rapimento massimo, quello che mi faceva battere più forte il cuore, era quando il capitano veniva a salutare la sua bella che abitava alla periferia del paese, Crispiano, a due passi da me. E quello era un jet! Caspita che passaggi radenti!

Ogni volta speravo che scendesse più giù. Che picchiate!
Allora era concesso volare così bassi ma più avanti, molti anni dopo, non lo fu più e, ironia della sorte, toccò proprio a me, controllare che ciò non accadesse mai. Nella vita, non ho potuto pilotare per mestiere, ma ho servito chi ha potuto farlo. Poi, ho imparato a credere in ciò che sa volare più alto e più veloce.

Quello stesso mestiere in cui non mi fu possibile esaudire i sogni mi diede altre occasioni, più preziose. Ed ora, ora che “ho già messo giù il carrello” mentre scendo per il mio atterraggio, mi basta sentire il profumo di oleandro per rivivere quei momenti. E il naso all’insù?

Quello mi è rimasto. Ma ho imparato a scrutare oltre le nuvole e penso a ciò che si muove tra le stelle ma che non vediamo e non sentiamo ancora. Che strano, ma proprio in tempi così bui, ripiegati su noi stessi, tutti avremmo bisogno di tirare su il naso e sentire la grandezza di ciò che va oltre la punta dei nostri capelli. William Shakespeare
Fece dire al suo Amleto : “ci sono più cose tra cielo e terra di quante tu possa immaginarne… “. Dobbiamo esserne certi perché può davvero supportarci nelle incertezze di questa nostra “irreale” realtà.
E l’oleandro… profuma.
Profuma anche di notte. E anzi, di più.

Pier Giorgio Farina

Ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana, ha svolto servizio presso il 3° R.O.C. di Martina Franca ricoprendo molteplici incarichi di comando. Corsi e incarichi presso enti Aeronautici in Firenze, Ferrara, Brindisi, Lecce, Roma, Taranto. In missione di PeaceKeeping in Kosovo e Afghanistan. Conclude il percorso al servizio dell’Arma Azzurra con il Comando del 65’ D.T.A.M.
Laureato in Scienze della Formazione, attualmente coinvolto in varie attività di carattere sociale, tra cui “L.L.I.F.E. Project” , di cui è autore, per diffondere la conoscenza della Agenda 2030 dell’ONU.
Sposato. Due figli.

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

I Musei Civici Fiorentini, riaprono lunedì 18 gennaio 2021

Tommaso Sacchi

I&f Arte Cultura Attualità
“I Musei Civici Fiorentini, da lunedì 18 gennaio 2021, tornano allo godibilita di tutti”
Ebbene si dal prossimo lunedì i Luoghi del cuore e Ludoteche dell’anima, tornano ad essere visitabili, i Musei Civici Fiorentini finalmente riaprono.
L’annuncio è stato dato dall’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi: “La cultura che riparte un segnale forte di speranza” Dopo il via libera del Governo, il Comune di Firenze è pronto ad accogliere di nuovo i visitatori.
“Non vogliamo perdere nemmeno un minuto – ha dichiarato Tommaso Sacchi – e anche se sappiamo che ci saranno sacrifici economici da fare crediamo che sia un segnale di speranza importante: dopo un anno di grave crisi per tutto il comparto culturale adesso ci auguriamo che la riapertura, con tutte le necessarie prescrizioni sanitarie, possa essere permanente”.
“In questi giorni – ha continuato – abbiamo lavorato senza sosta per organizzare la riapertura e possiamo annunciare che lunedì saranno di nuovo visitabili tutti i musei comunali. Dal Comune vogliamo che arrivi un messaggio chiaro: la cultura, come la scuola, sono pilastri fondamentali della società e gli strumenti cruciali per lo sviluppo e l’educazione delle giovani generazioni. Ringraziamo il ministro Dario Franceschini per aver ascoltato le richieste del mondo culturale e per l’impegno continuo verso tutto il settore”. (edl)
Giorni e orari di apertura dei Musei :

Museo di Palazzo Vecchio
Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì con orario 9,00 – 19,00
Giovedì con orario 9,00 – 14,00

Sala Duecento Arazzi Medicei
Martedì, mercoledì, venerdì, 10,00 – 18,00

Torre di Arnolfo
Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì con orario 9,00 – 17,00
Giovedì con orario 9,00 – 14,00

Museo Novecento
Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, con orario 11,00 – 19,00
Giovedì con orario 11,00 – 14,00

Museo Stefano Bardini
Lunedì e venerdì con orario 11,00 – 17,00

Cappella Brancacci
Mercoledì, giovedì e venerdì con orario 10,00 – 17,00

Cappella Brancacci/Fondazione Romano, percorso cumulativo
Lunedì con orario 10,00 – 17,00

Museo di Santa Maria Novella
Giovedì e venerdì con orario 10,00 – 17,00

Museo del Ciclismo Gino Bartali
Venerdì con orario 10,00 – 13,00

Memoriale di Auschwitz
Lunedì e venerdì con orario 10,00 – 13,00 (visite orarie)

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Pubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 15 gennaio 2021

Prosecco Doc da record, superate 500 milioni di bottiglie nel 2020 – Vino – ANSA.it

Credito immagine : Credito immagine : https://www.ansa.it

Prosecco Doc da record, superate 500 milioni di bottiglie nel 2020 – Vino – ANSA.it https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2021/01/12/prosecco-doc-da-record-superate-500mln-bottiglie-nel-2020_49acebb7-9536-44a2-8665-816db310fccf.html

“Idee, proposte e progetti” di Italia&friends

E se cinquecento milioni di bottiglie in un anno, solo di Prosecco, diventassero contatti di promozione e valorizzazione territoriale, moltiplicati almeno per due, poiché è raro che si beva una bottiglia di buon vino da soli, con la semplice introduzione di un piccolo codice QR Code sull’etichetta delle bottiglie, non dovrebbe essere una impresa così impossibile da realizzare, per tutti i nostri produttori di vino, visto che alcuni illuminati e lungimiranti già lo fanno.

Il codice QR è un codice a barre bidimensionale, ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema bianco di forma quadrata, impiegato in genere per memorizzare informazioni destinate a essere lette tramite uno smartphone. Wikipedia

ph riccardorescio

“Le Bottiglie Ambasciatrici Divine” di Riccardo Rescio
A proposito di “Circoli virtuosi”, per ciò che concerne le bottiglie vino, sono milioni le bottiglie di Vino in giro per il mondo, queste costituiscono contatti Promo/Pubblicitari a costo zero. Bottiglie che, a buon titolo, possono acquisire la nobile carica di autorevoli Ambasciatrici delle rispettive Terre d’origine.
Le etichettate delle nostre “Ambottiglie” dovrebbero essere dei veri e propri passaporti diplomatici, inconfutabili documenti di riconoscimento che caratterizzano e identificano ogni singola bottiglia e il suo prezioso contenuto.
Etichette di riconoscibita’ che riportino in chiaro, in modo leggibile informazioni sulla tipologia, carattetistiche del loro contenuto e anche la Localita’, il Comune la Provincia, la Regione, lo Stato di origine.
La facile e immediata collocazione e contestualizzazione della zona di produzione, non potra’ che implementare flussi turistici per i Luoghi di produzione, che oltre al vino, hanno certamente tanto altro da offrire.
Le etichette/passaporto dovrebbeto riportare anche un “Micro QR code”, con tutte le indicazioni geolocalizzanti, della zona di produzione e del contenuto della bottiglia. In sintesi, rendere concreto e tangibile il famoso “Circolo Virtuoso” tra Prodotto e Territorio, finalizzato ad una sempre maggiore valorizzazione di tutte le nostre Eccellenze, comprese quelle Vitivinicole, per una sempre migliore conoscenza delle nostre straordinarie “Terre Uniche”.

Articolo Pubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 25 maggio 2018 https://italiaefriends.wordpress.com/2018/07/07/le-bottiglie-ambasciatrici-divine/?preview=true

#comunichiamoalmondolitalia #alcentrodellabellezza #tuttoilbelloeilbuonochece #italiaefriendsocialinnovationproject

“Elogio del fritto” di Riccardo Rescio

Un buon fritto non si nega a nessuno.

Fettina di carne impanata e fritta

Un vecchio adagio popolare fiorentino recita che fritta, è buona anche una suola. Molto probabilmente è da questo modo dire che prende spunto un’altro detto, che più che tale, è in realtà un collaudato modo di fare, che costituisce uno dei postulati su cui si basa il potere, la collaudata procedura recita “date al Popolo affamato suole fritte e fate in modo che parli unicamente dell’impanatura e non dell’impanato. Una strategia comunicazionale finalizzata a distogliere l’attenzione della sostanza delle cose, spostandola su questioni marginali, senza grande importanza, facendole però assurgere facogitandole, a vitali questioni di sopravvivenza. Una attività paradossalmente accolta con fervore fideistico da parte di chi non ha voglia, tempo e capacità di capire, la totale o parziale assenza di capacità critica è un fertile terreno che porta a far fiorire, eufemisticamente parlando, fazioni, movimenti e partiti, che poggiano la loro stessa esistenza sulla doratura del fritto, peccato che in molti casi come contenuto non c’è neanche una suola, ma solo aria, aria fritta ben impanata.

Firenze 14 gennaio 2021

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Giorgio Gaber – La libertà”

“La Libertà è proposizione” di Riccardo Rescio

La libertà è partecipazione diceva in una sua canzone Giorgio Gaber, ma la libertà deve essere anche proposizione, per rendere la partecipazione concreta, attiva, contributiva, si perché la libertà per continuare ad esistere ha necessità e bisogno di nutrirsi, continuamente e come un corpo per poter restare sano ha bisogno di una giusta ed adeguata alimentazione, che preveda una ampia e variegata presenza di alimenti, così la libertà ha necessità di essere alimenta dal contributo personale e quindi diversificato di ogni singola persona della comunità. Quale momento migliore per pensare, riflettere, considerare se non quello in cui per qualsivoglia motivo, incominciamo a guardarci dentro, cercando di capire il come e il perché del nostro fare e del nostro eventualmente subire o comunque del nostro essere, partecipare, condividere. È questo il momento di smettere di fare dissertazioni assurde e inconcludenti, ora è giunto il tempo per renderci attori di quel cambiamento che vorremmo vedere intorno a noi, smettendo di essere spettatori presunti inermi, solo presunti perché chi sta solo a guardare, non solo subisce, ma contribuisce a rallentare, affossare e boicottare, ogni forma di miglioramento per sé e per gli altri. Se un tempo era difficile rendere la partecipazione attiva, se non con assembramenti fisici, di massa che parlavano e gridavano slogan, oggi la moderna tecnologia ci permette di partecipare ogni singola voce, ogni singolo pensiero, uscendo dalla mera logica del dissenzo di pancia per passare a quello della proposta di testa. Smettiamola di contestare attaccando, ma contestiamo proponendo idee e progetti, solo così potremo veramente crescere ed evolverci, ricordando sempre che i più grandi misfatti della storia sono stati perpetrati da folli megalomani, che senza il consenso attivo e passivo di chi non ha voluto e saputo difendersi da teorie aberranti, sono stati incapaci di proporre, accontentandosi di subire, nella presunzione di essere attori, mentre non erano altro che strumenti di recessione e repressione. Allora se la Libertà è partecipazione rendiamola propositiva, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.

Firenze 14 gennaio 2021

“Più di ieri, meno di domani” di Patrizia Merlino

Da ieri a domani

“Più di ieri, meno di domani”
di Patrizia Merlino

Tutte le volte che sento parlare di parità uomo/donna, di gendergap ….mi viene alla mente la mia “storia” non che io sia un fenomeno……ma non ho mai creduto che la capacità di una donna si possa basare su una norma, bè no questo rende la credibilità delle donne, diciamo così, “poco credibile” e quindi abbiamo poco da lamentarci quando non veniamo valutate (anche economicamente) alla pari dei nostri competitor uomini.
La mia vita lavorativa, anche se sono una seconda generazione, è iniziata non in azienda anzi…la mia prima scrivania fu la lapide di un signore con due baffoni….aveva fatto la guerra del 15-18, ebbene sì io che viaggio sempre sul tacco ho iniziato con gli scarponi, andando sui cantieri ed all’inizio senza sapere se le case si costruivano partendo dal tetto o dalle fondamenta….per chi non lo avesse capito ho iniziato come marmista, nome declinato al femminile ma fatto sempre, nella storia dei tempi, da uomini.
Vi evito il racconto della prima volta che andai a comprare lastre a Carrara.
Sì a 19 anni ho rilevato una ditta di marmi, anche se ero iscritta a Giurisprudenza e sognavo di fare il magistrato antimafia (erano gli anni delle stragi), non scorderò mai la frase di un mio prof. “signorina lei ha il carattere e le capacità per riuscirci….ma appena atterata a Palermo le sparano sulla fiducia”….vabbeh il mio caratterino non è mai stato il mio punto debole.
Diciamo che non ho mai fatto scelte “convenzionali” … a meno che la moto da trial al posto del motorino sia la scelta più corretta, no no per me nessun tutù.
La ditta di marmi uscì da una proposta che fecero a mio papà e che io accettai incurante di essere una donna, ma credetemi imparare un mestiere che da sempre è regno degli uomini mi sembrò l’idea migliore, come aggravante alla mia voglia di fare e di non farmi spaventare dalle difficoltà, che spesso si rivelano per essere delle chance come abbiamo visto nel 2020, sono nata lavorativamente a Ceva, cittadina del basso Piemonte che diede i natali a Marisa Belisario la più famosa donna manager che l’Italia abbia avuto.
Vendetti l’attività, ma affittando il capannone che intanto avevo costruito, dopo 8 anni su e giù per i cantieri vivendo nei primi tempi scherzi che ora farebbero gridare, uno per tutti un giorno salii su una soletta e vidi togliere la scala di legno… beh sarebbe stato destabilizzante, ma non mi persi d’animo dissi a chi era sotto “se non mi vedranno rientrare stasera magari qualcuno verrà a cercarmi… intanto prendo il sole” questa frase fece sì che la scala tornasse al suo posto subito.

Se si vuole giocare in un campo avverso bisogna prima di tutto sapere ed accettare le regole del gioco, non possiamo volere la parità quando chiediamo di cambiare “a forza” le regole del gioco.
Se voglio fare un mestiere maschile o meglio che è sempre stato fatto da uomini, non vale chiedere che cambino il genere (magistrata, sindaca, assessora, meccanica… che giustamente una volta tanto il correttore dà errore scritto così) ma devo saper fare il mestiere, la bravura non è data per desinenza ma è data dalla propria capacità, in fondo gli uomini quando intraprendono mestieri “femminili” non fanno tante “storie”, lavorano e cercano di portare a casa i risultati.
Sinceramente se avessi avuto la fortuna di avere una figlia le avrei fatto fare un mestiere da uomo, senza aiuti, perché non vale lamentarsi ma, al contrario, vale farsi valere.
Sì io sono fortunata lavoro nella ditta che mio padre ha costituito 60 anni fa, come sanno bene tutti quelli che arrivano in seconda, terza etc… battuta, siamo fortunati, abbiamo la “pappa pronta”, ma chi lo dice spesso non sa quanta fatica ci sia nel guadagnarsi il “posto al sole” perché l’ombra di chi ci ha preceduto se è stato bravo, forte, capace, intraprendente è tanta, e allora bisogna fare di più.
Nel mio caso mio papà mi ha cresciuta (e qui torniamo al problema di genere) senza favoritismi né in quanto sua figlia, men che meno perché donna.
Ed io ho sempre preso ogni sfida che mi ha lanciato come un challange per dimostrare che non basta essere figlia di …
Per un periodo abbiamo dovuto stampare dei particolari all’interno di uno stabilimento esterno, bene chi ha vinto la missione? No non servono indovinelli io… ovvio la sfida era importante ed impegnativa, bene anche in quel caso non sono arretrata, ma pur considerando che i turni erano 3, io entravo quando usciva il turno di notte e poi uscivo quando entrava il turno di notte, così da preparare il lavoro per i miei, seguirli tutto il giorno ed assicurarmi che la linea di produzione avesse merce per tutta la notte.
Diciamo che è stata un’esperienza faticosa, stressante (fermare una linea di produzione di una multinazionale, diciamo che non sarebbe stata una grande idea) ma assolutamente formativa.
Al termine di questo monologo non posso che affermare di essere felice del mio essere donna, ma che non sopporto favoritismi da parte di nessuno perché essere donna non è un handicap, non abbiamo bisogno di favoritismi, di scivoli (coi tacchi poi sono pericolosi) ma anzi….dobbiamo essere talmente brave dal crearci il nostro spazio, con la nostra forza, la nostra inventiva e se non ci riusciamo…..bè forse non stiamo facendo lo sforzo nella giusta direzione ricordiamo sempre che c’è una differenza forte tra quello che desideriamo e quello che siamo in grado di fare, e un po’ di umiltà aiuta.
Comunque mai, mai e mai cadere vittime di ricatti di qualsivoglia tipo, noi più “anziane” dovremmo spiegare alle giovani che entrano nel mondo del lavoro cosa significa farsi valere, avere un proprio posto, saper scegliere e soprattutto avere la forza di non scendere mai a umilianti patti.

Patrizia Merlino
http://www.merlinopubblicita.com/it/chi_siamo

Da Ieri a domani” è una rubrica a cura di Tiziana Leopizzi

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

“Quando la bellezza invade gli occhi” di Riccardo Rescio

A Firenze, nella Città d’Arte per antonomasia, in uno scenario incredibilmente bello, con un panorama dominato dalla straordinaria imponenza del Duomo, che in realtà è perfetto così com’è, c’è tutto un resto che al suo cospetto risulta piccolo.
Un considerevole resto, fatto di tanti capolavori di dimensioni certamente più contenute, ma immensi e di altrettanta assoluta bellezza, tutti distinguibili, visibili, quasi tangibili, dal Forte Belvedere, che nella sua terrazza ospita 10 grani strutture, con Venti immagini giganti di Firenze e della Toscana, che costituiscono nel loro insieme la Mostra “Bellezza oltre il limite” di Massimo Sestini, aperta al pubblico da 16 settembre al 31 ottobre 2020.
Venti immagini di magistrale bellezza, che si stagliano nello straordinario panorama di Firenze, vere e proprie sculture fotografiche, che vogliono fortemente rappresentare l’interpretazione Artistica del concept “Toscana, Rinascimento senza fine”, il progetto comunicativo studiato da Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, per la campagna internazionale di promozione della Regione Toscana.
Sono immagini, quelle di Massimo Sestini, che presentano Firenze e una Toscana ritratta da una prospettiva sicuramente inedita, poiché i suoi scatti sono stati realizzati a 2000 piedi di altezza, con speciali obiettivi che hanno permesso inquadrature di assoluta originalità.
Il risultato naturalmente va al di là di una tradizionale se pur professionale fotografia, divenendo vera opera d’Arte.
La disposizione, il posizionamento, l’artenanza delle strutture portanti delle immagini, sapientemente collocate, si alternano tra loro lasciando spazio a inquadrature dello spettacolare panorama che le contiene, creando una suggestione ottica di incredibile bellezza. La campagna “Toscana Rinascimento senza fine” costituisce la perfetta sintesi di un’insieme di azioni di promozione, tra loro complementari e progressive, attuate in questi mesi per creare un nuovo modo di comunicare, per poter suscitare un sempre maggiore interesse verso le tante diffuse, meravigliose straordinarietà, che la Regione Toscana racchiude. Una azione combinata per intercettare il Turismo Nazionale e Internazionale, in modo decisamente e finalmente più nuovo e accattivante. Dalla bellissima e indimenticabile Mostra del 1972 di Henry Moore, il Forte di Belvedere di Firenze è diventato uno degli spazi espositivi aperti più importanti e belli al mondo. Riapre finalmente in questo settembre 2020 proprio con la Mostra di Massimo Sestini, con le sue immagini che sono incastonate in strutture di considerevole grandezza, ognuna delle quali misura cinque metri per tre che, come grandi finestroni, si inseriscono sullo skyline di Firenze.
La Mostra “Bellezza oltre il limite”,
è stata curata da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, promossa dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze e realizzata da Fondazione Sistema Toscana, Toscana Promozione Turistica e Mus.e

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #RinasceFirenze

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3554408857944229&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=qSGjMJEtIN1oRH55

“Binari” di Alan Oisrak

Chissà quale sensazione prova il conduttore di un treno quando, seduto al suo posto di guida fissa quei binari che ha davanti, che scorrendogli sotto velocissimi, sembrano voracemente inghiottiti dal suo stesso treno.
Sicurezza o sgomento, certezza o angoscia, difficile dirlo, forse per ogni conduttore sarà sicuramente diverso, di certo la sensazione provata dipenderà molto dal carattere, ma anche dal momento e di sicuro non sarà mai la stessa.
Il treno e i suoi binari potrebbero davvero essere una buona metafora della nostra stessa vita, perché anche il treno, nasce, compie un percorso e muore.
Noi potremmo essere quel treno e i binari la strada che percorriamo, a chi volesse obiettare poi che il treno non possa scegliere la propria strada, che non abbia alternative e corra solo su binari che altri hanno posizionato, potremmo far notare che questo potrebbe succedere anche a qualcuno di noi, per tutti gli altri altrettanto vero è che i binari del nostro percorso, quelli su cui facciamo scorrere la nostra stessa vita, siamo solo noi a posizionarli, a volte facendolo in modo estemporaneo, altre realizzando un preciso progetto.
Quale sensazione proviamo quando ci rendiamo conto che il nostro percorso è prestabilito da qualcun’altro, quando constatiamo che tutto è predeterminato, tutto è certo e quale sensazione proviamo invece quando niente è sicuro, niente è prestabilito, tutto è precario e da soli, ci troviamo di fronte non più binari, ma le tante possibili strade, le diverse vie, i tanti sentieri o gli innumerevoli mulattiere da scegliere per poi percorrere.
Cosa proviamo noi una volta fatta quella scelta fra i tanti possibili percorsi e quale sensazione effettivamente proviamo, nel seguire quei binari inghiottiti dal nostro procedere che abbiamo preventivamente tracciato, sicurezza o sgomento, certezza o angoscia, ma sopratutto cosa potrebbe o dovrebbe davvero darci la certezza necessaria per capire, una volta giunti all’arrivo del nostro viaggio, se avremo effettivamente scelto bene e percorso correttamente la nostra strada, la nostra personale via, chissà quale emozione proveremo in quel momento, sarà la certezza di aver scelto bene o lo sgomento per aver sbagliato.
Olomouc Ceska Republica 6 ottobre 2011

“I Semi del noi” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “I Semi del noi” di Riccardo Rescio

La semina non è una strategia, è un processo, una successione di eventi che determinano, con il tempo e le attenzioni, il germogliare di piante, fiori e frutti. La condivisione non è un mezzo, ma un reciproco scambio, un vicendevole arricchimento, che con il tempo e la dovuta attenzione determina in noi il germogliare di pensieri, parole ed opere. Le strategie e i mezzi necessari per attuarle, sono solo deformazioni utilitaristiche della naturale maturazione, che l’uomo ha pervicacemente stravolto per raggiungere obiettivi personali, spesso a scapito di chi questi metodi non ama seguire. Perché la maturazione è quel qualcosa di straordinario che non spieghi, non è un processo strategico, non è un fine, non è neanche un obiettivo da raggiungere, ma un flusso che si implementa continuamente, indispensabile per riuscire ad attivare e ottenere realmente che germino i semi del noi. La vita è come un campo da coltivare, ed ognuno di noi ha l’usufrutto di un appezzamento, per un tempo determinato, del tutto imprevedibile e assolutamente limitato. La Terra è talmente varia e diversificata, che è impossibile che tutti possano avere appezzamenti tra loro simili, con uguali dimensioni e caratteristiche. Infatti tante sono le varietà dei campi, ci sono quelli di pianura vicino al mare, altri in valli di montagna, altri ancora vanno addirittura creati, la dove il terreno è in ripida scoscesa. Alcuni di questi appezzamenti sono estremamente fertili altri meno o appropriati a specifiche coltivazioni ed altri ancora adatti invece a qualsiasi tipo di semina, ma tutti hanno in comune quest’ultimo aspetto, la semina, che costituisce la condizione essenziale per far germogliare ciò che è indispensabile alla sopravvivenza. Senza semina non c’è maturazione, quindi la semina è fondamentale per dare inizio al processo, ma questo deve seguire con precisione e attenzione le regole della natura, che ne stabilisce tempi e modi, una antica sapienza che viene ciclicamente trasmessa dal tutore della terra ai propri successori. La scelta del tipo di seme determinerà la specie, la qualità e il sapore, di ciò che andrà a maturazione. I semi del noi, sono quelli di prima scelta, quelli dell’io la seconda, quelli dell’ego la terza scelta. Ma la semina se pur determinante è solo il primo importate passo, ci vorrà tempo, tanto amore, passione e dedizione, affinché il seme possa diventare, pianta, fiore o frutto. La vita non è che questo e noi altro non siamo che il frutto di quel seme.

Firenze 11 gennaio 2021 #ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“I&f Café” Un Caffè con Elena Tempestini, parlando di innovazione Museale

Un Caffè con ….. Parlando di …..

Mercoledì 13 gennaio 2021 alle 21, sul gruppo Amici di ARTOUR-O IL MUST di Facebook, il 2°appuntamento all’ I&f Café, sarà Elena Tempestini a gustare il prossimo caffè con gli Amici di ARTOURO e di Italia & Friends.

Continueremo il discorso iniziato con Serena Bertolucci, Direttore della Fondazione di Palazzo Ducale a Genova, che ha aperto questa tematica condividendo le sue importanti esperienze con noi. Le idee sono state intanto raccolte e faranno parte poi del manifesto finale.

Elena Tempestini, fiorentina, innamorata di Firenze, è storico, scrittrice, curiosa, free lance per diverse testate, fotografa, ama i fiori, insomma è donna di grande cultura. Inizierà introducendo il concetto di Museo come attrattore e attivatore. Fondamentale la vostra partecipazione per esplorare proposte da presentare a chi di dovere, anche fosse anche un solo museo per volta. La formula adottata permette di scrivere dei semplici post, non esitare a mettere idee, commenti, proposte e suggerimenti che saranno raccolti e proposti.

Tiziana Leopizzi http://www.ellequadro.com

Riccardo Rescio https://italiaefriends.wordpress.com/

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Sulla Fede” di Patrizia Poggi

Considerazioni sulla Fede di Patrizia Poggi a commento dell’articolo “Lettera aperta a Papa Francesco”

Condivido tutto Riccardo Rescio sulla fede. La fede deriva dall’ascolto (fides ex auditu), ci insegna San Paolo. L’ascolto a sua volta implica sempre un partner. La fede non è un prodotto della riflessione e neppure un cercare di penetrare nelle profondità del mio essere. Entrambe le cose possono essere presenti, ma esse restano insufficienti senza l’ascolto mediante il quale Dio dal di fuori, a partire da una storia da Lui stesso creata, mi interpella. Perché io possa credere ho bisogno di testimoni che hanno incontrato Dio e me lo rendono accessibile…( Ecco le parole di Benedetto XVI)

Patrizia Poggi

Promotrice di Arte-Cultura e Turismo, già resident manager del Relais Villa Roncuzzi, https://www.villaroncuzzi.it
collezionista d’Arte, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends. p.poggi@villaroncuzzi.it

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Lettera aperta a Papa Francesco” https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1773899835995149&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

“Il Viaggio della Volontà” di Elena Tempestini

“Il Viaggio della Volontà” di Elena Tempestini

Elena Tempestini

La vita è un continuo viaggio di volontà, tenacia, pazienza, cadute e determinazione per rialzarsi spazzolandosi la polvere dagli abiti. È la capacità di “stare dentro” le situazioni, imparare con cautela e coraggio, senza cercare scorciatoie, assumendosi responsabilità. Non servono scappatoie o vili sgambetti, serve il credere in se, il migliorarsi per prosperare e sapere che di certo c’è ben poco, e poi sicuramente ci vuole la Serendipita’ della vita… Ricordate Forrest Gump? Forrest ed il suo ex capitano del Vietnam vengono travolti da una violentissima tempesta mentre si trovano su un peschereccio per gamberetti, con il quale non erano mai riusciti a pescare e sopratutto guadagnare molto. Rischiano seriamente la vita, mentre gli altri pescatori sono rimasti in porto al sicuro. Al loro miracoloso ritorno sulla terraferma, si accorgono che ciò che avevano vissuto come un evento estremamente negativo è stata la loro fortuna: mentre gli altri pescherecci sono stati distrutti dalla tempesta che li ha fatti sbattere contro le banchine del porto, la loro è l’unica imbarcazione rimasta indenne, da quel momento le loro reti vengono sempre sollevate stracolme di crostacei. Da lì parte un business miliardario di vendita dei gamberetti. È l’affrontare la tempesta che consentirà a Forrest di diventare il più importante rivenditore di gamberetti, nonché un milionario.

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Le Grandi Mostre 2021” di Palazzo Strozzi Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“Le Grandi Mostre 2021” di Palazzo Strozzi Firenze

Palazzo Strozzi, come tutto il Sistema Museale Italiano, è fortemente determinato a portare avanti la propria programmazione adeguata al mutato scenario e alla luce delle conseguenti restrizioni, elaborando una nuova tipologia di progetto, adatto a questo difficile momento e in grado di coniugare la dimensione digitale con quella fisica, che auspichiamo arrivi prima possibile. Niente e nessuno deve fermare la voglia di conoscere, scoprire e riscoprire ciò che costituisce linfa vitale per l’anima ed elemento inalienabile per la metabolizzazione del cibo per il corpo.
Riccardo Rescio

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi, 50123 Firenze

Info
Tel. +39 055 2645155

Prenotazioni
Tel. +39 055 2469600
Dal lunedì al venerdì 9.00-13.00 / 14.00-18.00
prenotazioni@palazzostrozzi.org

Home

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

“Tiziana Leopizzi”

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata Accademico ad Honorem dell’Accademia delle Arti del Disegno, per la sua scelta di diffondere i valori dell’Arte e della Cultura in modo semplice e trasversale. L’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, è la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, vanta come primo Accademico Michelangelo. Nel 2018 Tiziana Leopizzi è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci, il cui Curriculum vitae non manca occasione di publicare, è certamente per tutti noi una inesauribile fonte di inestimabili saperi. Tiziana Leopizzi, dalla eclettica e vulcanica personalità e dall’inesauribile voglia di fare, utilizza l’Arte come strumento di informazione, realizzando straordinari progetti comunicativi in Italia e all’estero. Dal 1993 Tiziana Leopizzi è responsabile di Ellequadro Documenti Archivio Internazionale Arte Contemporanea di Genova, che raccoglie informazioni su oltre 165.000 nominativi tra Artisti e Designer. Grazie a questo poderoso supporto tecnico crea ed organizza eventi d’Arte contemporanea, mostre, conferenze in Italia e all’Estero per far risaltare l’identità di Istituzioni, Imprese e Privati. In quest’ottica da anni valorizza il ruolo della Committenza con ARTOUR-O il MUST, il MUSeo Temporaneo, progetto itinerante che ha toccato numerose città in Italia e all’estero come Genova, Firenze, Roma, Londra, Montecarlo, Shanghai e Yiwu, Beijing, Mérida, Hangzhou, Praga ed ora Barcellona, e in Italia con i MISA – Museo Internazionale in progress di Scultura per le Aziende, nei luoghi dove sono ubicate le Aziende. Tali progetti, veri e propri strumenti di comunicazione culturale per le Imprese, costruiscono un network trasversale che coinvolge Aziende, Fondazioni, Istituzioni, Musei e Università, creando o incentivando il dialogo tra di loro. Ellequadro Documenti annovera tra i suoi progetti anche Fermo Immagine, iniziativa che unisce Arte, Musica, Performance e Moda in un unico format, il Premio gAt – Giovani Artisti di Talento dedicato alla promozione dei giovani artisti under 35 del territorio Italia e Saper Vedere. Firenze 9 gennaio 2021

http://www.ellequadro.com #ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece

“Streghe e Stregoni” di Riccardo Rescio

Credito immagine : https://it.freepik.com/vettori-premium/stregone-con-la-strega-del-personaggio-da-favola-avatar_5597765.htm

Ogni tempo ha le sue streghe, ed ogni strega ha il suo persecutore. Tremate, tremate, le streghe son tornate, in realtà ci sono sempre state, non se ne sono mai andate, ma purtroppo mai veramente individuate. Perché quelle che hanno perseguitato, flagellato e bruciato, erano solo vittime sacrificali da dare in pasto al popolo credulone per coprire i misfatti che i veri stregoni perpetravano. La Storia dell’uomo è lunga, ma la sua evoluzione lenta molto, molto, lenta e chissa mai quando arriverà al suo compimento.
Dallo stato di natura ad oggi ciò che unisce maggiormente le masse è avere una entità a cui attribuire colpe e responsabilità, un nemico da colpire, per placare la sensazione, spesso solo presunta, di aver subito un torto, o per una supposta necessità di sopravvivenza, pretesti sempre farciti di retorica, di luoghi comuni, di banalità, di slogan, necessari a fagocitare un popolo contro una minoranza, un nemico da dover colpire, combattere, eliminare. Lo sanno bene i caporioni, i caporali, i complessati e gli squilibrati, di tutti i tempi, che riescono a trasformare le proprie paure, repressioni e angosce, in nevrosi collettive, liberando dal proprio essere il Minotauro che hanno dentro, per poterlo aizzare contro un singolo, un gruppo, di un popolo dal diverso credo, colore politico o sembianze somatiche.
Passano i secoli, cambiano i tempi, il progresso corre, la vita sembra diventare meno irta di difficoltà, le malattie trovano contrasti sempre più forti, che ostacolano il loro diffondersi e che ne limitano gli effetti mortali, ma nonostante questo, la voglia di trovare un nemico su cui riversare le proprie insoddisfazioni personali e collettive, è sempre latente. Nonostante i drammi causati dalle guerre in generale l’uomo non conserva memoria dell’immenso dolore, delle immani distruzioni, degli insanabili dolori provocati dall’odio, è sempre pronto ad abbeverarsi alla fonte di quell’acqua che gli viene fatta credere potabile e miracolosa, ma che potabile e miracolosa non è, e mai potrà esserlo.
Sono proprio quelli che la Storia la ignorano, più o meno volutamente, ma che ben conoscono le debolezze umane, che la reiterato, mai con le stesse identiche modalità, sempre in modo diverso, subdolo, fuorviante, tanto da stordire purtroppo anche quelli che la Storia l’hanno studiata e la conoscono bene. Quindi è vero che la Storia insegna, ma non a tutti in egual misura, per questo si ripete continuamente, per per lo stesso motivo e utile lasciare da parte magie, stregonerie e illusionismi e perseguire la strada della consapevolezza ragionata e non subita. consapevolezza
Riccardo Rescio (Italiaefriends) Firenze 9 gennaio 2021

#ierioggidomani

“Un grazie come strategia” di Riccardo Rescio

”Un grazie come strategia” di Riccardo Rescio

Credito immagine : https://www.valut-azione.net/saperi/strategia/

Una strategia è un piano d’azione di lungo termine usato per impostare e coordinare azioni tese al raggiungimento di uno scopo od obiettivo predeterminato.
Il concetto si applica a svariati campi (filosofia, teologia, economia, urbanistica e pianificazione territoriale, psicologia, semiotica, retorica, letteratura, diplomazia, relazioni internazionali, militare, ludico) in cui per raggiungere l’obiettivo è necessaria una serie di operazioni separate, la cui scelta non è univoca e/o il cui esito è incerto. (Wikipedia)
La parola grazie resta un formalismo dialettico, estetico/comportamentale, un giusto mezzo, mera strategia, per raggiungere un fine, uno scopo, se non è accompagnata dalla profonda acquisizione del suo recondito significato. Tiziana Leopizzi, ha perfettamente ragione, quando puntualizza che la conoscenza dell’origine delle parole e il loro appropriato uso, è una rilevante, cruciale, questione, nella migliore e più adeguata esplicitazione e comprensione del pensiero. Perché le parole sono importanti e molto spesso determinanti.
Potremmo dire grazie, mille volte, potremo apparire educati, formali, raffinati, tutto sembrerà, corretto, raffinato, migliore, ma non lo sarà nella sostanza, se resta mero esercizio di buone maniere.

Credito immagine : http://pillolediconoscenza.it/le-parole-un-gioco-di-relazioni/

Se vogliamo realmente che la nostra quotidianità abbia un senso, diamo senso alle parole, non per impostare, coordinare azioni tese a raggiungimento uno obiettivo predeterminato, non usiamo strategie dialettiche, per vivere meglio, comportiamoci consapevolmente meglio.

Riccardo Rescio

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece

https://www.linkedin.com/posts/tizianaleopizzi_praticare-la-gratitudine-e-dire-grazie-activity-6751892586606194688-LpDx

“Friends of Florence restaurano il Globo” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Friends of Florence restaurano il Globo”
di Riccardo Rescio

Una prima volta con nuove tecnologie, non si nega al alcuno ed ecco che, grazie al contributo di Friends of Florence, il restauro della Sala delle Carte geografiche e del Mappamondo a Palazzo Vecchio di Firenze avranno il loro primo tecno restauro. I lavori cominceranno a primavera 2021 e dureranno un anno.

L’Assessore Tommaso Sacchi : “Recuperiamo una sala preziosa e riportiamo all’antico splendore l’enorme globo”
Un intervento di restauro da 500 mila euro che prevede il recupero e la valorizzazione degli arredi, degli impianti, delle carte geografiche e dell’enorme mappamondo che troneggia nel centro della Sala del Guardaroba del Museo di Palazzo Vecchio, comunemente nota come Sala delle Carte geografiche, che ad eccezione di alcuni interventi di manutenzione risalenti agli anni cinquanta non erano stati sottoposti a un restauro con tecniche moderne.

Il progetto, elaborato dalla direzione Servizi tecnici-Fabbrica di Palazzo Vecchio, ha avuto il via libera della giunta comunale su proposta dell’assessore alla cultura Tommaso Sacchi e sarà finanziato grazie a una donazione della fondazione Friends of Florence nell’ambito del programma Florence I Care che mira a creare partnership con privati per il restauro di beni culturali e di interesse pubblico.

“La Sala delle Carte Geografiche – ha detto l’Assessore Sacchi – è uno degli ambienti più preziosi del museo di Palazzo Vecchio.
Il meraviglioso globo posto al centro è uno dei più grandi e antichi giunti quasi del tutto intatti fino a noi.
Adesso ce ne prenderemo cura grazie alla generosità di Friends of Florence e valorizzeremo tutta la Sala dal pavimento al soffitto e agli armadi alle pareti dove sono collocate una cinquantina di carte su tavole a olio che raffigurano tutto il mondo conosciuto ai tempi di Cosimo I”.

Simonetta Brandolini d’Adda,
Presidente di Friends of Florence, ha voluto sottolineare che :
“Da quasi vent’anni Friends of Florence desidera realizzare il restauro della Sala delle Carte Geografiche e del mappamondo, non solo per l’importanza scientifica ed artistica delle opere, ma anche perché, qui fra le pareti di questa stanza in Palazzo Vecchio, si conserva la testimonianza di come fosse il mondo conosciuto al tempo di Cosimo I.

E’ un progetto affascinante e altamente necessario per salvaguardare un ambiente così unico al mondo.
Ringraziamo il donatore per il loro sostegno al progetto e ai tanti progetti di Friends of Florence”
La Sala delle Carte Geografiche, che si trova al terzo piano, del Museo di Palazzo Vecchio, è fra i suoi ambienti più visitati, di conseguenza è sottoposta a una notevole usura.
Il pavimento ormai disconnesso, gli impianti di illuminazione, ormai inadeguati, necessitano di urgenti restauri e aggiornamenti.

Le carte, 53 dipinti a olio su tavola che offrono una dettagliata rappresentazione di terre e mari conosciuti ai tempi di Cosimo I, sono impreziosite da una miriade di iscrizioni dorate, raffinati cartigli, imprese medicee e creature fantastiche, saranno staccate e restaurate nella sala attigua che già ospitò il restauro del putto che decora il Terrazzo di Giunone al terzo piano del museo, recuperato un anno fa sempre grazie a Friends of Florence.
Il mappamondo, con una circonferenza di oltre due metri, invece, troppo grande per cambiare posizione, sarà solo spostato all’interno della sala stessa, via, via, che procederanno i lavori.

Pubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 4 gennaio 2021

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Arte ieri oggi e….” di Tiziana Leopizzi

Ex SA di Porta Romana Gesso del David di Michelangelo e Giorgio Metta con ICUB

Tutto il mondo identifica l’Italia con l’arte, così ricca com’è di capolavori da mandare in marasma coloro che non sono abituati a convivere con questa realtà.
La sindrome di Stendhal la dice lunga su questo punto.
Abbiamo la fortuna di vivere qui, di essere italiani e abbiamo nel nostro DNA una naturale propensione al bello.
Almeno così scriveva convinto Marco Valsecchi in uno saggio nel lontano 1972, nell’era B.I. ( Before Internet).
Fin dalla nascita noi che, come dico sempre, con un miliardo di antenati probabilmente abbiamo una goccia di un grande artista nelle vene, fin da piccoli ci abituiamo a poco a poco all’armonia, alle proporzioni, al bello, grazie a chiese, palazzi, borghi, sculture, dipinti, ma anche mobili, tappezzerie, vasellame, tappeti e arazzi.
I secoli hanno visto avvicendarsi Messapi, Lucani, Etruschi, Fenici, Liguri, Greci, Romani, Arabi, Longobardi, Francesi, Spagnoli, popoli di ogni razza e costume, via via fino ai giorni nostri e tutti hanno lasciato il segno del loro passaggio con interventi di ogni tipo.
Ogni nuova epoca ha creato un proprio linguaggio mediando, cosciente o meno che fosse, il messaggio della propria cultura fatto di stratificazioni.
Così anche oggi come accadeva ieri, l’arte cerca di esprimere o almeno tenta di esprimere lo spirito del proprio tempo.
Oggi però accanto a pittura scultura disegno ceramica architettura, sono nati nuovi ‘pennelli’ grazie alle tecnologie, e i media tradizionali vengono affiancati da video fotografia installazioni progetti interattivi, sensoriali e ora l’A I , Artificial Intelligence, l’arte dei robot che sta creando un pandemonio a tutti i livelli. Gli strumenti della tradizione, immutati per secoli, si trovano costretti a convivere con nuovi contenuti a cui sono costretti a lasciare sempre di più il passo, gli artisti o i creativi devono imparare ad usare le tecnologie, pena il rischio di rimanere ingessati.
Si ripete in maniera amplificata quanto accaduto con l’arrivo della fotografia un secolo fa, che sparigliò le carte o quanto accadde ai tempi di Gutemberg .
I ritmi pero erano diversi e molto più lenti. Ora l’accelerazione è impressionante, i nuovi strumenti incidono a livello di sinapsi e le diverse soggettività a cui si riferisce il messaggio vengono travolte.
La noia, grande complice della creatività, scompare di fronte ad uno smartphone che in tempo reale ti porta in giro per il mondo e a parlare virtualmente con chiunque.
Tutti i tipi di materia e di materiali sono utili allo scopo di creare un messaggio trasversale, materiali improbabili come cemento catrame, tela di sacchi fili plastica plastica riciclata carta cartoncino, pezzi recuperati dalle discariche, ma i diversi media a differenza dell’Artificial Intelligence, hanno mai intaccato il concetto del momento creativo, sostanzialmente pseudo-divino, privilegio forse dell’artista.
Ora lo sconcerto è enorme e mette in discussione l’essenza dell’atto creativo, la sua unicità. Perciò ora è in atto una rivoluzione che ripete il caos che si creò recentemente negli anni settanta dell’Ottocento con la rivoluzione industriale.
Le macchine iniziarono a sostituire la manodopera, ma ora viene sostituito l’ideatore, il creativo, il progettista.
Mai come ora ci viene in soccorso l’etica, negletta e abbandonata, sostituita per certi versi dalla psicanalisi, che ci potrà aiutare a trovare la strada, una nuova strada da percorrere.
Sono fermamente convinta che solo il recupero delle nostre radici unitamente alla consapevolezza del valore di una simile eredità ci siano le premesse non solo per ridare non solo senso al nostro ‘qui e ora’ ma per sfruttare in ogni senso la miniera d’oro del patrimonio alle nostre spalle di cui stiamo chiudendo sempre di più l’accesso.

Tiziana Leopizzi
Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Home page

#ierioggidomani #tuttoilbelloeilbuonochece

Ex SA di Porta Romana Gesso del David di Michelangelo e Giorgio Metta con ICUB

I&f Café

https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

Il binomio Caffè e Cultura è da sempre imprescindibilmente legato a quei punti di ritrovo, caffetterie, pasticcerie, ristoranti, dove piccoli e grandi avvenimenti della storia hanno avuto origine.
Luoghi carichi di fascino, che sarebbero divenuti nel tempo Locali Storici, dove famosi o sconosciuti Artisti hanno ideato, disegnato, scritto le loro opere, ancora dove più o meno importanti uomini politici hanno pensato strategie e pianificato alleanze, sempre dove persone comuni si lasciavamo permeare dal fascino indiscusso che questi posti emanavano.
Particolari punti d’incontro dallo straordinario sapore, dalla coinvolgente atmosfera e dalla avvolgente accoglienza, che hanno visto la genesi e l’evolversi della Cultura, dell’Arte e della Storia. Altrettanto potrebbe accadere nel nostro “I&f Café”, uno spazio virtuale, dove ritrovarsi, per conosce, scoprire o riscoprire, tutto il Bello e il Buono che abbiamo nel nostro straordinario Paese e naturalmente anche luogo dove proporre, esternare, condividere, intuizioni, idee, proposte, progetti.
Nel nostro Virtual Café, per rendere piacevole il vostro e il nostro stare, abbiamo realizzato una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e un Travel Point, un nuovo format un diverso modo di socializzare, di scoprire e di condividere.

“I&f Café” è sempre aperto H24 , 7/7, 365 giorni all’anno. Venite a trovarci, nel nostro Virtual Point, fatto di cose concrete, potrebbe piacervi e magari anche entusiasmarvi.

Il nostro indirizzo è : https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Evoluzione” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Evoluzione” di Riccardo Rescio Credito immagine : https://www.preistoriaonline.it/lastronomia-nel-paleolitico-superiore

Per decine di secoli abbiamo avuto la presunzione di credere di essere, come terra, il centro dell’universo, poi lentamente abbiamo incominciato a dubitare di tali certezze e più aumentavano le conoscenze più tali certezze vacillavano, si sgretolavano, si frantumavano.
Con la sempre maggiore consapevolezza di un universo estremamente complesso e infinito l’idea che la nostra piccola terra possa essere mai stata centro di qualcosa si ridicolizza, scompare definitivamente.
Credenze, superstizioni, fedi, la cui origine è difficile stabilire con certezza, che da individuali diventano collettive, da partecipative spesso si trasformano in coercitive.
Quanto il comune sentire abbia realmente origine dalle singole personalità, dalla individuale sensibilità, dalla istintiva spontaneità e quanto invece sia da attribuire al reciproco, vicendevole condizionamento, è realmente impossibile da stabilire, senza tralasciare poi l’aspetto più inquietante costituito dall’induzione più o meno costrittiva di idee, fatti, credi, da parte di chi ha fatto del proprio volere un forte potere per condizionare l’altrui libero arbitrio. Come abbiano avuto origine le credenze popolari, che si perdono nella notte dei tempi, non possiamo al momento sapere, anche se sappiamo benissimo come da superstizioni si siano trasformate progressivamente in vere e proprie fedi.
Un giorno, di un prossimo futuro, sofisticati strumenti antropologici potranno stabilire cosa sia realmente avvenuto nella mente degli uomini primitivi allo stato di natura, quando hanno iniziato a socializzare tra loro, cosa abbia permesso ad un primo gruppo familiare di confrontarsi con un altro gruppo familiare e socializzare tra loro.
Quale sarà stata la prima reazione, la prima emozione provata, cosa sarà prevalso tra la paura o la perplessità, tra il terrore o il piacere, quale sarà stato il sentire comune di quei nuclei familiari prima di confrontarsi e cosa abbiano poi successivamente elaborato tutti insieme.
Perché in quei primordi, nel perenne confronto tra le necessità personali e quelle del gruppo, nella supposta condizione di pariteticità tra gli esseri, si sarà innescato un meccanismo gerarchico di potere verticale invece di uno sviluppo orizzontale delle capacità individuali di autodeterminarsi.
Quale sarà mai il gene mancante nella mente dell’uomo che lo costringe perennemente ad essere capo o subalterno, carnefice o vittima, soprafattore o soprafatto e a volte tutto questo e tutto insieme concentrati in una sola persona.
Fasi, circostanze, contesti, in cui ci si viene a trovare, fasi e situazioni che si alternano e si ripetono continuamente in modo perpetuo dentro e fuori di noi.
Milioni di anni, miliardi di piccoli cambiamenti che ci hanno fatto cambiare, ci hanno resi diversi, ci hanno permesso di camminare in modo eretto, ci hanno permesso di elaborare linguaggi comuni, hanno permesso al nostro cervello di sviluppare sempre maggiori potenzialità, acquisire e incrementare conoscenze, ma di non modificare in alcun modo la necessità o il bisogno di prevaricare o di soggiogare l’altro. Chissà mai perché il gene della pariteticità, che dovrebbe aiutarci a comprendere le nostre diversità non ha in questi millenni avuto la possibilità di progredire, perché mai l’unica cosa che ci accomuna veramente tutti, il nostro essere irripetibili, non trova rispetto e considerazione da parte dei nostri simili, perché mai è la presunzione di essere sempre e comunque noi il centro del mondo, il centro dell’universo, gli unici detentori del verbo ad avere il sopravvento.
Perché ci deve essere qualcuno che è convinto di avere i presupposti per essere migliore, superiore agli altri, perché ci deve essere qualcuno che è certo che il proprio credo, la propria religione, possa o debba essere migliore o superiore ad un’altra fede, perché mai si debba arrivare ad uccidere chi non ha la nostra stessa credenza e soprattutto farlo in nome di quel Dio che dice di rispettare.
Nel tempo l’uomo, nel rapportarsi all’universo, ha iniziato a prendere coscienza della propria reale dimensione, si è reso conto della propria pochezza, mentre ancora nulla è stato capace di fare per rapportarsi a se stesso, al microuniverso che ha dentro e contemporaneamente a quell’immenso universo fatto dal resto dell’umanità che lo circonda. Saranno proprio le future conoscenze a dare le risposte necessarie a poter riconsiderare il tutto, a fare in modo che solo la parte migliore dell’essere umano abbia a svilupparsi, affinché con il tempo l’uomo possa certamente divenire diverso da quello che è stato ed è al momento.

Olomouc Repubblica Ceca

25 gennaio 2011

#ierioggidomani

Pubblicato da Italia&friends Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia

“Voltaire SullaTolleranza”

I&f Arte Cultura Attualità
In Francia nel 1763, viene pubblicata una delle più famose opere di Voltaire.

Ph riccardorescio

Il Trattato “Sulla Tolleranza”, costituisce un testo fondamentale della riflessione sulla libertà di credo, sul rispetto delle opinioni e di molte di quelle caratteristiche con cui oggi si vuole identificare una società come civile. Quella stessa società civile che, in nome della parziale o totale libertà di espressione del pensiero, permette e tollera che il sublime concetto di Tolleranza venga completamente stravolto, tanto da accettare le nefandezze espressive, scritte, parlate e rappresentate, da chi non ha altra possibilità se non quella di attaccare, offendere, screditare, oltraggiare. Perchè privo di qualsiasi consistenza morale, etica, culturale, ma estremamente saturi di invidia, quel germe perverso che una volta acquisito non lascia scampo a chi è privo di difese.
“La cattiveria, la prevaricazione, l’ostracismo, ma anche l’egoismo, sono condizioni che non dovrebbero appartenere alle menti pensanti, sicuramente il conviverci rende estremamente dura la quotidianità di chi li fa propri questi deleteri presupposti nel quotidiano fare.
Il pervicace perseguire l’altrui annientamento, fisico e mentale, è un continuo, estenuante, pesantissimo lavoro, poco gratificante e alla lunga per niente appagante.
L’effimera soddisfazione che se ne ricava, quando si raggiunge il crudele obiettivo, dura giusto il tempo di un lampo.
La mancanza di una permanente soddisfazione per il male provocato, da chi di cattiveria si nutre, spiega quanto sia necessario per gli appestati dal male continuare ostinatamente a perpetrare le cattiverie congenite e come sia proprio la perenne tempesta, la condizione di malessere, che vivono dentro.
Sicuramente il disagio momentaneo vissuto, da chi subisce tali prevaricazioni, è comunque inferiore alla inesauribile inquietudine in cui volutamente vivono tutti quelli che di meschinità e ingiustizie si nutrono, poiché queste persone per il piacere di un attimo si dilaniano, si contorcono, si tormentano per tutto il resto del loro tempo.
Non c’è vaccino, antidoto o cura, per il male più antico del mondo, universalmente conosciuto come il male dell’invidia, il cui ceppo originario ha generato i virus della cattiveria, dell’ingiustizia, della prevaricazione.
L’invidia è senza dubbio il male dei mali, chi ne è affetto non ha via di scampo, e come i vampiri, si dice, debbano necessariamente nutrirsi di sangue umano per sopravvivere, così gli appestati del male dell’invidia sono altrettanto continuamente costretti a nutrirsi di cattiveria, di vessazione e di prevaricazione, per avere un motivo di esistere”.
Tratto da “L’Invidia” di Riccardo Rescio
https://italiaefriends.wordpress.com/2019/11/26/linvidia/?preview=true

Riccardo Rescio

31 dicembre 2020 #ierioggidomani

“Italia&friends Café” Arte Cultura Attualità

I&f Arte Cultura Attualità

Finalmente uno spazio, se pur virtuale, dove ritrovarsi, per potersi permeare di tutto il Bello e il Buono che c’è, nelle Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Nel nostro Virtual Café, per rendere piacevole il vostro stare, abbiamo realizzato una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e un Travel Point, venite a trovarci, siamo su Pinterest, I&f Arte Cultura Attualità Café potrebbe piacervi e magari anche entusiasmarvi.

Vi aspettiamo, il nostro indirizzo è : https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Nessuno fermi l’Arte” di Riccardo Rescio

“ Neo Skēnḕ ”
Manifesti d’Artista al Teatro di Rifredi Firenze

Progetto ideato da Niccolò Mannini e Simone Teschioni Gallo.
La Mostra è a cura di Simone Teschioni Gallo
Che “La necessità faccia virtù”, non è solo un modo di dire, tramandato da tempo immemore dalla tradizione popolare verbale, che molti noi hanno ascoltato e a loro volta detto e ripetuto, ma una incontrovertibile realtà.
Sono infatti proprio i momenti più difficili a stimolare, attraverso una qualsivoglia necessità, l’intuito, la creatività e la produttività.
Anche l’Arte, la Cultura, come tanti altre componenti della nostra vita, in questo particolarissimo momento, vivono gravose costrizioni e pesantissime e inevitabili ripercussioni.
I Teatri, i cinema, come gli alberghi, i ristoranti, sono ormai chiusi da tempo.
Settori molto penalizzati dall’emergenza sanitaria in corso.
Gli Spettacoli, le rappresentazioni, i concerti, non sono potuti andati in scena e le sale sono rimaste prive del loro pubblico, della loro magia.
Ma dietro le tantissime porte chiuse, le poltrone vuote, le insegne spente, la vita ha continuato a scorrere, la fantasia a produrre, la creatività a realizzare idee.
Attori, registi, tecnici, impresari e direttori, hanno continuato in questi mesi a cercare forme di contatto col proprio pubblico, da prima sui social e poi progressivamente, senza mai fermarsi, su mezzi digitali sempre più evoluti, che la moderna tecnologia mette a disposizione, per poter dare continuità all’indispensabile rapporto con il proprio pubblico.
Quando si ha veramente voglia di fare, quando non ci si dà per vinti, quando la passione è pari alla necessità di dare continuità al proprio fare, l’attenzione si aguzza, al Teatro di Rifredi di Firenze l’ultima delle tante idee, nasce proprio da una battuta di Giancarlo Mordini, il suo Direttore Artistico, postata su Facebook, all’indomani delle nuove restrizioni imposte dal DPCM di ottobre, una frase che ironizzava sul fatto che tutto il materiale grafico degli spettacoli non andati in scena, sarebbe servito giusto a “fare delle barchette”.
Dalla necessità di voler comunicare, l’ingegno prende spunto per stimolare la creatività e così la barchetta di cartapesta della battuta diviene nave, cargo, che trasporta un prezioso carico, il progetto “Neo Skēnḕ – Manifesti d’artista al Teatro di Rifredi”, ideato da Niccolò Mannini della Galleria d’Arte La Fonderia e dal curatore Simone Teschioni Gallo.
Un progetto che vedrà quelle locandine degli spettacoli non anditi in scena, vivere una seconda vita, affidate all’estro di cinque Artisti che le trasformeranno in opere d’Arte.
Skēnḕ, in greco, è il palcoscenico, lo spazio in cui viene messo in scena lo spettacolo, e il titolo richiama proprio quel luogo, a cui si desidera dare una seconda vita, creando un ponte tra l’Arte visiva pittorica e l’Arte della recitazione, che in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, possono supportarsi e sostenersi a vicenda.
Gli Artisti sono stati selezionati, ognuno di loro ha scelto tre locandine su cui lavorare e le opere che nasceranno saranno esposte in una mostra, appena la situazione Covid lo consentirà.

Agli Artisti è da sempre assegnato il compito di interpretare, descrivere, partecipare, attraverso il loro personale sentire, sensazioni, emozioni, visioni, di momenti, eventi e luoghi. L’esperienzialita, sensoriale, dell’Arte costituisce la funzione necessaria ad appagare lo spirito, un circolo virtuoso tra corpo e anima. Le opere realizzate, fissano in modo indelebile il tempo e il luogo che rappresentano, che la ispirano.
L’Arte è da sempre espressione e materializzazione di grandi personali sensibilità, che testimoniano, passato, presente e futuro, del vivere e dello stare.
Arte da guardare, Arte da ascoltare, Arte che descrive, Arte che circoscrivere, Arte da gustare, Arte da toccare.
L’Arte come racconto del tempo che è stato, di quello che è, e di quello che sarà.
L’iniziativa del Teatro di Rifredi e la successiva Mostra consentiranno alle opere realizzate di essere valorizzate al massimo, ricreando un’esperienza dall’elevato fascino teatrale in cui, grazie ad un apposito supporto audio, la visita in mostra sarà accompagnata dalle voci degli attori e dalle battute degli spettacoli non andati in scena. L’esposizione sarà inoltre arricchita dalla pubblicazione di un catalogo comprensivo di testi critici.

Interconnessioni di espressioni Artistiche, rese palesi, tangibili e usufruibili, una vera sublimazione dell’Arte, le cui singole opere sono sempre e comunque la risultante di un insieme di componenti.
Le opere realizzate dagli Artisti per Neo Skēnḕ verranno documentate attraverso fotografie e video che mostreranno i lavori nella loro fase di messa a punto, una sorta di “dietro le quinte” della realizzazione del progetto.
Il progetto “Neo Skēnḕ – Manifesti d’Artista al teatro di Rifredi” gode già del pieno appoggio da parte del Comune di Firenze e dell’Assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi

Davis & Co.
http://www.davisandco.it info@davisandco.it

Ufficio stampa Pupi e Fresedde | Teatro di Rifredi Centro di Produzione Teatrale Firenze
ufficiostampa@toscanateatro.it

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Io sono l’Italia” Expo 2015

I&f Arte Cultura Attualità

“Io sono l’Italia e l’Italia è la nostra Patria” di Riccardo Rescio

La parola Patria sta finalmente acquistando il suo senso più autentico, in armonia con la sua originaria etimologia, che non ha altro significato, se non quello di indicare la Terra dei propri Padri e come tale implica e necessita del ricordo e della cura delle proprie radici.
Niente a che fare con il nazionalismo, il sovranismo, il separatismo, il fideismo e il razzismo.
Smettiamola di fare questioni di “lana caprina”, non siamo un popolo di ciane, di beghine o di esasperati tifosi del bar dello sport, questa immagine decotta di una Italia che si identificata in un popolo di pecore e pecoroni, non esiste e forse non è mai completamente esistita, una falsa, ingiusta e perversa rappresentazione di un popolo, che una minoranza di reazionari, senza arte né parte, vuole pervicacemente accreditare. La migliore è maggior parte delle nostre Genti, se pur silenziosa, non è stolta, a volte cede alle sollecitazioni e si lascia andare a imprecazioni contro tutto e tutti, ma poi riflette e valuta, se così non fosse non avremmo realizzato nel tempo tutto ciò che il nostro intuito, la nostra genialità, la nostra capacità è riuscita a fare, segnando il progresso generale e la conseguente evoluzione universale. L’oggettivita dei fatti deve riprendere il posto da cui è stata defenestrata dal falso ideologico, propinato e reiterato, da parte di imbonitori e venditori di fumo che, con vesti diverse, tanti danni hanno determinato nella Storia recente e passata.
Ma si sa, è purtroppo risaputo che, la Storia insegna, ma non a tutti in egual misura. È ormai giunto il Tempo del Fare, quello del solo dire, dei tanti Guru, dei capi popolo, degli incantatori di serpenti e dei giullari da Fiera, non possono e non devono più avere lo spazio che in passato è stato concesso loro. Oggi la maggioranza silenziosa, ma non per questo passiva, ha nella moderna tecnologia uno strumento decodificante portentoso, che permette, a chi ne ha voglia di capire, per non subire, l’oggettivita dei fatti, delle situazioni dei numeri.
Orgoglio è una parola di cui dobbiamo riapproriarci e fare nostra, perché siamo un grande Paese e un grande Popolo, senza retorica, quel sano Orgoglio necessario per poter rivendicare tutto ciò che di positivo abbiamo sostenuto e fatto.
Un Orgoglio identitario, che nulla ha a che vedere con nefaste, assurde e non piu proponibile deologie fideiste. In generale una vera identità Territoriale, ha come postulati la conoscenza, il rispetto, la tutela, la valorizzazione della propria Terra d’origine, o di quella che se è scelto per viverci.
La nostra identità nazionale, quindi non può e non deve prescindere dalla consapevolezza sostanziale di tutte quelle peculiarità che caratterizzano e identificano le nostre “Terre Uniche”, una identità non solo formale e gratuita, da sbandierare nelle belle occasioni, una identità da non usare contro qualcuno, una identità fatta di piccole, diffuse, azioni che confermino e diano sostanza al professato amore Patrio.
Patriota non è colui che combatte perennemente contro qualcuno, anche in tempo di pace, ma è quello che tutti i giorni contribuisce a realizzare intorno a sé quel mondo migliore, che i qualunquisti e i perditempo, pretendono sia realizzato sempre e comunque da altri.
Non è necessario dichiare guerra per scoprire la Patria, non è necessario individuare un nemico, per sentirsi patrioti.
Lo spirito identitario vero, si concretizza nel sentirsi orgogliosi di far parte di una comunità con valori sostanziali, concreti, di solitarieta, accoglienza, confronto, rispetto e considerazione.
Basta con l’aria fritta, quotidianamente propinata, come esclusiva Bontà, solo a noi riservata, noi siamo Italiani che vogliono condividere con il mondo i propri valori, le proprie meraviglie, la propria sapienza e la propria conoscenza, perché il nostro Paese è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, in un Territorio fra i più ambiti, apprezzati e amati al mondo.
Il Turismo e nell’Export sono quindi le opportunità da perseguire per il nostro futuro benessere, facendo conoscere il nostro Paese per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.
Non permettiamo che il silenzio di molti passi come supina accettazione di quello che potrebbe divenire “L’oscurantismo del 3° millennio”.
Noi siamo l’Italia, siamo orgogliosi di essere Italiani e non saremo mai alla mercé di falsi pastori che vogliono portarci la dove fa comodo loro relegarci.
Facciamo girare il video che accompagna questo post, condividiamo l’emozione, a conferma che, se le parole hanno un effettivamente senso, dobbiamo allora farle nostre, mettendole in pratica.

Questo video è veramente straordinario, come lo sono le parole che lo accompagnano, come la Gente che rappresenta. Senza retorica, solo orgoglio, noi siamo l’Italia.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Natalia Goncharova una straordinaria storia di Arte e Amore” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Natalia Goncharova, una straordinaria storia di Arte e Amore”
di Riccardo Rescio

Una sconfinata, straordinaria storia di Arte e Amore, quella di Natalia Goncharova, la poliedrica, anticonformista, artista russa, pittrice, costumista, scenografa e stilista, performer prim’ancora che il termine fosse inventato, con uno straordinario senso dei colori, una irrefrenabile curiosità intellettuale e una grandissima vitalità.
Natalia Goncharova è a buon titolo fra gli Artisti come Gauguin, Matisse e Picasso, che agli inizi del ‘900 sovvertirono i canoni delle Arti in tutta Europa da Parigi a Mosca.
Una Donna di avanguardia che, delle avanguardie del primo novecento, fu massima esponente.
La sua vita, la sua Arte il suo genio si mescola e si avviluppa a quella del pittore Mikhail Larionov, suo compagno di vita e d’Arte dal 1901 fino alla fine. Mikhail Larionov fu un Artista di prim’ordine del Futurismo Russo, il sodalizio di Arte e di Amore, tra Natalia e Mikhail è durato tutto una vita, un rapporto profondo, sublime, una coppia sicuramente aperta, ma salda, incredibilmente unita, che solo nel 1955 trasformarono in matrimonio, affinché chi dei due fosse sopravvissuto potesse gestire il lascito artistico di chi per primo se ne andava.
Natalia Goncharova morì nel 1962, Mikhail Larionov, se ne andò due anni dopo di lei.
Una ulteriore conferma che, i grandi amori si possono dire tali solo a consultivo, quando chi sopravvive, a breve raggiunge l’altro andato via per primo.
Nel 1910 Natalia Goncharova fu processata e assolta a Mosca, per pornografia avendo esposto dipinti di nudo, 1913 si dipinse viso e corpo e se ne andò in giro per le strade della capitale moscovita, in una personale performance e tutto questo accadeva un secolo fa.
Natalia Goncharova e Larionov lasciata l’amata Patria Russia nel 1915, non vi tornarono più e Parigi, senza tanti conformismi, divenne la loro casa.
Ph riccardorescio

#laforzadelledonne
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonoce #alcentrodellabellezza

“Natalia Goncharova tra Gauguin, Matisse e Picasso”, aperta fino al 12 gennaio 2020 alla Fondazione di Palazzo Strozzi e organizzata insieme alla Tate Modern di Londra dove ha esordito.
Palazzo Strozzi Firenze
Regione Toscana Italia

“A proposito di cose serie” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “A proposito di cose serie” di Riccardo Rescio

“Pigreco” di Daniela Padelli

I&F Arte Cultura Attualità
“A proposito di cose serie”
di Riccardo Rescio
A proposito di cose serie la matematica, la ricerca, la comunicazione, sono tematiche serie, molto serie e come tali vanno considerate, affrontate, studiate e applicate.
Ai Tutori del nostro attuale Patrimonio, ai Restauratori del nostro pensare di oggi, agli Ingegneri del nostro quotidiano fare, agli Architetti del futuro da realizzare e agli Strateghi della pianificazione da venire, chiediamo di riservare la loro massima attenzione e di profondere il loro massimo impegno nella ricerca e studio di fattibilità di un sistema, che tenga conto delle interconnessioni ormai provate delle scienze e delle quotidiane necessità della vita, attraverso e con il supporto delle moderne tecnologie, per poter realizzare il “Sistema Italia”, magari anche osservando con attenzione, prassi, procedure, metodologie già applicate in altri contesti.
L’ Italia ha l’impellente necessità e il forte bisogno, che le peculiarità caratterizzanti e identificanti delle Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni, vengano censite, tutelate, valorizzate e comunicate, con metodologia sistematica, univoca e paritetica.
Le innumerevoli caratteristiche, ampie e variegate, presenti e latenti nei nostri Territori, sono così tante da costituire un’insieme di attrattive uniche ed ineguagliabili che, se sapientemente utilizzate, potrebbero permetterci di implementare l’incoming turistico verso il nostro Paese e di aumentare in modo esponenziale l’Export verso il resto del mondo.
Ogni nostro singolo Territorio ha infatti straordinarie Storie da raccontare, squisiti Sapori da far assaggiare, bellissimi Posti da far vedere e coinvolgenti eventi da far vivere.
Per rendere possibile il “Sistema Italia” è indispensabile un Marketing Territoriale a carattere Regionale, centralmente gestito che recepisca, cataloghi e comunichi le informazioni di tutto ciò che rende unica e inimitabile l’italia.
Noi di Italia&friends parliamo e scriviamo intorno alle peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 Regioni, lo facciamo con grande passione e costante determinazione, perché riteniamo che l’Italia debba essere conosciuta nel mondo per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.
Per questo la nostra missione, di carattere puramente volontaristico e senza alcun fine di lucro, cerca di stimolare il coinvolgimento di chi ama realmente l’Italia e vuole contribuire a farla conoscere ancora più e meglio sia a noi, che a quella parte di mondo che ci ignora o che conosce solo pochi edificanti stereotipi e poco dell’immenso patrimonio che abbiamo a disposizione.
Una attività la nostra che ci auguriamo coinvolga un sempre maggior numero di persone, ma affinché questo avvenga è necessario rimuovere totalmente quel modo di pensare che purtroppo ci ha fortemente penalizzato.
L’ individualismo un po presuntuoso e a volte arrogante, quel modo di pensare e di agire egocentrico, magistralmente rappresentato da Alberto Sordi nel film “Il Conte Tacchia”, che ci fa ritenere di essere al di sopra di tutto e di tutti.
Per meglio esplicitare il concetto riportiamo una fra le tante interlocuzioni, avute in questi anni, quella sicuramente più emblematica ed eclatante, intercorsa tra due diverse e opposte visioni di vita, la nostra e quella di un persona qualunque, come tanti di noi, ma che tale non si sente, conferma quanto sia radicato in noi l’antico adagio che recita “Chi fa da sé, fa per tre”, peccato che solo pochi ne abbiano compreso il vero e profondo significato, mentre molti altri a loro volta non hanno assolutamente compreso quell’altro adagio popolare che recita “Insieme si arriva prima e meglio”.
Lo scambio epistolare di seguito riportato è avvenuto su di uno dei più prestigiosi Social Professionali.
Invito di Italia&friends :
Buonasera, trovo le sue foto straordinariamente belle, accattivanti e invitanti, doti che solo una donna dotata di un forte carisma e di grande fascino riesce ad avere. Ho anche visto il suo promo, e anche lì siamo sugli stessi livelli, mi domando e domando a lei, professionista esperto, perché non aggiunge alle sue immagini le indicazioni geolocalizzanti necessarie ad individuale i Luoghi e poterli anche facilmente raggiungere, sarebbe una Promo/Opportunità in più per la sua Regione.
Risposta dell’interlocutore :
Gentilissimo Intanto sentitamente ringrazio per il gradimento che esprime.
Circa le indicazioni a cui fa riferimento volevo dirle che il mio spirito è meramente utopico ed emozionale che molto attiene con la poesia. Evito di ridurre il tutto alle indicazioni circa i posti altrimenti diventerei una sorta di agenzia viaggi.
Sarei inondato da messaggi e comprenderà che non posso permettermelo visto che sono molto impegnato con la mia professione.
Con i miei migliori saluti.
I poeti, come la persona in questione, che amano il nostro meraviglioso paese, tanto da pubblicarne stupende immagini, non possono perdersi in cose di basso livello, come indicare i luoghi o i prodotti che postano, loro sono Poeti.
I momenti difficili, estremi, dove la precarietà del vivere diviene casuale, dovrebbero far capire quanto sia importate la consapevolezza che da soli non si potrà mai andare da alcuna parte e non si potranno mai raggiungere grandi risultati.
I veri Artisti, delle più varie Arti, sono da sempre grandi promotori di bellezza, in qualunque forma si possa mai rappresentare, compresa quella territoriale.
Noi abbiamo bisogno di loro, degli Artisti veri, quelli che attraverso la loro sensibilità realizzano opere che appagano l’anima nell’ammirarle e aggiungono conoscenza al nostro sapere.

Alcuni articoli e post Italia&friends sul Turismo nostrano
“Turismo Italiano”
https://italiaefriends.wordpress.com/2019/03/19/turismo-italiano/
“Un Ministero per il Turismo”
https://italiaefriends.wordpress.com/2019/02/21/un-ministero-per-il-turismo-italiano/
“Turismo questo sconosciuto”
Ai tempi delle vacche grasse.
https://italiaefriends.wordpress.com/2018/03/21/turismo-questo-sconusciuto/
“Il Turismo è una cosa seria”
https://italiaefriends.wordpress.com/2020/02/27/il-turismo-e-una-seria-ora-piu-seria-che-mai-di-riccardo-rescio/
“Le Regioni unite e non antagoniste”
https://italiaefriends.wordpress.com/2018/01/28/regioni-unite-e-non-antagoniste/

“Le Categorie del Turismo, analisi, formule e soluzioni” https://italiaefriends.wordpress.com/2020/09/12/le-categorie-del-turismo-analisi-formule-e-soluzioni-di-riccardo-rescio/?preview=true “L’alfabeto del Turismo” https://italiaefriends.wordpress.com/2020/09/12/lalfabeto-del-turismo-di-riccardo-rescio/?preview=true “Turismo Esperienziale” https://italiaefriends.wordpress.com/2020/05/05/il-turismo-esperienziale-di-riccardo-rescio/?preview=true

Il nostro Blog I&f Arte Cultura Attualità su WordPress : https://italiaefriends.wordpress.com/

Il nostro RotoWeb Illustrato I&f Arte Cultura Attuallità su Pinterest : https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

Le piattaforme Web su cui siamo presenti come Italia&friends
LinkedIn https://www.linkedin.com/in/riccardo-rescio-italiaefriends-ba142777/
LinkedIn https://www.linkedin.com/company/italia-friends/
Facebook https://www.facebook.com/italiaefriends
Twitter Italia&friends https://twitter.com/Italiaefriends
Twitter Terre Uniche https://twitter.com/Terreuniche
Instagram https://www.instagram.com/italiaefriends/?hl=it
Tumbrl https://italiaefriends.tumblr.com/
YouTube https://www.youtube.com/channel/UCdQ1zUN-8g39FI1Avc4CGPA

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

Credito immagine : “Pigreco”
Acquerello di Daniela Padelli http://www.danielapadelli.it

“700 Dante”

I&f Arte Cultura Attualità
“700 Dante”

I&f Arte Cultura Attualità
“700 Dante”
Le celebrazioni in onore del sommo Poeta partiranno in gennaio e proseguiranno per tutto il 2021, con oltre 50 appuntamenti.
Dal 29 dicembre 2020 sarà consultabile online il portale : http://www.700dantefirenze.it
per conoscere e restare aggiornati sul ricchissimo calendario di appuntamenti organizzati nel 2021 per celebrare Dante Alighieri nel 700esimo anniversario della sua morte.
Sulla pagina Facebook dedicata, @700dantefirenze. informazioni e aneddoti.
Per poter partecipare appieno la poliedrica personalità di Dante Alighieri e tracciarne la complessa figura di letterato, politico e storico, è stato necessario il fondamentale concorso di una articolata molteplicità di Enti, Istituzioni e Associazioni Fiorentine, quali : Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Università degli Studi di Firenze, Gallerie degli Uffizi, Fondazione Strozzi, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Biblioteca Mediceo-Laurenziana, Biblioteca Riccardiana, Archivio di Stato di Firenze, Teatro Nazionale della Toscana, Fondazione Teatro del Maggio Fiorentino, Istituto nazionale studi del Rinascimento, Società Dantesca Italiana, Accademia delle Arti del Disegno, Accademia della Crusca, Opera di Santa Croce, Opera di Santa Maria Novella, Museo Galileo, Società Dante Alighieri – Comitato di Firenze, Musei del Bargello, Unione Fiorentina – Museo Casa di Dante, Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, Opera del Duomo, British Institute, Istituto Francese, Villa I Tatti, Accademia di Belle Arti di Firenze, Fondazione Franco Zeffirelli Onlus, Museo dell’Accademia, Fondazione Cassa di Risparmio e Opera Medicea Laurenziana.
Il Presidente del Comitato Organizzatore, è Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze, Coordinatore Gabriella Farsi, Direttore della sezione Cultura e Sport, sempre del Comune di Firenze e il Segretario Generale Carlo Francini, titolare della P.O. Firenze Patrimonio Mondiale e Rapporti con UNESCO.

Informazioni su 700 Dante http://www.700dantefirenze.itcomunicazione@700dantefirenze.it
Comune di Firenze http://www.comune.fi.it
MUSE Firenze musefirenze.it info@muse.comune.fi.it

Davis & Co. per MUS.E
info@davisandco.ithttp://www.davisandco.it

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Friends of Florence sinonimo di Committenza” su Segnonline

I&f Arte Cultura Attualità

L’attività di Friends of Florence prosegue a ritmo serrato, sempre al diapason da anni. Il restauro del Tabernacolo di Piazza S. Felice a Firenze ne è l’ennesima dimostrazione.

“Friends of Florence sinonimo di Committenza” di
TIZIANA LEOPIZZI
ARTE E COMMITTENZA
FoF un acronimo morbido, in realtà nasconde un’attività durissima, di grande valore sotto la sapiente guida della Contessa Simonetta Brandolini d’Adda. Innumerevoli i risultati ottenuti dalla Presidente, grazie al suo amore per Firenze e alla considerazione di cui gode tra i suoi connazionali, i grandi committenti, americani come lei, consapevoli di partecipare a progetti straordinari che hanno come fulcro Firenze. Segnalato dal vigile Comitato dei Tabernacoli, l’intervento del Tabernacolo di Piazza S. Felice a Firenze, durato due mesi e mezzo, è stato promosso dagli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini, ed è stato eseguito sotto la Direzione Lavori della Dott.ssa Maria Maugeri funzionario di zona per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato. Il complesso restauro è stato affidato a Bartolomeo Ciccone per l’affresco e a Stefano Landi per la parte lapidea. L’intera operazione ha richiesto un’equipe coesa e interattiva che ha fatto capo a Oretta Sabbatini, Presidente del Comitato per il decoro e il restauro dei Tabernacoli, una vita dedicata alla spiritualità tradotta in immagini figurative d’alto valore artistico. “La Fondazione è molto affezionata ai tabernacoli di Firenze che raccontano di una devozione popolare che fa parte della vita e della storia cittadina. Sono testimonianze che non ci possiamo permettere di perdere – sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda Presidente di Friends of Florence che così continua – per questo siamo stati felici della collaborazione con il Comitato Tabernacoli degli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini e di aver incontrato per questo lavoro tutta la disponibilità della Soprintendenza”. La cosa non ci può stupire dato che sono ormai numerosi i tabernacoli che nel corso degli anni FoF ha restituito alla Comunità. Il recupero di quello di S.Felice si presentava però talmente arduo che la stessa Dott.ssa Maria Maugeri non credeva al buon esito dell’iniziativa e per il degrado in cui versava, e soprattutto per l’intervento invasivo subito negli anni 50 ad opera del Bagnoli. Bartolomeo Ciccone avuto il là per fare un assaggio, procedendo con estrema cautela, ha rimosso le aggiunte incongrue, e all’apparire di un’immagine più nitida e per questo più comprensibile ha fugato i dubbi pur giusti, si è potuto procedere al restauro vero e proprio. Ma avvicinamoci allora al Tabernacolo. L’Annunciazione accoglieva i tanti pellegrini che attraversavano San Pier in Gattolini diretti, attraverso la via Francigena, a Roma. È composto da un affresco raffigurante l’Annunciazione, soggetto probabilmente legato alla rappresentazione dell’Annuncio a Maria che si svolgeva ogni 25 marzo, nella vicina Chiesa di San Felice in Piazza, e da un’edicola in pietra serena all’interno del quale è ubicato. Si tratta di una pittura alla calce su intonaco fresco eseguita molto probabilmente nel primo decennio del XVII secolo da un artista tardo manierista di scuola fiorentina, che la critica recente ha ricondotto alla scuola di Santi di Tito. Il restauro scientifico attento e minuzioso ha riportato il Tabernacolo al primitivo splendore. In totale accordo con la Direzione Lavori sono state rimosse completamente le ridipinture e sono stata recuperate tutte le porzioni di pittura originale come il panneggio dell’angelo, la sua mano e il giglio, le mani, il volto, e alcune parti del panneggio della Vergine, i volti degli angeli e il drappo verde sullo sfondo. Subito dopo è stata consolidata la superficie pittorica e a seguire è stato eseguito il ritocco pittorico sia ad acquerello sia con pigmenti naturali in polvere. Il restauro ha inoltre previsto il recupero dell’edicola in pietra e la sostituzione dello sportello con uno nuovo progettato e realizzato per migliorare la leggibilità dell’opera e proteggerla dagli agenti atmosferici e da atti di vandalismo che data la mancanza di cultura, attribuibile in primis alla scuola, son purtroppo frequenti. Non lasciamoci sviare da queste tristezze che si potrebbero ovviare grazie ad un livello d’istruzione più consono al patrimonio artistico della nostra Italia e uniamoci al tripudio di ringraziamenti che si sono felicemente incrociati tra i committenti, i responsabili delle Istituzioni e gli esecutori per l’eccellente risultato frutto di un’intesa straordinaria tra i tanti che collaborando in totale sintonia, hanno contribuito al suo successo. Tante sono le iniziative di Friends of Florence e sarà un piacere continuare a parlarne.

https://segnonline.it/friends-of-florence-sinonimo-di-committenza/

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata accademico ad honorem per la sua scelta di diffondere i valori dell’arte e della cultura in modo semplice e trasversale. È membro quindi dell’AADFI l’Accademia delle Arti del Disegno, la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, che vanta come primo Accademico Michelangelo. Recentemente nel 2018 è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci il cui CV che non manca occasione di publicare, è fonte di saperi inestimabili per tutti noi. Usa l’arte come strumento di comunicazione realizzando progetti in Italia e all’estero.

Articolo di Tiziana Leopizzi pubblicato su Segnonline https://segnonline.it/friends-of-florence-sinonimo-di-committenza/?fbclid=IwAR0OoR8dlXCAsFynbpVP4KPM0Cp6afXn-2RlGNtrN-KAQidLMQeEenGHPNk

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Futura” (Video Live) di Lucio Dalla

I&f Arte Cultura Attualità
“Futura” di Lucio Dalla

“Futura è il tempo che verrà” di Riccardo Rescio

“E chissà come sarà lui domani”, sarà come noi vogliamo ora che sia.
Non aspettiamo domani, cominciamo a renderlo migliore da adesso. Futura è il tempo che verrà, ma se pensiamo solo di ricominciare a fare quello che facevamo, questa tragica, universale situazione, non avrà insegnato proprio un bel niente. La pandemia avrà fatto morire tantissime persone innocenti, avrà distrutto diverse economie personali, avrà innescato una enorme reazione a catena dalle conseguenze economiche e sociali enormi e a noi non avrà insegnato assolutamente niente, se continueremo ad aspettare per ricominciare. Una attesa inerme, passiva, non propositiva, infinita, come tutte quella attese che sperano di ricevere dall’alto dei cieli o dai potenti della terra, comunque sempre da altri, le soluzioni ai personali o sociali problemi. Aspettare che passi la bufera, senza pensare che fenomeni estremi come quello che stiamo vivendo potranno ripetersi o addirittura non finire mai e la peggiore cosa è il peggiore comportamento che si possa mai attuare. Non dobbiamo assolutamente ricominciare a fare quello che facevamo, non dobbiamo più pensare come pensavamo, non dobbiamo in alcun modo comportarci come ci comportavamo, ma dobbiamo invece cambiare radicalmente prospettiva, visione, obiettivi, ognuno di noi può farlo da subito, dovrà farlo, come potrà e come saprà. Futura, è il domani che verrà e sarà come la nostra volontà di oggi, di ora, vorrà che sia.
#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

“L’ovvio e il banale del 2020” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “L’ovvio e il banale del 2020” di Riccardo Rescio

La comunicazione è importante quanto l’alimentazione. Non è una aberrazione, chi si ostina a suddividere a scollegare a settorializzare campi scientifici da quelli umanistici, l’anima dal corpo, chi ancora non riesce a comprendere che esiste una interconnessione inscindibile fra il corpo e la mente, fra persone e persone tra scienza e conoscenza, non fa un buon servizio per sé, tanto meno alla comunità universale di cui è una componente. La specializzazione è necessaria, inalienabile, ma non deve mai essere estrapolata dal contesto in cui è sempre comunque inserita. Chissà quando i nostri scienziati, anche quelli a cui è stato riservato il ruolo di indicare il come, il dove e il quando della promozione del nostro Paese, capiranno che l’Italia non va partecipata a pezzi e brani, ma comunicata in modo unitario, nella completezza del suo immenso patrimonio fatto di Storia, Cultura, Arte, Artigianato, Folclore, Tradizioni Alimentazione, Produzione, Moda, Stile, Territorio. Questo perché ogni singola località, delle Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni, ha affascinanti Storie da raccontare, bellissimi Posti da far vedere, squisiti Sapori da far assaggiare e coinvolgenti Eventi da far vivere. Il nostro Paese lo si voglia o meno, lo si sappia o no, è in assoluto il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, in Territorio fra i più amati e ambiti al mondo. Quella che noi, con un po di arroganza, riteniamo scontata conoscenza dell’Italia nel mondo, non ci deve assolutamente indurre a pensare che non sia necessario continuare a comunicare tutto il bello e il buono che abbiamo, per due ordini di motivi, il primo è che noi non conosciamo quanto dovremmo realmente conoscere questo nostro Paese, tanto meno il resto del mondo, il secondo è che chi smette di comunicare, lentamente ed inesorabilmente scompare. Un concetto elementare da fare proprio, ma come tutte le cose facili, ovvie, banali, sono quelle più difficili da trasmettere e da acquisire. La promozione delle peculiarità che caratterizzano e identificano i nostri Territori deve passare da una adeguata scelta dei media, da un moderno linguaggio e da una appropriata comunicazione che, preveda necessariamente l’applicazione di standard minimi da parte dalle istituzioni, dalle organizzazioni, dalle associazioni da ogni tipologia di enti, pubblici o privati preposti alla promozione, che prevedano di allegare sempre alle immagini pubblicate le informazioni necessarie a facilmente riconoscere luoghi e prodotti e le rispettive posizioni geografiche. Una elementare procedura che deve indicare il nome del Luogo, la Regione e lo Stato. Tutto questo è importante e determinante, per far conoscere ancora più e meglio il nostro straordinario Paese, perché l’Italia merita di essere scoperta, amata e scelta, per tutta la sua ampia e variegata attrattivita e soprattutto per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.

Riccardo Rescio

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbellochece #bastaunpost #ierioggidomani

“Una foto ti emoziona, con una didascalia ti parla” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Una foto ti emoziona, con didascalia ti parla” di Riccardo Rescio

Partecipare il proprio conosciuto anche attraverso la pubblicazione di immagini è utile, opportuno, necessario, per una nostra sempre maggiore conoscenza delle peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni. Condivisioni utili per aggiungere conoscenze, stimolare ricordi, promuovere, luoghi e prodotti sconosciuti o solo dimenticati. Per poterlo fare nel miglior modo possibile affinché raggiunga anche l’effetto desiderato, è indispensabile che le immagini siano sempre corredate dalle informazioni essenziali a individuare le straordinarie località o scoprire i tipici prodotti pubblicati, perché anche se potrà sembrare per noi ovvio e banale indircarle, non lo è per milioni di persone che ignorano l’esistenza degli uni e degli altri.
Eppure ci sono persone che si ostinano a pubblicare sui social immagini dei nostri Luoghi e/o dei nostri prodotti tipici, senza allegare mai alcuna didascalia informativa, con la presunzione che il frutto delle loro opere, quali novelli David Hamilton, siano sufficienti a fargli assurgere nell’olimpo dei maghi internazionali della fotografia.
Il nostro più grande problema come Italiani è che essendo degli esteti, cultori della bellezza, creatori di eleganza, a volte e per fortuna non tutti, ci fermiamo all’apparenza, per cui di fronte ad una bellissima immagine cediamo al “Mi piace” facile, senza domandarci dove fosse mai quel luogo o casa mai fosse quel prodotto. Ma oltre ad essere ciò che siamo e ciò che ci viene da molti riconosciuto, siamo nella stragrande maggioranza anche un popolo di Poeti e Scrittori, ma solo in pochissimi hanno la forza e il coraggio, il tempo di esternare i propri sentimenti sotto forma di poesia o di scrittura. Per noi di Italia&friends, che non perseguiamo alcun tipo business o di ritorno economico dal nostro fare, la più grande gratificazione è quella di stimolare chi ci segue a contribuire a far conoscere questo nostro incredibile, bellissimo, straordinario Paese, per quello che veramente vale per per quello che realmente merita.
Grazie a tutti i Membri della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends, che volontariamente contribuiscono a far conoscere le meraviglie dei nostri Territori e naturalmente grazie a tutte le persone che amano la bellezza in ogni sua forma e manifestazione, ma che avvertono anche il forte desiderio di conoscere e far conoscere al mondo tutto il bello e il buono che hanno intorno nei propri luoghi di origine, di questo straordinario Paese che risponde al nome di Italia.
Riccardo Rescio (Italiaefriends)

Questa foto è stata pubblicata su Google Maps di Italia&friends, ricevendo oltre 130.000 visualizzazioni, di altrettante persone che hanno facilmente invividuato la Città, la Regione e lo Stato della foto riprodotta.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Hallelujah” di Andrea Bocelli

I&f Arte Cultura Attualità “Hallelujah” di Andrea Bocelli

I&f Arte Cultura Attualità
“Hallelujah”
di Andrea Bocelli
La Grotta Byron e la chiesetta di San Pietro a Porto Venere, in Provincia di La Spezia, in Liguria, fanno da meraviglioso fondo al bellissimo e suggestivo video del singolo “Hallelujah” di Andrea Bocelli, che fa parte del nuovo album del tenore toscano, “Believe”, uscito il 13 novembre 2020
La parola Alleluia, che fa parte del vocabolario di molte lingue europee ed anche extraeuropee, è comunemente utilizzata nelle liturgie Cristiane, in modo particolare in quella Cattolica e Ortodossa.
Alleluia è la parola esultante per antonomasia, esprime al meglio ogni tipo di acclamazione e lode, entusiasmo e felicità, giubilo e soddisfazione.
Allora ci si creda o meno, si osservi la fede come meri spettatori o si sia ferventi praticanti, il Natale è per molti il momento dell’amore per eccellenza, lo è per tanti, a tutti coloro che invece non lo amano o che addirittura lo detestano, auguriamo di potere apprezzare, nei Natali che verranno, quella meravigliosa sensazione di affetto e vicinanza, che questo tempo da sempre regala a chi ha voglia di riceverla. Alleluia e Buon Natale 2020 a chi ci ama senza riserve, Alleluia e Buon Natale anche a tutti quelli che non ci apprezzano, con la speranza che con il tempo rimuovano i propri pregiudizi.
Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Riccardo Rescio

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

“Questo 2020” di Tiziana Leopizzi

I&f Arte Cultura Attualità “Questo 2020” di Tiziana Leopizzi

Entro subito in medias res. 
Vorrei evitare di unirmi al coro che demonizza il 2020 a partire dal Times che con una X ha “cancellato” la sua esistenza. 
La mente lavora per immagini e quella copertina ha una responsabilità enorme. 
Il messaggio che comunica è falso. Scambiando il contenuto –  il virus –  con il contenente, cioè l’anno, elimina  il dovere di analizzare quanto accaduto. 
Risale almeno agli anni settanta  la consapevolezza che il problema clima doveva essere prontamente affrontato. 
L’immaturità che imperava e anche oggi ahimè è ben presente, ha impedito di attuare quelle misure indispensabili alla sopravvivenza della nostra specie sulla terra. 
Quella X sull’anno non fa che perpetuare quella mancanza di coscienza, responsabile del degrado attuale, virus compreso. 
L’anno è stato usato come capro espiatorio ma il 2020, aldilà dell’accidente che ha devastato l’umanità tutta, ha anche dei meriti. 

Eh si perché non è l’anno il colpevole di tutto, in realtà il 2020 è solo il contenitore di un flagello.

Guardando aldilà del contingente vorrei condividere la visione che si avrebbe collocandosi in modo da godere di un punto di vista molto distante come se fossimo su un’altra galassia. 
Questo anno ci ha fatto capire una cosa fondamentale e cioè che tutti, e qui cito Papa Francesco, proprio tutta l’umanità è su una stessa barca… di conseguenza ha riportato in auge il concetto la solidarietà “uno per tutti tutti per uno”, quindi il rispetto in primis per sé stessi poi per il prossimo, prendendo atto se pur obtorto collo, che la libertà di ciascuno finisce dove inizia quella dell’altro.
Il 2020 è stato solo la cartina di tornasole e una sveglia, brutale quanto si vuole. 
Ci dice che è necessario un radicale cambio di paradigma se vogliamo che la nostra avventura sulla terra continui. 
Quanto sta accadendo è un allarme che suona fino ad assordarci. 
La X deve cancellare non l’anno ma l’idiozia degli esseri umani,  che ora si sono dovuti rendere che c’è un nemico, e un nemico comune a tutti! 
La gara in corso per i vaccini, le procedure in deroga alle normative usuali, tutta la ricerca che si è attivata avrà ricadute anche su altri settori e ci fa capire  che siamo tutti dalla stessa parte perché il nemico è uno, ed è in atto una gara per sconfiggerlo nei suoi molteplici aspetti. 
Allora siamo davanti a una nuova trasformazione, che non deve cancellare il passato, ma aprirci ad un nuovo percorso, che sia allineato al progresso e alle sua evoluzione e a maggiori equilibri in tutti gli ambiti.
Affrontare le trasformazioni che si rendono necessarie, e lo sta facendo egregiamente ed impensabilmente una quantità impensabile di persone,  non comporta  la cancellazione del passato, ma anzi lo studia e ne fa tesoro,  come Valentino Mercati per esempio. 
Significa comprensione che il ciclo della vita include la caduta, il dolore, la fine che è parte del nostro quotidiano e che noi siamo chi verrà dopo di noi. 
Occorre un ripensamento  del nostro sistema di vita. 
Non perdiamo il treno che la diminuzione degli spostamenti fisici ha comportato la diminuzione, che mi auguro son sia solo  temporanea,  dell’inquinamento, l’attenzione al clima non in maniera mediatica o plateale ma sostanziale. Questo flagello che ha colpito l’umanità tutta,  è la diretta conseguenza della devastazione che l’uomo nella sua immensa superbia ha riservato alla natura,  La terra continuerà a fare la sua rivoluzione e la sua rotazione ma semplicemente senza l’essere umano, il quale superbioso com’è corre il rischio molto concreto di essere  arrivato al capolinea.  Perché dobbiamo essere consapevoli che  il pianeta azzurro continuerà ad essere un pianeta anche se probabilmente non più azzurro. 

Indispensabile perciò che con i cervelli di cui disponiamo, unitamente alle tecnologie e la sensibilità che si è fatta strada da pochi decenni, coadiuvati come siamo dalla scienza  al servizio dell’essere umano, usiamo tutto il potere e l’intelligenza possibili per bloccare non solo la distruzione della biodiversità iniziata a metà dell’ottocento ma migliorare la salute del pianeta che va di pari passo al sistema di vita di tutti noi che siamo qui cortesemente ospitati.

Tiziana Leopizzi
Prof. Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
http://www.ellequadro.com

“Può il burocrate segnare le sorti di un privato o di un’azienda?” di Luca Tognoni

Può il burocrate segnare le sorti di un privato o di un’azienda?

Credito immagine : https://mobile.agoravox.it/

I&f Arte Cultura Attualità
“Può il burocrate segnare le sorti di un privato o di un’azienda?”
di Luca Tognoni
La risposta deve essere NO! Purtroppo, però, anche in paesi cosiddetti liberali (tra cui, nostro malgrado, è compresa l’Italia), la risposta pare essere SI.
Sono fatti concreti che tutti noi viviamo ogni giorno, sia come privati cittadini che come imprenditori, in cui da sempre ci si scontra con l’apatico burocrate di turno che utilizza l’interpretazione di una norma, non codificata puntualmente, in maniera abnorme se non punitiva.
Chi è il burocrate e quale peso ha nella vita di ogni giorno
Ma chi è il burocrate? Il termine, derivato dal francese “bureau” indica (come di fatto è) il “potere degli uffici”, cioè quella forma di esercizio del potere che non è dato da un incarico o da una norma ma che invece si struttura intorno a procedimenti tortuosi, regole impersonali ed astratte, senza la logica del buon senso.
Non a caso tale termine è utilizzato anche in senso non positivo, proprio perché identifica una persona in un ben determinato ruolo che non esercita per il bene comune ed ha oltremodo un potere (minimo o grande, a seconda del peso che ha un suo comportamento o una decisione presa) che sfrutta le lacune normative, le possibili interpretazioni o determinati iter o vincoli per obiettivi non palesi, giustificandosi con l’applicazione di leggi e/o procedure interpretando le stesse in un senso (diritto) o nell’opposto (rovescio), a convenienza.
Un fatto reale ed attuale che dà evidenza di tale situazione
Dal 1° dicembre 2020 l’Italia detiene la Presidenza del G20, il foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo; per la gestione dei relativi eventi è stato emesso un bando gara, suddiviso su 4 lotti, dove è stata prima definita una graduatoria di merito tecnico-economica su ogni lotto, secondo regole ben specifiche oltreché matematiche, e poi esaminata la documentazione formale presentata in sede di offerta. Il valore complessivo del bando, si legga bene, è pari a complessivi Euro 35.900.000,00 sulla totalità dei lotti.
Se il burocrate può interpretare una norma (come, nel caso, l’istituto di avvalimento) in senso restrittivo e non viceversa, come sentenziato sia a livello di giustizia europea che, almeno in parte, italiana, ha di fatto tra le mani un potere enorme, smisurato, coercitivo, oltre che potenzialmente sensibile a pressioni esterne.
In uno stato liberale ciò non deve accadere eppure accade
E’ ciò che sta accadendo ora, proprio nel momento in cui l’articolo è scritto, e vale come denuncia; un RTI potenzialmente aggiudicatario, per un mero aspetto formale assolutamente interpretativo, è escluso perché il burocrate (che, nel caso, non è una persona ben identificata ma l’Ufficio “Area Verifica Documentazione Amministrativa” di Consip) decide di muoversi con un’interpretazione restrittiva che vanifica l’eccellente lavoro delle aziende facenti parte del RTI stesso, premiato col punteggio dato dalla Commissione di gara.
Non vengono colti i recenti e condivisibili orientamenti della giurisprudenza amministrativa che, per valutare la validità di un contratto di avvalimento, afferma di non fare ricorso ad “aprioristici schematismi concettuali che possano irrigidire la disciplina sostanziale della gara” dovendo, viceversa, ritenersi valido se agevolmente determinabile dal tenore complessivo del documento stesso e dalla sua idoneità ad assolvere la precipua funzione di garanzia assegnata all’istituto, orientandosi così verso il principio del favor partecipationis.
L’interpretazione utilizzata dal burocrate per escludere il RTI
Ha dell’incredibile e fuori da ogni ragionevole buon senso, ma purtroppo caratterizzato dall’essere oggetto di interpretazione, la motivazione espressa dal suddetto Ufficio per escludere il RTI; pur presentando un contratto di avvalimento (che permette di possedere un requisito di partecipazione attraverso un “prestito” da azienda terza che, nel caso, era una mandante del RTI stesso) predisposto con tutti gli elementi corretti e necessari, anche se non evidentemente esaustivi se così interpretati, lo stesso è stato ritenuto nullo.
Tale nullità è stata motivata “non contenendo un’adeguata specificazione delle risorse e dei mezzi messi a disposizione dell’ausiliata”, pur con la stessa che indicava di obbligarsi “a mettere a disposizione dell’impresa ausiliata le risorse di seguito indicate, connesse al requisito prestato per consentire, in caso di aggiudicazione da parte di quest’ultima, l’esecuzione delle prestazioni affidate: struttura tecnica ed operativa adibita alla gestione eventi, in termini di progettazione, organizzazione, allestimento e gestione del servizio «chiavi in mano», inclusi processi e procedure relative”, oltre che essere ovvio per il fatto di essere mandante del RTI. L’interesse pubblico primario è l’individuazione del miglior contraente
L’interesse pubblico primario deve essere volto all’individuazione del miglior contraente (par condicio competitorum) – come nel caso, visto che il RTI è tra i primi in graduatoria – oltre a quello di garantire la massima partecipazione da parte degli operatori economici (favor partecipationis), e quindi deve permettere il progressivo depotenziamento degli ostacoli che precludono l’accesso ad una gara; per questo la disciplina che tratteggia l’istituto dell’avvalimento è ispirata, come deve assolutamente essere, alla massima apertura dell’attività pubblica alla concorrenza a vantaggio sia degli operatori economici sia delle amministrazioni.
Oltre a ciò la decisione presa pare anche andare contro il Codice Civile, in quanto il grado di determinatezza del contratto di avvalimento non può che sottostare ai requisiti previsti per la generalità dei contratti e, dunque, al contenuto e all’interpretazione degli artt. 1346 (“L’oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile”, cioè deve esserlo l’oggetto e non le risorse o i mezzi), 1363 (“Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell’atto”, cioè si valuta l’intero contratto e non l’estrapolazione di un passaggio specifico) e 1367 (“Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno”, cioè non è consentito essere restrittivi).
Come difendere da un’azione così ingiusta il RTI escluso
Le strade formali percorribili sono quelle “soft”, cioè la redazione di una memoria / diffida volta ad ottenere l’adozione di un provvedimento di autotutela quale facoltà riconosciuta ad un’amministrazione pubblica di annullare, revocare o riformare un atto amministrativo per ragioni legate alla legittimità dell’atto medesimo, e/o “hard”, cioè la proposizione di un ricorso al TAR – Tribunale Amministrativo Regionale e, nel caso, alla successiva proposizione di un ricorso al Consiglio di Stato, quale secondo ed ultimo grado di giudizio. Il senso del presente articolo, che vuole essere cassa di risonanza per quanto sopra sinteticamente messo in evidenza, è quello di perorare un “giusto” provvedimento di autotutela da parte di Consip (che, per sua stessa indicazione, è al servizio esclusivo della Pubblica Amministrazione ed ha come missione aziendale quella di rendere più efficiente e trasparente l’utilizzo delle risorse pubbliche), cosa che pare evidente non avvenga nello specifico caso ma anzi tutt’altro: l’elemento formale interpretativo supera l’interesse pubblico primario, negando a chi è stato giudicato migliore di altri, solo per un pezzo di carta, la possibilità di fornire un servizio.
Luca Tognoni
dicembre 2020

Pubblicato da italia&friends Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia Mostra tutti gli articoli di Italia&friends il 24 dicembre 2020

Natale 2020

I&f Arte Cultura Attualità
“Natale 2020”
E’ finalmente giunto il tempo del Natale,
è ritornato per tutti noi il momento della riflessione e del ricordo, non perché il resto dell’anno non si riesca a pensare o a ricordare, ma perché il farlo nel momento più bello e caloroso dell’anno assume un sapore particolare, questo perché a Natale la predisposizione è diversa, la voglia è più intensa, la passione più viva e magicamente tutto assume un gusto più pieno, più deciso.
L’amore per i figli, il sentimento per la persona amata, l’affetto per chi è a noi più caro, subiscono in questo periodo una forte accelerazione, una intensificazione tale da dare l’impressione di non riuscire a contenere tutte queste emozioni, sperando tanto che neanche una briciola di quelle vada dispersa.
Allora viva questo momento magico, viva il Natale, viva il Natale delle persone sole e di quelle accompagnate, viva il Natale delle persone buone e di quelle cattive, viva il Natale di chi è vicino e di chi è lontano, viva il Natale dei bambini e degli anziani, viva il Natale di chi è sano e di chi è malato, viva il Natale, viva il Natale di tutti noi, perché, ci si creda o no, il Natale è per tutti e a tutti coloro che non lo amano o addirittura lo detestano auguriamo di potere apprezzare, nei Natali che verranno, quella meravigliosa sensazione d’amore che questo tempo da sempre regala a chi ha voglia di riceverla.
Quindi un grandissimo augurio di buon Natale a chi amiamo di più e buon Natale a tutti quelli da cui vorremmo ricevere un pò più di amore.
Buon Natale a chi ci ama senza riserve e buon Natale anche a tutti quelli che non ci apprezzano, con la speranza che con il tempo rimuovano i propri pregiudizi.
Alan Oisrak

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

“Amerigo Vespucci” la Nave Scuola della Marina Militare Italiana

I&f Arte Cultura Attualità “Senza retorica, solo orgoglio” di Riccardo Rescio

L’Amerigo Vespucci, l’eleganza, la bellezza, la raffinatezza, l’armonia, la sintesi, rappresenta il perfetto, armonico, insieme a cui dovremmo tendere come Paese, perché come la stupenda Nave Scuola della Marina Militare Italiana, la nostra Terra e le sue straordinarie Genti, hanno tutte le prerogative, magnificamente assemblate in quella che è universalmente conosciuta come la piu bella nave che abbia mai solcato i mari del mondo.
Riccardo Rescio

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/07/25/news/il_vespucci_omaggia_ischia_domani_sera_saluto_della_nave_scuola_in_transito_verso-262843031/

“La foglia” di Vincenzo Parlavecchio

I&f Arte Cultura Attualità “La foglia” di Vincenzo Parlavecchio

dedicato a tutti i bambini,
anche quello dentro di noi,
ora glielo leggo

La foglia

Arriva l’autunno e il paesaggio muta repentino, si adegua al susseguirsi delle stagioni, immaginate un bel prato ricco di fiori rossi, gialli, viola e decine di altri colori e circondato da alberi gonfi di foglie, foglie verde sgargiante, che accarezzate dal vento sembrano danzare per salutare l’estate che si allontana. Le foglie grasse e verdi ingialliscono, cominciano a seccarsi e cambiano colore, dall’ocra all’arancione, dal rosso rubino al marrone scuro, assumono una nuova identità.

E cominciano anche a staccarsi dai rami degli alberi, da quei rami da cui sino a un attimo prima si sono nutrite di linfa vitale.
Pensate alla miriade di animaletti striscianti, millepiedi, formiche, bruchi e tanti altri, che sulle foglie stesse hanno trovato casa. E poi ancora quanti insetti, api, farfalle multicolore, coccinelle e scarabei hanno giocato a nascondino tra di esse, non siamo soli e tutti siamo legati dal filo della vita.

Le foglie in autunno sono destinate a lasciarsi cadere ma non per morire, per nutrire la terra e rigenerare il meraviglioso ciclo vitale della natura. Le foglie cadono silenziose come fiocchi di neve ma giunte a terra formano tappeti fragorosi, quante volte, giocando a rincorrersi, le abbiamo calpestate dando melodia al loro canto, in natura anche il silenzio diventa musica per chi sa ascoltare con il cuore.

Con l’autunno i volatili devono migrare, aironi, fenicotteri, anatre, germani, la maggior parte di essi non ama molto il freddo, ed ecco come le prime foglie che cadono diventano rintocchi scanditi da una pendola, per gli uccelli è giunto il momento di spiccare il volo.
Guardo il cielo azzurro pallido e le nubi disegnate dal vento, stormi di uccelli cominciano a radunarsi, i loro richiami striduli, ancora una volta, diventano musica, i gruppi si infoltiscono ad ogni acrobatica roteazione e cominciano a salire sfruttando le correnti ascensionali, salgono, salgono e salgono ancora, sino a raggiungere la quota di crociera, inizia il viaggio, lungo, estenuante, da nord a sud, all’inseguimento del caldo, loro conoscono quella fatica ma lo affrontano coraggiosamente.
Di tutte le foglie che continuano a cadere solo una, disubbidiente, si libra in volo, sembra voler mostrare che non teme le vertigini, che ha il coraggio di intraprendere quel lungo viaggio, un viaggio verso quanto di più ignoto per lei eppure dal sapore affascinante. Leggera la foglia raggiunge uno stormo di uccelli, essa non conosce le correnti e ha bisogno di essere guidata, tutti si voltano ad osservarla senza dare peso alla sua diversità anzi, la accolgono calorosamente riservandole un posto al centro della formazione, come per proteggerla consentendole di sfruttare la scia, in natura tutto è puro istinto, solo gli umani, pieni di pregiudizio, sanno creare imbarazzanti differenze.
Curiosa la foglia esplora dall’alto, verdi vallate, cime di montagne innevate, vulcani eruttanti lava color fuoco, aridi deserti che diradano nel blu del mare, maestosi paesaggi mai visti prima, il vento trasporta e regala il tempo per osservare, sorride alla vista di altri amici animali, che migrano anch’essi formando enormi branchi rumorosi, elefanti, giraffe, gnu, bufali, gazzelle, zebre e altri mammiferi seguono i fiumi, cercando pozze e oasi di verde dove ristorarsi.
I giorni scorrono e la stanchezza comincia a farsi sentire, quando l’orizzonte comincia a curvarsi lo stormo di uccelli inizia la lenta discesa.
La migrazione sta per giungere al termine, quanta fatica ammette la foglia ma ne è valsa la pena, avventure entusiasmanti, nuove amicizie, grandi emozioni hanno fatto battere il suo cuore e dato risposte alle sue domande, tante storie da raccontare ai nuovi amici che l’attendono, dove solo lei deciderà di lasciarsi cadere.
Dove la foglia ha spiccato il suo primo volo è ancora autunno ma lei, intraprendente e sognatrice, ha smesso di immaginare la natura ammirandola in tutta la sua bellezza, e ha imparato a lasciare andare il cuore sorridendo al futuro.

Vincenzo Parlavecchio

Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

“L’Estate” di Deborah Bosa

Da ieri a domani
“L’estate” di Deborah Bosa

Mi ricordo, come se fosse ieri le mie estati al mare con la mia famiglia. Alla domenica si era soliti svegliarsi presto, caricare la macchina di borse frigo, giocattoli e asciugamani e partire per il mare, più precisamente, in direzione Celle Ligure.

Ancora adesso ho bene in testa il nome dei bagni dove avevamo la nostra cabina i cosiddetti “Bagni Roma”. Erano vicini alla stazione e avevano un grosso posteggio macchine, forse tra tutte le opzioni a Celle non erano manco i più belli della cittadina ma per me erano un luogo incantevole, dagli ombrelloni e le sdraio blu. Mi sembra ancora di sentire il proprietario, un signore chiamato Mario, sulla cinquantina d’anni che mi diceva sempre qualcosa di gentile e accompagnava la frase con un lecca-lecca, che non rifiutavo mai.
Ovviamente la domenica era il giorno della settimana che preferivo di più, intanto perché i miei genitori non lavoravano, ma non solo… si andava al mare, e come mi piaceva!  Ora invece, se dovessi scegliere mi piacciono di più il Venerdì e il Sabato, forse perché sembrano davvero di riposo, mentre adesso la domenica, passa diversamente e porta con sé una piacevole malinconia ripensando a questi bei ricordi e al tempo passato con i miei cari. Una sensazione questa, che mi carica positivamente e mi fa capire che anche dal passato possiamo attingere e ancora beneficiarne.
Infatti, se chiudo gli occhi rivivo le domeniche della mia infanzia, piene di gioia, d’amore e d’affetto: i castelli di sabbia con mio fratello, le nuotate fino alla boa con mio padre e le immancabili parole crociate di mia mamma. Ero solo una bambina, tutto quello che dovevo fare era nuotare e divertirmi. Anche i mei genitori che pure facevano tanto per godersi la domenica a Celle, erano comunque rilassati e si godevano quei raggi di sole e quei momenti familiari con immenso piacere, seppur le sfacchinate non erano da poco: la sveglia presto (dopo un’intera settimana di lavoro), preparare due figli, gli oggetti gonfiabili, il cibo e chi più ne ha più ne metta.
I Bagni Roma, li saprei descrivere ancora adesso a memoria (anche perché per almeno cinque anni siamo andati tutti le domeniche in quel fantastico luogo), erano per me e per la mia famiglia un posto sereno, sentito quasi come una seconda casa. Ancora oggi, tra le tante cose che sono successe nella mia famiglia, quando ricordiamo quei momenti durante un pasto o in una festività, scappa a tutti da sorridere: tra gli aneddoti, le sgridate, le nuotate, i gelati e i giochi che facevamo tutti e quattro insieme.  
È vero che sia i genitori che i figli crescono e che certe volte le cose cambiano, ma anche se non le facciamo più o nell’arco del tempo cambiano e si modificano, rimangono sempre dentro di noi e ci fanno proprio star bene.


Deborah Bosa

Storica dell’arte. LM in Valorizzazione dei Beni Culturali presso Università di Pavia

Da Ieri a domani” è una rubrica a cura di Tiziana Leopizzi

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

“ Neo Skēnḕ ” Manifesti d’Artista al Teatro di Rifredi Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“ Neo Skēnḕ ”
Manifesti d’Artista al Teatro di Rifredi Firenze

Progetto ideato da Niccolò Mannini e Simone Teschioni Gallo.
La Mostra è a cura di Simone Teschioni Gallo

Che “La necessità faccia virtù”, non è solo un modo di dire, tramandato da tempo immemore dalla tradizione popolare verbale, che molti noi hanno ascoltato e a loro volta detto e ripetuto, ma una incontrovertibile realtà.

Sono infatti proprio i momenti più difficili a stimolare, attraverso una qualsivoglia necessità, l’intuito, la creatività e la produttività.
Anche l’Arte, la Cultura, come tanti altre componenti della nostra vita, in questo particolarissimo momento, vivono gravose costrizioni e pesantissime e inevitabili ripercussioni.
I Teatri, i cinema, come gli alberghi, i ristoranti, sono ormai chiusi da tempo.
Settori molto penalizzati dall’emergenza sanitaria in corso.
Gli Spettacoli, le rappresentazioni, i concerti, non sono potuti andati in scena e le sale sono rimaste prive del loro pubblico, della loro magia.
Ma dietro le tantissime porte chiuse, le poltrone vuote, le insegne spente, la vita ha continuato a scorrere, la fantasia a produrre, la creatività a realizzare idee.
Attori, registi, tecnici, impresari e direttori, hanno continuato in questi mesi a cercare forme di contatto col proprio pubblico, da prima sui social e poi progressivamente, senza mai fermarsi, su mezzi digitali sempre più evoluti, che la moderna tecnologia mette a disposizione, per poter dare continuità all’indispensabile rapporto con il proprio pubblico.
Quando si ha veramente voglia di fare, quando non ci si dà per vinti, quando la passione è pari alla necessità di dare continuità al proprio fare, l’attenzione si aguzza, al Teatro di Rifredi di Firenze l’ultima delle tante idee, nasce proprio da una battuta di Giancarlo Mordini, il suo Direttore Artistico, postata su Facebook, all’indomani delle nuove restrizioni imposte dal DPCM di ottobre, una frase che ironizzava sul fatto che tutto il materiale grafico degli spettacoli non andati in scena, sarebbe servito giusto a “fare delle barchette”.
Dalla necessità di voler comunicare, l’ingegno prende spunto per stimolare la creatività e così la barchetta di cartapesta della battuta diviene nave, cargo, che trasporta un prezioso carico, il progetto “Neo Skēnḕ – Manifesti d’artista al Teatro di Rifredi”, ideato da Niccolò Mannini della Galleria d’Arte La Fonderia e dal curatore Simone Teschioni Gallo.
Un progetto che vedrà quelle locandine degli spettacoli non anditi in scena, vivere una seconda vita, affidate all’estro di cinque Artisti che le trasformeranno in opere d’Arte.
Skēnḕ, in greco, è il palcoscenico, lo spazio in cui viene messo in scena lo spettacolo, e il titolo richiama proprio quel luogo, a cui si desidera dare una seconda vita, creando un ponte tra l’Arte visiva pittorica e l’Arte della recitazione, che in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, possono supportarsi e sostenersi a vicenda.
Gli Artisti sono stati selezionati, ognuno di loro ha scelto tre locandine su cui lavorare e le opere che nasceranno saranno esposte in una mostra, appena la situazione Covid lo consentirà.
Agli Artisti è da sempre assegnato il compito di interpretare, descrivere, partecipare, attraverso il loro personale sentire, sensazioni, emozioni, visioni, di momenti, eventi e luoghi. L’esperienzialita, sensoriale, dell’Arte costituisce la funzione necessaria ad appagare lo spirito, un circolo virtuoso tra corpo e anima. Le opere realizzate, fissano in modo indelebile il tempo e il luogo che rappresentano, che la ispirano.
L’Arte è da sempre espressione e materializzazione di grandi personali sensibilità, che testimoniano, passato, presente e futuro, del vivere e dello stare.
Arte da guardare, Arte da ascoltare, Arte che descrive, Arte che circoscrivere, Arte da gustare, Arte da toccare.
L’Arte come racconto del tempo che è stato, di quello che è, e di quello che sarà.
L’iniziativa del Teatro di Rifredi e la successiva Mostra consentiranno alle opere realizzate di essere valorizzate al massimo, ricreando un’esperienza dall’elevato fascino teatrale in cui, grazie ad un apposito supporto audio, la visita in mostra sarà accompagnata dalle voci degli attori e dalle battute degli spettacoli non andati in scena. L’esposizione sarà inoltre arricchita dalla pubblicazione di un catalogo comprensivo di testi critici.
Interconnessioni di espressioni Artistiche, rese palesi, tangibili e usufruibili, una vera sublimazione dell’Arte, le cui singole opere sono sempre e comunque la risultante di un insieme di componenti.
Le opere realizzate dagli Artisti per Neo Skēnḕ verranno documentate non solo attraverso fotografie e video che mostreranno i lavori nella loro fase di messa a punto, una sorta di “dietro le quinte” della realizzazione del progetto.
Il progetto “Neo Skēnḕ – Manifesti d’Artista al teatro di Rifredi” gode già del pieno appoggio da parte del Comune di Firenze e dell’Assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi

Davis & Co.
http://www.davisandco.it info@davisandco.it

Ufficio stampa Pupi e Fresedde | Teatro di Rifredi Centro di Produzione Teatrale Firenze
ufficiostampa@toscanateatro.it

Pubblicato da Italia&friends su WordPress
Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 22 dicembre 2020

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3838942462824199&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Il Palazzo suona” 4 appuntamenti musicali a Palazzo Medici Riccardi

I&f Arte Cultura Attualità
Palazzo Medici Riccardi Firenze
“Il Palazzo suona”
Quattro coinvolgenti appuntamenti, da poter gustare sul canale YouTube di MUS.E, https://www.youtube.com/RagazziFirenze.
Uno straordinario spettacolo, un bellissimo connubio tra Arte e Musica, dalle sale di Palazzo Medici Riccardi, che accoglieranno da dal 26 dicembre e i tre sabati successivi, un ciclo di concerti, promosso dalla Città Metropolitana di Firenze e da MUS.E, con la collaborazione del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Toscana, l’Orchestra da Camera Fiorentina e il Contemporartensemble. Corrispondenze di meraviglie tra Musica, Architettura, decorazioni e le funzioni stesse a cui queste sale del Palazzo Medici Riccardi erano destinate, che verranno svelata prima di ogni concerto da un breve intervento a cura di MUS.E.
Sabato 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, nella Cappella dei Magi, sono quelle dell’Orchestra della Toscana.
Il Trio d’archi formato da Franziska Schoetensack (violino), Stefano Zanobini (viola) e Augusto Gasbarri (violoncello) si affida a pagine di Mozart, Bach e Laszlo Weiner (compositore ungherese pupillo di Kodaly, morto nel 1944 vittima dell’olocausto) per accompagnare il corteo sacro che si snoda nel sontuoso affresco di Benozzo Gozzoli.
Sabato 9 gennaio, il Quartetto dell’Orchestra da Camera Fiorentina, composto da Neri Nencini (violino), Sara Margrethe Lie (violino), Niccolò Presentini (viola), Leonardo Ascione (violoncello), esegue un repertorio barocco nella Galleria degli Specchi, con musiche di Bach, Handel, Boccherini e Vivaldi in dialogo con gli affreschi di Luca Giordano che decorano la volta.
Sabato 16 gennaio, nella Sala delle Madonne con Bambino, il Contemporatensemble, fondato da Mauro Ceccanti nel 1992, spazia fra composizioni mariane, da Gluck a Rossini, da Mozart a Bach e Schubert, interpretate dal controtenore Antonio Giovannini, accompagnato al pianoforte da Marco Gaggini.
Sabato 23 gennaio, ultimo degli appuntamenti, nel salone Carlo VIII, ascoltiamo grazie al Maggio Musicale, le note del celebre Quartetto di Schubert “La morte e la fanciulla”, eseguito da Boriana Nakeva e Annalisa Garzia (violini), Lia Previtali (viola), Sara Nanni (violoncello), che nel loro svolgimento armonico richiamano le decorazioni fantastiche di Gaetano Bianchi.

MUSE Firenze info@palazzomediciriccardi.it
Programma su http://www.palazzomediciriccardi.it http://www.musefirenze.it

Davis & Co. per MUSE Firenze info@davisandco.it
http://www.davisandco.it =

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

Questo slideshow richiede JavaScript.

“ICOM: undici step fino al 2022 per arrivare alla nuova definizione di Museo” su AgCult

I&f Arte Cultura Attualità
“Definizione di Museo” di Italia&friends

La nuova e più appropriata definizione di Museo che si sta cercando per Italia&friends è
“luogo del cuore e ludoteca dell’anima”.
Piccolo o grande, famoso o sconosciuto che possa essere, il Museo ha sempre in serbo per noi una sorpresa inaspettata che riuscirà a sorprenderci positivamente.

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

Articolo pubblicato su AgCult

AgCult | ICOM: undici step fino al 2022 per arrivare alla nuova definizione di Museo. Via AgCult | ICOM: undici step fino al 2022 per arrivare alla nuova definizione di museo.

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost Articolo pubblicato su AgCult https://agcult.it/a/29280/2020-12-17/icom-undici-step-fino-al-2022-per-arrivare-alla-nuova-definizione-di-museo?utm_source=&utm_medium=&utm_term=&utm_content=&utm_campaign=

“Non c’è bellezza senza il pensiero della bellezza, non c’è libertà senza la sua necessità” di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità “Non c’è bellezza senza il pensiero della bellezza, non c’è libertà senza la sua necessità” di Elena Tempestini

“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo e del mio pensiero” diceva Wittgenstein. Quando non riusciamo a trovare una parola per esprimere un concetto, nei fatti non siamo in grado di formularlo. La nostra mente non riesce a vedere ciò che non sa nominare, e senza le parole, non ci può essere il ragionamento.
La storia ci ha dimostrato che i regimi totalitari hanno sempre ostacolato il pensiero, attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
La situazione che ci dovrebbe veramente allarmare, è che QI medio della popolazione mondiale, che dal dopoguerra agli anni ’90 era aumentato, nell’ultimo ventennio è in continua diminuzione. È il capovolgimento dell’effetto Flynn, meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni/elaborare un pensiero. Una delle cose importanti da ricordare alla fine di questo 2020, è che “non c’è bellezza senza il pensiero della bellezza, non c’è libertà senza la sua necessità”.

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 20 dicembre 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220651749016589&id=1021326961

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura il 20 dicembre 2020

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Meno sanno, meglio stanno” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Meno sanno, meglio stanno. Meno sai, più sicuro sei” di Riccardo Rescio

I Social, a cui approcciamo abitualmente, utilizzando i nostri smartphone, tablet, computer, sono una delle funzione facilmente usufruibili e indistintamente accessibili, che permettono a tutti, Filosofi, Professionisti, Scienziati, Manager, Comunicatori e Gente comune di scoprire eventi, fatti, situazioni, che fino a quel momento avevano ignorato o solo dimenticato. Quindi i Social sono quella invenzione “sociale” che permette di interconnetterci vicendevolmente in tempo reale e altrettanto vicendevolmente comunicare. La Comunicazione è una cosa seria, determinante, inalienabile in un consesso sociale, familiare, nazionale, internazionale. La Comunicazione ha una funzione essenziale, per partecipare bisogni ed emozioni, ma serve anche per dirimere le possibili incomprensioni, dovute a lingue, culture, tradizioni, abitudini, prassi, comportamenti, diversi, che spesso sono causa di litigi, conflitti, guerre, disastri, pertanto comunicare facilmente, costantemente e in modo sempre più comprensibile è determinante per la pace e la comune crescita.

Pertanto le comunicazioni ermetiche, sibilline, indecifrabili ai più, i messaggi in codice fra esperti, membri di “Club di Sapienti”, adepti di confraternite o eletti con discendenze divine, che tutto sanno e nulla bisogna spiegare, non dovrebbero essere date in posto al popolo del web, pertanto al fine di garantire la segretezza e la circospezione del loro dire in gergo, si consiglia vivamente l’uso dei pizzini, pratici, sicuri, facilmente eliminabili, senza lasciare tracce, dopo la lettura. Un sistema di comunicazione efficace, diretto, già ampiamente utilizzato in alcuni particolari sodalizi.

Al momento, naturalmente parlando in generale, non abbiamo concrete evidenze sulla reale voglia di comprendere e far comprendere la realtà dei fatti da parte di molti, che preferiscono infilare la testa nella sabbia, per non vedere, non sentire e non sforzarsi di capire. Probabilmente per loro sono sempre validi quei modi di dire popolari, del tipo “Meno sanno, meglio stanno. Meno sai, più sicuro sei”, tramandati da generazioni in generazioni, veri postulati a salvaguardia del personale orticello, per poter gestire a pro loro una piccola comunità o una intera organizzazione sociale.
Non dovremmo però dimenticare che la Storia avrebbe dovuto insegnare, in egual misura a tutti, che il vero collante di un popolo non è ignorare, tanto meno percepire solo con la pancia, ma è la capacità delle singole menti di elaborare, considerare, valutare, fatti, situazioni e comportamenti, sempre e solo attraverso la continua attività del proprio pensiero, opportunità e funzione che solo la Cultura è capace di determinare.
“Dīvĭdĕ et ĭmpĕrā”, letteralmente, dividi e comanda, è una locuzione latina secondo cui il migliore espediente per gestire un piccolo o grande potere di qualsivoglia autorità, al fine di poter governare al meglio una minuscola comunità o un grande popolo, è determinante dividere, provocare rivalità e fomentare discordie, tutte attività facilmente perseguibili dove la parziale o totale mancanza di Cultura regna sovrana.
La Cultura non è la possibilità di immagazzinare dati e date, ma la facoltà, attraverso la conoscenza delle stesse nozioni, di elaborare una propria capacità critica, per poter capire e comprendere, per non dover accettare come oro colato l’altrui detto e per non dover subire il non compreso. Abbiamo moderni strumenti tecnologici che ci possono aiutare a meglio comprende e più efficacemente comunicare. Internet è una finestra da cui possiamo osservare l’esterno, contemporaneamente è anche un efficace mezzo per partecipare idee, proposte, progetti, programmi, non sprechiamo questa opportunità con utilizzo improprio, parziale o distorto dei Social. Noi, tutti noi non dobbiamo ricominciare, rifaremmo in peggio gli stessi errori, ora più che mai dobbiamo cambiare prospettiva, visuale, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.

“Comunicazioni cifrare” https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2457072134344579&id=100001254482577

“Il Club della Sapienzahttps://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2579446955440429&id=100001254482577

“Il solo Sapere non basta” https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2231328550252273&id=100001254482577

“Ermetismo snob” https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2368886866496440&id=100001254482577

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

Siamo alla lotta finale tra Utopia e Distopia ? di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità “Siamo alla lotta finale tra Utopia e Distopia?” di Elena Tempestini

ph elenatempestini

L’utopia è “un non luogo” dove tutto è possibile, la distonia e’ il “luogo cattivo” dove il futuro potrà sembrare concreto, ma sicuramente è disperato. Nel “non luogo” potrai immaginare, creare, sperare, agire, fare … nella distopia cavalchi e alimenti le paure umane, le ansie e gli scenari terrorizzanti. Praticamente è quella grande immensa nuvola tossica che sta aleggiando sopra le teste di gran parte della società. Il resto lo farà un’informazione ingannevole, che attenzione; non è una informazione “falsa”, bensì un’ informazione illusoria, che crede di sapere, di essere a conoscenza dei fatti. Ma tra chi produce l’informazione e chi consuma l’informazione il vero potere lo detiene chi decide quale debba essere l’informazione.
Negli effetti pratici la vera regina è “ L’ambiguità “ che allontana ed offusca le menti, creando l’annullamento del pensiero critico e quindi la nostra capacità di poter eventualmente giungere alla verità.

“Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”
( George Orwell)

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 19 dicembre 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220648888545079&id=1021326961

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura il 20 dicembre 2020

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

“Passeggiando nell’800” di Elena Tempestini

I&f Arte Cultura Attualità “Passeggiando nell’800” Immagini di un secolo in progresso

di Elena Tempestini

Nella data di oggi, già otto anni fa, usciva il mio quarto libro dedicato a Firenze e la sua storia. L’Ottocento è stato un secolo di grandi trasformazioni e innovazioni sotto il profilo sociale ed economico. Dalla rivoluzione agraria alla progressiva espansione dell’industria. Possiamo ormai accertare che fu una seconda “rivoluzione industriale”. La nascita della borghesia, la crescita della popolazione che coinvolgerà tutti i Paesi europei in tempi e in modi diversi, dette il via ad una grande trasformazione, la frase di Rimbaud fu cristallina : “Dobbiamo essere assolutamente moderni”. Cinquecento anni fa si passo’ dal medioevo all’età moderna, ma tutto ha una ascesa e una decadenza. Oggi 2020 ci troviamo nell’Interregno. Non sappiamo ancora quanto durerà, dove ci porterà, cosa troveremo in fondo a questa grande trasformazione della società e dei nostri stessi cervelli. Sappiamo solo che sta succedendo, e che dobbiamo cercare di avere un atteggiamento il più lucido possibile per affrontare il futuro. Il mio editore Nicomp Laboratorio Editoriale e il suo cervello Alberto Nicoletti ebbero l’idea di fare il libro in due lingue: italiano/inglese ….

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it / info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 19 dicembre 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220647764116969&id=1021326961

Ripubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura il 20 dicembre 2020

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Modi di dire” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Chi nasce tondo, non può morire quadrato” di Riccardo Rescio.

Lo si afferma comunemente, è un modo di dire diffuso e radicato nella nostra tradizione popolare, verbalmente tramandata, sta ad indicare qualcuno o qualcosa che rimane immutabile nel tempo, conservando le peculiarità caratteriali o di forma originali. Ebbene, nello straordinario, effervescente, fantastico luogo dove è nato il marketing, tutto questo viene continuamente falsificato, poiché a Napoli l’unica affermazione vera e praticata con determinazione, è quella che recita, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

La Pizza ne è l’esempio più eclatante, a livello alimentare non vi è cosa più tonda della pizza, eppure a Napoli hanno reso quadro il tondo.

La famosa pizza a portafoglio, non più tonda, ma quadrata, comoda, pratica da consumarsi passeggiando, provatela anche a Firenze, potrete gustarla in via Cimatori, alla Pizzeria 0′ Vesuvio, buonissima, digeribilissima, accessibilissima a soli 3 euro.

  Pizzeria O’ Vesuvio http://ovesuviofirenze.com/menu

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“La nuova Museologia, Il museo non è mai stato così vicino alle persone”

“La nuova Museologia. Il museo non è mai stato così vicino alle persone” di Maurizio Vanni.

https://www.linkedin.com/pulse/la-nuova-museologia-il-museo-non-%C3%A8-mai-stato-cos%C3%AC-vicino-vanni

I&f Arte Cultura Attualità
“Le opere d’Arte non sono indumenti pieni di naftalina da riporre in un armadio” di Riccardo Rescio
I Musei non sono prestigiosi contenitori, ma luoghi del cuore e ludoteche dell’anima e come tali devono attrarre, sempre più catalizzare l’attenzione del maggiore numero di persone possibile, coinvilgendole e avvolgendole di bellezza, di conoscenza, di benessere.
Lo si potrà fare presentando i Musei come attrazioni Culturali piacevoli e non barbose, interessanti e non noiose, quindi per quello che sono realmente e non per quello che solo alcuni vorrebbero che fossero.
I Musei come luoghi riservati per elite Culturali, vere o presunte, i Musei, come esclusivi Resort, Spa, Club e strutture extra lusso, non sono più accettabili.
L’Arte appartiene a tutti in egual misura e tutti hanno diritto di conoscerla, apprezzarla, amarla.
Complimenti per le sue idee Maurizio Vanni e buon lavoro.
Cordiali saluti
Riccardo Rescio (Italiaefriend)

Questo slideshow richiede JavaScript.


#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

“La casa di Pinocchio” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“La casa di Pinocchio”
di Riccardo Rescio

Daniela Marcheschi, docente di letteratura Italiana e Scandinava, di Antropologia delle Arti, critica e scrittrice di fama internazionale, sabato 18 gennaio 2020, nella sala Fanfani di Palazzo Pegaso, sede della Regione Toscana, ha tenuto un’interessantissima relazione dal titolo: “ Collodi, un classico indimenticabile”.
La narrazione sul grande scrittore Carlo Lorenzini, meglio conosciuto con il nome di Collodi, geniale creatore delle indimenticabili avventure di “Pinocchio”, è stata a dir poco coinvolgente.
Proprio attraverso Pinocchio, Daniela Marcheschi ci ha parlato dell’Italia e dei molti Italiani, intellettuali e persone del popolo, che durante l’epopea Risorgimentale s’impegnarono in prima persona contribuendo alla genesi dell’Unità d’Italia.
La Prof.ssa Marcheschi ha descritto riferimenti oggettivi e precisi, enumerando atteggiamenti e fatti concreti, che hanno segnato un momento di grande fervore innovativo su cui ha campeggiato Carlo Lorenzini, un personaggio che si può ben ritenere un colosso per interdisciplinarità e coerenza intellettuale.
Lorenzini ha saputo infatti marcare in modo preciso e deciso il rapporto tra scrittura, pittura e musica, mantenendo sempre un giusto equilibrio tra il Sapere Culturale e l’Esperienza concreta del Lavoro manuale.
Parlando di Collodi, la Marcheschi ha compiuto un’oggettiva analisi che è anche un viaggio in un preciso lasso di Tempo, la cui conoscenza è fondamentale per la comprensione della realtà odierna.
Un periodo storico tanto importante da dover essere studiato, approfondito, analizzato e soprattutto partecipato in ogni ordine di scuola non solo per far emergere la personalità di uno scrittore di grande spessore, ma soprattutto perché Lorenzini, attraverso la sua satira, ci partecipa un’Italia di allora, perfettamente sovrapponibile a quella odierna.
Molto spesso ci lasciamo andare a continue, estenuanti, spesso insopportabili, lamentele sulla vita economica e sociale del nostro Paese, dimenticando l’affermazione di Aristotele che recita, “ogni popolo ha il governo che merita”, divenuto nel tempo un postulato di ogni organizzazione sociale.
La casa di Pinocchio, lo si voglia o no, è la nostra casa, lui è il nostro coinquilino, intangibile, ma presente a cui chiediamo di fare tutto il contrario di quello che pubblicamente andiamo dichiarando.
Se non riusciremo a sfrattare l’inquilino, che alloggia in noi e che riteniamo opportunisticamente comodo, utile a volte necessario, se non ci liberiamo di quel Pinocchio, che rappresenta la parte non proprio più edificante del nostro pensare e del nostro essere, se non smettiamo di dire una cosa, per poi fare l’opposto, sarà la comune casa ad essere messa a soqquadro.
Nessuno di noi a livello personale è immune dall’aver ospitato, per un breve periodo o per tutta la vita, un Pinocchio, tanto meno le aziende, i governi e i governanti.
Le enunciazioni roboanti, le faraoniche promesse, le assicurazioni impossibili, le certezze assolute, hanno le gambe corte ed un costo elevatissimo.
Se invece solo di vedere, ci riuscisse guardare con attenzione, se invece solo di sentire ascoltassimo con interesse, se invece di ingurgitare tutto senza assaporare il gusto delle cose, lasciando alla pancia il compito di reagire, potremmo fare grandi cose, invece di accontentarci delle briciole sottratte a chi ci è accanto, ignorando volutamente o ottusamente, la dispensa ricca di tutto e di più, che abbiamo a disposizione, che risponde al nome di Italia.
Comunicare è importante per tutti, partecipare il possibile è vitale nei rapporti interpersonali, quanto per qualsiasi tipo di organizzazione o istituzione.
Per non scendere in politica, prendiamo come esempio l’Azienda, che della Comunicazione ne fa la propria bandiera, chi ne cura la pubblica immagine, i creativi che realizzano slogan emozionali, video coinvolgenti, potrebbero competere con la genialità dell’insuperato Maestro della Comunicazione Pubblicitaria Italiana, Armando Testa, loro però a differenza del genio comunicativo per eccellenza, riescono a partecipare, in modo allettante e persuasivo, ciò che in realtà quella stessa Azienda non fa più da molti anni, cioè essere all’avanguardia della innovazione.
La Coerenza vorrebbe che la convinzione del dire, si materializzasse nell’attuale l’enunciato, per non perdere del tutto la credibilità, conquistata a parole.
Se quella stessa Azienda volesse realmente dare seguito alle proclamate e reiterate enunciazioni, di indubbio impatto emotivo, potrebbe realmente dare al nostro Paese l’opportunità, necessaria ed indispensabile alla valorizzazione di tutte le potenzialità, ancora inespresse, del comparto Turistico/Produttivo/Manifatturiero, offrendo attraverso la propria Rete, prodotti e servizi, sia per l’utenza Nazionale, che per quella internazionale.
Purtroppo però si ha l’impressione che una voluta e mal celata “Cecita”, impedisca di realizzare quella che è certamente l’innovazione più opportuna, sinergica e funzionale, per la più conosciuta, diffusa, radicata, realtà del nostro Paese, quale è quella di “Poste Italiane”.
La capacità di compiere scelte, si sa, fa passare alla Storia di un Paese chi le compie, la capacità di coniare slogan, invece è tutta un’altra storia.
“Dillo a Poste Italiane” è il nuovo slogan, che ci invita e ci permette di esprimere considerazioni e suggerimenti interloquendo direttamente con il Management.
Voi lo avete chiesto, con “Dillo a Poste Italiane”, noi di Italia&friends lo abbiamo detto e anche scritto.

“Il Cambiamento siamo noi”

“Il futuro del volto umano”

“Cambia la prospettiva”

“Cambiare è il modo migliore per crescere”

(https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2242192922499169&id=100001254482577) gennaio 2019
Riccardo Rescio

La grande Storia di Poste Italiane https://www.posteitaliane.it/it/storia-poste-archivio.html

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

Ph riccardorescio le opere riprodotte nel video sono di Caterina Balletti.

“Noi e loro” di Tiziana Leopizzi

I&f Arte Cultura Attualità
“Noi e Loro”
di Tiziana Leopizzi.

Il mondo di oggi lo dobbiamo ai nostri Avi.
L’idea è stata ripartire da Leonardo, si proprio lui, il genio assoluto e riflettere sul significato che ha per tutti noi, dal momento che la sua immensa figura è comunque “l’emblema” dell’Italia, o almeno di un certo tipo di Italia. Genio, bellezza, sperimentazione, modulate tra ingegneria architettura scienza pittura, design se vogliamo, musica, poesia, invenzione, versatilità assoluta a tutto campo, e curiosità.
Anche Leonardo però senza chi credesse in lui, sarebbe rimasto chiuso, con tutta la sua ricchezza interiore, nell’ambito del suo studio. Di qui la mia attenzione alla Committenza, quella di ieri che ci ha permesso di godere di un patrimonio artistico culturale unico al mondo. E oggi? La committenza c’è? E se c’è dov’è? Di che e di chi si occupa?
Mentre oggi è normale parlare di committenza per un architetto o un ingegnere, per un artista, non è più cosi. L’artista vede nella committenza un limite alla propria libertà d’espressione, tradendo quella tradizione che è stata la chiave di volta della creazione del patrimonio artistico dell’Italia.per seli
La ripresa del Paese non può prescindere dalla riscoperta della propria identità che è unica in tutti i luoghi . Pittura, scultura, architettura, restauro e recentemente le installazioni, il design, come la fotografia e il video sono degli “strumenti” formidabili che danno voce alla creatività che in questo Paese non manca. Non dobbiamo fare l’errore però di non educare l’occhio al bello, che è il discrimine tra civiltà e brutalità. E non é piacevole un quotidiano fatto di orrori di ogni tipo. Meritiamo di costruirci un ambiente a nostra misura, dove bellezza e armonia facciano parte del nostro quotidiano. Se ognuno di noi fa la sua parte il messaggio si amplificherà a dismisura e tutti ne godremo ogni giorno di più perché cosi si migliora la qualità della vita. Per la prima volta ab origine, l’umanità in Occidente almeno, gode di una serie di privilegi che nel passato non esistevano nemmeno per re e regine. Parlo della luce e dell’acqua corrente a casa, della libertà di movimento, di studio , dell’anestesia, dei vaccini contro i flagelli dell’umanità, degli ammortizzatori sociali, della pulizia, e degli alimenti a portata di mano. E allora approfittiamo e usiamo gli strumenti formidabili che abbiamo.
L’arte è lo specchio del proprio tempo, ma quella vera, usa un lessico che travalica spazio e tempo. L’arte non è moda, ma è per chi la vive sia esso artista o appassionato, la chiave fondamentale per parlare con il proprio Sè creando emozioni e sensazioni che danno o forse sono il senso della vita.
Noi e Loro. Il mondo di oggi lo dobbiamo ai nostri Avi.
L’idea è stata ripartire da Leonardo, si proprio lui, il genio assoluto e riflettere sul significato che ha per tutti noi, dal momento che la sua immensa figura è comunque “l’emblema” dell’Italia, o almeno di un certo tipo di Italia. Genio, bellezza, sperimentazione, modulate tra ingegneria architettura scienza pittura, design se vogliamo, musica, poesia, invenzione, versatilità assoluta a tutto campo, e curiosità.
Anche Leonardo però senza chi credesse in lui, sarebbe rimasto chiuso, con tutta la sua ricchezza interiore, nell’ambito del suo studio. Di qui la mia attenzione alla Committenza, quella di ieri che ci ha permesso di godere di un patrimonio artistico culturale unico al mondo. E oggi? La committenza c’è? E se c’è dov’è? Di che e di chi si occupa?
Mentre oggi è normale parlare di committenza per un architetto o un ingegnere, per un artista, non è più cosi. L’artista vede nella committenza un limite alla propria libertà d’espressione, tradendo quella tradizione che è stata la chiave di volta della creazione del patrimonio artistico dell’Italia.per seli
La ripresa del Paese non può prescindere dalla riscoperta della propria identità che è unica in tutti i luoghi . Pittura, scultura, architettura, restauro e recentemente le installazioni, il design, come la fotografia e il video sono degli “strumenti” formidabili che danno voce alla creatività che in questo Paese non manca. Non dobbiamo fare l’errore però di non educare l’occhio al bello, che è il discrimine tra civiltà e brutalità. E non é piacevole un quotidiano fatto di orrori di ogni tipo. Meritiamo di costruirci un ambiente a nostra misura, dove bellezza e armonia facciano parte del nostro quotidiano. Se ognuno di noi fa la sua parte il messaggio si amplificherà a dismisura e tutti ne godremo ogni giorno di più perché cosi si migliora la qualità della vita. Per la prima volta ab origine, l’umanità in Occidente almeno, gode di una serie di privilegi che nel passato non esistevano nemmeno per re e regine. Parlo della luce e dell’acqua corrente a casa, della libertà di movimento, di studio , dell’anestesia, dei vaccini contro i flagelli dell’umanità, degli ammortizzatori sociali, della pulizia, e degli alimenti a portata di mano. E allora approfittiamo e usiamo gli strumenti formidabili che abbiamo.
L’arte è lo specchio del proprio tempo, ma quella vera, usa un lessico che travalica spazio e tempo. L’arte non è moda, ma è per chi la vive sia esso artista o appassionato, la chiave fondamentale per parlare con il proprio Sè creando emozioni e sensazioni che danno o forse sono il senso della vita.

Tiziana Leopizzi
Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Home page

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

“Florence Biennale 2019”

I&f Arte Cultura Attualità
“Florence Biennale 2019”
di Riccardo Rescio

Il 18 ottobre del 2019 prese il via la XII edizione di Florence Biennale, Mostra Internazionale di Arte contemporanea e design, durata fino a domenica 27 ottobre 2019.
Allestita nel Padiglione Spadolini della Fortezza da Basso di Firenze, dove si sono potute ammirare le opere di ben 747 espositori, 484 artisti e 263 designers, provenienti da 78 paesi di cinque continenti.
Il Cavallo monumentale in bronzo di Gustavo Aceves, anatomia e simboli per risvegliare la memoria, accoglie i visitatori della Mostra nel grande piazzale interno della Fortezza da Basso.
Ph riccardorescio

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

Florence Biennale – Young Future

“Con l’Arte nel cuore” di Daniela Padelli

I&f Arte Cultura Attualità “Con l’Arte nel cuore” di Daniela Padelli

Acquerello di Daniela Padelli

Vivo da sempre con l’arte nel cuore, negli occhi, nelle orecchie, e nelle mani. I miei sensi sono stati plasmati da questa passione che mi accompagna e mi permette di godere a pieno della vita. Guardo i paesaggi che mi circondano e mi “beo” dei loro colori, forme, suoni.
La passione artistica è stata una palestra che ha rinforzato i muscoli emotivi (mi si conceda questo paradosso) e ha affinato la sensibilità che mi permette di valorizzare il mio meraviglioso Paese : l’Italia scrigno di bellezze artistiche, naturali, storiche, e umane.

Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

SpazioD : https://www.spaziod.net/wp/

L’Arte è diversa https://www.pinterest.co.uk/tuttalartechece/_saved/

#tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #ierioggidomani

“Teatro del Maggio Musicale Fiorentino” di Riccardo Rescio”

I&f Arte Cultura Attualità “Che spettacolo è il Teatro” di Riccardo Rescio

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, inaugurato il 21 dicembre 2011, è situato nel Piazzale Vittorio Gui a Firenze.
L’avvenieristico complesso, dal notevole impatto architettonico, è stato progettato dall’Architetto Paolo Desideri, dotato di una sala destinata al Teatro Lirico per 1890 posti, una cavea all’aperto per 2000 posti è senza dubbio una meravigliosa struttura. Se non ci siete mai stati, se non lo avete visto neanche da fuori, scopritelo, visitatelo, per ora virtualmente e prossimamente di persona, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è uno straordinario spettacolo.

Video di Riccardo Rescio per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino https://www.maggiofiorentino.com/

“Arte Artisti & Committenza” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Arte Artisti & Committenza” di Riccardo Rescio

Agli Artisti è da sempre assegnato il compito di interpretare, descrivere, partecipare, attraverso il loro personale sentire, sensazioni, emozioni, visioni, di momenti, eventi e luoghi. L’esperienzialita, sensoriale, dell’Arte costituisce la funzione necessaria ad appagare lo spirito, un circolo virtuoso tra corpo e anima. Le opere realizzate, fissano in modo indelebile il tempo e il luogo che rappresentano, che la ispirano. L’Arte è da sempre espressione e materializzazione di grandi personali sensibilità, che testimoniano, passato, presente e futuro, del vivere e dello stare. Arte da guardare, Arte da ascoltare, Arte che descrive, Arte che circoscrivere, Arte da gustare, Arte da toccare. L’Arte come racconto del tempo che è stato, di quello che è, e di quello che sarà. La Committenza è cio che da sempre rende possibile l’espressione artistica e i committenti, altro non sono, se non gli illuminati di ogni tempo che hanno compreso che l’Arte, in qualunque forma si possa manifestare, resta immortale nel tempo e loro stessi, ad essa indissolubilmente legati.

http://www.ellequadro.com

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

“Meet the Guiding Stars of our Local Guides community” Italia&friends

La nostra passione è quella di contribuire a far conoscere, al maggior numero di persone, le meraviglie che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni. Lo facciamo volontariamente perché riteniamo che il nostro straordinario Paese meriti di essere conosciuto nel mondo per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.

Italia&friends Su Google Maps 2020

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Inverno… di guerra” di Andreina Parodi Monti

Da ieri a domani
“Inverno… di guerra”
di Andreina Parodi Monti

Credito immagine : http://www.milanoisola.it/loscuramento-durante-la-guerra/

La sera costretti a casa dal coprifuoco, quello vero non questo attuale.
Preferirei parlare di”divieto di circolazione” ora
Tutti riuniti nella nostra grande cucina,
le finestre oscurate, fuori il buio.
La radio trasmette musica.
Silenzio, solamente qualche parola mormorata da mamma e sorella che lavorano di cucito.
Io bimbetta, sulla mia seggiolina accanto alla finestra gioco con le mie carte colorate.
Mio padre, seduto accanto al tavolo, il viso assorto, ascolta la sua amata musica.
Sta forse pensando a quando, in bicicletta, andava al Carlo Felice a vedere l’opera.
La musica mi avvolge e mi incanta, magica. Oggi, ancora costretta a casa, sono ancora affascinata dalla stessa musica.
È l’ Opera.
Musica e immagini meravigliose, splendide dove interpreti reali cantano e danzano in un palcoscenico vuoto, popolato da
immagini virtuali con le quali interagiscono.
L’orchestra, reale, suona per un pubblico che non è presente in sala ma guarda ed ascolta in tutte le case.
Quell’incubo finì, capii la felicità.
Oggi viviamo un momento difficile, ma se Dio vuole, ben lungi da quello che ci infelicitò per tanti anni.
E a differenza di allora, ora siamo tutti uniti contro un nemico comune!
Buon Natale a tutti!

Andreina Parodi Monti
per Tiziana Leopizzi

Da Ieri a domani” è una rubrica a cura di Tiziana Leopizzi

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

“Te piace o presepio” Natale in Casa Cupiello di Edoardo De Filippo

 
La parola Tradizione nella nostra lingua può assumere diverse accezioni, tra loro fortemente interrelate. Per Tradizione si intende il reiterarsi nel tempo di prassi e comportamenti. Sinonimo di consuetudine, quando si intende la trasmissione, all’interno di un gruppo di persone, di testimonianze, eventi sociali o storici, usanze, ritualità, credenze religiose, costumi, superstizioni e leggende. E’ Tradizione orale quando diviene memoria di un insieme di pratiche e credenze, più o meno tra loro coerenti, condivise da un gruppo di persone in un determinato luogo, senza la mediazione della scrittura.
Diviene Tradizione scritta, in funzione di principi metafisici, in alcuni campi, come quello religioso, filosofico, scientifico, attraverso istituzioni, leggi e ordinamenti che, anche nella scrittura, possono presentare tra loro notevoli diversità. La parola Tradizione è anche il termine tecnico presente con un suo significato specifico negli ambiti disciplinari della filologia e del diritto.
Stando ad Erodoto, per quanto riportato nel suo libro sulle Tradizioni Greco-Egiziane intorno all’Egitto, le Tradizioni sono quel complesso di memorie, notizie e testimonianze trasmesse da una generazione all’altra. Ciò che affascina nella definizione di Tradizione di Erodoto, è la parola memoria, a cui paradossalmente nel tempo non si è data la giusta valenza, il giusto peso, la determinante importanza, perché la memoria è effettivamente quella inalienabile componente che permette al nostro cervello di elaborare, gli elementari e complessi processi necessari alla singola sopravvivenza, ma concorre, con la somma delle singole personali testimoniane, ricordi, notizie, fatti e avvenimenti, alla formazione della Memoria Collettiva, che permette ad un popolo di non estinguesi. Il presepe è una di quelle tradizioni popolari fortemente sentite un tempo, che nel corso degli anni è stata lentamente abbandonata, come tantissime altre che caratterizzavano e identificavano le Terre Uniche delle nostre 20 Regioni. Natale in casa Cupiello con “Te piace o presepe” di Edoardo De Filippo, in duetto il figlio Luigi de Filippo, marca la iniziale disaffezione delle nuove generazioni alle tradizioni e ai valori. Tradizioni legate alla fede, ma non solo, che avevano la capacità di rafforzare lo spirito identitario di una comunità, attraverso momenti di socializzazione e convivialità. Comportamenti che non avevano nulla a che fare con le degenerazioni che hanno successivamente e perversamente, stravolto il vero e profondo senso di orgoglio, appartenenza, identità, trasformando questi positivi valori in orrendi disvalori, come il nazionalismo, il sovranismo, il razzismo e l’integralismo. La Storia che insegna, ma non a tutti in egual misura, è comunque ciclica, si ripete, ma mai nella stessa maniera e troppo spesso con gli stessi nefasti effetti. Comunque i corsi e i ricorsi storici ci ripropongono anche cose del passato, che alla luce del confronto, si possono rivalutare e maggiormente apprezzare. Forse con un po di curiosità, un pizzico di novità, un granellino di voglia di evasione, potremmo scoprire leggende, costumi, usanze, ritualità, delle nostre tradizioni popolari, che ogni singolo luogo del nostro straordinario Paese conserva. L’Italia, infatti è il più grande giacimento di bellezza, ma anche il maggiore concentrato di meraviglie, in ogni sua singola località custodisce straordinarie storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere. Saremo solo noi con la nostra voglia di avventura e di scoperta fare in modo che le nostre tradizioni non vadano perse, dimenticate, abbandonate, non farlo significherebbe contribuire alla progressiva perdita della nostra identità.

Alla scoperta delle Tradizioni Popolari Italiane per Regione https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Tradizioni_popolari_italiane_per_regione

Scopriamo, sosteniamo, amiamo e comunichiamo ciò che c’è di buono e di bello intorno a noi.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

Presepi di via San Gregorio Armeno a Napoli, la strada celebre in tutto il mondo per le sue botteghe storiche, è protagonista di un’inedita trasferta in italia, per farci conoscere la bellezza, la bravura,l’arte, dei nostri straordinari Artigiani e la grande forza che le loro creazioni riescono a dare in chi ha l’opportunità di poterli ammirare. Riccardo Rescio

Di Virgilio dal 1830 https://www.divirgilioart.com/

Ferrigno Marco 1836 https://www.arteferrigno.it/

Rinascente Firenze

Questo slideshow richiede JavaScript.

“Turismo & Turisti” L’ovvio e il banale nostrano.

Chissa perché sarà poi così difficile realizzare, nella nostra quotidianità, tutto ciò che riteniamo scontato, solo apparentemente acquisito, ma certamente anche poco praticato. I rapporti interpersonali, sono un eclatante aspetto che raggiunge il suo picco massimo proprio in questa problematica. Salutare, sorridere, chidere gentilmente, ringraziare, scusarsi, sono solo alcune di quelle ovvietà scontate e perennemente disattese. La generalizzazione è sempre un parametro da prendere con le molle, poiché la maggioranza delle persone è sicuramente molto migliore di quello che si vuole far credere, altrettanto vero è che, è sempre e solo una minoranza che spesso manifesta tali carenze comportamentali, rendendole evidenti.
È quindi molto difficile, arduo, per alcuni persino inutile, partecipare l’ovvio e il banale, poiché viene dato sempre per scontato e fisiologicamente acquisito. Paradossalmente l’altenativa, alla necessità di praticare l’ovvio è il banale, è il disarmante atteggiamento di alcuni, che ritengono tale insegnamento ambizioso e utopistico. Nella saga del banale non potevano mancare le ovvie considerazioni sul Turismo e sui Turisti del nostro Paese, come per esempio quelle che affermano che l’Italia sia talmente conosciuta, che oltre non si potrebbe andare, dato questo, sempre per alcuni, ovvio e acquisito, quindi inutile e banale ogni sua ulteriore reiterazione. Solo liberandosi dal circolo vizioso del dire, senza praticare, ciò che riteniamo banale e scontato, riusciremo ad attuare quelle metodologie comportamenti e procedurali, che migliorerebbero certamente i nostri rapporti interpersonali e nel comparto della promozione e della accoglienza turistica, sicuramente contribirebbero alla crescita esponenziale dell’intero Paese.
Noi abbiamo infatti meravigliosi Territori che esprimono straordinarie Valenze e le Valenze, come è risaputo, non sono che espressione diretta, concreta e tangibile, dei rispettivi Territori. Abbiamo una infinità di squisiti prodotti e innumerevoli luoghi di rara bellezza, poco, se non del tutto sconosciuti, anche a noi, figuriamoci al resto del mondo, dobbiamo di conseguenza promuovere, a livello nazionale e internazionale, l’insieme delle meraviglie che in tutti i campi, caratterizzano e identificano le “Terre Uniche” del nostro Paese.

Solo un forte Marketing Territoriale, gestito a livello centrale, può assicurare e garantire la completa e paritetica visibilità a tutte le 20 Regioni d’Italia. Un forte Marketing che censisca, tuteli, valorizzi e promuova, tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano i rispettivi territori d’origine.
Abbiamo una così vasta e diversificata offerta, dall’Agroalimetare alla Moda, dalla Cultura all’Arte, dal Territorio allo Spettacolo, dalle Tradizioni al Folclore, dal Cibo al Tempo Libero, da poter realmente proporre, anche al più sofisticato e ricercato viaggiatore, innumerevoli emozioni esperienziali, in tutti i 365 giorni dell’anno. Ogni Luogo della nostra “Penisola delle Meraviglie” ha sempre in serbo una affascinante Storia da raccontare, uno straordinario Posto da far vedere e uno squisito Sapore da far assaggiare.
L’Italia non è certo un Paese che possa o debba risentire del condizionamento stagionale, troppo ampie e variegate sono le opportunità offerte, che potrebbero essere ancora ulteriormente incrementate, attraverso un quel Marketing Territoriale, che ancora non c’è, ma che bisogna realizzare, per dare la giusta visibilità a tutte le valenze ancora inepresse di questa straordinaria Terra chiamata Italia. L’implementazione dell’offerta determinerebbe la diversificacazione delle destinazione e dei relativi flussi, non più concentrati in poche città di alcune Regioni, ma distribuiti su l’intero territorio nazionale, ridimenzionando l’aspetto dell’Over Turismo e al contempo anche rendendo la destagionalizzazione un fatto concreto fattibile e facilmente realizzabile, in un Territorio come il nostro. La più ampia conoscenza, nostra e del resto del monto, di tutte le straordinarietà disponibili e usufruibili, nella “Penisola delle Meraviglie”, rafforzerebbe la prospettiva di poter finalmente conquistare quei primati, nel campo delle esportazioni e in quello delle mete più visitate al mondo, che l’Italia merita realmente di raggiungere.

Riccardo Rescio

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

“L’Amore fa miracoli” di Beppe Dati e Alessandro Lamuraglia

I&f Arte Cultura Attualità
“L’ Amore fa miracoli”
di Dati/Lamuraglia
Anche se ogni giorno l’odio replica nel mondo
la sua triste recita, che favola non è
anche se, la guerra è in onda
non smetterò la vergogna di se.

L’amore fa miracoli, e come il sole e primavera
dall’alba dei suoi secoli
ci sveglia illuminandoci di noi.

Anche se ogni giorno la ricchezza spoglia il mondo
e anche se viviamo, senza chiederci perchè
credimi, ci vuole tempo
per chi non ha più rispetto di se.

L’amore fa miracoli,
è come un sole ormai dentro di noi
asciuga dalle lacrime, nel breve tempo di un secondo
sogna ancora il nostro andar di ricambiare il mondo
più leggero da fermare questo girotondo
credimi, avremo tempo
insieme un po di coraggio, quel raggio di cuore

L’amore fa miracoli,
e come un figlio nostro prima o poi
dell’alba già i suoi battiti
si ama e innamorandoci di te.

L’amore fa miracoli
abbracciami anche poi ci crederò.

La canzone “L’ Amore fa miracoli” di Beppe Dati e Alessandro Lamuraglia, è cantata da Eleonora Mazzotti nello spettacolo musicale
”Rifiuti preziosi” anno 2007

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Siamo con voi nella notte” di Claire Fontaine al Museo Novecento Firenze

I&f Arte Cultura Attualità
“Non chiediamoci il perché, ma cogliamo il messaggio”
di Riccardo Rescio

Siamo con voi nella notte, non è uno slogan per vendere torce a pila, ma uno stimolo a riflettere che, anche se potrà capitare di sentirci soli, completamente soli non saremo mai, perché ci sarà sempre qualcuno che accenderà un bagliore, anche flebile, che ci potrà aiutare ad uscire dalle tenebre.
“Siamo con voi nella notte” è il titolo del grande led che, dal 12 dicembre 2020 all’11 marzo 2021, illuminerà la facciata del Museo Novecento di Firenze.
Installallata dal collettivo Artistico internazionale Claire Fontaine, in occasione di Flight – Firenze Light Festival, la grande scritta luminosa trasformerà la facciata del Museo in uno grande spazio visivo, che mettera in comunione i contenuti normalmente conservati all’interno dell’edificio, con la piazza e lo spazio pubblico all’esterno.
La scritta “Siamo con voi nella notte” (2008) prende ispirazione dai murales apparsi negli anni Settanta sui muri di varie città italiane come segno di solidarietà nei confronti dei prigionieri politici.
Il collettivo Claire Fontaine con la scritta “Siamo con voi nella notte” vuole andare oltre al significato originario, la notte infatti è la dimensione più oscura della paura e della disperazione che ci assale in particolari personali o collettivi momenti.
Piccola o grande, vicina o molto lontana, flebile o abbagliante che possa essere, la luce è sempre e comunque lo stimolo di cui necessitiamo.

Un progetto a cura di Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento e Paola Ugolini.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

http://www.museonovecento.it/mostre/siamo-con-voi-nella-notte-l-claire-fontaine-x-museo-novecento/

“Firenze Patria di Dante” di Daniela Padelli

Complesso Monumentale di Santa Maria Novella Firenze

I&f Arte Cultura Attualità “Firenze Patria di Dante” di Daniela Padelli
Mai sede più appropriata per il Museo della lingua Italiana di quella meraviglia costituita dal bellissimo Complesso Monumentale di Santa Maria Novella a Firenze. Molto più di un Museo, sarà uno straordinario riferimento che dovrebbe divenire patrimonio dell’intera umanità, per la grande ricchezza di storia, cultura e umani comportamenti, che la lingua Italiana racchiude. Perché la lingua è senza dubbio l’imprescindibile caratterizzazione che identifica un popolo, molto più che un mero mezzo di comunicazione, è la sintesi della storia di una ampia e variegata umanità alla continua ricerca, nei simboli scritti e nelle espressioni parlate, di una modalità per conoscersi e vivere insieme in comunione, sempre meglio.

Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

SpazioD : https://www.spaziod.net/wp/

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

“Una casa per la Lingua Italiana” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Museo della Lingua Italiana” di Riccardo Rescio

La Lingua Italiana avrà la sua casa, a Firenze il suo Museo, sarà realizzato nel Complesso Monumentale di Santa Maria Novella, i lavori inizieranno nel 2021, anno della celebrazione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri. Il Museo, approvato dalla giunta del Comune di Firenze, sarà finanziato dal Mibact nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”, avrà un costo di 4,5 milioni di euro e vedrà la luce all’interno dell’area denominata ex Monastero Nuovo del complesso di Santa Maria Novella e più esattamente nella parte di fabbricato che si affaccia su via della Scala.

Sarà un museo completamente nuovo, necessario, indispensabile per far conoscere la lunghissima storia della lingua italiana. Un percorso museale, affascinante, coinvolgente, un lungo viaggio che, partendo dalla Carta di Capua del 960, il primo documento che contiene frasi scritte in volgare italiano, passando per Dante, Boccaccio, Petrarca, Ariosto, Galilei, Machiavelli, Leopardi, Manzoni, D’Annunzio, Sciascia, arriverà alla attualità della lingua dei social del XXI secolo.

Il progetto del nuovo Museo della Lingua Italiana è stato presentato a Firenze venerdì 11 dicembre 2020 dal Ministro per i Beni e le attività Culturali Dario Franceschini, dal Sindaco di Firenze Dario Nardella e dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

“Siamo entusiasti – ha dichiarato il Sindaco Nardella – di un progetto che sarà sicuramente il più concreto nell’anno delle celebrazioni dantesche e che per questo abbiamo fortemente voluto iniziare proprio adesso, con i lavori che partiranno entro il 2021. La lingua italiana è patrimonio non solo nostro ma del mondo e questo museo sarà il luogo deputato a una sua conoscenza e valorizzazione a livello internazionale”. “Abbiamo approvato il progetto preliminare del museo – ha sottolineato l’Assessore Sacchi – che andrà a incastonarsi in un polo davvero innovativo e sperimentale, quel complesso di Santa Maria Novella che ha acquisito negli ultimi anni una conformazione polifunzionale che mette insieme spazi civici, religiosi, artistici e museali”.

Video di repertorio I&f Arte Cultura Attualità anno 2018 Complesso Monumentale di Santa Maria Novella https://youtu.be/WO4jeoaSGnQ

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Uno sguardo al passato per capire il futuro” di Giuliana Giribaldi

Da ieri a domani
“Uno sguardo al passato per capire il futuro” di Giuliana Giribaldi

Credito immagine : Il SecoloXIX https://www.google.com

Con il passare degli anni affiorano i ricordi ed in particolare quelli che riguardano la famiglia .
È’ passato più di mezzo secolo, anzi quindici lustri, e riaffiorino alla mente i ricordi da bambina! La consueta passeggiata mattutina, quella della spesa quotidiana, con la nonna, quando, partendo da Via Sant’Ugo, sopra la stazione Principe, si arrivava al mercato dello Statuto. Si imboccava via Prè all’epoca affollata e con ogni genere di negozi, lungo il tragitto si passava davanti alla Chiesa di San Giovanni di Prè, e lungo la strada, poco prima di arrivare al mercato, ecco la piccola Chiesa di San Sisto, meglio conosciuta dai genovesi dei “caruggi” come la “Chiesa della Bambina”. Era piccola e esercitava su di me un fascino particolare, tanto che ogni volta costringevo mia nonna ad entrarvi e raggiungere la piccola Cappella dedicata a Maria Bambina dove è conservata una piccola statua di Maria neonata, piccola, avvolta in fasce di colore bianco e broccato e che porta il ditino alla bocca come tutti i bambini piccoli. Credo che non ci siano altre chiese con statue di Maria Bambina o quanto meno non sono molto conosciute.
Uscendo il profumo delle specialità genovesi dei “friscieu” di via Prè …..”pignoleria, panissette, e friscieu di baccalà” … Molto spesso la sera, al rientro dal lavoro, il nonno mi portata un cartoccio di panissette fritte… che goduria e che felicità !!!
Rivivo le “visite” in darsena dal nonno materno…ci guidava “profumo” dello stock, che arrivava ai magazzini della Darsena direttamente dalla Norvegia, e del tremendo olio di fegato di merluzzo, niente affatto diluito, tanto salutare ma così poco piacevole che ci somministravano con un cucchiaio! Destinato all’uso!!! Per fortuna la domenica c’era sempre un cono di gelato che ci aspettava a Nervi quando il Nonno ci portava sulla passeggiata.
Una festa!
Lo scorrere del tempo e la nostra indifferenza, la distrazione ci fanno dimenticare tanta parte del nostro passato e tante usanze… Ma i ricordi non si cancellano e ogni tanto un aroma, un oggetto, la musica ci catturano…rivivere certi attimi è una grande gioia.

Giuliana Giribaldi per Tiziana Leopizzi

Da Ieri a domani” è una rubrica a cura di Tiziana Leopizzi

#daieriadomani #tuttoilbelloeilbuonochece

“L’Impronta” di Alan Oisrak


I&f Arte Cultura Attualità “L’impronta” di Alan Oisrak Chiare, forti, decise sono le impronte lasciate sul bagnasciuga.
Segni concreti di una presenza, che saranno irrimediabilmente cancellati per sempre dall’incessante, continuo rifluire delle onde sulla spiaggia.
Pochi istanti d’identificabilità concreta, tangibile, per un attimo ci sei, un attimo dopo non ci sei mai stato.
La testimonianza del nostro passare, del nostro esserci stati sarà marcato solo dai segni, dalle impronte che riusciremo a lasciare nel pensiero delle persone che amiamo di più.
Le orme che lasceremo non saranno mai in relazione al dove o al quanto, sarà solamente il come abbiamo voluto vivere la nostra vita e come questa stessa vita è stata da noi realmente vissuta a marcare, a rendere profondo, indelebile il segno della nostra esistenza.
Perché se è facile e banale credere in tutto quello che si fa, molto più difficile e complicato è fare sempre solo quello in cui si crede.
Faticoso, oneroso, pesante e costosissimo, ma sicuramente appagante, è fare il possibile per rendere concrete le nostre idee, i nostri sogni, le nostre aspirazioni.
Una vita subita non lascia tracce, una vita non partecipata in altrettanta misura non marca il segno.
Una vita voluta, una vita vissuta, una vita intensamente partecipata, lascia invece segni indelebili.
Si vive comunque per il gusto di vivere e non per lasciare segni,
I segni che lasceremo nell’anima di chi abbiamo incontrato saranno l’unica conferma di una vita intensamente vissuta.
Alan Oisrak
Olomouc Ceska Republica 3 gennaio 2011

#ierioggidomani

“Eredità” di Riccardo Rescio

Credito immagine : https://www.google.com

Sicuramente avrete sentito raccontare storie di eredità, molte delle quali hanno seguito la prassi ormai consolidata da tempo immemore, che vede i genitori lasciare ai propri figli il frutto del loro lavoro, creato dal nulla o a loro volta ereditato, oppure di altre situazioni più fantasiose, che non tenendo in alcun conto prassi e affetti, hanno visto destinare grandi o piccoli patrimoni ad estranei, a enti, istituzioni, organizzazioni più o meno benefiche, se non addirittura agli animali di compagnia. Come avrete di certo sentito parlare di eredità dilapidate e di altre invece più oculatamente implementate. Sulle eredità si è immaginato, detto, scritto e ancora molto si potrebbe scrivere, tanto da riempire centinaia di migliaia di pagine, consumando quintali di inchiostro. Quella eredita’ invece di cui si sente parlare poco, è l’eredità del bene comune, il lascito che ogni generazione consegna a quella che segue, si perché ognuno di noi riceve in dono quel bene comune in cui vive e quello più infinitesimamente più ampio costituito dall’intero mondo. Un meraviglioso patrimonio che non siamo stati educati ad apprezzare, valorizzare e amare in modo adeguato, che comprende, territori, fiumi, mari, laghi, aria, foreste, coltivazioni, che ovviamente risentono del nostro modo poco corretto di fare e di agire. Nessuno si senta escluso, ma la custodia dei beni comuni, di tutti i nostri beni, rientra nel senso di responsabilità che ognuno di noi deve avere, per salvaguardarne l’integrità di quelle meraviglie che appartengono ad ognuno di noi, quanto all’intera umanità. Sono necessari rispetto e attenzione, un personale sentire, buon senso comune e massima considerazione di quelle elementari linee guida di comportamento generale, che però purtroppo non sono mai state emanate, tanto meno insegnate e ovviamente per niente applicate.

Dentro quella immensa, meravigliosa, straordinaria eredità, di cui fanno parte le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni, che abbiamo ricevuto in dono, c’è veramente tanto. Un immenso patrimonio che aspetta solo di essere censito, tutelato, valorizzato e adeguatamente comunicato con metodologia, affinché le tante risorse esistenti possano essere ottimizzare e più oculatamente valorizzare. Noi abbiamo veramente tutto quello che si possa immaginare, il nostro Paese l’Italia, è senza ombra di dubbio il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato di Arte, Cultura, Enogastronomia, Folclore, Tradizioni, Artigianato, Moda, Designer e tanto, tanto altro e di più, in un Territorio fra i più amati e ambiti al mondo. Se solo ne fossimo veramente e non solo retoricamente consapevoli, saremmo migliori noi, sarebbe più conosciuto il nostro grande Paese e avremmo di conseguenza un migliore e maggiore benessere diffuso, perché diventeremmo i più grandi distributori di quelle ineguagliabili peculiarità che caratterizzano e identificano tutti i nostri luoghi. I tanti ampi e variegati Saperi e Sapori, di cui sono ricche le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia. Al momento purtroppo non siamo tutto questo, ma potremmo diventarlo, perché non è mai troppo tardi, come diceva il grande Maestro Manzi, nella sua trasmissione televisiva degli anni 50, che portava lo stesso nome “Non è mai troppo tardi”, che riuscì a far prendere la licenza elementare a mezzo milione di Italiani adulti analfabeti. Anche noi proprio attraverso la moderna tecnologia a disposizione, potremmo fare la nostra parte, condividendo tutto il bello e il buono che abbiamo intorno e che bravi narratori, divulgatori, promotori di professione e volontari ci partecipano con amore e passione. Quindi non è mai troppo tardi per iniziare a capire e a recuperare. Grandi imprese sono state già fatte, noi potremmo fare altrettanto, con la Cultura individuale, il rispetto interpersonale, l’amore per la nostra Terra, tutto potrà essere possibile e fattibile.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

“Ci vuole Arte per fare impresa” di Antonio Pistillo

http://www.mastrototaro.org/?lang=it

L’impresa, nel mondo degli affari è comunemente intesa come una attività economica organizzata per poter produrre beni o servizi.
Molto usato a livello internazionale, come sinonimo di impresa, il termine business, che letteralmente vuol dire “affari”.
Ma la parola impresa in italiano, nel nostro comune parlare, va molto al di là di una una qualsivoglia attività di produzione o di commercializzazione, per assumere un significato che concentra in sé una molteplicità di aspetti e di comportamenti, che stanno ad indicare la complessità, la difficoltà, la dedizione e il grande impegno necessario per il fare, di qualunque natura esso possa essere. Impresa è progetto, opera, lavoro, azione, sforzo, iniziativa, difficoltà, impegno, avventura, tante componenti che se ben amalgamate tra loro determinano una impresa di successo. Questo insieme di valenze, è molto spesso presente nella storia e nella attualità delle nostre imprese, che creano aziende e costituiscono società, con quell’impegno, con quella cura e quell’amore che viene dalla tradizione e dai valori, che rendono i loro prodotti particolarmente ambiti nel mondo. Esportare i sapori autentici della Puglia è certamente un’ Arte che si tramanda da generazione in generazione.
La Puglia degli assolati campi, dove l’aria è pura e dove la terra di Puglia curata con passione, ricambia generosamente con straordinari frutti, che con antica sapienza vengono trasformati in deliziose leccornie, dai sapori unici e inimitabili.
In questo è specializzato il marchio Mastrototaro Food, riconosciuto in ambito nazionale ed internazionale, per serietà e professionalità.
Il segreto è saper essere artigiani della bontà, curando in casa tutte le fasi della filiera.
Solo seguendo con cura e amore ogni singola tipologia di prodotto, dalla semina all’invasettamento, si può raggiungere l’eccellenza.
La famiglia Mastrototaro, di Bisceglie, in Puglia, sull’eccellenza, ha costruito la sua storia.

http://www.mastrototaro.org/?lang=it

Ripubblicato da italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 9 dicembre 2020

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia #ierioggidomani

Antonio Pistillo
Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends

I&f Arte Cultura Attualità “Lego & Ricordi” di Riccardo Rescio


I ricordi delle emozioni, delle situazioni e degli attimi vissuti, quali essi siano, sono il capitale che abbiamo saputo o voluto accumulare, costituiscono la necessaria riserva a cui ricorrere per attingere benessere ogni qualvolta se ne avverta il bisogno. I mattoncini di Lego, colorati, versatili, impilabili, implementabili, sono quella straordinaria invenzione con cui, piccoli e grandi, possono realizzare una quantità infinita di cose, case, torri, aerei, navi, macchine, gru, alberi, fiori, animali, muri, recinti, facendo dipendere tutto dalla sola voglia di fare, creare, immaginare. I ricordi sono come i mattoncini Lego, rispondono alle stessa logica, altrettanto versatili, assemblabili, tanto da poterli utilizzare per una infinità di creazioni immaginarie, più o meno belle, più o meno fantastiche, oppure lasciarli nella loro scatola originale o alla rinfusa nel contenitore, dove li abbiamo riposti, dopo aver smontato la nostra ultima realizzazione, rammaricandoci per averlo fatto, per non averla lasciata intatta a futura memoria. I ricordi, come i mattoncini di Lego, se lasciti chiusi in un contenitore, occupano spazio e sono di ingombro, ma se adeguatamente utilizzati sono utilissimi, poiché costituiscono la straordinaria risorsa che la nostra mente che ha a disposizione. I ricordi sono il nostro Patrimonio, fatto dal personale vissuto, quello stesso vissuto, qualsiasi possa essere stato, che ci ha reso quello che siamo. I ricordi sono l’utile, l’indispensabile riserva a cui attingere le risorse per poter fare veramente ciò che più ci è consono. La cosa peggiore è non farci nulla con i ricordi o addirittura rimpiange il tempo in cui non abbiamo fatto ciò che avremmo voluto, oppure ideato,progettato e costruito qualcosa, dimenticando la questione di fondo che nulla e niente è per sempre, con il tempo tutto, ma proprio tutto, si modifica e si trasforma. I ricordi non devono mai venir meno, ne essere rimossi, poiché sono per ognuno di noi la prova tangibile e incontrovertibile della nostra stessa esistenza, la conferma di aver realmente vissuto il nostro tempo e per quanto possibile di esserne stati anche artefici. I ricordi non possono e non devono mai divenire pretesto o giustificazione, scappatoia o via di fuga, scivolo o viatico, verso un rifugio presunto sicuro dove nascondersi, per sfuggire alla nuova realtà che ci circonda, quel luogo non è altro che un buco nero pieno di vuoto, che tutto attrae e niente restituisce. I nostri ricordi altro non sono che versatili mattoncini Lego, li possiamo tenere chiusi, ordinati in una scatola, oppure averli alla rinfusa un contenitore o ancora sparpagliati per casa, pensando di rimetterli a posto prima o poi, oppure decidere di utilizzarli per smontare, rimontare, costruire, ogni volta che ne avvertiamo la necessità, qualcosa di nuovo, affascinante, coinvolgente.

Credito immagine : https://www.lagendanews.com/grugliasco-un-successo-la-mostra-di-costruzioni-lego/

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

I&f Arte Cultura Attualità “Dall’obiettività alla teleobbiettività – Virilio”

Questa magnifica frasetta racchiude il dramma / farsa della nostra epoca. Tiziana Leopizzi

Io non ho la TV. La cosa mi regala un mare di tempo per leggere scrivere telefonare vedere gli amici seguire i social in modo mirato sentirmi importante per le continue attenzioni rivoltemi dal nostro Ministero delle Telecomunicazioni, dalla RAI ecc… che non contemplano – non possono proprio – l’esistenza di un cittadino che non sia nel contempo un teleutente.

A parte questa soddisfazione la privazione di detto oggetto, che sicuramente avrà anche dei contro, mi stimola il cervello perché la musica che ascolto ma anche la radio o il leggere mi costringono a usare l’immaginazione, la mia personale.

Avrete provato tutti la sensazione di fastidio che dà la messa in scena, per grande che sia un regista, di un libro che avete letto e non parliamo poi magari anche amato. Inoltre, e lo sanno bene i pubblicitari, la mente lavora per immagini e quindi se continuiamo a bombardarla di immagini precotte c’è il rischio che si atrofizzi almeno un pochino e che si faccia condizionare.

Sono anni che non guardo la TV ma purtroppo sono circondata ugualmente da schermi urlanti nei bar, ristoranti, autogrill, club case di amici e le partite di calcio o giochi demenziali dove regalano premi all’urlo di “ bbbrrrravvvisssimo ! ci ha saputo addirittura dire come si chiama, addirittura nome e cognome !…fantastico!” Dove qualcosa di piacevole è piazzato nottetempo tra una tetta e un culo e organi vari che si confondono con maghi e cartomanti. Ma dico perché non farsi piloti della propria vita, perché delegare in toto ad altri il ponte di comando? Allora ricominciamo: siamo esseri dotati di creatività! anche i bruti ce l’hanno – è che l’incanalano malissimo però c’è e si vede per certi efferati delitti .. caspita se c’è…

Ma siamo seri, no seri è meglio di no, siamo e basta. Riprendiamoci il nostro tempo. E se proprio vogliamo guardare la TV guardiamo la pubblicità che in certi casi è una delle forme di arte più complete e affascinanti sicuramente più significative del nostro momento : cerchiamo di vedere a quali criteri corrisponde

1 – è certo specchio del nostro tempo

2 – vengono utilizzati strumenti che non esistevano solo una manciata di anni fa

3 – c’è un progetto

4 – usa un linguaggio universale –

ok multinazionale in qualche caso : )))

5 gli effetti speciali ci lasciano a bocca aperta

6 – del poeta è il fin la meraviglia…certamente è tesa a stupirci come recita il verso di Gianbattista Marino

e

7 – in molti casi è armoniosa e anche divertente.

C’è pure Aristotele con la sua unità di tempo luogo e azione.

Direi che gli ingredienti ci sono tutti e si sovrappongono a quelli in uso per individuare un’opera d’arte. L’allure è quello. Ma ancora non è sdoganata ..credetemi è solo questione di tempo, la fotografia ci ha messo un secolo e si che dopo Man Ray sinceramente pareva aver raggiunto l’apice grazie a questo straordinario artista filosofo scrittore. Poi è toccato al video, che a parte Bill Viola che ha realizzato il sogno di qualsiasi pittore e cioè “dare la vita al proprio quadro” per il resto ho visto raramente qualcosa di bello sommersa da sfilze di patetici filmini che dirli di amatori è davvero insultante per i veri amatori del genere… ma erano in Biennale.. consacrati così…la moda ce la sta mettendo tutta e ora design e gastronomia stanno surclassando la povera arte che è rimasta al palo. Ma perché per dirla col mai troppo rimpianto Daverio le 4 effe football food fashion e ferrari hanno stravinto e l’arte italiana no. Sarà perché non comincia con la f e se tornassimo al ‘f’are arte?

Tiziana Leopizzi
Prof. Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Home page

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Imagine – John Lennon

Imagine – John Lennon
Di John Lennon Dall’album: Imagine – EMI, 1971
Testo della canzone in lingua originale
“Imagine”
Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…
Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one
Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

Testo della canzone in italiano, traduzione a cura di Ermanno Tassi
“Immaginate”
Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate tutta le gente
Che vive solo per l’oggi
Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente
Che vive la vita in pace
Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità
Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo
Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.

https://www.riflessioni.it/testi_canzoni/lennon.htm

“Se proviamo ad immaginare, tutto il bello e il buono che abbiamo dentro, potrà diventare reale”
Riccardo Rescio

#tuttoilbelloeilbuonochece

I&f Arte Cultura Attualità “I bunker dell’anima” di Riccardo Rescio

Bunker, non vi è altra parola più tragicamente evocativa utile a rendere chiara quella condizione di paura, terrore, disagio, angoscia, speranza, che la guerra e lo stesso pericolo di una sua possibile reiterazione, comporta nelle persone che l’hanno vissuta, sentita raccontare, studiata o solo rappresentata nei film. Infatti il bunker è una fortificazione militare difensiva e offensiva, un complesso di costruzioni, anche ipogee, che possono comprendere più locali. Sono diverse le tipologie di rifugi a cui attribuiamo solitamente il nome di bunker, adatti o adattabili ad ogni tipo di esigenza, bunker difensivi, offensivi, protettivi, personali, industriali, di stoccaggio. Quindi i bunker sono i rifugi per antonomasia, dalla guerra al malaffare, dalla protezione all’occultazione, dalla offesa alla difesa, ma dalle tante tipologie fisiche non dobbiamo escludere i bunker dell’anima, quelli che costruiamo dentro di noi, per difenderci, offendere, o semplicemente per isolarci dal mondo che ci circonda. Mentre qualsiasi tipo di bunker, triste, malsano, angosciante, maleodorante, che poteva essere, dava al tempo quel minimo di speranza di salvezza, i bunker dell’anima sono solo dei buchi neri senza vie di uscita. Tante possono essere le cause, le condizioni, i pretesti che divengono stimoli, che ci possono spingere a superare la soglia del bunker dell’anima, anche i ricordi a volte, quando un periodo della nostra vita si chiude, possono divenirne la causa pressante, ma i ricordi non devono mai essere il pretesto, la giustificazione, la scappatoia, la via di fuga, lo scivolo verso quello che riteniamo possa divenire un rifugio sicuro dove nascondersi, per sfuggire alla nuova realtà che ci circonda, quel luogo non è altro che un buco nero pieno di vuoto, che tutto attrae e niente restituisce. I ricordi delle emozioni, delle situazioni e degli attimi vissuti, quali essi siano, al contrario sono il capitale che abbiamo saputo o voluto accumulare, costituiscono la necessaria riserva a cui ricorrere e attingere benessere ogni qualvolta se ne avverta il bisogno. I ricordi sono gli integratori dell’anima, da prendere con regolarità quotidiana, sono privi di controindicazioni, indispensabili vitamine che fanno bene e danno una grande forza, poiché contribuiscono a incrementare la ricchezza interiore, che poi altro non è se non il bene in assoluto più grande che si possa mai possedere. I ricordi non devono mai venir meno, non devono mai essere rimossi, poiché sono per ognuno di noi la prova tangibile e incontrovertibile della nostra stessa esistenza, la conferma di aver realmente vissuto il nostro tempo e per quanto possibile di esserne stati anche artefici. Questo 2020 non deve essere in alcun modo archiviato, tanto meno dimenticato. Per poter uscire dalla retorica regnante e da sempre condizionate del nostro vivere, dovremmo smettere di dimenticare, di cancellare e incominciare a ricordare, perché è solo il ricordo che crea consapevolezza del bene e del male fatto e ricevuto. Il 2020 deve restare monito, per trasformarsi in forte stimolo al necessario ed indispensabile cambiamento, alla diversa prospettiva, alla visione più consapevole della realtà. Il tempo va vissuto e non subito. Il tempo subito è solo quello che scorre lentamente durante la guerra, quando ogni attimo, ogni frazione di secondo, delle persone coinvolte, è dedicato alla ricerca della difficile, precaria, improbabile sopravvivenza. No, noi non siamo in guerra, non siamo in quella guerra che conosciamo, di cui abbiamo sentito parlare, che siamo abituati a vedere o solo ad immaginare, non lo siamo fortunatamente più dal 1945. Neppure in questo 2020 siamo in guerra, non si sentono sirene che avvertono incursioni aeree, non ci sono bombardamenti, non ci sono angusti e precari rifugi in cui ripararsi, non ci sono generi di prima necessità contingentati, non ci sono macerie da scavalcare, non ci sono truppe nemiche occupanti da fronteggiare, non ci sono rastrellamenti a cui sfuggire, non c’è assolutamente niente che possa paragonarsi ai quei tragici momenti che, le cronache giornalistiche, i libri di storia, o gli stessi raccontati di chi quei drammi gli ha vissuti, di chi la guerra vera, suo malgrado, l’ha subita, potranno mai dare la vera misura delle sofferenze personali e collettive patite. No, non siamo in guerra, anche se abbiamo purtroppo tanti, troppi caduti, colpiti a tradimento da questa tremenda pandemia, anche se i nostri ospedali sono stati vicini al collasso, anche se molti dei nostri operatori sanitari stanno pagando un tributo altissimo, questa maledetta pandemia non la possiamo e non la dobbiamo considerare guerra. Questa è, e resta una stramaledetta pandemia, uno dei tanti eventi che sciaguratamente si ripetono in modo ciclico, come i terremoti, le eruzioni, le alluvioni, i maremoti, tutte manifestazioni naturali che l’uomo avrebbe dovuto studiare con la massima attenzione sin dalla notte dei tempi, dedicandoli tutte le possibili risorse, che una atavica, distorta, concezione della vita, ha voluto fossero destinate alla sistematica e sempre più sofisticata distruzione di altri esseri umani. Non possiamo e non dobbiamo permetterci di evocare o accostare nomi e situazioni che nulla hanno a che vedere con le realtà delle cose, un simile fare non fa che esasperare gli animi, soffiando su di un fuoco che, nella migliore delle ipotesi, ci ustionera in modo importante, nella peggiore, ridurrà tutto in cenere. Non siamo in guerra non abbiamo bisogno di bunker, tanto meno siamo ricercati che devono nascondersi, non creiamo false esasperate situazioni per cui ognuno di noi si senta costretto a rifugiarsi nel bunker dell’anima.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

“La Cultura del progetto” di Patrizia Poggi

Se vuoi costruire una nave non chiamare a raccolta gli uomini per procurare la legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito. ( Antoine de Saint-Exupery )

Bellissima questa iniziativa del Panettone agli agrumi e allo zafferano di Sicilia di Fiasconaro, una storia di famiglia che inizia negli anni Cinquanta a Castelbuono, un angolo di Sicilia dove patrimonio naturalistico storico artistico convivono insieme, in una simbiosi tra uomo e natura. La sua narrazione affidata al genio di Dolce&Gabbana. Ciò di cui si avverte sempre più oggi è la totale assenza della “cultura del progetto sostenibile” cioè la metodologia pratica e articolata per la progettazione completa di un evento inteso come ‘fatto unitario e complesso’ finalizzato a comunicare in forme e modalità diverse ‘qualcosa a qualcuno’ in relazione alle esigenze dei committenti ed ai budget disponibili. Con l’età contemporanea si è bruscamente rotto il filo fino a ieri ininterrotto del rapporto che lega l’uomo al suo ambiente, il legame tra cultura materiale e sua sedimentazione storica. Nuovi miti incessanti, mode e tendenze impediscono la pausa e la riflessione e questo crea il vuoto culturale che non consente la scelta e lo sviluppo di modelli di vita più equi e sostenibili. Per creare il fattore aggregante e costitutivo di una rete, radicata nel territorio, che promuova la cultura della sostenibilità e quindi la cultura del progetto è necessario condividere una logica di sistema, in cui gli elementi fondanti del progetto sono la cultura del rispetto del territorio, delle sue risorse, del valore delle relazioni sociali, della sua storia e dell’essere punto singolare interagente con l’universale. È un nuovo modo di pensare, che pone al centro del processo progettuale la qualità dell’ambiente, il pensare al progettista in termini di artista-artigiano interessato a far sì che si esprimano, attraverso il progetto, le esigenze collettive, il vissuto e la partecipazione dei cittadini e non l’arroganza del singolo sapere tecnologico e la presunzione narcisista di essere interpreti unici ed illuminati del portato culturale contemporaneo.

L’immagine del modellino teatro prospettiva su-firenze. Michelangelo l’installazione De-Signo, allestita in Fiera Milano, nel Padiglione 24 | Salone del Mobile Milano 2019

Patrizia Poggi

Promotrice di arte-cultura e turismo, già resident manager del Relais Villa Roncuzzi, https://www.villaroncuzzi.it
collezionista d’arte, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends. p.poggi@villaroncuzzi.it

#ierioggidomani

“Il Maestro Ezio Bosso – Al chiaro di luna – Ludwig van Beethoven”

I&f Arte Cultura Attualità
“Ezio Bosso”
«La musica è la mia, la nostra cura, cura dell’anima in un momento in cui la popolazione mondiale è soggetta a pressioni psicologiche mai provate prima, di natura completamente diversa da tutto ciò che abbiamo sperimentato in passato».
È quello che il grande Maestro aveva scritto al Presidente Mattarella avanzando proposte concrete per non lasciare le persone prive della consolazione dell’Arte durante il primo lock down. Ascoltare le parole e la Musica di Ezio Bosso per riflettere e capire quanto sia appagante, stimolante, apprezzare tutto il bello e il buono che abbiamo intorno. La Musica senza ombra di dubbio è sicuramente l’accompagnamento, il sottofondo, il supporto che ci accompagna nello straordinario viaggio della vita.
Amiamo, rispettiamo, tuteliamo e diffondiamo l’Arte, in tutte le sue forme e manifestazioni, perché è Vita della Vita.
Riccardo Rescio
#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Vigilia di Natale” di Marzia Rossi

Vigilia di Natale 1944….

da pochi giorni tutto tace…non bombardano e si respira un aria più serena. Le famiglie son riunite nello stesso stabile che circonda la fabbrica di papà a mo di fortezza protettiva.Si sviluppava in lunghezza. Due piani soltanto ma tanti appartamenti indipendenti abitati da tutte le famiglie. Zii zie cugini custode con figli tanti cugini con cui si giocava nel grande cortile. Per noi ragazzi la guerra era soltanto correre nel grande rifugio in cemento armato costruito sotto casa. Suonava la sirena e via tutti li sotto….ricordo che mi facevano cantare “La donna è mobile “…ero stonatissima ma tutti partecipavano e si copriva il rumore delle bombe poi risuonava la sirena e si usciva “a riveder le stelle “o il sole…l ora dei bombardamenti non era mai la stessa. Per tornare alla vigilia di Natale da cui son partita mia mamma aveva radunato noi tre e i nostri 10 cugini per una bella cena messa insieme con quel che trovava nelle campagne circostanti e alla borsa nera. Ma cucinava benissimo e aveva fatto anche il panettone. Giocammo poi tutti insieme aspettando che arrivasse Gesù Bambino. Allora babbo natale non esisteva per gli italiani un po prima di mezzanotte ci disse di stare in silenzio davanti ai vetri al vetro della finestra ed aspettare che dal cielo scendesse Gesù a portarci i doni…la notte era fredda ma limpida e fitta fitta di stelle e noi bimbi col fiato sospeso. Lei sali al piano di sopra dove aveva preparato un biondo bambolotto di celluloide con un camicino bianco e con un filo invisibile lo fece dondolare dolcemente davanti alla nostra finestra davanti ai nostri occhi incantati ed ai nostri cuori che battevano veloci. Un emozione che non mi ha mai abbandonato. Poi Gesù Bambino piano piano risali’ con la sua tunichetta che ondeggiava nel buio e sparì ….le luci si accesero ed in un angolo trovammo i regali. Regali semplici di tempi difficili ma per noi fu un emozione indimenticabile…Un Natale ed un Bambin Gesù che ci rimasero dentro per sempre.

Marzia Rossi affida i suoi ricordi a Tiziana Leopizzi

#daieriadomani

“1957 Conosci te stesso” di Marzia Rossi

Credito immagine : https://www.google.com/amp/s/muromaestro.wordpress.com/2017/10/19/alla-sera-al-caffe-con-gli-amici/amp/

1957 Conosci te stesso!
Noi ragazzi siamo seduti in piazza sul muretto da cui si vede tutta la vallata uno spettacolo incredibile la giornata è bella e tersa siamo nel tardo pomeriggio e tutti insieme “villeggianti “e ragazzi del paese siamo tornati dal fiume abbiamo fatto un bel bagno nell acqua limpida e trasparente che arriva dal lago a monte ci siamo fatti una doccia e via tutti li a farci due chiacchiere prima di cena ed a programmare la serata all improvviso uno sparo dalla pianura sottostante dove si trovano antiche cascine ci ammutolisce..
I più grandi si precipitano giù dal sentiero che porta alla piana noi piccoli restiamo li un po storditi senza capire cos’è successo poi torniamo a casa. Poco dopo arriva la notizia si è sparato il figlio del maniscalco. Un ragazzo sensibile e buonissimo. Suo padre era molto fiero di lui ci raccontava sempre dei suoi successi all università e della ormai prossima laurea. Non aveva dato nemmeno un esame non si era integrato in città non voleva fare l ingegnere forse amava l incudine e il martello non ha retto la delusione che avrebbe dato ai suoi genitori. Si è seduto vicino al pozzo col fucile accanto e dopo una sigaretta ha premuto il grilletto. Ancora oggi lo ricordo sempre un po malinconico molto pensieroso sicuramente tormentato. Forse se avesse avuto un amico a cui chiedere aiuto non sarebbe finita così. Un ricordo triste ma mi ha accompagnato a lungo e mi ha insegnato a lasciare alle mie figlie piena libertà di scelta sul loro futuro. E ne sono felice.

Marzia Rossi affida i suoi ricordi a Tiziana Leopizzi

#daieriadomani

Lake Como Restarts

I&f Arte Cultura Attualità “Dedicato ai più realisti del Re” di Riccardo Rescio

Dedicato, a chi ha capito tutto della vita, a chi non perde tempo in chiacchiere, alle persone pragmatiche, calcolatrici, a chi non è più capace di sognare, ma solo di programmare. Dedicato a chi sa e del proprio sapere ne fa uso personale e mai anche per la collettività. Dedicato a chi della stagnazione sociale fa motivo di remunerazione, dedicato ai moderni cerusici, che di ogni altrui esigenza, affermano di avere coscienza e si propongono di operare con sapienza.
Dedicato ai piccoli e grandi presunti potenti, che tali si sentono e che tanto, questo loro sentire fanno pesare.
Dedicato a chi antepone il quanto mi costa e il cosa ci guadagno, alla possibilità di realizzare l’idea, a chi incapace di fantasticare, vende illusioni, che non si potranno mai realizzare. Dedicato a chi ha sempre qualcosa di più importante, di più impellente, di meglio da fare e che così facendo non si accorge di aver perso tutto quello per cui valeva veramente la pena di vivere.
La capacità di apprezzare tutto il Bello e il Buono che abbiamo intorno, non è una dote congenita, si acquisisce, ma bisogna aver voglia di imparare, conoscere, scoprire, prima di avere la presunzione di sapere e valutare, per acquisire questa facoltà c’è però bisogno di buoni precettori del Sapere, capaci di insegnare, di trasmettere l’emozione della conoscenza, quella che da il vero senso alla vita.
Se non vi siete irritati, se non vi siete offesi, se non vi siete identificati in qualcuno dei destinatari a cui ho dedicato questo meraviglioso video corale sul Lago di Como, ma vi siete solamente emozionati, potete affermare di amare il nostro Paese, perché l’Italia è realmente il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, in un Territorio fra i più ambiti e amati al mondo.

Riccardo Rescio
Presidente Assaggia l’Italia Aps
Associazione di Promozione Sociale
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“I Signori della guerra” di Marzia Rossi

Ricordo di guerra. Non esistono soldati cattivi ma signori della guerra che li mandano a uccidere ed a morire. Nello stabilimento di mio padre son passati soldati tedeschi soldati americani partigiani. I tedeschi in ritirata ci hanno requisito un capannone si sono accampati avevano solo riso con cui facevano grandi torte di riso che condividevano con noi bambini e cantavano nostalgie dei loro paesi. Ci mostravano le foto dei loro cari. Giovani ragazzi che volevano tornare a casa. Se ne sono andati portandosi via la nostra auto. Poi son arrivati gli americani sempre nello stesso capannone. Mangiavano carne in scatola e latte condensato. Erano allegri caciaroni e giocavano a pallone con i miei fratelli e i miei cugini. Se ne sono andati portandosi via salami e carne secca e ci han riempito di biscotti e cioccolata. Infine son arrivati i partigiani con grandi rotoli di stoffa rossa e han chiesto a mia madre e alle mie zie di cucirgli i triangoli rossi da mettersi al collo. Tedeschi Americani Partigiani tutti armati ma nessuno ha mai usato le armi per chiedere nulla e la mia famiglia li ha tutti accolti con la stessa gentilezza che loro hanno usato con noi.

Marzia Rossi affida i suoi ricordi a Tiziana Leopizzi
“Notte cara Tizi….vedi che son riuscita a frugare nei miei ricordi vincendo la pigrizia…❣️😴”

Credito immagine : https://www.santellieditore.it/product/i-signori-della-guerra/

#daieriadomani

“E se qualche volta fossimo noi a copiare” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “E se qualche volta fossimo noi a copiare” di Riccardo Rescio

Questa confezione di panettone, che nasce dalla intuizione di Dolce&Gabbana e dalla bravura di Fiasconaro, è esattamente l’ennesima, lampante, dimostrazione di cosa sia il “Circolo Virtuoso” di cui, come Italia&friends, parliamo da anni e cioè quella collaborazione, quella sinergia, quel modus operandi, che deve necessariamente portare a legare vicendevolmente ogni singolo prodotto, creazione, realizzazione, al proprio territorio d’origine. Alcuni illuminati imprenditori, di famosi Brand Italiani, stanno iniziano a perseguire la strada della massima riconoscibilità e identificabilita della propria produzione, che solo la palese, marcata territorialità, può dare ai medesimi prodotti e quanto la stessa territorialità possa beneficiare della sempre maggiore diffusione di quei prodotti. Fatta questa necessaria premessa, che vede, nel caso specifico, l’italiana genialità e bravura, concorrere insieme per raggiungere un duplice obiettivo, che vuole promuovere e valorizzare luoghi e specialità tipiche delle nostre Terre Uniche, è importante sottolineare che a noi la genialità, quanto la bravura e l’arte nel fare, non ci manca, quello di cui deficitiamo enormemente è la voglia di creare, realizzare e produrre insieme. Si perché solo se avessimo consapevolezza che le nostre singole capacità, unite in un sistema di collaborazione, ci porterebbero sulla vetta del mondo, sicuramente ci farebbe agire in modo diverso. Siamo talmente e pervicacemente convinti di raggiugere i più grandi risultati sempre da soli, che non riesciamo neanche vedere ciò che in atri Paesi riescono a fare, solo sposando e adorerando la logica e la tecnologia. I Panettoni che vedete nelle foto, sono stati ordinati su di una piattaforma di vendita On Line della Repubblica Ceca, questa Mattina 5 dicembre 2020 intorno alle 10,30 e consegnati, sempre in Repubblica Ceca alle 14,00 oggi, in una località ad oltre 200 chilometri dalla Capitale Praga.

La piattaforma è un supermercato, ma anche un ristorante, farmacia e tanto di più, in grado di offrire con efficienza una gamma di prodotti e servizi veramente completa, con consegna a domicilio, su tutto il Territorio nazionale.

La questione è che, se fossimo meno arroganti, forse nella osservazione delle moderne tipologie e strategie di vendita realizzate del mondo, probabilmente copiandole potremmo anche fare cose ancora migliori, utili e funzionali, per il nostro straordinario Paese.

Rohlik Piattaforma di vendita online della Repubblica Ceca

Online supermarket Rohlík.cz — nejrychlejší doručení ve městě

https://www.rohlik.cz/

#tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

I&f Arte Cultura Attualità “L’influenza” di Riccardo Rescio

https://www.viaggiscoop.it/foto/33645/sud%20africa/arica/lo-stregone-nel-villaggio-shangana.ashx

L’influenza è la possibilità di intervenire nella determinazione o nella modificazione di un fatto: l’influenza della Luna sulle maree; non ho alcuna influenza sulle sue decisioni; tutta l’assemblea ha subìto l’influenza della sua opinione; talvolta in rapporto con una posizione di potere, autorità, prestigio.
(Definizioni da Oxford Languages)
L’influenza è quindi anche la capacità di condizionare il pensare e il fare di una o più persone.
La funzione degli influenzatori o influencer di tutti i tempi è una questione che viene da lontano.
Il processo di condizionamento delle menti e di conseguenza dei comportamenti, è abbastanza elementare, si individuano i punti deboli, le paure, le carenza cognitive, l’ignoranza, le illusioni, per dare spiegazioni, indicare soluzioni e da tutto ciò trarre personale vantaggio.
Lo stregone del primordiale villaggio, spiegava il perché dei fulmini o del vento, dando interpretazioni agli eventi, condizionando i comportamenti di tutti, persino le decisioni del capo tribù.
Nei secoli a venite i piccoli e i grandi fagogitatori si sono susseguiti, determinando anche grandi ed immani tragedie.
Parliamo naturalmente degli imbonitori che sono riusciti ad accreditare ideologie ed avere proseliti che gli hanno portati al potere politico, economico o sociale.
Gli influencer avranno motivo di esistere, di essere investiti di potere, denaro e prestigio, almeno fino a quando gli abitanti del villaggio globale non smetteranno di ignorare e cominceranno a studiare il perché dei fulmini e del vento e insieme alla conoscenza svilupparanno la capacità critica per capire e non per subire, nella illusione di essere liberi, facendo esattamente tutto quello che qualc’uno altro dice di fare, per divenire ciò che non si è e che non si potrà mai essere.
La stampa fa bene a comunicare situazioni anomale, fa male quando da spazio a immagini e nomi che incrementano paradossalmente l’assurdo consenso che viene concesso, solo ed unicamente, al vuoto e al nulla.

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #ierioggidomani

I&f Arte Cultura Attualità “Il Nuovo Rinascimento Italiano” di Riccardo Rescio

Il Nuovo Rinascimento Italiano è possibile, abbiamo una Terra straordinaria, fatta di Gente straordinaria, Gente di mare, di monti e di pianure, pacifici esploratori del mondo, e tenaci ricercatori in casa. Gente che della propria genialità ha fatto pretesto per raggiungere grandi mete, Gente orgogliosa della propria Terra, che ha sempre dimostrato in ogni Luogo e in ogni Tempo, la sua natura di pace e di tolleranza, contro qualsiasi forma di prevaricazione.
La questione, in questo particolarissimo momento, è nel riuscire a trovare l’imput giusto, lo stimolo avvertibile, la sollecitazione che tocca, per poter arrivare a quel nucleo dove ogni Italiano, per caratteristiche genetico/territoriali, racchiude gelosamente tutti quei valori che lo caratterizzano.
Perché questo avvenga, è necessario il sostegno di tutti noi nella nostra singolarità, nelle piazze reali di incontro e di confronto, come nelle piazze virtuali, in modo quotidiano e costante, che con il loro elevatissimo potenziale numerico possono e devono contribuire nella ricerca dello stimolo giusto che arrivi a quel nucleo, affinché Il qualunquismo, che da sempre ha buon campo, lasci spazio alla “Capacità di Critica” individuale, che analizzi e valuti i fatti per quello che sono e non per quello che ci vogliono far credere.
Allora avanti con i suggerimenti che possano costituire lo stimolo affinché tutto ciò avvenga.
Dobbiamo superare la soglia della disaffezione, della rassegnazione, della delusione.
Individuare un comune obiettivo, che nel male è molto più facile, nel bene un po meno, ma questo non deve assolutamente scoraggiare, anzi deve incrementare la voglia, la determinazione, l’impegno in ognuno di noi.
Il Nuovo Rinascimento Italiano è possibile, sta a noi renderlo concreto,
perché il nostro futuro è qui, in questo nostro straordinario Paese.

Pubblicato da Riccardo Rescio su Facebook il 4 dicembre 2017
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1701289063256227&id=100001254482577

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

I&f Arte Cultura Attualità “Diabolik” di Daniela Padelli

I&f Arte Cultura Attualità
“Diabolik”
di Daniela Padelli
E’ il 1962 quando la casa editrice Astorina pubblica il primo numero di un nuovo fumetto: DIABOLIK, l’autrice è Angela Giussani in seguito affiancata dalla sorella Luciana, è nato il “fumetto nero” più conosciuto e venduto nella storia. Le Tirature sono da record 150 milioni di copie, vasta sarà la filmografia che si ispira a questo personaggio inquietante e imprevedibile che dal terzo numero verrà fiancheggiato da una compagna altrettanto leggendaria: Eva Kant. Il fumetto, creato dalle sorelle Giussani, è di facile lettura, breve durata, ha un formato tascabile insomma è facilmente utilizzabile. Il protagonista cinico, intimorisce, ma al contempo suscita ammirazione per la genialità e la temerarietà con cui riesce a sfuggire alla giustizia, le sue storie hanno titoli espliciti e sono ambientate in un mondo immaginario dove si succedono scenari indefinibili che lasciano spazio all’Indeterminatezza e dove si fa ampio uso della tecnica di analessi. I tratti fisiognomici sono quelli di un attore di cinema molto amato Robert Taylor, altrettanto quelli della sua compagna simile a Grace Kelly. Entrambe i protagonisti subiranno nel corso degli anni una trasformazione psicologica, Eva Kant da amante sottomessa diverrà una complice indispensabile, Diabolik acquisirà una sorta di senso morale e di umanità, le sue imprese diverranno rocamboleschi furti ai danni di famiglie senza scrupoli arricchitesi in modo illecito. Insomma Diabolik è il prototipo del moderno Robin Hood e da sempre ha incontrato la approvazione e l’affetto di lettori affezionati che ancora oggi ne decretano il successo contribuendo a mantenere questo fenomeno di costume.

Daniela Padelli
Professoressa di Matematica, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia Aps, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends.

SpazioD : https://www.spaziod.net/wp/

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

https://pin.it/2nFh2EW

I&f Arte Cultura Attualità “L’Arte ha una sua Storia” di Riccardo Rescio

Si fa presto a dire Storia, ma non è altrettanto veloce, tanto meno semplice la sua partecipazione e comprensione.
Eppure la Storia è quel meraviglioso contenitore da cui attingere il sapere, per poter pensare e agire.
La Storia siamo noi, non è solo un modo di dire, ma una realtà, tutti noi, con il nostro fare o il non agire, direttamente o indirettamente determiniamo il corso degli eventi.
Anche la Storia dell’Arte, non si sottrae a queste regole, c’è chi pensa, chi decide, chi fa e chi avalla, prima, durante e dopo la realizzazione di un’opera d’Arte.
Luca Nannipieri, nel suo “A cosa serve la Storia dell’Arte”, in uscita nelle librerie il 10 dicembre, fa una riflessione dedicata al ruolo e alla responsabilità sociale dello storico dell’Arte, spingendosi al di là del solo ambito teorico.
Luca Nannipieri si addentra infatti in questioni decisamente concrete, come il rischio in cui va incontro un critico d’Arte nel determinare delle false attribuzioni, preferendo inseguire i guadagni derivanti da una invitante compravendita al lungo e costoso lavoro di accertamento indispensabile per assicurarsi che un’opera d’Arte non sia un falso.

Luca Nannipieri, è un critico e Storico dell’Arte, che ha pubblicato con Skira “Capolavori rubati” del 2019 e “Raffaello” del 2020. Dalla rubrica televisiva su RaiUno, “SOS Patrimonio Artistico”, Rai Libri ha pubblicato il volume “Bellissima Italia, Splendori e miserie del Patrimonio Artistico Nazionale” e numerose altre pubblicazioni.

#tuttoilbelloeilbuonochece https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

Davis & Co.

I&f Arte Cultura Attualità “La storia di Clara Woods” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“La storia di Clara Woods”
di Riccardo Rescio
Clara Woods è un’artista, imprenditrice, digital creator e modella fiorentina di 14 anni, richiesta in tutto il mondo.
Ma la strada del successo per lei non è stata sicuramente facile.
Clara, che comprende perfettamente tre lingue, a causa di un ictus perinatale, non può articolare le parole, ma questo non ha fermato né lei, né la sua famiglia, che per poterla seguire e assicurarle un futuro brillante, non ha esitato a cambiare radicalmente il proprio modo di vivere.
Grazie alla dedizione e la determinazione di mamma Bettina, Clara oggi riesce ad esprimersi e a comunicare usando dei mezzi alternativi.
La pittura è il mezzo che Clara predilige per esprimere i suoi sentimenti, la sua interioriorita, la sua voglia di vivere e di raccontare, con l’intento di essere anche un riferimento e una ispirazione per tutti coloro che si trovano ad affrontare difficoltà simili alle sue e contemporaneamente offrire opportunità espressive ad altri talenti.
Il racconto diviene il mezzo con cui poter partecipare il proprio sentire e il proprio essere. I dipinti di Clara, sono sfondo e cuore del libro per bambini “Voce su tela”, scritto da Francesco Ciai, con l’introduzione di Marco Montemagno e illustrato da Arianna Pisani, edito da Km Edizioni.
Voce su tela è la storia vera di una ragazza che ama viaggiare, nuotare, mangiare il gelato, ma che soprattutto ha un dono speciale quello di dipingere.
È il racconto di Clara una bambina che abita nel pianeta dei colori, dove non si parla e si comunica unicamente con immagini create col pennello e del suo arrivo sulla Terra.
Cosa succederà alla bambina venuta dal pianeta dei colori, come si sentirà, troverà degli amici, riuscirà a comunicare con loro.
Una fiaba che vuole partecipare la ricchezza che nasce nello scoprirsi tutti diversi e di come si possa, attraverso un mezzo alternativo, trovare un giusto e adatto posto nel mondo. Come tutte le favole, anche questa diviene strumento per parlare ai bambini, ma anche agli adulti, per invitarli a mettere da parte i pregiudizi, quelli ancestrali, quelli occasionali, quelli impliciti o espliciti e che, inconsapevolmente, portano a giudicare l’altro. Le parole e le delicate illustrazioni, raccontano come la diversità possa essere un valore aggiunto nei rapporti umani imparando fin da piccoli, a cambiare prospettiva e vedere il mondo in modo diverso anche attraverso gli occhi degli altri.
L’inclusione, il confronto e l’accettazione, sono i temi fondamentali, che purtroppo non vengono adeguatamente insegnati, ma che costituiscono il presupposto fondamentale per poter apprezzare il vero valore della vita.
Possiamo cambiare, dobbiamo cambiare.

fondazioneclaudiociai@gmail.com
http://www.fondazioneclaudiociai.com/i-nostri-libri

Home

http://www.francescociai.com

https://www.fondazioneclaudiociai.com/i-nostri-libri

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

Pubblicato da Italia&friends su WordPress
Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 4 dicembre 2020

Dipinto di Clara Woods

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza

I&f Arte Cultura Attualità “Firenze non spegne le sue luci” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Firenze non spegne le sue luci”
di Riccardo Rescio
E come potrebbe mai farlo, proprio lei che è faro di Cultura per il mondo intero, la Città d’Arte per antonomasia, il luogo delle meraviglie per eccellenza, no Firenze non spegne le sue luci, un forte, simbolico, gesto di presenza e di speranza, di fiducia e di certezza. Questa assurda inconcepibile e difficilmente accettabile situazione passerà, rimarrà il ricordo di chi non è riuscito a superarla, per tutti gli altri la consapevolezza di come tutto ciò che può sembrare certo, sicuro, inattaccabile, può essere stravolto, ecco perché abbiamo bisogno della luce, per individuare meglio la nuova strada da percorrere. L’edizione 2020 di F-LIGHT, Firenze Light Festival, intitolata quest’anno SIGHT, dalla selva oscura alla luce, in omaggio a Dante Alighieri per i 700 anni dalla morte e come auspicio, per tutti, di uscire il più presto possibile, finalmente, a riveder le stelle.
Promosso dal Comune di Firenze e organizzato da MUS.E, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, il festival prenderà il via, come sempre, l’8 dicembre e durerà fino al 6 gennaio 2021.

Davis & Co.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

I&f Arte Cultura Attualità “River to River Indian Film Festival”

I&f Arte Cultura Attualità
“River to River Indian Film Festival”dal 3 all’8 dicembre 2020
Selvaggia Velo, nel lontano 2001, ha fondato a Firenze, con il Patrocinio dell’Ambasciata d’India in Italia, il primo Festival totalmente dedicato al Cinema Indiano. Una manifestazione di cui è stata la direttrice sin dalla sua prima edizione.
Con grande passione, in tutti questi anni, Selvaggia Velo ha dedicato le proprie competenze per costruire e consolidare il Festival, con la costante collaborazione di un gruppo di lavoro formato da professionisti e volontari.
River to River, il nome dato al Festival, vuole rimarcare come le idee, le culture e le arti, possano fluire lambendo, senza troppi ostacoli, rive e argini di fiumi diversi e lontani, come il Gange e l’Arno, River to River, da un fiume all’altro.
Il 2001 segna anche l’inizio di una nuova era per il Cinema Indiano in Europa, è infatti l’anno in cui Lagaan di Ashutosh Gowariker, vince il Premio del Pubblico a Locarno, mentre Mira Nair, viene premiata con il Leone d’Oro a Venezia per Matrimonio Indiano.
Negli anni che intercorrono dalla fondazione, alla sua 20°edizione di questo 2020, River to River Florence Indian Film Festival ha proiettato il meglio della più recente cinematografia Indiana, con una particolare attenzione verso le tecnologie e ai linguaggi innovativi, la realtà virtuale, le serie web, e a tutto ciò che rappresenta l’India più attuale. Con il susseguirsi degli anni il Festival ha catalizzato l’attenzione di un pubblico sempre crescente verso il Cinema Indiano, annoverando negli anni fra i propri ospiti, personalità di rilievo tra cui Amitabh Bachchan, Shabana Azmi, Irrfan Khan, Deepa Mehta, Aparna Sen, Ketan Kehta, Rahul Bose, Anurag Kashyap, Kabir Bedi, Goutam Ghose, Hansal Mehta, Onir, Taapsee Pannu, Anand Patwardhan, Nemoi Ghosh, Uma Da Cunha, Shonali Bose, Furio Colombo, Giuseppe Cederna e Folco Terzani.
La manifestazione è anche riconosciuta dalle istituzioni indiane e italiane, come l’Ambasciata d’India in Italia, la Città di Firenze e la Regione Toscana.
Riccardo Rescio

River to River Florence Indian Film Festival
La Compagnia Selvaggia Velo

#tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

Blog su WordPress.com.

Su ↑