I&f Arte Cultura Attualità “La relatività del tempo” di Alan Oisrak

Il tempo ha da sempre avuto un ruolo determinante e molto spesso condizionante di tutti i nostri comportamenti.
Da bambini è tanta la voglia di crescere in fretta, di diventare grandi che ci si convince che il tempo sia davvero di una inesorabile lentezza. Torniamo spesso bambini, anche da grandi, ogni qualvolta aspettiamo qualcosa o qualcuno che riteniamo veramente importante, o determinante per la nostra vita. Ritorniamo bambini ogni qualvolta il dolore, la sofferenza, la paura diventano nostri compagni di viaggio o quando molto peggio tornano, indesiderati ospiti, ad abitare con noi. Ma il tempo sa anche essere veloce più di una saetta, sicuramente ogni qualvolta che vorremmo fermarlo, ogni qualvolta vorremmo che l’emozione, la gioia, il piacere di quell’attimo fuggente diventasse il nostro compagno di avventura, il nostro piacevole coinquilino. Perverso, cattivo, ingiusto, il tempo è effettivamente il carnefice pronto ad allungare la nostra sofferenza o accorciare drasticamente la nostra gioia.
Oppure il tempo è semplicemente un mero strumento, un sistema di misura, una convenzione e niente di più.
Il tempo in realtà è una specie di fisarmonica che si allunga e si comprime continuamente emettendo suoni diversi in ogni sua posizione, ma solo la maestria del suonatore, dilatando e comprimendo il mantice della fisarmonica, trasforma i suoni in note e le note in musica.
Noi siamo i musicisti, il tempo è la nostra fisarmonica, sta a noi imparare a suonarla.
E’ nostra la capacità di allungare o comprimere quel mantice, per dilatare o ridurre il nostro tempo, sta a noi fare in modo che i suoni diventino musica, e la musica divenga colonna sonora del nostro vivere, per renderlo piacevole anche nei momenti più difficili.

Alan Oisrak
Olomouc Repubblica Ceca 2010

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=674439935941150&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

I&f Arte Cultura Attualità “Il Tempo delle opportunità” di Riccardo Rescio

Il Tempo delle opportunità è quello che stiamo vivendo, non sprechiamolo subendolo, ma utilizziamolo per tirare fuori tutte quelle peculiarità intrinseche, che da sempre possediamo e che ci hanno fatto conoscere ed apprezzare nel mondo.
Tutti noi dobbiamo contribuire a far conoscere ancora più e meglio il nostro Paese in ogni dove, ma per farlo è necessario che si abbia la reale consapevolezza dell’immenso patrimonio che insiste nelle Terre Uniche delle 20 Regioni d’Italia.
Le nostre Aziende, le nostre tante iniziative, la forza delle nostre Donne e degli Uomini che guidano le attività imprenditoriali, quelle sociali, familiare, quelle di Promozione delle Valenze Territoriali, fanno parte integrante e sostanziale di questo patrimonio, ora più che mai devono essere supportate, non solo con parole di conforto, ma con gesti concreti, conoscere queste straordinarie valenze e comunicarle è un gesto concreto.
Lo abbiamo fatto, lo facciamo e continueremo in futuro a far conoscere al mondo tutto il Bello e il Buono che abbiamo, perché questa è la nostra mission.
Lo abbiamo fatto, lo facciamo e lo faremo sempre con il supporto volontario dei Membri della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends, perché il nostro Paese merita di essere conosciuto nel mondo per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. Lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.

#sistemaitalia #tuttoilbelloeilbuonochece
#comunichiamoalmondolitalia

“Genova, la nostra seconda casa” di Paolo Perreca

All’età di sei anni, da Torino, mia città natale, scesi con la mia Famiglia nella loro terra d’origine.
Passando da Lavagna, a San Salvatore dei Fieschi, nell’entroterra Ligure e successivamente a Chiavari.
Terra di Mare, Collina e Montagne, panorami spettacolari al pari di mete oltreoceano.
La Riviera di Levante, da Portofino a Sestri Levante, con la Baia del Silenzio.
Cibo, Arte, Cultura e Storia, fu una delle Repubbliche Marinare e non solo per Colombo, ma per i suoi Sapori i Profumi a volte acri, per il suo Porto e i Carruggi come ben in Poesia la descrive De Andrè.
Genova la nostra seconda Madre, un ideale , un bel sogno qualche mugugno e alcuni Belin.
Le friggitorie di Sotto Ripa, la Farinata e a Megiü Fugassa au Mundu.
Luogo di Viaggiatori e di Stanziali, che ovunque vadano o no, mani man, piuttosto che niente, la portano con se come fosse una vecchia valigia che non li tradisce mai.

Paolo Perreca Chef di Cucina “Il Cibo che unisce le diversita”

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

I&f Arte Cultura Attualità Once upon a time… C’era una volta la “Milano da bere” di Vincenzo Parlavecchio

Dal 68 in poi è andata in progressione, a tratti lenta, a tratti frenetica, comunque costante, protagonisti gli anni 70, 80 e il culmine dei 90, poi una fase di stasi, preludio della ciclicità dei tempi.
Il Movimento Studentesco incise crepe che diedero forma a nuove correnti intellettuali e differenti categorie di massa coalizzarono in quel periodo, due su tutte: i simpatizzanti di sinistra da un lato, Levi’s jeans, le Clarks, original boot acquistabili da Black Foot, Eskimo verde, della Original Marines, o Loden verde per i più impegnati, grugno cattivo sempre e il quotidiano Lotta Continua arrotolato in tasca; all’opposto i San Babilini, sfrontatamente di destra, jeans Wrangler sfilacciati sul tacco degli stivaletti Barrow’s o scarpe a punta, da MM calzature, Ray Ban a goccia piegati, Loden blu o grigio e sorriso arrogante stampato in viso.
E venne anche il periodo dei “Paninari”, figli del Drive-In Mediaset che esibivano lucidi Monclair e Timberland, dei Mod’s, fans di Quadrofenia, dei Punkettari, emuli dei Clash e dei Sex Pistols, dei New Romantic, dandy specchio degli Spandau Ballet e dei Duran Duran, insomma ognuno trovava il suo spazio convivendo, più o meno pacificamente, con tutti gli altri nella più grande città cosmopolita italiana, la “Gran Milan”.
Quelli di mezzo invece, vestiti di una mescola assolutamente non identificativa, iniziavano il loro sabato pomeriggio, in settimana solo scuola, con una puntatina agli Alimentari Carrobbio, oggetto del desiderio la michetta con l’insalata russa, per alleggerire con un frullato, o un frappè, da Viel, storico il primo in Via Torino, arrivare in P.zza Duomo per un caffè allo Zucca, e poi via per C.so Vittorio Emanuele.
Le Messaggerie Musicali, a metà sulla destra, erano un appuntamento fisso, due chiacchiere, novità sulle Top Ten della settimana fino all’intermezzo della merenda pomeridiana, un panzerotto da Luini.
I locali della sera si opzionavano in base ai panini, o alla birra, che proponevano, lo Speciale del Bar Cavour, il Primavera del Bar Magenta, la McFarland dello Stalingrado, la Guinness del Caffè Portioli, la EKU28 de il Pois fino all’aperitivo della domenica mezzogiorno con il Negroni del Sant’Eustorgio, o in alternativa la raffinatissima Pasticceria Gattullo, dove con un flut di Prosecco usufruivi del più ricco buffet di stuzzichini e goloserie di Milano, dalla fonduta di gorgonzola al pinzimonio, dai vol au vent salati alla frittatina di fiori di zucca.
Noi eravamo ancora spensierati ma Milano era una “macchina da lavoro”, le Grandi Industrie, il polo Fieristico di P.zza Giulio Cesare, la Moda, con Via Montenapoleone fulcro di tutti i grandi stilisti e il Bar Cova, simulacro dei gigolò milanesi e del Panettone di alta qualità artigianale.
Cito in successione, di ricordi e non temporale, una serie di luoghi evocativi per i lettori della mia stessa generazione: l’Odissea 2001 e il Viridis, le discoteche free e trasgressive, il cinema Mexico, con proiezioni tipo the Song Remain the Same, retrospettiva di un live dei Led Zeppelin, Roots, Rock & Reggae, docufilm sul Rastafanesimo, the Rocky Horror Picture Show, tutto il pubblico indossava giarrettiere e calze nere, gli uomini sotto i jeans, l’epico film di animazione Heavy Metal con la “plutococa” etc. etc.. E ancora lo Studio 54, sullo stile del più famoso locale newyorkese, il Punto Rosso, tempio della New Wave, e come non ricordare il periodo della “Night Fever” con i “Travoltini”, emuli poveri e febbricitanti dello sweet groove dei Bee Gees.
Non cito i concerti cui ho avuto la possibilità di assistere perché dovrei iniziare un altro articolo, solo uno significativo visto il periodo: Santana al velodromo Vigorelli, dopo 3 minuti di concerto irrompono gli autonomi e, tra lacrimogeni e cariche dei celerini, cominciano a sfondare i bongos della band scagliando biglie di acciaio con le fionde.
Fuggi fuggi generale e Santana che dichiarò:- a Milano mai più.
Il tempo scorre e con esso l’età corre, si inizia a lavorare e si diventa più responsabili, non meno pazzerelli e nemmeno meno appassionati, ma mutano le esigenze e il mitico Cà Bianca, gotha del jazz milanese, vede il succedersi dei più grandi interpreti di questo genere e accende in me la passione.
Un aneddoto: alle “Scimmie”, altro locale jazz in zona navigli, il direttore artistico, in una sera di ordinaria routine, sale sul palco e annuncia: signori ho il grande piacere di poter chiamare ad esibirsi, se ci pregierà di questo onore, un grande musicista, Jaco Pastorius, bassista dei Weather Report.
Assistetti quella sera ad un arpeggio in assolo di colui che reputo il Signore del Basso Elettrico, non voglio passare per blasfemo esagerando.
Eh si, Milan l’è semper on gran Milan, con il piede a fondo sull’acceleratore, un tritasassi, un meccanismo ben oliato, si lavorava sodo e ci si divertiva alla grande, lasciai Milano agli inizi del 2000, era una grande città, e lo è ancora, in grado di darti tutto ciò che potevi desiderare ma al contempo anche capace di toglierti forse di più, una vera scuola, professionale e di vita, tornassi indietro forse non la lascerei, ma non mi pento di aver esplorato altri mondi, con la certezza che se non fossi nato e cresciuto a Milano non avrei potuto apprezzare ogni altro mio domicilio.
Milano, Lombardia, un’altra della 20 Regioni d’Italia dove Arte, Cultura, Storia, Tradizioni e nostalgici ricordi mi emozionano come nessun’altra, e non vogliatemene per questo.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

I&f Arte Cultura Attualità “Scraps World, l’Arte del riciclo” di Daniela Padelli

Raffaele Cornaggia è un artista incredibilmente creativo, che riesce a trasformare una moltitudine di oggetti di rifiuto in opere d’arte.
Aspirapolveri, flaconi di detersivi, cucchiai, forchette, ramponi da sci, macchine da scrivere, computer, pneumatici, telefonini e tanto altro diventano la materia prima con cui crea incredibili sculture dai nomi mitologici come Calliope, Dattilo, Araba fenice, Poseidon e ultima nata Macaeronte, la tigre dai denti di sciabola.
Raffaele è un maestro divulgatore che affascina i ragazzi delle scuole, in visita alla sua mostra, e così riesce a far passare messaggi educativi fondamentali: non possiamo più permetterci di vivere in questa sovrabbondanza di oggetti e di plastiche, dobbiamo necessariamente riciclare le materie sottratte alla terra, ne va della nostra sopravvivenza sul pianeta!

Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends.

SpazioD Cultura e Bellezza
#spaziodculturaebellezza

#comunichiamoalmondolitalia
#tuttoilbelloeilbuonochece

I&f Arte Cultura Attualità “ApritiModa”

Alla scoperta del saper fare italiano.
Le parole chiave, della ideatrice di ApritiModa, Cinzia Sasso, usate nella presentazione Stampa della iniziativa che il 24 e 25 ottobre permetterà ad un pubblico contingentato, per via delle norme anti Covid 19, di avere accesso a quella metà nascosta dell’affascinante mondo della moda, sono state, “Scoperta” e “Valorizzazione”, due parole che indicano esattamente la giusta via da intraprendere e seguire per dare la necessaria consapevolezza a tutti noi e il giusto merito a questo straordinario Paese chiamato Italia.
Infatti come sostiene Robert Kaplan, ideatore della Balanced Scorecard, “Non si può gestire ciò che non si può misurare”, una legge economica e se diffusamente applicata una fondamentale regola di vita.
Quando si ignora, l’importanza, la consistenza, la funzionalità, delle cose che abbiamo intorno, come anche e naturalmente l’amore, l’affetto e la presenza delle persone che ci sono accanto, non potremo mai stabilirne la valenza e il conseguente necessario apprezzamento.
Quindi l’intuizione di Cinzia Sasso di far vedere, conoscere, scoprire la parte non visibile della Moda, costituisce indubbiamente punto cardine, per una presa di coscenscienza delle innumerevoli peculiarità, poco visibili, meno conosciute del nostro fare in tutti i campi, per poterle adeguatamente valorizzare.
Proprio in questa ottica il 24 e 25 ottobre anche in Toscana i brand più famosi e i laboratori dell’Eccellenza Artigianale apriranno le porte per svelare i segreti delle creazioni simbolo del Made in Italy.
L’Antico Setificio Fiorentino e il laboratorio d’Arte del Teatro della Pergola, la Sartoria del Maggio Musicale, la sede di Prada, l’Officina Profumo di Santa Maria Novella e la Premiata Tessitura Tacs nell’Aretino, sono alcune degli Atelier e Laboratori che apriranno le loro porte gratuitamente ai visitatori il prossimo fine settimana per ApritiModa.
Un evento che punta a svelare dove nascono le creazioni simbolo del made in Italy.
La manifestazione, nata nel 2017, ha portato migliaia di visitatori alla scoperta di quel ‘saper fare’ che caratterizza e contraddistingue le eccellenze italiane, per la prima volta a Milano, poi a Firenze e infine di nuovo in Lombardia.
Questa quarta edizione coinvolge Laboratori di alto Artigianato di quasi tutte le Regioni d’Italia, dando una panoramica di quei tesori, poco o del tutto sconosciuti, per poterli svelare al pubblico, con l’intento di marcare anche un nuovo e più appropriato modo di procedere, per una delle più importanti attività economiche del nostro Paese.
“Siamo molto contenti – dichiara l’Assessore a cultura, moda e design Tommaso Sacchi – che tante realtà a Firenze e non solo abbiano aderito a questa manifestazione.
Sarà un’occasione unica per visitare luoghi usualmente chiusi al pubblico ma che nascondono segreti, mestieri e arti delle migliori tradizioni artigianali e sartoriali. Proprio in un anno molto critico anche per il settore della moda sono importanti iniziative come ApritiModa per sostenere e rilanciare il settore”.
“Quello che proponiamo con ApritiModa – sostiene Cinzia Sasso, ideatrice della manifestazione – è un tour nella bellezza e nella bravura.
Firenze e la Toscana – dove eravamo già stati nel 2018 – sono dunque gli ovvi punti di forza perché è qui, nel 1952, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, che è stato battezzato e presentato al mondo quel miracolo che è il Made in Italy”.
ApritiModa può contare sui patrocini del Mibact, Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, del Fai, Fondo Ambiente Italiano, di Altagamma e Confindustria Moda.
Intesa Sanpaolo è main sponsor di ApritiModa. Consorzio Prosecco Doc è official sparkling dell’evento, che ha il sostegno anche di Artemide, Euler Hermes, Fondazione Cologni, Unic (Unione nazionale dell’industria conciaria) e della Camera Nazionale della Moda Italiana.
Le visite, gratuite, si svolgeranno necessariamente a numero chiuso e su prenotazione, così da garantire il rispetto di tutte le misure a tutela della salute.
Le prenotazioni potranno essere effettuate dal sito https://apritimoda.it/

Riccardo Rescio per Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

I&f Arte Cultura Attualità “Luca Bizzarri, alla Galleria della Accademia di Firenze” di Riccardo Rescio


Luca Bizzarri è stato ospite alla Galleria dell’Accademia di Firenze, dove davanti a I Prigioni, ha letto due Rime di Michelangelo Buonarroti, entrambe dedicate all’amica e poetessa Vittoria Colonna.
Le due Rime di Michelangelo sono state :
“Non ha l’ottima artista alcun concetto”
Non ha l’ottimo artista alcun concetto c’un marmo solo in sé non circonscriva col suo superchio, e solo a quello arriva la man che ubbidisce all’intelletto.
Il mal ch’io fuggo, e ’l ben ch’io mi prometto, in te, donna leggiadra, altera e diva, tal si nasconde; e perch’io più non viva, contraria ho l’arte al disïato effetto.
Amor dunque non ha, né tua beltate o durezza o fortuna o gran disdegno1 del mio mal colpa, o mio destino o sorte; se dentro del tuo cor morte e pietate porti in un tempo, e che ’l mio basso ingegno non sappia, ardendo, trarne altro che morte.
“Si come per levar, donna, si pone”
Sì come per levar, donna, si pone in pietra alpestra e dura una viva figura, che là più cresce u’ più la pietra scema; tal alcun’opre buone, per l’alma che pur trema, cela il superchio della propria carne co’ l’inculta sua cruda e dura scorza.
Tu pur dalle mie streme parti puo’ sol levarne, ch’in me non è di me voler né forza.
Attore, conduttore, intrattenitore, Presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale di Genova, Luca Bizzarri è stato ospite della Galleria dell’Accademia di Firenze per un evento speciale, l’inaugurazione della mostra “Michelangelo divino Artista” che si terrà al Palazzo Ducale di Genova, il 21 ottobre 2020.
Luca Bizzarri è infatti il protagonista di un video realizzato proprio all’interno del Museo Fiorentino, dove davanti a I Prigioni, ha appunto letto i due brani citati di Michelangelo.
Il video sarà pubblicato sul website e sui canali social di Palazzo Ducale e della Galleria dell’Accademia di Firenze.
Riccardo Rescio per Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

Galleria dell’Accademia di Firenze

Davis & Co.

I&f Arte Cultura Attualità “Nozze da Sogno alla Leopolda” di Riccardo Rescio


“Nozze da Sogno” è stata la due giorni, per continuare a sognare, della Leopolda.
Un nuovo evento nel mondo del wedding che si è svolto il 17-18 ottobre 2020 alla proprio Stazione Leopolda di Firenze. Con oltre 60 Aziende che hanno presentato le loro proposte per i futuri sposi, nel suggestivo contesto della Stazione Leopolda, che senza dubbio resta una affascinante, suggestiva location e al contempo un polo espositivo strategicamente posizionato.
“Nozze da Sogno”, un evento coraggioso, in questo particolarissimo momento, che marca la determinazione degli organizzatori e il grande impegno degli espositori che, malgrado la lunga battuta d’arresto, dovuta alla pandemia, credendo fermamente nel loro lavoro, non vogliono arrendersi.
L’impegno a detta degli uni e degli altri, sembra sia stato premiato. Riccardo Rescio

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

Nozza da Sogno
http://www.nozzedasogno2020.it


https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3659759964075784&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

I&f Arte Cultura Attualità “Castelli d’Italia” di Riccardo Rescio

Sono oltre 300, i castelli della Loira situati nella valle da cui prendono il nome ed in valli trasversali, anche se poi naturalmente ogni singolo castello ha il proprio nome.
La Valle della Loira fu scelta dai sovrani di Francia, a partire dal X secolo, come zona ideale per costruire le loro rispettive dimore estive, seguiti successivamente da buona parte della nobiltà del tempo.
Proprio in virtù della presenza di questo gran numero di castelli la valle stessa è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Anche se la pubblicità comparativa è ammessa nella comunicazione commerciale, nel nostro comunicare, tutto il Bello e il Buono che abbiamo, non vogliamo avvalerci della possibilità di fare paragoni, tantomeno comparazioni, ci limitiamo a fare delle considerazioni, non tanto sul numero che ci vedrebbe vincere facile, con i nostri oltre due milioni di castelli, disseminati nelle Terre Uniche delle nostre 20 Regioni, che proprio per le stesse motivazioni prese come giusto pretesto dall’Unesco per la Valle della Loira, dovrebbe essere nominato, Patrimonio dell’umanità l’intero Territorio Italiano.

Tornando alle considerazioni, prima menzionate, la perplessità che sorge spontanea è, come mai i Francesi sono riusciti a creare un momento di grande attrattivita e di grossa risonanza mondiale per i loro castelli della Loira, e noi non siamo riusciti nella stessa impresa con i “Castelli d’Italia”.
Senza fare del qualunquismo inutile e soprattutto attaccabile dai saggi e sapienti gestori della comunicazione promozionale Italiana, sia in terra madre che all’estero e dai gestori delle politiche Turistiche, vorremmo far notare che, come sostiene Robert Kaplan, ideatore della Balanced Scorecard, “Non si può gestire ciò che non si può misurare”, quindi il punto cardine su cui tutto ruota è la mancata completa conoscenza dell’insieme delle peculiarità che caratterizzano e identificano i nostri Territori, che hanno tutti, ma proprio tutti, affascinanti Storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti Sapori da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere e naturalmente castelli da far visitare.
Ne consegue che, se non realizziamo un marketing Territoriale a carattere Regionale che censisca, tuteli, valorizzi e comunichi ciò che abbiamo di bello e di buono, se non leghiamo irreversibilmente ogni singolo prodotto, ogni singola peculiarità, ogni singola valenza al proprio luogo di origine, in quello che noi di Italia&friends chiamiamo “il Circolo Virtuoso”, se non diamo all’Ente di stato preposto alla promozione del nostro Paese nel mondo, l’inderogabile imput di presentare sempre e comunque l’Italia nella sua interezza fatta da 20 straordinarie Regioni e dare alle stesse uguale rilevanza e presenza e in ultimo, ma non assolutamente ultimo, un Ministero del Turismo vero, che abbia  il supporto organico dei Ministreri dei Beni culturali, dello Sviluppo economico e dell’industria, perchè il Turismo è una vera e propria industria e tale considerata in molti Paese del mondo, non andremo da alcuna parte.
Tutto ciò prende ancor più valenza e consistenza se consideriamo il fatto che il Turismo sarà il grande Business del 3°millennio.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece
Uno spunto da un post di Domenico Di  Benedetto su Linkedin https://www.linkedin.com/posts/domenico-di-benedetto-111711ba_non-solo-halloween-ecco-i-castelli-da-brivido-activity-6723557117980114944-yLau

I&f Arte Cultura Attualità “L’America al voto e l’Economia del futuro”


Martedì 20 ottobre 2020, ore 17.00,
le “Conversazioni in San Francesco” a Lucca, volute e organizzate anche quest’anno dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
La conferenza, intitolata “l’America al voto e l’Economia del futuro” , si terrà martedì 20 ottobre, questa settimana alle ore 17.00.
Il giornalista Alan Friedman, già una delle firme più autorevoli del Financial Times dal 1979 al 1993 per la sede di Londra, corrispondente dall’Italia e dagli Stati Uniti, scrittore, produttore e conduttore televisivo esperto di economia e politica e l’Economia Micheal Spence, premio Nobel per l’Economia, professore di ruolo in in Management presso la Business School dell’Università di Stanford e di Economia alla Stern School of Business della NY University, saranno gli ospiti di questo secondo incontro delle “Conversazioni in San Francesco” ,
a cui parteciperanno anche i fotografi Renata Busettini, pluripremiata fotografa amatoriale e Max Ferrero, fotografo professionista noto per i suoi reportage di guerra nei Balcani e nel Kurdistan e per il suo impegno sui temi sociali,
autori di un incredibile reportage sui contrasti dell’America di oggi, che verrà prossimamente pubblicato da Allemandi nel libro “L’America di Trump.
Nell’incontro lucchese Friedman e Spence parleranno delle nuove prospettive che si aprono per lo scenario globale alla vigilia delle elezioni americane del 3 novembre 2020.
Ad illustrare le parole di Friedman e Spence, ci saranno le immagini di Renata Busettini e Max Ferrero, che nel loro reportage hanno raccontato le periferie, le armi, i confini, la povertà, l’emarginazione, la violenza e le stragi degli Stati Uniti dei recenti anni.
Come scrive Alan Friedman in un brano contenuto nel volume “Donald Trump oggi è il trauma condiviso e collettivo dell’America.
Il suo regime a Washington, tra gennaio 2017 e gennaio 2021, sebbene durato solo quattro anni, lascerà cicatrici durature nel tessuto della società americana, nelle nostre istituzioni e norme democratiche e valori, nel nostro sistema giudiziario, nei rapporti razziali e nei diritti civili”.
Questa è l’America di cui si parlerà martedì a Lucca.
Per partecipare occorrerà prenotarsi online sul sito http://www.fondazionecarilucca.it dalle ore 10 di domani, domenica 18 ottobre, sino ad esaurimento posti.

Prossimi incontri :
Venerdì 6 novembre 2020, ore 21.00
Chiara Saraceno e Agnese Pini
Partire, tornare. Forse restare.

Sabato 14 novembre 2020, ore 21.00
Roberta Villa e Silvia Bencivelli
Come comunicare la scienza nel futuro?

Venerdì 20 novembre 2020, ore 21.00
Stefano Mancuso
Le città immaginate. Riportare la natura nei quartieri urbani.

Informazioni
http://www.fondazionecarilucca.it
e.mail comunicazione@fondazionecarilucca.it

Davis & Co.

I&f Arte Cultura Attualità “Sulla scia dei giorni”

Ho conosciuto Donatella Carmi, ai gradevoli e interessanti incontri del sabato mattina, al teatro della Pergola di Firenze intitolati “Sulla scia dei Giorni”, una manifestazione, voluta da Donatella Carmi, che molto successo ha riscosso nella nostra città, dove venivano ospitati, per un dialogo con gli spettatori, personaggi illustri del modo della Cultura, della Musica, della Formazione, della Scienza, ed è proprio in questi incontri che ho avuto modo di apprezzare la sua grande umanità e sensibilità nei confronti delle tematiche sociali.
Ho poi avuto modo di rincontrarla in occasione di conferenze stampa di presentazione di progetti della Fondazione CR Firenze, o delle tante altre iniziative, dove la Fondazione interveniva con sostegni di natura economica, ed ancora in eventi pubblici, dove Donatella Carmi, rappresentava, sempre con un sorriso la Fondazione CR Firenze, di cui era Vice Presidente.
Oggi nel comunicato stampa che ha annunciato la sua scomparsa, trovo confermata alla iniziale sensazione provata.
Donatella Carmi, non solo appariva una donna straordinaria, ma lo era anche di fatto, visto il suo impegno nei confronti degli altri, infatti circa 30 anni fa ha iniziato la sua attività di volontaria nel “Camo”, della Lega Tumori di Firenze, assistendo a domicilio i pazienti oncologici ed entrando nelle problematiche legate alla cura delle malattie gravi e del fine della vita.
Da questa esperienza è nato il suo forte impegno affinche le cure palliative, che allora erano state avviate da un gruppo di anestesisti del servizio pubblico, venissero estese ad un pubblico più ampio e si radicassero nella nostra città.
Così è nata la Fondazione FILE (Fondazione Italiana di Leniterapia) che ha avuto, nella fase iniziale, il determinante sostegno economico di Wanda Ferragamo e di altri soci che Donatella Carmi trovò tra le sue amicizie.
Una esperienza, in questo particolare ambito, allora all’avanguardia e che è oggi riconosciuta come un modello a livello nazionale.
Donatella Carmi nata il 10 agosto 1949, era la figlia di Alberto Carmi, fondatore della allora Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.
Nel 2004 è entrata nel Comitato di Indirizzo della Fondazione CR Firenze, nel 2010 nel Consiglio di Amministrazione e nel 2013, è stata nominata Vice Presidente.
Il suo impegno si è anche esteso all’ambito educativo, culturale, sociale e per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone detenute, da oltre un anno era diventata Consigliere della Fondazione Palazzo Strozzi.
Sulla scia dei giorni che seguiranno porterò con me il ricordo di questa dolce signora e il suo piacevolissimo sorriso.

Riccardo Rescio
Firenze 17 ottobre 2020

“L’Ippica dell’opportunismo non ci piace” di Riccardo Rescio

I&f
Arte Cultura Attualità
“Fare Sistema”
è un post del 2012, pubblicato su Facebook nel profilo Riccardo Rescio. In questo 2020, come Italia&friends, non stiamo cavalcando la tigre, che abbiamo, curato, fatta crescere, ma non domata.
Tantomeno stiamo cavalcando l’onda, questo genere di equitazione non ci interessa.
Il nostro non è opportunismo, dell’ultima ora, non è seguire una moda, tantomeno fare bisness su di un tema, quale è quello della valorizzazione del nostro straordinario Paese, non è neanche ostentare un amore falso e ipocrita, che in molti enunciano, nelle più svariate occasioni, è solo voglia di stimolare chi sa bene, anche molto bene, che l’Italia ha necessità e bisogno impellente di “Fare Sistema”, di applicare una metodologia univoca, di censire, tutelere, valorizzare e adeguatamente comunicare, tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni. Procedure necessarie per poter mettere a frutto il loro incommensurabile Patrimonio.
Tutto questo lo si potra fare solo attraverso un marketing Territoriale a carattere Regionale, un Ministero vero per il Turismo, che abbia il supporto e la collaborazione di quello dei Beni Culturali, dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico, un Ente di Promozione Nazionale che in qualsiasi momento in cui l’Italia viene presentata ufficialmente, in eventi o esposizioni a livello internazionale, partecipi equamente e pariteticamente tutte le nostre 20 stupende Regioni, la collaborazione sistemica e organizzata, di tutte le Associazioni, Organizzazioni di Categoria, Enti di Promozione e Valorizzazione Territoriale locali, Pubbliche e Private, Istituzioni Regionali, Comunali e tutti i Cittadini di buona volontà che vogliono contribuire a rendere il giusto merito alla propria Terra.
Perché nel nostro Paese, lo si sappia o meno, lo si voglia o no, in ogni Luogo, ha affascinanti storie da raccontare, bellissimi posti da far, squisiti sapori da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere.
Abbiamo veramente tutto e tanto, ma tanto di più, quello che manca è appunto un sistema, il ”Sistema Italia”, affinché il nostro Paese sia conosciuto, da noi Italiani e dal resto del mondo, per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. Cose chiare, semplici, fattibili, perseguibili, che in molti sanno e che vengono ripetutamente enunciate, dichiarate, sbandierate, in meeting, convegni, mostre, fiere, tavole rotonde, cabine di regia, task force e chi più ne ha, più ne metta, ma che nessuno ha interesse a fare.

Riccardo Rescio
Presidente Assaggia l’Italia ApS Associazione di Promozione Sociale (no profit)
Firenze 17 ottobre 2020

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=255642404561760&id=255639431228724&sfnsn

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

I&f Arte Cultura Attualità “La Comunicazione è Vita” di Italia&friends


I&f
Arte Cultura Attualità
Il nostro “Rotocalco Illustrato” è anche su Pinterest 
https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/
Seguiteci, più di 100.000 persone già lo fanno mensilmente, potrebbe piacere anche a voi.
La Comunicazione, è la leva portante, dinamica, funzionale, il mezzo essenziale, che mette in relazione il pensiero con il fatto.
Più comunichiamo, in modo comprensibile e accessibile ai più, è meno vengono a sussistere motivi di attrito e di scontro, che l’incomprensione inevitabilmente provoca.
Riccardo Rescio per  Italia&friends
Venerdì 16 ottobre 2020
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

I&f Arte Cultura Attualità “Mezz’ora d’Arte”


Un’ora sola ti vorrei, per dirti quello che non sai, è una frase contenuta nel testo della canzone intitolata “Un’ora sola ti vorrei”, compresa nell’album Il Meglio, pubblicato da “The Showmen”, gruppo musicale pop, nel 1996.
I tempi cambiano ed è giusto che si così, se prima si chiedeva un’ora per poter parlare d’amore, oggi la moderna tecnologia ci permette di dimezzare i tempi per partecipare l’Arte, che è poi una delle tante forme in cui l’amore si può manifestare. “Mezz’ora d’Arte” è il titolo di un ciclo di visite virtuali della durata di trenta minuti circa, a cura di Giaele Monaci e Valentina Zucchi, ideato durante il lungo periodo di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria, per consentire di esplorare e apprezzare i capolavori del patrimonio della città di Firenze.
Abbiamo diffusamente, anche se forzatamente, scoperto in questo ultimo particolarissimo tempo, le potenzialità del digitale, nelle sue multiformi funzionalità, dalla compagnia alla sussistenza alimentare, dalla Cultura al gioco, dall’intrattenimento al lavoro.
Una retorica, falsa e fuorviante, ha cercato e cerca di demonizzare il progresso come il male dei mali, ma i sostenitori di questa tesi si guardano bene dallo scrivere una lettera al posto di inviare una mail, rischiando di perdere un affare o di non conseguire un possibile risultato, da una parte combattono ad oltranza l’innovazione, dall’altra la usano come tutti se non più di tutti.
La sinergia tra la tecnologia, che riesce a cogliere dettagli non visibili a occhio nudo, che permette di fare raffronti altrimenti impossibili, unita alla competente narrazione a firma MUS.E, consente di trasferire a distanza conoscenze rendendole diffusamente usufruibibili, lo storytelling sui Musei che ne deriva, diviene un accattivante momento da cogliere per scoprire, riscoprire o approfondire, conoscenze, una occasione, una opportunità per vivere un’esperienza virtuale che, lungi dal volersi sostituire ad una visita fisica, permette di fare tesoro del ricco bagaglio di risorse offerte dal mondo digitale, sia per quanto riguarda l’arte, che per buona parte dei restanti aspetti della nostra vita. Naturalmente le emozioni, le sensazioni, le percezioni, che un’opera d’Arte osservata da vicino restituisce sono senza ombra di dubbio insostituibili.
I Musei, però, come si è potuto scoprire durante i difficili mesi di chiusura, anche in forma virtuale possono accompagnare, sostenere, allietare la vita di ciascuno di noi. La tecnologia Culturale nel senso più ampio del termine, al servizio della società e del suo sviluppo, può prendersi cura di piccoli e grandi, provare a rispondere ai loro bisogni e desideri, invitare al dialogo e alla creatività, contribuendo a regalare un sorriso, un pensiero, una riflessione, un gioco, una conoscenza in più. “Mezz’ora d’Arte”, le Visite online per scoprire o riscoprire le bellezze da cui siamo circondati nella Città d’Arte per antonomasia, proseguono anche ad ottobre e novembre 2020.
Gli incontri, “Mezz’ora d’Arte” sono fruibili gratuitamente tramite piattaforma Zoom, si terranno a martedì alterni a partire dal 20 ottobre fino al 17 novembre, sempre alle ore 18.00.
La partecipazione sarà gratuita, ma la prenotazione sarà invece obbligatoria.
Le tre visite daranno la possibilità di andare alla scoperta di Palazzo Medici Riccardi, iniziando martedì 20 ottobre 2020 con la Cappella dei Magi, sacello prezioso situato al piano nobile dell’edificio, dove Benozzo Gozzoli, allievo di Beato Angelico, realizzò lo splendido ciclo di affreschi raffigurante la cavalcata dei Magi che ne ricopre le pareti.
A seguire, martedì 3 novembre, l’approfondimento dell’elegante cortile di impianto rinascimentale realizzato da Michelozzo, a cui i Medici decisero di commissionare la costruzione della propria residenza privata.
Per poi concludere il ciclo, martedì 17 novembre con una visita alla Galleria degli Specchi o Galleria di Luca Giordano, dal nome dell’Artista a cui i Riccardi commissionarono l’esecuzione del ciclo di affreschi che decorano la volta della sala, si potrà quindi ammirare a distanza ravvicinata anche la scena più celebre rappresentante l’Apoteosi della dinastia dei Medici.
La vera saggezza non sta nell’ostacolare il progresso, ma nel suo uso più consapevole possibile, finalizzato a migliorere le condizioni del corpo e della mente.
Riccardo Rescio per Italia&friends

Prenotazioni potranno essere fatte via mail a : info@muse.comune.fi.it indicando nome, cognome, giorno scelto.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00, è necessario attendere conferma via mail dell’avvenuta prenotazione, per dare validità alla stessa.
La partecipazione è gratuita, fino a esaurimento dei posti disponibili. La prenotazione è obbligatoria.
Sarà possibile prenotare solo un incontro per volta.
Le persone che avranno prenotato e ricevuto una prima mail di conferma, riceveranno una seconda mail entro le 17.00 del giorno della visita virtuale con le credenziali per poter accedere a Zoom, da computer, tablet o smartphone. Si può partecipare alle visite scaricando la APP Zoom sul proprio dispositivo e registrandosi gratuitamente.
Una volta installata, basterà cliccare sul link ricevuto per partecipare alla visita.
In alternativa sarà possibile accedere nella sezione “join a meeting” direttamente dal sito Zoom, inserendo il meeting ID e la password ricevuti.


#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

MUS.E
http://www.musefirenze.it

Davis & Co. per MUS.E info@davisandco.it http://www.davisandco.it

I&f Arte Cultura Attualità “Opportunità da cogliere, nella Città d’Arte per antonomasia” di Riccardo Rescio


I Musei Civici Fiorentini e Mus.e, nell’ambito del progetto Museo Aperto, propongono domenica 25 ottobre, ore 16.00, una visita con interprete LIS al Forte Belvedere e alla Mostra ‘’Bellezza oltre il limite’’ di Massimo Sestini, in corso fino al 31 ottobre, sempre al Forte Belvedere, in via San Leonardo a Firenze.
La visita guidata sarà per tutti una emozione esperienziale unica, alla scoperta della Storia del Forte, voluto da Ferdinando I de’ Medici, figlio di Cosimo I, e affidato all’architetto di fiducia, Bernardo Buontalenti.
Una fortificazione che doveva assolvere a molteplici funzioni, oltre a proteggere la sede del Governo, Palazzo Pitti, la zona sud della città e tutto l’Oltrarno, doveva anche avere lo scopo di esibire la potenza Medicea, non ultimo ne secondario fine quello di assicurare al Granduca un rifugio da eventuali sommosse.
Il Forte Belvedere costituiva infatti l’ultima tappa del Corridoio Vasariano, che collegava Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti con un percorso sopraelevato passando per gli Uffizi e sopra Ponte Vecchio. All’affascinante racconto delle architetture cinquecentesche della Fortezza Medicea si affianca a quello delle gigantofotografiche opere di Massimo Sestini, ospitate nella terrazza del terrapieno del Forte, in esposizione fino alla fine di ottobre, che presentano Firenze e la Toscana ritratta da una prospettiva assolutamente inedita.
Prospettiva meno inedita, ma di incommensurabile fascino, quella che si può godere dal Forte della Città più bella del mondo, che risponde al nome di Firenze.
Le foto di Massimo Sestini sono state scattate a 2000 piedi di altezza, con obiettivi che hanno consentito di avvicinarsi così tanto alla scena fotografata da inquadrarla in modo assolutamente originale e nuovo, realizzazioni che, travalicando la stessa fotografia, si trasformano in vere opere d’Arte.
In relazione alle norme anti contagio emanate dal Governo e per il loro applicazione, diviene obbligatorio prenotarsi scrivendo a : info@muse.comune.fi.it o telefonando al numero 055 2768224.
Nel rispetto del protocollo di sicurezza Covid, infatti, sono ammessi un numero massimo di 14 partecipanti, accompagnatori compresi.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

MUS.E
http://www.musefirenze.it

Davis & Co. per MUS.E info@davisandco.it http://www.davisandco.it

I&f Arte Cultura Attualità “L’Eredità delle Donne” Il mondo salvato dalle donne


“Il mondo salvato dalle Donne”
La conferenza stampa di presentazione della terza edizione de “L’Eredità delle Donne”, che avrà luogo alla Manifattura Tabacchi di Firenze, dal 23 al 25 ottobre 2020, si è tenuta, giovedì 15 ottobre 2020, in modalità “virtuale”, con Serena Dandini, Direttrice del Festival
Ilaria Capua, Scienziata, Ricercatrice, Dario Nardella, Sindaco e Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Luigi Salvadori, Presidente della Fondazione CR Firenze e Antonella Centra, EVP General Counsel, Corporate Affairs & Sustainability di Gucci.
Per tre giorni, a Firenze, scienziate, economiste, imprenditrici, politiche, scrittrici e artiste si confronteranno, forti delle loro idee, della loro competenza e della loro autorevolezza, su come affrontare il mondo post Covid-19.
Uno sguardo su un nuovo mondo, con tutte le sue sfide, le sue sofferenze, ma anche con tutte le opportunità che inevitabilmente potrà offrire.
Si presenta così la terza edizione del festival ‘L’Eredità delle Donne’ diretto da Serena Dandini, un progetto di Elastica e di Fondazione CR Firenze con il supporto di Gucci, da tempo impegnata a supportare progetti per l’uguaglianza e l’espressione di genere e la co-promozione del Comune di Firenze, nell’ambito dell’Estate Fiorentina.
La Manifattura Tabacchi di Firenze è partner del festival e Hub dell’edizione 2020. Una location particolarmente significativa, infatti storicamente Manifattura Tabacchi è un luogo di donne: è arrivata a dare lavoro fino a 1.400 dipendenti contemporaneamente di cui una buona parte erano le celebri sigaraie. Quattro anni fa è stato avviato il progetto di riqualificazione per dare vita a un centro per la cultura contemporanea, l’Arte e la moda che sia complementare al Centro Storico di Firenze, aperto a tutti e connesso col mondo, proprio come questa edizione del festival.
Gli incontri de “L’Eredità delle Donne” si terranno dunque sia dal vivo in Manifattura Tabacchi, sia in digitale, per rendere la manifestazione fruibile al maggior numero di persone possibile.
In occasione dell’evento il sito ereditadelledonne.eu diventerà una sorta di canale televisivo per portare la manifestazione nelle case di tutti. Sarà questa del 2020 una edizione speciale, di resistenza e forte propositiva, da qui la scelta di condividere in streaming gli incontri, in modo da rendere il festival un evento diffuso e virale, che possa arrivare e coinvolgere il maggior numero di persone, per contribuire a rimuovere quei luoghi comuni, che tanto hanno rallentato lo sviluppo del pensiero umano.
Perché solo quando riusciremo a liberare la nostra mente, da stratificate calcificazioni di comportamenti sbagliati, solo quando decideremo di cambiare prospettiva e vedere con occhi diversi la realtà che ci circonda, resettando il più straordinario sistema informatico mai realizzato, costituito dal nostro cervello, solo allora potremo iniziare un nuovo mondo e una nuova socialità.
Non è questo un volo pindarico, una fantasia utopistica di un anziano signore, è unicamente la cosa più ovvia e banale che si possa fare, naturalmente è anche quella, come tutte le cose facili, sono quelle più ardue da mettere in pratica, anche perché si tratta di percorrere quella strada che i realisti più realisti del Re, i pragmatisti terra, terra, della Terra, i disincantati del mondo, cercano in tutti i modi di non farci percorrere.
Io ho un sogno e voglio viverlo, è quello di un mondo diverso che ritengo possibile, il vederlo realizzato è la speranza, sarà arduo, difficile, lontano, non importa, io continuo in questo mio sogno, che costituisce un tonico energetico, che mi da forza e resistenza, io sono con le Donne che hanno voglia di fare e con tutti gli uomini di buona volonta che hanno voglia di capire e cambiare.
Riccardo Rescio per Italia&friends

ELASTICA
info@elastica.eu
L’Eredità delle Donne https://fb.me/e/1QfPWQo6l http://www.ereditadelledonne.eu #EDD2020.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

@ereditadelledonne @comunefi @dario_nardella @TommasoSacchi @manifatturatabacchifi

I&f Arte Cultura Attualità “Ferrara e la passione per i motori” di Vincenzo Parlavecchio


Abito a Ferrara da qualche anno ormai e orecchiando spudoratamente le chiacchiere dialettali dei capannelli di “saggi”, passatempo anziano sul listone dinanzi il Duomo in pieno centro, scopro che Ferrara non è solo una bella città Rinascimentale tantomeno solo la “Città della Bicicletta” e del Savonarola, che non è rinomata solamente per i “Cappelletti in brodo” e la “Salamina da Sugo”, che oltre ad essere un polo ortofrutticolo tra i più importanti d’Italia è l’unica città dove i tifosi di calcio non dicono “vado allo stadio” ma “vado alla SPAL” (Società Polisportiva Ars et Labor i beniamini biancazzurri), ma scopro dicevo, e con immenso piacere ammetto, che è una città appassionata di motori, o meglio i suoi figli sono profondamente appassionati di cilindri e di ruote scolpite. I primi del 900 firmano la storia con la Rivoluzione Industriale, l’attività ricreativa evolve in sport agonistico, le prime Olimpiadi Moderne, grazie a Pierre de Coubertain, il primo torneo di Wimbledon e la prima Coppa Davis, la prima edizione del Giro d’Italia e del Tour de France, la 500 Miglia di Indianapolis oltreoceano e la Targa Florio in Sicilia. A fine 800 a Torino nasce la FIAT e nel 1927 a Brescia scaturisce dalla mente futuristica di un certo Enzo Ferrari la corsa delle corse, la “Mille Miglia”, lui è già il “Drake” e sogghignando pregusta le “ferrose” sportellate tra Nuvolari e Varzi. L’atmosfera motoristica scalda subito gli animi dei ferraresi e in città arriva, direttamente da Milano, un giovanissimo appassionato di meccanica. Di nome fa Ettore Bugatti ed è ospite dei Conti Gianoberto e Olao Gulinelli, innovativi e creativi investitori lungimiranti. I Gulinelli gli commissionano un motore per sbalordire tutti, e Bugatti costruisce un 3000cc, 12 cavalli a 4 marce da 60 km/h. L’automobile imbullonata intorno al motore è poco più di un carro con 4 ruote ma nel 1901 vince il Premio Città di Milano come miglior vettura privata, veloce, solida, affidabile e di intelligente costruzione è la motivazione della giuria. E’ l’inizio di un mito, che ancora oggi affascina con vetture da sogno e tecnologicamente proiettate nel futuro immaginabile. Audaci e spregiudicati i piloti ferraresi impazzano nel circuito delle classiche anteguerra, Giuseppe Tuffanelli, con Alfa Romeo, Beppino Zaccarini, Alfa Romeo e OM Superba, Umberto Klinger, ferrarese d’adozione anch’esso con Alfa Romeo, Alessandro e Pietro Bottoni, il primo corre per la Scuderia Ferrari ma muore a 27 anni in un tragico incidente, il secondo corre con Alfa Romeo e, aneddoto curioso, in veneranda età è stato visto alla guida di una Ferrari 275GTB con il catetere e il sacchetto legato al polpaccio, della serie la passione, come la speranza, è dura a morire. Nel dopoguerra, in piena ricostruzione, il fervore ferrarese produce altri “sprezzanti del pericolo”, Riccardo Azzini, Enrico Canè, Vito e Vittorio Barion, Nabore e Nino Masetti, Renato, Francesco ed Enrico Turolla, mi perdonino gli altri che non nomino, e una serie di nuove scuderie automobilistiche costituite da grandi appassionati. Le più agguerrite sono la San Giorgio, del Presidente e pilota Edmondo Bucci, i F.lli Morelli, con la mitica OSCA MT4 1100cc a bocca tonda, la Carrozzeria Marmini, che grazie a “Zibillo” Sintoni, un battilastra di gran talento, trasforma Fiat e Alfa Romeo da strada in bolidi da corsa, sino al 1959 quando un certo Ferruccio Lamborghini, il re dei motori da lavoro, ebbe un’accesa discussione con un altro personaggio:- la frizione della tua Ferrari 250 è decisamente migliorabile, solo tu non vuoi riconoscerlo. La risposta del “Drake” fu:- la macchina va benissimo, il problema è che tu sei capace solo di guidare trattori non le mie Ferrari. Così Ferruccio, che attendeva invano il permesso per costruire elicotteri, iniziò a costruire auto sportive, scrivendo un’altra pagina di bellissime storie con titoli sempre diversi: 350GT, Miura, Urraco, Countach, Diablo, Murcièlago, Gallardo, Aventador, Huracan e l’ultimissima ibrida Sian. Per la cronaca, il Made in Italy è garantito dal passato ma proiettato nel futuro, sempre. Le corse? Le corse sono scritte nella Storia dell’Automobilismo: Targa Florio, Mille Miglia, Giro di Sicilia, Firenze-Siena, Salita del Castellaccio, Coppa d’Oro delle Dolomiti, GP di Pergusa, la 6 Ore di Castelfusano, Trofeo Sardo, Bologna-Raticosa e ogni altra una per ogni regione dello Stivale. Quante storie, quanti aneddoti da raccontare, di uomini con i visi infangati, solo il contorno occhi pareva immacolato, e con i caschetti di cuoio conciato come protezione, sfiorando velocità impensabili ad 80 km orari, cui il sorriso non mancava mai per una foto con il flash a torcia, pionieri di uno sport pieno di passione e sacrificio, il sacrificio di chi è andato fuori pista e di chi è arrivato sino in fondo, quel sacrificio con cui hanno scritto la storia, una Storia quella dell’Automobilismo che sprigiona emozioni forti in chiunque osa respirarla. Ferraresi dal sangue corsaiolo dunque, anche quando in bicicletta pedalano per le strade dell’Emilia Romagna, un’altra Regione delle 20 perle straripanti Arte, Storia, Cultura e Tradizioni della nostra bella Italia.

Vincenzo Parlavecchio Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Potenziamento della nostra consapevolezza” di Elena Tempestini


Empowerment dicono i manager, gli anglosassoni e tutto quel mondo velocizzato che spesso annoda i fili del pensiero mentale con termini “moderni”. Traducendo in italiano significa “Potenziamento della nostra consapevolezza”. effettivamente mai come in questo momento abbiamo veramente bisogno di potenziare e valorizzare la fiducia in noi stessi, imparare a sviluppare una cultura orientata al positivo e sopratutto migliorare il concetto di empatia. Il potenziamento personale è incremento della propria energia, della vitalità, è un’attenzione e una considerazione della nostra partecipazione alla vita. Un percorso di conoscenza di se stessi, un percorso faticoso che l’uomo fa da millenni. Possono cambiare le scenografie, i costumi apparentemente gli ambienti, ma non la nostra natura, le domande, le paure, e i misteri ai quali apparteniamo. Una continua scelta consapevole. “Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine” ( Pico della Mirandola)”

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it
Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia
#tuttoilbelloeilbuonochece

Ripubblicato da italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità
il 15 ottobre 2020

“La Cultura non si ferma, non può fermarsi”

I&f Arte Cultura Attualità

“La Cultura non si ferma, non può fermarsi”

Sembra essere l’assoluta convinzione di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, che nelle conferza stampa di martedì 13 ottobre 2020, tenuta in Palazzo Vecchio sulle novità del bilancio Culturale post Covid e i nuovi contributi alle Associazioni, annunciando anche una nuova iniziativa dal nome “L’inverno Fiorentino”, un contenitore di eventi come lo è quello dell’Estate Fiorentina, che quest’anno non ha potuto aver luogo,naturalmente rimodulato ed adattato alle norme anti contagio. L’Assessore Sacchi ha affermato : “Investiamo 1,1 milioni di euro entro fine anno per portare tutte le Associazioni in salvo dalla crisi” Il bilancio della Cultura del Comune di Firenze post pandemia chiude in pareggio e prepara nuove iniziative come quella dell’Inverno Fiorentino, gli aiuti al settore della ristorazione e un concerto per ricordare il Maestro Ezio Bosso recentemente scomparso. “Abbiamo attraversato mesi molto duri – ha sottolineato Sacchi – e abbiamo rischiato che buona parte del nostro bilancio rasentasse il default. Per fortuna non è stato così e oggi possiamo anzi annunciare nuovi contributi agli enti e alle associazioni culturali della città. Si tratta in totale di un milione e 100 mila euro. Il mio interesse prioritario è infatti non lasciare nessuno indietro e portare tutti gli operatori culturali cittadini in salvo fuori da questa pandemia”. Intanto i contributi triennali: sono garantiti 680 mila euro ai 67 soggetti che ne godono, da Fabbrica Europa a Virgilio Sieni, dal Festival dei Popoli agli Amici della musica fino alle associazioni più piccole. A fronte dello spauracchio di dover azzerare i contributi, alla fine l’annualità 2020 sarà decurtata solo del 15%. A giorni uscirà poi un nuovo bando per proporre eventi di una nuova rassegna, l’Inverno Fiorentino, durante i mesi di novembre e dicembre, per un totale di 300 mila euro. Saranno premiati i progetti che privilegeranno le zone meno centrali della città, gli eventi che si svolgeranno nelle biblioteche, gli spettacoli che saranno fruibili anche online. La call sarà pubblicata dall’associazione Muse. Tutti i progetti dovranno naturalmente rispettare le misure di sicurezza anti Covid in vigore. Nell’ottica di valorizzare la ristorazione, saranno investiti 50 mila euro, con affidamento diretto alle associazioni di categoria, per l’organizzazione di piccoli reading o concerti dentro e fuori da ristoranti e locali per attrarre clienti e per sostenere il commercio. Tra le altre iniziative, 30 mila euro per incrementare ulteriormente il progetto delle residenze artistiche alle Murate Art District e 26 mila euro per un concerto-tributo al maestro Bosso che coinvolga il Maggio musicale fiorentino, la Scuola di musica di Fiesole, l’Orchestra della Toscana e il conservatorio Cherubini. Teatri, auditorium, cinema, rappresentano oggi un modello di efficacia nell’applicazione delle misure di contenimento dell’epidemia da COVID-19. Ancora Tommaso Sacchi ha partecipato l’appello al Governo, sottoscritto da diversi Assessori di Capoluoghi d’Italia. Il rigore con cui il mondo dello spettacolo rispetta le indicazioni medico-sanitarie garantisce la massima sicurezza per lavoratori del settore e pubblico, come dimostrano i dati statistici raccolti da AGIS. Siamo quindi molto soddisfatti delle misure assunte nel’ultimo DPCM che hanno fatte salve le ordinanze regionali che modulano con criteri di proporzionalità il contingentamento degli spettatori sulla base delle effettive capienze e dimensioni delle sale da spettacolo, accogliendo così l’appello che abbiamo lanciato la settimana scorsa. Ci auguriamo che questo sforzo a tutelare un comparto che ha dimostrato un così grande senso di responsabilità in questi mesi sia condiviso e sostenuto dagli stessi Presidenti di Regione, mantenendo le deroghe in vigore o introducendone di nuove, senza attuare provvedimenti di natura restrittiva. Cautela e fiducia sono ingredienti fondamentali per contenere il contagio e al tempo stesso riacquistare una nuova dimensione di normalità, dove il riavvicinamento sociale generato dalla cultura rafforza il legame di comunità pur nel necessario distanziamento fisico. Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura – Firenze Luca Bergamo, Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale – Roma Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura – Milano Eleonora de Majo, Assessora alla Cultura e al Turismo – Napoli Barbara Grosso, Assessora alle Politiche Culturali, dell’Istruzione, per i Giovani – Genova Francesca Paola Leon, Assessora alla Cultura – Torino Matteo Lepore, Assessore alla Cultura e al Turismo – Bologna Paola Mar, Assessora al Patrimonio, Toponomastica, Promozione della città e Università – Venezia Paolo Marasca, Assessore alla Cultura – Ancona Ines Pierucci, Assessora alle Politiche Culturali e Turistiche – Bari Paola Piroddi, Assessore alla Cultura – Cagliari.
Riccardo Rescio Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

Pubblicato da italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 14 ottobre 2020

I&f Arte Cultura Attualità “Talking about museums, la Cultura non si ferma” di Riccardo Rescio

“Talking abaut Museums”, sono degli appuntamenti digitali, per parlare di Musei e Cultura, partiti lo scorso aprile, nel difficile momento di chiusura al pubblico di Musei e luoghi di Cultura a causa dell’emergenza sanitaria.
Una concreta e tangibile attività, volta a dare continuità al rapporto che lega le persone all’Arte e alla Cultura in generale, ma anche una azione di coinvolgimento degli operatori Culturali, così fortemente penalizzati, dalla mancata usufruibilita dei luoghi preposti alla conoscenza e diffusione dell’Arte.
“Talking abaut Museums”, sono un ciclo di incontri digitali ideati proprio in pieno lockdown, col fine di condividere riflessioni, strategie e difficoltà dei Musei e di chi vi opera ogni giorno, presentati in diretta live sulla pagina facebook di MUS.E Firenze.
L’interesse iniziativa ha potuto annoverare numerosi e prestigiosi ospiti, la cui competenza e pertinenza deriva dagli incarichi rivestiti nell’ambito Museale e della Cultura in generale.
Hanno partecipato, tra gli altri, alle dirette web dei mesi scorsi, Michele Lanzinger, Direttore del MUS.E Museo delle Scienze di Trento, James Bradburne, Direttore della Pinacoteca di Brera, Gabriella Belli, Direttrice della Fondazione Musei Civici Venezia, Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino, Anna Cutler, Director of Learning alla Tate Modern di Londra, Adele Maresca, Presidente ICOM Italia, Bartolomeo Pietro marchi, Direttore del MAXXi di Roma, Paolo Giulierini, Direttore del MANN di Napoli, Nicolas Ballario, Critico d’Arte, Gabriele Finaldi, Direttore della National Gallery. Gli appuntamenti, riscontrabili all’interno del nuovo calendario di “Talking about museums“, proseguono anche in ottobre e novembre 2020.
A condurli sarà Valentina Zucchi, Responsabile della Mediazione Culturale di MUS.E, che ogni volta sarà in dialogo con grandi esperti e professionisti della Cultura, per parlare sul recente passato, sull’attualità dei nostri giorni, con un addivenire continuo di norme a cui attenersi e a restrizioni da accettare e naturalmente un immancabile sguardo a quello che potrà essere il prossimo futuro dei Musei, della Cultura e della Formazione, quest’ultima, componente essenziale e inalienabile della Cultura.
Sono tre gli appuntamenti in programma, tutti di mercoledì alle ore 18.00, sarà, come lo è stato il precedente ciclo di incontri, una imperdibile occasione per gli amanti dell’Arte, della Cultura, ma anche una nuova opportunità per i curiosi di avvicinarsi ad un mondo, il cui accesso, gli era stato fatto credere fosse di esclusivo retaggio di pochi eletti.
Tutti, amanti, neofiti, curiosi, avranno modo di ascoltare importanti protagonisti del mondo della Cultura e dei Musei Italiani ed Europei.

Mercoledì 14 ottobre
ospiti saranno Flaminio Gualdoni, storico dell’arte, critico e docente di storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, e Francesco Stocchi, primo curatore non olandese di arte moderna e contemporanea del Museum Boijmans Van Beunigen di Rotterdam;

Mercoledì 28 ottobre
interverranno Massimo Osanna, Direttore generale dei musei del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e Luca Dal Pozzolo, membro fondatore di Fondazione Fitzcarraldo e del Cultural Welfare Center.


Mercoledì 11 novembre
ad intervenire saranno Deborah Agostino, Direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, e Maria Elena Colombo, docente in Multimedialità e Beni Culturali all’Accademia di Belle Arti di Brera.
La Cultura non si ferma, nessuno potrà fermarla, tutti noi, ognuno come potrà e come saprà, farà da argine, contribuendo a non farla fermare.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

MUS.E
http://www.musefirenze.it

Davis & Co. per MUS.E info@davisandco.it http://www.davisandco.it

Pubblicato da italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 13 ottobre 2020

“Lo Spettacolo deve continuare” di Riccardo Rescio


Lo Spettacolo deve continuare, non è una di quelle frasi ad effetto, spesso pronunciate da molti, per tranquillizzare, c’è invece qualcuno che ne fa assunto operativo, nell’espletamento del proprio impegno istituzionale.
Dai primi iniziali momenti
a quelli di chiusura completa e tuttora, in questa fase di assoluta
incertezza, con la presenza, le parole e le azioni Tommaso Sacchi, Assessore Alla Cultura del Comune di Firenze, è stato ed è quotidianamente al fianco di tutte le donne e gli uomini delle categorie che operano nel comparto dello spettacolo.
È sempre più vero che sono le persone a condizionare le Istituzioni e non l’inverso.
L’arte, la Cultura, lo Spettacolo, non si possono fermare, non si devono fermare, grazie a chi di questa affermazione ne fa postulato di vita.
Riccardo Rescio  (Italiaefriends)
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Ma cos’è il Lampredotto” di Riccardo Rescio

Questa mattina nel Centro Storico di Firenze, in Piazza dei Cimatori, tra la casa di Dante, il Museo di Orsanmichele e Palazzo Vecchio, davanti al Chiosco del Trippaio due studentesse Italiane, non Fiorentine, chiedevano cosa mai fosse il lampredotto.
Questa domanda racchiude il senso di quanta poca attenzione viene data alle innumerevoli tipicità locali , che potrebbero a loro volta concorrere a fare attrattiva.
Chissà se qualche studioso, ricercatore, amante del comparto gastronomico ha mai realizzato uno studio analitico sulle innumerevoli tipicità alimentari delle Terre Uniche, delle 20 regioni d’Italia, oltre naturalmente a quelle tipiche e famose più conosciute, tutte le altre tipicità che molto spesso restano locali e praticamente sconosciute al resto del nostro Paese e di conseguenza del mondo, ma che potrebbero benissimo conquistarsi spazi di notorietà e al contempo dare notorietà ai rispettivi Luoghi di origine.
Se poi esistono tali ricerche e sono state anche pubblicate, sono purtroppo rimaste retaggio di pochi. La non adeguata conoscenza delle peculiarità agroalimentari, che caratterizzano e identificano i nostri Territori, fanno parte integrante della Cultura Popolare del nostro Paese, che tanto concorre a raccontare la Storia d’Italia.
Poiché ogni Luogo di questo straordinario Paese chiamato Italia, ha affascinanti storie da raccontare, squisiti sapori da far assaggiare, bellissimi posti da far vedere e coinvolgenti eventi da far vivere.
Diviene necessario ed indispensabile applicare una semplice metodologia, quella che noi di Italia&friends chiamiamo il “Circolo Virtuoso”, che dove irreversibilmente legare ogni e qualsiasi prodotto, anche non alimentare, ai propri Territori dove sono nati e purtroppo solo localmente consumati.

Il Lampredotto è un piatto della cucina Fiorentina a base di una delle quattro sezioni dello Stomaco dei bovini l’abomaso.
È un tipico piatto povero e il più comune cibo di strada Fiorentino, tutt’oggi molto diffuso nel capoluogo Toscano grazie alla presenza di numerosi chioschi dei cosiddetti “Trippaio e “Lampredottai”, ovvero i venditori di Trippa e Lampredotto, dislocati in diverse zone della città.
Firenze, lunedì 12 ottobre 2020

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“SpazioD Cultura e Bellezza presenta “Raffaele Cornaggia” di Daniela Padelli


Scraps World, ovvero
“l’Arte del riciclo”.
Raffaele Cornaggia è un artista incredibilmente creativo, che riesce a trasformare una moltitudine di oggetti di rifiuto in opere d’arte. Aspirapolvere, flaconi di detersivi, cucchiai, forchette, ramponi da sci, macchine da scrivere, computer, pneumatici, telefonini e tanto altro diventano la materia prima con cui crea incredibili sculture dai nomi mitologici come Calliope, Dattilo, Araba fenice, Poseidon e ultima nata Macaeronte, la tigre dai denti di sciabola Raffaele è un maestro divulgatore che affascina i ragazzi delle scuole, in visita alla sua mostra, e così riesce a far passare messaggi educativi fondamentali: non possiamo più permetterci di vivere in questa sovrabbondanza di oggetti e di plastiche, dobbiamo necessariamente riciclare le materie sottratte alla terra, ne va della nostra sopravvivenza sul pianeta!
Cornaggia non si limita a creare opere d’arte, ogni anno trascorre 2/3mesi in Indonesia collaborando con il WWF per rieducare la popolazione autoctona all’utilizzo dei materiali plastici che in quella regione stanno compromettendo la vita del mare. Ospite di importanti trasmissioni come Kilimangiaro condotto da Licia Colo’ l’artista valtellinese si è fatto conoscere per l’originalità delle sue creazioni e per l’umiltà e l’operosità che lo contraddistinguono ridonando all’arte la sua migliore funzione Etica ed Educativa.

Daniela Padelli
Insegnate di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps
#spaziodculturaebellezza
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“A Rovigo, tra Chagall e il Tesoro del Delta” di Vincenzo Parlavecchio

Mostra di Marc Chagall a Rovigo
Mostra di Funghi a Rovigo
Rovigo Città d’Arte

Da Ferrara attraversando il grande fiume PO, a Pontelagoscuro noto punto di monitoraggio delle sue piene, praticamente la linea di confine tra Emilia-Romagna e Veneto, si entra nella provincia di Rovigo, la capitale del Polesine. Sfioro spesso Rovigo nei miei spostamenti lavorativi ma quale miglior occasione, e regalarmi un sabato all’insegna dell’Arte, per conoscere il centro della città e recarmi in visita alla mostra “Marc Chagall, anche la mia Russia mi amerà”. E’ piacevolissimo passeggiare nel centro di Rovigo, ammirare le tracce della sua storia antica, risalente all’età romana passando per gli Etruschi, dalla vicina Adria, sopravvissuta alle scorrerie Ungare, desiderata dagli Estensi, gli stessi di Ferrara, poi contesa dalla Repubblica di Venezia durante la “Guerra del Sale”. Storia quindi, la Necropoli in località Balone, l’Adigetto tombato, il maschio del Castello noto come torre Donà, il Duomo, ampliato nel XVIII secolo, Palazzo Roncala e Palazzo Angeli, due gioielli di edilizia privata, l’Accademia dei Concordi, dalla dominazione Francese, il Teatro Sociale, sotto gli Austriaci, sino ad oggi per come la si può contemplare. Portici, ciottolato, angoli suggestivi, verde e nella cornice di Palazzo Roverella la mostra dedicata a uno degli artisti tra i più grandi visionari del 900, Marc Chagall. Moishe Segal, il vero nome, nasce da famiglia ebrea a Liosno, nella attuale Bielorussia, e nonostante le difficoltà della vita sotto gli Zar è felice, trasparendo nelle sue opere i ricordi dell’infanzia e tutti i caratteri distintivi della tradizione popolare della Russia più profonda, tutta la Religiosità intrinseca della cultura ebraica, le icone ortodosse sino a mescolare il fantastico e mistico mondo della simbologia animale. Una mostra assolutamente da vedere, con alcune tra le sue opere imprescindibili di inevocabile suggestione. Uscito da Palazzo Roverella, in pieno centro, un certo languore emerge e giusto due passi per sedermi in un ristorantino molto particolare per gustare delle magnifiche Tapas all’italiana, parmigiana con spuma di ricotta, linguine all’arancia con code di gamberi e zucchine, polipo con capperi, olive nere e pomodorini, la faraona va al mare, insomma mi fermo qui confessandovi: assolutamente deliziose, l’origine delle tapas è spagnola ma vuoi mettere i riflessi tipici della fantasia Italiana? Ineguagliabile!!! Un buon caffè e riprendo il passeggio per fermarmi, quasi subito, dinnanzi all’indicazione di una mostra davvero unica, che mi ha fatto scoprire qualcosa di assolutamente nuovo Mostra del Fungo. Entro e rimango allibito dalla esposizione, almeno trecento tipi, di funghi delle più svariate forme, colorazioni, profumi e provenienza che stavo ammirando e ancor più incuriosito da un banco: i Tartufi del Delta del PO. Con immenso piacere scopro che, abituato ai blasonati, e costosissimi, tartufo bianco d’Alba e il nero Norcino, il caratteristico territorio del Delta del grande fiume produce un tartufo, “bianchetto” o “marzuolo”, dalle notevoli proprietà organolettiche e di qualità elevata, che nulla ha da invidiare ai noti precitati e che, di fatto, lo pongono come meritevole antagonista tra i favoriti in una eventuale selezione elitaria. Il tartufo è un fungo ipogeo, vale a dire vive sotto terra in simbiosi con le radici delle piante che lo ospitano, e si raccoglie da metà gennaio a metà aprile, circa, in una vasta area che va da Porto Viro (RO) a Bosco Mesola (FE) per il piacere di esperti appassionati e curiosi amanti della natura. Una somma di fattori importanti caratterizzano la qualità del bianchetto: ecosistema, habitat vegetativo, il clima, le precipitazioni atmosferiche e le fasi lunari sono le condizioni ideali. Un ruolo importantissimo spetta ai cani da tartufo e ai loro padroni, i “trifolin”, non c’è nulla di più bello, salutare e rilassante di una passeggiata tra i boschi. Il meticcio è il cane più propenso e ricettivo all’addestramento per la ricerca del tartufo, ma anche il cane da caccia, insolitamente relegato per la paura degli spari, è un ottimo fiutatore. Ciononostante l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana ha individuato, ufficializzandolo, nel “Lagotto Romagnolo” lo standard di razza per la ricerca del tartufo. Il “cercatore di tartufi” non è un mestiere, è un arte tramandata tra generazioni di famiglia e prevede il rispetto per l’ambiente, per il fedele amico a 4 zampe e la massima segretezza sulle zone di battuta, i trifolin amano essere invisibili, per non condividere il loro “tesoro” con nessun altro. Bene una bellissima giornata a passeggio, in un centro storico importante ma anche umile, come il dialogo che si può intrattenere con i suoi genuini abitanti i Rodigini, da “Rodigo”, nome antico, una provincia della Regione Veneto tra le Venti Italiane dove Arte, Storia, Tradizioni e Cultura insegnano e lasciano scoprire sempre qualcosa di inaspettatamente nuovo della nostra bella Italia.
La Mostra di Chagall resterà aperta fino al 21 gennaio 2021

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Lo Spettacolo deve continuare” di Riccardo Rescio

https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/10/10/news/spettacolo_protesta_milano_bauli_in_piazza_coronavirus-270129118/

I&f Arte Cultura Attualità
“500 bauli schierati in Piazza Duomo a Milano” La protesta dei lavoratori dello spettacolo a Milano.
Una protesta silenziosa, con lo striscione “Un unico settore, un unico futuro”: così gli operatori del settore, in rappresentanza di 750mila Artisti, Tecnici, Organizzatori, vestiti di nero di Francesca Robertiello su Repubblica del 10 Ottobre 2020 https://t.co/lgTBNbHYSZ via @repubblica #tiripubblico è una iniziativa Italia&friends
“Lo Spettacolo deve continuare”
Riccardo Rescio

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3638071889577925&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

“Scripta Festival” IV Edizione La Città che sale

ph riccardorescio


Cosa è “Scripta Festival”, per sapere cosa è esattamente questa manifestazione, ormai giunta alla sua 4^ edizione, che quest’anno ha come titolo La Città che sale, bisogna rifarsi alla sua genesi.
Scripta l’Arte a parole, la rassegna ideata e curata da Pietro Gaglianò per la Libreria Brac di Firenze, nasce come momento di approfondimento dello stato dell’Arte.
Un progetto organizzato e promosso da Associazione Scripta e Libreria Brac, in collaborazione con La Scuola di Santa Rosa.
In questo ultima edizione viene lanciato un nuovo format, che rafforza lo spirito più profondo dell’annuale evento, che vuole parlare di Arte in modo diffuso e trasversale, che coinvolgerà quindi luoghi diversi, un pubblico diversificato, critici, artisti e curatori, per affrontare dalle diverse prospettive la tematica dell’editoria d’Arte in modo ampio, esaustivo, nella breve durata del festival.
Le riflessioni sulla critica d’Arte e sull’analisi dei linguaggi Artistici saranno accompagnati anche da momenti dedicati alla musica, al video e alla performance.
Cosa sono le Case del Popolo, sono luoghi che rispondono ad esigenze di sviluppo e funzionamento di sistemi di lavoro e consumo organizzati e di un complesso di servizi culturali, assistenziali, mutualistici e ricreativi. Culturalmente le Case del Popolo rappresentano un momento di forte socializzazione, attraverso una continuità di momenti ed eventi che catalizzando l’interesse di un pubblico sempre più ampio e diversificato frequentatori.
Le Case del Popolo rappresentano il senso più profondo di radicamento sul territorio e riferimento per la conservazione della memoria.
Appare quindi scontato il connubio operativo tra Scripta festival ed i luoghi storici di ritrovo, quali sono da sempre le Case del Popolo.
Ecco che l’edizione 2020 esce dai tradizionali luoghi dell’Arte e si muove verso una condivisione della conoscenza in spazi in cui da sempre vengono coltivati i valori della mutualità e della cultura, quali beni primari e accessibili a tutti. In alcune Case del Popolo dell’area fiorentina si terranno incontri scaturiti dalla riflessione su testi importanti per la critica d’Arte, ma tesi alla discussione e al confronto sui temi della comunità, della critica ai sistemi di potere, dell’inclusione sociale.
Ogni incontro vedrà la partecipazione di studiosi e attivisti che si rivolgeranno a un pubblico il più possibile trasversale in una dimensione orizzontale, un simposio aperto per la comprensione e per l’ampliamento degli orizzonti.
Il sottotitolo di questa edizione è La città che sale, una citazione esplicita della tela di Umberto Boccioni del 1910, considerata la sua prima opera futurista, presentata nella Prima Esposizione di Arte libera, una mostra sperimentale anche per il pubblico al quale si rivolgeva, gli operai e gli altri frequentatori della Casa del Lavoro di Milano.
Il Calendario dello Scripta Festival La città che sale, dal 16 al 31 ottobre 2020, prevede
Venerdì 16 ottobre
Libreria Brac, via de’ Vagellai 18r ore 18.30 inaugurazione dell’installazione di Marta Dell’Angelo, Tableau Vivant 2020 (visibile fino al 16 novembre 2020)
Sabato 17 ottobre
Casa del Popolo di Settignano, via San Romano 1 dalle ore 17.00 Scuola di Santa Rosa, con Francesco Lauretta e Luigi Presicce ore 18.30 Serge Latouche e Marcello Faletra, Hyperpolis.
Architettura e Capitale, Meltemi 2019 Intervengono Marcello Faletra, Franco La Cecla e Andrea Masu ore 21.30 Anna Bonaiuto, Libertà, letture da testi politici e testi poetici
Sabato 24 ottobre
Casa del Popolo “Il progresso”, via Vittorio Emanuele II 135 dalle ore 17.00 Scuola di Santa Rosa, con Francesco Lauretta e Luigi Presicce ore 18.30 Angela Maderna, L’altra metà dell’avanguardia quarant’anni dopo, Postmedia Books 2020 intervengono l’autrice, Laura Lombardi e Antonella Bundu ore 21.30 Jacopo Andreini / Al Mustaqil Harraga concerto
Sabato 31 ottobre
Società di Mutuo Soccorso Ricreativo Peretola, via Pratese, 48 dalle ore 17.00 Scuola di Santa Rosa, con Francesco Lauretta e Luigi Presicce ore 18.30 Flavio Favelli, Bologna la Rossa, Corraini 2019 intervengono l’autore, Pietro Gaglianò e Stefano Fabbri ore 21.00 Sorrentini / Galli / Lovo / Volpi, Floating Head Lovers concerto Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti e si terranno nel rispetto delle misure di sicurezza e dei protocolli anti-Covid.
Viene consigliata la prenotazione via email scriptafestival@gmail.com. Libreria brac via dei Vagellai 18/r, 50122 Firenze – tel. (+39) 0550944877 – info@libreriabrac.nethttp://www.libreriabrac.net
Ufficio stampa e promozione Monica Zanfini monicazanfini@gmail.com

Riccardo Rescio Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonocheceph riccardorescio

“Giri e Raggiri” di Riccardo Rescio

Credito immagine : bindolo.wordpress.com

È più facile vendere, anche salatamente, una tonnellata di fumo che proporre, a costo zero, un grammo di opportunità.
Ma finché avremo chi ritiene che sia più conveniente comprare due confezioni di crema al costo della somma del prezzo di vendita della singola confezione, continueremo a dare foraggio anche ai moderni imbonitori del terzo millennio.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Creare Arte, è determinante, quanto conservarla” di Riccardo Rescio

Fontana del Nettuno, Piazza della Signoria, Firenze

Favorire la creazione di ogni forma d’Arte, supportare gli Artisti nell’esternare la loro creatività, creare le condizioni affinché l’Arte divenga inalienabile condizione nella vita degli adulti, diviene sicuramente ancor piu determinante nella formazione delle nuove generazioni. Altrettanto importante è fare in modo che, ciò che abbiamo ereditato, possa essere censito, tutelato, valorizzato e comunicato, affinché il “Ciclo Virtuoso”, tra Arte e Territorio, consapevolezza e formazione, raggiunga lo scopo di conservare, nel miglior modo possibile, le tante opere esistenti, che costituiscono il nostro incommensurabile Patrimonio Artistico, Culturale, Territoriale e in tal modo contribuire alla creazione di quello spirito identitario, che la nostra giovane Italia ancora non ha.
Un orgoglio nazionale, che nulla deve avere a che fare con il nazionalismo o il sovranismo, una vera Identità Nazionale, che vada al di là di una condizione episodica, magari per un campionato mondiale di calcio, ma qualcosa di forte e duraturo, che cementandosi nel tempo diventi il coagulo che possa unire le nostre Genti in modo irreversibile, in un solo Popolo, in una unica indivisibile Nazione, una vera e concreta unione di intenti sostanziale e non solo formale.
Il mecenatismo diffuso attraverso lo strumento dell’art Bonus” è uno dei momenti che possono contribuire a questo scopo, facile, accessibile e liberatorio, dal retorico e superato stereotipo, che il mecenatismo sia una cosa di altri tempi e di esclusivo retaggio di nobili e benestanti.
Il concorso Progetto Art Bonus dell’anno, promosso da Ales S.p.A., la Società responsabile del programma di gestione e promozione dell’Art Bonus, per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e Promo PA Fondazione – LuBeC, ha visto la partecipazione di oltre 150 progetti provenienti da 16 regioni.
Il restauro della Fontana del Nettuno dell’Ammannati, in piazza della Signoria a Firenze, uno dei simboli dalla Città d’Arte per antonomasia, è tra i primi dieci progetti di Art bonus che hanno vinto il concorso nazionale che premia le migliori iniziative di recupero di beni culturali.
La cerimonia di premiazione si è svolta l’8 ottobre 2020 a Lucca al convegno Lubec.
Per il Comune di Firenze ha partecipato l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, che ha ricevuto il riconoscimento da Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero.
“Si è trattato del restauro di uno dei più noti e amati monumenti di Firenze, ha ricordato Tommaso Sacchi, che ha restituito alla città, grazie al generoso contributo della Maison Ferragamo, la sua fontana più famosa, resa nuovamente trionfale grazie alla riattivazione dell’impianto idrico che alimenta i maestosi giochi d’acqua e che per la prima volta, nella storia ricalca gli scenari immaginati e voluti da Bartolomeo Ammannati che la progettò”.
L’Assessore alla Cultura Sacchi ha ricordato che da pochi mesi è uscito il nuovo avviso pubblico per la ricerca di sponsorizzazioni per interventi di restauro sui Beni Culturali della Città e che ci sono progetti per tutti i gusti e per tutte le tasche, dall’illuminazione del Cortile di Michelozzo ai monumenti dedicati agli Eroi del Risorgimento, dal restauro delle targhe dantesche ai lavori in varie basiliche. In totale 43 progetti di recupero per un importo di oltre 13 milioni di euro.
“Chi ha a cuore Firenze si faccia avanti – conclude Sacchi, siamo certi che molti privati che amano la nostra città, anche dall’estero, non faranno mancare il loro sostegno e Firenze, dopo questo periodo di crisi, rinascerà più forte e anche più bella”.
“Adesso altri mecenati si facciano avanti col nuovo bando” #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze
Tommaso Sacchi

“Un Re, qualche imperatore, molti dittatori” di Riccardo Rescio


Credito di immagine http://dacampo.altervista.org/arteepazzia/pittori%20pazzi.htm

La scala di riduzione, detta anche semplicemente “scala”, è il rapporto tra la dimensione reale di un oggetto e la dimensione ridotta di una sua rappresentazione. Non trovate che questo processo di riduzione di oggetti, che rispetta in scala le proporzioni iniziali, possa essere applicato anche al personale pensare, essere, agire, di ognuno di noi, quali riproduzioni in scala ridotta al pensare, essere ed agire, dei re, degli imperatori e dei dittatori. Se ci riflettiamo bene, se ci soffermiamo per un attimo, i processi sono gli stessi, sono solo la quantità, la consistenza e le conseguenze dei danni causati ad essere diversi. Sei milioni di vittime innocenti di un pazzo paranoico vestito da dittatore, stanno ad una vita spezzata da un altro pazzo paranoico, che si è creduto e purtroppo in molti casi gli è stato fatto credere di essere qualcosa altro di quello che era realmente. Siamo tutti Re, imperatori, dittatori, in qualche particolare momento della nostra vita e in qualche particolare contesto, per un solo momento, per qualche tempo, per tutta la vita, ma non dobbiamo mai dimenticare che sono sempre gli altri che, con il loro consenso, ci permettono di sentirci ed essere detentori di un piccolo o grande potere.

“Jazz Singer Miriam Makeba (1932-2008)” di Daniela Padelli e Vincenzo Parlavecchio

Miriam Makeba (1932-2008)
La Makeba nasce in un sobborgo di Johannesburg e convive da subito con la crudezza e l’umiliazione dell’apartheid.
Le sue origini, in particolare il dialetto xhosa, caratterizzano la sua musica, scalza sul palco esibisce gorgheggi ancestrali, una voce calda, melodiosa, sensuale, espressiva, coinvolgente, semplicemente incantevole.
Nelson Mandela è l’Africa e Miriam Makeba è la sua trasposizione in chiave musicale. Amici affiatati Miriam sostiene Mandela totalmente come fervida attivista sino all’esilio forzato, nel 1960, dopo che un suo successo, Pata Pata, venisse irragionevolmente ritenuto un brano sovversivo.
Miriam era diventata per il suo popolo un Simbolo, era ormai per tutti “Mama Afrika”.
La sua voce evoca i tramonti rosso fuoco della Savana, i colori della terra arsa dal sole, i profumi animaleschi inebrianti, i suoni notturni della fauna selvatica, il suo canto ci conduce alla scoperta di un mondo da cui anche noi occidentali proveniamo e di cui ci siamo ingiustamente appropriati snaturandolo.
Possiamo solo ascoltare e soffrire di un Mal d’Africa che mai sarà la giusta penitenza per come abbiamo violentato il Continente Nero. L’Amore per il suo popolo e il suo “spirito guerriero” la guidano come un faro, sino a parlare del suo Sudafrica davanti l’assemblea Generale delle Nazioni Unite, lei artista jazz e world music conosciuta come “Mama Afrika” non sente il peso della responsabilità che si è presa, Lei la Giovanna D’Arco Africana che ci permette di gioire e ballare insieme a Lei celebrando la vita che è sempre più forte di noi, poveri umani..

Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

“Il Piccolo Museo della Poesia” di Carmelina Rotundo Auro

I&f Arte Cultura Attualità “Piccolo Museo della Poesia di Piacenza” di Carmelina Rotundo Auro Piccolo Museo della Poesia ovvero la poesia approda e salpa a e da Piacenza! Nella città che piace, nella città piana: Piacenza fondata dai Romani nel 218 a.C nelle vicinanze del Po a settembre 2020 approda e salpa il Piccolo- immenso museo della Poesia dove il “ respiro” si fa parola, nota, suono, tono… volo. La chiesa che lo accoglie è intitolata a San Cristoforo, l’ architettura barocca e gli affreschi del Bibbiena ne assicurano lo stupore e l’ incanto: un luogo costruito per dare l’ estremo saluto ai defunti; a noi giunti alla fine del nostro viaggio terreno pronti ad intraprendere l’ altro in, per quel ciclo che ci vede permanentemente transitori eppur diretti verso l’ eternità. La rotondità della pianta dell’ edificio aggiunge calore abbracciandoci ed abbracciando l’ allestimento realizzato in vetro e cristallo e giocato su pure linee geometriche: i cubi contenitori- espositori di poesia son appoggiati o singolarmente o sovrapposti da un numero di due fino a cinque sul bel pavimento grigio- bianco con venature oro e fan da corona al trionfale abito nuziale tutto di piume nella luce del cielo che penetra dalla lanterna dall’ alto e dagli oblo che si aprono sul tamburo della cupola, tempesta di colori dove la linea dell’orizzonte scompare perché qui tutto è “Infinito”: storia sempre contemporanea quella della poesia che aspira alle altezze e che si addentra nella profondità della vita dentro ed intorno a noi senza conoscer sosta. La Poesia sposa, regina, leggera, profonda arriva e riparte da Piacenza attraverso perfomance- reading installazioni, video ed è pronta ad accogliere ed ad ascoltare la voce dei poeti del mondo…. piccoli eppur parte di una immensità! Un traguardo questo di settembre che ha visto l’ attivarsi di collaborazioni politiche culturali sociali e che è partito il 14 maggio 2014 quando, sono parole di Massimo Silvotti: “… viene gettato il sasso nello stagno e come nell’ acque si formano spontaneamente cerchi concentrici cosi son nate collaborazioni che hanno abbracciato l’ idea di quest’ uomo, di Massimo un po’ santo, un po’ viaggiatore dotato di grande coraggio e di quel pizzico d ‘incoscienza che permette di realizzare l’ impossibile lunga vita alla poesia. Domenica entrata gratuita dalle 11 alle ore 18 festivi ed agosto esclusi. Su prenotazione telefonica 340369629 e con 10 euro di ingresso per persona (7 euro cadauno da 2 persone in su) visite poetiche da lunedì alla domenica anche dopo cena con feadi suggestioni e persino poesie “ritratto”. Chi volesse, dato che esiste nella canonica della chiesa di San Cristoforo la biblioteca di poesie, può inviare i propri libri di poesia, solo di poesia a Massimo Silvotti località Ronco n 31 29019 San Giorgio piacentino
Carmelina Rotundo Auro
Giornalista, Blogger, Insegnante

“Una Miniera Urbana” di Riccardo Rescio

Mercoledì 7 ottobre 2020, in Sala D’ Arme di Palazzo Vecchio a Firenze, è stato presentato il nuovo piano per la raccolta dei rifiuti urbani, basato sulla collaborazione funzionale tra utenza e Alia SpA, la Società che cura il ciclo completo dei rifiuti, dalla raccolta alla trasformazione e smaltimento. Il progetto prevede la tracciatura premiante di quella utenza, che si attiene ad una corretta attuazione della differenziata. Sarà quindi l’abitante della Città, il protagonista di questo ulteriore percorso partecipativo, che vuole vedere ogni singolo cittadino, attività commerciale o impresa produttiva che sia, contribuire fattivamente al benessere della intera comunità. Un ulteriore momento che vuole mettere al centro, chi al centro deve essere messo, cioè l’abitante, il commerciante, l’artigiano, l’imprenditore, che nella Città vive e opera. Quindi per l’attuazione del nuovo piano strategico, studiato per la raccolta differenziata, come per le altre iniziative attuate e in fase di attuazione per una maggiore tutela e valorizzazione ambientale, sono sempre gli abitanti della Città d’Arte per antonomasia, ad essere i principali attori protagonisti. L’Amministrazione Comunale Fiorentina e la Società Alia SpA, si avvarranno di due importanti momenti comunicativi, per la diffusione e la condivisione delle opportune informazioni, affinché tutti conoscano nei dettagli modi e tempi necessari alla realizzazione del piano, che si prevede possa andare a regime entro un paio di anni. il primo è costituito da ”A-team”, una squadra formata da giovani formati e preparati per svolgere azioni di sensibilizzazione sui temi della raccolta differenziata, il secondo è un sito web di facile consultazione, dove reperire tempi, modi, luoghi, affinché si possa effettivamente raggiungere quel grado di operabilità integrata tra utenza, Amministrazione Comunale e Alia SpA, necessaria e indispensabile al raggiungimento del comune obiettivo. La responsabilizzazione dell’utenza attraverso la tracciatura dei conferimenti dei cittadini segna la “messa a terra” del progetto “Firenze Città Circolare” che prevede l’attivazione di sistemi di raccolta rispondenti alle necessità dei territori tenendo conto delle specifiche e diverse peculiarità degli stessi, sempre nell’ottica della gestione integrata dei rifiuti, parametri fondamentali per lo sviluppo della economia circolare dell’intera società. “Un piano molto concreto – ha detto il sindaco Dario Nardella – che partirà già dalla prossima settimana, puntando in modo capillare sulla raccolta porta a porta nei quartieri collinari della città e che andrà a regime in modo graduale da qui ai prossimi due anni. Un progetto di investimento anche sul digitale che ci permetterà di tracciare i flussi di conferimento dei rifiuti e avere quindi in tempo reale la situazione del comportamento di ogni cittadino sulla raccolta: un modo – ha proseguito Nardella – per poter individuare chi viola le regole ma anche per premiare chi contribuisce ad aumentare la raccolta differenziata e il riciclo. Si tratterà di premi fiscali e non, ma sempre legati al tema della città sostenibile. I nostri obiettivi sono molto chiari: arrivare in cinque anni al 70% di raccolta differenziata e al 60% di riciclo, portando sotto il 10% il conferimento dei rifiuti in discarica e facendo di Firenze una città sempre più green”. “L’obiettivo di questo piano è quello di aumentare la quantità e qualità di raccolta differenziata – ha detto l’Assessore all’Ambiente Cecilia Del Re – passando dall’attuale 53% al 70 per cento. Riusciremo a farlo soprattutto grazie al senso di responsabilità dei cittadini che gradualmente, a partire dalla prossima settimana, saranno coinvolti nel passaggio a due nuovi metodi di raccolta in città: il porta a porta nelle zone collinari a bassa urbanizzazione e i cassonetti ‘intelligenti’. Potremo monitorare lo sviluppo del piano sul sito internet dedicato e insieme a questo partirà una campagna di sensibilizzazione dei cittadini su un tema così importante. Una scelta non più rinviabile sulla quale investiamo e chiediamo al cittadino di credere insieme a noi, e che ci consentirà anche di arrivare in anticipo sugli obiettivi dati dall’Europa in tema di economia circolare”. «Oggi cambia la ratio che definisce i modelli di raccolta urbana dei rifiuti – ha affermato Alessia Scappini, AD di Alia Servizi Ambientali SpA -: il percorso intrapreso con l’Amministrazione comunale vuole rendere il cittadino consapevole e fornire tutti gli strumenti (misurazione dei propri conferimenti, servizi di raccolta per le diverse frazioni, …) necessari a fare la propria parte. Non ci possono essere più scuse, è necessario sviluppare in ciascuno la consapevolezza dei propri gesti quotidiani; non è più possibile sprecare, depauperare il pianeta e non trasformare i rifiuti in nuovi prodotti, contribuendo così a contrastare le emissioni di CO2. Proprio per questo “Firenze Città Circolare” mette al centro della transizione il cittadino». Sarà questo un nuovo modello industriale, con uno sviluppo tutto Toscano, che avrà una ricaduta positiva in termini ambientali e di sviluppo economico, su tutto il territorio, sia in termini di crescita del valore di produzione, posti di lavoro, sviluppo indotto, produzione materiali e commercializzazione, risparmio energetico, quantificabile in 40/50 milioni di euro. La Città come una vera e propria miniera di volontà, partecipazione e determinazione, per contribuire a trasformare i rifiuti in beni di sostenibilità ambientale per l’intera comunità.

ph riccardorescio

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Master Class” di Riccardo Rescio


Molti adulti non sono realmente consapevoli e non si rendono pienamente conto della potenzialità e della linfa vitale di cui sono portatori i bambini.
La maggior parte dei genitori o dei nonni di bambini piccoli, restano sempre meravigliati della intelligenza, arguzia, riflessione, dei propri figli o nipoti, ritenendoli geni in erba, ma in realtà tutti i bambini posseggono quelle prerogative necessarie per assaporare la vera essenza della vita, doti che inevitabilmente e gradualmente si perdono con il crescere.
Le Master Class, dovrebbero essere fatte negli asili nido e nelle scuole elementari, dove i docenti sono proprio i bambini, non sarà necessario istituzionalizare un bel niente, non si dovrà assegnare, ruoli e mansioni, materie e regole, per i frequentatori delle “Master Class” basterà osservare i bambini, ascoltarli e prendere appunti.
Non dobbiamo ricominciare, rifaremo gli stessi errori, ora più che mai è necessario cambiare radicalmente, partendo da una diversa prospettiva, per poterci liberare dai vecchi e pesanti stereotipi, che tanti danni hanno e continuano a determinare in noi tutti. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

Credito di immagine : https://www.google.com/amp/s/www.tecnicadellascuola.it/dal-2023-la-scuola-dellinfanzia-obbligatoria-litalia-emula-macron-tutti-in-classe-gia-a-3-anni/amp

“Non è questione di Binomi” di Riccardo Rescio


Da AgCult
Bonaccorsi:

“Turismo e Cultura, il binomio che rappresenta il nostro grande asset nel mondo” – “Siamo il paese che era, e sarà, primo nel mondo come binomio turismo e cultura”
È il nostro grande asset strategico di forza rispetto a tutti gli altri paese del mondo”. (Cit. AgCult)

L’articolo è stato pubblicato su AgCult, link sottostante. https://agcult.it/a/25532/2020-10-07/turismo-e-cultura-bonaccorsi-binomio-che-rappresenta-il-nostro-grande-asset-nel-mondo
Lorenza Bonaccorsi è una politica italiana, dal 13 settembre 2019 è sottosegretario di Stato del Ministero per i beni e le attività culturali. (Wikipedia)

Non è questione di Binomi
di Riccardo Rescio
Il Turismo è una cosa seria, non può e non deve essere assolutamente legato a comparti specifici, poiché tutte le nostre “Terre Uniche” esprimo Valenze e le Valenze, in tutti i campi e settori, non sono altro che l’incontrovertibile espressione dei rispettivi Territori d’origine.
Un “Circolo Virtuoso” che deve indissolubilmente legare ogni specificità, non solo alimentare, al luogo di origine, divenendo una costante inalienabile per tutto ciò che caratterizza è identifica i territori.
Per questa nostra straordinaria peculiarità abbiamo bisogno di un “Ministero del Turismo”, che in una nazione a vocazione Turistica come la nostra, non solo è necessario, ma indispensabile, purché riveduto e corretto, con maggiori competenze specifiche in tutti i settori in cui è segmentato il Turismo Italiano, non più compartimenti stagni, ma vasi comunicanti,tra loro interagenti.
Non abbiamo bisogno di Binomi, ma di visioni prospettiche, che tengano conto di cosa sarà il Turismo del 3°millennio e del Business che riuscirà a movimentare.
Pubblicato su Facebook
il 22 settembre 2019 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2666888556696268&id=100001254482577

Il Turismo è una cosa seria” di Riccardo Rescio https://wp.me/p9uCdY-rp

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Il giovane gambero, favola di Gianni Rodari” da Filastrocche.it

Un giovane gambero pensò: “Perchè nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco”. Cominciò ad esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica.
Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra.
Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio, perchè tutto si può imparare, se si vuole.
Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: “State a vedere”. E fece una magnifica corsetta in avanti. “Figlio mio”, scoppiò a piangere la madre, “ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come tuo padre e tua madre ti hanno insegnato, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene”.
I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare.
Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse: “Basta così.
Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi.
Se vuoi fare di testa tua, il ruscello è grande: vattene e non tornare più indietro”.
Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.
Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.
“Il mondo va a rovescio”, disse una rana,, “guardate quel gambero e datemi torto, se potete”.
“Non c’è più rispetto”, disse un’altra rana. “Ohibò, ohibò”, disse una terza. “Buon giorno”, disse il giovane gambero.
Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: “Cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti.
Ed ecco che cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua piuttosto che rivolgermi la parola.
Fin che sei in tempo, dà retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio”. Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto.
Ma dentro di sé pensava: “Ho ragione io”. E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino. Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perchè egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno.
Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: “Buon viaggio!”.
Credito immagine : https://www.filastrocche.it/contenuti/il-giovane-gambero/ Pubblicato da italia&friends su WordPress il 6 ottobre 2020
Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

“Come nel Far West, nel cuore della Maremma Toscana” di Vincenzo Parlavecchio

Perdonatemi, ma non riesco proprio a smettere di sorridere ripensando a quella improbabile Colt, pollice, indice e medio uniti e aperti a Elle, estratta fulmineamente dalla immaginabile fondina appesa al cinturone in vita di quando, da bambini, giocavamo al Far West.
Nordisti contro Sudisti, sceriffi contro banditi, Giubbe Blu contro Indiani, con quel pollice, il grilletto della colt, che irrimediabilmente finiva per slogarsi a furia di sparare a ripetizione, le cartucce non finivano mai, come agli indiani non terminavano mai le frecce, come se “Sfida all’OK Corral” e “Fort Apache” fossero trailer di un Colossal.
I Western in bianco e nero che passione, voi da che parte stavate? Io stavo e sto tuttora dalla parte dei cavalli, bellissimo, quante pacche sull’anca simulando nitriti da stallone indomito, quante galoppate immaginandomi nelle praterie del Dakota.
Il mito degli Indiani, che cavalcano a pelo, e dei Cow Boy mandriani di transumanze chilometriche.
Ebbene in ringraziamento a Riccardo Rescio, e alla sua Toscana, per la bellissima occasione che mi ha donato di poter scrivere per Italia&Friends, vorrei, avrete dedotto dall’introduzione, scrivere dei Cow Boy nostrani, un misto di fascino, tradizione e vanto italiano, i Butteri.
Il Buttero è un mandriano che cavalca esemplari rigorosamente di razza Maremmana, coprendo anche distanze rilevanti dalla Maremma Toscana sconfinando nel Lazio sino all’Agro Pontino Romano.
Abbigliamento, sella e finiture sono estremamente caratteristiche e identificabili: pantalone di fustagno, stivale al ginocchio, giacca di velluto e cappello nero; la sella, in gergo “scafarda”, è prettamente da lavoro, larga e poggiata poiché le tante ore di attività lo richiedono; un mantello in caso di pioggia non può mancare, il “pastrano” per l’appunto; infine l’immancabile attrezzo del Buttero, la “mazzarella”, un bastone per stimolare gli animali, buoi e cavalli, nel loro governo.
La vita del Buttero tradizionale era decisamente ruvida: all’alba il raduno delle mandrie era il buongiorno, il mezzogiorno un tocco di pane con della cicoria e qualche pomodoro fungeva da pasto unico e la sera il meritato ristoro di paglia con il tepore degli animali.
Il Buttero moderno, conservando lo spirito di appartenenza, l’umiltà contraddistinta dalla fatica e un pizzico di pomposità dei latifondisti, ha costruito intorno a se un misto di fascino e folclore e ha allenato l’abilità nella monta da lavoro sino ad elevarla a disciplina sportiva.
Grazie alla FITE (Federation Internazionale de Tourisme Equestre) che ha creato un circuito agonistico competitivo tra i corrispettivi mondiali dei nostri Butteri: la monta Vaquera Spagnola, Portoghese, della Camargue Francese, i Gauchos Argentini e altre di varia provenienza.
I Butteri sono personaggi leggendari, profondamente legati al bestiame, trasudano mestiere, fatica, sacrificio e libertà, fra acquitrini e radure di pascolo fresco, cavalcando fieri selle colme di orgoglio.
Il Buttero è simbolo e anima della campagna Maremmana, ed è un vanto non solo toscano, e nemmeno limitatamente Italiano, è un vanto nel senso più globale lo si possa intendere: nel 1890 tale Buffalo Bill portò in tournèe italiana il suo spettacolo “Wild West Show” e decise di sfidare i nostri Butteri in un rodeo all’Americana.
Mr. Buffalo Bill era sfacciatamente convinto di vincere facile ma fu un cavallo di razza Mustang, che fu reso mansueto da Augusto Imperiali IL BUTTERO, a decretare quanto rimarrà nella memoria per sempre: i migliori domatori di cavalli bradi al mondo sono I Butteri Italiani.
Amo infinitamente i cavalli, sono animali fantastici, un po matti anche ma profondamente dolci con i bambini e i diversamente abili, la ippoterapia ne è un esempio tangibile, e spero di avervi ispirato una cavalcata, con il vento fra i capelli, tra i paesaggi della Toscana, un’altra delle 20 spettacolari Regioni della nostra bella Italia, dove l’Arte, la Storia, la Cultura e le Tradizioni sempre si fondono per suscitare indimenticabili emozioni.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Una Guida è per sempre” di Riccardo Rescio

È sempre difficile partecipare lo stato dei fatti, perché se parlare delle altrui carenze, mancanze, assenze, è comunque uno degli sport più in voga, ammettere a livello personale, tutto ciò che ignoriamo, è molto difficile disdicevole, non politicamente corretto, per chi lo dice tanto meno per chi lo ascolta. Ma se non si parte dalla reale constatazione della realtà, è come cantarsela e suonarsela esclusivamente per il proprio compiacimento, senza in alcun modo intervenire per migliorare le cose.
La mancata conoscenza delle peculiarità che caratterizzano e identificano, soprattutto i Luoghi in cui viviamo è una realtà inconfutabile, se partissimo da questa consapevolezza inizieremmo uno straordinario percorso, di arricchimento personale, sociale e nazionale. Proviamo a domandarci quanti di noi si sono fatti accompagnare da una Guida Turistica in una visita ad una Città, un Museo, un Parco Archeologico e quanti ancora hanno scelto di farsi illustrare un percorso conoscitivo delle meraviglie della propria città, se fossimo coerenti con noi stessi diremmo sicuramente ben pochi.
Quindi non solo ignoriamo il nostro Patrimonio, ma non conosciamo e non possiamo neanche valutare il valore aggiunto che una Guida Professionale apporta nella scoperta o riscoperta di Luoghi che diamo per scontati, anche perché a portata di mano, ma non assolutamente conosciuti, come dovrebbero esserlo.
Il racconto di una Guida Professionale, non è una favola improvvisata, ma una competente partecipazione della storia di tutto ciò che illustrano, facendo in tal modo vivere una emozione esperienziale unica.
È anche su questi presupposti che nasce il “Service Rotary Club Firenze” per una scoperta o riscoperta della città, con il supporto delle esperte Guide fiorentine. Un progetto realizzato grazie al Presidente del Rotary Paolo Blasi, insieme a Marco Verzì, Presidente Federagit Firenze e alle maggiori associazioni delle guide turistiche della città, con la preziosa collaborazione di Cecilie Hollberg, Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, che vuole unire la valorizzazione di tutto il Bello e il Buono che abbiamo intorno, con un concreto supporto alla categoria delle Guide, fra le più colpite dall’emergenza Covid-19, e la sempre maggiore conoscenza della valenze, competenze e impegno delle singole figure professionali attive sul territorio in questo settore.
Una iniziativa in realtà studiata per le scuole, ma che al momento, sempre per questioni legate alla pandemia, parte con proposte ad hoc dedicate ai soci del Rotary Club, alle loro famiglie e conoscenti, che saranno accompagnati da guide esperte non solo nei principali musei fiorentini, compresa la Galleria dell’Accademia, ma anche alla riscoperta, attraverso percorsi inediti, dei capolavori e dei monumenti di cui la nostra città è così ricca. Oltre a tour personalizzati, gli itinerari individuati interesseranno: la Galleria dell’Accademia, l’Istituto degli Innocenti, il Bargello, l’Opera del Duomo, il Complesso di San Lorenzo, la Basilica e il Convento di San Marco, le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Palatina e il Tesoro dei Granduchi, il Museo Marino Marini con la Cappella Rucellai, il Museo Novecento, il Museo Stibbert e il Museo Archeologico. Se nonostante la teoria del paradosso del valore, si ritiene che un diamante sia per sempre, a maggior e oculata ragione una Guida è realmente per sempre, visto che ci emoziona nel renderci partecipi di conoscenze che, attraverso loro, possiamo ancor più apprezzare, vedere, a volte toccare, e perché no, anche assaporare.

ph riccardorescio

Galleria dell’Accademia di Firenze
Cecilie Hollberg http://www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it/

Rotary Club Firenze
Paolo Blasi Info http://www.rotaryfirenze.org

Federagit
Marco Virzi https://www.facebook.com/marco.verzi.129

Davis & Co.
info@davisandco.it

“Il Teatro della Toscana, con una nuova prospettiva, verso un nuovo mondo” di Riccardo Rescio

Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze

Nella conferenza Stampa tenuta il 5 ottobre 2020, in un inconsueto Teatro della Pergola di Firenze senza le sue storiche poltrone di color scarlatto, Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, ha tracciato le linee guida che il “Teatro della Toscana” seguirà nei prossimi anni, partecipando ai giornalisti e agli ospiti, una entusiasmante girandola di eventi e avvenimenti che da subito restituiranno al Teatro la sua originaria funzione e la migliore usufruibilita per gli spettatori, sperimentando ogni formula di linguaggio, dentro fuori dal Teatro, sul palcoscenico, come in platea, sovvertendo e ribaltato ruoli e posizioni.
Tutto seguendo con coerenza e sintonia la giusta rotta già tracciata dalla Fondazione Teatro della Toscana, sulle vecchie carte nautiche realizzate sui valori fondativi, Europa, Teatro d’Arte, Giovani, Nuova Drammaturgia, Teatro Civile e Politico, Teatro per la Polis e con la Polis.
Il “Teatro della Toscana” vuole con determinazione divenire la grande piazza di una Firenze e di una Toscana, sempre più partecipativa, per poter essere culla di un nuovo umanesimo.
Un laboratorio, della grande tradizione Artistica Italiana, dove realizzare i presupposti per una sempre maggiore consapevolezza, da parte della intera società, dei grandi temi e sui basilari valori della civiltà, che non possono e non devono prescindere dalla diversità. Il “Teatro della Toscana” sul fondamento costituito dai presupposti di Arte, Scienza, Educazione, Ambiente, vuole fortemente divenire, una vera Istituzione Europea, che unisca tutti quei Teatri, in perenne evoluzione, capaci di capire, seguire e tradurre il movimento della vita in rappresentazione. Il Teatro della Toscana lo farà con decisione, orientando le proprie scelte e i propri programmi in questa direzione.
Scelte peraltro già condivise con il Théatre de la Ville di Parigi e con il suo direttore Emmanuel Demarcy-Mota, tutto questo in netta controtendenza con la linea di storicizzazione in atto nel settore.
Il Teatro si fa quindi Arca, accogliente e protettiva, navigando verso un nuovo mondo, seguendo una rotta certa e avendo come visione una nuova prospettiva. La bella immagine simboleggia il viaggio con l’arca verso una nuova vita, che non è una Rinascita, ma un vero e proprio cambiamento.
Il “Teatro della Toscana” si fa arca e agorà della Cultura, aprendo i propri spazi alla performante capacità dell’Arte, ti trasmettere il passato, di rappresentare l’oggi e di immaginare il domani, tre spazi temporali senza soluzione di continuità, necessari alla salvezza della intera umanità. Sull’arca, come ogni altro tipo di imbarcazione, il lavoro dei marinai a bordo è duro, pesante e non certo privo di pericoli, ma la consapevolezza di avere nelle stive il riscatto alle miserie del mondo, da la forza e la determinazione necessaria a far proseguire il viaggio.
Il Teatro della Toscana ha come obiettivo, per il triennio 2021-2023, il compimento di alcuni cicli artistici per divenire luogo e momento di sintesi fra tutte le arti, nel naturale e necessario rapporto fra tradizione e innovazione.
Una visione prospettica nella piena cognizione del ruolo di promotore internazionale conquistato nel confronto con teatri, istituzioni culturali e di formazione di Parigi, Atene, Barcellona, Madrid, Oslo, Amsterdam, New York, una rete di partenariati nata grazie al lavoro svolto insieme a Elisabetta di Mambro, per superare le categorie di nazionale e internazionale nella costruzione delle Stagioni e che ha come principi ispiratori i temi che stanno alla base della Carta 18–XXI , ideata da Emmanuel Demarcy-Mota e condivisa con il Théatre de la Ville di Parigi: Arte, Scienza, Educazione/Formazione, Ambiente. Temi che costituiscono le linee portanti di ogni realizzazione, di ogni momento del Teatro della Toscana.
La Carta è stata sottoscritta un anno fa in Palazzo Vecchio dalle autorità italiane e francesi, in occasione della prima italiana alla Pergola della coproduzione “Mary Said What She Said” con Isabelle Huppert diretta da Bob Wilson, spettacolo che certamente tornerà a grande richiesta in questa stagione.
La Direzione Artistica di Stefano Accorsi, che prenderà avvio con il 2021, corrisponde pienamente alla nuova visione, nella rinnovata e rafforzata linea di Teatro civile, una nuova drammaturgia e sperimentazione sinergica che c’è tra teatro, cinema e mezzi multimediali.

Pubblicato da italia&friends su WordPress
Arte Cultura Attualità
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Firenze dei Bambini 2020”

Oggi 3 ottobre 2020 la meraviglia universale del Salone dei Cinquecento ha ospitato l’inaugurazione dell’edizione 2020 della manifestazione “Firenze dei Bambini” intitolata Grammatica della fantasia e dedicata a Gianni Rodari, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita.
Ad aprire questa mattina la rassegna, è stato lo spettacolo Rodarissimo, a cura del Teatro dell’Orsa di Reggio Emilia.
Sul palco allestito nel Salone dei Cinquecento, un telefono gigante e un pianoforte strampalato, parole e note hanno portato i bambini a camminare su strade dirette in nessun luogo, dove le marionette tagliano la corda, le conchiglie sbadigliano e i tamburi fanno ballare civette e briganti.
Gli insegnamenti di Gianni Rodari mai come oggi si presentano attuali e importanti, capaci di far comprendere ad ogni individuo, adulto o bambino che sia, i più profondi e più veri significati dei concetti sui diritti e doveri di tutti. Gli spettacoli, proseguiranno anche domani, in Sala d’Arme, sempre in Palazzo Vecchio, al Teatro della Pergola e all’Istituto degli Innocenti.
I posti a disposizione nei due giorni erano 2100, per consentire ai bambini e ai loro genitori di partecipare in tutta sicurezza. Aperte le prenotazioni online, la disponibilità e andata esaurita in poco più di 24 ore.
Un successo che conferma come Firenze dei bambini sia una delle manifestazioni più amate in città.
Per tutte le persone che non sono riuscite ad iscriversi, lo spettacolo Rodarissimo sarà fruibile anche on-line, sulla pagina Facebook di
@musefirenze
Riccardo Rescio Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece
@comunefi @davisand_co

Pubblicato da italia&friends su WordPress
Arte Cultura Attualità

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

L’intervento mi richiama la novella di Giovanni Verga  La Roba, da “Novelle rusticane” (1883) di Patrizia Poggi

“Proprietà o usufrutto” di Alan Oisrak, mi richiama la novella di Giovanni Verga La Roba, da “Novelle rusticane” (1883). Storia di un possidente che si è fatto da solo nella Sicilia rurale dell’Ottocento. È uno spaccato di vita spietato, interessato alla nuova forma di schiavitù: quella per i beni materiali. Mazzarò, il protagonista della novella, lungi dall’essere un eroe, è vittima della sua stessa ricchezza materiale.
«….Di una cosa sola gli doleva, che cominciasse a farsi vecchio, e la terra doveva lasciarla là dov’era. Questa è una ingiustizia di Dio, che dopo di essersi logorata la vita ad acquistare della roba, quando arrivate ad averla, che ne vorreste ancora, dovete lasciarla! E stava delle ore seduto sul corbello, col mento nelle mani, a guardare le sue vigne che gli verdeggiavano sotto gli occhi, e i campi che ondeggiavano di spighe come un mare, e gli oliveti che velavano la montagna come una nebbia, e se un ragazzo seminudo gli passava dinanzi, curvo sotto il peso come un asino stanco, gli lanciava il suo bastone fra le gambe, per invidia, e borbottava: – Guardate chi ha i giorni lunghi! costui che non ha niente!
Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: – Roba mia, vientene con me»
Lo straniamento rovesciato: la spropositata avidità di Mazzarò per la roba che viene considerata del tutto normale dai compaesani al punto che un difetto diventa virtù, una qualità di invidiare ed elogiare.
Patrizia Poggi
Ambasciatrice dei Saperi e Sapori dell’Emilia-Romagna

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

https://www.google.com/search?q=la+roba&client=ms-android-tim-it-revc&prmd=visn&sxsrf=ALeKk02sRLk6SO2kHqFSzs1AUukALK99aQ:1601753578230&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwj_4LCIlZnsAhUF_aQKHZ7vDFwQ_AUoAnoECCQQAg&biw=360&bih=657#imgrc=ULS2-i7a0qAbNM

“Proprietà o usufrutto” di Alan Oisrak

Posso sicuramente affermare, senza possibilità di essere smentito, una banalità sconcertante, mia è sicuramente la mano con cui tocco, la gamba con cui cammino, la mente con cui penso e tutto ciò che fa parte di me in modo indissolubile e che contribuisce in maniera sostanziale a che io sia ciò che sono, ma non posso, con la stessa granitica certezza, affermare che altrettanto mia sia la macchina che guido, la casa in cui vivo, il giardino in cui passo il tempo libero, anche se una certificazione od un atto ne confermi la mia proprietà. In realtà un albero, un muro, un portone, non potranno mai appartenerci, ne potremo avere, a tempo determinato, sicuramente l’usufrutto, potremo certamente stabilire il come ed il quando e il quanto utilizzarlo, ma niente di più. Tutto ciò che ci circonda e che non è parte integrante della nostra fisicità e spiritualità non ci può appartenere. Se solo riflettessimo per un attimo, se solo facessimo caso al fatto oggettivo che le cose che acquistiamo o che riceviamo in dono da qualcuno non ci appartengono e mai potranno appartenerci completamente, forse saremmo tutti migliori di come siamo. Le cose che crediamo nostre potranno fare con noi un percorso, ci potranno fare compagnia, ci potranno gratificare, potranno anche darci illusioni, potranno persino farci credere ciò che non siamo, alterando la realtà, distorcendo l’originario sentir, potranno fare di sicuro molto, ma non ci potranno mai appartenere. Se il concetto di proprietà fosse più vicino a quello di usufrutto temporale, che è di sicuro quello più calzante alla realtà, certamente i rapporti interpersonali subirebbero un radicale ridimensionamento, rincorrere spasmodicamente e con bramosia il possesso assoluto di cose o ancor peggio di persone è assurdo e inutile, poiché comunque destinato ad essere perso. È il limite stesso della vita che afferma e conferma che niente ci appartiene, che tutto quello che crediamo nostro, nostro non è, perché tutte le cose che ci circondano sono destinate a percorsi diversi dal nostro, percorsi precisi, determinati e limitati nel tempo, persino quelle cose che abbiamo ritenute ancora più nostre delle altre, quelle che abbiamo custodito più gelosamente. Tutto potrebbe esserci stato prima di noi e tutto potrebbe addirittura sopravviverci, durando nel tempo, per tanto tempo anche dopo di noi. Allora sorge spontanea una considerazione, siamo noi a credere di possedere le cose o sono le stesse cose, che indipendentemente da noi, sono tali e tali potranno essere anche dopo di noi, ad avere l’inevitabile supremazia. In realtà siamo noi che apparteniamo alle cose, ma solo per un breve lasso di tempo.

Olomouc Repubblica Ceca

27 settembre 2011

Credito immagine :

https://www.google.com/search?q=rappresentazione+del+possesso&tbm=isch&ved=2ahUKEwiRjcz85JjsAhXnZRUIHfcNCooQ2-cCegQIABAC&oq=rappresentazione+del+possesso&gs_lcp=ChJtb2JpbGUtZ3dzLXdpei1pbWcQDDoECCMQJzoGCAAQCBAeOgQIABAYOgIIADoECB4QClCHmQRYyMEEYJjJBGgAcAB4AIAB0QGIAbYXkgEGMC4xOS4ymAEAoAEBwAEB&sclient=mobile-gws-wiz-img&ei=fJ94X5HfJOfL1fAP95uo0Ag&bih=657&biw=360&client=ms-android-tim-it-revc&prmd=insv#imgrc=ntOOK5nNXdPV5M

“Mostra Mercato Autunnale di Piante e Fiori”

Firenze 2/3 /4 ottobre 2020

La “Mostra Mercato Autunnale di Piante e Fiori” si svolge nel bellissimo Giardino dell’Orticultura, a Firenze, in Toscana, Italia. Non solo piante e fiori, ma anche tutto quello che ne esalta la Bellezza, come i libri dedicati all’home decor e il fai da te, le terrecotte, le decorazioni, gli accessori per il giardinaggio. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze

“700 anni di Dante a Firenze, in Italia, nel mondo” di Riccardo Rescio

Qualcuno, facendo una meditata riflessione potrà sempre dire che ci sono voluti ben 700 anni per provare a fare di Dante un riferimento nazionale, mettendo a sistema una pluralità di Istituzioni ed Enti Culturali della Città d’Arte per antonomasia, che tra le sue innumerevoli prerogative, ha anche quella di aver dato i natali al Sommo Poeta.
Il pensiero riflessivo corre alla vicina Austria, che con Mozart in realtà ha messo molto meno ad erigerlo quale figura rappresentativa del Paese.
Ma forse noi Italiani, memori delle altrui esperienze e con l’osservazione dell’altrui fare e con l’inevitabile maturazione individuale e collettiva concessa del tempo trascorso, sicuramente faremo molto meglio, anche perché, come diceva il Ministro Franceschini, nella conferenza stampa di venerdì 2 ottobre 2020, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, la nostra è una giovane nazione che ha bisogno di trovare uno spirito identitario che ci unisca e ci faccia sentire uniti e orgogliosi del nostro frammentato passato, per imboccare un coeso futuro.
Dante Alighieri e sicuramente la figura giusta fra i giusti, tra i tanti padri della nostra Patria, abbiamo sicuramente individuato la nostra figura rappresentativa.
Dante a ragion veduta può essere considerato il padre di tutti i padri e quindi anche di tutti noi.
Il fitto, ampio e articolato, programma per l’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante, che cadrà nel 2021, è stato presentato dal Sindaco Dario Nardella e dall’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi.
Un calendario effettivamente ricchissimo che mette a sistema tutte le principali Istituzioni ed Enti Culturali della città, con una collaborazione strettissima che avrà al centro di tutto naturalmente la figura di Dante Alighieri.
“Un programma di altissimo livello – ha detto il Sindaco Dario Nardella – che riunisce tutte insieme iniziative e istituzioni di grande prestigio, a partire dal Quirinale, dove domani inaugureremo una mostra di Massimo Sestini che poi sarà a Firenze e in altre capitali straniere, e che avrà il suo culmine nel museo della lingua italiana che nascerà a Santa Maria Novella. Dante è il simbolo e l’icona della cultura italiana nel mondo ma è anche uno straordinario patrimonio popolare, non riservato alle élite, ma a disposizione di tutti”. “Avremo decine e decine di progetti – ha sottolineato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – per un settecentenario molto articolato e corale, senza barriere nelle discipline artistiche, che racconterà cosa ha rappresentato e ancora oggi rappresenta Dante a 360 gradi. Ringrazio tutte le istituzioni, enti e associazioni che hanno partecipato a un lavoro di coordinamento appassionante che sono certo permetterà grandi risultati”.
I progetti copromossi dal Comune di Firenze sono : ‘Amor sementa in voi’ dell’Associazione Culter sul tema della botanica nella Divina Commedia;
l’opera teatrale con tecnologia di ‘telepresenza’ ‘DanXTe’ del Centro culturale di teatro onlus e Scuola Sant’Anna di Pisa;
‘Paradise Now’ della Compagnia Virgilio Sieni, performance di danza in piazza della Signoria; ‘Nel nome di Dante’ dell’Associazione degli italianisti (in collaborazione con Società Dantesca, Società Dante Alighieri e Società italiana viaggiatori) che comprende anche una esposizione a Palazzo Strozzi dell’artista britannico Tom Phillips e ‘In cammino con Dante’, viaggio a piedi tra Firenze e Ravenna;
la mostra pittorica e multimediale ‘Onor di quell’arte’ a cura di Swiss Lab. Copromossa è anche la mostra multimediale ‘Dante Poeta Eterno’ a cura di Felice Limosani che si svolgerà a Santa Croce, un progetto culturale che nasce dalle incisioni di Gustave Dorè e comprende anche lezioni di didattica digitale con realtà virtuale in carceri e ospedali.
Le Gallerie degli Uffizi, oltre alle iniziative fuori Firenze, inaugureranno a marzo 2021 una mostra dedicata a Giuseppe Penone con un’installazione a forma di albero in piazza della Signoria.
La Fondazione Teatro del Maggio musicale fiorentino sta lavorando su tre progetti: una lettura integrale in 20 serate della Divina Commedia al teatro Goldoni (in collaborazione con il Teatro della Toscana); una produzione concertistica diretta da Riccardo Muti che toccherà le tre città dantesche (Ravenna, Verona e Firenze); e la commissione di un brano dedicato a Dante che verrà eseguito in occasione dell’inaugurazione del nuovo auditorium, con la direzione di Zubin Mehta.
Il Teatro nazionale della Toscana prevede il ‘Progetto Inferno’, una produzione internazionale con la regia di Bob Wilson, con la partecipazione dei INuovi, dei diplomati della Scuola Costa e gli allievi della Scuola “L’Oltrarno”; il progetto “Silent Dante”, racconto della vita e delle opere di Dante in un viaggio che percorre i luoghi della sua vita e della sua poesia sia a Firenze che a Verona; e il film: “L’Inferno” con la regia di Mimmo Paladino, in coproduzione con Nuovo Teatro di Marco Balsamo. Il progetto COMOEDIA21, proposto in collaborazione tra il Museo Novecento e l’Associazione culturale Mondo Estremo, prevede la lettura pubblica integrale itinerante della Divina Commedia.
L’Università di Firenze propone il convegno telematico ‘Ghibellin fuggiasco’.
L’Italia politica al tempo di Dante’ che spiegherà il contesto politico nel quale Dante si mosse da Firenze verso l’esilio e dedicherà parte della Notte europea della ricerca a Dante.
La Società Dantesca Italiana prevede la mostra ‘Dante e il suo tempo nelle biblioteche fiorentine’ coinvolgendo le biblioteche Mediceo-Laurenziana, Riccardiana e Nazionale.
L’Accademia delle Arti del Disegno prevede un premio dedicato ai giovani artisti under 40 che si cimenteranno col tema dell’esilio dantesco e la mostra ‘Dante nell’arte contemporanea’.
L’Archivio di Stato di Firenze sta preparando una mostra documentaria sulla vicenda umana e politica di Dante.
L’Accademia della Crusca pensa a varie esposizioni tra le quali un Mostra Dantesca da tenere nei chiostri di Santa Maria Novella come anticipazione del museo della lingua italiana, e una parola legata al Poeta al giorno nell’anno dantesco sul sito internet dell’Accademia, con una breve spiegazione. Previsto un progetto anche nel giardino della Villa Medicea di Castello, proposto dalla Direzione regionale dei musei della Toscana.
L’Istituto nazionale degli studi del Rinascimento sta organizzando tre giornate di studio tra l’estate e l’autunno del 2021 sulle forme della ricezione dell’opera di Dante, non solo la Commedia ma anche la Vita nova, il Convivio e il De Monarchia, e sul rapporto del Poeta con i filosofi.
L’Opera di Santa Croce ospiterà la mostra multimediale ‘Dante Poeta Eterno’ a cura di Felice Limosani, copromossa dal Comune, una lezione su Dante e il potere di Alessandro Barbero, e sta lavorando a un progetto in piazza per riconciliare la città col Poeta.
Museo Galileo e Gallerie degli Uffizi organizzano la mostra ‘Dall’Inferno all’Empireo – Il mondo di Dante tra scienza e poesia’ che vuole inquadrare le competenze scientifiche di Dante nella cultura del suo tempo.
Alla Fondazione Franco Zeffirelli letture incrociate di terzine dantesche e brani del copione del film sull’Inferno mai realizzato dal regista e una mostra multimediale.
La Società Dante Alighieri prevede il progetto ‘La presenza di Dante nel mondo’ e i ‘Progetti danteschi ieri e oggi’ in collaborazione con la Crusca che spiegherà le paremie presenti dentro l’opera dantesca.
Al Bargello, in collaborazione con l’Università, si svolgeranno due mostre: ‘Onorevole e antico cittadino di Firenze’, insieme all’Università (marzo-luglio 2021), e ‘La mirabile visione – Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista’ (settembre 2021-gennaio 2022).
Al Museo Casa di Dante è previsto un riallestimento multimediale e un ciclo di projection mapping notturno.
La Fondazione Casa Buonarroti organizzerà un ciclo di incontri sui legami tra le figure di Dante e Machiavelli.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze

“Jazz-Singer Sarah Lois Vaughan” di Daniela Padelli e Vincenzo Parlavecchio

Sarah Lois Vaughan
born Newark, march 03th 1924
dead Hidden Hills, april 03th 1990
Continua l’onda lunga delle Jazz Singer ed è la volta di Sarah Vaughan.
Amichevolmente soprannominata “Sassy la Divina” la Vaughan è considerata il maggior esponente dello stile jazzistico conosciuto come “bebop”.
Figlia di umili lavoratori, entrambi musicisti amatoriali, Sarah già a 3 anni prendeva lezioni di piano e cantava il Gospel, per esercitarsi, nella chiesa dove si esibivano i genitori.
Sassy deve il suo esordio a Billy Eckstine, poi suo mentore, che ascoltandola la volle a tutti i costi nella sua band.
E fu così che Sassy si ritrovò ad essere accompagnata nientepopòdimenochè da Dizzy Gillespie e Charlie “Bird” Parker, non male per una esordiente, che ne dite?
Sarah Vaughan quando canta riesce a far sparire tutte le sue paure.
Ascolta la sua voce, ti darà gioia e la donerai a chi sa ascoltare.
Sarah sa che deve essere forte malgrado tutto, ed è per lei un tormento attraversare quel lasso di tempo che precede l’esibizione, e far sparire l’ansia trasformandola in forza.
Ci vuole coraggio, non bastano le tante, troppe sigarette che la rassicurano come un mantra, non basta l’alcol che la annebbia e fa tacere la mente, ci vuole un gesto di forza per far uscire quella voce che la riequilibra e ti regala estasi sonore.
Chiudi gli occhi sul mondo e ascolta, Lei canta.

Questo Post è il risultato della profonda conoscenza e competenza di Vincenzo Parlavecchio a cui ho aggiunto le mie emozioni di neofita del genere,onnivora di musica,da sempre affascinata dalle storie delle Donne che fanno Storia.

Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

“La Sartiglia, anima Sarda” di Vincenzo Parlavecchio

Dalla mia amata Sicilia a un’altra isola, la spettacolare Sardegna, entrambe figlie predilette della nostra meravigliosa Italia.
Potrei dilungarmi e parlare di terra, di mare, del vento, della sabbia, dei colori, dei profumi, quello di ginepro ti penetra per non abbandonarti mai più, del cibo, degli amici sardi, che si concedono solo a chi è trasparente almeno quanto loro, ma vi annoierei, sapete già.
E’ l’anima che mi piace scoprire e l’evento con cui vorrei entusiasmarvi, al quale sono doppiamente legato, è una festa popolare intrisa di sacro e di profano, scoprirete il perchè, che vede tra i principali protagonisti i cavalli, un’altra mia grande passione: la storica Sartiglia di Oristano.
“Sa Sartiglia”, dialettalmente, è una manifestazione equestre che l’ultima domenica e il martedì grasso anima il Carnevale di Oristano, ed è tra le più antiche, spettacolari e coreografiche, e ancora vive, tradizioni dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Per capire in cosa consiste il gioco, che trae origini dagli antichi tornei cavallereschi militari, è necessario tradurre il suo nome: Sartiglia o Sortija, termine Castigliano l’ultimo, o ancora dal latino sorticula, “anello”, il cui diminutivo sors, “fortuna”, è la chiave per comprendere quanto ogni cavaliere partecipante tenga a vincere l’Anello della Fortuna.
In sostanza ogni cavaliere deve centrare con la propria lancia un bersaglio appeso a un nastro, come avveniva in ogni torneo dell’epoca che non prevedesse violenti corpo a corpo.
Dall’addestramento dei soldati all’evoluzione pacifica e di spettacolo popolare dei giorni nostri passando dai Gremi.
I Gremi erano le rappresentanze delle arti e dei mestieri nate sotto gli Aragonesi, scarpari, ferraioli, falegnami, sarti, muratori e contadini protetti ognuno dal loro santo patrono.
Purtroppo vennero aboliti nel 1860 circa e ai sopravvissuti odierni l’onore di mantenere viva l’antica tradizione: al Gremio dei Contadini spetta il cerimoniale di apertura della Sartiglia con la corsa della domenica, a quello dei Falegnami la corsa del martedì. Inutile sottolineare che non si riduce tutto a soli due giorni di manifestazioni, i due Gremi lavorano tutto l’anno ai preparativi ma anche, se non soprattutto, per rinnovare i ruoli e le cariche di governo all’interno delle rispettive organizzazioni sociali: “Is Oberaiu Majoris” per i Contadini, gagliardetto di rappresentanza di colore rosso e devoti di S. Giovanni Battista, il “Majorale en Cabo” per i Falegnami, colori rosa e azzurro protetti da S. Giuseppe. “Su Componidori” è il protagonista assoluto della Sartiglia, il rappresentante scelto dal ripettivo Gremio, ed è un partecipante piuttosto singolare in quanto indossa una maschera androgina, è uomo e donna al contempo, oppure non è nè maschio nè femmina, una personalità impenetrabile per l’appunto. Credete occorrerebbero numerose pagine per una degna descrizione della Sartiglia, difficili da sintetizzare, quindi per incuriosirvi ulteriormente aggiungo solo che è uno spettacolo folcloristico suggestivo con ingredienti affascinanti, banditori, tamburini e trombettisti, costumi tradizionali, magnifici cavalli dal passo fiero e vivaci bardature, coraggiosi e abili cavalieri e dame sottomesse solo nello sguardo.
La Sartiglia è una manifestazione talmente complessa nel significato, nei riti di compimento, nell’espressione delle maschere, nella simbologia, nelle movenze comportamentali e talmente articolata, 6 i momenti topici, da richiedere la massima e prolungata concentrazione dei partecipanti, intervallando momenti di accompagnamento musicale e di fervore del pubblico a silenzio mistico spezzato solo dallo scalpitio degli zoccoli dei cavalli e dagli sbuffi delle loro narici.
Vi assicuro il cuore palpita come lo scandire di un diapason e solo alla fine, festa e libagioni per tutti, attori protagonisti, sostenitori e spettatori, è possibile tirare un sospiro di sollievo, un sollievo di emozione che subito galoppa in direzione prossima Sartiglia.
Una dedica particolare a Maria Patrizia Soru, Guida Turistica e figlia genuina di questa terra, autrice delle bellissime fotografie gentilmente concesse e fonte d’ispirazione per la stesura di quanto avete letto, che ringrazio per avermi accompagnato in questa passeggiata tra l’Arte, la Cultura, la Storia e le Tradizioni della Regione Sardegna, un’altra delle 20 perle della nostra bella Italia. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece
Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends


https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3594813877237060&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo

“fili sottili, robuste corde , resistenti cavi di acciaio” di Riccardo Rescio

Considerazioni sul Korea Film Fest

Tutte le nostre singolarità e le tante pluralità, di gruppo, di popoli, di etnie e nazioni, l’insieme delle Genti che popolano la Terra, sia livello privato, che pubblico, sono comunque tra loro collegate, legate, intrecciate da sottilissimi, fili spesso invisibili o da più evidenti e robuste corde, oppure tenute insieme da resistenti cavi di acciaio. Se prendessimo progressivamente consapevolezza di tutto quello che nel bene e nel male, nel buono e nel bello, ci unisce, ci assomiglia, ci accomuna, saremmo certamente migliori. Ci potremmo persino accorgere, usando la musica come metafora, che il tema della colonna sonora di tutti gli esseri umani è sempre la stessa, ciò che cambia, rendendo il suono apparentemente diverso, sono solo gli arrangiamenti che vengono fatti dai singoli individui e dai popoli, della stessa musica. Dopo oltre mezzo secolo di permanenza, nella Città d’Arte per antonomasia, soltanto ora in questo così particolare, assurdo 2020 mi accorgo che da ben 18 anni si svolge a Firenze, a cura di Riccardo Gelli, una rassegna dedicata al Cinema Coreano. Sono stato infatti invitato alla presentazione Stampa della Korea Film Fest, ne ho poi seguito la programmazione serale, assistendo ad otto film, su i 60 presenti al Festival 2020. La rassegna si è svolta dal 23 al 30 settembre, al Cinema La Compagnia. Devo ammettere che è stata la curiosità di scoprire un mondo a me sconosciuto, la molla che mi ha spinto sia a partecipare alla conferenza stampa di presentazione prima, alla proiezione dei film programmati poi. Ho assistito solo a quelli in prima serata, tutti quotidianamente preceduti da altre due programmazioni pomeridiane, dai differenti titoli. Oltre ad essere rimasto estremamente e favorevolmente colpito dalla varietà temi affrontati, dalla loro esposizione, dalla fotografia, dalle musiche e dalla bravura degli attori, questa full immersion in un mondo così lontano, così poco conosciuto, se non per le vicende belliche che lo hanno visto protagonista, mi sono accorto di quanta assonanza ci sia tra la Korea, con quell’altra parte di mondo, che si ritiene avanzata, senza avere piena e reale consapevolezza di cosa e su cosa sia diversamente avanti.

Manifesto Korea Film Fest 2020

Se ci fosse un Riccardo Gelli, per ogni singola nazione, che proponesse con tenacia e determinazione delle manifestazioni cinematografiche e se ci fossero sempre più persone interessate alla propria crescita personale, tutti diventerebbe più facile. Il Cinema è uno straordinario mezzo di comunicazione, se sapientemente utilizzato favorirebbe il miglioramento dei rapporti interpersonale e quelli fra i popoli.

#tuttoilbelloeilbuonochece

Korea Film Fest

“European Rowing Coastal Challenge 2020”

“European Rowing Coastal Challenge”
L’evento continentale riservato al Coastal Rowing, l’unico che si svolge a livello europeo nel 2020, è stato presentato oggi mercoledì 30 settembre a Palazzo del Pegaso, Firenze.
Coastal Challenge nasce da un felice connubio tra l’European Rowing Board e la prestigiosa Azienda Filippi, costruttori di barche.
Una competizione aperta alle Federazioni Europee di canottaggio e si svolgerà in tre giorni, dal 23 al 25 ottobre, a Marina Di Castagneto, in provincia di Livorno, Toscana, Italia.
Nel calendario della manifestazione sono previste anche 2 giornate di allenamento, il 21 e 22 ottobre, per consentire la preparazione delle corse.
Due le categorie di gara “Sprint di Beach” Junior e senior e “Coastal Endurance” senior.
L’evento è organizzato da Circolo Nautico Donoratico e Filippi Lido S.r.l., con il sostegno del Canottaggio Europeo e della Federazione Italiana Canottaggio.
Gli onori di casa, alla presentazione Stampa, sono stati fatti da Eugenio Giani, Presidente eletto della Regione Toscana.
Sono intervenuti Cosimo Guccione, Assessore allo Sport del Comune di Firenze, Sandra Scarpellini, Sindaco di Castagneto Carducci, Matt Smith, Direttore esecutivo FISA, Giuseppe Abbagnale, Presidente Federazione italiana Canottaggio, David Filippi, presidente del Comitato Organizzatore Euopean Rowing Coastal Challenge (E.R.C.C.) 2020,
Franco Serretti, Presidente Circolo nautico Marina di Castagneto.
Riccardo Rescio
ph riccardorescio
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece


https://photos.app.goo.gl/YUe4Mi31skoud5bK9

“Il Cinema, straordinario strumento di promozione, le Guide Turistiche, professionisti che partecipano emozioni” di Riccardo Rescio

Sicuramente la maggior parte delle persone è stata al cinema, solo pochi si sono fatti accompagnare da una Guida Turistica in una visita ad una Città, un Museo, un Parco Archeologico, ebbene se un film può sicuramente emozionare, il racconto di una Guida Professionale fa certamente vivere una emozione esperienziale unica.
Sul connubio di queste due componenti si basa un nuovo percorso Turistico multimediale dedicato a Giorgio Vasari, che è stato presentato il 28 settembre 2020 a Palazzo Vecchio.
Il progetto si articola in due parti: la prima è cinematografica con un docu-film della durata di 13 minuti che sarà distribuito in anteprima dal 24 al 28 ottobre al Misff, “Montecatini International Short Film Festival”, la seconda, è un percorso che parte da Santa Maria Novella e si conclude in Santa Croce.
Il protagonista è Giorgio Vasari, che si racconta e che racconta Firenze, attraverso il cinema e in uno specifico percorso turistico.
Un itinerario, dedicato a turisti e a tutti i residenti che desiderano prendere maggiore consapevolezza delle meraviglie in cui sono immersi.
Il viaggio con Vasari, vede la presenza e l’assistenza delle inalienabili Guide Turistiche delle Città, che renderanno il percorso una vera emozione esperienziale e prevede naturalmente la tappa al numero 8 di borgo Santa Croce, l’antica dimora di Giorgio Vasari.
Questa nuova è interessante iniziativa, parte integrante del Progetto Europeo Erasmus+, è stata realizzata anche grazie a Confcommercio ed ha avuto come partner il Comune di Firenze, la Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, la Camera di commercio.
Il Presidente Misff, Marcello Zeppi, ha sottolineato quanto sia importate attualizzare una figura di rilevante importanza quale è quella di Giorgio Vasari.
Un concetto ribadito anche da Enrica Aschero, Guida Turistica del “Giorgio Vasari Walking Tours”, che ha voluto sottolineare il fatto che forse Vasari sia stato un pò sottovalutato nei secoli, pur essendo una vera icona della Città di Firenze.
Nel percorso c’è naturalmente Santa Maria Novella, dove Vasari ha fatto uno dei grandi capolavori salvando l’affresco di Masaccio, il Duomo, Palazzo Vecchio, per poi arrivare alla casa storica di Vasari e a Santa Croce.
Il progetto ha anche l’obiettivo di concorrere a supportare le Guide Turistiche, che sono tra i settori più colpiti dalla pandemia. «È un settore da sostenere, ha detto l’Assessore al Turismo Cecilia Del Re, noi lo abbiamo fatto anche con un progetto della nostra piattaforma, FeelFlorence, dove chiediamo alle Guide Turistiche un impegno nel promuovere itinerari diversi».
Per Aldo Cursano, Presidente Confcommercio Firenze, «Vasari è stato un gigante, questi percorsi fanno vivere la città da punti di vista diversi».
ph riccardorescio
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze

Cecilia Del Re, Assessore al Turismo del Comune di Firenze

“Tutti sappiamo casa fare” di Riccardo Rescio

Non vi è infatti più grande aria di consenso di quella che riunisce tutti gli uomini e le donne di buona volontà, che con ferrea convinzione professano sagge intenzioni sul cosa fare, sulle ricette da preparare, sulle indicazioni da seguire, l’unico problema che impedisce la concretizzazione di quel tutto, pensato, enunciato, enfaticamente reiterato, è individuare chi lo deve fare.
Ma per i teorizzatori di professione, questo è un dettaglio irrilevante.
Una cosa è certa, tutti noi, purtroppo ignorando come e quando il professato possa essere concretizzato, siamo certi di conoscere chi deve iniziare a farlo, quel chi, è naturalmente sempre l’altro.
Eppure, solo cambiando prospettiva potremmo tutti noi, nessuno escluso, mettere in pratica da subito attività, iniziative, valorizzando le tante peculiarità che caratterizzano e identificano le nostre Terre Uniche.
Le mille Associazioni, Organizzazioni, Istituzioni, invece smettano di avere la presunzione di esser le uniche detentrici del “Verbo”, come i rispettivi Presidenti e Segretari, di sentirsi presuntuosi titolari del nulla e insieme producano progetti per l’Italia tutta.
#comunichiamoalmondolitalia
#tuttoilbelloeilbuonochece

Credito immagine : https://www.google.com/search?q=il+futuro&client=ms-android-tim-it-revc&prmd=inv&sxsrf=ALeKk038ZuYiNjticbb2SabxfwNUG9iU8A:1601390434072&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwiMr-CfzI7sAhVS-6QKHXkRCX0Q_AUoAXoECAwQAQ&cshid=1601393645023&biw=360&bih=657&dpr=3#imgrc=0c8UlJ-_b7U0UM

“Artefici del nostro Tempo” di Riccardo Rescio

Bisogna essere artefici del nostro Tempo, perché l’Italia ha bisogno d’aiuto, noi tutti abbiamo bisogno d’aiuto, per ritrovare qualcosa in cui credere, in cui riconoscersi, non contro qualcuno, o qualcosa, come purtroppo sta avvenendo in questo particolare momento, dove in modo nefasto stanno trovando spazio alcune teorie fideistiche, di quella fede oltransista, che vede nemici che minacciano lo status acquisito in ogni essere diverso, praticamente, di volta in volta, contro ogni tipologia di umanità.
Dobbiamo ritrovare è ritrovarci in una idea, in un progetto, in un grande sogno da poter e voler realizzare.
Un “Nuovo Rinascimento Italiano” è questo sogno, dove ognuno di noi può dare il proprio contributo, come può e come sa, magari anche iniziando a realizzare un Marketing Territoriale unitario, paritetico, che esalti tutte le peculiarità, che caratterizzano e identificano le straordinarie “Terre Uniche” delle 20 bellissime Regioni d’Italia. Un vero “Grownd Support”, che a differenza del “Grond Funding”, non richiede assolutamente al cun tipo di sostegno economico, ma solo e unicamente la disponibilità diffusa a corredare tutte le foto di Luoghi o di prodotti, pubblicate sui social, con le indicazioni geolocalizzanti necessarie alla loro identificazione, al facile raggiungimento o reperibilità.
Tutti noi possiamo farlo attraverso i nostri smartphone creando, a costo zero, la più grande campagna promozionale del “Brand Italia” mai realizzata.

Con una cartolina si condivide una emozione

Ogni immagine pubblicata riportante la località, il comune, la provincia e la Regione e per i prodotti, il nome con cui è conosciuto, Luogo di produzione, comune, provincia e Regione, costituisce una Promo/Opportunità in più, per far conoscere, ancora più è meglio, le nostre “Terre Uniche”, sia a noi che al resto del mondo e sicuramente il mondo intero ce ne sarà grato. Il Sogno Italiano si può realizzare, perché il nostro futuro è qui.
Riccardo Rescio italiaefriends.wordpress.com #comunichiamoalmondolitalia
Pubblicato su Facebook 6 febbraio 2018https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1772569859461480&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=ACLeKtUC2kBhnExi

“Il Futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni” Eleanor Roosevelt

Una forza straordinaria, rivoluzionaria, quella contenuta nella citazione attribuita ad Eleanor Roosevelt, un suggerimento e uno stimolo che deve necessariamente contrapporsi alla piatta quotidianità di coloro che in modo piatto la vivono, ma anche un conforto per chi crede nella realizzabilità dei propri sogni, idee, progetti, visioni e non illusioni. Un sostegno per non abbattersi, per non sentirsi sbagliati e soli, perché il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni. I sogni sono la cosa più bella che una persona possa avere, perché i sogni sono solo nostri e nessuno mai potrà portarceli via.
L’impegno, la determinazione, il piacere che metteremo affinché i nostri sogni si realizzino, renderanno la nostra vita meravigliosa.
Non tentiamo di catturare un sogno, perché un sogno non è una preda.
Troppo effimera e fugace è la gioia del cacciatore.
Il sogno è qualcosa di più, molto di più, perché un sogno ci riempie la vita, ci accompagna, ci conforta è sempre con noi.
Il sogno è un amico sincero, che ci aiuta nei momenti difficili e ci stimola a superarli.
Non diamoli la caccia, non tentiamo di braccarlo, un sogno non lo merita, quello che dobbiamo fare è solo ricambiare ciò che lui fa per noi, renderlo concreto, impegnando tutte le nostre risorse per trasformarlo in realtà.
(Pensiero dedicato) #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Sogni” Opera di Daniela Padelli

“Patrimonio Italia” di Riccardo Rescio

Tutti i Pratrimoni, immensi che possano essere, sono destinati a depauperarsi, se non sapientemente gestiti.
Noi abbiamo ereditato qualcosa che è persino difficile da quantificare, tanto è grande e diversificato il nostro Patrimonio, ma come eredi abbiamo l’inalienabile onere, fino ad oggi disatteso, di coscoscerlo nella sua interezza, di tutelarlo, valorizzarlo e comunicarlo.
Dobbiamo tutti investire, ognuno in misura delle proprie possibilità temporali, nel nostro Patrimonio, che è la risultante di tutte le valenze e peculiarità che caratterizzano e identificano le “Terre Uniche” delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Comunichiamo al mondo l’Italia,
collaboriamo, anche con i nostri smarphone, a realizzare un forte Marketing Territoriale unitario, paritetico, che faccia finalmente conoscere al mondo l’Italia, per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.
Riccardo RescioPubblicato su Facebook il 17 settembre 2017 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1623316014386866&id=100001254482577
#comunichiamoalmondolitalia
#marketingdelleregioni
#leregioniuniteditalia

“Ci vuole Arte per fare impresa” di Antonio Pistillo

L’impresa, nel mondo degli affari è comunemente intesa come una attività economica organizzata per poter produrre beni o servizi.
Molto usato a livello internazionale, come sinonimo di impresa, il termine business, che letteralmente vuol dire “affari”.
Ma la parola impresa in italiano, nel nostro comune parlare, va molto al di là di una una qualsivoglia attività di produzione o di commercializzazione, per assumere un significato che concentra in sé una molteplicità di aspetti e di comportamenti, che stanno ad indicare la complessità, la difficoltà, la dedizione e il grande impegno necessario per il fare, di qualunque natura esso possa essere. Impresa è progetto, opera, lavoro, azione, sforzo, iniziativa, difficoltà, impegno, avventura, tante componenti che se ben amalgamate tra loro determinano una impresa di successo. Questo insieme di valenze, è molto spesso presente nella storia e nella attualità delle nostre imprese, che creano aziende e costituiscono società, con quell’impegno, con quella cura e quell’amore che viene dalla tradizione e dai valori, che rendono i loro prodotti particolarmente ambiti nel mondo. Esportare i sapori autentici della Puglia è certamente un’ Arte che si tramanda da generazione in generazione.
La Puglia degli assolati campi, dove l’aria è pura e dove la terra di Puglia curata con passione, ricambia generosamente con straordinari frutti, che con antica sapienza vengono trasformati in deliziose leccornie, dai sapori unici e inimitabili.
In questo è specializzato il marchio Mastrototaro Food, riconosciuto in ambito nazionale ed internazionale, per serietà e professionalità.
Il segreto è saper essere artigiani della bontà, curando in casa tutte le fasi della filiera.
Solo seguendo con cura e amore ogni singola tipologia di prodotto, dalla semina all’invasettamento, si può raggiungere l’eccellenza.
La famiglia Mastrototaro, di Bisceglie, in Puglia, sull’eccellenza, ha costruito la sua storia.Pubblicato da italia&friends su WordPress
Arte Cultura Attualità di uno straordinario Paese chiamato Italia
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia
Antonio Pistillo
Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends

“Tradizioni Popolari e dintorni” di Vincenzo Parlavecchio

Paese che vai, usanza che trovi.

Un antico e significativo proverbio perfettamente calzante per lo Stivale Italia, dove ogni città, ogni paese ma anche ogni più piccolo agglomerato di case ha le sue tradizioni, i suoi riti, le sue credenze, le sue materie prime, la sua filosofia di vita e il suo modo di manifestare tutto ciò.
Le manifestazioni possono essere di differente ispirazione, quelle dal coinvolgimento più profondo sono quelle religiose, le più galvanizzanti quelle riservate alle rivalità tra paesi o contrade cittadine, quando le due fonti si fondono tra loro si raggiunge il più elevato delirio emozionale, l’estasi per cui vale la pena farne parte o semplicemente assistervi, senza particolari scopi personali se non il piacere di alimentare la cultura.
Non ho intenzione di fare la lista dettagliata di questa miriade di eventi, bensì di parlarne iniziando da quelli cui ho avuto la fortuna di assistere e in onore alle mie origini siciliane, e all’emozione forte provata, la suggestiva processione de “La VARA” di Messina.
Se non potete recarvi a Messina il 15 di agosto, di un qualsiasi anno a vostra scelta, preparatevi a seguire le delicate e curiose fasi di questa processione.
La Vara è un grande Carro Votivo rappresentativo dell’Assunzione della Vergine Maria in cielo, la fede Cattolica è fortemente sentita tra i Messinesi ma è egualmente radicata in tutta la Regione Sicilia.
La sua ideazione risale al 1535 ed è attribuita, da fonti locali, a tale Radese, il cui l’intento fu di omaggiare Carlo V in visita d’onore alla città.
La “machina”, in dialetto, è una struttura piramidale somigliante a un albero spoglio delle foglie, alla base c’è la tomba della Vergine subito circondata dagli Apostoli, via via riccioluti angeli e putti salgono verso l’apice dove il Cristo si mostra ai fedeli.
E’ una struttura imponente, altissima e pesantissima, e anticamente, pensate, tutti i personaggi della Vara erano viventi e comprendevano per lo più fanciulli e qualche adulto.
La Vara è portata in processione lungo un tragitto per le vie cittadine e purtroppo, in un paio di occasioni, si verificarono pericolosi incidenti: alcuni tra gli angeli, quelli in posizione più elevata, perdendo l’equilibrio caddero. Fortunatamente precipitarono tra le braccia della folla circostante e rimasero illesi. Da quell’ultima in poi per evitare altri rischi gli umani furono sostituiti da statue.
Ciò che rende unica questa manifestazione è la schiera di partecipanti addetti al sollevamento, in occasione delle curve, e al trascinamento della Vara lungo tutto il suo procedere. Pensavate che fosse motorizzata vero? Centinaia di braccia forti, grazie a pali e sartie di navi, tirano, spingono e movimentano la Vara in uno sforzo disumano, aiutati da sapone disciolto per terra a facilitarne la scorrevolezza, guidati da un gruppo di timonieri e sostenuti dall’urlo unisono degli spettatori che scandiscono:- Viva Maria, Viva Maria. Questa è la Vara, fatica allo stato puro, per Religione, per mantenere viva una tradizione antica, per voto, per sfogare le difficoltà quotidiane o per redimersi dai propri peccati, non a caso molti “faticatori” sono dei galeotti, godenti un permesso speciale per parteciparvi, che alla fine rientrano in carcere, è un voto anche il loro e non risulta ci sia mai stata un’evasione in tale circostanza.
L’emozione è unanime, fortissima, intrisa di urla, di sudore, di fanatismo e di umana bellezza, uno spettacolo unico e indimenticabile.
Un consiglio godereccio: se volete rinfrescare il vostro pomeriggio gustatevi una granita al limone, è buona ovunque in città, se invece siete incuriositi sin dal mattino non rinunciate alla colazione dei Messinesi, mezza granita caffè con panna e il “tuppo”, la brioche locale.
Attenzione: le granite sono causa di dipendenza.
Arte, Cultura, Storia e Tradizioni, fascino irrinunciabile, sempre e ovunque a passeggio per la nostra Bella Italia
Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Gli uffici postali sono un segno di vita, fino a quando c’è Poste ci sono i paesi”

“Il potenziale pazzesco di Poste Italiane”
di Riccardo Rescio
“Gli uffici postali sono un segno di vita, fino a quando c’è Poste ci sono i paesi”, è quello che afferma il paesologo Franco Arminio, in una intervista su PostaNews

https://www.postenews.it/2020/09/05/il-paesologo-arminio-gli-uffici-postali-sono-un-segno-di-vita-fino-a-quando-ce-poste-ci-sono-i-paesi-2/
Prima o poi si prenderà coscienza del patrimonio pazzesco di Poste Italiane e di quanto questo possa essere utile al nostro Paese.
Ciò che serve ai Borghi, piccoli Paesi d’Italia, sono dei presidi polifunzionali, riferimenti certi, che possano offrire servizi a tutto tondo, dal mondo e per il mondo, in grado di censire, tutelare, valorizzare e far conoscere, tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano le nostre Terre Uniche. Presidi in grado di rivitalizzare i tanti Luoghi che meritano di essere collegati al mondo, per farsi conoscere ed apprezzare.
Poste Italiane, ha tecnologie, mezzi, strumenti, strutture e personale, per costituire l’ossatura del “Sistema Italia”, di cui c’è necessità e bisogno. Poste Italiane, in sinergia con le maggiori Aziende di servizi Italiane, lo può fare, lo deve fare, in virtù della sua storia e per il progresso del Paese.
Riccardo Rescio @italiaefriends“Il potenziale pazzesco di Poste Italiane”
https://t.co/i4Vei7c3iR #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

Postenews – Le notizie di Poste Italiane, dei settori della logistica, della finanza e assicurativo
https://www.postenews.it/2020/09/05/il-paesologo-arminio-gli-uffici-postali-sono-un-segno-di-vita-fino-a-quando-ce-poste-ci-sono-i-paesi-2/

“Il Rinascimento e la Rinascita”

Il Rinascimento e la Rinascita”, è il titolo dell’evento Dolce&Gabbana, che si è tenuto a Firenze dal 2 al 4 settembre 2020. Tutto ha avuto inizio mercoledì 2 con la presentazione della collezione di Alta Gioielleria nel Chiostro di Santa Maria Novella, poi proseguito in serata con la sfilata di Alta sartoria nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, I modelli hanno sfilato su una bellissima passerella, al centro dello stupendo Salone dei Cinquecento, che riproduceva un enorme giglio rosso, simbolo della città di Firenze. Il giorno successivo la sfilata di Alta Moda, ha avuto come incredibile palcoscenico lo splendido Giardino di Villa Bardini, il fantasmagorico evento è terminato la sera del 4 settembre con la cena alle Cantine Antinori al Bargino.
Le sfilate hanno presentato pezzi unici e straordinari della Maison, accompagnati da accessori e oggetti realizzati dalle botteghe artigiane Fiorentine. La filosofia dei due stilisti è da sempre pervasa da un forte senso di appartenenza territoriale e di grande attaccamento ai valori della tradizione popolare. Anche questo evento Fiorentino non poteva che marcare questo concetto che deve sempre più legare ogni nostro singolo prodotto al proprio Luogo di origine. L’intento principale dell’evento Fiorentino ”Il Rinascimento e la Rinascita” è stato quello di esaltare le Valenze Territoriali, portando alla ribalta mondiale quelle capacità espresse dai manufatti degli Artigiani che caratterizzano e identificano le rispettive origini. Dolce&Gabbana hanno voluto comprendere e rispettare l’identità e la specificità di ogni singolo Artigiano Fiorentino coinvolto nell’iniziativa, 38 in tutto le Botteghe Artigiane che hanno visto portare le loro creazioni sotto i riflettori di un pubblico internazionale. Proprio per questo non sono stati commissionati dei lavori, ma gli stilisti hanno lavorato in totale condivisione con gli Artigiani Fiorentini, per valorizzare dei pezzi già unici e preziosi, spinti oltre la loro normale destinazione d’uso, inventando per loro una nuove identità.
Le creazioni realizzate in seta, pelle, cristallo, terracotta, vimini, oro, paglia, argento, cuoio, porcellana, vetro, legno, tarsie marmoree, broccato, piume, perline, pietre dure, hanno interpretato, come meglio non avrebbero potuto fare, il valore di quella tradizione artigiana, spesso tramandata di generazione in generazione, ma anche una marcata attenzione alla contemporaneità.
Uno straordinario universo ampio, ricco e articolato, raccontato in un volume a tiratura limitata, realizzato con il contributo di Cuoio di Toscana, con Copertina in pelle, che racchiude i profili dei singoli artigiani e i disegni degli oggetti realizzati, che hanno accompagnato gli esclusivi modelli Dolce&Gabbana. I pregevoli manufatti, realizzati dalle Botteghe Artigiane, sono esposti in teche nel Cortile del Michelozzo di
Palazzo Vecchio, fino al 15 ottobre.

https://www.pittimmagine.com/it/pittimmagine/corporate/focuson/florentine-artisans-dolce-gabbana

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze

“DaTE” La Fiera dedicata al mondo degli Occhiali” Firenze Stazione Leopolda 19/21 settembre 2020


“DaTE”, la Fiera dedicata al mondo degli Occhiali” 19/21 settembre 2020, alla Stazione Leopolda di Firenze, ha un nome decisamente originale per una Fiera dedicata all’ottica, ma lo sarebbe sicuramente per qualsiasi altra tipologia di Mostra, ma ecco che, consultando il sito e visitando la Fiera,  le spiegazioni arrivano e illuminano quel po di ermetismo del titolo.
Gli organizzatori ci partecipano che, già da alcuni anni, molti operatori del settore chiedevano loro di ideare un evento che parlasse di occhiali, che avesse una connotazione originale e innovativa e che non riportasse troppo esplicitamente la parola ‘occhiale’.
Nel 2013 l’idea si concretizza, ma a quel punto e in coerenza con i presupposti alla base del progetto, per i promotori dell’evento era necessario trovare un nome adeguato e al contempo particolare, che avesse pertinenza con il mondo degli occhiali, ma che non li nominasse esplicitamente.
Lo spunto arrivò dal racconto di un ottico di Tokio, Toshiyuki Araoka, che narrava, agli ideatori della Fiera, di un singolare movimento che al tempo stava prendendo piede in Giappone, il cui nome era DaTE, che tradotto vuoleva dire “occhiali alla moda, senza prescrizione”.
DaTE è quindi l’originale contenitore che coniuga differenti mondi, personalità, identità e modi di concepire un oggetto, indubbiamente utile con caratteristiche di design originale e innovativo.
DaTE, la Fiera dedicata all’ottica è effettivamente originale di nome e di fatto, una vera di fonte di ispirazione, una reale opportunità per gli operatori del settore e una accattivante attrattiva un po per tutti. Riccardo Rescio #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #RinasceFirenze https://photos.app.goo.gl/do1cKW6wz1FqS7x49 #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #RinasceFirenze @stazione_leopolda @cittadifirenzeufficiale


Foto della maifestazione
https://photos.app.goo.gl/do1cKW6wz1FqS7x49

“Il più grande spettacolo dopo il big Ben” di Antonio Pistillo

Pensate veramente che i puzzle siano solo giochi per bambini, oppure ritenete che siano piacevoli intrattenimenti per grandi.

Ebbene comunque la pensiate, nella prima, nella seconda o in una terza ipotesi, quest’ultima che vede combinate le prime due, molto probabilmente quella più vicina alla realtà, considerate che i puzzle sono molto di più di un gioco o di un passatempo, i puzzle sono in realtà la grande metafora della vita, fatta di interconnessioni, di tante piccole o grandi tessere, che singolarmente non hanno un senso definito, non hanno una logica esplicita, ma ogni singolo pezzetto colorato è importante e determinante nella realizzazione del quadro che si intende fare. Tutti noi siamo tessere, apparentemente irregolari, con anse e protuberanze, alla continua ricerca, di altrettante protuberanze da far incastrare con le nostre anse e viceversa. Piccole tessere colorate, messe alla rinfusa in un bellissimo contenitore fatto a forma di stivale, a cui manca il coperchio. L’effetto cromatico, se pur decisamente particolare, non è esaustivo, non ci fa capire esattamente cosa contiene quel contenitore, ecco perché è necessario ed indispensabile che le tessere si abbinino con altre tessere, in modo, che colori e disegni, collegandosi tra loro, progressivamente incomincino a dare un senso al tutto. Noi, nessuno escluso, siamo le tessere del puzzle Italia, con i nostri affetti, il nostro lavoro, le nostre amicizie, i nostri Saperi, siamo gli elementi strategici della definizione del nostro Paese, per il suo progresso e per il nostro conseguente benessere. Pezzi unici, non sovrapponibili, ricchi di conoscenze, esperienze, idee e progetti. Allora, come tessere del puzzle Italia uniamoci, diamo un senso, realizziamo il disegno, rendiamo comprensibile, dando alla bellezza della policromia astratta, la meravigliosa concreta del nostro straordinario Paese. È molto più facile a farlo che a dirlo, perché quando la necessità e il bisogno si fa più impellente l’interconnessione fra le tessere diventa più fattibile. Non aspettiamo però il momento più estremo, incominciamo a fare ora, ciò che avremmo, già da molto tempo, dovuto iniziato a fare. Ora più che mai è necessario cambiare i presupposti del vivere alla rinfusa, inseguendo inutilmente miti astratti, irraggiungibili, almeno quanto lo erano quelli della storia più antica dell’uomo. Non dobbiamo ricominciare, ma iniziare a dare priorità a ciò che è veramente necessario ed utile, per farlo è indispensabile cambiare prospettiva, non mescolandoci più alla rinfusa, ma cercando di combinarci tra noi. Se riusciremo a farlo, esattamente come tesserine colorate, perché questo realmente siamo, creeremo uno straordinario puzzle, dando vita ad un opera spettacolare, da godere e da far vedere al mondo intero, questo puzzle si chiama Italia ed è il più grande spettacolo che c’è dopo il big Ben.

Antonio Pistillo Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends

“Non toccate le Regioni” di Riccardo Rescio

“I Territori esprimono Valenze, le Valenze sono espressione dei Territori” (21 ottobre 2017)
Le 20 straordinarie Regioni d’Italia sono la nostra peculiarità che ci rende unici nel modo, stravolgere o cambiare il loro essere Territorio, Cultura, Tradizioni, Arte, Lingua, Cucina, Folclore, sarebbe una operazione suicida, senza alcun senso logico.
Le 20 Regioni d’Italia sono una realtà che deve essere sempre presentata al mondo in modo unitario.
L’Italia è una nazione unità del 1861 e così dovrà restare nei secoli futuri.
Ogni tentativo, più o meno larvato, di autonomizzazione è assurdo, antistorico e impraticabile.
Anzi dovremo adoperarci per renderle paritetiche, in organizzazione, pianificazione, sviluppo, con gli stessi statuti e senza privilegi di sorta. Collaboriamo tutti per realizzare un forte, unitario, paritetico, Marketing Territoriale delle 20 Regioni d’Italia, che valorizzi, tuteli, promuova e comunichi in ogni dove, le innumerevoli peculiarità che caratterizzano e identificano le “Terre Uniche” di questa straordinaria Terra chiamata Italia.
Il nostro futuro sviluppo sta nel prendere sempre maggiore consapevolezza delle straordinarietà del nostro Paese e della nostra genialità, con queste potenzialità “il Sogno Italiano, si può realizzare”.
Riccardo Rescio

#ilsognoitalianosipuorealizzare #senzaretoricasoloorgoglio #comunichiamoalmondolitalia

L’articolo è stato pubblicato, senza foto, su Facebook il 21 ottobre 2017,
a commento di un’altro articolo, a sua volta pubblicato, su : L’ARENA.IT


https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1654573881261079&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=ITLCP37PfstEwm9x



“Perche solo sul Barattolo di Nutella?” di Antonio Pistillo (19/9/2020)

https://www.ilmessaggero.it/viaggi/news/turismo_con_enit_e_ferrero_l_italia_vista_da_un_barattolo_di_nutella-5470622.html

Arte Cultura Attualità “Perche solo al Barattolo di Nutella”
di Antonio Pistillo (19/9/2020)
La Nostra straordinaria Penisola delle Meraviglie, è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, Storia, Cultura, Architettura, Enogastronomia, Folclore, Tradizioni e tanto, tanto di più, in un Territorio fra i più amati al mondo.
La questione di fondo è come comunicarlo in modo massivo, continuativo e diffuso.
Tutti i Membri volontari della Rappresentanza Diplomatica di Italia&friends da anni partecipano al mondo, tutto il Bello e il Buono, da loro conosciuto, che esiste e insiste, nelle Terre Uniche, della 20 Regioni d’Italia. Per noi questo è un contributo, che rientra perfettamente e rende concreto il concetto di amore per il nostro Paese.
Le innumerevoli Meraviglie, dell’immenso, ampio e variegato Patrimonio Italiano, devono essere sempre maggiormente conosciute, per quanto veramente valgono e per quanto realmente meritano. Benvenga quindi ogni iniziativa che possa contribuire a rendere il dovuto merito conoscitivo a tutte le peculiarità che caratterizzano e identificano i nostri Territori.
La bella iniziativa di comarketing tra Enit e Nutella è in perfetta sintonia con la nostra filosofia comunicativa e non possiamo che esserne felici. Quello che noi di Italia&friends chiamiamo “Il Circolo Virtuoso”, altro non è che quel rapporto che deve necessariamente legare ogni nostra valenza specifica, Alimentare o meno, al proprio Luogo di origine, attraverso l’apponimento di un QR Code, sulle rispettive etichette, che parli sia del prodotto che del suo Territorio, questo è ciò che auspichiamo e con determinazione andiamo ripetendo da anni.
Vorremmo che “Il Circolo Virtuoso” fosse esteso, attuato e applicato, come buona pratica, ad ogni e qualsiasi nostra produzione.
Il non plus ultra, in termini comunicativi lo si potrebbe ottenere apponendo un QR Code alle bottiglie di Vino, ai milioni di bottiglie di Vino Italiano e ai miliardi di singoli prodotti Made in Italy, pasta, mieli, conserve di prodotti freschi, olio extravergine, formaggi, dolci tipici ecc. ecc., che in tal modo e a costo zero, potrebbero essere Ambasciatrici e Ambasciatori dei Saperi e dei Sapori della nostre Terre, basterebbe un CR CODE, allora perché solo ai barattoli di Nutella e solo per uno spot promozionale, numericamente e temporalmente limitato.
Antonio Pistillo

Ambasciatore dei Saperi e Sapori di Puglia per Italia&friends.


“Le Bottiglie Ambasciatrici Divine”
di Riccardo Rescio (7/7/2018)
A proposito di “Circoli Virtuosi”, per ciò che concerne le bottiglie vino, sono milioni le bottiglie di Vino in giro per il mondo, queste costituiscono contatti Promo/Pubblicitari a costo zero. Bottiglie che, a buon titolo, possono acquisire la nobile carica di autorevoli Ambasciatrici delle rispettive Terre d’origine.
Le etichettate delle nostre “Ambottiglie” dovrebbero essere dei veri e propri passaporti diplomatici, inconfutabili documenti di riconoscimento che caratterizzano e identificano ogni singola bottiglia e il suo prezioso contenuto.
Etichette di riconoscibita’ che riportino in chiaro, in modo leggibile informazioni sulla tipologia, carattetistiche del loro contenuto e anche la Localita’, il Comune la Provincia, la Regione, lo Stato di origine.
La facile e immediata collocazione e contestualizzazione della zona di produzione, non potra’ che implementare flussi turistici per i Luoghi di produzione, che oltre al vino, hanno certamente tanto altro da offrire.
Le etichette/passaporto dovrebbeto riportare anche un “Micro QR code”, con tutte le indicazioni geolocalizzanti, della zona di produzione e del contenuto della bottiglia. In sintesi, rendere concreto e tangibile il famoso “Circolo Virtuoso” tra Prodotto e Territorio, finalizzato ad una sempre maggiore valorizzazione di tutte le nostre Eccellenze, comprese quelle Vitivinicole, per una sempre migliore conoscenza delle nostre straordinarie “Terre Uniche”.
Pubblicato da italia&friends su WordPress Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 07/luglio/2018 https://italiaefriends.wordpress.com/2018/07/07/le-bottiglie-ambasciatrici-divine/ #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia
Pubblicato da italia&friends su WordPress Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia il 19/settembre /2020

“Là, dove i sogni diventano realtà” di Vincenzo Parlavecchio


“Dove eravamo rimasti?”
(indimenticabile Enzo Tortora)
Ah si, al bambino che c’è dentro ognuno di noi e ai vostri figli. Per una decina di anni, quasi ogni venerdì sera, ho percorso la SS Paullese, una delle Route 66 nostrane per chi segue il blog di Italia&Friends, da Milano a un paesino della provincia di Rovigo. Un bel tragitto, circa 200 km, passando da Crema, Cremona, Mantova e Ostiglia per giungere a Bergantino, il paese luogo di nascita di Stefano Gobatti (compositore 1852/1913). Spendo un asterisco su Stefano Gobatti, protagonista dell’800 musicale tardo romantico Italiano, acclamato nel suo massimo splendore, 1873 con l’Opera “I Goti”, nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e poi oscurato, ingiustamente, da un contemporaneo più blasonato e famoso Giuseppe Verdi. Ma Bergantino non è solo il paese natio di un grande compositore, pochi lo sanno e molti non ci crederanno Bergantino è anche il Paese della Giostra. Bergantino è la mente progettuale del Distretto della Giostra del Polesine, comprendente i paesi di Melara, Castelnovo Bariano, Castelmassa, Ceneselli e Calto, dedito alla produzione del 80% delle giostre commercializzate in tutto il Mondo. Il polo industriale annovera una 70ina di imprese, per lo più medio piccole, e dà lavoro a circa 300 addetti specializzati in vari settori, dalla carpenteria all’elettromeccanica, dall’elettronica alla robotica, che utilizzano solo tecnologia d’avanguardia ad elevare la Professionalità Artigianale, un Made in Italy di settore apprezzato ovunque. Le giostre costruite a Bergantino vengono ammirate, e fanno la gioia di grandi e piccini, nei più noti e spettacolari luna-park e nei parchi di intrattenimento tra i più famosi al mondo: da Mirabilandia, (Ravenna-Italy), a Disneyland (Orlando/Florida-USA), dal Luna Park di Coney Island (NY-USA) a Europark (Vias Beziers-France), dal Dinosaur Park (Pechino-China) sino a quelli che, sin da piccoli, ci hanno accompagnato nel mondo dei sogni, quelli di paese o di quartiere, quelli itineranti per intenderci. La più antica e classica giostra è quella con i cavalli e le sue origini sono legate all’agricoltura: le primissime avevano dei veri cavalli che legati a una corda ruotavano attorno ad un palo, principio utilizzato per la lavorazione dei cereali, con i bambini in groppa che si divertivano senza ritegno. L’avvento del motore a vapore assicurò la forza motrice e i cavalli veri furono sostituiti da copie di cartapesta su cui i bimbi, salendovi a cavalcioni, immaginavano di passeggiare in loro compagnia. Scritti araldici riportano che i soldati Napoleonici, durante la campagna di Russia, osservarono come i contadini locali, dopo aver eretto una sorta di scivolo con rotaie, amavano lasciarsi scivolare sopra con una carriola. Senza freni la carriola terminava la sua corsa per inerzia, chi si fermava più lontano dal punto di partenza era il predestinato, nella profezia popolare, a beneficiare di un ricco e proficuo raccolto stagionale. Quel che è singolare è il fatto che alcuni soldati Francesi, di ritorno in patria, particolarmente dotati di inventiva, fantasia e capacità costruttive, progettarono un arcaico prototipo di quella che oggi, grazie alla meccanica moderna e all’evoluzione tecnologica, è considerata una delle più divertenti ed eccitanti giostre: le Montagne Russe. Le fiere di paese sono sempre state occasione per mostrare, dimostrare, divertire e stupire; le strade, in quei giorni di festa, pullulavano di saltimbanco, mangiatori di fuoco, giocolieri, cantastorie, burattinai, venditori di elisir d’amore o di lunga vita e di bancarelle con succulenti leccornie per ogni palato, di fatto i precursori dei giostrai moderni. Il progresso infatti ha trasformato le popolane fiere in sfavillanti luna park stanziali, poi evolutisi in veri e propri parchi divertimento, il cui nome identifica il luogo quasi più della città che li ospita stabilmente. La carovana itinerante è costituita da più famiglie di giostrai e Bergantino ha le sue discendenze storiche, uomini e donne pieni di passione che hanno saputo mantenere viva la tradizione e la cultura della giostra diffondendola ovunque. Un invito sincero a lasciarvi coinvolgere tutti è una visita al Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino, inaugurato nel 1999 nella cornice di Palazzo Strozzi, dove potrete approfondire e restare estasiati di quanto ho solo cercato di rendervi ansiosi di conoscere: *la storia dell’uomo, della sua creatività, del suo desiderio di felicità, della sua ansia di conoscere il futuro, del suo bisogno di sopravvivere superando le quotidiane difficoltà della vita, del suo innato bisogno di trascendere la realtà. *da un’intervista a Tommaso Zaghini, Direttore del Museo. (official blog) Bergantino, un gioiellino della Regione Veneto, una delle 20 preziose tessere del mosaico Italia, dove Storia, Arte, Tradizioni e Cultura si intrecciano per diffondere pura emozione.
Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Kevin Francis Gray” al Museo Bardini di Firenze 2020

Kevin Francis Gray è nato ad Armagh, nell’Irlanda del Nord, nel 1972. Ha studiato al National College of Art and Design di Dublino, poi alla School of the Art Institute di Chicago e nel 1999 ha conseguito un MA in Fine Arts al Goldsmith College. Le sue opere hanno fatto parte di mostre presso la Royal Academy, il Sudeley Castle, il Museum of Contemporary Art, il Nieuw Dakota, il Palazzo Arti Napoli, il Musee d’Art Moderne, l’Artium, Centro-Museo Vasco de Arte Contemporáneo, il Tel-Aviv Museum of Art e l’Art Space. Fino al 21 dicembre il Museo Stefano Bardini presenta la mostra Kevin Francis Gray, curata da Antonella Nesi. La Mostra è promossa dal Comune di Firenze, organizzata da Mus.e, in collaborazione con Eduardo Secci Contemporary, con il generoso supporto di Moaconcept. La presenza delle opere di Kevin Francis Gray a Firenze testimonia e conferma il ruolo di primissimo piano che la città riveste nell’ambito della promozione dell’Arte contemporanea. La Mostra di Kevin Francis Gray al Museo Bardini di Firenze sancisce il profondo legame tra l’Artista e il territorio toscano attraverso i lunghi anni di collaborazione con gli Studi di lavorazione dei marmi di Pietrasanta. Ma è per la prima volta che, grazie a questa mostra, l’Artista espone le proprie opere sul territorio fiorentino, alla ricerca di un dialogo diretto con i grandi maestri del passato. Nelle sale del Museo troviamo oltre venti lavori realizzati con diversi tipi di marmo e altre in bronzo. Kevin Francis Gray, nelle sue opere manifesta una grande devozione nei confronti dell’Arte del passato, la testimoniano l’uso dei materiali e l’amore nei confronti, di quel classicismo posturale dei suoi soggetti magicamente avvolti da un velo senza tempo. Antonella Nesi, curatrice della mostra, nel sottolineare quanto le opere di Kevin Francis Gray richiamino la scultura più classica, fatta di perfezione tecnica e tensione verso una bellezza estetica impeccabile, palesa quanto le sue sculture possono dialogare con i marmi ellenistici, con le essenziali forme scultoree medievali, con la perfetta forma rinascimentale della collezione plastica del Museo Stefano Bardini, straordinario luogo del cuore e ludoteca dell’anima.

Il magnifico Museo Stefano Bardini, è in Via dei Renai,1 a Firenze
Orario mostra: Venerdì / Sabato / Domenica /Lunedì: 11.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
http://musefirenze.it/musei/museo-stefano-bardini/

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #RinasceFirenze

https://photos.app.goo.gl/Nk5wTdyyWNeaJCf3A

“Quando la Bellezza invade gli occhi”

Massimo Sestini al Forte Belvedere Firenze

https://photos.app.goo.gl/3yMGc614SDF4zUUU6“Quando la bellezza invade gli occhi” di Riccardo Rescio
Nella Città d’Arte per antonomasia, in uno scenario incredibilmente bello, con un panorama dominato dalla straordinaria imponenza del Duomo, che in realtà è perfetto così com’è, è il resto che al suo cospetto risulta più piccolo, un considerevole resto fatto di tanti capolavori di dimensioni certamente più contenute, ma immensi e di altrettanta assoluta bellezza, tutti distinguibili, visibili, quasi tangibili, dal Forte Belvedere, che nella sua terrazza ospita 10 grandi strutture, con Venti immagini giganti di Firenze e della Toscana, che costituiscono nel loro insieme la Mostra “Bellezza oltre il limite” di Massimo Sestini, aperta al pubblico da 16 settembre al 31 ottobre 2020. Venti immagini di magistrale bellezza, che si stagliano nello straordinario panorama di Firenze, vere e proprie sculture fotografiche, che vogliono fortemente rappresentare l’interpretazione Artistica del concept “Toscana, Rinascimento senza fine”, il progetto comunicativo studiato da Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, per la campagna internazionale di promozione della Regione Toscana. Sono immagini, quelle di Massimo Sestini, che presentano Firenze e una Toscana ritratta da una prospettiva sicuramente inedita, poiché i suoi scatti sono stati realizzati a 2000 piedi di altezza, con speciali obiettivi che hanno permesso inquadrature di assoluta originalità. Il risultato naturalmente va al di là di una tradizionale se pur professionale fotografia, divenendo vera opera d’Arte. La disposizione, il posizionamento, l’artenanza delle strutture portanti delle immagini, sapientemente collocate, si alternano tra loro lasciando spazio a inquadrature dello spettacolare panorama che le contiene, creando una suggestione ottica di incredibile bellezza. La campagna “Toscana Rinascimento senza fine” costituisce la perfetta sintesi di un’insieme di azioni di promozione, tra loro complementari e progressive, attuate in questi mesi per creare un nuovo modo di comunicare, per poter suscitare un sempre maggiore interesse verso le tante diffuse, meravigliose straordinarietà, che la Regione Toscana racchiude. Una azione combinata per intercettare il Turismo Nazionale e Internazionale, in modo decisamente e finalmente più nuovo e accattivante. Dalla bellissima e indimenticabile Mostra del 1972 di Henry Moore, il Forte di Belvedere di Firenze è diventato uno degli spazi espositivi aperti più importanti e belli al mondo. Riapre finalmente in questo settembre 2020 proprio con la Mostra di Massimo Sestini, con le sue immagini che sono incastonate in strutture di considerevole grandezza, ognuna delle quali misura cinque metri per tre che, come grandi finestroni, si inseriscono sullo skyline di Firenze. La Mostra “Bellezza oltre il limite”, è stata curata da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, promossa dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze e realizzata da Fondazione Sistema Toscana, Toscana Promozione Turistica e Mus.e #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze

https://photos.app.goo.gl/3yMGc614SDF4zUUU6

“Porta Pia non è un indirizzo stradale, è Storia” di Riccardo Rescio

Credito immagine : https://it.m.wikipedia.org/wiki/Porta_Pia

“Porta Pia non è un indirizzo stradale, è Storia” di Riccardo Rescio
È una paradossale, ricorrente, condizione che porta molti ad associare, importati personaggi storici, letterati, artisti, patrioti, eroi, politici, unicamente alle strade, piazze o luoghi che portamo il loro nome, forse perché la storia che dovrebbe insegnare, purtroppo non viene partecipata in modo adeguato e con altrettanta approssimazione acquisita.
Porta Pia, è molto di più di una indicazione stradale, poiché non solo è una delle porte delle mura aureliane di Roma, situata nel quartiere Nomentano, ma è anche una delle ultime opere di Michelangelo Buonarroti, in cui l’Artista, all’epoca già anziano, utilizzò elementi architettonici ed una sintassi compositiva particolarmente innovativi.
Porta Pia, segna poi un episodio determinante, della nostra epopea risorgimentale, che è ricordato come “La Breccia di Porta Pia”, una azione militare, che vide coinvolti più di 50.000 soldati, avvenuto il 20 settembre 1870, nel tratto di mura adiacente alla Porta, scenario della battaglia tra le truppe del Regno d’Italia e dello Stato Pontificio, che segnò la fine di quest’ultimo e l’annessione di Roma all’italia.
Il Perché si vuole festeggiare a Firenze questo importante momento Storico per il nostro Paese è presto detto, Firenze è strettamente legata a quello che accadde il 20 settembre 1870 in quanto era la Capitale dell’allora Regno d’Italia, e questo evento ne segno il suo ultimo atto.
“La Breccia di Porta Pia” fu una decisiva azione per lo spostamento della capitale da Firenze a Roma.
In occasione del 150° Anniversario della Breccia di Porta Pia la presidenza del Consiglio comunale ha organizzato una serie di eventi.
Sabato 19 settembre, alle 11,30 in piazza dell’Unità il Presidente del Consiglio comunale Luca Milani, accompagnato dal Gonfalone, apporrà una corona al monumento ai caduti.
A questa cerimonia saranno presenti Adalberto Scarlino del Circolo Piero Gobetti e Valerio Giannellini della Fondazione Rossi-Salvemini. Al termine della cerimonia si terrà una manifestazione con rievocazione presso il Salone della Fratellanza Militare in piazza Santa Maria Novella.
Domenica 20 settembre, alle 11,30, si terrà una messa presso la Basilica di San Miniato al Monte con un breve saluto di Padre Bernardo.
La sera di domenica 20 settembre le Porte storiche di Firenze saranno illuminate di verde, bianco e rosso, per creare i colori della bandiera italiana.
La speciale illuminazione sarà a cura di SILFI Spa: un grande tricolore sarà formato da Porta San Niccolò che sarà accesa di rosso, Porta alla Croce di bianco e Porta San Gallo di verde, un altro da Porta al Prato rossa, Porta San Frediano bianca e Porta Romana verde.
Martedì 22 settembre, alle 17, in Sala d’Arme il convegno “Firenze Roma, la lunga strada verso la Capitale”.
Dopo i saluti del presidente del Consiglio Comunale di Firenze Luca Milani ci saranno gli interventi di Fabio Bertini, già docente di storia contemporanea presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze su “La questione romana tra Firenze capitale e l’Europa prima di Porta Pia”, di Antonino Zarcone, presidente del Military Historical Center – Toscana su “L’esercito italiano a Porta Pia per proteggere il Papa”, di Fulvio Conti, presidente della Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze su “20 settembre 1870: una data e un simbolo nella storia d’Italia” di Bruna Bocchini Camaiani, docente di Storia del cristianesimo e delle chiese dell’Università degli Studi di Firenze su “1870.
Un tornante nella storia della Chiesa” di Leonardo Scatarzi, già docente di educazione artistica – Military Historical Center su “La breccia di Porta Pia nella pittura.
Gli artisti dell’800 e le lotte per la libertà”. Durante la manifestazione sarà proiettato un brano tratto dal film La presa di Roma (1905) di Filoteo Albertini.
Mercoledì 23 settembre, alle 17,30 presso la Sala Firenze Capitale in Palazzo Vecchio presentazione del libro “La Breccia di Roma” di Claudio Fracassi – Mursia editore, a cura del circolo di cultura politica Fratelli Rosselli, del Comitato Fiorentino per il Rinascimento e della Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini. Porta Pia, non è solo un indirizzo stradale e non soltanto una grande opera d’Arte di Michelangelo Buonarroti è anche il simbolo di quel processo che porterà alla formale unità d’Italia.
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #RinasceFirenze

“O capitano, mio capitano”

Chi di noi non ha avuto reazioni piu’ o meno accentuate, chi di noi non ha avvertito in modo piu’ o meno coinvolgente, fatti e situazioni che ci hanno visto e ci vedono attori o passivi e inermi spettatori, di piccole o grandi cose, fatti e avvenimenti, vicino o indicibilmente lontani. Nessuno, con un minimo di sensibilita’ e di consapevolezza, può sentirsi completamente immune dall’essere coinvolto, partecipe e al contempo anche possibile possibile risolutore. L’attimo fuggente è un film, ma anche la sintesi esatta della vita. L’attimo fuggente, due parole, due semplici parole che sintetizzano la capacità di saper cogliere, per poterlo assaporare nella sua interezza, ogni momento vissuto. Questa capacità non appartiene alle dotazioni iniziali dei sensi concesse alla maggior parte di noi sin dalla nascita, è un tecnica che si acquisisce attraverso lo stimolo di chi, in modo autodidattico l’ha fatta propria ed ha la forte propensione ad insegnarla. La formazione delle coscienze, è quindi il punto focale, il centro di ogni questione, il presupposto iniziale che inevitabilmente condiziona lo sviluppo intellettivo di ognuno di noi. Insegnare è un’Arte e non un mestiere, cosi come l’Artista riesce a suscitare emozioni, attraverso la materializzazione del proprio sentire, cosi un insegnante capace non può che divenire attrattore di desiderio di sempre maggiori conoscenze in chi lo ascolta.
Riccardo Rescio
Pubblicato da italia&friends su WordPress Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia
Martedì 15 settembre 2020

#tuttoilbelloeilbuonochece

“Domenica sera in Musica” di Daniela Padelli

◦ Domenica sera si è tenuto il primo concerto pianistico a quattro mani in una delle location più belle dell’alto lago di Lecco/Como.
A Gravedona nella sala grande di Palazzo Gallio si sono esibiti Marco Schiavo e Sergio Marchegiani per la XXXIII rassegna di Pianomaster interpretando a quattro mani musiche di : Mozart, Brahms e Rossini
Finalmente torno a “bere musica” con le orecchie, dopo tanto tempo, e affacciandomi sulla terrazza di questo meraviglioso Palazzo ( già dimora Cardinalizia) per un aperitivo a fine concerto, mi sento di nuovo “volare” ammirando tutta la bellezza del lago che è ancora più bello con le luci serali. La Musica è un linguaggio universale che tutti possono capire e io, che sono una musical/onnivora, non disdegno alcun genere, dalla musica classica, al jazz, al pop e persino la musica cosiddetta “ leggera”
La Musica tocca le corde della mente e del cuore e arricchisce l’anima di chi la sa ascoltare
Ultimo pezzo in programma, l’ouverture da “ la gazza ladra” di Rossini, questi due incredibili pianisti, lo hanno eseguito a quattro mani e…. due nasi.Avere letto bene, infatti si sono divertiti con una performance inedita, ci hanno divertito con la loro incredibile intesa di musica e di amicizia.
Inutile dire che c’è stata un ovazione di applausi. Io a fine concerto avevo lacrime di pura gioia!
Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends. #spaziodiculturaebellezza
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Scuola a Teatro, il Teatro come Scuola” di Riccardo Rescio

Tommaso Sacchi accoglie i ragazzi all’ingresso del Teatro della Pergola di Firenze

Lunedì 14 settembre 2020, al Teatro della Pergola, è suonata la campanella, che ha segnato l’inizio delle lezioni per tre classi della Scuola Media Statale “Giosuè Carducci”, e continuerà a farlo fino al prossimo novembre.
I ragazzi di queste classi faranno infatti lezione nella sala delle Colonne, nel saloncino intitolato a Paolo Poli e nel foyer di galleria.

La Fondazione Teatro della Toscana, rendendo disponibili le sale del Teatro della Pergola di Firenze, del Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci e quelle del Teatro Era di Pontedera, è il primo Teatro Nazionale in Italia che apre le proprie porte alle attività didattiche, che costituiscono un’improrogabile priorità nella ripartenza del Paese.
Oltre alle classiche lezioni con le materie previste dal programma ministeriale, nella sale del Teatro Massimo fiorentino, adattate ad aule scolastiche, i giovani studenti seguiranno anche lezioni di Storia del Teatro, di Etica Digitale e un vero e proprio Laboratorio Teatrale, grazie alla collaborazione della Fondazione Teatro della Toscana con la regista Manu Lalli e l’Associazione Venti Lucenti.
Una straordinaria esperienza formativa, volta a garantire il diritto e anche il dovere di lezioni in presenza e in completa sicurezza, un progetto strategico che unisce Firenze a Scandicci con il Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ e a Pontedera con il Teatro Era, che già prevede una serie di incontri dedicati a studenti, docenti e pubblico.

Questa iniziativa di Scuola a Teatro è stata fortemente voluta dal Comune di Firenze, attraverso l’azione del Presidente del Teatro della Toscana Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, e dell’Assessora all’Educazione Sara Funaro, dal Comune di Scandicci, dal Comune di Pontedera e dalla Regione Toscana.

L’Iniziativa si configura come parte importante della nuova identità del Teatro, che ha nei propri piani futuri la priorità di mettere i giovani al centro della propria attività. Una strategia condivisa con entusiasmo dai soci della Fondazione.#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #RinasceFirenzeTommaso Sacchi
Immagini : Ufficio Stampa e Social
Fondazione Teatro della Toscana

“Mangia Borgo 2020” Firenze Borgo Ognissanti

Firenze Giovedì 17 settembre 2020 dalle ore 19,30 alle ore 23,00.

“MangiaBorgo” Vuol essere uno “struscio” per Borgognissanti dall’incrocio di Maso Finiguerra a via Curtatone dove, tra assaggi di vario genere, invitiamo i fiorentini a riappropriarsi del gusto antico delle nostre eccellenze della ristorazione. Ogni ristoratore, approfittando dei tavolini e dehors esterni, si metterà in gioco con prodotti tipici della nostra toscanità per la gioia dei “palati” dei passanti. La serata sarà animata dal “terzetto” del QUINTO PODERE che allieterà con musiche e stornelli fiorentini, tutti i presenti. Una bella serata da passare insieme all’insegna del gusto, buona musica e bella gente!

http://www.borgognissanti.it

#tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenze

“Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano (1975)

E’ giunto il Tempo in cui ognuno di noi prenda consapevolezza della realtà, senza lasciarsi imbonire da venditori di fumo, che fino a qualche tempo fa, per attirare l’attenzione, gridavano a squarcia gola, gli stessi che ora per poter sopravvivere si sono imposti una radicale metamorfosi, con la quale, con grande pacatezza, ferma determinazione e paternalistica convinzione, non vendono più fumo, ma concedono, in comodato d’uso, panacee risolutive per tutti. Rendiamoci conto, una buona volta per tutte, che non servono le roboanti enunciazioni di grandi piani, ma servono le capacità per pianificare e realizzare, non servono task force che indicano, ma servono capacità che facciano”
Un vecchio adagio popolare recita, “Chi sa fa, chi non sa insegna”.

Si dia il via al fare, a quel personale, indispensabile fare, necessario per costruire e non per disfare. Abbiamo un grande Paese dalle molteplici risorse, abbiamo genialità e creatività, mettiamole al servizio delle nostre Terre Uniche, ricche di tutto e tanto, tanto di più, che sapranno sicuramente ricompensarci. Rino Gaetano, acuto osservatore della realtà del suo Tempo, nel 1975 cantava “Ma il cielo è sempre più blu”, godiamoci il nostro meraviglioso cielo blu, ma abbattiamo anche l’indifferenza e la rassegnazione, che sembra abbia preso il sopravvento, già da troppo tempo e cambiamo prospettiva, lui, il cielo sarà sempre più blu e sempre più dalla nostra parte. Cambiare si può, cambiare si deve.

Riccardo Rescio Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

https://youtu.be/sdDikNjpfYY
Riccardo Rescio Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

“Le Categorie del Turismo, analisi, formule e soluzioni” di Riccardo Rescio

Come ampiamente palesato dallo studio portato a termine dalla commissione appositamente predisposta, di cui abbiamo recentemente dato ampio rilievo, tutti siamo in grado di evincere, molto chiaramente, come il Turismo nostrano debba essere classificato e necessariamente suddiviso in categorie ben definite e identificabili. Tipologie da regolamentare con formule nuove, esclusive, pertinenti, ma ciò che rappresenta il punto di forza dello studio sono indubbiamente le soluzioni individuate, che prevedono le seguenti linee guida, preventive e gestionali, attuative e vincolanti, dei flussi turistici in entrata nel nostro Paese. Riepilogando abbiamo nell’ordine il T/Q, il Turismo di Qualità che enuclea a sé viaggiatori ricchi e colti

Tipologia T/Q Turismo di Qualità

A seguire il T/S, il Turismo selettivo, costituito da viaggiatori con grandi disponibilità economiche dallo scarso spessore culturale.

Tipologia T/C, Turismo selettivo

E ancora il T/C, il Turismo culturale, che vede raggruppati solo viaggiatori informati, attenti, consapevoli.

Tipologia T/C Turismo Culturale

Per finire il T/MF, il Turismo Mordi e Fuggi, che raggruppa la stragrande maggioranza dei viaggiatori del 3°millennio.

Tipologia T/MF Turismo Mordi e Fuggi

Una volta individuate le classi di appartenenza, andiamo alla indicazioni procedurali fissate, dalla commissione di Esperti, per prevenire da una parte il deprecabile, per alcuni, fenomeno dell’overturismo, dall’altra la necessità di regolamentare l’equa distribuzione dei flussi sulle classiche mete nostrane. Andando in controtendenza alle metodologie del passato, sottolinea la commissione, si è teso di intervenire a monte della questione, in modo preventivo preciso e circostanziato. Per ciò che concerne la 1° tipologia Turistica, la T/Q, vengono precisate ed elencate le peculiarità di cui devono essere in possesso i Turisti di Qualità, A) Dimostrazione di capacità di spesa B) Possesso di un titolo di studio, di scuola superiore, che possa attestare conoscenze Storico/Umanistiche, da presentare presso le dipendenze Diplomatiche del nostro Paese all’estero, per il rilascio del permesso di ingresso in Italia. La 2° Tipologia Turistica, la T/S, la classe che indica i Turisti facoltosi, prevede le seguenti norme A) obbligo di sottoscrizione di un documento vincolante, in cui gli stessi si impegnano ad alloggiare esclusivamente in Alberghi, Relais, Resort, extra-lusso e Ristoranti rigorosamente Stellati, B) effettuare acquisti solo negli Store dei grandi Brand nazionali. La sottoscrizione, per l’ottenimento del visto preventivo di ingresso sul nostro Territorio, dovrà essere effettuata personalmente dalle persone interessate, nelle sedi Diplomatiche preposte nei Paesi di pertinenza, C) con la presentazione dei documenti fiscali relativi alle spese sostenute nel soggiorno italiano, da presentare sempre presso le dipendenze della Repubblica Italiana all’estero, verrà rimborsato, ai turisti che ne faranno richiesta, l’intero importo dell’IVA sostenuto durante il loro soggiorno Italiano. La 3° Tipologia, la T/C che enuclea i Turisti acculturati prevede A) Un esame da sostenere e superare, per l’ottenimento del visto preventivo di entrata, presso i Consolati e le Ambasciate d’Italia dei rispettivi paesi di provenienza. Esame in cui si dovranno dimostrare conoscenze della Storia Italiana, Storia dell’Arte, del Folclore e delle Tradizioni Italiane. B) a questa particolare categoria di viaggiatori non vengono posti vincoli relativamente alle tipologie di strutture Ricettive, di Ristorazione e di distribuzione, poiché la Cultura non può e non deve essere penalizzata, sopratutto la Cultura di quelli che già la possiedono e che la vogliono verificare di persona sul campo. La 4°, la T/MF, dei Turisti Mordi e Fuggi, quella che ha riscosso le maggiori attenzioni degli esperti costituisce senza ombra di dubbio la più complessa ed articolata, ma che negli intendimenti dei padri costituenti del “Nuovo Sistema di Accoglienza Italiano”, costituirà finalmente e definitivamente la metodologia risolutiva di ogni problematica derivante all’overturismo. Le norme attuative prevedono, nelle Regioni ad alta concentrazione Turistica, A) Realizzazione di Centri di Accoglienza Turistica di Massa, dove verranno fatti confluire tutti i viaggiatori interessati a visitare il nostro Paese che non sono in possesso dei requisiti delle tre precedenti classi identificative. B) dopo un attento riscontro delle intenzioni di viaggio e in stretta relazione al numero chiuso previsto per ogni e qualsiasi punto attrattivo del Paese, riscontrabile attraverso un sofisticato sistema informatico, da realizzare ad hoc, verranno sistematicamente smistati solo ed esclusivamente nelle destinazioni desiderate, preventivamente indicate. C) viene contemplato nelle norme predisposte anche l’obbligo del possesso personale di sacchetti di plastica, dove inserire ogni e qualsiasi materiale organico e non, derivante dal consumo di cibo e bevande, durante il soggiorno in Italia, il cui mancato sistematico utilizzo, prevede pesanti sanzioni. Finalmente norme chiare, a tutela del nostro Patrimonio, se poi non verrà nessuno nel nostro Paese, ancora meglio, ci godiamo tutto noi, da sempre attenti, meticolosi e scrupolosi, custodi delle nostre straordinarietà. Tanto, come diceva il saggio, di Cultura e Turismo non si mangia. (Metabolizzare con cura la lettura)

“L’alfabeto del Turismo” di Riccardo Rescio

Un gruppo di valenti studiosi ha condotto di recente una importantissima ricerca sulla connessione tra il fenomeno turistico e l’alfabeto.

Credito immagine : https://promozionesalute.ch/padc/principi/commissione-di-esperti.html

Gli scienziati, al termine del loro mandato, sono arrivati alla conclusione che esiste effettivamente una palese connessione e fra i due aspetti analizzati. Infatti nelle espressioni AlfaTuristicoBetiche : T/Q, T/S, T/C, T/MF, hanno, con metodologia scientifica, enucleato le 4 grandi macro aree, in cui si suddividono i moderni viaggiatori. Gli esperti sono giunti a tali risultati all’unanimità. Senza scendere nei dettagli procedurali complessi che hanno preceduto il risultato finale, possiamo esemplificando dire che, la T, costituisce naturalmente la costante e sta per Turismo, le alte lettere sono invece le variabili, che indicano la tipologia con cui si è scientificamente stabilita l’esatta identificazione di gruppo e la conseguente connessione AlfabeticoTuristica. Era infatti negli intendimenti iniziali degli scienziati, come inalienabile postulato del lavoro di analisi da svolgere, quello di elaborare un processo sistemico che identificasse e suddividesse preventivamente le varie tipologie degli esploratori e dei viaggiatori del terzo millennio. Le formule a cui sono giunti i nostri esperti sono le seguenti : T/Q = Turismo di Qualità, T/S = Turismo Selettivo, T/C = Turismo Colto, T/MF = Turismo Mordi e Fuggi, all’autore di quest’ultima definizione gli andrebbe dato il premio Nobel per la creatività, visto che ha reso concreto e ripetibile nello spazio e nel tempo l’enunciato, elevandolo a postulato scientifico. Anche se il Turismo non stanziale è uno dei modi di viaggiare ed esplorare il mondo che da sempre esiste e da sempre convive con tutte le altre forme di Turismo e che per millenni nessuno si era fatto carico di farne motivo di approfondita ricerca scientifica, ma si sa, è risaputo, se non si inventa qualcosa per coprire l’incapacità di affrontare il nuovo, di adattare, menti e strutture, agli inevitabili cambiamenti che il progresso comporta, gli esperti cosa ci stanno a fare. I Postiglioni dediti al trasporto di persone e cose e i gestori delle Stazioni di Posta, al tempo, per fermare l’avanzata della ferrovia, pensando di perdere il proprio lavoro, fecero azioni molto, molto peggiori, per fermare il progresso, invece di intuire che nuove e più importanti opportunità si sarebbero aperte per loro, proprio grazie alla stessa strada ferrata. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #sistemaitalia

“Il Po e le sue Sculture” di Vincenzo Parlavecchio

Nasce dal Monviso.
E ancora, si chiamò Eridano.Non dobbiamo essere degli esperti di enigmistica per rispondere correttamente, è il Po, il fiume più lungo d’Italia, 652 km, ad essere precisi del Settentrione d’Italia di cui attraversa 4 Regioni, portata media d’acqua 1540 m³/s, bacino idrografico 71000 km/q, sorge a poco più di 2000 mt slm e sfocia nel Mar Adriatico.Ha origine in Piemonte impreziosendo, a livello urbano, il suo capoluogo Torino per poi bagnare, attraversando la Lombardia, le province Piacenza e Cremona, la città delle 3 “T” (scopritele se non le conoscete già) e lambire la medievale Ferrara, città della Bicicletta e ultimo baluardo della splendida Emilia Romagna, per terminare in Veneto formando un vasto e meraviglioso delta, 6 i rami fluviali più importanti, dalla natura selvaggia e ricco di fascino.Il Po scorre pianeggiante, dissetando la Pianura Padana, e solo a tratti acquista velocità considerevoli, se non dopo prolungati periodi di pioggia che lo gonfiano paurosamenterendendolo irruento e pericoloso.
Ricordiamo l’alluvione del Polesine, la più devastante, nel novembre del 1951 (113 mila ettari inondati) commemorando le 90 vittime di quell’infausto evento.
Ma torniamo al Po e al suo costante incedere capace, nell’inesorabile scorrere dei decenni e per la sua natura, di dare origine a svariati organismi viventi, fauna acquatica e flora pluviale, e di plasmare il territorio assoggettandolo alla sua maestosa presenza.
Vi fornisco altri dati, come se solo nominarlo non bastasse, affinchè vi rendiate conto della grandiosità di questo corso d’acqua: 33 i principali centri abitati che ascoltano la sua voce, 77 i ponti che consentono di attraversarlo, stradali e ferroviari, 13 le Aree Naturali Protette che beneficiano di tale fonte di approvvigionamento idrico e 2 enti preposti, l’AIPO, Agenzia Interregionale per il fiume Po, e l’AdBPO, Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, entrambi facenti attività di gestione, controllo e programmazione degli interventi, ordinari e straordinari, lungo tutto il suo percorso.L’argine del Po è un dosso artificiale di terra, il cui apice è asfaltato e reso percorribile, che corre parallelamente lungo le rive del fiume, da entrambi i lati e quasi per il totale del percorso, a una distanza variabile da esse (200mt/+km) delimitando e proteggendo la zona di fuga, in caso di esondazione, chiamata “Golena ”.
La Golena è un luogo assolutamente magico, conifere, boschi, salici, canneti, alberi che si intrecciano in vere e proprie “Sculture”, aree di sosta per gli uccelli migratori, e relative torrette per praticare bird-watching, aree per pic-nic immerse nel verde, pontili per le barche e le chiatte degli “Uomini del Po”, insenature e spiagge per fantastiche passeggiate a cavallo, e colori verosimilmente cangianti a secondo dell’orario e del clima.
Il Po è una fonte di vita inesauribile, per chi ha imparato ad attingerla, e un singolare spettacolo della natura, da vivere ed ammirare facendo del sano trekking o pedalando in bicicletta, come si dice in dialetto Ferrarese, “ins l’arzan, pian pianin”.
Ho vissuto diversi anni un paesino che ascolta il Po, proprio a ridosso dell’argine, un paese piccolo ma di importanza internazionale, ma ci sarà modo di approfondire in un prossimo articolo per la gioia dei vostri figli e, mai dimenticarsene, del bambino che c’è dentro ognuno di noi.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Le scarpe come ragione di vita e tutta una vita dedicata alle scarpe”

“Il Calzolaio dei Sogni”

La biografia di Salvatore Ferragamo, il celebre Calzolaio dei Sogni, dettata a viva voce dal Fondatore della Maison sul finire degli anni Cinquanta e trascritta in un libro, torna oggi ad essere raccontata e diventa disponibile sulle piattaforme digitali Spotify, SoundCloud ed Apple iTunes.
SoundCloud: https://soundcloud.com/salvatore_ferragamo
Spotify: https://open.spotify.com/show/0LlqcAuiRQ35q5NknPfTL5?si=FbeT8HuwSi6zR7GoxGu64A
iTunes: https://podcasts.apple.com/it/podcast/shoemaker-of-dreams/id1518097371.
Ventidue capitoli narrati da amici del brand, attori italiani e dello star system hollywoodiano, dove tutto ebbe inizio. Influencer, opinion leader, scrittori e giornalisti di fama internazionale che, interpretando con il proprio talento il racconto, facilitano la totale immersione dell’ascoltatore in questa affascinante storia.
Un racconto multisensoriale, che potrà essere riletto con passione, ascoltato attraverso il podcast e visto presto sul grande schermo.
A completamento del progetto infatti, oltre alla riedizione della Biografia sotto una nuova veste grafica, edita da Electa, la premiere del lungometraggio “Salvatore – The Shoemaker of Dreams”, diretto dal Regista Luca Guadagnino e presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Venezia 77, del 2020
“Dedicata a tutti coloro che devono camminare”.
È la dedica che il fondatore della Maison ha fatto nelle prime pagine del libro e la testimonianza di un lungo percorso ancora in divenire.
Dai seguenti link è possibile scaricare:
I portrait dei narratori di ogni capitolo (elencati anche nell’indice allegato in PDF): INDEX_PODCAST
Una selezione di immagini di archivio, nonché le cover relative ai Podcast e alla riedizione della biografia di Salvatore Ferragamo: IMAGES_SF_PODCAST

Salvatore Ferragamo

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3538719592846489&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=SbQPa6XrNAsU679O

“Rinascimento Firenze”

Rinascimento Firenze, è un progetto congiunto di Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo, che prevede 60 mln di euro per i settori dell’Artigianato Artistico, il Turismo e la Cultura, il LifeStyle e la Moda, le Start Up e l’Agroindustria.

Il progetto è stato presentato giovedì 10 settembre 2020 al Teatro Niccolini di Firenze dal Presidente della Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e dal CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, in collegamento streaming.
Gabriele Gori, Direttore della Fondazione CR Firenze ne ha illustrato gli aspetti tecnici.

Hanno portato il loro saluto il Sindaco di Firenze Dario Nardella, il Prefetto di Firenze Laura Lega, il Presidente della Camera di commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, il Rettore dell’ Università di Firenze Luigi Dei, il Presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi, il Presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini.
Rinascimento Firenze, è il progetto di economia civile, ad alta valenza sociale, ideato, elaborato e promosso da Fondazione CR Firenze insieme ad Intesa Sanpaolo, in sinergia collaborativa con il Comune di Firenze, la Camera di commercio di Firenze, l’l’Universita degli Studi di Firenze, l’associazione OMA, il Centro di Firenze per la Moda Italiana e la Lega Coop.

Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte, OMA; Centro di Firenze per la Moda Italiana; Fondazione Ricerca e Innovazione) che hanno ideato tutto il processo assieme a Fondazione CR Firenze e a Intesa Sanpaolo.
L’ attività operativa sarà assicurata dalla struttura della Fondazione KON e sono Partner istituzionali la Camera di Commercio di Firenze e la Prefettura di Firenze.
I cinque bandi tematici in uscita a partire da questo mese, interessano altrettante aree strategiche, fortemente caratterizzanti e identificati, dell’economia cittadina.
Il progetto ha come obiettivo quello di dare fiducia, in questo particolare momento di grande difficoltà, alla struttura portante della nostra economia, fatta dalle tante piccole realtà che costituiscono caratteristica identitaria, delle Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni.
È stata elaborata una modalità, ha sottolineato il Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, che consente una rapida ed efficace assegnazione e distribuzione delle risorse per aiutare tante realtà tipicamente fiorentine a superare questa fase così difficile, che ha poi terminato il suo intervento con un particolare ringraziamento ai tre Soggetti Attuatori, Associazione OMA, Centro di Firenze per la Moda Italiana e Fondazione Ricerca e Innovazione, per il loro determinante apporto.
Di spessore le parole di saluto del Sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha vuluto rimarcare la determinante importanza del Turismo, non solo per il Centro Storico della Città, ma per la Provincia e la Regione, poiché questo particolare comparto costituisce un considerevole volano di sviluppo per ogni tipo di attività.

Riccardo Rescio Italia&friends
#RinasceFirenze

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3538081022910346&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=qb9yllxOOz6KRUyN

“Così è se vi pare” di Riccardo Rescio

I Musei sono Luoghi del cuore e ludoteche dell’anima.
Chi continua a ritenerli posti tristi e polverosi, come da sempre in modo dispregiativo si indicano case e cose, non sanno cosa si perdono, perché i Musei hanno sempre in serbo per tutti, qualcosa di piacevole e inaspettato che riuscirà a sorprenderci positivamente, mostrandoci o facendoci conoscere ciò che ignoravano, non avevamo mai approfondito o soltanto dimenticato.

Sergio Basile

Al Museo Novecento di Firenze, l’interessante iniziativa “Museo, Arte, Teatro, Musica”, è il variegato programma di eventi serali gratuiti, aperti al pubblico, voluta dal suo Direttore Sergio Risaliti, che ha visto e vede un sapiente mix di reading teatrali, concerti e lectures.
Mercoledì 9 settembre 2020, nel magnifico chiostro del Museo Novecento in Piazza Santa Maria Novella di Firenze, la magistrale rappresentazione teatrale de “Il Dottor Semmelweis” da parte di Sergio Basile.

Sergio Basile, Attore, Drammaturgo, Autore, Regista di Teatro e Cinema e Docente di Recitazione, con la sua straordinaria bravura ci ha raccontato, con un avvincente monologo, la vicenda del dottor Ignác Semmelweis, che nella Vienna di metà XIX secolo scoprì le cause della febbre puerperale, quella grave infezione che colpiva con una altissima percentuale le partorienti dell’epoca.

Dottor Ignac Semmelweis

La singolarità, ma anche la ripetitività dei comportamenti umani sbagliati, sono ben evidenti e fortemente stigmatizzati in questa storia, da una parte illuminante per il progresso scientifico, dall’altra sconcertante per la luce di uguale intensità che evidenzia la pochezza, l’incapacità, l’ignoranza, l’arroganza, l’egoismo di chi per primo dovrebbe intuire, capire e verificare, prima di rifiutare il nuovo che viene proposto, solo per la paura di perdere prestigio e potere, molto spesso acquisiti non certo per meriti relativi alle capacità necessarie e indispensabili a svolgere le loro rispettive professioni.
L’intera vicenda ruota sulla deduzione che il giovane dottore aveva fatto sulle cause delle infezione puerperale, che riteneva risiedessero nella scarsa, se non del tutto assente igiene delle mani dei dottori e dei chirurghi, una scoperta osteggiata, derisa, dall’ostilita dei colleghi, che a fronte unico ne respinsero le supposizioni.
Le intuizioni di Semmelweis arrivarono quando i microscopi erano insufficienti per sapere dell’esistenza dei microbi, ben prima quindi che Pasteur gettasse le basi della moderna microbiologia, che rivaluterà l’operato e il genio di Semmelweis, dandogli postumo il merito che gli spettava in vita. Il dottor Semmelweis, morì poco più che quarantenne in miseria e totalmente uscito di senno.
Il dottor Semmelweis è il titolo della pubblicazione della tesi di laurea in medicina dello scrittore francese Céline.
Ancora sconosciuto e senza pseudonimo, Louis-Ferdinand Destouches la terminò nel 1924, e la discusse il 1º maggio dello stesso anno. (Wikipedia)
Prima pubblicazione: 1924
Céline la fece ripubblicare nel 1952 col titolo Semmelweis. (Wikipedia)
http://www.museonovecento.it/
italiaefriends.wordpress.com

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3536911299693985&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=xT2aSsJK7faH8cow

“Una panacea non si nega a nessuno” di Riccardo Rescio

Non servono piani, serve la capacità di pianificare, non servono task force che indichino, ma servono capacità che facciano”
Un vecchio adagio popolare recita, “Chi sa fa, chi non sa insegna”.
E giunto il Tempo in cui ognuno di noi prenda consapevolezza della realtà, senza lasciarsi imbonire da venditori di fumo, che fino a qualche tempo, per attirare l’attenzione, gridavano a squarciagola, ora per sopravvivere si sono imposti una radicale metamorfosi, con grande pacatezza, ferma determinazione e paternalistica convinzione, si propongono non per vendere fumo, ma per concedere in comodato d’uso solide panacee per tutti. Rino Gaetano, acuto osservatore della realtà del suo Tempo, nel 1975 cantava “Ma il cielo è sempre più blu” https://youtu.be/sdDikNjpfYY
Riccardo Rescio Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost

“Siamo al verde” di Riccardo Rescio

Finalmente siamo al verde, non quello che sta a sottolineare la mancanza di denaro, nemmeno quello della speranza, ma il verde della vita, quello delle piante, che se saggiamente e oculatemente inserite nel nostro stare e nel nostro fare quotidiano, potrebbero garantirci la sopravvivenza nelle Città, che pur rappresentando poco più dell’1% della superficie totale della Terra, incidono all’ 80% all’inquinamento generale.
Finalmente il verde non più espressione di malcontento o rassegnazione, ma un modo di dire che vuole indicare un concreto agire, nei piccoli comportamenti individuali e nelle grandi scelte istituzionali, nazionali e internazionali.
Un agire verde che costituirà, da prima l’argine alla progressiva alterazione degli equilibri naturali e poi l’antitodo per una sempre migliore qualità della vita.
Il progetto “Architetture botaniche” del Comune di Firenze, con il determinante supporto della Fondazione CR Firenze e la supervisione dello scienziato Stefano Mancuso, con ‘Pareti Verdi’ da realizzare in cinque scuole di Firenze, si inserisce perfettamente alle altre iniziative che il Sindaco Dario Nardella con la sua Giunta, stanno portando avanti, con forte determinazione, non solo per rendere la città più vivibile per i suoi cittadini, non soltanto per rendere sempre più attrattiva la città, ma anche per poter divenire quel riferimento mondiale di rigenerazione, che la lungimiranza degli amministratori del tempo resero Firenze faro d’Arte, di Cultura e di rinnovamento, universalmente riconosciuto, ricordato e conclamato, come il “Rinascimento Fiorentino”.
Il progetto “Pareti Verdi” è stato presentato nel Complesso Monumentale di Santa Maria Novella Firenze, mercoledì 9 settembre 2020, da Dario Nardella, Sindaco di Firenze, Luigi Salvadori, Presidente di Fondazione CR Firenze, Cecilia Del Re, Assessore all’ambiente del Comune di Firenze, Sara Funaro, Assessore all’educazione del Comune di Firenze, Stefano Mancuso, Consigliere speciale del Sindaco per il progetto Firenze verde;
Riccardo Rescio
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #RinasceFirenze

In ordine da sinistra Stefano Mancuso, Sara Funaro, Dario Nardella, luigi Salvadori, Cecilia del Re, Gabriele Gori

“Insieme si può” di Riccardo Rescio

“Paesaggi Comuni”

Martedì 8 settembre 2020, nel Complesso Monumentale di Santa Maria Novella è stata presentata alla città, la seconda edizione del bando ‘Paesaggi Comuni’, percorsi di rigenerazione ecologica di spazi pubblici, aree verdi e piazze, promosso da Fondazione CR Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze.
Il bando ha come obiettivo quello di riqualificare le aree verdi cittadine e le piazze grazie al coinvolgimento attivo degli abitanti.
Tanti infatti sono i cittadini impegnati in difesa degli spazi aperti comuni, dedicati alla collettività.
Residenti animati da grande spirito civico, che ambiscono a rendere concreta la loro voglia di fare per il bene comune.
Con questo bando la Fondazione CR Firenze intende supportare tutte le iniziative meritevoli, mettendo a disposizione 480.000 euro di risorse a fondo perduto per finanziare progetti di rigenerazione ecologica presentati da Comitati di quartiere, Associazioni, Organizzazioni di volontariato e altre forme di organizzazione della comunità locale.
Per partecipare è necessario presentare domanda online alla sezione bandi del sito http://www.fondazionecrfirenze.it entro il 30 settembre, sempre sullo stesso sito sono disponibili tutte le informazioni relative al bando.
Riccardo Rescio
ph riccardorescio per Italia&friends
Martedì 9 settembre 2020
@fondazionecrfirenze @cittadifirenzeufficiale
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #RinasceFirenzehttps://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3532475413470907&id=100001254482577&sfnsn=scwspmo&extid=hdqvbgMk6pmdM84O

“L’impontenza Umana” di Riccardo Rescio

Un ombrello, seppur rosso, non basta. (Opera di Daniela Padelli)

L’impotenza umana è quella condizione ampiamente diffusa, che impedisce all’uomo di comprendere che dovrebbe smettere di innalzare muri, chiudere i porti, armare le frontiere, aumentare i dazi, costruire trincee fisiche e psicologiche. L’impotenza umana è quella grave malattia congenita che pone un limite, un vero e proprio blocco all’intelligenza della sopravvivenza, che occupa un piccolo settore del nostro cervello dedicato alla conservazione e al mantenimento della specie, a differenza del grande spazio, in perenne implementazione dedicato all’intelligenza della distruzione. Una volta debellata l’impotenza umana, prima con la cura e poi con il vaccino, proprio come una qualsiasi altra patologia di massa, saremo finalmente nella condizione di poter comprendere, che quella meravigliosa, straordinaria natura, in cui siamo immersi e di cui siamo parte integrante, che tanto ci offre, ogni tanto purtroppo ora sempre più spesso, sembra voglia riprendersi quel tutto che ci ha concesso. È proprio questo aspetto fenomenologico della natura, a cui tutti noi siamo soggetti, nessuno escluso, che dovremmo imparare a gestire, governare, per prevenire e contenere, le cicliche catastrofi e le immani pandemie. Fenomeni che si ripetono da millenni, più o meno accelerati dall’impotenza umana, che ci ostiniamo a definire variabili, eccezionali, impazzite, quando in realtà costituiscono una drammatica costante, da cui dovremmo imparare a difenderci, rivolgendo alla fenomenalogia naturale la nostra massima attenzione e le nostre maggiori risorse. È necessario farlo tutti insieme, in sintonia, ognuno facendo la propria parte, come può e come sa, perché la natura è inter-razzista e interclassista, non tenendo in alcun conto, origine, lignaggio, status, non esclude niente e nessuno dal suo fare. #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”

Venerdì 4 settembre 2020, presso la Sede della Fondazione CR Firenze, è stata presentata in conferenza stampa, la seconda edizione di “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”, che si terrà, a partire dal 5 settembre 2020, a Certaldo, Gambassi Terme e nei Musei dei MuDEV, il Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa”.
Presenti in conferenza Stampa, Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, Giacomo Cucini, Sindaco del Comune di Certaldo e delegato alla Cultura per l’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa e e Sara Rigacci, Assessore alla Cultura del Comune di Gambassi Terme.
Il Festival è stato presentato da Andrea Zanetti, Direttore Artistico e da Cinzia Compalati, Direttrice Scientifica del MuDEV.

Da sinistra, Andrea Zanetti, Cinzia Compalati, Giacomo Cucini, Gabriele Gori, Sara Rigacci.

L’ingresso sarà gratuito per tutti gli eventi, con prenotazione obbligatoria, sino ad esaurimento dei posti disponibili, al seguente indirizzo: http://bit.ly/prenotazionifestivalMuDEV.

Riccardo Rescio per Italia&friends
sabato 5 settembre 2020 #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze italiaefriends.wordpress.com

“Ci sono sempre parole – Il festival del MuDEV 2020”

“Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”
Venerdì 4 settembre 2020, presso la Sede della Fondazione CR Firenze, è stata presentata in conferenza stampa, la seconda edizione di “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”, che si terrà, a partire dal 5 settembre 2020, a Certaldo, Gambassi Terme e nei Musei dei MuDEV, il Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa”.
Presenti in conferenza Stampa, Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, Giacomo Cucini, Sindaco del Comune di Certaldo e delegato alla Cultura per l’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa e e Sara Rigacci, Assessore alla Cultura del Comune di Gambassi Terme.
Il Festival è stato presentato da Andrea Zanetti, Direttore Artistico e da Cinzia Compalati, Direttrice Scientifica del MuDEV.
“Ci sono sempre parole” è un piccolo festival con un grande obiettivo di rimettere al centro le persone e i loro racconti di vita quotidiana, per ricostruire le connessioni tra le comunità, rigenerare la capacità di ascolto e cementare l’empatia.
Una interessantissima iniziativa, che potrebbe realmente costituire il prototipo di uno straordinario format adattabile ad ognuna delle nostre Terre Uniche.
Un “Circolo Virtuoso” per censire, tutelare, valorizzare e comunicare, tutte le Valenze umane, artistiche, culturali e territoriali, che caratterizzano e identificano i rispettivi luoghi di origine.
Questa originale, performante, manifestazione, che coinvolge nella loro interezza tutte le componenti presenti nei territori di competenza, è stata promossa dall’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdesa e prodotta dal Sistema Museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa” (MuDEV) e da YAB Young Artists Bay.
La coinvolgente, innovativa e bellissima manifestazione, si articolerà su tre momenti, l’esposizione d’Arte contemporanea “Stoner Landing pages”, visitabile dal 5 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, nella storica sede del Palazzo Pretorio di Certaldo; i “Racconti dei cittadini”, l’11, il 12 e il 13 settembre 2020, nei musei del MuDEV, il 13 settembre 2020 alle ore 19.00 presso il Giardino comunale (la pista) di Gambassi Terme, “Parole e Musica del cantautore Bobo Rondelli”.
L’evento “Ci sono sempre parole”, è stato reso possibile con il determinante contributo di Fondazione CR Firenze, main sponsor e D.Marble Design; Media partner, Radio Nostalgia e Segnonline. Partner tecnici: Albergo Il Castello, Azienda Agricola Tamburini, Azienda vinicola Collina dei Venti, B&B Antica Torre del Borgo, Bar Boccaccio Caffetteria, Casa al Cantone, Casa Il Fileno, Casa Primavera, Crocerossa Certaldo, Cucina Giuseppina Italian Cooking School, Greenbassi, Hotel Certaldo, Locanda Linando II, Osteria Pinchiorba, Proloco Certaldo, Studio d’Arte Sabrina Taddei, The Gambassi Experience. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito http://www.museiempolesevaldelsa.it L’ingresso sarà gratuito per tutti gli eventi, con prenotazione obbligatoria, sino ad esaurimento dei posti disponibili, al seguente indirizzo: http://bit.ly/prenotazionifestivalMuDEV.

Riccardo Rescio per Italia&friends
sabato 5 settembre 2020 italiaefriends.wordpress.com #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

“Dal gioco delle bocce alla neuro economia” di Elena Tempestini

Avete presente tutte le polemiche e i giudizi, anche molto pesanti, che si formano nella nostra società e si veicolano con i social? Bellezza? Bruttezza? No, sono input sensoriali con i quali il nostro cervello distorce la realtà, spesso facendoci prendere decisioni affrettate, errate o deformate che inevitabilmente hanno ricadute o sono sfruttate anche dal lato economico. I Bias cognitivi sono dei valori che derivano dalle nostre percezioni sbagliate, le quali creano, o perlomeno interferiscono ampiamente sui giudizi, sui pregiudizi e sulle ideologie di tutti noi. Pubblicato da Elena Tempestini su Economia&Finanza Verde, il 4 settembre 2020 https://www-economiaefinanzaverde-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.economiaefinanzaverde.it/2020/09/04/dal-gioco-delle-bocce-alla-neuro-economia/?amp

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.itConsole Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Se non si fa, è perché non si ha voglia di fare” di Riccardo Rescio

Cosa stimola la volontà di fare, quale è la molla che scatena il processo iniziale che ci spinge a passare dal dire al fare, dal pensiero all’azione. Sarà l’egocentrismo, il potere, la sopraffazione, la prevaricazione, l’arrivismo, oppure l’altruismo, la disponibilità, il rispetto, l’amore, la passione. Dilemmi a cui tutti noi riteniamo di non rispondere, in realtà evitiamo di darle solo per comodità, per indifferenza, per superficialità, non vogliamo in alcun modo soffermarci su quelle risposte, che pur ci sono da sempre per ogni singola condizione elencata. Chissà perché un vecchio adagio della saggezza popolare recita, “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, chissà quale sarà stato il vero, recondito, significato che ha dato origine a questo modo di dire, forse perché, al tempo dei tempi, il mare era senza ombra di dubbio una grande, sconosciuta incognita ed una vera impresa navigarlo. Poi piano, piano, lentamente con il passare dei secoli, si è trovato il modo per solcarlo. Emuliamo allora quella voglia di conoscere l’ignoto, di identificare l’incognito, ritroviamo il coinvolgente desiderio della scoperta degli esploratori di un tempo, usciamo dall’apatia del non fare che spesso ci attanaglia e lasciamoci coinvolgere dall’avventura del fare, tracciamo le nostre personali possibili rotte, solchiamo i diversi mari e navighiamo verso i tanti continenti che pure esistono e insistono nella nostra mente. Lo possiamo fare lo dobbiamo fare.  Firenze 4 settembre 2020

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Testimonial” di Riccardo Rescio

“Testimonial”
di Riccardo Rescio
Testimonial è un termine inglese ripreso in italiano e in numerose altre lingue nell’ambito della comunicazione e della pubblicità.
In italiano indica un procedimento che associa l’immagine e la testimonianza di una persona considerata rappresentativa a una causa o a un prodotto per rafforzarne la credibilità. (Wikipedia)
Quindi il Testimonial è il personaggio famoso che consiglia un determinato prodotto o servizio. Se al posto del noto personaggio mettessimo sistematicamente, come succede in pubblicità, una Azienda prestigiosa, conosciuta e altrettanto famosa, che promuove la propria Terra di origine e alcontempo valorizza anche tutto il Bello e il Buono delle altre Terre Uniche, delle 20 Regioni straordinarie Regioni d’Italia, non avremmo sicuramente realizzato la quadratura del cerchio, ma avremmo di certo fatto in modo concreto un grande servizio al nostro Paese.
Grazie a Dolce&Gabbana, che da sempre hanno nella loro vena stilistica la traccia indelebile delle loro origini, sono gli antesignani di un comportamento aziendale e sociale, che dovrebbe essere imitato da tutti i nostri Brand, indipendentemente dal tipo di prodotto o servizio realizzato.
Alla base dell’auspicabile “Sistema Italia”, che ci auguriamo venga al più presto realizzato, ci dovrà essere quel processo che, noi di Italia&Friends chiamiamo “Circolo Virtuoso”, la metodologia che dovrà sempre più indissolubilmente e vicendevolmente legare, ogni e qualsiasi peculiarità che ci caratterizza e identifica nel mondo, con i propri rispettivi luoghi di origine.
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitaliaDolce e Gabbana celebrano la Sicilia con il loro nuovo tour per le piazze dell’Isolahttps://www.castelvetranoselinunte.it/dolce-e-gabbana-celebrano-la-sicilia-con-il-loro-nuovo-tour-per-le-piazze-dellisola/147246/

“L’Allegoria della Inclinazione, ovvero del Talento e delle Attitudini” di Elena Tempestini

Nel soffitto della casa di Casa Buonarroti, (in via Ghibellina a Firenze), si trova un bellissimo dipinto commissionato da Michelangelo il giovane alla pittrice Artemisia Gentileschi.
Raffigura una giovane donna nuda, che regge con ambo le mani una bussola, sospesa in aria, su una coltre di nubi celesti, mentre una piccola stella luminosa brilla in fronte al viso incorniciato da biondi capelli che sembrano voler ribellarsi a una sin troppo elaborata acconciatura.
Rappresenta L’ALLEGORIA DELLA INCLINAZIONE ovvero del TALENTO e delle ATTITUDINI. Esse sono le predisposizioni innate dell’essere umano, che troviamo anche nel Vangelo con la Parabola dei Talenti. Il talento è una dote, un modello comportamentale che scinde dalla nozione erudita.
Da buon conoscitore dell’Arte e dell’animo umano, da uomo profondo e ironico quale era, trovo una frase di PHILIPPE DAVERIO estremamente riflessiva per ricordarlo e per fermare un attimo il caos dei nostri pensieri troppo spesso aggrovigliati ed apparenti.

“Sono andato all’ universita’ per studiare non per laurearmi”

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 2 settembre 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219934862934885&id=1021326961&sfnsn=scwspmo&extid=A730Xcm51Buujbth

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.it Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Route 66, d’Italia naturalmente” di Vincenzo Parlavecchio

In ordine in alto, da sinistra a desta, Porta Pia Roma Via Aurelia – 697km Roma>Francia Via Appia – 62km Roma>Brundisium (Brindisi) Porta Garibaldi Marsala Trapani.

Chi non conosce la Route66, la più affascinante striscia d’asfalto Americana, gli Yankee ne hanno fatto un Mito, loro sono unici a creare miti, taglia trasversalmente l’America da Chicago a Santa Monica per 3755 km, direzione est-ovest, attraversando ben 8 Stati Federati.
Tralascio la Storia di questo indiscusso Mito, come anche di citare i parchi, le città e i territori che questa arteria percorre nel suo cammino, perché ho una domanda che vorrei porvi: quante Route66 attraversano l’Italia? Un’infinità!!! Certamente più brevi, ovviamente, meno mitiche, noi non siamo bravi come loro, ma sicuramente non meno affascinanti sia sotto l’aspetto paesaggistico, altra natura e distanze ridimensionate, sia sotto l’aspetto, il più importante e attraente, l’aspetto Storico, ecco l’ho detto!!! Il popolamento del territorio italiano risale alla Preistoria, parliamo delle Civiltà Atestina, Nuragica, Villanoviana, per giungere all’Età Antica, gli Etruschi, i Fenici, I Greci, i Bizantini per culminare con il glorioso Impero Romano.
L’Età Medievale vede la nascita delle Signorie, dell’Umanesimo, del Rinascimento, dello Stato Pontificio sino all’Età Contemporanea con il Risorgimento, il Colonialismo, la Dittatura, le Guerre e così via sino ai giorni nostri. Un sunto sintetico del tempo scorso per sottolineare che le Route66 nostrane attraversano, quasi conducendole per mano, tutte queste epopee, le ritroviamo lungo il tragitto, possiamo ammirarle e riviverle grazie a Siti Archeologici Patrimonio Unesco, Cattedrali, Eremi, Regie, Contrade, Castelli, città, paesi, gente, tradizioni, dialetti, fisionomie, abitudini, usi e costumi. Senza tralasciare il paesaggio multiforme, pianori, valli, colline e cime tempestose, alberi secolari e boschi incantati, tavolieri coltivati, sino a tuffarci nelle acque cristalline di ben 6 bacini di mare, di un unico Mare Mediterraneo, che circondano l’Amata Penisola e le sue, di poco separate, Isole figlie predilette. Noi abbiamo la nostra Route66, anche più di una, aiutatemi è un invito ad individuarle insieme, probabilmente le abbiamo già percorse senza rendercene conto, è un modo per stupirci tutti insieme di quanta bellezza stiamo custodendo e di scoprire ancor di più la nostra Bell’Italia.

Vincenzo Parlavecchio
Consulente Commerciale
Igiene e Sanificazione Alimentare.
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Florence, the city of the Renaissance” Dolce & Gabbana

Dolce&Gabbana a Firenze
“Il Rinascimento e la Rinascita”
Un nuovo inizio per la città, una ripartenza per la Moda, un reale cambiamento nella comunicazione integrata delle nostre Valenze.
Conferenza stampa di presentazione dell’evento nell’ Aula Magna del complesso di Santa Maria Novella.
Dario Nardella, Sindaco di Firenze
Alfonso Dolce (Amministratore delegato Dolce&Gabbana)
Antonella Mansi (Presidente CFMI e Fondazione Pitti Discovery)
Leonardo Bassilichi (Presidente Camera di Commercio Firenze)
Luigi Salvadori (Presidente Fondazione CR Firenze)
Stefano Ciuoffo, Assessore regionale alle attività produttive, turismo e commercio
Tommaso Sacchi (Assessore Cultura e Moda Comune di Firenze), Jacopo Speranza (Presidente Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron), Francesco Palumbo (Direttore Toscana Promozione), Antonio Quirici (Presidente Cuoio di Toscana)
Firenze 1 settembre 2020
@comunefi @DarioNardella
@TommasoSacchi @FondazioneCRF @pittimmagine
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

“I piccioni, sono di destra o di sinistra” di Riccardo Rescio

https://www.firenzetoday.it/politica/elezioni-regionali-toscana-2020/sfilata-dolce-gabbana-protesta-palazzo-vecchio-potere-al-popolo.html

Il piccione è solo uno dei tanti pretesti a cui rifarsi per creare un’area di consenso, ma potrebbe benissimo essere una buca, necessaria per fare le fondamenta di una struttura ricettiva, che investitori stranieri decidono di fare in Città, ma potrebbe ancora essere l’eccesso di persone che visitano questa Città e perché no anche la mancanza di persone che non assediano più la stessa. Insomma per fortuna una banalità a cui attaccarsi, non la si nega proprio a nessuno, perché tutti noi abbiano il diritto di dire qualcosa, spesso non sapendo assolutamente cosa dire. Quando oltre mezzo secolo fa decisi di rimanere a Firenze per continuare i miei studi, correva l’anno 1967, leggendo le lettere al Direttore della Nazione, il giornale dei Fiorentini, rimasi sconcertato dalle rimostranze di una Signora che riteneva assurda la risvolta dei pantaloni della divisa dei Vigili Urbani della Città, in quanto a suo parere costituiva ricettacolo di sporco e ne chiedeva con veemenza l’eliminazione. Ebbene oggi quella cara Signora avrebbe trovato, nei perditempo, nei controtutto, nei non so cosa voglio, ma quello che ho non mi va bene, proseliti, seguaci, adepti, capaci di organizzare proteste, sit in, slash mob, perchè ora più che mai, non conta il fatto in se su cui discutere, ma il pretesto, come elemento catalizzante di tutela di presunti interessi. Quindi un po tutto diviene utile trovata e buona scusa per portare acqua alla causa della spasmodica, sfrenata, ricerca di consenso, così anche il nostro piccione, come qualsiasi altra trovata, diviene in modo alterno ferrea, intransigente, espressione della sinistra, altra volta simbolo della conservazione e del decisionisno della destra. Situazioni quanto mai paradossali, kafkiane, di cui non vogliamo in alcun modo renderci conto, pur avendole sotto gli occhi. Non sappiamo a quale area di riferimento politico appartengano i piccioni e poco ci interessa di saperlo, men che meno sappiamo a quale area appartenga il Popolo e sarà sempre più difficile comprenderlo. A proposito dell’articolo in testata, che parla di Città in vendita e Moda elitaria, sia ben chiaro che la citata “Moda dei Ricchi”, è fatta esclusivamente da operai ricchi, che producono articoli per ricchi, che provengono da famiglie ricche, che snobbano gli operai poveri, che producono cose povere, che provengono da famiglie povere. Scusate, ma a questo punto mi sorge un dubbio, ma gli operai sono di destra o di sinistra. Ai perditempo illuminati l’ardua sentenza. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

Firenze si mostra al mondo intero ed è giusto che lo faccia, perché la Città d’Arte per antonomasia ha bisogno del mondo e il mondo ha bisogno di Firenze.

“Atti, non parole” Fondazione CR Firenze

“Atti, non parole”
di Riccardo Rescio

A settembre 2020 nuove visite guidate gratuite ai più importanti Musei e Giardini di Firenze, per le famiglie fiorentine con bambini, questa è la rinnovata e ampliata, iniziativa della Fondazione CR Firenze a sostegno della ripartenza del comparto degli operatori e delle Guide Turistiche, che si aggiunge al ciclo “Passeggiate Fiorentine”, finalizzata alla scoperta delle meraviglie del territorio, che si arricchisce con sei itinerari turistici, le Rampe del Poggi, Palazzo Strozzi, Galleria Palatina, Museo dell’Opera del Duomo, Museo del Bargello, e i giardini di Villa La Petraia e Villa di Castello.
L’iniziativa, lanciata lo scorso luglio è promossa da Fondazione CR Firenze ha il pregio di far scoprire e riscoprire ai fiorentini la propria città e farla conoscere ai più piccoli. La cosa per alcuni potrebbe suonare scontata, ma non lo è assolutamente, perché molto spesso e in generale, la mancata conoscenza reale delle straordinarietà di un Luogo, di una Città, di una Regione, è da attribuire proprio ai rispettivi residenti, ma l’iniziativa della Fondazione CR Firenze, ha soprattutto il merito di rivolgersi ai bambini ai ragazzi, che attraverso la conoscenza delle Bellezze da cui sono circondati incominciano ad acquisire quella consapevolezza della nostra Storia, così straordinariamente ricca di Arte, Cultura, Tecnologia e allo stesso tempo sostenere il comparto degli operatori e delle Guide Turistiche, in grande difficoltà a causa delle conseguenze provocate dalla diffusione del coronavirus.
Il progetto ha coinvolto 29 Guide specializzate in Storia dell’Arte e Mediazione Culturale per i bambini.
Nei mesi di luglio e agosto 2020 si sono già svolti 56 tour, che hanno visto quasi 500 partecipanti, alla scoperta della Galleria dell’Accademia, dell’Orto Botanico, di Giardino di Boboli e Giardino Bardini, delle Gallerie degli Uffizi e delle Cappelle Medicee.

Altre 184 visite guidate gratuite sono già disponibili nel sito https://www.fondazionecrfirenze.it/passeggiate-fiorentine/.
Potranno prenotarsi tutte le famiglie residenti a Firenze con bambini.
Fra i nuovi tour: il viaggio affascinante al Museo del Bargello, al Museo dell’Opera del Duomo, a Palazzo Strozzi e la Galleria Palatina, un esclusivo “invito a Palazzo” tra opere imperdibili, affreschi, dipinti, storie e aneddoti sulle vicende della famiglia più potente del Rinascimento Fiorentino.
Fra gli itinerari all’aria aperta: la visita alle Rampe del Poggi e ai Giardini di Villa Petraia e della Villa di Castello, con le sue varietà di agrumi, piante rare e la bellissima Grotta degli Animali.

Le visite guidate si svolgeranno sia nei giorni della settimana che il sabato e la domenica, con prenotazione obbligatoria telefonica al numero 055 614 68 53 oppure tramite email passeggiatefiorentine@cscsigma.it @FondazioneCRF #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

“Guerra Interregionale? No grazie” di Vincenzo Parlavecchio

Credito immagine Vincenzo Parlavecchio

Qualche sera fa, in un convivio post cena, tenuto a Tonnarella, in
Provincia di Messina, in Sicilia,
un simpatico signore del nord, almeno quanto lo sono io, precisazione questa utile solo a indicare la provenienza dell’inerlocutore, per poter introdurre il successivo scambio di opinioni, avvenuto tra di noi, adduceva convinto che la Sicilia, a livello gastronomico, offrisse solo ottimi dolci e gelati.
Il campanellino ha cominciato a trillare, ma ero in totale relax e ho atteso paziente che il signore si sfogasse:- vuoi mettere il gorgonzola e la crescenza? Qui che formaggi hanno? (semmai producono); e il culatello e la culaccia? Qui nemmeno sanno cosa sono i salumi; vogliamo parlare dei risotti e dei tortellini? Qui che primi vuoi che preparino; per non parlare dei vini, solo il Piemonte produce il meglio.
Chiedo gentilmente la parola e inizio a elencare le dominazioni succedutesi in Trinacria, così era nota l’Isola prima che si chiamasse Sicilia, che hanno contaminato con ingredienti, cotture e fragranze speziate la cucina tipica Siciliana.
Il confronto sui formaggi l’ho introdotto citando la Provola Basicotana, madre del Caciocavallo Nazionale, il Maiorchino di Novara di Sicilia, il Ragusano e la Ricotta Infornata, tipica del Messinese, giusto per citarne alcuni. Riguardo i salumi è bastato nominare il Maialino dei Nebrodi da cui insaccati sublimi più o meno aromatizzati, la Salsiccia al Finocchietto selvatico, o piccanti che deliziano il palato dei Siciliani.
E che dire del Mare Nostrum che da sempre dona il Pesce Spada, il Tonno e le Sarde per succulenti sughi, ma anche la frittura di Paranza e altro pescato per preparare il Brodetto di Pesce e innaffiare il miglior Cous Cous dell’intera area del Mediterraneo.
E i capperi di Pantelleria, il pistacchio di Bronte, la cipolla di Partanna, il pomodoro Cuore di Bue, la nocciola di Montalbano, le mandorle, le arance, i limoni e i pompelmi dell’Agrumeto d’Italia. Beh riguardo ai vini, onorando i vari Montepulciano, Amarone, Barbera, Nebiolo, Barolo, Chianti, Sassicaia, Brunello di Montalcino, Franciacorta, Valdobbiadene etc. etc. mi sono offerto di accompagnarlo in una visita presso le Cantine Florio di Marsala, su prenotazione ovviamente e con la guida, non bado a spese, del resto la formazione è un aspetto importante, nulla deve essere lasciato al caso.
20 meravigliose Regioni, 20 Microcosmi che irradiano Arte, Storia, Cultura e Tradizioni, tutte con orgoglio e fierezza Territorio Italiano, ecco perché è importante unire l’Italia anziché distinguere classificando.

Vincenzo Parlavecchio
Consulente Commerciale
Igiene e Sanificazione Alimentare.
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“L’Overturismo, il paradosso che non c’è” di Riccardo Rescio

Vi consigliamo di leggere l’interessante articolo di Antonio Preiti su Linkiesta del 31 agosto 2020, link sottostante, sarà la chiave di lettura delle nostre considerazioni sull’overturismo.

https://www.linkiesta.it/2020/08/turismo-covid-viaggiare-italia-futuro/

L’Overturismo, è il nome con cui si è voluto indicare quel fenomeno che la maggior parte di coloro che operano nel comparto della ricezione, ristorazione e somministrazione, di tutti i Paesi del mondo vorrebbero affrontare e che sta ad indicare il gran numero di persone che scelgono di visitare Luoghi, Monumenti, Musei di un determinato Paese. Lo possiamo considerare paradossalmente un problema o prenderlo come una grandissima opportunità, molto probabilmente è solo la cartina di tornasole che evidenzia, inadeguatezza e inefficienza, di un sistema carente e incapace, a livello nazionale, di censire, tutelare, valorizzare, promuovere e comunicare, sia le attrattive conosciute e famose nel mondo, sia quelle innumerevoli che sono ancora tutte da scoprire e conoscere del nostro Paese. Questo determina l’assenza di programmazione e gestione dei flussi e la mancata destagionalizzazione, che le ampie e variegate mete esistenti nel nostro Paese, possono rendere possibile. Una navigazione a vista, che il Transatlantico Italia compie senza mappe e senza rotte. L’Overturismo, è il paradosso che non c’è, ma che a tutti costi si vuole marcare come problema, spesso contrapponendo le esigenze dei visitatori e ospiti a quelle dei residenti. Purtroppo dimenticando volutamente che i residenti di qualsiasi Luogo senza visitatori, senza attività, sono inevitabilmente e inesorabilmente destinati all’estinzione. Smettiamola di fare demagogia gratuita soffiando sul fuoco del malcontento, le cui sacche non saranno mai vuote, cogliamo invece a piene mani l’opportunità offerta di chi ci sceglie. La concentrazione dei flussi non è un problema insormontabile, necessita naturalmente di una oculata gestione, che non si risolve con i tornelli, né con il numero chiuso, tanto meno con esosi ticket, ma solo con la volontà e la capacità di valutare l’entità, la rilevanza e l’importanza che Turismo nostrano ha nel concorrere al benessere generale. Considerando anche che le considerevoli opportunità che si verrebbero a creare per tutti noi nel far emergere nuove e interessanti attrattività e offrendo al contempo efficienti e adeguati servizi a quei viaggiatori del 3°millennio, che ci scelgono e ci portano denaro. Invece di individuare e adeguare, le soluzioni, già adottate in altri contesti e nazioni, noi facciamo, simposi, convegni, congressi, tavole rotonde. Smettiamola di immaginare pochi Ospiti, silenziosi, estremamente facoltosi e molto colti, magari anche di lignaggio nobiliare, a cui aprire su appuntamento i nostri Musei per visite private. I moderni esploratori del mondo, non potranno mai essere una riedizione di quelli ricchi e nobili della fine dell’800, che facevano il “Gran Tour d’Italia”. Realismo, pragmatismo, visione prospettiche, concreta conoscenza delle innumerevoli peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia, questo è ciò che è necessario avere per poter fare, tutto il resto è pura demagogia utilitaristica, finalizzata a tutelare un sistema Paese che, non volendosi adeguare, sarà surclassato da quelle nazioni con scarsissime attrattive in confronto alle nostre, ma con grandi capacità di utilizzare intelligenze e tecnologie. In risposta a tutti i flauti, oboi, clarinetti, sassofoni, fagotti, corni, trombe e tromboni, dell’orchestra Italiana, che se la cantano e se la suonano, la sollecitazione di Italia&friends è : “Cambiamo Prospettiva” di Riccardo Rescio (11 marzo 2020). https://italiaefriends.wordpress.com/2020/03/11/cambiamo-prospettiva-di-riccardo-rescio/

Quando un Amministratore Pubblico coglie nel segno”

(27 febbraio 2020) https://italiaefriends.wordpress.com/2020/02/27/quando-un-amministratore-pubblico-coglie-nel-segno-di-riccardo-rescio/

“Cosa c’entra il CCISS” (7 dicembre 2018)
https://italiaefriends.wordpress.com/2018/12/07/cosa-centra-il-cciss/

“Il Sistema Italia sa da fare” (4 marzo 2020) https://italiaefriends.wordpress.com/2020/03/03/il-sistema-italia-sa-da-fare-di-riccardo-rescio/

“Sull’albero a cantare” (9 luglio 2019)
https://italiaefriends.wordpress.com/2019/07/09/sullalbero-a-cantare/

“Fare Sistema” (15 novembre 2018) https://italiaefriends.wordpress.com/2018/11/15/fare-sistema/

“Commento di Patrizia Poggi a Le due marce del Bel Paese”

(12 agosto 2020) https://italiaefriends.wordpress.com/2020/08/12/patrizia-poggi-commenta-le-due-marce-del-bel-paese-di-antonio-pistillo/?preview=true

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

Quando negli anni ’80 la Marina Militare italiana riuscì a fare l’impossibile

https://www.termometropolitico.it/1455616_quando-negli-anni-80-la-marina-militare-italiana-riusci-a-fare-limpossibile.html

Tiziana Leopizzi
“L’Italia è così”
La Storia è fatta di azioni, non di opinioni, solo chi è capace di compiere scelte, viene citato sulle sue pagine.
Questa è l’Italia che amiamo e in cui ci riconosciamo, tutto il resto è pura demagogia.
Senza retorica, solo orgoglio, perché la migliore e maggiore parte degli Italiani è molto, ma molto migliore di quello che un sparuta, ma chiassosa minoranza di agitatori, vuole far credere.
Grazie Tiziana Leopizzi, per questa bellissima pagina di Storia scritta dagli Italiani.
Riccardo Rescio per Italia&friends
Domenica 30 agosto 2020
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Quando i panni sporchi si lavavano in casa” di Riccardo Rescio

Credito immagine https://startbenessere.com/6-modi-asciugare-panni-casa/

Segreti personali, segreti di famiglia, segreti di congrega, segreti di Stato, insomma tutto ciò che non si doveva sapere, doveva restare nel ristretto ambito del consesso di cui si era parte, perché il renderli pubblici avrebbe comportato vergogna, perdita di credibilità, posizione sociale e persino del lavoro, per questi motivi dovevano restare occultati e assolutamente segreti. Non era certo un bene occultare, comportamenti, atteggiamenti, delitti, coprendo precise responsabilità personali. Altrettanto grave era il non dar luogo a procedere per misfatti compiuti dai delegati di quella comunità che avrebbero dovuto rappresentare e tutelare. Poi, più recentemente, in modo latente e progressivo, si è cominciato a rendere pubblici piccoli e grandi reati, personali, familiari, di confraternita e di Stato, cosa non solo buona, ma sopratutto giusta e necessaria, ma che per assurdo, dato l’aumento esponenzialmente degli stessi e il processo comunicativo sempre più incalzante, si è accreditato nell’immaginario collettivo, che il reiterarsi degli episodi criminali, fosse quasi un fenomeno fisiologico con cui convivere. Si è cominciato quindi a depenalizzare tali comportamenti trasversali, al ruolo, alla mansione, al sesso, alla nazionalità. Un malaffare democratico, che mette tutti sullo stesso piano, dando quasi per scontato e inevitabile che gli uomini in famiglia picchiano le donne, che i ragazzi prendano strade traverse, che i rappresentanti del popolo facciano man bassa su ogni cosa abbia un valore economico. Bisogna fare molta attenzione a non confondere la discrezionalità, la riservatezza, familiare con il favoreggiamento o l’occultamento di piccole e grandi responsabilità civili e penali. Lavare un certo tipo di panni in casa, quelli molto sporchi per intenderci, era un modo di fare sbagliato prima, assurdo e inaccettabile ora. Ciò che mancava e che continua a mancare è quell’elementare concetto che risponde al nome di “Responsabilità” e che dovrebbe costituire un fondamento educativo e comportamentale di ogni essere umano. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

Tommaso Sacchi

https://www.iconmagazine.it/eventi/tommaso-sacchi-intervista/

L’interessante intervista rilasciata da Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze a Icon Magazine.

“Quando le idee sono buone, il successo è assicurato” di Riccardo Rescio
‘Riuscire a coinvolgere nuovi visitatori, anche con pubblicità non convenzionali, mi pare giusto e positivo’, questo pensiero di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze, non solo è giusto e positivo, ma perfettamente adeguato ai tempi. Oggi per comunicare non possiamo più usare i piccioni viaggiatori, perché abbiamo un modo più veloce e immediato per farlo. Per partecipare tutto il Bello e il Buono che abbiamo, nelle nostre Terre Uniche, dobbiamo necessariamente utilizzare le opportunità, che la moderna tecnologia, l’interconnessione e i riferimenti a cui guardano milioni di persone, che ci permettono di fare per una sempre migliore, maggiore e più efficace comunicazione.
Complimenti a Tommaso Sacchi, che oltre alla profonda Cultura, unita alla grande passione per l’Arte, ha quella visione realistica dell’oggi e la capacità prospettica del domani, che mette in pratica anche usando gli strumenti più adeguati ed efficaci a disposizione, affinché, come spesso ama ripetere, la Cultura divenga sempre più diffusa, non una esclusiva per colti, ma per un sempre maggiore numero di consapevoli.
Riccardo Rescio per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece http://www.iconmagazine.it http://www.comune.fi.it

“Musei Statali, secondo Eike Schmidt

Schmidt : “Musei Statali possono produrre un miliardo l’anno : vanno resi più imprenditoriali”

https://www.linkedin.com/posts/lubec—lucca-beni-culturali_schmidt-musei-statali-possono-produrre-activity-6703937678632603648-9FMu

“L’ovvio e il banale” di Riccardo Rescio
Se non ci fossero occhi per guardare, orecchie per ascoltare e tatto per constatare la realtà, da cui siamo circondati, tutto avrebbe la sua logica spiegazione, ma visto che la maggior parte delle persone, compresi gli amministratori locali e nazionali, dispongono naturalmente di queste doti, perché allora tutti noi, nessuno escluso, non ci poniamo nella condizione di ascoltare, guardare e toccare, le idee, le sollecitazione e le proposte di chi ha la reale, verificata e riscontrabile, capacità e conoscenza del campo in cui opera.

“Dovremmo tutti riuscire a fare, ciò che non è più possibile procrastinare”
https://italiaefriends.wordpress.com/2020/06/24/dovremmo-tutti-riuscire-a-fare-cio-che-non-e-piu-possibile-procrastinare-di-riccardo-rescio/
Riccardo Rescio per Italia&friends

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Immagina di essere nato nel 1900”

Post su Linkedin di Giovanni Tavaglione

https://www.linkedin.com/posts/giovanni-tavaglione-4656188_immagina-di-esser-nato-nel-1900-quando-hai-activity-6702666518318092288-yQxg

Credito immagine : https://m.facebook.com/1900official/about/?ref=page_internal&mt_nav=0

Giovanni Tavaglione,
complimenti, se del suo post, se ne facesse un folderino, da distribuire, nelle scuole, nelle università, negli uffici, in discoteca, sarebbe cosa buona e giusta per stimolare, genitori, docenti e allievi a capire di più del nostro recente passato e sopratutto se invece di parlare degli Assiri e i Babilonesi, si iniziasse a insegnare la Storia contemporanea, con coscienza oggettiva, forse, i drammi che ciclicamente si ripetono per la mancata consapevolezza di ciò che veramente vuol dire guerra, forse apprezzeremmo il tanto che abbiamo e in tal modo saremmo più pronti e desiderosi di indirizzare tutte le nostre energie per studiare i terremoti e le inondazioni e tutte le nostre ricerche per prevenire le pandemie, che comunque si ripetono a prescindere dalla volontà degli uomini.

Riccardo Rescio per Italia&friends

“Dammi un nemico e ti creo un esercito” di Riccardo Rescio

Credito immagine : http://www.latelanera.com/mostri-creature-leggendarie/creatura-leggendaria.asp?id=142

La Storia dell’uomo è lunga, ma la sua evoluzione lenta molto, molto, lenta. Dai tempi dello stato di natura ad oggi ciò che unisce maggiormente le masse è avere una entità a cui attribuire colpe e responsabilità, un nemico da colpire, per placare la sensazione di aver subito un torto, spesso solo presunto o per una supposta necessità di sopravvivenza. Pretesti sempre farciti di retorica, di luoghi comuni, di banalità, di slogan, necessari a fagocitare un popolo contro una minoranza, un nemico da dover colpire, combattere, eliminare. Lo sanno bene i capi popolo, i caporali, i repressi e gli squilibrati, di tutti i tempi, che riescono a trasformare le proprie paure, repressioni e angosce, in nevrosi collettive, estrapolando dal proprio essere il Minotauro che hanno dentro, per materializzarlo in un gruppo di persone, in un popolo con un determinato credo, colore politico o dalle diverse sembianze somatiche. Passano i secoli, cambiano i tempi, il progresso corre, la vita sembra diventare meno irta di difficoltà, le malattie trovano contrasti sempre più forti, che ostacolano il loro diffondersi e che ne limitano gli effetti mortali, ma nonostante questo, la voglia di trovare un nemico su cui riversare le proprie insoddisfazioni, personali e collettive, è sempre latente. Nonostante i drammi causati dalle guerre, in generale l’uomo non conserva memoria dell’immenso dolore, delle immani distruzioni, degli insanabili dolori, ma è sempre pronto ad abbeverarsi alla fonte di quell’acqua che gli viene fatta credere potabile e miracolosa, ma che potabile e miracolosa non è, e mai potrà esserlo. Non ci sono guerre giuste, non ce ne sono mai state e mai ce ne saranno. La vera evoluzione dell’essere umano ci sarà solo quando tutti noi, non con la forza, ma con la cultura, la conoscenza, con la capacità critica, con il confronto, inizieremo a capire, valutare e sopratutto imparare a difenderci da chi vuole continuare a farci credere che la nostra sopravvivenza, il nostro benessere, dipende esclusivamente dall’annientamento di quel nemico che ci viene propinato al momento. Smettiamo di essere soldati agguerriti di un esercito imbonito e circuito, a cui viene fatto credere qualcosa che non ci sarà mai e che combatte e muore unicamente per soddisfare le megalomanie del capo popolo di turno, ma al contempo smettiamo anche di essere un gregge di pecore ammansite, custodite da pastori e controllate dai cani. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Italia, una meravigliosa terra da scoprire” di Riccardo Rescio

“Italia, una meravigliosa terra da scoprire”

Quanta poca conoscenza, quanta parziale informazione, quanta insufficiente promozione.
Non dobbiamo ricominciare, dobbiamo cambiare prospettiva, approccio, modo di pensare e di fare.
La conoscenza non è una dote congenita predestinata a pochi eletti, non è un diritto divino, non è neanche un titolo attribuibile per discendenza dinastia.
La conoscenza si può solo acquisire ed ora è giunto il Tempo che la maggior parte di noi prenda consapevolezza di tutto il Bello e il Buono che abbiamo, poiché l’Italia è il più grande giacimento di Bellezza e il maggiore concentrato d’Arte. Vi chiederete se noi di Italia&Friends ci stancheremo mai di reiterare il messaggio, di pubblicare e ripubblicare, sulle piattaforme Web dove siamo presenti, che sta a noi tutti contribuire a far conoscere al mondo le peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia, semplicemente partecipando il nostro conosciuto che è poi quello da cui siamo circondati. La risposta è no, non ci stancheremo mai di farlo, perché l’Italia, il nostro Paese, merita di essere conosciuto per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“Ospitalità” di Riccardo Rescio

Pietra, legno e ferro, fanno rifugio, considerazione, rispetto e accoglienza, fanno ospitalità.

L’ospitalità, è un antico valore delle nostre Genti, il cui diapason è riscontrabile nei tanti momenti difficili, critici, pericolosi per l’incolumità individuale e per quella delle persone più care, che la Storia contemporanea e anche quella più recente ci ha fatto scoprire e che costituisce il vero, certo, incontrovertibile, segno del profondo significato e del grande valore dell’accoglienza. Un distorto concetto di ospitalità la vuole vedere come elemento secondario strutturale di un punto Ricettività, non certo determinante come l’aria condizionata, l’ascensore o il bar in camera. L’ospitalità non concorre neanche all’attribuzione delle stelle categoriali. L’ospitalità invece è quella condizione congenita, necessaria ed indispensabile per chi si vuole intraprendere una attività ricettiva o di somministrazione. Le Scuole Professionali Alberghiere, dovrebbero riservare, alla materia “Ospitalità /Accoglienza”, un ruolo di massima importanza sia in ingresso, che in uscita, delle professionalità che si prefiggono di formare. Non c’è e mai ci sarà al mondo, struttura ricettiva, per straordinaria che possa essere, capace di sopperire alla mancanza di accoglienza, rispetto e considerazione, per chi quella struttura ha scelto, per un caffè, per un pranzo o un soggiorno. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

Blog su WordPress.com.

Su ↑