“A qualcuno piace… Italiano” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità

A qualcuno piace… Italiano, ma non solo a qualcuno, in realtà sono tantissime le persone nel mondo, che amano tutto ciò che è Italiano, questo perché sono effettivamente proprio tante, innumerevoli, ampie e variegate, le peculiarità che caratterizzano e identificano il nostro Paese. Valenze che costituiscono suadenti attrattive in grado di soddisfare e appagare le più svariate aspettative di viaggiatori, esploratori, globe trotter, spartani o sofisticati che possano essere, poiché l’Italia è il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato d’Arte, in un territorio fra i più ambiti e amati al mondo. Caratteristiche uniche e ineguagliabili non facilmente riscontrabili in altre parti del mondo. A partire dalla Lingua Italiana, per arrivare alla pizza, passando dai più grandi Artisti di tutti i tempi alle meravigliose terre uniche, delle nostre 20 Regioni, dalla moda al designer, dalle straordinarietà culinarie e agroalimentari alle automobili, dalle tradizioni folcloristiche ai Castelli, dalle Reggie ai mari, dalle montagne, ai laghi, dalle isole ai fiumi, alle spettacolari coste, l’Italia ha proprio tutto e tanto, tanto di più. Italiano, è un sostantivo, singolare, maschile, che non indica solo la nostra nazionalità, ma è anche il termine che viene anteposto ad ogni singola manifestazione di quel conosciuto, ambito, desiderato, Stile Italiano di vita, che molta parte del mondo ama, apprezza e desidera condividere con chi ha avuto l’opportunità di nascere in questo nostro straordinario Paese o che per scelta ha deciso di viverci. A noi, custodi di tanta meraviglia, il compito di censire, tutelare, valorizzare, tutto il bello e il buono da cui siamo circondati. Ognuno di noi, da attenti depositari del comune patrimonio, dobbiamo divenire sensori, osservatori e comunicatori delle nostre innumerevoli straordinarietà, di qualsiasi natura possano essere. Come amanti della nostra identità possiamo contribuire a dare onore e merito all’Italia e all’Italianità che ci caratterizza e ci identifica.

A qualcuno piace….. Italiano, a voi cosa piace di più

Firenze 18 marzo 2021

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonoche #alcentrodellabellezza

I&f Café

I&f Café
Quello del 27 gennaio 2021 sarà il 4° appuntamento di “Un Caffè con … Parlando di …” a cura di Tiziana Leopizzi, che ARTOUR-O e i suoi Amici propone in collaborazione con Italia&friends e che avrà come ospite Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze, con cui parleremo di innovazione Museale.
Tiz Leopizzi e Riccardo Rescio hanno sentito l’esigenza di cercare, esplorare e individuare eventuali spunti e suggerimenti, per poter contribuire a dare maggiore appeal, in termini di offerta attrattiva, ai Musei e ai Luoghi di Cultura in generale, che alle difficoltà di sempre, hanno dovuto aggiungere un ulteriore danno per la chiusura totale a cui sono stati sottoposti in questo ultimo periodo.
Saremo felici di poter ascoltare quanto ci dirà l’Assessore Tommaso Sacchi, che proprio la settimana scorsa ha ospitato a Firenze il convegno nazionale su questo tema, a noi molto a cuore, convegno dove è intervenuta anche Serena Bertolucci Direttore
di Palazzo Ducale a Genova, che ha aperto il nostro breve e intenso ciclo di “Caffè con… Parlando di…”, dedicato alla innovazione Museale.
L’incontro del prossimo mercoledì, di trenta minuti circa, sarà trasmesso in diretta sul canale You Tube ARTOUR-O il MUST, https://www.youtube.com/channel/UC7GhvfpfHwNrgoaQ4Vim6nA, dove gli spettatori potranno porre delle domande attraverso la chat di Youtube che, compatibilmente al tempo a disposizione, saranno girate all’Assessore.
Il link al live streaming sarà pubblicato anche sul Gruppo Facebook “Gli Amici di ARTOUR-O”.
Dopo le presentazioni di rito sarà Tommaso Sacchi a prendere la parola.
Seguiranno :

Elena Tempestini
fiorentina, giornalista, storico, fotografa. https://www.facebook.com/elena.tempestini.9

Giuliana Geronazzo
di Brescia, Artista e volontario del Museo Preistorico di Cavriana Mantova. https://www.museocavriana.it/

Noemi Gasperini
Curatrice di eventi Culturali nella favolosa zona di Porto Baratti. https://www.facebook.com/noemi.gasperini

Tiziana Leopizzi
ideatrice di progetti tra Arte, Impresa e Istituzioni, come Artour-o in primis inaugurato proprio a Firenze nel 2005 e Misa. http://www.ellequadro.com/

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“Friends of Florence restaurano il Globo” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“Friends of Florence restaurano il Globo”
di Riccardo Rescio

Una prima volta con nuove tecnologie, non si nega al alcuno ed ecco che, grazie al contributo di Friends of Florence, il restauro della Sala delle Carte geografiche e del Mappamondo a Palazzo Vecchio di Firenze avranno il loro primo tecno restauro. I lavori cominceranno a primavera 2021 e dureranno un anno.

L’Assessore Tommaso Sacchi : “Recuperiamo una sala preziosa e riportiamo all’antico splendore l’enorme globo”
Un intervento di restauro da 500 mila euro che prevede il recupero e la valorizzazione degli arredi, degli impianti, delle carte geografiche e dell’enorme mappamondo che troneggia nel centro della Sala del Guardaroba del Museo di Palazzo Vecchio, comunemente nota come Sala delle Carte geografiche, che ad eccezione di alcuni interventi di manutenzione risalenti agli anni cinquanta non erano stati sottoposti a un restauro con tecniche moderne.

Il progetto, elaborato dalla direzione Servizi tecnici-Fabbrica di Palazzo Vecchio, ha avuto il via libera della giunta comunale su proposta dell’assessore alla cultura Tommaso Sacchi e sarà finanziato grazie a una donazione della fondazione Friends of Florence nell’ambito del programma Florence I Care che mira a creare partnership con privati per il restauro di beni culturali e di interesse pubblico.

“La Sala delle Carte Geografiche – ha detto l’Assessore Sacchi – è uno degli ambienti più preziosi del museo di Palazzo Vecchio.
Il meraviglioso globo posto al centro è uno dei più grandi e antichi giunti quasi del tutto intatti fino a noi.
Adesso ce ne prenderemo cura grazie alla generosità di Friends of Florence e valorizzeremo tutta la Sala dal pavimento al soffitto e agli armadi alle pareti dove sono collocate una cinquantina di carte su tavole a olio che raffigurano tutto il mondo conosciuto ai tempi di Cosimo I”.

Simonetta Brandolini d’Adda,
Presidente di Friends of Florence, ha voluto sottolineare che :
“Da quasi vent’anni Friends of Florence desidera realizzare il restauro della Sala delle Carte Geografiche e del mappamondo, non solo per l’importanza scientifica ed artistica delle opere, ma anche perché, qui fra le pareti di questa stanza in Palazzo Vecchio, si conserva la testimonianza di come fosse il mondo conosciuto al tempo di Cosimo I.

E’ un progetto affascinante e altamente necessario per salvaguardare un ambiente così unico al mondo.
Ringraziamo il donatore per il loro sostegno al progetto e ai tanti progetti di Friends of Florence”
La Sala delle Carte Geografiche, che si trova al terzo piano, del Museo di Palazzo Vecchio, è fra i suoi ambienti più visitati, di conseguenza è sottoposta a una notevole usura.
Il pavimento ormai disconnesso, gli impianti di illuminazione, ormai inadeguati, necessitano di urgenti restauri e aggiornamenti.

Le carte, 53 dipinti a olio su tavola che offrono una dettagliata rappresentazione di terre e mari conosciuti ai tempi di Cosimo I, sono impreziosite da una miriade di iscrizioni dorate, raffinati cartigli, imprese medicee e creature fantastiche, saranno staccate e restaurate nella sala attigua che già ospitò il restauro del putto che decora il Terrazzo di Giunone al terzo piano del museo, recuperato un anno fa sempre grazie a Friends of Florence.
Il mappamondo, con una circonferenza di oltre due metri, invece, troppo grande per cambiare posizione, sarà solo spostato all’interno della sala stessa, via, via, che procederanno i lavori.

Pubblicato da Italia&friends su WordPress I&f Arte Cultura Attualità il 4 gennaio 2021

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I&f Café

https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

Il binomio Caffè e Cultura è da sempre imprescindibilmente legato a quei punti di ritrovo, caffetterie, pasticcerie, ristoranti, dove piccoli e grandi avvenimenti della storia hanno avuto origine.
Luoghi carichi di fascino, che sarebbero divenuti nel tempo Locali Storici, dove famosi o sconosciuti Artisti hanno ideato, disegnato, scritto le loro opere, ancora dove più o meno importanti uomini politici hanno pensato strategie e pianificato alleanze, sempre dove persone comuni si lasciavamo permeare dal fascino indiscusso che questi posti emanavano.
Particolari punti d’incontro dallo straordinario sapore, dalla coinvolgente atmosfera e dalla avvolgente accoglienza, che hanno visto la genesi e l’evolversi della Cultura, dell’Arte e della Storia. Altrettanto potrebbe accadere nel nostro “I&f Café”, uno spazio virtuale, dove ritrovarsi, per conosce, scoprire o riscoprire, tutto il Bello e il Buono che abbiamo nel nostro straordinario Paese e naturalmente anche luogo dove proporre, esternare, condividere, intuizioni, idee, proposte, progetti.
Nel nostro Virtual Café, per rendere piacevole il vostro e il nostro stare, abbiamo realizzato una Caffetteria, un Ristorante, un Negozio di Specialità, una Libreria e un Travel Point, un nuovo format un diverso modo di socializzare, di scoprire e di condividere.

“I&f Café” è sempre aperto H24 , 7/7, 365 giorni all’anno. Venite a trovarci, nel nostro Virtual Point, fatto di cose concrete, potrebbe piacervi e magari anche entusiasmarvi.

Il nostro indirizzo è : https://www.pinterest.co.uk/italiaefriends/

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“700 Dante”

I&f Arte Cultura Attualità
“700 Dante”

I&f Arte Cultura Attualità
“700 Dante”
Le celebrazioni in onore del sommo Poeta partiranno in gennaio e proseguiranno per tutto il 2021, con oltre 50 appuntamenti.
Dal 29 dicembre 2020 sarà consultabile online il portale : http://www.700dantefirenze.it
per conoscere e restare aggiornati sul ricchissimo calendario di appuntamenti organizzati nel 2021 per celebrare Dante Alighieri nel 700esimo anniversario della sua morte.
Sulla pagina Facebook dedicata, @700dantefirenze. informazioni e aneddoti.
Per poter partecipare appieno la poliedrica personalità di Dante Alighieri e tracciarne la complessa figura di letterato, politico e storico, è stato necessario il fondamentale concorso di una articolata molteplicità di Enti, Istituzioni e Associazioni Fiorentine, quali : Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Università degli Studi di Firenze, Gallerie degli Uffizi, Fondazione Strozzi, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Biblioteca Mediceo-Laurenziana, Biblioteca Riccardiana, Archivio di Stato di Firenze, Teatro Nazionale della Toscana, Fondazione Teatro del Maggio Fiorentino, Istituto nazionale studi del Rinascimento, Società Dantesca Italiana, Accademia delle Arti del Disegno, Accademia della Crusca, Opera di Santa Croce, Opera di Santa Maria Novella, Museo Galileo, Società Dante Alighieri – Comitato di Firenze, Musei del Bargello, Unione Fiorentina – Museo Casa di Dante, Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, Opera del Duomo, British Institute, Istituto Francese, Villa I Tatti, Accademia di Belle Arti di Firenze, Fondazione Franco Zeffirelli Onlus, Museo dell’Accademia, Fondazione Cassa di Risparmio e Opera Medicea Laurenziana.
Il Presidente del Comitato Organizzatore, è Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze, Coordinatore Gabriella Farsi, Direttore della sezione Cultura e Sport, sempre del Comune di Firenze e il Segretario Generale Carlo Francini, titolare della P.O. Firenze Patrimonio Mondiale e Rapporti con UNESCO.

Informazioni su 700 Dante http://www.700dantefirenze.itcomunicazione@700dantefirenze.it
Comune di Firenze http://www.comune.fi.it
MUSE Firenze musefirenze.it info@muse.comune.fi.it

Davis & Co. per MUS.E
info@davisandco.ithttp://www.davisandco.it

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“Te piace o presepio” Natale in Casa Cupiello di Edoardo De Filippo

 
La parola Tradizione nella nostra lingua può assumere diverse accezioni, tra loro fortemente interrelate. Per Tradizione si intende il reiterarsi nel tempo di prassi e comportamenti. Sinonimo di consuetudine, quando si intende la trasmissione, all’interno di un gruppo di persone, di testimonianze, eventi sociali o storici, usanze, ritualità, credenze religiose, costumi, superstizioni e leggende. E’ Tradizione orale quando diviene memoria di un insieme di pratiche e credenze, più o meno tra loro coerenti, condivise da un gruppo di persone in un determinato luogo, senza la mediazione della scrittura.
Diviene Tradizione scritta, in funzione di principi metafisici, in alcuni campi, come quello religioso, filosofico, scientifico, attraverso istituzioni, leggi e ordinamenti che, anche nella scrittura, possono presentare tra loro notevoli diversità. La parola Tradizione è anche il termine tecnico presente con un suo significato specifico negli ambiti disciplinari della filologia e del diritto.
Stando ad Erodoto, per quanto riportato nel suo libro sulle Tradizioni Greco-Egiziane intorno all’Egitto, le Tradizioni sono quel complesso di memorie, notizie e testimonianze trasmesse da una generazione all’altra. Ciò che affascina nella definizione di Tradizione di Erodoto, è la parola memoria, a cui paradossalmente nel tempo non si è data la giusta valenza, il giusto peso, la determinante importanza, perché la memoria è effettivamente quella inalienabile componente che permette al nostro cervello di elaborare, gli elementari e complessi processi necessari alla singola sopravvivenza, ma concorre, con la somma delle singole personali testimoniane, ricordi, notizie, fatti e avvenimenti, alla formazione della Memoria Collettiva, che permette ad un popolo di non estinguesi. Il presepe è una di quelle tradizioni popolari fortemente sentite un tempo, che nel corso degli anni è stata lentamente abbandonata, come tantissime altre che caratterizzavano e identificavano le Terre Uniche delle nostre 20 Regioni. Natale in casa Cupiello con “Te piace o presepe” di Edoardo De Filippo, in duetto il figlio Luigi de Filippo, marca la iniziale disaffezione delle nuove generazioni alle tradizioni e ai valori. Tradizioni legate alla fede, ma non solo, che avevano la capacità di rafforzare lo spirito identitario di una comunità, attraverso momenti di socializzazione e convivialità. Comportamenti che non avevano nulla a che fare con le degenerazioni che hanno successivamente e perversamente, stravolto il vero e profondo senso di orgoglio, appartenenza, identità, trasformando questi positivi valori in orrendi disvalori, come il nazionalismo, il sovranismo, il razzismo e l’integralismo. La Storia che insegna, ma non a tutti in egual misura, è comunque ciclica, si ripete, ma mai nella stessa maniera e troppo spesso con gli stessi nefasti effetti. Comunque i corsi e i ricorsi storici ci ripropongono anche cose del passato, che alla luce del confronto, si possono rivalutare e maggiormente apprezzare. Forse con un po di curiosità, un pizzico di novità, un granellino di voglia di evasione, potremmo scoprire leggende, costumi, usanze, ritualità, delle nostre tradizioni popolari, che ogni singolo luogo del nostro straordinario Paese conserva. L’Italia, infatti è il più grande giacimento di bellezza, ma anche il maggiore concentrato di meraviglie, in ogni sua singola località custodisce straordinarie storie da raccontare, bellissimi posti da far vedere, squisiti sapori da far assaggiare e coinvolgenti eventi da far vivere. Saremo solo noi con la nostra voglia di avventura e di scoperta fare in modo che le nostre tradizioni non vadano perse, dimenticate, abbandonate, non farlo significherebbe contribuire alla progressiva perdita della nostra identità.

Alla scoperta delle Tradizioni Popolari Italiane per Regione https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Tradizioni_popolari_italiane_per_regione

Scopriamo, sosteniamo, amiamo e comunichiamo ciò che c’è di buono e di bello intorno a noi.

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Presepi di via San Gregorio Armeno a Napoli, la strada celebre in tutto il mondo per le sue botteghe storiche, è protagonista di un’inedita trasferta in italia, per farci conoscere la bellezza, la bravura,l’arte, dei nostri straordinari Artigiani e la grande forza che le loro creazioni riescono a dare in chi ha l’opportunità di poterli ammirare. Riccardo Rescio

Di Virgilio dal 1830 https://www.divirgilioart.com/

Ferrigno Marco 1836 https://www.arteferrigno.it/

Rinascente Firenze

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“River to River Indian Film Festival”

I&f Arte Cultura Attualità
“River to River Indian Film Festival”dal 3 all’8 dicembre 2020
Selvaggia Velo, nel lontano 2001, ha fondato a Firenze, con il Patrocinio dell’Ambasciata d’India in Italia, il primo Festival totalmente dedicato al Cinema Indiano. Una manifestazione di cui è stata la direttrice sin dalla sua prima edizione.
Con grande passione, in tutti questi anni, Selvaggia Velo ha dedicato le proprie competenze per costruire e consolidare il Festival, con la costante collaborazione di un gruppo di lavoro formato da professionisti e volontari.
River to River, il nome dato al Festival, vuole rimarcare come le idee, le culture e le arti, possano fluire lambendo, senza troppi ostacoli, rive e argini di fiumi diversi e lontani, come il Gange e l’Arno, River to River, da un fiume all’altro.
Il 2001 segna anche l’inizio di una nuova era per il Cinema Indiano in Europa, è infatti l’anno in cui Lagaan di Ashutosh Gowariker, vince il Premio del Pubblico a Locarno, mentre Mira Nair, viene premiata con il Leone d’Oro a Venezia per Matrimonio Indiano.
Negli anni che intercorrono dalla fondazione, alla sua 20°edizione di questo 2020, River to River Florence Indian Film Festival ha proiettato il meglio della più recente cinematografia Indiana, con una particolare attenzione verso le tecnologie e ai linguaggi innovativi, la realtà virtuale, le serie web, e a tutto ciò che rappresenta l’India più attuale. Con il susseguirsi degli anni il Festival ha catalizzato l’attenzione di un pubblico sempre crescente verso il Cinema Indiano, annoverando negli anni fra i propri ospiti, personalità di rilievo tra cui Amitabh Bachchan, Shabana Azmi, Irrfan Khan, Deepa Mehta, Aparna Sen, Ketan Kehta, Rahul Bose, Anurag Kashyap, Kabir Bedi, Goutam Ghose, Hansal Mehta, Onir, Taapsee Pannu, Anand Patwardhan, Nemoi Ghosh, Uma Da Cunha, Shonali Bose, Furio Colombo, Giuseppe Cederna e Folco Terzani.
La manifestazione è anche riconosciuta dalle istituzioni indiane e italiane, come l’Ambasciata d’India in Italia, la Città di Firenze e la Regione Toscana.
Riccardo Rescio

River to River Florence Indian Film Festival
La Compagnia Selvaggia Velo

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“I Musei, come Stazioni di Posta” di Riccardo Rescio

Una Stazione di Posta, al tempo dei trasporti a trazione animale, era quel luogo adibito a sosta temporanea dei corrieri, delle carrozze private e delle diligenze che trasportavano persone, merci e corrispondenza e ovviamente per effettuare il cambio dei cavalli.
Ebbene se dando spazio alla fantasia, che di questi tempi diviene condizione essenziale per ritrovare un sano equilibrio che, la frenesia degli ultimi decenni, ha completamente pervaso la nostra vita, potremmo immaginare di fare un viaggio lento, ma attento, con la fantasia e la tecnologia, nel mondo dell’Arte e degli Artisti, che hanno reso grande il nostro Paese.
Un viaggio in carrozza che percorre le Terre del Sapere e permette soste nelle Stazioni di Posta, i Musei dove l’anima si ristora, ammirando le meraviglie in quei luoghi custodite.
Stazioni di Posta, Stazioni di ristoro, i nostri straordinari Musei, sono luoghi del cuore e ludoteche dell’anima, luoghi di ristoro del nostro io più profondo.
Il Ristoro dei Musei, è l’offerta digitale dei Musei Fiorentini, voluta dalla Città Metropolitana, il Comune di Firenze e MUS.E, che a partire da martedì 24 novembre darà inizio ad un fitto calendario di appuntamenti digitali che coinvolgerà i Musei Fiorentini di Museo di Palazzo Vecchio,

Museo Stefano Bardini,

Museo di Santa Maria Novella,

Cappella Brancacci,

Museo di Palazzo Medici Riccardi,

Museo Novecento,

MAD – Murate Art District,

Centro Storico Patrimonio Mondiale, permettendo a chi lo volesse di continuare a frequentarli anche durante la dolorosa fase di chiusura imposta dall’emergenza sanitaria in corso.

Una vera e propria Stazione di Posta, un punto di Ristoro per l’anima dei viaggiatori virtuali del Sapere e del Conoscere, che nei Musei, si affrancheranno e si compiaceranno di Arte e di bellezza. “Arte a domicilio”, “Mezz’ora d’Arte”, “Mezz’ora con Raffaello”, “Talking about museums”, sono le quattro proposte di viaggio virtuale da poter fare, con il supporto della tecnologia, nella comodità delle proprie case. Le iniziative sono state realizzate in collaborazione con Opera per Santa Maria Novella e grazie al prezioso sostegno di GIOTTO – love brand di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, Mukki, Unicoop Firenze, Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, e Tenderly – brand di Lucart Spa.

Tutte le attività informatiche sono a partecipazione gratuita.
Le iniziative su piattaforma zoom necessitano obbligatoriamente di una preventiva prenotazione.
Prenotazioni:
scrivendo a info@muse.comune.fi.it
indicando nome, cognome, giorno scelto.
La partecipazione è gratuita, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Calendario delle iniziative:
Arte a domicilio – Scorci fiorentini
24 novembre, h18: Firenze del Medioevo: porte e torri cittadine
8 dicembre, h18: Firenze del Rinascimento nei dipinti della Cappella Brancacci
22 dicembre, h18: Firenze del Cinquecento nei dipinti di Palazzo Vecchio
5 gennaio, h18: Firenze del Settecento nelle vedute di Giuseppe Zocchi
19 gennaio, h18: Firenze del Novecento nei dipinti di Ottone Rosai
Mezz’ora d’arte – I capolavori del Museo Novecento
1 dicembre h18: Il grande collezionismo di Alberto Della Ragione
15 dicembre h18: Natura morta: la vita degli oggetti
29 dicembre h18: Volti e ritratti, fra pittura e scultura
12 gennaio h18: Paesaggi, con gli occhi degli artisti
26 gennaio h18: L’universo femminile: donne riprese e sorprese
Mezz’ora con Raffaello
Venerdì 27 novembre, h 18: Cristina Acidini, Raffaello Sanzio: le Madonne fiorentine
Venerdì 4 dicembre, h 18: Marzia Faietti, I ritratti di Raffaello e il collezionismo dei Medici
Venerdì 18 dicembre, h 18: Elena Capretti, Taddei, Nasi e Canigiani, famiglie fiorentine committenti di Raffaello
Talking about museums
25 novembre h18: Valentina Zucchi in conversazione con Domenico Piraina e Maurizio Vanni
2 dicembre h18: Valentina Zucchi in conversazione con Mario De Simoni e Lella Mazzoli
16 dicembre h18: Valentina Zucchi in conversazione con Piero Frova e Alessio Re
Ufficio Stampa: Davis & Co. per MUSE Firenze
info@davisandco.it http://www.davisandco.it

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Pubblicato da Italia&friends su WordPress il 21 novembre 2020
I&f Arte Cultura Attualità di un Paese straordinario chiamato Italia.

I&f Arte Cultura Attualità “Raffaello e Firenze”

Dal 31 ottobre al 31 dicembre 2020, in Sala d’Arme, a Palazzo Vecchio, Firenze
L’esposizione, promossa dal Comune di Firenze, con l’organizzazione e coordinamento MUS.E, in collaborazione con il Palais de Beaux-Arts de Lille, ed il sostegno del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello, è a cura di Valentina Zucchi e Sergio Risaliti, con la video-installazione di Art Media Studio Firenze.
Una Mostra, immersiva, coinvolgente, che vuole valorizzare il periodo fiorentino dell’Artista.
Gli anni, tra la fine del 1504 e l’inizio del 1505, in cui Raffaello, già munito di gloria e di onori, si stabilisce a Firenze e vi soggiornandoci fino al 1508, per poi trasferirsi a Roma.
L’esposizione sarà corredata da un catalogo pubblicato da Edifir in uscita a novembre, a cura di Valentina Zucchi e Sergio Risaliti, con contributi, tra gli altri, di Cristina Acidini e Vincenzo Farinella.
La Mostra Raffaello a Firenze, è incentrata sul ritratto di una giovane donna, un prezioso disegno coservato al Palais des Beaux-Arts de Lille, risalente agli anni Fiorentini di Raffaello, estremamente rappresentativo di quello straordinario e intenso dialogo intrattenuto con gli Artisti del tempo, incontrati in città, Leonardo, primo fra tutti e gli altri grandi del tempo, tra cui Fra Bartolomeo, Ridolfo del Ghirlandaio, Baccio d’Agnolo, Andrea Sansovino, i Sangallo e Michelangelo, frequentazioni che tracceranno definitivamente la strada del suo inconfondibile suo stile.
Sulle pareti di quello splendido ambiente che è la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio di Firenze, vengono proiettate straordinarie immagini che formano un coinvolgente racconto multimediale che ripercorrere gli anni che hanno inciso profondamente sulla formazione dell’Artista Urbinate.
Il bellissimo fllmato, a cura di Valentina Zucchi e Art Media Studio, racconta e illustra i capolavori di quel periodo, come i Ritratti di Agnolo Doni e di Maddalena Strozzi e la Madonna del Cardellino, tuttora conservati a Firenze presso le Gallerie degli Uffizi, ma sottolinea anche la rete di relazioni, politiche e sociali, oltre che artistiche, sapientemente intessute da Raffaello.
All’iniziativa verranno affiancati percorsi guidati nel Centro Storico di Firenze, nei luoghi correlati al soggiorno del pittore, definiti d’intesa con l’Ufficio Patrimonio Mondiale dell’Amministrazione Civica, che si terranno tutti i sabati e tutte le domeniche alle 15.00, da sabato 7 novembre sino alla fine di dicembre 2020 con la prenotazione obbligatoria al numero 055 2768224 o alla mail info@muse.comune.fi.it
Con il sostegno di Unicoop Firenze, inoltre, sarà possibile fruire di un programma di appuntamenti digitali dedicati all’Artista e rivolti al grande pubblico, condotti da Storici dell’Arte ed esperti, con lo scopo di approfondire singoli aspetti, opere o tematiche del periodo Fiorentino di Raffaello, che arriva a Firenze, in anni di grande fermento per la città, per completare la sua formazione e ottenere importanti committenze.
Il Sindaco Dario Nardella questa mattina 31 ottobre 2020, nel Cortile del Michelozzo di Palazzo Vecchio, in occasione della presentazione alla Stampa della Mostra, ha detto, “Questa mostra, tra il reale e il multimediale, ci ricorda proprio le origini e le trasformazioni dell’Arte di Raffaello e del grande ruolo della nostra Città nella sua formazione.
Firenze, in chiusura delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte, esplora questo lato della figura dell’artista e ci consegna una esposizione fortemente evocativa e suggestiva, resa unica dal prestito dalla Francia di un disegno risalente proprio agli anni fiorentini”.
L’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi ha così sottolineato l’importanza della iniziativa, “Una mostra che è già un evento, perché pensare e realizzare Cultura in un momento di forte criticità per tutto il mondo è veramente uno sforzo eccezionale.
Ma ci è sembrato giusto non trascurare un Artista formidabile, che proprio nella nostra città trasse ispirazione ed ebbe modo di affinare il suo stile.
Palazzo Vecchio, allora già casa civica, torna quindi ad accoglierlo e a ricordarne gli anni fiorentini, in un mix di digitale e reale che potrà avvicinare e incuriosire nuovo pubblico”.
“Il mito di Raffaello ha ben presto travalicato la storia – ha dichiarato Valentina Zucchi, curatrice del progetto e responsabile della mediazione culturale di MUS.E – Tuttavia, è indubbio che le sue opere donino a chiunque le osservi, da cinque secoli, la vertigine alta e pura dell’incontro con l’Arte.
L’omaggio che la città di Firenze dedica a Raffaello, nell’occasione del cinquecentenario della sua morte, riferito in particolare modo agli anni in cui l’artista si stabilisce in città, si pone come una affascinante opportunità non solo per apprezzare la raffinatezza dei suoi disegni e la strabiliante qualità dei suoi dipinti, ma anche per beneficiare, in questo momento così cupo, del beneficio profondo e autentico che la Cultura ci può offrire.
Come MUS.E siamo ancora una volta lieti e onorati di affiancare l’Amministrazione Comunale in questo compito.”
“In un momento così drammatico e oscuro, risplende l’astro di Raffaello, ha affermato Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento e co-curatore della mostra. Il progetto espositivo che oggi inauguriamo aggiunge un cammeo di prezioso valore alle tante manifestazioni dedicate all’ ”angelica farfalla”, l’Artista apparso come un essere divino alla sua epoca”.
La Mostra sarà aperta tutti i giorni
dalle 9.00 alle 19.00, eccetto il giovedì dalle 9.00 alle 14.00.
Informazioni http://www.musefirenze.itDavis & Co.“Se ne venne a Fiorenza. Dove arrivato, perché non gli piacque meno la città che quell’opere, le quali gli parvero divine, deliberò di abitare in essa per alcun tempo; e così fatta amicizia con alcuni giovani pittori […], fu nella città molto onorato.” (Giorgio Vasari)Riccardo Rescio per Italia&friends
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I&f Arte Cultura Attualità “Tiziana Leopizzi e ABC 360° il MUSIAT” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità
“ABC 360° il MUSIAT”

ABC 360°il MUSIAT è una straordinaria idea di Tiziana Leopizzi, Architetto, Accademico Onorario dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e prolifica ideatrice di progetti legati all’Arte, nelle sue molteplici manifestazioni.
Il progetto ABC 360°il MUSIAT realizzato ad Alice Bel Colle, in Provincia di Alessandria, in Piemonte, nel cuore del Monferrato, è il Museo Internazionale in progress Arte e Territorio, presentato il 3 e 4 ottobre 2020, che nasce già ricco di siti in luoghi diversi, Istituzionali e Privati, sia in loco che fuori le mura, di Alice Bel Colle e in giro per il mondo.
Questa stupenda località diviene punto di partenza, chiaro riferimento e  inedito momento per l’Arte contemporanea a 360°, con lo scopo di migliorare la qualità della vita, aprendosi ad un’economia sempre più innovativa ed eco-sostenibile.
Un cambio di prospettiva che attenziona l’Arte a nuove realtà d’Impresa e Istituzionali, affinché possa continuare, oggi come ieri, a marcare il Territorio con il proprio segno.
I luoghi di ABC 360° MUSiAT, dentro le Mura, di Alice Bel Colle, sono il suo stupendo Belvedere, con vista a 360°, l’Hotel Belvedere, il Castello della Gattera, la passeggiata del Giardino dei Desideri, il Municipio, la Bottega del Caffè, la Proloco, l’ex Scuola del Territorio ora Uffici di ABC.
Il progetto presentato a novembre 2019 a Malta e poi a Firenze, è la sorgente di un Museo diffuso che con ARTOUR-O IL MUST il MUSeo Temporaneo, vanta 31 edizioni in 15 anni, di cui 16 a Firenze e le restanti in giro per il mondo, si lega ora alla Terra del Monferrato e non solo, dando vita al dialogo tra Arte, Impresa, Istituzioni e Territorio, vivendo l’Arte vissuta come strumento di comunicazione, Pubbliche Relazioni e coesione all’interno dei luoghi Istituzionali e di Impresa.
Alice Bel Colle avrà i suoi presidi d’Arte ovunque nel mondo, permettendo al business come sempre di aprire nuove rotte.
Il primo appuntamento del tour, che si svolgerà in diverse città, si è tenuto a Genova in occasione di START, la Notte Bianca della Cultura, con la presentazione di video con una selezione di opere degli Artisti della Committenza presenti al Museo.
Sono stati davvero tanti e prestigiosi i personaggi della Cultura, Imprenditori, Politici, che hanno partecipato all’inaugurazione ABC 360° il MUSIAT” a Alice Bel Colle, per aiutare il progetto, messaggero di Arte, Impresa, Bellezza, Armonia e gli Artisti della Committenza di ABC 360.
L’Architetto Gianfranco Martino, Sindaco di Alice Bel Colle, ritiene che l’Arte sia motore di impresa e sistema di vita e auspica che ABC 360° sia il suo riflesso, seguendo quanto afferma il grande Costantin Brancusi “Le opere d’Arte sono specchi in cui vedere riflessa la propria immagine”.
Il Comune di Alice Bel Colle ha partecipato ad ARTOUR-O il MUST a Malta e a Firenze, e ha seguito la mission del progetto che crea dialoghi mirati tra Arte, Territorio e Impresa, attualizzando il ruolo della Committenza, quel ruolo di mecenati che i nostri avi, papi, principi, imperatori hanno portato ai massimi livelli.
Sono tanti i grandi, che in tempi in cui non esisteva la stampa, i telefoni, la radio, la Tv e tanto meno internet, hanno comunicato la propria identità grazie all’Arte.
Alcuni di questi straordinari esempi sono la Basilica Superiore di Assisi con gli affreschi di Giotto, Benozzo Gozzoli a Firenze nel Palazzo Medici Riccardi e Pio II Papa Enea Sivio Piccolomini, Giulio II che affidò a Michelangelo la volta della Cappella Sistina o Isabella d’Este e Leonardo.
Tiziana Leopizzi, attraverso il suo grande intuito e altrettanta grande sensibilità, ha compreso lo stretto legame tra Arte, Territorio, Impresa, attuando un grande e multiforme progetto comunicativo finalizzato, alla sempre migliore e maggiore valorizzazione di ciò che realmente costituisce elemento caratterizzante e catalizzante delle nostre Terre Uniche, integrandole perfettamente, in un programma espositivo/comunicativo, che considera e attualizza tutte le declinazioni di quelle peculiarità che identificano l’Arte, il Territorio, l’impresa, riportando e attualizzando il tutto ai nostri giorni.
Tutto questo attraverso una molteplicità di eventi, tra i quali ARTOUR-O il MUST e MISA Ipotesi Dinamica, entrambi spirito ed anima di ABC 360°.
ARTUR-O il MUST è il primo, un appuntamento internazionale d’Arte, Design, incontri, cenacoli, conferenze, performance, focus, dove palazzi storici, hotel de charme, giardini, parchi, e imprese ne costituiscono il contesto e ne evidenziano l’obiettivo, Tiziana Leopizzi con tali eventi promuove nuove strategie di mercato puntando sulla consapevolezza dei valori della Cultura, finalizzata a creare/aprire
ulteriori opportunità per l’Arte e l’Impresa che nasce in Italia, portata in giro per il mondo, proponendo la figura dell’Artista come “Faber”, in dialogo con il committente, per ricreare così un modo di vivere il “Made in Italy”, riportando l’Arte nel suo alveo naturale, “la casa” e da tempo ormai, anche nel luogo di Impresa.
Il MISA è l’ipotesi Dinamica – Museo Internazionale di Scultura In Progress per le Aziende, l’altro strumento a disposizione delle Imprese per rafforzare la Brand Identity, che si avvale di una mostra propedeutica alla realizzazione del Museo in progress con opere
d’Arte site-specific permanenti sul territorio. Dietro agli acronimi di questi progetti ci celano,
quindi, gli intrecci e i circuiti virtuosi tra Istituzioni, Società/Aziende, realtà Pubbliche e Private, sempre all’insegna di quei minimi comuni denominatori che fanno capo ai concetti di bellezza del territorio e amore delle tradizioni Italiane da riconsolidare ogni giorno.
In sintesi una continua ricerca della novella Isabella D’Este e del nuovo Leonardo, ricordando che non c’è mercato, se non c’è Cultura.

Firenze/Genova/Beijing/Bologna/Hangzhou Roma/Sandonnino Firenze/Shanghai/Yiwu/Arquà/Polesine RO/Montecarlo/Londra/ Guidonia/Montecelio Roma/Mérida/Praga/Torgiano Perugia/Barcellona/Portofino/Funchal/Madeira/Rotondella/Matera/Milano/Malta La Valletta/Rabat.

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Ellequadro Documenti A.C.Archivio Internazionale Arte Contemporanea
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ABC 360° il MUSiAT

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“Che Italia”
Quella Italia che vuole fortemente riconoscere “La Forza delle Donne”, di tutte le Donne del mondo, perché la vera essenza della forza delle Donne è tutt’altra cosa dalla capacità di spingere, alzare o sopportare pesi.
La forza delle Donne è una cosa molto diversa dalla mera capacità fisica, è la determinante facoltà di vedere al di là dell’immediato, è la forza di creare progetti, è la costanza e la determinazione per realizzarli.
La grande rivoluzione che le Donne possono e devono fare, per migliorare il mondo, è quella di prendere il mondo per le corna, in prima persona, senza mediazione alcuna, assumendo i ruoli, le mansioni e le posizioni che meritano, per quello che sono e per quello che valgono e per quello che vogliono, senza alcun tipo di esclusione.
Complimenti a tutte le Donne che hanno avuto, hanno e avranno il coraggio di palesare il disagio della discriminazione, inaccettabilità dell’esclusione, l’assurdità della emarginazione, in tutti i campi e in tutti i settori, del lavoro, del divertimento e dello sport.
Viva le Donne capaci di fare, viva gli uomini capaci di capire.

“Natalia Goncharova”
tra Gauguin, Matisse e Picasso.
Mostra a Palazzo Strozzi Firenze
dal 28 settembre 2019 al 12 gennaio 2020
http://www.palazzostrozzi.org
#tuttoilbelloeilbuonoce #alcentrodellabellezza

“Scripta Festival” IV Edizione La Città che sale

ph riccardorescio


Cosa è “Scripta Festival”, per sapere cosa è esattamente questa manifestazione, ormai giunta alla sua 4^ edizione, che quest’anno ha come titolo La Città che sale, bisogna rifarsi alla sua genesi.
Scripta l’Arte a parole, la rassegna ideata e curata da Pietro Gaglianò per la Libreria Brac di Firenze, nasce come momento di approfondimento dello stato dell’Arte.
Un progetto organizzato e promosso da Associazione Scripta e Libreria Brac, in collaborazione con La Scuola di Santa Rosa.
In questo ultima edizione viene lanciato un nuovo format, che rafforza lo spirito più profondo dell’annuale evento, che vuole parlare di Arte in modo diffuso e trasversale, che coinvolgerà quindi luoghi diversi, un pubblico diversificato, critici, artisti e curatori, per affrontare dalle diverse prospettive la tematica dell’editoria d’Arte in modo ampio, esaustivo, nella breve durata del festival.
Le riflessioni sulla critica d’Arte e sull’analisi dei linguaggi Artistici saranno accompagnati anche da momenti dedicati alla musica, al video e alla performance.
Cosa sono le Case del Popolo, sono luoghi che rispondono ad esigenze di sviluppo e funzionamento di sistemi di lavoro e consumo organizzati e di un complesso di servizi culturali, assistenziali, mutualistici e ricreativi. Culturalmente le Case del Popolo rappresentano un momento di forte socializzazione, attraverso una continuità di momenti ed eventi che catalizzando l’interesse di un pubblico sempre più ampio e diversificato frequentatori.
Le Case del Popolo rappresentano il senso più profondo di radicamento sul territorio e riferimento per la conservazione della memoria.
Appare quindi scontato il connubio operativo tra Scripta festival ed i luoghi storici di ritrovo, quali sono da sempre le Case del Popolo.
Ecco che l’edizione 2020 esce dai tradizionali luoghi dell’Arte e si muove verso una condivisione della conoscenza in spazi in cui da sempre vengono coltivati i valori della mutualità e della cultura, quali beni primari e accessibili a tutti. In alcune Case del Popolo dell’area fiorentina si terranno incontri scaturiti dalla riflessione su testi importanti per la critica d’Arte, ma tesi alla discussione e al confronto sui temi della comunità, della critica ai sistemi di potere, dell’inclusione sociale.
Ogni incontro vedrà la partecipazione di studiosi e attivisti che si rivolgeranno a un pubblico il più possibile trasversale in una dimensione orizzontale, un simposio aperto per la comprensione e per l’ampliamento degli orizzonti.
Il sottotitolo di questa edizione è La città che sale, una citazione esplicita della tela di Umberto Boccioni del 1910, considerata la sua prima opera futurista, presentata nella Prima Esposizione di Arte libera, una mostra sperimentale anche per il pubblico al quale si rivolgeva, gli operai e gli altri frequentatori della Casa del Lavoro di Milano.
Il Calendario dello Scripta Festival La città che sale, dal 16 al 31 ottobre 2020, prevede
Venerdì 16 ottobre
Libreria Brac, via de’ Vagellai 18r ore 18.30 inaugurazione dell’installazione di Marta Dell’Angelo, Tableau Vivant 2020 (visibile fino al 16 novembre 2020)
Sabato 17 ottobre
Casa del Popolo di Settignano, via San Romano 1 dalle ore 17.00 Scuola di Santa Rosa, con Francesco Lauretta e Luigi Presicce ore 18.30 Serge Latouche e Marcello Faletra, Hyperpolis.
Architettura e Capitale, Meltemi 2019 Intervengono Marcello Faletra, Franco La Cecla e Andrea Masu ore 21.30 Anna Bonaiuto, Libertà, letture da testi politici e testi poetici
Sabato 24 ottobre
Casa del Popolo “Il progresso”, via Vittorio Emanuele II 135 dalle ore 17.00 Scuola di Santa Rosa, con Francesco Lauretta e Luigi Presicce ore 18.30 Angela Maderna, L’altra metà dell’avanguardia quarant’anni dopo, Postmedia Books 2020 intervengono l’autrice, Laura Lombardi e Antonella Bundu ore 21.30 Jacopo Andreini / Al Mustaqil Harraga concerto
Sabato 31 ottobre
Società di Mutuo Soccorso Ricreativo Peretola, via Pratese, 48 dalle ore 17.00 Scuola di Santa Rosa, con Francesco Lauretta e Luigi Presicce ore 18.30 Flavio Favelli, Bologna la Rossa, Corraini 2019 intervengono l’autore, Pietro Gaglianò e Stefano Fabbri ore 21.00 Sorrentini / Galli / Lovo / Volpi, Floating Head Lovers concerto Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti e si terranno nel rispetto delle misure di sicurezza e dei protocolli anti-Covid.
Viene consigliata la prenotazione via email scriptafestival@gmail.com. Libreria brac via dei Vagellai 18/r, 50122 Firenze – tel. (+39) 0550944877 – info@libreriabrac.nethttp://www.libreriabrac.net
Ufficio stampa e promozione Monica Zanfini monicazanfini@gmail.com

Riccardo Rescio Italia&friends #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonocheceph riccardorescio

“Jazz Singer Miriam Makeba (1932-2008)” di Daniela Padelli e Vincenzo Parlavecchio

Miriam Makeba (1932-2008)
La Makeba nasce in un sobborgo di Johannesburg e convive da subito con la crudezza e l’umiliazione dell’apartheid.
Le sue origini, in particolare il dialetto xhosa, caratterizzano la sua musica, scalza sul palco esibisce gorgheggi ancestrali, una voce calda, melodiosa, sensuale, espressiva, coinvolgente, semplicemente incantevole.
Nelson Mandela è l’Africa e Miriam Makeba è la sua trasposizione in chiave musicale. Amici affiatati Miriam sostiene Mandela totalmente come fervida attivista sino all’esilio forzato, nel 1960, dopo che un suo successo, Pata Pata, venisse irragionevolmente ritenuto un brano sovversivo.
Miriam era diventata per il suo popolo un Simbolo, era ormai per tutti “Mama Afrika”.
La sua voce evoca i tramonti rosso fuoco della Savana, i colori della terra arsa dal sole, i profumi animaleschi inebrianti, i suoni notturni della fauna selvatica, il suo canto ci conduce alla scoperta di un mondo da cui anche noi occidentali proveniamo e di cui ci siamo ingiustamente appropriati snaturandolo.
Possiamo solo ascoltare e soffrire di un Mal d’Africa che mai sarà la giusta penitenza per come abbiamo violentato il Continente Nero. L’Amore per il suo popolo e il suo “spirito guerriero” la guidano come un faro, sino a parlare del suo Sudafrica davanti l’assemblea Generale delle Nazioni Unite, lei artista jazz e world music conosciuta come “Mama Afrika” non sente il peso della responsabilità che si è presa, Lei la Giovanna D’Arco Africana che ci permette di gioire e ballare insieme a Lei celebrando la vita che è sempre più forte di noi, poveri umani..

Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends.

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

“Il Teatro della Toscana, con una nuova prospettiva, verso un nuovo mondo” di Riccardo Rescio

Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze

Nella conferenza Stampa tenuta il 5 ottobre 2020, in un inconsueto Teatro della Pergola di Firenze senza le sue storiche poltrone di color scarlatto, Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, ha tracciato le linee guida che il “Teatro della Toscana” seguirà nei prossimi anni, partecipando ai giornalisti e agli ospiti, una entusiasmante girandola di eventi e avvenimenti che da subito restituiranno al Teatro la sua originaria funzione e la migliore usufruibilita per gli spettatori, sperimentando ogni formula di linguaggio, dentro fuori dal Teatro, sul palcoscenico, come in platea, sovvertendo e ribaltato ruoli e posizioni.
Tutto seguendo con coerenza e sintonia la giusta rotta già tracciata dalla Fondazione Teatro della Toscana, sulle vecchie carte nautiche realizzate sui valori fondativi, Europa, Teatro d’Arte, Giovani, Nuova Drammaturgia, Teatro Civile e Politico, Teatro per la Polis e con la Polis.
Il “Teatro della Toscana” vuole con determinazione divenire la grande piazza di una Firenze e di una Toscana, sempre più partecipativa, per poter essere culla di un nuovo umanesimo.
Un laboratorio, della grande tradizione Artistica Italiana, dove realizzare i presupposti per una sempre maggiore consapevolezza, da parte della intera società, dei grandi temi e sui basilari valori della civiltà, che non possono e non devono prescindere dalla diversità. Il “Teatro della Toscana” sul fondamento costituito dai presupposti di Arte, Scienza, Educazione, Ambiente, vuole fortemente divenire, una vera Istituzione Europea, che unisca tutti quei Teatri, in perenne evoluzione, capaci di capire, seguire e tradurre il movimento della vita in rappresentazione. Il Teatro della Toscana lo farà con decisione, orientando le proprie scelte e i propri programmi in questa direzione.
Scelte peraltro già condivise con il Théatre de la Ville di Parigi e con il suo direttore Emmanuel Demarcy-Mota, tutto questo in netta controtendenza con la linea di storicizzazione in atto nel settore.
Il Teatro si fa quindi Arca, accogliente e protettiva, navigando verso un nuovo mondo, seguendo una rotta certa e avendo come visione una nuova prospettiva. La bella immagine simboleggia il viaggio con l’arca verso una nuova vita, che non è una Rinascita, ma un vero e proprio cambiamento.
Il “Teatro della Toscana” si fa arca e agorà della Cultura, aprendo i propri spazi alla performante capacità dell’Arte, ti trasmettere il passato, di rappresentare l’oggi e di immaginare il domani, tre spazi temporali senza soluzione di continuità, necessari alla salvezza della intera umanità. Sull’arca, come ogni altro tipo di imbarcazione, il lavoro dei marinai a bordo è duro, pesante e non certo privo di pericoli, ma la consapevolezza di avere nelle stive il riscatto alle miserie del mondo, da la forza e la determinazione necessaria a far proseguire il viaggio.
Il Teatro della Toscana ha come obiettivo, per il triennio 2021-2023, il compimento di alcuni cicli artistici per divenire luogo e momento di sintesi fra tutte le arti, nel naturale e necessario rapporto fra tradizione e innovazione.
Una visione prospettica nella piena cognizione del ruolo di promotore internazionale conquistato nel confronto con teatri, istituzioni culturali e di formazione di Parigi, Atene, Barcellona, Madrid, Oslo, Amsterdam, New York, una rete di partenariati nata grazie al lavoro svolto insieme a Elisabetta di Mambro, per superare le categorie di nazionale e internazionale nella costruzione delle Stagioni e che ha come principi ispiratori i temi che stanno alla base della Carta 18–XXI , ideata da Emmanuel Demarcy-Mota e condivisa con il Théatre de la Ville di Parigi: Arte, Scienza, Educazione/Formazione, Ambiente. Temi che costituiscono le linee portanti di ogni realizzazione, di ogni momento del Teatro della Toscana.
La Carta è stata sottoscritta un anno fa in Palazzo Vecchio dalle autorità italiane e francesi, in occasione della prima italiana alla Pergola della coproduzione “Mary Said What She Said” con Isabelle Huppert diretta da Bob Wilson, spettacolo che certamente tornerà a grande richiesta in questa stagione.
La Direzione Artistica di Stefano Accorsi, che prenderà avvio con il 2021, corrisponde pienamente alla nuova visione, nella rinnovata e rafforzata linea di Teatro civile, una nuova drammaturgia e sperimentazione sinergica che c’è tra teatro, cinema e mezzi multimediali.

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“700 anni di Dante a Firenze, in Italia, nel mondo” di Riccardo Rescio

Qualcuno, facendo una meditata riflessione potrà sempre dire che ci sono voluti ben 700 anni per provare a fare di Dante un riferimento nazionale, mettendo a sistema una pluralità di Istituzioni ed Enti Culturali della Città d’Arte per antonomasia, che tra le sue innumerevoli prerogative, ha anche quella di aver dato i natali al Sommo Poeta.
Il pensiero riflessivo corre alla vicina Austria, che con Mozart in realtà ha messo molto meno ad erigerlo quale figura rappresentativa del Paese.
Ma forse noi Italiani, memori delle altrui esperienze e con l’osservazione dell’altrui fare e con l’inevitabile maturazione individuale e collettiva concessa del tempo trascorso, sicuramente faremo molto meglio, anche perché, come diceva il Ministro Franceschini, nella conferenza stampa di venerdì 2 ottobre 2020, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, la nostra è una giovane nazione che ha bisogno di trovare uno spirito identitario che ci unisca e ci faccia sentire uniti e orgogliosi del nostro frammentato passato, per imboccare un coeso futuro.
Dante Alighieri e sicuramente la figura giusta fra i giusti, tra i tanti padri della nostra Patria, abbiamo sicuramente individuato la nostra figura rappresentativa.
Dante a ragion veduta può essere considerato il padre di tutti i padri e quindi anche di tutti noi.
Il fitto, ampio e articolato, programma per l’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante, che cadrà nel 2021, è stato presentato dal Sindaco Dario Nardella e dall’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi.
Un calendario effettivamente ricchissimo che mette a sistema tutte le principali Istituzioni ed Enti Culturali della città, con una collaborazione strettissima che avrà al centro di tutto naturalmente la figura di Dante Alighieri.
“Un programma di altissimo livello – ha detto il Sindaco Dario Nardella – che riunisce tutte insieme iniziative e istituzioni di grande prestigio, a partire dal Quirinale, dove domani inaugureremo una mostra di Massimo Sestini che poi sarà a Firenze e in altre capitali straniere, e che avrà il suo culmine nel museo della lingua italiana che nascerà a Santa Maria Novella. Dante è il simbolo e l’icona della cultura italiana nel mondo ma è anche uno straordinario patrimonio popolare, non riservato alle élite, ma a disposizione di tutti”. “Avremo decine e decine di progetti – ha sottolineato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – per un settecentenario molto articolato e corale, senza barriere nelle discipline artistiche, che racconterà cosa ha rappresentato e ancora oggi rappresenta Dante a 360 gradi. Ringrazio tutte le istituzioni, enti e associazioni che hanno partecipato a un lavoro di coordinamento appassionante che sono certo permetterà grandi risultati”.
I progetti copromossi dal Comune di Firenze sono : ‘Amor sementa in voi’ dell’Associazione Culter sul tema della botanica nella Divina Commedia;
l’opera teatrale con tecnologia di ‘telepresenza’ ‘DanXTe’ del Centro culturale di teatro onlus e Scuola Sant’Anna di Pisa;
‘Paradise Now’ della Compagnia Virgilio Sieni, performance di danza in piazza della Signoria; ‘Nel nome di Dante’ dell’Associazione degli italianisti (in collaborazione con Società Dantesca, Società Dante Alighieri e Società italiana viaggiatori) che comprende anche una esposizione a Palazzo Strozzi dell’artista britannico Tom Phillips e ‘In cammino con Dante’, viaggio a piedi tra Firenze e Ravenna;
la mostra pittorica e multimediale ‘Onor di quell’arte’ a cura di Swiss Lab. Copromossa è anche la mostra multimediale ‘Dante Poeta Eterno’ a cura di Felice Limosani che si svolgerà a Santa Croce, un progetto culturale che nasce dalle incisioni di Gustave Dorè e comprende anche lezioni di didattica digitale con realtà virtuale in carceri e ospedali.
Le Gallerie degli Uffizi, oltre alle iniziative fuori Firenze, inaugureranno a marzo 2021 una mostra dedicata a Giuseppe Penone con un’installazione a forma di albero in piazza della Signoria.
La Fondazione Teatro del Maggio musicale fiorentino sta lavorando su tre progetti: una lettura integrale in 20 serate della Divina Commedia al teatro Goldoni (in collaborazione con il Teatro della Toscana); una produzione concertistica diretta da Riccardo Muti che toccherà le tre città dantesche (Ravenna, Verona e Firenze); e la commissione di un brano dedicato a Dante che verrà eseguito in occasione dell’inaugurazione del nuovo auditorium, con la direzione di Zubin Mehta.
Il Teatro nazionale della Toscana prevede il ‘Progetto Inferno’, una produzione internazionale con la regia di Bob Wilson, con la partecipazione dei INuovi, dei diplomati della Scuola Costa e gli allievi della Scuola “L’Oltrarno”; il progetto “Silent Dante”, racconto della vita e delle opere di Dante in un viaggio che percorre i luoghi della sua vita e della sua poesia sia a Firenze che a Verona; e il film: “L’Inferno” con la regia di Mimmo Paladino, in coproduzione con Nuovo Teatro di Marco Balsamo. Il progetto COMOEDIA21, proposto in collaborazione tra il Museo Novecento e l’Associazione culturale Mondo Estremo, prevede la lettura pubblica integrale itinerante della Divina Commedia.
L’Università di Firenze propone il convegno telematico ‘Ghibellin fuggiasco’.
L’Italia politica al tempo di Dante’ che spiegherà il contesto politico nel quale Dante si mosse da Firenze verso l’esilio e dedicherà parte della Notte europea della ricerca a Dante.
La Società Dantesca Italiana prevede la mostra ‘Dante e il suo tempo nelle biblioteche fiorentine’ coinvolgendo le biblioteche Mediceo-Laurenziana, Riccardiana e Nazionale.
L’Accademia delle Arti del Disegno prevede un premio dedicato ai giovani artisti under 40 che si cimenteranno col tema dell’esilio dantesco e la mostra ‘Dante nell’arte contemporanea’.
L’Archivio di Stato di Firenze sta preparando una mostra documentaria sulla vicenda umana e politica di Dante.
L’Accademia della Crusca pensa a varie esposizioni tra le quali un Mostra Dantesca da tenere nei chiostri di Santa Maria Novella come anticipazione del museo della lingua italiana, e una parola legata al Poeta al giorno nell’anno dantesco sul sito internet dell’Accademia, con una breve spiegazione. Previsto un progetto anche nel giardino della Villa Medicea di Castello, proposto dalla Direzione regionale dei musei della Toscana.
L’Istituto nazionale degli studi del Rinascimento sta organizzando tre giornate di studio tra l’estate e l’autunno del 2021 sulle forme della ricezione dell’opera di Dante, non solo la Commedia ma anche la Vita nova, il Convivio e il De Monarchia, e sul rapporto del Poeta con i filosofi.
L’Opera di Santa Croce ospiterà la mostra multimediale ‘Dante Poeta Eterno’ a cura di Felice Limosani, copromossa dal Comune, una lezione su Dante e il potere di Alessandro Barbero, e sta lavorando a un progetto in piazza per riconciliare la città col Poeta.
Museo Galileo e Gallerie degli Uffizi organizzano la mostra ‘Dall’Inferno all’Empireo – Il mondo di Dante tra scienza e poesia’ che vuole inquadrare le competenze scientifiche di Dante nella cultura del suo tempo.
Alla Fondazione Franco Zeffirelli letture incrociate di terzine dantesche e brani del copione del film sull’Inferno mai realizzato dal regista e una mostra multimediale.
La Società Dante Alighieri prevede il progetto ‘La presenza di Dante nel mondo’ e i ‘Progetti danteschi ieri e oggi’ in collaborazione con la Crusca che spiegherà le paremie presenti dentro l’opera dantesca.
Al Bargello, in collaborazione con l’Università, si svolgeranno due mostre: ‘Onorevole e antico cittadino di Firenze’, insieme all’Università (marzo-luglio 2021), e ‘La mirabile visione – Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista’ (settembre 2021-gennaio 2022).
Al Museo Casa di Dante è previsto un riallestimento multimediale e un ciclo di projection mapping notturno.
La Fondazione Casa Buonarroti organizzerà un ciclo di incontri sui legami tra le figure di Dante e Machiavelli.

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“fili sottili, robuste corde , resistenti cavi di acciaio” di Riccardo Rescio

Considerazioni sul Korea Film Fest

Tutte le nostre singolarità e le tante pluralità, di gruppo, di popoli, di etnie e nazioni, l’insieme delle Genti che popolano la Terra, sia livello privato, che pubblico, sono comunque tra loro collegate, legate, intrecciate da sottilissimi, fili spesso invisibili o da più evidenti e robuste corde, oppure tenute insieme da resistenti cavi di acciaio. Se prendessimo progressivamente consapevolezza di tutto quello che nel bene e nel male, nel buono e nel bello, ci unisce, ci assomiglia, ci accomuna, saremmo certamente migliori. Ci potremmo persino accorgere, usando la musica come metafora, che il tema della colonna sonora di tutti gli esseri umani è sempre la stessa, ciò che cambia, rendendo il suono apparentemente diverso, sono solo gli arrangiamenti che vengono fatti dai singoli individui e dai popoli, della stessa musica. Dopo oltre mezzo secolo di permanenza, nella Città d’Arte per antonomasia, soltanto ora in questo così particolare, assurdo 2020 mi accorgo che da ben 18 anni si svolge a Firenze, a cura di Riccardo Gelli, una rassegna dedicata al Cinema Coreano. Sono stato infatti invitato alla presentazione Stampa della Korea Film Fest, ne ho poi seguito la programmazione serale, assistendo ad otto film, su i 60 presenti al Festival 2020. La rassegna si è svolta dal 23 al 30 settembre, al Cinema La Compagnia. Devo ammettere che è stata la curiosità di scoprire un mondo a me sconosciuto, la molla che mi ha spinto sia a partecipare alla conferenza stampa di presentazione prima, alla proiezione dei film programmati poi. Ho assistito solo a quelli in prima serata, tutti quotidianamente preceduti da altre due programmazioni pomeridiane, dai differenti titoli. Oltre ad essere rimasto estremamente e favorevolmente colpito dalla varietà temi affrontati, dalla loro esposizione, dalla fotografia, dalle musiche e dalla bravura degli attori, questa full immersion in un mondo così lontano, così poco conosciuto, se non per le vicende belliche che lo hanno visto protagonista, mi sono accorto di quanta assonanza ci sia tra la Korea, con quell’altra parte di mondo, che si ritiene avanzata, senza avere piena e reale consapevolezza di cosa e su cosa sia diversamente avanti.

Manifesto Korea Film Fest 2020

Se ci fosse un Riccardo Gelli, per ogni singola nazione, che proponesse con tenacia e determinazione delle manifestazioni cinematografiche e se ci fossero sempre più persone interessate alla propria crescita personale, tutti diventerebbe più facile. Il Cinema è uno straordinario mezzo di comunicazione, se sapientemente utilizzato favorirebbe il miglioramento dei rapporti interpersonale e quelli fra i popoli.

#tuttoilbelloeilbuonochece

Korea Film Fest

“La Sartiglia, anima Sarda” di Vincenzo Parlavecchio

Dalla mia amata Sicilia a un’altra isola, la spettacolare Sardegna, entrambe figlie predilette della nostra meravigliosa Italia.
Potrei dilungarmi e parlare di terra, di mare, del vento, della sabbia, dei colori, dei profumi, quello di ginepro ti penetra per non abbandonarti mai più, del cibo, degli amici sardi, che si concedono solo a chi è trasparente almeno quanto loro, ma vi annoierei, sapete già.
E’ l’anima che mi piace scoprire e l’evento con cui vorrei entusiasmarvi, al quale sono doppiamente legato, è una festa popolare intrisa di sacro e di profano, scoprirete il perchè, che vede tra i principali protagonisti i cavalli, un’altra mia grande passione: la storica Sartiglia di Oristano.
“Sa Sartiglia”, dialettalmente, è una manifestazione equestre che l’ultima domenica e il martedì grasso anima il Carnevale di Oristano, ed è tra le più antiche, spettacolari e coreografiche, e ancora vive, tradizioni dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Per capire in cosa consiste il gioco, che trae origini dagli antichi tornei cavallereschi militari, è necessario tradurre il suo nome: Sartiglia o Sortija, termine Castigliano l’ultimo, o ancora dal latino sorticula, “anello”, il cui diminutivo sors, “fortuna”, è la chiave per comprendere quanto ogni cavaliere partecipante tenga a vincere l’Anello della Fortuna.
In sostanza ogni cavaliere deve centrare con la propria lancia un bersaglio appeso a un nastro, come avveniva in ogni torneo dell’epoca che non prevedesse violenti corpo a corpo.
Dall’addestramento dei soldati all’evoluzione pacifica e di spettacolo popolare dei giorni nostri passando dai Gremi.
I Gremi erano le rappresentanze delle arti e dei mestieri nate sotto gli Aragonesi, scarpari, ferraioli, falegnami, sarti, muratori e contadini protetti ognuno dal loro santo patrono.
Purtroppo vennero aboliti nel 1860 circa e ai sopravvissuti odierni l’onore di mantenere viva l’antica tradizione: al Gremio dei Contadini spetta il cerimoniale di apertura della Sartiglia con la corsa della domenica, a quello dei Falegnami la corsa del martedì. Inutile sottolineare che non si riduce tutto a soli due giorni di manifestazioni, i due Gremi lavorano tutto l’anno ai preparativi ma anche, se non soprattutto, per rinnovare i ruoli e le cariche di governo all’interno delle rispettive organizzazioni sociali: “Is Oberaiu Majoris” per i Contadini, gagliardetto di rappresentanza di colore rosso e devoti di S. Giovanni Battista, il “Majorale en Cabo” per i Falegnami, colori rosa e azzurro protetti da S. Giuseppe. “Su Componidori” è il protagonista assoluto della Sartiglia, il rappresentante scelto dal ripettivo Gremio, ed è un partecipante piuttosto singolare in quanto indossa una maschera androgina, è uomo e donna al contempo, oppure non è nè maschio nè femmina, una personalità impenetrabile per l’appunto. Credete occorrerebbero numerose pagine per una degna descrizione della Sartiglia, difficili da sintetizzare, quindi per incuriosirvi ulteriormente aggiungo solo che è uno spettacolo folcloristico suggestivo con ingredienti affascinanti, banditori, tamburini e trombettisti, costumi tradizionali, magnifici cavalli dal passo fiero e vivaci bardature, coraggiosi e abili cavalieri e dame sottomesse solo nello sguardo.
La Sartiglia è una manifestazione talmente complessa nel significato, nei riti di compimento, nell’espressione delle maschere, nella simbologia, nelle movenze comportamentali e talmente articolata, 6 i momenti topici, da richiedere la massima e prolungata concentrazione dei partecipanti, intervallando momenti di accompagnamento musicale e di fervore del pubblico a silenzio mistico spezzato solo dallo scalpitio degli zoccoli dei cavalli e dagli sbuffi delle loro narici.
Vi assicuro il cuore palpita come lo scandire di un diapason e solo alla fine, festa e libagioni per tutti, attori protagonisti, sostenitori e spettatori, è possibile tirare un sospiro di sollievo, un sollievo di emozione che subito galoppa in direzione prossima Sartiglia.
Una dedica particolare a Maria Patrizia Soru, Guida Turistica e figlia genuina di questa terra, autrice delle bellissime fotografie gentilmente concesse e fonte d’ispirazione per la stesura di quanto avete letto, che ringrazio per avermi accompagnato in questa passeggiata tra l’Arte, la Cultura, la Storia e le Tradizioni della Regione Sardegna, un’altra delle 20 perle della nostra bella Italia.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

Vincenzo Parlavecchio
Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends


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“Domenica sera in Musica” di Daniela Padelli

◦ Domenica sera si è tenuto il primo concerto pianistico a quattro mani in una delle location più belle dell’alto lago di Lecco/Como.
A Gravedona nella sala grande di Palazzo Gallio si sono esibiti Marco Schiavo e Sergio Marchegiani per la XXXIII rassegna di Pianomaster interpretando a quattro mani musiche di : Mozart, Brahms e Rossini
Finalmente torno a “bere musica” con le orecchie, dopo tanto tempo, e affacciandomi sulla terrazza di questo meraviglioso Palazzo ( già dimora Cardinalizia) per un aperitivo a fine concerto, mi sento di nuovo “volare” ammirando tutta la bellezza del lago che è ancora più bello con le luci serali. La Musica è un linguaggio universale che tutti possono capire e io, che sono una musical/onnivora, non disdegno alcun genere, dalla musica classica, al jazz, al pop e persino la musica cosiddetta “ leggera”
La Musica tocca le corde della mente e del cuore e arricchisce l’anima di chi la sa ascoltare
Ultimo pezzo in programma, l’ouverture da “ la gazza ladra” di Rossini, questi due incredibili pianisti, lo hanno eseguito a quattro mani e…. due nasi.Avere letto bene, infatti si sono divertiti con una performance inedita, ci hanno divertito con la loro incredibile intesa di musica e di amicizia.
Inutile dire che c’è stata un ovazione di applausi. Io a fine concerto avevo lacrime di pura gioia!
Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends. #spaziodiculturaebellezza
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”

Venerdì 4 settembre 2020, presso la Sede della Fondazione CR Firenze, è stata presentata in conferenza stampa, la seconda edizione di “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”, che si terrà, a partire dal 5 settembre 2020, a Certaldo, Gambassi Terme e nei Musei dei MuDEV, il Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa”.
Presenti in conferenza Stampa, Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, Giacomo Cucini, Sindaco del Comune di Certaldo e delegato alla Cultura per l’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa e e Sara Rigacci, Assessore alla Cultura del Comune di Gambassi Terme.
Il Festival è stato presentato da Andrea Zanetti, Direttore Artistico e da Cinzia Compalati, Direttrice Scientifica del MuDEV.

Da sinistra, Andrea Zanetti, Cinzia Compalati, Giacomo Cucini, Gabriele Gori, Sara Rigacci.

L’ingresso sarà gratuito per tutti gli eventi, con prenotazione obbligatoria, sino ad esaurimento dei posti disponibili, al seguente indirizzo: http://bit.ly/prenotazionifestivalMuDEV.

Riccardo Rescio per Italia&friends
sabato 5 settembre 2020 #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze italiaefriends.wordpress.com

“Ci sono sempre parole – Il festival del MuDEV 2020”

“Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”
Venerdì 4 settembre 2020, presso la Sede della Fondazione CR Firenze, è stata presentata in conferenza stampa, la seconda edizione di “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”, che si terrà, a partire dal 5 settembre 2020, a Certaldo, Gambassi Terme e nei Musei dei MuDEV, il Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa”.
Presenti in conferenza Stampa, Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze, Giacomo Cucini, Sindaco del Comune di Certaldo e delegato alla Cultura per l’Unione dei Comuni del Circondario dell’Empolese Valdelsa e e Sara Rigacci, Assessore alla Cultura del Comune di Gambassi Terme.
Il Festival è stato presentato da Andrea Zanetti, Direttore Artistico e da Cinzia Compalati, Direttrice Scientifica del MuDEV.
“Ci sono sempre parole” è un piccolo festival con un grande obiettivo di rimettere al centro le persone e i loro racconti di vita quotidiana, per ricostruire le connessioni tra le comunità, rigenerare la capacità di ascolto e cementare l’empatia.
Una interessantissima iniziativa, che potrebbe realmente costituire il prototipo di uno straordinario format adattabile ad ognuna delle nostre Terre Uniche.
Un “Circolo Virtuoso” per censire, tutelare, valorizzare e comunicare, tutte le Valenze umane, artistiche, culturali e territoriali, che caratterizzano e identificano i rispettivi luoghi di origine.
Questa originale, performante, manifestazione, che coinvolge nella loro interezza tutte le componenti presenti nei territori di competenza, è stata promossa dall’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdesa e prodotta dal Sistema Museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa” (MuDEV) e da YAB Young Artists Bay.
La coinvolgente, innovativa e bellissima manifestazione, si articolerà su tre momenti, l’esposizione d’Arte contemporanea “Stoner Landing pages”, visitabile dal 5 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, nella storica sede del Palazzo Pretorio di Certaldo; i “Racconti dei cittadini”, l’11, il 12 e il 13 settembre 2020, nei musei del MuDEV, il 13 settembre 2020 alle ore 19.00 presso il Giardino comunale (la pista) di Gambassi Terme, “Parole e Musica del cantautore Bobo Rondelli”.
L’evento “Ci sono sempre parole”, è stato reso possibile con il determinante contributo di Fondazione CR Firenze, main sponsor e D.Marble Design; Media partner, Radio Nostalgia e Segnonline. Partner tecnici: Albergo Il Castello, Azienda Agricola Tamburini, Azienda vinicola Collina dei Venti, B&B Antica Torre del Borgo, Bar Boccaccio Caffetteria, Casa al Cantone, Casa Il Fileno, Casa Primavera, Crocerossa Certaldo, Cucina Giuseppina Italian Cooking School, Greenbassi, Hotel Certaldo, Locanda Linando II, Osteria Pinchiorba, Proloco Certaldo, Studio d’Arte Sabrina Taddei, The Gambassi Experience. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito http://www.museiempolesevaldelsa.it L’ingresso sarà gratuito per tutti gli eventi, con prenotazione obbligatoria, sino ad esaurimento dei posti disponibili, al seguente indirizzo: http://bit.ly/prenotazionifestivalMuDEV.

Riccardo Rescio per Italia&friends
sabato 5 settembre 2020 italiaefriends.wordpress.com #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia #RinasceFirenze

“Dal gioco delle bocce alla neuro economia” di Elena Tempestini

Avete presente tutte le polemiche e i giudizi, anche molto pesanti, che si formano nella nostra società e si veicolano con i social? Bellezza? Bruttezza? No, sono input sensoriali con i quali il nostro cervello distorce la realtà, spesso facendoci prendere decisioni affrettate, errate o deformate che inevitabilmente hanno ricadute o sono sfruttate anche dal lato economico. I Bias cognitivi sono dei valori che derivano dalle nostre percezioni sbagliate, le quali creano, o perlomeno interferiscono ampiamente sui giudizi, sui pregiudizi e sulle ideologie di tutti noi. Pubblicato da Elena Tempestini su Economia&Finanza Verde, il 4 settembre 2020 https://www-economiaefinanzaverde-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.economiaefinanzaverde.it/2020/09/04/dal-gioco-delle-bocce-alla-neuro-economia/?amp

Elena Tempestini
Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. http://elenatempestini.it/ info@fenimpresefirenze.itConsole Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

Tommaso Sacchi

https://www.iconmagazine.it/eventi/tommaso-sacchi-intervista/

L’interessante intervista rilasciata da Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze a Icon Magazine.

“Quando le idee sono buone, il successo è assicurato” di Riccardo Rescio
‘Riuscire a coinvolgere nuovi visitatori, anche con pubblicità non convenzionali, mi pare giusto e positivo’, questo pensiero di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze, non solo è giusto e positivo, ma perfettamente adeguato ai tempi. Oggi per comunicare non possiamo più usare i piccioni viaggiatori, perché abbiamo un modo più veloce e immediato per farlo. Per partecipare tutto il Bello e il Buono che abbiamo, nelle nostre Terre Uniche, dobbiamo necessariamente utilizzare le opportunità, che la moderna tecnologia, l’interconnessione e i riferimenti a cui guardano milioni di persone, che ci permettono di fare per una sempre migliore, maggiore e più efficace comunicazione.
Complimenti a Tommaso Sacchi, che oltre alla profonda Cultura, unita alla grande passione per l’Arte, ha quella visione realistica dell’oggi e la capacità prospettica del domani, che mette in pratica anche usando gli strumenti più adeguati ed efficaci a disposizione, affinché, come spesso ama ripetere, la Cultura divenga sempre più diffusa, non una esclusiva per colti, ma per un sempre maggiore numero di consapevoli.
Riccardo Rescio per Italia&friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece http://www.iconmagazine.it http://www.comune.fi.it

“Musei Statali, secondo Eike Schmidt

Schmidt : “Musei Statali possono produrre un miliardo l’anno : vanno resi più imprenditoriali”

https://www.linkedin.com/posts/lubec—lucca-beni-culturali_schmidt-musei-statali-possono-produrre-activity-6703937678632603648-9FMu

“L’ovvio e il banale” di Riccardo Rescio
Se non ci fossero occhi per guardare, orecchie per ascoltare e tatto per constatare la realtà, da cui siamo circondati, tutto avrebbe la sua logica spiegazione, ma visto che la maggior parte delle persone, compresi gli amministratori locali e nazionali, dispongono naturalmente di queste doti, perché allora tutti noi, nessuno escluso, non ci poniamo nella condizione di ascoltare, guardare e toccare, le idee, le sollecitazione e le proposte di chi ha la reale, verificata e riscontrabile, capacità e conoscenza del campo in cui opera.

“Dovremmo tutti riuscire a fare, ciò che non è più possibile procrastinare”
https://italiaefriends.wordpress.com/2020/06/24/dovremmo-tutti-riuscire-a-fare-cio-che-non-e-piu-possibile-procrastinare-di-riccardo-rescio/
Riccardo Rescio per Italia&friends

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“Fiber Art” di Daniela Padelli

Cos’è la Fiber Art?
Fiber Art, detta anche Art Fabric Texil Art è una corrente dell’Arte Contemporanea. In Europa nasce negli anni 50 , il momento più importante nello sviluppo di questa Arte si ha tra gli anni 60 e 70. Il campo è vastissimo, ogni Artista ha un proprio mezzo espressivo. La storia della Fiber Art ha avuto un Forum Internazionale molto importante con le biennali di Losanna in Svizzera dal 1962-1995.

Marialuisa Archi Sponga, protagonista della Fiber Art Italiana e Internazionale, fa dialogare le materie naturali con quelle industriali da riciclare, creando opere flessibili e di grande impatto visivo. I materiali sono i suoi colori.

Ha esposto nel 2012 nella galleria spazioD di Pescarenico Lecco con una mostra personale dal titolo “Fili e Materia come Colore”.
Presente sull’Enciclopedia d’Arte Italiana con la presentazione della storica d’Arte Gabriella Anedi De Simone.

#spaziodculturaebellezza #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia https://www.spaziod.net/wp/www.facebook.com/387462578028930/posts/3008312485943913/#spaziodculturaebellezza #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia https://www.spaziod.net/wp/

Daniela Padelli Insegnante di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD e Vice Presidente Assaggia l’Italia Aps. Ambasciatrice della Rappresentanza Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends.

“Un Viaggio nella Bellezza” di Riccardo Rescio

“Un viaggio nella Bellezza”
di Riccardo Rescio
Chissà quante volte ci siamo passati davanti, chissà quante altre volte, per una partenza o per un arrivo ci siamo stati in quella Piazza che tutti chiamano semplicemente La Stazione e ancora, quante altre volte ci siamo lasciati andare ad ammirare la magnificenza della facciata della Basilica di Santa Maria Novella e della sua altrettanto spettacolare Piazza, su cui si affaccia.
Ebbene oggi venerdì 21 agosto 2020, sono partito, proprio dalla Stazione, per uno straordinario viaggio nella bellezza, per tornare a rivisitare quel meraviglioso Complesso Monumentale che risponde al nome di Santa Maria Novella, che comprende il Museo e la Basilica.
Non ho fatto il biglietto, perché ho la tessera, quella “Card del Fiorentino”, che mi permette di fare viaggi, passeggiate, percorsi nella Città d’Arte per Antonomasia, Firenze.
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“Investire in Cultura”

Sono le parole scolpite sulla facciata dello studio di Rinaldo Carnielo, (1826-1910) in Piazza Savonarola a Firenze.

«Investire nella cultura, credere nella cultura, è una necessità per noi Italiani. Se funzionano i nostri Musei , se funziona il nostro Cinema, il nostro Teatro, la nostra Musica, allora funziona meglio tutta la nostra società e con essa l’economia» Queste sono le parole con cui il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, nel 2005 ha accompagnato la consegna della medaglia d’oro al merito in memoria, alle figlie Giovanna e Paola del grande padre Pasquale Rotondi, che salvò durante la seconda guerra mondiale circa diecimila opere d’Arte italiane dalla distruzione e dal saccheggio delle truppe naziste. La Cultura non è un vezzo esclusivo per pochi, ma la necessità inalienabile per i tanti, onoriamo l’Arte che è Vita della Vita. Grazie per il prezioso contributo a Patrizia Poggi.

Riccardo Rescio Firenze 7 agosto 2020 #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Lascia parlare il vento” di Lorenzo Las Plassas

“Lascia parlare il vento” di Lorenzo Las Plassas

“Lascia parlare il vento”
Un romanzo di Lorenzo Las Plassas
Una appassionante storia, che ruota intorno a quattro personaggi, un foreign fighter che vuole compiere un attentato, un artista che vuole realizzare la sua Grande Opera, un tredicenne che, inspiegabilmente, smette di parlare e un misterioso anziano che manipola il vento, il tutto trova una conclusione in un giorno fatidico in cui si decidono le sorti dell’Europa. Lorenzo di Las Plassas (Andrea Lorenzo Ingarao Zapata di Lasplassas) è un giornalista, conduttore e inviato di lunga data di Rai News 24.
Laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma, ha perfezionato gli studi prima alla New York University, con un Master in Politica e Business internazionali, e poi alla Scuola di Giornalismo della Rai, a Perugia, dove ha ottenuto il suo secondo Master, in giornalismo radiotelevisivo.
Durante il soggiorno newyorkese è stato, per un periodo, assistente di Oriana Fallaci.
Questo primo romanzo del giornalista è stato presentato, nello stupendo Chiostro del Museo Novecento di Firenze, dal Direttore del Museo Sergio Risaliti, lunedì 20 luglio 2020
http://www.museonovecento.it/

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“Che Italia” Quella che dice e che fa.

“Che Italia”
Quella che dice e che fa, dal Comune di Firenze 300 mila euro per il sostegno alla Cultura.
di Riccardo Rescio
Un fondo da 300 mila euro, è quello istituito da Palazzo Vecchio con una delibera dell’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi a cui si aggiungeranno altri 20 mila da Publiacqua, quale contributo per le gravi difficoltà economiche patite durante i mesi più duri della pandemia da parte delle tante attività e imprese Culturali Fiorentine. L’Assessore Sacchi ricorda che, considerando anche i fondi messi a disposizione da Fondazione CR Firenze, Città Metropolitana, Publiacqua e Toscana Energia, per gli operatori del settore arriverà una boccata d’ossigeno per oltre due milioni e mezzo di euro.
“Fin dall’inizio del lockdown – ha sottolineato Sacchi – ci è sembrato urgente creare nuove misure di supporto a un settore gravemente colpito dal Covid. La crisi economica e finanziaria che è derivata da quella sanitaria ha però bloccato le linee di finanziamento già previste per l’estate fiorentina 2020 e quindi per aiutare gli operatori abbiamo dovuto ricorrere a strumenti nuovi”.
“Questo Fondo – continua Sacchi – erogherà agli operatori un massimo di 2500 euro ciascuno, una specie di voucher per la cultura che prima non esistevano. Non cifre risolutive, certo, ma un sostegno concreto per cercare di ristabilire lo stato di salute del mondo culturale fiorentino”.
Sacchi ha poi sottolineato, come sua consuetudine, il ruolo cruciale degli sponsor, che in questa occasione sono Publiacqua, che sosterrà il fondo con 20 mila euro, mentre Toscana Energia, contribuirà con 100 mila euro da destinare ad attività Culturali da agosto a dicembre.
L’ Assessore Tommaso Sacchi ha poi ricordato “i fondamentali contributi di Fondazione CR Firenze, che ha stanziato già un milione e mezzo e la Città metropolitana che ha aperto due bandi per complessivi 650 mila euro”. “Un impegno rilevante da parte di tanti soggetti – conclude l’Assessore alla Cultura – e ringrazio i presidenti Perra e Lovadina, il presidente Salvadori e i colleghi della Città metropolitana per il loro operato: il ritorno alla normalità passa proprio dal sostegno all’attività culturale”.
Tra gli obiettivi del Fondo di emergenza ci sono l’essere di sostegno alle spese generali per il funzionamento delle Associazioni/Fondazioni/Enti no profit, nonché alle spese per i dipendenti, contribuire alla copertura dei danni subiti in relazione alla sospensione forzata dell’attività durante l’emergenza Covid-19, sostenere economicamente eventuali proposte progettuali che possono favorire la graduale ripresa dello stimolo creativo del settore cultura nella città di Firenze.
L’Estate Fiorentina 2019 è stata l’edizione che ha raggiunto l’apice del successo sia per la qualità degli eventi che per il numero di enti selezionati che, grazie al prezioso impegno e ai talenti espressi, hanno contribuito alla realizzazione della più prestigiosa rassegna estiva degli ultimi anni.
Per questo l’amministrazione vuole “dare un segnale in questo difficile periodo storico a tutti quei soggetti che hanno contribuito al raggiungimento del significativo risultato della rassegna 2019 e che rappresentano per l’Amministrazione un prezioso tessuto culturale fiorentino, meritevole di essere riconosciuto e sostenuto”.
Il Fondo viene quindi istituito “a sostegno di quegli operatori che hanno sede legale a Firenze e che hanno contribuito al successo dell’Estate Fiorentina dell’edizione 2019. L’entità del contributo erogabile a ciascun soggetto richiedente, fino ad un massimo di 2.500 euro, dipenderà dal possesso di uno o più requisiti quali: aver sostenuto spese generali superiori a 1.000 euro per il funzionamento dell’associazione/fondazione/ente no profit durante il periodo emergenza Covid-19 (da febbraio 2020); avere uno o più dipendenti in servizio (almeno 60 giorni) nel corrente anno presso l’associazione/fondazione/ente no profit; aver organizzato e svolto attività culturali in città da febbraio 2020, e/o aver programmato iniziative nell’ambito dell’Estate Fiorentina.
La domanda di partecipazione al bando potrà essere inviata solo in modalità telematica accedendo al seguente indirizzo https://servizionline.comune.fi.it/fondoemergenzacultura, con accesso del legale rappresentante del soggetto richiedente con identità digitale 055055, SPID, CIE (Carta Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Sarà possibile accedere ed inviare l’istanza di partecipazione a partire dalle ore 13.00.00 del giorno 3 agosto 2020 alle ore 13.00.00 del giorno 15 settembre 2020.
Pubblicato da italia&friends su WordPress in : Cultura Arte Spettacolo, Sistema Italia, il 31/07/2020
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“Eredità Bardini” di Elena Tempestini

 

“Eredità Bardini”
di Elena Tempestini
Se Bettino Ricasoli definì ” una tazzina di veleno” il divenire Firenze la capitale del nuovo regno d’Italia, non da meno le diatribe sono continuate nei decenni e non per cosa si vuol conservare o cosa debba essere demolito in nome dello sguardo urbanistico futuro, ma anche su facoltose eredità che sono pervenute per grazia divina a Firenze.
Quando Stefano Bardini, antiquario di altissimo livello mondiale, decise di allestire alla fine dell’ ottocento alcune sale del suo palazzo nelle quali esporre arte per invogliarne i suoi clienti all’acquisto, le fece dipingere di una sfumatura di blu profondo, un personale Blu, divenuto blu Bardini.
I pochi (italiani) che ebbero l’occasione di vederlo lo definirono ” un colore da far alleghire i denti” ” un gustaccio da antiquario antiquato”.
Stefano Bardini usò il blu cobalto proprio per far risaltare meglio le opere, avendo una clientela di alto lignaggio mondiale, si era ispirato ai sontuosi palazzi di San Pietroburgo e agli aristocratici russi che vivevano tra Firenze, Pisa e Roma, prendendo a testimonianza il magnifico palazzo blu che si trova sui lungarni di Pisa e che nel 1773 ospito’ il Collegio Imperiale Greco Russo. Ma il colore blu Bardini fu usato anche da Nelie Jacquemart, collezionista e cliente dell’antiquario, che oggi è’ il prestigioso museo parigino che ospita le sculture rinascimentali italiane. colore osteggiato quel blu cobalto, tanto che tutto fu ripristinato color giallo ocra per la felicità di quei fiorentini che vedevano tazze di veleno ovunque.
Stefano Bardini era divenuto uno dei più potenti mercanti d’arte di un mondo che stava cambiando, un mondo che grazie a Firenze capitale, al suo rifacimento e a alla bella società che vi abitava era freneticamente in fermento.
Stefano Bardini, fu uomo di grande fiuto ed intelligenza per gli affari, le sue trattative erano riguardo a Tiziano, Botticelli e Paolo Uccello, i suoi clienti erano il Louvre o l’Hermitage, coloro che amavano l’arte ed erano direttori di Pinacoteche prestigiose si fermavano in città ad ammirare le collezioni, gli storici quali Berenson ed Horne si privilegiavano della sua esperienza, quanto non da meno i clienti collezionisti come Acton, Vanderbilt, Rothschild.
Bardini poteva trovare il pezzo giusto per tutte le richieste, statue, arazzi e dipinti, mobili e tessuti pregiati anche rinascimentali, le città si trasformavano, nasceva la borghesia industriale e moriva l’aristocrazia che vendeva le proprietà, gli ordini religiosi disperdevano le ricchezze accumulate e non di meno il vizio del gioco rovinava antichi patrimoni che mettevano in gioco anche i titoli nobiliari,, un nuovo secolo si era inaugurato e dalle macerie delle trasformazioni urbanistiche di un nuovo regno, di una nuova nazione chiamata Italia, tutto poteva rinascere di bellezza ed arte.
Alla morte di Stefano Bardini, l’immenso patrimonio, che comprendeva ville, palazzi e opere di inestimabile valore, furono lasciate al Comune di Firenze in segno di gratitudine alla rinascimentale città, all’Atene d’Italia che tanto gli aveva dato come uomo.
Ma le tazzine di veleno sono sempre state preparate ad arte, e le guerre e le sottomissioni purtroppo non solo hanno ucciso fisicamente ma spesso anche moralmente.
Con la nascita del fascismo, il Comune si comportò’ da vero ” tombarolo” nei confronti dell’ immenso patrimonio ricevuto in dono, permettendo che chiunque volesse abbellire gli uffici di potere, saccheggiasse a suo piacimento le stanze contenenti tesori nascosti.
Il figlio Ugo, uomo molto introverso ma sensibile ne rimase talmente ferito da escogitare alla sua morte, avvenuta nel 1965 senza eredi, un testamento molto intricato e vendicativo, che ha richiesto 30 anni per permettere allo stato italiano di risolverlo.
Ugo Bardini nominava erede lo stato svizzero, in seconda il Vaticano e solo in terza lo Stato Italiano, precisamente il ministero della pubblica istruzione, con l’obbligo, in caso di accettazione di destinare l’intera somma ricavata dalla vendita di tutti i beni, alla compravendita su territorio mondiale di una o due opere d’arte di eccezionale importanza anteriori al 1600, da destinare successivamente ai musei della città di Firenze.
Ma come poteva essere venduta una intera eredità che comprendeva infiniti pezzi di inestimabile valore? Come potevano essere venduti palazzi ed edifici storici e monumenti italiani? La ” beffa” pensata da Ugo Bardini forse era proprio quella, aspettarsi che lo stato italiano applicasse la legge di tutela e vincolasse l’eredità per non disperdere il patrimonio.
Le strade che si presentavano non potevano essere molte, lasciare l’eredità inutilizzata ed esposta al degrado, oppure eseguire la volontà testamentaria ed acquisire le opere richieste, e valutate in circa 35 miliardi di lire, ma solo dopo questa operazione il patrimonio sarebbe divenuto proprietà dello stato. Ma la divina provvidenza arriva sempre in aiuto agli impavidi sognatori.
Nel 1975 un giovane Antonio Paolucci catalogò l’eredità Bardini, e quale estimatore e studioso della storia dell’arte, amante vero di Firenze aveva il desiderio di impedire la dispersione del più grande patrimonio artistico privato della città di Firenze.
Nel 1995, grazie al governo tecnico di Lamberto Dini, al ruolo di ministro di Paolucci, l’appoggio di Valdo Spini, Sandra Bonsanti e Giovanni Berlinguer, e dall’allora Presidente della Commissione Cultura alla Camera, Vittorio Sgarbi, si ottenne il miracolo, con il decreto numero 120 del 6 marzo 1996, furono stanziati i soldi per acquisire le opere e districare l’eredità Bardini.
Antonio Paolucci, ministro dei beni culturali istituì’ una commissione composta da Cristina Acidini, ( soprintendente beni artistici e storici Firenze) Evelina Borea, ( ufficio centrale beni culturali ministero) Marco Chiarini ( direttore galleria Palatina Firenze), per individuare le opere da comprare sul mercato internazionale. Il tempo a disposizione non era molto, il governo Dini era un governo tecnico e come tale, temporaneo, bisognava portare a termine l’intricata situazione per il bene di tutti.
Cercare di acquistare opere per 35 miliardi di lire fece sicuramente rumore in tutto il mondo, collezionisti internazionali si mossero sia in occidente che in oriente, proposte arrivarono da antiquari, da galleristi,, da privati e mercanti pubblici, diciamo che la cifra destinata all’acquisto era di notevole entità , ma nonostante ciò trovare opere del prezzo di 15/16 miliardi l’una non era cosa semplice. Altro nodo e altro paradosso, fu lo stemma di Donatello, facente parte della collezione Martelli che era purtroppo giunto legato con una eredità all’arcivescovado che comprendeva anche il palazzo Martelli.
Ma ancora una volta chi ama Firenze ed è’ protetto dalla divina provvidenza giunse in aiuto a dipanare i nuovi nodi, l’avvocato Raffaele Torricelli, uomo di legge ma attivo da decenni nel sociale e nell’arte, Gianni Conti che aveva ricoperto il ruolo di assessore alla cultura e alle belle arti, e tutti i personaggi che gravitavano da anni nel mondo della cultura e dell’arte fiorentina, coloro che da trenta anni vedevano tenute al buio opere meravigliose di inestimabile valore.
Finalmente vennero scelti due pannelli su tavola di Antonello da Messina, perfettamente restaurati, raffiguranti una Vergine con Bambino incoronata da angeli, e un San Giovanni Evangelista.
Finalmente l’eredità Bardini avrebbe potuto essere ammirata da tutto il mondo, visitata dai fiorentini come patrimonio della città. Grazie alla convenzione con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze , e alla costituzione della fondazione Bardini – Peyron, l’ Ente ha disposto dodici miliardi per lavori di restauro e ripristino della villa e del meraviglioso giardino Bardini, giardino romantico all’italiana con parco di quattro ettari situato sulla collina di Belvedere, adiacente a Boboli, oggi aperto al pubblico.
E’ Stupendo poter ammirare il lago, la cascata adiacente alla Kaffehaus gemella di quella che si trova nel giardino di Pitti, la grotta sottostante e la vista panoramica spettacolare su Firenze.
Dopo anni nuovamente la storia si ripresenta, ancora una tazzina di veleno? Forse no, perché nonostante i fumi velenosi che si crearono durante le ricerche di acquisto delle opere da destinare ai musei fiorentini, e per lo stanziamento dei 35 miliardi da parte del governo, le forze e l’impegno avuto nel dipanare i fili di questa immensa eredità oggi sono visibili nella bellezza delle ristrutturazioni avvenute, e nel aver creato all’interno di esse il museo Annigoni, il museo Roberto Capucci e le mostre internazionali che si susseguono durante l’anno con visite al giardino.
Oggi si ripresenta l’attenzione all’ eredità Bardini, alle due tavole di Antonello da Messina acquistate nel 1996, che facevano parte di un polittico che l’artista aveva dipinto per la chiesa di San Giacomo a Caltagirone, la tavola con il San Benedetto fu acquistata dal professor Zeri della Regione Lombardia nel 1995, ed esposta al Castello Sforzesco dove si trova ancora oggi.
Il professor Vittorio Sgarbi, insieme al ministro Franceschini e al direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, hanno portato avanti il desiderio di ricomporre il trittico,sperando in una serena conclusione, grazie all’esposizione di Expo 2015 le tavole potrebbero essere ricomposte ed esposte a palazzo Bagatti Valsecchi, e successivamente esposte complete a Firenze per 20 anni, in cambio gli Uffizi cederanno la Madonna con Bambino di Vincenzo Foppa, pittore lombardo.
Chissà se tra le ombre e i nodi di ormai decenni i Bardini saranno felici, chissà se i fiorentini apprezzeranno ciò che è’ stato fatto per accrescere la città donandole quattro ettari di bosco, giardino, orto e frutteto sopra le antiche mura medioevali, se il restauro sapiente di antiche opere restituite al patrimonio cittadino e il restauro totale del museo che dona una chiave di lettura dell’arte rinascimentale Fiorentina, racchiusa in un oasi sconosciuta del cuore cittadino, non sarà vista come l’ennesima tazzina di veleno del Bettino Ricasoli, ma come una opportunità di valorizzare un patrimonio inestimabile donato alla città di firenze da chi ha amato veramente la sua arte e ciò che rappresenta nel mondo.
Elena Tempestini Scrittrice, Giornalista e Fotografa, Ricercatrice e Scrittrice dei contenuti per siti turistici. Dai percorsi emozionali ai siti di interesse storico. Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece

“Scuole d’Arte & Mestieri” di Riccardo Rescio

“Arti & Mestieri”
di Riccardo Rescio

Le Scuole dei mestieri d’Arte in Italia, sono finalmente rappresentate in una dettagliata mappatura dedicata alle nostre Eccellenze Formative.

Un motivo di pregio e orgoglio, una grande tradizione, che partendo dalle prestigiose Botteghe Artigiane, ha fatto conoscere, il genio, la creatività, la manualità, dei nostri Maestri Artisti/Artigiani al mondo intero.

Nel nuovo sito dell’Associazione OMA, Osservatorio dei Mestieri d’Arte, nella sezione “Eccellenze in formazione”, finalmente l’opportunità, completa ed esaustiva, per l’orientamento post diploma.
Sono oltre 50 le Scuole dei Mestieri d’Arte sul territorio nazionale, finalmente raccolte in una particolareggiata mappatura, che ne racconta la nascita, le caratteristiche e le informazioni utili.

“Eccellenze in formazione” è il nome dell’iniziativa promossa dall’Associazione OMA, che le ha dedicato una intera sezione del proprio nuovo sito.

ECCELLENZE IN FORMAZIONE


“Eccellenze in formazione” è una fotografia della realtà italiana del sistema formativo pubblico, privato e aziendale destinato all’orientamento di studenti interessati a percorsi di qualità nelle discipline Artistiche collegate ai Mestieri Artigianali.

Del network fanno parte realtà d’Eccellenza provenienti da 12 Regioni Italiane, le attività formative sono divise in sei macro settori di insegnamento, Oreficeria e Gioielleria, Pelletteria e Calzature, Pietre Dure, Falegnameria e Restauro, Sartoria, Accessori e Mestieri della Moda, Vetro e Ceramica, Multidisciplinari.

Solo per citare alcuni dei nomi più rinomati del territorio fiorentino, che fanno parte del circuito, l’Opificio delle Pietre Dure, LAO Le Arti Orafe, l’Istituto dei Mestieri d’Eccellenza LVMH, Antonio Liverano School, Palazzo Spinelli, Metallo Nobile, oltre ai corsi di Conservazione dei Beni Culturali del Centro La Venaria Reale o quelli per mosaicisti a Spilimbergo.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Firenze ha bisogno del mondo e il mondo ha bisogno di Firenze”
Promuoviamo questa straordinaria Città in Italia e in ogni dove le nostre voci possono arrivare.
La maggior parte di noi possiede uno o più strumenti dalle innumerevoli potenzialità, adoperiamoli i nostri smartphone per farci del bene, promuoviamo per noi e per il mondo intero, tutto il Bello e il Buono che abbiamo intorno.
Grazie a tutte le persone che, anche attraverso la condivisione di un post, daranno reale consistenza all’amore che affermano di avere per Firenze e per il nostro Paese.
Riccardo Rescio per Italia & Friends
#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

Scaricate l’App : Feel Florence

“La Città dei Lettori” dal 27 al 30 agosto a Villa Bardini

“La Città dei Lettori”
dal 27 al 30 agosto a Villa Bardini.
Firenze, Regione Toscana, Italia “La Città dei Lettori”, la manifestazione dedicata al libro e alla letteratura ideata e curata dall’Associazione Culturale Wimbledon con la direzione di Gabriele Ametrano, vedrà nell’edizione 2020 circa 40 eventi e oltre 30 ospiti d’eccezione.

Conferenza Stampa del 17 luglio 2020 a Villa Bardini Firenze

Questa terza edizione del festival, da luglio fino a settembre, che vedrà un nutrito programma di incontri e appuntamenti speciali, che si snoderanno tra Arezzo, Calenzano e Firenze, avrà il suo cuore a proprio nella splendida Villa Bardini.
L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, Comune di Calenzano e Biblioteca Civica di Calenzano, con il sostegno di Unicoop Firenze, IED Firenze, la gentile collaborazione dell’Estate Fiorentina 2020 del Comune di Firenze e della Fondazione Casa Museo Ivan Bruschi, amministrata da Ubi Banca.

da sinistra Tommaso Sacchi, Luigi Salvadori, Carlo Sisi, Gabriele Ametrano

Un ulteriore conferma che le collaborazioni e le sinergie tra realtà diverse, tra Pubblico e Privato, non solo sono possibili, ma divengono necessarie ed indispensabili per raggiungere obiettivi di ampio respiro, che coinvolgano un sempre maggiore numero di persone.
L’Arte, in ogni sua forma e manifestazione, come sempre funge da apripista, l’auspicio è che possa costituire quel riferimento miliare, sulla giusta strada da percorre, in tutti i campi e settori, per una vera crescita sociale diffusa.
Riccardo Rescio#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #cheitalia

“I Lupi in Arrivo” del Maestro Cinese Liu Ruowang

“I Lupi in Arrivo”
del Maestro Cinese Liu Ruowang

Un branco di cento Lupi in ferro, ciascuno del peso di 280 kg, è l’opera realizzata da Liu Ruowang, lupi che sembrano attaccare un imponente guerriero.
Dal 13 luglio al 2 novembre i cento grandi lupi occuperanno due prestigiose piazze della città, Piazza Pitti e Piazza della SS. Annunziata Spedale degli Innocenti. ‘‘I lupi in arrivo’’, è la monumentale installazione del Maestro Ruowang, resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Firenze, le Gallerie degli Uffizi e Matteo Lorenzelli, titolare della galleria milanese Lorenzelli Arte.
I lupi che compongono questa installazione fronteggeranno due edifici emblematici del Rinascimento, Palazzo Pitti e lo Spedale degli Innocenti, dove il grande Filippo Brunelleschi ebbe modo di mettere in pratica la sua concezione dello spazio, delle proporzioni, del ritmo architettonico
I Lupi di Liu Ruowang si prestano ad una molteplicità di interpretazioni, una allegoria del perenne confronto tra la natura e l’uomo, uno stimolo per capire chi sia in realtà più feroce, più pericoloso, più dannoso, la considerazione se siano i lupi che attaccano o se in realtà sono costretti a difendersi e ancora se siamo noi i lupi e il guerriero che brandisce l’arma è l’istituzione che tiene a bada tutti, contrapponendo minaccia a minaccia, naturalmente non vi è, non deve esserci, una sola lettura. Anche se l’opera è antecedente alla pandemia, in questo particolarissimo momento assume ancor più significati e stimoli, per riflessioni più che mai profonde. L’Arte ha la capacità di raccontare il passato, spiegare il presente, predire il futuro, ma come sempre il tutto è leggibile unicamente da chi ha voglia di capire e si impegna a comprendere, interpretare i segni che l’Arte, in tutte le sue forme espressive, marca, segna, incide.
I cento lupi, ora più che mai, sono sicuramente un forte, potente, disperato, appello alla salvaguardia ambientale di tutto il pianeta.
Questo dei “Lupi in arrivo”, è il primo evento in uno spazio pubblico all’aperto a Firenze, che vede impegnati il Comune e gli Uffizi dopo i mesi di lock down. Il progetto è stato ideato in occasione delle celebrazioni dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Popolare Cinese e reso possibile dalla collaborazione tra Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, il Sindaco di Firenze Dario Nardella e Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, sempre del Comune di Firenze, che hanno messo a disposizione due prestigiosi spazi tra i più simbolici di Firenze. Un importante evento che oltre al consolidamento dei rapporti fra Nazioni e Popoli, attraverso l’Arte costruisce, rafforza, intensifica, la cultura del bene comune, così prepotentemente messo in luce dall’episodio pandemico che ha pesantemente coinvolto buona parte di mondo.
Prima di arrivare a Firenze, il branco di lupi di Liu Ruowang, avevano, con un grande coinvolgimento di pubblico, presidiato Piazza Municipio a Napoli. Lo sbarco della grande installazione nel Capoluogo Toscano segna un ideale passaggio di consegne tra i sindaci Luigi De Magistris e Dario Nardella, che hanno dimostrato di credere al messaggio potente della imponente opera dell’Artista Cinese. Dal 13 luglio al 2 novembre i cento lupi dell’Artista Cinese Liu Ruowang, occuperanno, per il piacere, lo stupore dei Fiorentini e dei suoi graditissimi Ospiti, le due prestigiose piazze della città.Riccardo Rescio

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“Museo Stefano Bardini” di Riccardo Rescio

“Museo Stefano Bardini” di Riccardo Rescio

Il Museo Bardini, costituisce il lascito testamentario, a favore del Comune di Firenze, dell’antiquario Stefano Bardini (1836-1922) Il palazzo che ospita il museo, fu costruito da Stefano Bardini nel 1880, acquistando un complesso di edifici di varie epoche, fra i quali la chiesa sconsacrata di San Gregorio della Pace, edificata fra il 1273 e il 1279 su un terreno dei banchieri Mozzi per volere di papa Gregorio X a celebrazione della pace fra guelfi e ghibellini. Passata sotto il patronato dei Bardi, nel 1600 la chiesa fu ceduta ai Chierici Regolari Ministri degli Infermi o Padri del Ben Morire; nel 1775 l’ordine fu soppresso e chiesa e convento tornarono di proprietà dei Mozzi, che nel 1880 li misero in vendita. I vari edifici, facenti parte della proprietà Bardini, furono trasformati in un imponente palazzo eterogeneo, utilizzando per la costruzione materiali di spoglio, come architravi scolpite, camini e scalinate, pietre medievali e rinascimentali, soffitti a cassettoni dipinti, al primo piano della facciata, le mostre delle finestre provengono dagli altari di una chiesa demolita a Pistoia. Il complesso della proprietà Bardini era molto vasto vi appartenevano anche il duecentesco Palazzo Mozzi, anch’esso affacciato sulla piazza, e il parco storico che si estende per quattro ettari sulle pendici del colle di Belvedere, il famoso Giardino di Villa Bardini, recentemente restaurato, con una magnifica terrazza Belvedere con una vista mozzafiato sulla Città di Firenze, nel quale si trovavano una Villa con una loggia anch’essa panoramica, rimesse, laboratori, alloggi di servizio, sale di esposizione e depositi.

Alla morte di Stefano Bardini, avvenuta nel 1922, il palazzo venne ereditato dal Comune di Firenze, che lo trasformò nel museo civico della città.
Per quasi un decennio il Museo è rimasto chiuso per restauri, iniziati nel 1999 e successivamente riaperto al pubblico il 4 aprile 2009
Il Museo, che ha accesso in via dei Renai 37 e merita veramente di essere visto.

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“A piedi nudi… sulle Rampe del Poggi” di Marco Borrelli

La bella fotografia di Marco Borrelli che fissa un momento della festa, organizzata dalla Fondazione CR Firenze per la città, in occasione della riapertura delle Rampe del Poggi.

È proprio questa immagine ad essere tra le vincitrici del contest promosso tra i propri associati da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) e da Assifero (Associazione italiana delle Fondazioni ed Enti della filantropia istituzionale). Le foto vincitrici concorreranno al concorso europeo “Focus: Philanthropy” promosso da Dafne, il network europeo delle Associazioni Nazionali di Fondazioni ed Enti della filantropia Istituzionale, per valorizzare il loro lavoro svolto in tutta Europa. La foto, di Marco Borrelli, è intitolata “A piedi nudi… sulle Rampe del Poggi” una bellissima immagine che fissa l’esibizione di cinque Artiste della compagnia “Venti Lucenti” avvenuta durante la festa. Alle spalle delle cinque ragazze, in tuniche bianche, è visibile, in una prospettiva ad effetto, il complesso architettonico che è stato restaurato dalla Fondazione. Lo scatto è risultato secondo classificato per la categoria cultura. Tutte le immagini vincitrici saranno stampate ed esposte al Parlamento Europeo. https://www.acri.it/2020/07/09/concorso-fotografico-focus-philanthropy-i-vincitori/

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #cheitalia

“Museo Stibbert” Firenze

Ti-ripubblico è una iniziativa @Italiaefriends per comunicare al mondo tutto il Bello e il Buono che abbiamo nel nostro Paese. #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpost #tiripubblico

Il neo direttore dei Musei Statali Osanna: “Aprirò al pubblico i depositi” | Globalist

“È cosa buona e giusta”
Il neo direttore dei Musei Statali, Massimo Osanna, ha dichiarato di voler aprire al Pubblico i depositi dei Musei, non farlo significherebbe continuare a patire la sete,  perché l’acqua viene razionata, pur avendo a portata di mano una fonte pura e cristallina, dove però ci hanno scritto, “Non è consentito bere“.
I bambini, gli elefanti e il popolo, hanno buona memoria e si ricordano delle promesse. (non tutti del popolo naturalmente).
Riccardo Rescio
Presidente Assaggia l’Italia Aps
Associazione di Promozione Sociale

https://www.globalist.it/arti/2020/07/05/il-neodirettore-dei-musei-statali-osanna-apriro-al-pubblico-i-depositi-2061348.html

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“Lo spettacolo, nello spettacolo”
Tutto pronto per ‘Cinema in villa’,
sulla Terrazza Belvedere di Villa Bardini, già allestita l’arena da 100 posti.
L’ iniziativa, è organizzata dalla Fondazione CR Firenze e dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, in collaborazione con l’Associazione Culturale Musart e con il patrocinio del Comune di Firenze.
Mercoledì 8 luglio la serata inaugurale, le proiezioni proseguiranno, tutte le sere alle ore 21.00 fino all’ 8 agosto.
Ingresso 5 euro.
La proiezione del giovedì è riservata alle famiglie con figli.
Si consiglia l’acquisto in prevendita sul sito http://www.musartfestival.it
(attiva da mercoledì 8 luglio)
L’apertura è col musical ‘La La Land’, Premio Oscar 2016, e la scelta dei film, a cura della Fondazione culturale Niels Stensen, cerca di offrire una vasta panoramica delle pellicole più significative della recente produzione, raccolte per temi e tipologie di pubblico.
Cinema in Villa
Dall’8 luglio all’8 agosto – ore 21,15
Villa Bardini – Costa San Giorgio, 2 – http://www.villabardini.it
Giovedì in famiglia
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su http://www.villabardini.it
Prevendita
Tutte le sere, escluso il giovedì, su http://www.musartfestival.it
Informazioni
Tel. 393 8570925 (orario 18/22) – http://www.villabardini.it
Il programma
Serata inaugurale
8/7 – La La Land di Damien Chazelle
I lunedì saranno un omaggio a Woody Allen
13/7 – Hannah e le sue sorelle di Woody Allen
20/7 – Blue Jasmine di Woody Allen
27/7 – Midnight in Paris di Woody Allen
3/8 – Match Point di Woody Allen
I martedì dedicati all’Arte al Cinema
14/7 – Caravaggio – L’anima e il sangue di Jesus Garces Lambert
21/7 – Frida – Viva la Vida di Gianni Troilo
28/7 – Klimt e Schiele Eros e Psiche di Michele Mally
4/8 – Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel
I mercoledì saranno letterari (in collaborazione con La città dei lettori)
15/7 – La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi
22/7 Haiku on a plum tree di Mujah Maraini-Melhi
29/7 – La versione di Barney di Richard J. Lewis
5/8 – Il capitale umano di Paolo Virzì
I giovedì dedicati alle famiglia
9/7 – Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki
16/7 – Mia e il leone bianco di Gilles De Maistre
23/7 – Il GGG – Il grande gigante gentile di Steven Spielberg
30/7 – La volpe e la bambina di Luc Jacquet
6/8 – Le vacanze del piccolo Nicholas di Laurent Tirard
I venerdì allle grandi biografie
10/7 – Maria by Callas di Tom Volf
17/7 – Marylin di Simon Curtis
24/7 – Copia originale di Marielle Heller
31/7 – Lou Von Salomè di Cordula Kablitz-Post
7/8 – Nureyev – The White Crow di Ralph Fiennes
I sabato dedicati ai grandi successi
11/7 – Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino
18/7 – Come un gatto in Tangenziale di Roberto Milani
25/7 – La forma dell’acqua di Guillermo del Toro
1/8 – Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh
8/8 – Green Book di Peter Farrelly
Le domenica al sorprendente femminile
12/7 – Magari di Ginevra Elkann – alla presenza della regista
19/7 – Lady Macbeth di William Oldroyd
26/7 – Carol di Todd Haynes
2/8 – Elle di Paul Verhoeven
Mini-schede
Mercoledì 8 luglio
La La Land di Damien Chazelle (Usa 2016, 126′)
L’intensa e burrascosa storia d’amore, quasi…da Oscar, tra un’attrice e un musicista che si sono appena trasferiti a Los Angeles, città celebre per distruggere le speranze e infrangere i cuori. Quando il successo cresce per entrambi, i due si trovano di fronte a decisioni che incrinano l’equilibrio della loro relazione…
Giovedì 9 luglio
Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki (Giap 1997, 133′)
Ashitaka, giovane guerriero, è costretto a uccidere un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia ma viene colpito da una maledizione mortale che lo costringe a lasciare il suo villaggio. Grazie all’incontro con una ragazza soprannominata Principessa Mononoke potrà placare gli spiriti della natura, salvarsi e riportare l’equilibrio nel suo mondo.
Venerdì 10 luglio
Maria by Callas di Tom Volf (Usa 2018, 113′)
Per la prima volta, 40 anni dopo la sua morte, la cantante lirica più famosa al mondo racconta la propria storia, con parole sue: attraverso filmati inediti, fotografie mai mostrate, lettere intime e rare immagini dietro le quinte.
Sabato 11 luglio
Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (Ita/Fra/Usa 2017, 132′)
Primi anni ottanta, in una piccola cittadina del Nord Italia l’incontro tra due ragazzi, Elio, un adolescente sensibile e istruito, e Oliver, un ventiquattrenne spontaneo, affascinante e pieno di vita, segna l’inizio di un’estate indimenticabile.
Domenica 12 luglio
Magari di Ginevra Elkann (Ita/Fra 2019, 99′) – alla presenza della regista
I tre fratelli Alma, Jean e Sebastiano, si ritrovano scaraventati da Parigi, dove vivono con la madre, a Roma, nelle braccia di Carlo, padre assente, anticonformista e incapace di badare a se stesso. Durante le vacanze di Natale con il padre, la piccola Alma continua a credere fermamente che un giorno, magari, la sua famiglia potrà tornare unita.
Lunedì 13 luglio
Hannah e le sue sorelle di Woody Allen (Usa 1985, 106′)
Il rapporto complicato e gli intrecci amorosi di tre sorelle che vivono a New York. La vita quotidiana illuminata e resa originale dallo scintillante umorismo di Woody Allen. Vincitore di tre premi Oscar.
Martedì 14 luglio
Caravaggio – L’anima e il sangue di Jesus Garces Lambert (Ita 2017, 90′)
Un viaggio attraverso i capolavori di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, si alterna a interviste a celebri critici d’arte che aiutano una lettura composita dell’artista, dell’uomo e delle sue opere.
Mercoledì 15 luglio
La ragazza nella nebbia di donato Carrisi (Ita/Fra/Ger 2017, 127′)
In un piccolo paese di montagna in una notte di nebbia avviene uno strano incidente d’auto. E’ coinvolto un ex-poliziotto che non ricorda nulla di quanto è successo. Sollecitato da uno psichiatra, l’uomo rievoca l’ultimo caso a cui ha lavorato, la scomparsa di una ragazzina, Anna Lou.
Giovedì 16 luglio
Mia e il leone bianco di Gilles De Maistre (Fra 2018, 98′)
Mia è solo una bambina quando stringe una straordinaria amicizia con Charlie, un leoncino bianco nato nell’allevamento di felini dei genitori in Sudafrica. Ormai quattordicenne, Mia scopre che il suo incredibile legame con Charlie, divenuto uno splendido esemplare adulto, potrebbe finire da un momento all’altro…
Venerdì 17 luglio
Marylin di Simon Curtis (Usa 2011, 99′)
Inghilterra, estate 1956. La star americana Marilyn Monroe arriva oltreoceano in luna di miele con il marito, il famoso drammaturgo Arthur Miller. La diva è stata chiamata per recitare in “Il principe e la ballerina” al fianco di Sir Laurence Olivier. Quella stessa estate, il 23enne Colin Clark mette piede per la prima volta in vita sua in un set cinematografico…
Sabato 18 luglio
Come un gatto in Tangenziale di Roberto Milani (ita 2018, 98′)
Giovanni, intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale, vive nel centro storico di Roma. Monica, ex cassiera del supermercato, con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni nella periferia dove vive. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi. Monica e Giovanni hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire.
Domenica 19 luglio
Lady Macbeth di William Oldroyd (Gb 2016, 89′)
Campagna inglese, 1865. A 17 anni, Katherine è costretta a un matrimonio senza amore con un uomo di mezza età. Soffocata dalle rigide norme sociali dell’epoca, inizia una relazione clandestina con un giovane stalliere alle dipendenze del marito…
Lunedì 20 luglio
Blue Jasmine di Woody Allen (Usa 2013, 98′)
Di fronte al fallimento della propria vita e del matrimonio con un ricco uomo d’affari, Jasmine, un’elegante e mondana newyorkese, decide di trasferirsi nel modesto appartamento della sorella Ginger a San Francisco, per cercare di dare un nuovo senso alla propria vita. Riuscirà ad adeguarsi?
Martedì 21 luglio
Frida – Viva la Vida di Gianni Troilo (Ita 2019, 90′)
Le due anime di Frida Kahlo: quella iconica e pioniera del femminismo contemporaneo e quell’artistica libera dalle costrizioni di un corpo martoriato. Tra lettere, diari e confessioni private, un viaggio nel cuore del Messico, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e l’immersione nelle opere della Kahlo.
Mercoledì 22 luglio
Haiku on a plum tree di Mujah Maraini-Melhi (Ita/Giap 2016, 73′)
Tokyo 1943: l’antropologo italiano Fosco Maraini e la moglie Topazia Alliata rifiutano di firmare per la Repubblica di Salò. A seguito della loro scelta vengono mandati a Nagoya in un campo di Prigionia con le loro tre figlie Dacia, Yuki e Toni. Mujah, figlia di Toni, a distanza di tanti anni, va in Giappone per ripercorrere l’esperienza familiare e rielaborarla facendola propria attraverso il recupero della memoria.
Giovedì 23 luglio
Il GGG – Il grande gigante gentile di Steven Spielberg (Usa/Gb/Can 2016, 117′)
Una ragazzina di dieci anni, Sophie, viene rapita dal GGG, il grande gigante gentile e portata nel suo mondo. I due diventano amici e decidono di escogitare un piano per liberarsi dei giganti cattivi che vogliono attaccare gli umani.
Venerdì 24 luglio
Copia originale di Marielle Heller (Usa 2018, 106′)
Ispirata alle memorie della scrittrice Lee Israel. Quando gli editori si orientano su libri sempre più semplici e corrivi, Lee Israel si trova senza lavoro. I suoi tanti volumi dedicati, tra gli altri, a Katharine Hepburn ed Estée Lauder, non la salvano dal tracollo economico. Passa allora a redditizie truffe letterarie: falsifica lettere di celebrità decedute.
Sabato 25 luglio
La forma dell’acqua di Guillermo del Toro (Usa 2017, 119′)
America, piena Guerra Fredda, in un segretissimo laboratorio governativo di massima sicurezza lavora una donna intrappolata in una vita fatta di silenzio e isolamento, finché la sua esistenza non cambia per sempre quando scopre uno strano anfibio umano in laboratorio. Vincitore di 4 Premio Oscar tra cui Miglior Film 2018
Domenica 26 luglio
Carol di Todd Haynes (Usa/Gb 2015, 118′)
New York, anni Cinquanta. Carol Aird è una donna elegante, sofisticata e benestante, in trattativa con il marito per il divorzio e l’affidamento della figlia. Therese Belivet, invece, si sta affacciando nell’età adulta, indecisa sul percorso da intraprendere nella vita. Le due donne si incontrano per caso in un grande magazzino di Manhattan e da quel momento nasce un’amicizia molto speciale…
Lunedì 27 luglio
Midnight in Paris di Woody Allen (Usa 2011, 94′)
Gil, autore di Hollywood alle prese con il suo primo romanzo, è in vacanza a Parigi con la fidanzata Inez e con i genitori di lei. Una notte l’uomo sale a bordo di una misteriosa auto d’epoca che trasporta niente meno che Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda. Grazie a loro, Gil entrerà in contatto con l’affascinate universo artistico della Parigi degli anni Venti…
Martedì 28 luglio
Klimt e Schiele Eros e Psiche di Michele Mally (Ita 2018, 75′)
Con la Prima Guerra Mondiale, a Vienna si conclude un’età dell’oro. Due pittori rappresentano l’anima irrequieta e passionale della città in quel periodo storico: Egon Schiele e Gustav Klimt.
Mercoledì 29 luglio
La versione di Barney di Richard J. Lewis (Can/Ita 2010, 132′)
Il 70enne ebreo canadese Barney Panofsky, cinico e devastato, decide di raccontare la sua personale ‘versione’ dei fatti riguardanti le sue memorie e soprattutto sulla morte dell’amico Bernard “Boogie” Moscovitch, di cui a suo tempo era stato accusato.
Giovedì 30 luglio
La volpe e la bambina di Luc Jacquet (Fr 2007, 90′)
E’ una bella mattina d’autunno e una bambina percorre un sentiero in mezzo alla natura segreta e selvaggia. Durante il suo cammino, la bambina si imbatte in una volpe e ne rimane al contempo affascinata e impaurita. Vinto il timore iniziale, la bambina si avvicina alla volpe e da quel momento vivranno insieme un’incredibile avventura.
Venerdì 31 luglio
Lou Von Salomè di Cordula Kablitz-Post (Ger 2016, 103′)
Scrittrice, poetessa, intellettuale, psicologa, archetipo di militante femminista. A 72 anni, mentre il Reich prende potere in Germania, Lou, costretta a nascondere la propria discendenza ebraica, racconta le sue memorie a un ammiratore.
Sabato 1 agosto
Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh (Usa 2017, 114′)
Mentre è in viaggio sull’Orient Express, il famoso detective Hercule Poirot è chiamato a indagare sul misterioso omicidio di un ricco uomo d’affari avvenuto a bordo. Il delitto vede coinvolti tredici passeggeri, tutti potenziali colpevoli. Dal celebre racconto di Agatha Christie.
Domenica 2 agosto
Elle di Paul Verhoeven (Fra 2016, 130′)
Michèle (Isabelle Huppert) è una donna decisa e rigorosa, nella propria attività professionale così come nella vita privata e sentimentale. Tutto cambia dopo l’aggressione subita in casa sua da parte di un misterioso sconosciuto. Imperterrita, Michèle si mette sulle tracce dell’aggressore, dando vita a un gioco che può diventare molto pericoloso…
Lunedì 3 agosto
Match Point di Woody Allen (Usa/Gb 2005, 124′)
Chris è un giovane irlandese, insegnante di tennis, bello e sicuro di sé. Chris, ha la possibilità di dare lezioni ai membri della famiglia Hewitt, nobili e ricchi, che sin da subito lo accolgono nel loro giro di amici. Ambizioso e senza scrupoli, Chris è pronto a tutto per raggiungere agio e successo…
Martedì 4 agosto
Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel (Usa 2018, 110′)
Willem Dafoe interpreta gli ultimi, tormentati anni di Vincent Van Gogh. Dal burrascoso rapporto con Gauguin nel 1988 fino al colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Un periodo frenetico e molto produttivo che ha portato alla creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che continuano ad incantare il mondo intero.
Mercoledì 5 agosto
Il capitale umano di Paolo Virzì (Ita 2014, 109′)
In una provincia del Nord Italia, alla vigilia delle feste di Natale, sullo sfondo di un misterioso incidente, si incrociano le vicende dell’ambizioso immobiliarista Dino Ossola, di una donna ricca e infelice che desidera una vita diversa e di una ragazza, sottomessa ai voleri del padre, che sogna un amore vero.
Giovedì 6 agosto
Le vacanze del piccolo Nicholas di Laurent Tirard (Fr 2013, 97′)
Finalmente le vacanze estive sono arrivate e il piccolo Nicolas, con i suoi genitori e la nonna, partono per andare al mare. Ben presto Nicolas si farà nuovi amici in spiaggia con cui vivere l’estate dal punto di vista dei bambini. Ma soprattutto Nicolas incontra Isabelle, che lo guarda con i suoi grandi occhi e che lui teme di dover sposare per forza.
Venerdì 7 agosto
Nureyev – The White Crow di Ralph Fiennes (Gb 2018, 122′)
La vita di Rudolf Nureyev, uno dei più grandi ballerini del Novecento. Dalla dura infanzia nella grigia città di Ufa, sino agli studi a Leningrado e al successo come membro del balletto di Kirov. Incontenibile e ribelle, in tournée a Parigi nel 1961 viene marcato stretto dal KGB mentre in lui cresce giorno per giorno l’amore per la libertà e per lo stile di vita occidentale…
Sabato 8 agosto
Green Book di Peter Farrelly (Usa 2018, 130′)
New York, anni ’60. Tony Lip, un tempo rinomato buttafuori, finisce a fare l’autista di Don Shirley, giovane pianista afro-americano. Lip deve accompagnare il pianista prodigio in un lungo tour nel profondo sud degli Stati Uniti. Dopo alcune prime difficoltà, il viaggio nelle regioni razziste degli USA porta i due a stringere una forte e straordinaria amicizia. Vincitore di 5 Premi Oscar tra cui Miglior Film 2019.
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“Reading Pratolini” al Museo Novecento di Firenze.

Lo stupendo Chiostro del Museo Novecento, in Piazza Santa Maria Novella a Firenze si è trasformato in uno spazio teatrale corale, per ospitare fino a cento posti seduti, distribuiti tra il chiostro e il loggiato rinascimentale, entrambi suggestivi luoghi, con un’ottima acustica e dalla grande suggestione, che hanno ospitato il pubblico, accorso alla prima serata “100/900” che si aperta giovedì 2 luglio 2020, con con una emozionante lettura, da parte di 4 giovani attori della Compagnia “INuovi”, de “Il Quartiere”, un romanzo di Vasco Pratolini, celebre Autore di narrativa, opere teatrali e sceneggiatore del novecento Italiano. Il programma estivo del Museo Novecento, voluto dal Direttore Sergio Risaliti, ha il preciso scopo di dare una visione realistica di un quartiere di questa straordinaria Città, praticamente scomparso, come le tante sfaccettature caratteriali, comportamentali, umane, delle persone che lo abitavano, artigiani, operai, bottegai, sicuramente poveri, ma con valori di solidarietà molto diversi, da quelli riscontrabili nel terzo millennio, una necessaria comparazione, che deve stimolare una profonda riflessione sull’oggi. Venerdì 3 luglio, sempre alle ore 21.00, lo spettacolo continua con “Piano Novecento”, dove sarà la musica invece ad essere protagonista della serata, con Riccardo Sandiford.

Riccardo Rescio

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“100\900 Arte Teatro Musica” al Museo Novecento di Firenze, dal 2 luglio al 2 ottobre 2020, in Piazza Santa Maria Novella. di Riccardo Rescio
Quello presentato alla Stampa, oggi 30 giugno 2020, nello stupendo Chiostro del Museo Novecento di Firenze, dal titolo “100\900”, è un bellissimo progetto che ha in se un grande valore simbolico e una particolare valenza culturale.
Il Museo Novecento, infatti si trasforma in uno spazio teatrale corale, per ospitare fino a cento posti seduti, distribuiti tra il chiostro e il loggiato rinascimentale, luoghi suggestivi con un’ottima acustica e dalla grande suggestione.
Il tutto avrà inizio giovedì 2 luglio con “Reading Pratolini”, lo spazio teatrale dedicato al grande scrittore toscano, mentre da venerdì 3 luglio prenderanno il via i concerti “Piano Novecento”.
Nelle settimane successive, sempre nel Chiostro del Museo, saranno protagoniste le opere dei grandi artisti del Novecento con “Made in Italy”, lezioni-racconto tenute dal direttore del Museo, Sergio Risaliti.
Il Direttore Risaliti dice, “Vogliamo offrire ai nostri visitatori un programma estivo vasto, che faccia riscoprire, ad esempio, la storia della città di Firenze attraverso le pagine di Vasco Pratolini, per ricordarci di quanto erano ‘belli’, anche se ‘poveri’, molti ragazzi fiorentini che vivevano i quartieri popolari, pieni di dubbi e di speranze, uniti da un forte senso di solidarietà, da istinti e sentimenti antichi.
Tutti gli eventi in programma al “100\900 Arte Teatro Musica al Museo Novecento di Firenze”, che si svolgeranno dal 2 luglio al 2 ottobre 2020, avranno inizio alle 21.00. Le successive rappresentazioni proseguiranno fino ai primi di ottobre e si concluderanno con una grande performance teatrale, pubblica, in Piazza Santa Maria Novella.

Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, ha ribadito con forza quanto siano determinanti le collaborazioni aperte fra realtà, solo apparentemente diverse, ma che in comune hanno la possibilità di rendere fattibile una sempre maggiore diffusione della Cultura. Quella Cultura che dovrà necessariamente proseguire il suo cammino di massima partecipazione e di grande coinvolgimento, per non dover tornare ad essere esclusivo retaggio di pochi eletti. Nel caso del Museo Novecento, la collaborazione con la Fondazione del Teatro della Toscana e con la compagnia ‘iNuovi’, darà vita ad una forma nuova di coinvolgimento, che non potrà far alto che contribuire a rendere sempre più i Musei “luoghi del cuore e Ludoteche dell’anima”

Un ulteriore motivo di coinvolgente attrattività, sarà ascoltare la musica classica e il pianoforte, nel chiostro del museo. Lo spazio “Piano Novecento”, è curato da Riccardo Sandiford, che parte da una sensibile e profonda riflessione sui mesi appena trascorsi e sullo stato d’animo di tutti noi, che siamo stati messi alla prova dalla solitudine, dalla paura e dalla separazione. Sicuramente l’Arte, in tutte le sue multiformi manifestazioni, costituirà l’elemento destinato a cambiare in meglio le sorti del mondo.

I ragazzi della Compagnia “INuovi”, con Marco Giorgetti, Direttore Generale Fondazione Teatro della Toscana, il Direttore del Museo Novecento Sergio Risalito e Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze.

Sergio Risaliti rivendica con orgoglio l’attività svolta in questi due ultimi anni affermando, “Abbiamo collaborato con le nuove realtà artistiche del contemporaneo, aprendoci ai diversi linguaggi del teatro e della musica, della performance e della danza.
Un progetto sostenibile, che non si è reso schiavo dell’algoritmo degli incassi e che resta fedele alla sua funzione pubblica, al suo ruolo culturale e scientifico.
Vogliamo proseguire questo percorso superando le grandi difficoltà della crisi attuale con tenacia e massima cautela investendo al meglio le poche risorse per la costruzione di una cultura più umana e meno effimera”

“100\900 Arte Teatro Musica” al Museo Novecento, sarà la coinvolgente rilettura di una Firenze, antropologicamente e urbanisticamente, molto diversa da quella attuale. I giovani attori della Compagnia “INuovi”, si cimenteranno con i testi di un grandissimo autore del Novecento come Pratolini e attraverso le loro voci potremo rivivere i piccoli e grandi eventi di una Firenze che è cambiata enormemente, sia nei luoghi che negli animi, nel giro di un secolo appena.

L’attività del Museo Novecento, in questi ultimi due anni, si è fortemente caratterizzata per la sua dimensione di laboratorio interdisciplinare, luogo di ricerca e di aggiornamento, formazione e di valorizzazione a partire dalla sua la collezione permanente.

E’ il Direttore Risaliti ad affermarlo, che continua dicendo che, sono state realizzate collaborazioni con le nuove realtà artistiche del contemporaneo, con aperture ai diversi linguaggi del teatro e della musica, della performance e della danza.
Un progetto sostenibile, che non si è reso schiavo dell’algoritmo degli incassi e che resta fedele alla sua funzione pubblica, al suo ruolo culturale e scientifico.
Vogliamo proseguire questo percorso superando le grandi difficoltà della crisi attuale con tenacia e massima cautela investendo al meglio le poche risorse per la costruzione di una cultura più umana e meno effimera.

“Oltre ad essere uno dei primi eventi teatrali dal vivo” ha commentato Marco Giorgetti, Direttore Generale Fondazione Teatro della Toscana “che vede coinvolta la Fondazione Teatro della Toscana, dopo la chiusura per l’emergenza sanitaria, questa con il Museo Novecento è una collaborazione importante sia per il coinvolgimento de ‘iNuovi’, i giovani attori formati dalla Fondazione, che per l’utilizzo di un luogo non prettamente teatrale ma di grande valore culturale, al fine di condividere valori e prospettive in questo momento di grande difficoltà”.

Tutti gli eventi si svolgeranno negli ambienti all’aperto del museo, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

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“Che Italia”
Quella del nuovo Rinascimento Italiano, quella Italia che non dice, non enuncia, non promette, quell’Italia che fa, che si adopera, realizza, perché il nostro Paese è stanco di enunciazioni e promesse dei tanti faremo e realizzeremo. di Riccardo Rescio
Il Nuovo Rinascimento Italiano è possibile, ormai non è più solo un modo di dire, un po retorico e ridondante, ma una realtà possibile, fattibile. Firenze è stata fra le prime, se non la prima, Città Italiana, che si è attivata alla ricerca di collaborazioni, sinergie e cooperazioni fra Pubblico e Privato, attraverso il costante, incessante impegno dell’ Assessorato alla Cultura, Moda e Designer, del Comune di Firenze guidato da Tommaso Sacchi, che durante tutto il periodo del fermo forzato, causato dalla epidemia, ha reso possibile ciò che per molto tempo si era ritenuto non fattibile. Una attività di interconnessione trasversale al mondo della Cultura, dell’Arte, dello Spettacolo, non solo locale, ma nazionale, che è poi l’unico modo per ottenere risultati concreti e non pagliativi temporanei, come era prassi e consuetudine, consolidata. La cooperazione fra Assessorati, è stato certamente uno dei primi passi verso una partecipazione corale, che tutti auspichiamo continui, perché se non si cambia modo di pensare, se non si cambia modo di vedere, in sintesi se non si cambia prospettiva, il bene di una Città andrà sempre a scapito delle altre. Ma ecco che i primi risultati, percepibili anche al grande pubblico, incominciano ad arrivare. Stefano Gabbana e Domenico Dolce, i due famosi Stilisti della Moda Italiana, hanno pensato di collaborare con gli Artigiani fiorentini e di realizzare, nella culla del Rinascimento, il primo evento live, post Covid. Anche se la location dell’evento non è stata ancora svelata, tutto è in fase di realizzazione. Sono stati gli stessi Stefano Dolce e Domenico Gabbana a darne l’annuncio, “Siamo molto felici che i nostri prossimi eventi di Alta Moda si svolgeranno a Firenze, una città che amiamo molto e che, in questo momento, ha un valore speciale, portare il nostro lavoro in luoghi iconici della città è un sogno che diventa realtà”, cosi si sono espressi i due Stilisti. L’evento di rilevanza internazionale, è un progetto speciale di Pitti Uomo 98, Centro di Firenze per la Moda Italiana, Comune di Firenze e Pitti Immagine. Il Nuovo Rinascimento Italiano è incominciato, contribuiamo tutti a far si che questo Tempo possa passare alla Storia, anche con i nostri singoli sostegni.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece
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Credito immagine : https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=167723454918591&id=104332541257683

“Cinema in Villa”
dalla Terrazza Belvedere di Villa Bardini a Firenze, la finzione scenica, viene rappresentata nella reale Bellezza.
Il Programma delle proiezioni dal’8 luglio all’8 agosto 2020
La serata inaugurale della rassegna si apre Mercoledì 8 luglio 2020, con la proiezione di La La Land di Damien Chazelle
Tutti i giorni della settimana avranno un tema diverso, che si ripeterà nella costante dei giorni, nelle settimane successive, con film naturalmente sempre diversi.
I lunedì saranno dedicati alla filmografia di Woody Allen
13 luglio – Hannah e le sue sorelle di Woody Allen
20 luglio – Blue Jasmine di Woody Allen
27 luglio – Midnight in Paris di Woody Allen
3 agosto – Match Point di Woody Allen
I martedì vedranno protagonista l’Arte al cinema
14 luglio – Caravaggio – L’anima e il sangue di Jesus Garces Lambert
21 luglio – Frida – Viva la Vida di Gianni Troilo
28 luglio – Klimt e Schiele Eros e Psiche di Michele Mally
4 agosto – Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel
I mercoledì saranno letterari, in collaborazione con “La città dei lettori” .
15 luglio – La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi
22 luglio Haiku on a plum tree di Mujah Maraini-Melhi
29 luglio – La versione di Barney di Richard J. Lewis
5 agosto – Il capitale umano di Paolo Virzì
I giovedì è il giorno dedicato alla famiglia, con ingresso gratuito per genitori e figli
9 luglio – Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki
16 luglio – Mia e il leone bianco di Gilles De Maistre
23 luglio – Il GGG – Il grande gigante gentile di Steven Spielberg
30 luglio – La volpe e la bambina di Luc Jacquet
6 agosto – Le vacanze del piccolo Nicholas di Laurent Tirard
I venerdì sono dedicati alle grandi biografie
10 luglio – Maria by Callas di Tom Volf
17 luglio – Marylin di Simon Curtis
24 luglio – Copia originale di Marielle Heller
31 luglio – Lou Von Salomè di Cordula Kablitz-Post
7 luglio – NureyevThe White Crow di Ralph Fiennes
I sabato vedranno protagonisti i grandi successi
11 luglio – Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino
18 luglio – Come un gatto in Tangenziale di Roberto Milani
25 luglio – La forma dell’acqua di Guillermo del Toro
1 agosto – Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh
8 agosto – Green Book di Peter Farrelly
La domenica il sorprendente femminile
12 luglio – Magari di Ginevra Elkann – alla presenza della regista
19 luglio – Lady Macbeth di William Oldroyd
26 luglio – Carol di Todd Haynes
2 agosto – Elle di Paul Verhoeven
Mini-schede dei film
Mercoledì 8 luglio
La La Land di Damien Chazelle (Usa 2016, 126′)
L’intensa e burrascosa storia d’amore, quasi…da Oscar, tra un’attrice e un musicista che si sono appena trasferiti a Los Angeles, città celebre per distruggere le speranze e infrangere i cuori. Quando il successo cresce per entrambi, i due si trovano di fronte a decisioni che incrinano l’equilibrio della loro relazione…
Giovedì 9 luglio
Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki (Giap 1997, 133′)
Ashitaka, giovane guerriero, è costretto a uccidere un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia ma viene colpito da una maledizione mortale che lo costringe a lasciare il suo villaggio. Grazie all’incontro con una ragazza soprannominata Principessa Mononoke potrà placare gli spiriti della natura, salvarsi e riportare l’equilibrio nel suo mondo.
Venerdì 10 luglio
Maria by Callas di Tom Volf (Usa 2018, 113′)
Per la prima volta, 40 anni dopo la sua morte, la cantante lirica più famosa al mondo racconta la propria storia, con parole sue: attraverso filmati inediti, fotografie mai mostrate, lettere intime e rare immagini dietro le quinte.
Sabato 11 luglio
Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (Ita/Fra/Usa 2017, 132′)
Primi anni ottanta, in una piccola cittadina del Nord Italia l’incontro tra due ragazzi, Elio, un adolescente sensibile e istruito, e Oliver, un ventiquattrenne spontaneo, affascinante e pieno di vita, segna l’inizio di un’estate indimenticabile.
Domenica 12 luglio
Magari di Ginevra Elkann (Ita/Fra 2019, 99′) – alla presenza della regista
I tre fratelli Alma, Jean e Sebastiano, si ritrovano scaraventati da Parigi, dove vivono con la madre, a Roma, nelle braccia di Carlo, padre assente, anticonformista e incapace di badare a se stesso. Durante le vacanze di Natale con il padre, la piccola Alma continua a credere fermamente che un giorno, magari, la sua famiglia potrà tornare unita.
Lunedì 13 luglio
Hannah e le sue sorelle di Woody Allen (Usa 1985, 106′)
Il rapporto complicato e gli intrecci amorosi di tre sorelle che vivono a New York. La vita quotidiana illuminata e resa originale dallo scintillante umorismo di Woody Allen. Vincitore di tre premi Oscar.
Martedì 14 luglio
Caravaggio – L’anima e il sangue di Jesus Garces Lambert (Ita 2017, 90′)
Un viaggio attraverso i capolavori di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, si alterna a interviste a celebri critici d’arte che aiutano una lettura composita dell’artista, dell’uomo e delle sue opere.
Mercoledì 15 luglio
La ragazza nella nebbia di donato Carrisi (Ita/Fra/Ger 2017, 127′)
In un piccolo paese di montagna in una notte di nebbia avviene uno strano incidente d’auto. E’ coinvolto un ex-poliziotto che non ricorda nulla di quanto è successo. Sollecitato da uno psichiatra, l’uomo rievoca l’ultimo caso a cui ha lavorato, la scomparsa di una ragazzina, Anna Lou.
Giovedì 16 luglio
Mia e il leone bianco di Gilles De Maistre (Fra 2018, 98′)
Mia è solo una bambina quando stringe una straordinaria amicizia con Charlie, un leoncino bianco nato nell’allevamento di felini dei genitori in Sudafrica. Ormai quattordicenne, Mia scopre che il suo incredibile legame con Charlie, divenuto uno splendido esemplare adulto, potrebbe finire da un momento all’altro…
Venerdì 17 luglio
Marylin di Simon Curtis (Usa 2011, 99′)
Inghilterra, estate 1956. La star americana Marilyn Monroe arriva oltreoceano in luna di miele con il marito, il famoso drammaturgo Arthur Miller. La diva è stata chiamata per recitare in “Il principe e la ballerina” al fianco di Sir Laurence Olivier. Quella stessa estate, il 23enne Colin Clark mette piede per la prima volta in vita sua in un set cinematografico…
Sabato 18 luglio
Come un gatto in Tangenziale di Roberto Milani (ita 2018, 98′)
Giovanni, intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale, vive nel centro storico di Roma. Monica, ex cassiera del supermercato, con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni nella periferia dove vive. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi. Monica e Giovanni hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire.
Domenica 19 luglio
Lady Macbeth di William Oldroyd (Gb 2016, 89′)
Campagna inglese, 1865. A 17 anni, Katherine è costretta a un matrimonio senza amore con un uomo di mezza età. Soffocata dalle rigide norme sociali dell’epoca, inizia una relazione clandestina con un giovane stalliere alle dipendenze del marito…
Lunedì 20 luglio
Blue Jasmine di Woody Allen (Usa 2013, 98′)
Di fronte al fallimento della propria vita e del matrimonio con un ricco uomo d’affari, Jasmine, un’elegante e mondana newyorkese, decide di trasferirsi nel modesto appartamento della sorella Ginger a San Francisco, per cercare di dare un nuovo senso alla propria vita. Riuscirà ad adeguarsi?
Martedì 21 luglio
Frida – Viva la Vida di Gianni Troilo (Ita 2019, 90′)
Le due anime di Frida Kahlo: quella iconica e pioniera del femminismo contemporaneo e quell’artistica libera dalle costrizioni di un corpo martoriato. Tra lettere, diari e confessioni private, un viaggio nel cuore del Messico, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e l’immersione nelle opere della Kahlo.
Mercoledì 22 luglio
Haiku on a plum tree di Mujah Maraini-Melhi (Ita/Giap 2016, 73′)
Tokyo 1943: l’antropologo italiano Fosco Maraini e la moglie Topazia Alliata rifiutano di firmare per la Repubblica di Salò. A seguito della loro scelta vengono mandati a Nagoya in un campo di Prigionia con le loro tre figlie Dacia, Yuki e Toni. Mujah, figlia di Toni, a distanza di tanti anni, va in Giappone per ripercorrere l’esperienza familiare e rielaborarla facendola propria attraverso il recupero della memoria.
Giovedì 23 luglio
Il GGG – Il grande gigante gentile di Steven Spielberg (Usa/Gb/Can 2016, 117′)
Una ragazzina di dieci anni, Sophie, viene rapita dal GGG, il grande gigante gentile e portata nel suo mondo. I due diventano amici e decidono di escogitare un piano per liberarsi dei giganti cattivi che vogliono attaccare gli umani.
Venerdì 24 luglio
Copia originale di Marielle Heller (Usa 2018, 106′)
Ispirata alle memorie della scrittrice Lee Israel. Quando gli editori si orientano su libri sempre più semplici e corrivi, Lee Israel si trova senza lavoro. I suoi tanti volumi dedicati, tra gli altri, a Katharine Hepburn ed Estée Lauder, non la salvano dal tracollo economico. Passa allora a redditizie truffe letterarie: falsifica lettere di celebrità decedute.
Sabato 25 luglio
La forma dell’acqua di Guillermo del Toro (Usa 2017, 119′)
America, piena Guerra Fredda, in un segretissimo laboratorio governativo di massima sicurezza lavora una donna intrappolata in una vita fatta di silenzio e isolamento, finché la sua esistenza non cambia per sempre quando scopre uno strano anfibio umano in laboratorio. Vincitore di 4 Premio Oscar tra cui Miglior Film 2018
Domenica 26 luglio
Carol di Todd Haynes (Usa/Gb 2015, 118′)
New York, anni Cinquanta. Carol Aird è una donna elegante, sofisticata e benestante, in trattativa con il marito per il divorzio e l’affidamento della figlia. Therese Belivet, invece, si sta affacciando nell’età adulta, indecisa sul percorso da intraprendere nella vita. Le due donne si incontrano per caso in un grande magazzino di Manhattan e da quel momento nasce un’amicizia molto speciale…
Lunedì 27 luglio
Midnight in Paris di Woody Allen (Usa 2011, 94′)
Gil, autore di Hollywood alle prese con il suo primo romanzo, è in vacanza a Parigi con la fidanzata Inez e con i genitori di lei. Una notte l’uomo sale a bordo di una misteriosa auto d’epoca che trasporta niente meno che Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda. Grazie a loro, Gil entrerà in contatto con l’affascinate universo artistico della Parigi degli anni Venti…
Martedì 28 luglio
Klimt e Schiele Eros e Psiche di Michele Mally (Ita 2018, 75′)
Con la Prima Guerra Mondiale, a Vienna si conclude un’età dell’oro. Due pittori rappresentano l’anima irrequieta e passionale della città in quel periodo storico: Egon Schiele e Gustav Klimt.
Mercoledì 29 luglio
La versione di Barney di Richard J. Lewis (Can/Ita 2010, 132′)
Il 70enne ebreo canadese Barney Panofsky, cinico e devastato, decide di raccontare la sua personale ‘versione’ dei fatti riguardanti le sue memorie e soprattutto sulla morte dell’amico Bernard “Boogie” Moscovitch, di cui a suo tempo era stato accusato.
Giovedì 30 luglio
La volpe e la bambina di Luc Jacquet (Fr 2007, 90′)
E’ una bella mattina d’autunno e una bambina percorre un sentiero in mezzo alla natura segreta e selvaggia. Durante il suo cammino, la bambina si imbatte in una volpe e ne rimane al contempo affascinata e impaurita. Vinto il timore iniziale, la bambina si avvicina alla volpe e da quel momento vivranno insieme un’incredibile avventura.
vivranno insieme un’incredibile avventura.
Venerdì 31 luglio
Lou Von Salomè di Cordula Kablitz-Post (Ger 2016, 103′)
Scrittrice, poetessa, intellettuale, psicologa, archetipo di militante femminista. A 72 anni, mentre il Reich prende potere in Germania, Lou, costretta a nascondere la propria discendenza ebraica, racconta le sue memorie a un ammiratore.
Sabato 1 agosto
Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh (Usa 2017, 114′)
Mentre è in viaggio sull’Orient Express, il famoso detective Hercule Poirot è chiamato a indagare sul misterioso omicidio di un ricco uomo d’affari avvenuto a bordo. Il delitto vede coinvolti tredici passeggeri, tutti potenziali colpevoli. Dal celebre racconto di Agatha Christie.
Domenica 2 agosto
Elle di Paul Verhoeven (Fra 2016, 130′)
Michèle (Isabelle Huppert) è una donna decisa e rigorosa, nella propria attività professionale così come nella vita privata e sentimentale. Tutto cambia dopo l’aggressione subita in casa sua da parte di un misterioso sconosciuto. Imperterrita, Michèle si mette sulle tracce dell’aggressore, dando vita a un gioco che può diventare molto pericoloso…
Lunedì 3 agosto
Match Point di Woody Allen (Usa/Gb 2005, 124′)
Chris è un giovane irlandese, insegnante di tennis, bello e sicuro di sé. Chris, ha la possibilità di dare lezioni ai membri della famiglia Hewitt, nobili e ricchi, che sin da subito lo accolgono nel loro giro di amici. Ambizioso e senza scrupoli, Chris è pronto a tutto per raggiungere agio e successo…
Martedì 4 agosto
Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel (Usa 2018, 110′)
Willem Dafoe interpreta gli ultimi, tormentati anni di Vincent Van Gogh. Dal burrascoso rapporto con Gauguin nel 1988 fino al colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Un periodo frenetico e molto produttivo che ha portato alla creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che continuano ad incantare il mondo intero.
Mercoledì 5 agosto
Il capitale umano di Paolo Virzì (Ita 2014, 109′)
In una provincia del Nord Italia, alla vigilia delle feste di Natale, sullo sfondo di un misterioso incidente, si incrociano le vicende dell’ambizioso immobiliarista Dino Ossola, di una donna ricca e infelice che desidera una vita diversa e di una ragazza, sottomessa ai voleri del padre, che sogna un amore vero.
Giovedì 6 agosto
Le vacanze del piccolo Nicholas di Laurent Tirard (Fr 2013, 97′)
Finalmente le vacanze estive sono arrivate e il piccolo Nicolas, con i suoi genitori e la nonna, partono per andare al mare. Ben presto Nicolas si farà nuovi amici in spiaggia con cui vivere l’estate dal punto di vista dei bambini. Ma soprattutto Nicolas incontra Isabelle, che lo guarda con i suoi grandi occhi e che lui teme di dover sposare per forza.
Venerdì 7 agosto
Nureyev – The White Crow di Ralph Fiennes (Gb 2018, 122′)
La vita di Rudolf Nureyev, uno dei più grandi ballerini del Novecento. Dalla dura infanzia nella grigia città di Ufa, sino agli studi a Leningrado e al successo come membro del balletto di Kirov. Incontenibile e ribelle, in tournée a Parigi nel 1961 viene marcato stretto dal KGB mentre in lui cresce giorno per giorno l’amore per la libertà e per lo stile di vita occidentale…
Sabato 8 agosto
Green Book di Peter Farrelly (Usa 2018, 130′)
New York, anni ’60. Tony Lip, un tempo rinomato buttafuori, finisce a fare l’autista di Don Shirley, giovane pianista afro-americano. Lip deve accompagnare il pianista prodigio in un lungo tour nel profondo sud degli Stati Uniti. Dopo alcune prime difficoltà, il viaggio nelle regioni razziste degli USA porta i due a stringere una forte e straordinaria amicizia. Vincitore di 5 Premi Oscar tra cui Miglior Film 2019.
Chi viene in auto potrà parcheggiare gratuitamente al parcheggio del Forte di Belvedere. “Cinema in Villa” dall’8 luglio all’8 agosto 2020 – tutte le sere alle ore 21,15 Villa Bardini Costa San Giorgio, 2 – http://www.villabardini.it
Costo del biglietto di ingresso per la proiezione euro 5 – Prevendita Tutte le sere, escluso il giovedì, su http://www.musartfestival.it

“Giovedì in famiglia” Ingresso libero per genitori e figli, con prenotazione obbligatoria su http://www.villabardini.it

Per informazioni tel. 393 8570925 (orario 18/22) – http://www.villabardini.it

Fondazione CR Firenze – Fondazione Parchi Monumentali Bardini Peyron – Associazione culturale Musart – Comune di Firenze (fonte Fondazione CR Firenze)

#tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #cheitalia

“Tra finzione scenica e reale Bellezza”
di Riccardo Rescio
Villa Bardini a Firenze, per la prima volta nella sua storia nello straordinario scenario del Giardino che la circonda, presenta “Cinema in Villa”, una rassegna cinematografica con una trentina di film, che saranno proiettati ogni sera alle 21.15 dall’ 8 luglio all’ 8 agosto 2020, in una arena da 100 posti numerati, allestita nella Terrazza Belvedere, che offre un ulteriore straordinario spettacolo con una vista mozzafiato su Firenze.
L’originale iniziativa è stata promossa e organizzata dalla Fondazione CR Firenze, dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, in collaborazione con l’ Associazione culturale Musart e il patrocinio del Comune di Firenze.
La conferenza stampa di presentazione, tenuta venerdì 26 giugno 2020 a Villa Bardini, ha visto Il Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, l’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi, il Presidente di Musart Claudio Bertini, dare ai giornalisti presenti, con evidente soddisfazione, le informazioni sulla bella iniziativa, dalla genesi dell’idea alla sua realizzazione . “Cinema in Villa”, è il titolo che è stato dato a questo evento, si perché di vero e proprio evento si tratta, una coinvolgente manifestazione lunga un mese, dove la finzione cinematografica dei grandi film, viene rappresentata nella spettacolare, reale e tangibile, bellezza del Giardino di Villa Bardini, a Firenze. L’auspicio dei promotori e organizzatori è, che questa del 2020 costituisca la prima edizione di un nuovo, particolare evento, che per la sua originalità sarà sicuramente destinato a ripetersi negli anni a venire, per il piacere dei Fiorentini e dei tanti graditi ospiti che avranno un ulteriore momento attrattivo offerto dalla Città d’Arte per antonomasia.
La scelta dei film, a cura della Fondazione culturale Niels Stensen, cerca di offrire una vasta panoramica dei film più significativi della recente produzione, raccolti per temi e tipologie di pubblico: il lunedì è un omaggio al buonumore senza tempo di Woody Allen, nell’anno della pubblicazione della sua autobiografia. Il martedì è dedicato alla storia dell’arte. Il mercoledì offre titoli tratti da testi letterari secondo una selezione realizzata in collaborazione con il festival ‘La città dei Lettori’, che si terrà proprio a Villa Bardini dal 27 al 30 agosto 2020. La serata del venerdì è dedicata alle biografie, cioè a quei film che iniziano con la scritta ‘tratto da una storia vera’, che sia Marilyn Monroe, Maria Callas o Nureyev. Infine il sabato è dedicato ai grandi successi degli anni passati e la domenica è un omaggio all’ universo femminile.
L’apertura, mercoledì 8 luglio è con ‘La La Land’, Premio Oscar 2016.
Giovedì in famiglia è la serata tutta speciale, dedicata alla famiglia. Un piccolo segnale di attenzione dopo questi mesi di lockdown.
Per l’occasione le due Fondazioni si fanno carico del costo del biglietto e quella sera genitori e figli entrano gratuitamente. Gli organizzatori raccomandano di prenotare sul sito http://www.villabardini.it
Due gli eventi speciali : domenica 12 e mercoledì 22 luglio 2020, Ginevra Elkann, in veste di regista, presenta ‘Magari’, la sua opera prima ispirata alla storia della sua famiglia e ‘Haiku on a Plum Tree’, la storia della famiglia Maraini, raccontata a cominciare dalla prigionia di Fosco Maraini, rinchiuso in Giappone assieme alla moglie e alle sue tre figlie, dopo essersi rifiutato di firmare l’adesione alla Repubblica di Salò.
E’ un viaggio della memoria pensato e realizzato dalla nipote del grande antropologo che firma la regia.
I posti, tutti numerati, vengono assegnati al momento dell’acquisto e le sedute rispettano il distanziamento interpersonale, con la possibilità di sedere accanto per i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi.
Chi viene in auto potrà parcheggiare gratuitamente al parcheggio del Forte di Belvedere. “Cinema in Villa” dall’8 luglio all’8 agosto 2020 – tutte le sere alle ore 21,15 Villa Bardini Costa San Giorgio, 2 – http://www.villabardini.it
Costo del biglietto di ingresso per la proiezione euro 5 – Prevendita Tutte le sere, escluso il giovedì, su http://www.musartfestival.it

“Giovedì in famiglia” Ingresso libero per genitori e figli, con prenotazione obbligatoria su http://www.villabardini.it

Per informazioni tel. 393 8570925 (orario 18/22) – http://www.villabardini.it

Fondazione CR Firenze – Fondazione Parchi Monumentali Bardini Peyron – Associazione culturale Musart – Comune di Firenze

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La settima edizione di StrateCo, il Festival pop dedicato alla comunicazione per celebrare e raccontare la rete, i social, il cambiamento, la musica e le storie di vita, si è tenuta mercoledì 24 giugno 2020, giorno del patrono di Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. L’evento serale è iniziato con “Le parole nuove, dolci e pensanti” di Niccoló Fabi, intervistato da Benedetto Gerbasio, ideatore di StateCo, seguito da Tommaso Sacchi, Assassore alla Cultura del Comune di Firenze, che ha invece intervistato Diodato, vincitore del Festival di Sanremo 2020, a seguire l’intervista del Sindaco di Firenze Dario Nardella, all’attore Pierfrancesco Favino, neo vincitore del David di Donatello 2020 e Direttore Artistico della Scuola L’Oltrarno, su Cinema, Arte e altri linguaggi. Il festival si è poi concluso con la coinvolgente esibizione di Irene Grandi, musica e anima rock Fiorentina, che ha eseguito alcuni dei suoi brani più famosi e la sua ultima canzone “Finalmente io”.screenshot_20200624_200250_com.google.android.apps_.photosIl Festival ideato da Benedetto Gerbasio, che si caratterizza con il motto ‘Chi non comunica scompare’, rientra nell’ambito del programma di ‘San Giovanni X3’, l’evento che per la prima volta vede unite tre città italiane, Firenze, Torino e Genova accomunate dallo stesso Santo protettore, per condividere i festeggiamenti del patrono in un’unica piazza virtuale.

 


StrateCo è l’evento sulle strategie e tecniche della comunicazione, promosso da Benedetto Gerbasio e dal Comune di Firenze, di scena a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento, che ha l’originale peculiarità di far parlare di Comunicazione, chi fa realmente Comunicazione, con e attraverso la propria attività Artistica, lavorativa, o di impegno sociale. Questa del 2020 è stata per noi di  Italia&Friends la quarta edizione, che abbiamo seguito e che condividiamo con molto piacere sulle nostre piattaforme web, poiché è questa l’Italia che ci piace, quella che rinnova, che fa, che coinvolge e poi anche perché la Comunicazione, è il presupposto necessario ed indispensabile alla evoluzione sociale e alla conseguente civile convivenza. 

StrateCo è il più grande festival pop, gratuito, nella Firenze rinascimentale, che celebra e racconta la rete, il cambiamento, il futuro, le storie di vita, il successo, i social, Instagram. Giunto alla sua settima edizione, attori, attrici, musicisti, storyteller, giornalisti e docenti, si confrontano attraverso talk, incontri, interviste, workshop, performance artistiche e live music.

https://italiaefriends.wordpress.com/2018/07/09/la-comunicazione/

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #bastaunpos #cheitalia

“Che Italia”
L’Italia che riconosce le grandi Valenze internazionali e conferisce loro onore e merito.
“Firenze, il Maestro Barenboim e la Musica”
di Riccardo Rescio
Lunedì 22 giugno 2020, nel Salone dei Cinquecento, di Palazzo Vecchio a Firenze, il Rettore Magnifico dell’Università di Firenze Luigi Dei, ha conferito la laurea magistrale honoris causa, in Relazioni Internazionali e Studi Europei, al Maestro Daniel Barenboim, pianista e direttore d’orchestra argentino-israeliano, che tra gli innumerevoli incarichi a livello internazionale è stato anche Direttore della Scala dal 20111 al 2015 e dal 1992 Direttore musicale dell’Opera di Stato di Berlino.
Il prestigioso titolo accademico è stato conferito al Maestro Barenboim, perchè con la musica e attraverso la musica, nella sua lunga e prestigiosa carriera di valentissimo pianista e altrettanto grande Direttore d’orchestra, ha voluto tracciare e accreditare una filosofia tesa alla convivenza tra i singoli individui, popoli e stati, basata sul principio inalienabile del reciproco diritto di esistenza, che le naturali diversità, di ogni singolo individuo, non devono assolutamente in alcun modo ostacolare o inibire.
Tra le innumerevoli iniziative, portate avanti con forte determinazione dal Maestro Barenboim, ricordiamo la “West Eastern Divan Orchestra”, da lui fondata e con la quale ha cercato di costruire un percorso di pace nel Medio Oriente.
Una regola di vita quella indicata dal Maestro, basata sulla capacità di creare sinergie tra le singole Valenze degli orchestrali, che devono al contempo essere capaci di ascoltare e di suonare, per determinare quell’insieme armonico delle singole, personali, diverse capacità, che portano al determinarsi della melodia.
Quella odierna, nella straordinaria cornice del Salone dei Cinquecento, è stato il primo evento pubblico del Comune di Firenze, dopo il forzato fermo dovuto alla pandemia.
Una palpabile emozione e soddisfazione del Sindaco Dario Nardella, anch’egli musicista e valente violinista, che nel fare gli onori di casa, non si è potuto esimere dal partecipare la sua personale gioia di poter conferire, nella sala più bella della casa dei Fiorentini, questo riconoscimento al Maestro Barenboim.
Nel presentare l’evento, alle autorità, agli Ospiti e ai giornalisti, il Rettore Magnifico Luigi Dei, ha voluto sottolineare il difficilissimo momento vissuto e non ancora del tutto superato, dalla stragrande maggioranza dell’umanità e di quanto il messaggio e l’opera intrapresa del Maestro Barenboin possa costituire una strada da perseguire per realizzare un nuovo ordine mondiale, che anteponga il benessere delle persone alla loro reciproca conflittualità.
Dopo quello del Rettore è seguito il saluto del Prof. Luca Mannori, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e quello del Prof. Fulvio Conti, Presidente della Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, quest’ultimo ha voluto ricordare che la facoltà, prima in Europa e unica per molti anni in Italia, dedicata allo studio delle Scienze Politiche, ha avuto tra i propri allievi, più recenti, Giovanni Sartori, Giovanni Spadolini, Antonio Cassese, Mario Draghi, ed Ezio Tarantelli, trucidato dalle brigate rosse nel 1985, ma il Professor Conti ha anche voluto sottolineare che, in oltre centocinquant’anni di attività, il “Cesare Alfieri”, ha concesso a illustri personaggi di levatura mondiale, solo cinque lauree honoris causa, ad Adriano Olivetti, willy Brant, Jacques Delors, Nelson Mandela, Mary Robinson e oggi a Daniel Barenboim.
Uno straordinario filo rosso lega queste grandi personalità, ed è il loro vero, costante e forte impegno a favore della pace e del dialogo dei popoli.
Una grande personale emozione, che le parole del Maestro Barenboin hanno notevolmente amplificato e che come ex allievo del “Cesare alfieri”, porterò sempre con me.
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Salone dei Cinquecento “La Commissione”

Conferimento della Laurea

Il Maestro Barenboim

La Commissione

Le Autorità e gli Ospiti presenti

Il Maestro Barenboim e il Rettore Luigi Dei

Foto di gruppo

Intervista al Maestro Daniel Barenboin

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@dario_nardella @tommasosacchi @unifirenze @comunefi

“Che Italia”, quella attiva, che si muove, propone e fa. L’Italia che vede le Istituzioni Pubbliche illuminate, collaborare in costante sinergia con il Privato, quella delle Fondazioni e della Gente di buona volontà. Dalla Sala degli Elementi, di Palazzo Vecchio a Firenze, oggi giovedì 18 giugno, la prima conferenza Stampa dal vivo, dopo lo stop forzato dovuto alla pandemia, che ci ha visto presenziare alle conferenze Stampa, per un lungo periodo, solo via web. Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Firenze, ha esposto alla Stampa una precisa analisi della assurda, imprevedibile e pesantissima contingenza negativa, provocata dalla pandemia, nel tessuto Sociale, Culturale e Imprenditoriale della Città d’Arte per antonomasia, che di Arte, con l’Arte e per l’Arte vive e da tutti riconosciuta quale faro di riferimento Artistico/Culturale a cui il mondo intero guarda. Nel presentare l’importante iniziativa, della Fondazione CR Firenze, che ha deliberato uno stanziamento di 1.500.000 euro di contributi, per sostenere i costi di adeguamento delle strutture, la produzione di attività e l’innovazione digitale, delle attività dell’area Fiorentina, Tommaso Sacchi ha più volte sottolineato la consistenza, la tempistica e la quanto mai opportuna azione della Fondazione a sostegno delle attività Culturali della Città. Il Presidente della Fondazione CR Firenze, Luigi Salvadori, nel suo intervento ha sottolineato la particolare attenzione che la Fondazione da sempre rivolge a Firenze, attraverso il proprio costante impegno nel sostenere la crescita Sociale e Culturale della Città. Lo stanziamento di 1.500.000 euro è suddiviso in tre distinti bandi, per offrire uno strumento, rapido ed efficace, per poter contribuire ad affrontare e superare le gravi conseguenze causate, da un così lungo periodo di fermo forzato delle attività, Culturali e di inclusione sociale della Città e delle periferie Fiorentine.

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“Che Italia”

Quella delle Mostre d’Arte, di Artisti Nazionali e Internazionali, nei piccoli centri e nelle grandi Città, perché l’Italia è nella sua interezza una grande opera d’Arte e come tale non può essere che l’accogliente casa degli Artisti del mondo. Yuri Kuper, nel 1940 nasce a Mosca, in Russia. Dal 1957 al 1963 studia all’Accademia d’Arte sempre di Mosca, successivamente emigra in Israele, per poi trasferirsi a Londra nel 1972. Kuper ha esposto con la Serge Sorokko Gallery di San Francisco, la Kournikova Gallery di Mosca e la Galerie Patrice Trigano di Parigi. Grafico, pittore, scultore, scenografo teatrale e per il cinema, autore di progetti architettonici, scrittore, vive e lavora tra Normandia, Francia, New York e Mosca, ma in realtà Yuri Kuper, è cittadino del mondo, cosmopolita per stile di vita, attraverso le sue opere ha fortemente voluto marcare il codice culturale della propria identità Russa. Negli ultimi anni, raggiunta la pienezza artistica e umana, è ritornato a nella sua Città Mosca. “Yuri Kuper Sfumato” Mostra per gli 80 anni del Pittore, fino al 30 giugno 2020  all’Accademia delle Arti del Disegno, Via Ricasoli, 68 Firenze Toscana Italia https://www.aadfi.it/https://www.salvatocomunicazione.it/ #tuttoilbelloeilbuonochece  #sistemaitalia  #nessundorma  #bastaunpost  #cheitalia

“Complesso Monumentale di Santa Maria Novella”
Uno spettacolare Complesso Monumentale, di fronte alla Stazione ferroviaria Centrale di Firenze, che porta lo stesso nome.
Comprende naturalmente la splendida Basilica di Santa Maria Novella, il Museo, e tutta l’ampia struttura, di indicibile bellezza, che fino a poco tempo fa era sede della Scuola Sottufficiali e Brigadieri dell’Arma dei Carabinieri.
La visita del Complesso consente di apprezzare l’importanza storica e artistica degli spazi del Convento Domenicano, a cominciare dal celebre Chiostro verde, con i meravigliosi affreschi dipinti da Paolo Uccello e dai suoi collaboratori, risalenti alla prima metà del Quattrocento. Attualmente gli affreschi sono in mostra nel Refettorio, dopo il delicato intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure.
La coinvolgente e affascinante visita prosegue nella sala dell’antico capitolo, conosciuta come cappellone degli Spagnoli, il cui ciclo, affrescato da Andrea di Bonaiuto, è sicuramente una delle più alte e spettacolari rappresentazioni della missione domenicana e del trecentesco Chiostro Grande, da poco riaperto al pubblico, che ospita uno straordinaria serie di affreschi dei maggiori pittori dell’Accademia fiorentina del Cinquecento.
Infine, la Cappella del Papa, un prezioso gioiello della pittura fiorentina nella fase di transizione fra Rinascimento e Manierismo, ultimo vestigio degli smantellati appartamenti papali di Santa Maria Novella, decorati da Ridolfo del Ghirlandaio e terminati dal Pontormo. Assolutamente da non perdere.

Ph riccardorescio
#comunichiamoalmondolitalia
#riccardoresciopromoter

Quando fu abbattuto il muro di Berlino, il 9 novembre 1989, il Governo della Germania Est ha annunciato l’apertura della “frontiera” tra Berlino Est ed Ovest. Migliaia di persone si arrampicarono sul muro per raggiungere Berlino Ovest.
Rudiger Waser c’era. E fotografò i suoi connazionali in quella serata che ha cambiato per sempre le sorti della Germania e dell’Europa.
Ingegnere, sociologo e artista, Rudiger Waser è un berlinese che ha vissuto i tempi della guerra fredda in DDR e poi è emigrato ad Ovest e quindi in Italia, dove ha trovato la compagna della sua vita e il lavoro come insegnante di madrelingua tedesca.
Ha immortalato un vissuto ricco di storia nelle sue fotografie dove troviamo l’amore, le inquietudini, le ansie e le speranze dei tedeschi, ma anche degli Italiani.
Rudi ha esposto per ben due volte nella galleria spazioD di Pescarenico le sue fotografie.
Una prima mostra fotografica interamente dedicata alla sua Berlino – dal titolo “Doppio click“ – dove esponeva fotografie realizzate con una mitica Canon e realizzate con la tecnica della doppia esposizione.
In seguito, una seconda mostra sulla storia del novecento tedesco in cui l’amico Vincenzo de Lucia presentò una guida storica della città di Berlino leggendo alcune brani tratti proprio da questa esclusiva guida storico-letteraria.
Rudi non è solo un fotografo, è anche un artista artigiano che con materiali di riciclo sa creare incredibili oggetti di arredo: come il “tavolino che legge” esposto in galleria o “la scultura che dialoga” dove un uomo e una donna si confrontano in un dialogo onirico.
Un artista tutto da scoprire per chi ama l’arte, la storia e la creatività ingegnosa e generosa.

Rudiger Waser in esposizione fino alla fine di giugno 2020 presso spazioD, Pescarenico, Lecco, Lombardia, Italia https://www.spaziod.net/wp/

Daniela Padelli, già Docente di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Assaggia l’Italia ApS, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

#spaziodculturaebellezza #tuttoilbelloeilbuonochece

La Toscana è una terra antica, ogni angolo ha storie da raccontare, ogni casa possiede una porta, e ogni porta è una soglia per entrare o uscire da un personale mondo. Nelle viscere di questa terra, scorre un’ energia di saggezza millenaria. Le morbide colline ondulate accolgono vecchie strade di un regno che custodisce gelosamente segreti, storia, cultura, tradizioni e incantevoli paesaggi naturali. Leggende o realtà?
Sul monte Amiata, luogo di miti, leggende, fate, magia e splendide Abbazie, vicino al paese di Arcidosso, precisamente in un bosco nella frazione di San Lorenzo, c’è una grotta molto particolare. La leggenda racconta che fosse abitata dal Mago Merlino ( dal quale prende il nome) . Merlino dalla Scozia si spostò in Toscana per ampliare e condividere la sua saggia conoscenza. A Chiusdino, vicino a Siena vi è la cappella di Montesiepi, una piccola chiesa situata a pochi metri più in alto dall’abbazia di San Galgano. Nella cappella, vi è un labirinto sacro, simile a quello della cattedrale di Chartres, con cerchi concentrici, il centro corrisponde al punto nel quale troviamo una vera e reale Spada conficcata nella Roccia. ( confermata la sua autenticità del XII secolo). Fu immessa nella roccia da un cavaliere pentito della propria vita “sregolata”; Galgano Guidotti. (Uno dei Cavalieri della Tavola Rotonda si chiamava Galvano la cui assonanza con Galgano è molto evidente). Ferro e pietra uniti nei secoli. Storie e leggende si intrecciano con altre culture che evidenziano ombre polverose di un passato a volte dimenticato in una soffitta chiusa da secoli. Galgano, realmente esistito e un re Artù immaginario, il primo che conficca la spada nella pietra, quale gesto di conversione ai suoi infiniti peccati umani, e il secondo che la estrae come il predestinato a instaurare un regno di giustizia. Non manca nemmeno il “Drago di Santa Fiora”, nella zona i frati del convento della Selva chiesero aiuto proprio a Merlino per sconfiggere il drago. Una grande “mascella” è conservata nel Convento della Selva.

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte.
Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

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“Noi di Italia&friends”
Noi di Italia & Friends siamo in tanti, ma vorremmo essere molti di più, per poter promuovere le mille e una peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni.
Lo abbiamo fatto, lo facciamo e lo continueremo a fare in futuro, con il supporto determinante dei Membri della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia, che volontariamente comunicano al mondo l’Italia per quanto veramente vale e per quanto realmente merita.
Italia & Friends costituisce momento comunicazionale della Associazione di Promozione Sociale Assaggia l’Italia ApS
Seguiteci sulle nostre pagine ufficiali dei Social su cui siamo presenti come Italia & Friends
Riccardo Rescio
Presidente Assaggia l’Italia ApS
Associazione di Promozione Socialehttps://lnkd.in/eNa5ndA
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Il viaggio è un pellegrinaggio verso la conoscenza di sé. È il mezzo per scoprire luoghi che custodiscono segreti, quelli che possono aiutarci a comprendere meglio il senso della vita.
Spostarsi da un luogo ad un altro assume consciamente o inconsciamente un significato mistico, perché il viaggio inizia prima di tutto nella mente e nell’anima. L’universo osservato non è per tutti uguale, dipende dall’osservatore. È la realtà stessa che cambia a seconda di chi la osserva, la quale non è ciò che è, ma ciò che noi osserviamo. Giordano Bruno definiva la vita, quale l’unica Forza che anima e unisce infiniti mondi intelligenti.
Possiamo viaggiare sia fisicamente che mentalmente attraverso i libri cartacei e digitali, le immagini, i cataloghi, le guide letterarie o i romanzi. Abbiamo bisogno di essere condotti con sapienza nei luoghi della conoscenza, quelli fuori dal tempo, quelli che ci condurranno a comprendere gli antichi rapporti dell’uomo con la natura. Le nostre Regioni custodiscono luoghi della conoscenza millenaria a noi scoprirli. Grazie infinite delle pubblicazioni LuoghInteriori

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte.
Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends

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Sant’Agostino lo spiega magnificamente nelle Confessioni, è una percezione personale esiste solo il tempo presente passato, presente futuro è presente nel momento ma lo crei solo per immagini personali. Il tempo eterno che si alterna tra l’alba e il tramonto e noi esseri umani nel mezzo a nascere e maturare con il sole e a cadere dal ramo come le foglie nel momento che la luce ci viene a mancare… “Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama lo chiama …farfalla. Ps. Nel 1582 in una sola notte, precisamente il venerdì del 15 ottobre 1582….ci fu un “salto temporale”, il mondo conosciuto, si risvegliò la mattina in un tempo futuro che aveva annullato l’esistenza di 13 giorni dal calendario, quindi se cerchiamo avvenimenti accaduti per esempio il 9 ottobre del 1582, non è possibile perché non esistevano il tempo di quei giorni…ovviamente non tutti lo accettarono con facilità, tanto che Voltaire in proposito scrisse: “Gli inglesi preferiscono che il calendario sia in disaccordo con il sole, piuttosto che essere d’accordo con il Papa”. https://www.mokazine.com/read/gustarviaggiando/gustarviaggiando-estate

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte.
Console Onorario dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends #tuttoilbelloeilbuonochece

Per il brand “Romagna” la cultura, il turismo e il paesaggio, le grandi risorse dell’Italia sono declinati in una visione di interdipendenza per far apprezzare tutte le potenzialità del territorio in termini di tradizione, storia, ambiente, prodotti artigianali e agroalimentari e promuovere nuove opportunità di sviluppo. La Romagna dell’arte e della cultura, dello sport e del benessere, dell’enogastronomia e dell’alta cucina, dell’artigianato, del commercio, dell’imprenditorialità e della creatività.
Mi sono sempre occupata di arte e cultura con grande passione in luoghi preposti a questa funzione: prima l’Accademia di Belle Arti e poi la Galleria d’Arte “Patrizia Poggi”, ma è stato con Villa Roncuzzi, un albergo, ricavato dalla ristrutturazione di un’antica residenza rurale adagiata nel verde della campagna rigogliosa alle porte di Ravenna che ho scoperto che il turismo è Cultura tutto l’anno….
Villa Roncuzzi conserva ancora la struttura e i materiali tradizionali dell’antica dimora romagnola: spesse mura, travature lignee con murature in pietra e suggestivi archi. Negli spazi comuni e nella camere, affreschi, sculture, ceramiche, quadri d’autore, arredi d’epoca, mobili di fattura romagnola e di design, che la trasformano in un vero e proprio “albergo della cultura”, fortemente connessa con il territorio. Ma perché un intervento così “significativo” in una località ben lontana dal concetto di turismo tout court della Romagna? L’idea che ha ispirato tutto il recupero e la valorizzazione è stata quella di attirare il turismo culturale, cioè gli “amanti della conoscenza”, cioè persone con buona capacità di spesa e che sulla nostra costa, per la spiaggia, non verrebbero mai, ma che a Ravenna, a Faenza, a Rimini, nel Delta del Po, in tutta la Romagna, ad esempio, potrebbero venire per la storia, il paesaggio, l’enogastronomia e per il patrimonio monumentale che custodisce il territorio. Un turismo alla ricerca della storia, della cultura, dell’archeologia, dell’avventura, della tradizione, dell’enogastronomia e dell’interazione con la popolazione locale, che, chiede unicità e non uniformità.
Malgrado la concorrenza sul mercato turistico internazionale si sia fatta negli anni particolarmente agguerrita, l’Italia rimane una delle destinazioni più ambite per la maggior parte dei turisti di tutto il mondo, sempre la prima meta come desiderio per trascorrere una vacanza. La ragione vera è che l’Italia ha incorporato nei suoi prodotti una componente essenziale di cultura e che le città pur non avendo infrastrutture eccellenti possono vantare nel loro standard di vita una maggiore quantità di bellezza. L’Italia, ad esempio, per Goethe era “la terra dove finire i propri giorni”. Tutto ruota attorno alla bellezza, la perfetta fusione tra natura e cultura, l’equilibrio, così radicato nel 600, tra la campagna e la città dove l’agricoltura non era vista solo come forma di sostentamento ma come parte integrante dello splendore paesaggistico Italiano, “l’invidia di tutta l’aristocrazia europea”. Complici di questo risultato sono la cultura, la gastronomia, il paesaggio e il Made in Italy, cioè quell’insieme di tradizioni materiali e immateriali che, fondendosi perfettamente con il territorio di cui sono espressione danno vita ad un’esperienza unica e non rinnovabile altrove, ogni qual volta ci si sposti da regione a regione, da provincia a provincia da citta a città. Eppure a fronte di un patrimonio culturale e paesaggistico ineguagliabile, di una tradizione culinaria senza paragoni, di un’ospitalità famosa in tutto il mondo e di una domanda di turismo culturale che tende ad aumentare, soprattutto se pensiamo ai mercati di Cina e India, il settore turistico porta a casa risultati decisamente inferiori rispetto al suo potenziale.
La Francia, con un’organizzazione turistica territoriale, detiene il primato del turismo mondiale.
Ecco perché attraverso la “lettura del territorio” vorrei illustrare le ragioni per creare il brand RoMagna, affinché tutto il territorio diventi calamita per attrarre turismo. Mi immagino il Sistema Turistico della Romagna come un treno con tante carrozze, ognuna offre un’immagine della Romagna ed il turista, entrando in ogni vagone, è investito da un racconto emozionante che lo conduce in un travolgente viaggio nel tempo di quel luogo, facendogli vivere pienamente le ricchezze del territorio: dalle tradizioni, alla storia, arte, architettura, paesaggio, ambiente, prodotti artigianali, agroalimentari ed enologici. Un turismo strettamente legato alla cultura materiale e immateriale del territorio, un vero e proprio turismo “sensoriale”.
L’identità è lo specchio della società e la “dimensione culturale” di un territorio rappresenta la sua identità. Se non esiste identità non si può pensare di dialogare con le altre identità. La Romagna ha una sua identità territoriale nelle sue componenti geotopografiche, idrologiche, orologiche, naturalistico-paesistiche, antropiche e storiche. Oggi dobbiamo dare più vigore al senso dell’appartenenza, progettando un futuro senza rinnegare le “radici”. Lasciare da parte i vari campanilismi e rinvigorire l’appartenenza.
Il sentimento di appartenenza ad un luogo, a dei segni identitari ci dà il senso delle cose e non solo il valore. Ci fa sentire parte viva di una comunità e delle sue dinamiche. Ci dà l’orgoglio di far parte della Comunità, del nostro Territorio. Giorgio Gaber nella canzone dell’ “Appartenenza” canta “l’appartenenza…. non è lo sforzo di un civile stare insieme, non è un insieme casuale di persone, l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé, l’appartenenza è assai di più della salvezza personale. È quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa che in sé travolge ogni egoismo personale con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa……. è quella forza che prepara al grande salto decisivo che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti in cui ti senti ancora vivo. Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi”.
La Romagna è una terra antica nella quale, direbbe il Petrarca, bisogna addentrarsi “a passi tardi e lenti” per assaporarne tutte le dimensioni e per lasciarsi abbracciare da una natura dolce e viva. Non ci sono solo spiagge, ci sono colline, corsi d’acqua, campagne, valli, pinete e montagne, che cambiano colori e aspetto ad ogni cambiare di stagione, ci sono borghi, pievi e rocche sperdute nel verde, ci sono parchi e riserve naturali fra le più importanti d’Europa. La costa offre una spiaggia ben organizzata da Comacchio a Cattolica, sotto l’aspetto ambientale c’è il Delta del Po, la Pineta di Ravenna, le Saline di Cervia e poi l’entroterra collinare e pianeggiante straordinario, ricco di prodotti enogastronomici apprezzati e imitati. È arrivato il momento di intraprendere una politica di “marchio” della Romagna, cioè di brand, che possa diventare un elemento strategico, capace di trasmettere gli elementi di forza del territorio. Esiste l’immaginario collettivo condiviso del romagnolo, il modus vivendi romagnolo è diventato un marchio di fabbrica, uno stereotipo forte. Ora c’è bisogno di un io collettivo e se lo vogliamo vendere c’è bisogno prima di tutto che venga creduto da tutti i componenti di questo io. Se chiedo a un potenziale turista di chiudere gli occhi e immaginare il mio territorio, che immagine si forma nella sua testa? La forza della Toscana è che se tutto il mondo chiude gli occhi e pensa alla Toscana vede le dolci colline con i cipressi, piazza del Campo a Siena, Firenze, il duomo, la Galleria degli Uffizi….La nostra collina è bellissima, ma se mettessi a confronto la collina romagnola con quella toscana so che tutto il mondo saprebbe dirmi come è fatta la loro. Ma saprebbe dirmi com’è fatta la nostra?
Il Sistema Turistico della Romagna sviluppa una sinergia che punta sul territorio, sulle sue eccellenze. Non su una singola istituzione, ma insieme pubblico e privato interagiscono perché è l’interdipendenza a fare la differenza. Una politica di concertazione, di condivisione fra una pluralità di soggetti: un connubio coerente e decisivo fra forze economiche e coesione sociale.
La Toscana risulta straordinaria dal punto di vista dell’eccellenza enogastronomica proprio perché ha un immaginario territoriale fortemente accettato, desiderato e condiviso.
L’immaginario collettivo condiviso della Romagna può affermarsi con riferimento alla ricchezza materiale e immateriale del territorio, perché i prodotti nascono dalla terra e se non hai un immaginario territoriale fatichi a raccontare l’eccellenza dei suoi prodotti.

Patrizia Poggi Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends – Proprietaria dell’Hotel Relais Villa Roncuzzi – Russi Ravenna http://www.villaroncuzzi.it

#tuttoilbelloeilbuonochece

Credit immagine : Elena Tempestini

Un giorno un giovane allievo di un grande filosofo greco chiese al Maestro :
“Cosa è una meta ? “.
Il Maestro non rispose, ma invitò l’intera scuola a seguirlo fino al mare.
Mentre gli altri attendevano a riva, si avviò lentamente con l’allievo che aveva posto la domanda e si immersero fino alla vita nell’acqua
Improvvisamente, con un gesto repentino , lo afferrò e lo spinse col capo sott’acqua mentre gli altri atterriti osservavano la scena.
Il Maestro , ignorando le grida ed implorazioni sempre più forti, continuò imperterrito per oltre un minuto .
Ma un attimo prima che il povero ragazzo smettesse di annaspare e ormai prossimo all’annegamento , lo estrasse dall’acqua e gridò: “Qual’era il tuo desiderio più grande quando eri là sotto ? ”
” Respirare ! ” rispose l’allievo
Ed il Maestro allora, abbracciandolo :
” Quando proverai un desiderio così forte ed intenso come quello che hai appena provato , mentre vorrai con tutto il tuo cuore raggiungere un vero obbiettivo e non un semplice e vago sogno , allora solo la morte potrà fermarti ed impedirti di raggiungere la meta “

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte, Console Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends http://www.elenatempestini.it

Credit immagine : Elena Tempestini

Mai come in questo momento, sono stata convinta che una macchina fotografica sia potente come un fiammifero; si possono accendere esplosioni di emozioni. Un anno fa ho fotografato una giornata di “tempesta” sulla spiaggia di aprile. Ero nel mezzo, vedevo l’aria assumere forza per formare dei vortici potenti. Inebriante stare lì a piedi nudi a respirare tutta quella energia della natura, annusare il profumo di salsedine sprigionata dalle onde. Le osservi e le vedi arrotolarsi su se stesse, fanno delle piccole creste geometriche. Il suono è una risacca amplificata che sembra avere un proprio linguaggio che si interrompe nel momento che l’onda si arrende e si lascia andare per distendersi sulla battigia. Il vero spettacolo è che sembra non finisca mai. Ed è all’improvviso che uno squarcio di luce annuncia un repentino cambio del vento e arriva un tramonto meraviglioso. La natura ha in se la calma e la tempesta, entrambe sono di una bellezza indescrivibile.

Elena Tempestini Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte. Console Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends
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La sera del primo maggio Stefano Massini sarà su Rai5 (ore 21.20) per un nuovo racconto sul tema del lavoro. Registrato nei giorni scorsi alla cavea del Maggio musicale fiorentino a Firenze, il progetto si intitola “Sul Lavoro Fondata – persone, mestieri, pensieri” ed è stato realizzato da Fondazione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale, e Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana. Stefano Massini, accompagnato dai musicisti Stefano Corsi (arpa celtica e armonica) ed Enrico Fink (flauto traverso e fisarmonica), con la regia di Tobia Pescia, scompone e ricompone il tema del lavoro affidandosi, come è sua cifra, all’affabulazione. “Per il primo maggio Stefano Massini decide di parlare di lavoro in un momento in cui questo è gravemente colpito dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, in uno dei luoghi culturali più suggestivi di Firenze, la cavea, lo straordinario teatro all’aperto del Maggio musicale fiorentino – afferma l’assessore alla cultura e presidente del Teatro della Toscana Tommaso Sacchi -. Siamo felici di essere stati al suo fianco in un’operazione di altissimo senso culturale. Con la Fondazione Teatro della Toscana, il teatro della Pergola e il Piccolo di Milano abbiamo prodotto uno spettacolo che racconta sei storie legate fortemente al diritto del lavoro ed è un po’ il senso di quello che Massini stesso ha rivendicato con forza nel suo recente monologo sulla presunta inutilità della cultura: la cultura è viva, continua a lavorare e ci auguriamo di tornarne a fruire anche dal vivo al più presto. Anche questo sarà un pezzo della nostra Festa dei Lavoratori”. L’Italia ha il lavoro nel primo articolo della sua carta costituzionale. Ma è anche la vita di ognuno di noi a esser fondata sul lavoro, o su quello che ne resta nell’era della precarietà. Stefano Massini, con il suo stile fra narrazione e riflessione, dipinge un affresco di personaggi, fatti storici e punti di domanda, tutti legati al mondo del lavoro. Sono piccole storie provenienti da universi diversi, all’apparenza inconciliabili – da Abramo Lincoln al Pinocchio di Collodi, da George Orwell a un operaio salumiere emiliano nel 1950, dal leggendario Rabbino che creò il Golem al trentenne Aldo Moro deputato alla Costituente e così via -, ma a tessere i legami è la curiosità di Massini nello stanare incognite e punti di vista su cosa sia diventato il mondo del lavoro nel 2020. Un’operazione inedita, che unisce stili diversi e diversi mondi, dando vita a 40 minuti di televisione civile e insieme affascinante, coinvolgente, evoluzione naturale dei popolari racconti televisivi di Stefano Massini e ancor prima del suo prestigioso background teatrale. Un’operazione anche che si inserisce in un momento così delicato della vita sociale, economica e culturale del nostro Paese paralizzato dalla quarantena. La riflessione sul lavoro allora, accompagnata da immagini di una Firenze spopolata di turisti e orfana delle sue Arti e Mestieri che ne fecero la grandezza rinascimentale, assume un’accezione più ampia, di attualità. In un momento in cui il teatro è fermo e tutta la vita culturale che prevede una fruizione in prossimità dell’altro è proibita, “Sul Lavoro Fondata” è una delle prime produzioni ad essere compiuta grazie allo sforzo proprio di quel mondo dell’arte che si è dovuto fermare, in attesa di risposte e di previsioni di ripartenza che sembrano non arrivare. Stefano Massini – portavoce di un mondo di famiglie legate lavorativamente al mondo dello spettacolo che vive giorni di angoscia e incertezza, senza prospettive certe – ha voluto che la sua partecipazione fosse gratuita, ma a tutte le maestranze coinvolte nel progetto fossero riconosciuti adeguati compensi per le loro prestazioni.
Per Stefano Massini
Zebaki Comunicazione
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Credit immagine : http://www.zeneconomy.it/guernica-picasso-80-anni-non-dimenticare-gli-orrori-della-guerra/

Il Tempo della consapevolezza è questo momento che stiamo vivendo, che proprio per le difficoltà che comporta deve farci prendere reale coscienza, comprendere, capire, immedesimarci nei drammi che vivono le persone che sono costrette a fuggire dalle loro terre e dalle loro case, perché in quei Luoghi realmente la guerra distrugge tutto, persino la normalità, qualunque essa possa essere.
La nostra pace, non è un bene acquisito, perenne, inalienabile, tuteliamola, in ogni modo e con ogni mezzo e smettiamo di scambiare una drammatica pandemia con una guerra, sono cose completamente diverse e imparagonabili.
Fulvio Rossi, Ambasciatore dei Saperi e Sapori d’Italia a Cracovia, della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends, grazie per questa sollecitazione, doverosa verso chi la guerra, quella vera, la subisce per la megalomania folle di qualcuno, che poi quasi mai ne paga il conto.
Riccardo Rescio “Italia e friends”
Da “Blocchi di partenza”
No, non siamo in guerra, perlomeno non in quella guerra convenzionale, che conosciamo, che siamo abituati a vedere o solo ad immaginare, noi non siamo in guerra, non si sentono sirene che avvertono incursioni aeree, non ci sono bombardamenti, non ci sono angusti e precari rifugi in cui ripararsi, non ci sono generi di prima necessità contingentati, non ci sono macerie da scavalcare, non ci sono truppe nemiche occupanti da fronteggiare, non ci sono rastrellamenti a cui sfuggire, non c’è assolutamente niente che possa paragonarsi ai quei momenti che, le cronache giornalistiche, i libri di storia, o gli stessi raccontati di chi quei drammi gli ha personalmente vissuti, potranno mai dare la vera misura delle sofferenze personali e collettive di chi la guerra vera, suo malgrado, l’ha subita.
No, non siamo in guerra, anche se abbiamo purtroppo tanti, troppi caduti, colpiti a tradimento da questa tremenda pandemia, anche se i nostri ospedali sono vicini al collasso, anche se tutti i nostri operatori della sanità stanno pagando un tributo altissimo, questa maledetta pandemia non la possiamo e non la dobbiamo considerare guerra.
Guernica è il titolo dell’opera di Picasso. Sono già passati 80 anni da quando, il maestro Pablo Picasso volle rappresentare gli orrori della guerra con una sua opera, che rappresenta il bombardamento, avvenuto il 26 aprile 1937 nel villaggio di Guernica.

“Blocchi di partenza”
https://italiaefriends.wordpress.com/2020/03/20/blocchi-di-partenza-di-riccardo-rescio/
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“La Guerra” https://italiaefriends.wordpress.com/?s=La+guerra

Pubblicato da italia&friends su WordPress aprile 29, 2020

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‘Concerto di poesia’
con la Compagnia Lombardi -Tiezzi per la massima fioritura del glicine a Villa Bardini.
Il Presidente della Fondazione Bardini Speranza,‘’Un segno di fiducia verso il futuro” ‘Concerto di poesia’ per la massima fioritura del glicine a Villa Bardini. In occasione dello spettacolo, offerto proprio in questi giorni, dallo sbocciare dei fiori rosa e viola la Compagnia Lombardi-Tiezzi propone, da oggi, ogni sabato per quattro settimane, sui canali social di Villa Bardini (Instagram @VillaBardini / Facebook @VillaBardini), un video di circa un minuto con la lettura di altrettante poesie famose che accompagnano le immagini girate da Stefano casati tra il verde di questo splendido parco che si affaccia su Firenze. La serie, intitolata ‘Poesie dal giardino Bardini’, prosegue la collaborazione della celebre compagnia teatrale con la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron che risale al 2016 con le prime letture dal vivo ‘Live! Il teatro del racconto’. In questa occasione Sandro Lombardi, voce tra le più conosciute della prosa italiana e protagonista di molte letture Rai ‘Ad Alta voce’, recita liriche famose di Aldo Palazzeschi, Eugenio Montale, Corrado Govoni.
‘’Vogliamo rispondere – dichiara Lombardi – alla solitudine di questo periodo attivando una relazione dialogica con il luogo, anche questa volta, ‘immersi” nell’ambiente ospitante nonostante l’impossibilità di esserci fisicamente. Come ad ogni primavera, la Compagnia ha voluto rendere omaggio all’ armonia e alla bellezza del giardino, attraverso la poesia. La natura è il tema scelto, sempiterna musa dei poeti’’.
‘’Mai come in questo periodo così difficile – dichiara il Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron Jacopo Speranza – l’arte, la letteratura e la cultura ci sono venuti in aiuto rendendo meno faticose le nostre quarantene. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno offrire al pubblico dei social, visto che il giardino è ancora chiuso, un momento di grande suggestione. E’ un modo per cercare di dimenticare quello che abbiamo passato e per guardare con un po’ di fiducia a quello che ci riserverà il futuro’’
Il primo video, “Meriggiare pallido e assorto” di Eugenio Montale è visibile sui canali social di Villa Bardini e anche su YouTube di Fondazione CR Firenze su :https://youtu.be/l0Lt-Wfh6JU

Da sempre la musica sottolinea, marca, enfatizza ogni momento del nostro quotidiano fluire, è il suono, la melodia della natura, quella che l’uomo ha imparato nel tempo a imitare, che accompagna ogni nostra emozione vissuta, legandola indissolubilmente ad essa.
Così il mio perenne girovagare alla ricerca di quel niente, che ultimamente riempie il mio tempo, è spesso accompagnato dalle note musicali dei tanti artisti di strada che, sempre in maggior numero, sottolineano piacevolmente le innumerevoli straordinarietà di una città ricca di fascino e di storia.
Firenze, quest’anno come non mai, è stracolma di turisti e non potrebbe essere altrimenti, è talmente bella che merita davvero di esser vista da tutti, almeno una volta nella vita.
Piazza del Duomo, della Repubblica, della Signoria, con la musica di sottofondo divengono Luoghi più affascinanti che mai”. Questo scriveva, solo qualche anno fa, Alan Oisrak su Firenze, piena, piacevolmente stracolma di graditissimi ospiti, la Bellissima Firenze che è anche la sua Città, perché l’Arte appartiene a tutti e nessuno ne può avere la titolarità assoluta. Per qualche tempo e per qualche assurda ragione può essere riservata a pochi o preclusa a molti, ma poi torna inevitabilmente al godimento di tutti. In questo inconcepibile e imprevedibile tempo, è comunque la Musica del silenzio, che sottolinea la straordinaria bellezza di quella che è la Città d’Arte per antonomasia. Firenze mi manchi, sono a poche centinaia di metri dalle tue meraviglie, quelle che ogni giorno potevo, in continuo appagante, ammirare, rimirare e fotografare. Firenze, mi manchi, mi manca il godimento della tua bellezza, che mi riempiva gli occhi, che mai saturi continuavano insaziabilmente a guardarla. Firenze mi manchi, anche se ti respiro, non ti posso vivere con il piacere che ho ultimamente incominciato a provare. Firenze mi manchi. #tuttoilbelloeilbuonochece
Guarda “To Humans, from Florence” su : https://youtu.be/PlSsW5y5k34

È dal lontano 1977 che il 18 maggio l’ICOM (International Council of Museums) celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dei Musei con aperture gratuite ed eventi ad hoc. Considerato che quest’anno la festa non ci sarà (al suo posto Icom Italia ha organizzato una giornata di studio online sul tema dell’edizione 2020, Musei per l’eguaglianza: diversità e inclusione) potrebbe essere quella la data di riapertura in Italia di alcuni luoghi della cultura. Lo ha ventilato il ministro dei beni culturali Dario Franceschini nel corso di un’intervista a Repubblica: “a maggio, non dal 4 ma più avanti, potranno riaprire quei musei e siti archeologici in grado di rispettare le prescrizioni di sicurezza indicate dal comitato“. Prescrizioni non ancora diramate dal ministero ma che si presume molto simili alle linee guida messe a disposizione di musei e operatori del settore qualche giorno fa da ConfCultura– associazione delle imprese che lavorano nella cultura. I primi ad aprire potrebbero essere quelle istituzioni museali a cielo aperto, come ad esempio Pompei e il Colosseo o le strutture dotate di grandi spazi in grado di garantire il distanziamento sociale, come Capodimonte a Napoli, il cui Museo dispone di 130 sale su tre piani, circondati da un’area verde incontaminata che si estende per circa 134 ettari con oltre 400 specie vegetali.

L’OPINIONE DEL DIRETTORE DI CAPODIMONTE

La prima cosa che apriremo sarà sicuramente il Real Bosco, visto che sarà la realtà più richiesta”, risponde ad Artribuneil Direttore generale, Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger. “Dovremo pensare a una riorganizzazione perché sorvegliare 134 ettari non è una cosa facile. In tempi normali i visitatori si aggirano intorno ai 3 milioni all’anno e certamente avremo un assalto di persone affamate di aria fresca e verde. Ma vedremo come organizzarci su questo. Ho fiducia nella città: Napoli ha già dimostrato durante questa crisi un grande senso dell’ordine e di grande disciplina”. Per quanto riguarda il museo, le misure che Capodimonte prenderà immediatamente in considerazione saranno quelle del contingentamento degli ingressi.

IPOTESI DI DISTANZIAMENTO SOCIALE

Faremo una biglietteria con prenotazione online per essere in grado di controllare le presenze all’interno delle sale. Non credo che avremo una grande folla di persone che andranno subito in luoghi pubblici come il museo: prevarrà la paura per un po’ di tempo ancora”. In ogni caso, la riapertura dei musei non sarà un libera tutti, come ci tiene a precisare Bellenger: “la Fase 2 del confinamento non sarà una cosa facile. Dobbiamo studiare bene come procederà la prima settimana, non essere troppo impazienti e poi essere costretti a chiudere di nuovo tutto e a fare una seconda fase di confinamento. Tutto andrà fatto con grande prudenza e cura per non mettere nessuno a rischio, tenendo sempre presente il pericolo e la necessità di rispettare le regole”.

Claudia Giraud

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2020/04/per-i-musei-la-fase-2-comincia-forse-il-18-maggio-privilegiati-spazi-grandi-come-il-capodimonte/

Elena Tempestini

Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte.
Siamo Onorati di averti come Console Onorario della Rappresenta Diplomatica di Italia&friends Riccardo Rescio Presidente Assaggia l’Italia ApS Associazione di Promozione Sociale

Credit immagine : Relais Hotel Villa Roncuzzi https://www.villaroncuzzi.it/

Oggi, 23 aprile, si festeggia in tutto il mondo la Giornata mondiale del libro e del Diritto d’Autore per commemorare il decesso nel 1616 di tre grandi figure della letteratura universale: Miguel de Cervantes (1547 | 1616), William Shakespeare (1564 | 1616). È una commemorazione specialmente popolare in Spagna in generale e di grande tradizione in Catalogna, contraddistinta dalla distribuzione di libri e di rose.
L’idea di una giornata dedicata al libro nacque per la prima volta in Catalogna, promossa dallo scrittore valenziano Vincent Clavel Andrés. Fu re Alfonso XIII, il 6 febbraio 1926, a istituire una Giornata del libro spagnolo celebrata in tutta la nazione. Inizialmente fissata nella data del 7 ottobre e successivamente spostata al 23 aprile, giorno della festa del patrono della Catalogna San Giorgio. In questa giornata, è tradizione in Spagna che gli uomini regalino alle proprie donne una rosa, sicché divenne consuetudine tra i librai catalani dare in omaggio una rosa ai clienti per ogni libro comprato.

Il Relais Villa Roncuzzi fa parte di Golden Book Hotels, che riunisce un selezionato numero di strutture ricettive, le quali offrono a tutti di ospiti un racconto inedito, ambientato nelle stanze e con le atmosfere dell’albergo, per sottolineare che il Turismo significa soprattutto Cultura
È la nuova esclusiva biblioteca digitale di racconti a disposizione degli ospiti e degli amici di Golden Book Hotels
chiedi la chiave della biblioteca al ricevimento dell’hotel e… buona lettura! 📖

ulteriori approfondimenti su:

https://www.lastampa.it/cultura/2020/04/23/news/tutta-questione-di-innamorati-e-rose-perche-il-23-aprile-e-la-giornata-internazionale-del-libro-1.38752612

http://www.goldenbookhotels.it/cloud.html

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Credit immagine : http://blog.abanoritz.it/cultura-costume/le-donne-nella-resistenza/

Le date fissano momenti, i più diversi e svariati, che molti di noi amano ricordare, festeggiare, onorare, questo è buono e bello, ma anche necessario affinchè ciò che nel tempo è stato rimanga nella memoria dei singoli e delle collettività. Date e dati, gioia e delizia degli studenti di tutti i tempi, anniversari e ricorrenze, obbligatorie per le istituzioni, consuetudini da praticare in famiglia, con gli amici, nel lavoro, per piacere o per calcolo opportunistico. Ecco che compleanni, onomastici, ricorrenze, divengono riferimenti temporali di cui dobbiamo conservare il necessario ricordo. Ma la sola celebrazione o festeggiamento, senza la consapevolezza del profondo significato legato a quella data, è solo un rituale convenzionale, che paradossalmente tradisce il valore intrinseco che quell’evento ha determinato nella sfera personale o in quella di una determinata collettività. “Se c’è un peccato originale nella costruzione della coscienza storica italiana è quello di aver fatto credere alla mia generazione che il 25 aprile fosse solo l’inizio del ponte del 1° maggio. La parola “Liberazione” nella mia infanzia non ha avuto altro senso che quello dei giorni continuati di vacanza scolastica, con le gite al mare odorose di frittate di asparagi e forse, se il tempo era bello, il primo gelido bagno della stagione. I miei, nati l’anno dopo l’armistizio, di parlare di guerra a noi bambini non avevano proprio voglia. Non ricordo manifestazioni politiche da bimba e i partigiani erano il passato remoto di qualcun altro. Una catastrofe, perché in assenza di narrazione il ricordo non diventa memoria e chi dalla sua non ha nemmeno il ricordo cresce senza storia, pronto a ripeterla o peggio, vederla ripetersi. Ma quando avevo ventun anni accadde una cosa enorme: la mia regione istituì Sa Die de Sa Sardigna, la cosa più vicina a una festa nazionale che i sardi abbiano mai avuto. Ci restituirono un pezzo fondamentale di storia ed è grazie a quel pezzo se ho imparato che la storia è a pezzi e alcuni bisogna andarseli a cercare”. Tratto da un articolo di Michela Murgia, pubblicato su La Repubblica del 22 aprile 2020. La Storia è disponibile a pezzi sparsi, suddivisa un po’ tra chi l’ha realmente vissuta, un po’ tra chi volutamente la travisa e ancora un pò nei reperti oggettivi, difficilmente utilizzabili a fini di Parte. Si perché la Storia viene usata spesso a fini di parte, quando addirittura non la si insegna,  o quando la si partecipa solo parzialmente e quando invece la si travisa volutamente. Ecco che in attesa che il racconto dei fatti accaduti venga partecipato nel modo giusto, per non subire passivamente l’oggi, dobbiamo, come scrive Michela Murgia nel suo articolo, andarceli a cercare questi pezzi di verità sparsi. Il 25 aprile è un giorno fondamentale per la Storia d’Italia, che assume un particolare significato politico e militare, una data divenuta simbolo della vittoria delle Forze Armate Alleate, dall’Esercito Cobelligerante e delle Forze Partigiane Italiane, nella lotta civile contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista, alla fine della seconda guerra mondiale. Non è un caso che abbia volutamente citato uno stralcio del pensiero di Michela Murgia perchè, come donna e cittadina italiana, ha perfettamente focalizzato la questione sulla importanza delle date e sul significato delle stesse. Date che divengono momenti determinanti nella formazione, solo se accompagnate nei 364 giorni che le precedono, dal costante insegnamento che quelle stesse date vogliono ricordare, ma ancor più importante sono le Donne e gli uomini che quegli avvenimenti hanno concorso a determinare. Il 25 aprile da ora in poi dovrà sempre più sancire, marcare e riconoscere a tutti i livelli, il ruolo determinante delle Donne Partigiane di ieri, quanto le Partigiane di oggi, che continuano a combattere, giorno dopo giorno, una battaglia di emancipacione a cui bisognerebbe porre fine. Dobbiamo riconoscere la valenza del grande contributo dato alla guerra di liberazione dalle Donne, senza il quale niente sarebbe stato possibile, è necessario prendere definitiva consapevolezza del loro fare di ieri e di oggi, riconoscerlo è  doveroso e giusto, indispenabile e non più procastinabile.  Non bastano più le parole formali, le espressioni di circostanza, le menzioni opportunistiche del momento, occorrono riconoscimenti sostanziani che eliminino tutti quegli ostacoli di natura pseudo culturale che hanno impedito al genio, alle creatività, alla resilienza, alla resistenza, alla forza delle Donne, di avere ruoli e le mansioni che le rispettive personali capacità meriterebbero di ottenere. Wiva il 25 aprile 2020, Wiva la festa della liberazione e della emancipazione delle Donne Italiane. #laforzadelledonne https://italiaefriends.wordpress.com/?s=La+forza+delle+Donne

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Un artista irascibile, violento nella vita quanto riflessivo nella sua arte. Sulle sue tele, la famosa luce che illuminava solo le parti che riteneva di dover illuminare per dare importanza e significato. Come un fotografo che sul set aiuta il regista a scegliere le luci, gli angoli, le inquadrature, le scene migliori. Caravaggio è uno dei più importanti pittori a livello mondiale e Napoli rappresentò una tappa fondamentale. Ci visse 18 mesi tra il 1606 e il 1610 e dipinse parecchio: almeno una ventina di tele, oggi suddivise tra grandi musei: dal Metropolitan di New York alla National Gallery di Londra, al Louvre di Parigi. A Napoli, restano tre dipinti del Caravaggio che da sole meritano un viaggio in città: Il Martirio di Sant’Orsola; La Flagellazione di Cristo; Le sette opere di Misericordia. Dislocate in punti diversi della città, andarle ad ammirare è un interessante percorso anche attraverso i luoghi in cui il Caravaggio visse in città.

Un tour così siffatto:

  • quartieri spagnoli
  • Vico del Cerriglio – Via Sedile di Porto
  • Pallazzo Cellamare- via Chiaia
  • Galleria di Palazzo Zevallos, Via Toledo – Martirio di Sant’Orsola –
  • Pio Monte di Misericordia, Via Tribunali – Sette opere di Misericordia-
  • Museo di Capodimonte – Flagellazione di Cristo –

Ai quartieri Spagnoli, la grande arteria di via Toledo realizzata a inizio ‘500 dal viceré spagnolo Don Pedro di Toledo, il Merisi rimase per circa un anno. A quel tempo la zona non era molto sicura e non a caso, realizzò opere con le facce e i corpi di quell’umanità dolente che divideva con lui quei vicoli malfamati. Santi, madonne e angeli con il volto del popolo come ad esempio le “Sette Opere della Misericordia” e la “Flagellazione di Cristo”. Il pittore a cena era solito frequentare la Locanda del Cerriglio al vico Cerriglio, uno dei posti più suggestivi della città, 100 metri da Piazza Borsa, forse il vicolo più stretto di Napoli, che nel seicento era frequentato da marinai. Fu proprio qui che avvenne l’aggressione al pittore nel 1609, ridotto in fin di vita. A ricordo sui muri del vicolo vi è appesa una lapide. Ancora oggi è possibile visitare il locale che offre un’ottima cucina. L’altro luogo dove il Caravaggio soggiornò fu Palazzo Cellamare, antico palazzo nobiliare nel quartiere San Ferdinando, dove vissero anche Casanova, Goethe. Il Merisi qui tra l’ottobre 1609 e luglio 1610, fu ospite della marchesa Costanza Colonna Carafa. Dipinse tre tele per la chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, poi perdute per il terremoto del 1805 ed il quadro incompiuto de il “Martirio di Sant’Orsola”. Le tre grandi opere del Caravaggio napoletano sono dislocate a Palazzo Zevallos Stigliano, al Museo di Capodimonte e al Pio Monte di Misericordia. A Palazzo Zevallos Stigliano, in via Toledo, il “Martirio di Sant’Orsola” dipinto nel 1610, commissionato dal banchiere genovese Marcantonio Doria, la cui famiglia aveva per protettrice proprio Sant’Orsola. Caravaggio mette in risalto la santa ponendo l’illuminazione direttamente su di lei e dipingendola con la carnagione più chiara rispetto agli altri personaggi, alludendo alla morte imminente della donna. In pochi dipinti si avverte così forte la presenza del male e della morte e del destino ineluttabile. Orsola sarà la martire e Attila il carnefice. Per sempre. Al Museo di Capodimonte andiamo a vedere “La Flagellazione di Cristo”, del 1607, commissionato da Tommaso De Franchis, per adornare la cappella di famiglia a di San Domenico Maggiore. Un quadro famoso per quella luce che illumina solo il corpo del Cristo mentre tutto il resto è nell’ombra come a voler dire solo Gesù è nel giusto, mentre gli uomini, stanno sbagliando. Infine andiamo in Via dei Tribunali al Pio Monte della Misericordia a goderci “Le sette opere di Misericordia” realizzato tra la fine del 1606 e l’inizio del 1607 su incarico della Congregazione del Pio Monte della Misericordia per volere di Luigi Carafa-Colonna, la cui famiglia protesse Caravaggio nella sua fuga da Roma. Un dipinto emozionante, bellissimo che aprì la nuova stagione seicentesca del naturalismo a Napoli e soprattutto un quadro che manifesta il sentimento di comprensione e di compassione che rende partecipi delle sofferenze altrui, in una totalità di amore e di dolore.

Rubrica a cura di Enzo Longobardi docente di marketing turistico e local develompment

Pubblicato su : http://www.informazione.campania.it/napoli/222649-napoli-dintorni-rubrica-a-cura-di-enzo-longobardi-84.html

Dica pur chi mal dir vuole, noi faremo e voi direte ( Lorenzo il Magnifico)

Mettiamo il passato nella misericordia di Dio, il futuro nella sua provvidenza e facciamo del presente un atto d’immenso amore.
(Sant’Agostino)

Elena Tempestini Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte, già Console Onorario di Italia&friends http://elenatempestini.it/ info@elenatempestini.it

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La Bella Addormentata nel bosco ha avuto molti titoli, da Rosaspina a il Risveglio. Una allegoria che potrebbe farci comprendere meglio la natura che ci circonda, e sopratutto quella della quale siamo composti.
“Stat rosa pristina nomine nomina tenemus”. “la rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo soltanto nudi nomi”
Questa frase di Bernardo de Cluny, fu usata per concludere il libro “in nome della rosa” di Umberto Eco. Una rosa a cinque petali era incisa nelle ante dei confessionali delle chiese Cristiane, a simbolo di custodia di un segreto inviolabile. Aurora, la bella principessa nasce carica di tutte le migliori aspettative dell’uomo in armonia, in comunione con l’universo. Ma il ciclo della natura all’improvviso crea una difficoltà, punge con una spina la bella principessa, che come la natura invernale si addormenta. Ci vorrà’ un lungo tempo e tanta pazienza per attendere il suo risveglio. Ma la pazienza è quella qualità di chi è in grado di accettare i contrattempi, le avversità, le difficoltà e il dolore, con animo fiducioso. Sarà la primavera stessa che si identifica in un principe, a baciare sulle labbra la Principessa, che si risveglierà alla vita nuova, riflettendo in tutto ciò che la circonda, la rinascita. Quando un’energia che dorme dentro di noi, si sveglia, divenendo Consapevole del calore del sole, anche per il più desolato inverno avviene una gioiosa rinascita. Noi possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, ma anche gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose”. Molte sono le versioni delle favole, e come scrisse Italo Calvino nella sua “Bella Addormentata e i suoi figli”… Favola lunga e favola stretta
conta la tua che la mia l’ho detta….

Elena Tempestini Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte, già Console Onorario di Italia&friends http://elenatempestini.it/ info@elenatempestini.it

“Successione di Fibonacci” da Acquelli strappati di Daniela Padelli

Tutto scorre, “panta rei”, è la celebre frase che Eraclito aveva coniato 2500 anni fa.
Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma, a significare appunto che niente è immutabile, ma tutto cambia e questo tempo ne è la dimostrazione lampante.
Una grande opportunità, a tutti noi paradossalmente offerta da questa assurda situazione, l’occasione da cogliere, per dare libero sfogo alla creatività, all’intuito, alla genialità, che da sempre ha caratterizzato e contraddistinto il nostro fare.
L’Italia, come e quanto ognuno di noi, ha necessità e bisogno di una totale rivisitazione del modo di intendere la valorizzazione delle risorse disponibili, tutte quelle peculiarità che caratterizzano e identificano le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni. La Cultura, l’Arte, l’Agricoltura, l’Enogastronomia, il Folclore, le Tradizioni, il Territorio, sono le Valenze su cui dobbiamo puntare in modo serio, credibile, sistematico. Dobbiamo realizzare un metodo che sia in grado di censire, tutelare, valorizzare e comunicare, creando, un processo, una metodologia, in sintesi un sistema. il “Sistema Italia”, realizzato con presupposti di funzionalità che siano all’altezza delle richieste del viaggiatore ed il consumatore del terzo millennio, pensato e realizzato con una visione prospettica completamente diversa da quella passata, affinché possa determinare quel ritorno necessario oggi e capace di implementare lo sviluppo di domani.
In questo Tempo della consapevolezza, cambiamo tutti prospettiva, nessuno si tiri fuori, il mondo sta già mutando ora, dopo tutto sarà completamente diverso e noi dovremo adeguarci, ma non adagiarsi. Panta rei, tutto scorre, come acqua di fiume, ma non lasciamoci tracimare dalla sua forza, ma impariamo governarla.
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Il pregiudizio contro gli italiani è da molti decenni che sopravvive. All’apparenza esportiamo Gomorra, il Padrino, po’ di mafia condita di politica è un po’ di gaffe per prenderci in giro. Ma al tempo stesso siamo invidiati per le fortune che abbiamo sotto al naso, e spesso troppo spesso le snobbiamo. Imparare a rendere merito, smettere di fare polemica anche sul dolore, imparare a dire Grazie, fare squadra, creare Unione. Dobbiamo credere in noi, se no perché dovrebbero crederci gli altri? L’alibi è, che è più facile rimandare a domani e intanto guardare l’erba del vicino che è sempre più verde. Invece con positività, vi condivido una bella storia, poco conosciuta (che non dovete leggere, ma solo ascoltare e guardare). Avreste mai pensato che il figlio di un immigrato italiano in America, fosse colui che ha costruito la più grande banca del mondo, finanziato la ricostruzione di San Francisco, finanziato la cinematografia di Capra, Chaplin e Disney? Finanziato e creato la Napa Valley cambiando l’enogastronomia americana? Permesso la visionaria costruzione del Golden Gate Bridge senza chiedere interessi? Ecco, Il figlio di un immigrato aveva compreso che bisogna investire nel futuro, gettare semi e credere nella loro crescita. Lui non aveva nulla all’apparenza, ma aveva il DONO di essere un visionario, un uomo di volontà con molte risorse personali. Abbiamo bisogno di modelli intelligenti e positivi da conoscere, di esseri umani capaci di avere visioni per realizzare grandi speranze, per iniziare nuove semine e potenti trasformazioni. Questo sarà il nuovo tempo di colui che avrà voluto vedere un possibile nuovo mondo.

Articolo pubblicato dall’autrice su Facebook il 6 aprile 2020

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Elena Tempestini Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte, già Console Onorario di Italia&friends info@fenimpresefirenze.it #tuttoilbelloeilbuonochece

“Il numero di Nepero e la funzione esponenziale” di Daniela Padelli

e è un numero trascendente e una delle costanti fondamentali della matematica. Conosciuta appunto come la costante di Eulero, il suo valore è approssimativamente di

2.71828182845904523536028747.

È di casa nel campo delle analisi matematiche: anche se gli ingegneri e i fisici preferiscono lavorare con potenze di dieci e logaritmi in base dieci, i matematici lavorano quasi sempre con potenze di e logaritmi in base e.
Questi ultimi sono noti come “logaritmi naturali”.
Come per il π, ha molteplici definizioni. Si tratta dell’unico numero reale per cui la derivata della funzione e(x), ovvero la funzione esponenziale, è la funzione esponenziale stessa.
Essa è una proporzione naturale nel settore della probabilità e ha molte rappresentazioni in termini di somme infinite (serie).
è strettamente relazionata al π dato che le funzioni trigonometriche, che sono spesso espresse utilizzando il π, possono anche essere definite attraverso la funzione esponenziale.
La funzione esponenziale è probabilmente la funzione più importante in matematica, insieme alla funzione d’identità x. Scritta così come segue exp(x), essa è sempre positiva e tende a zero, se x tende a meno infinito; e tende a infinito, se x tende a più infinito. Il grafico di y=exp(x) si fa più ripido quando la x cresce e l’inclinazione del grafico uguaglia il valore della funzione, che è l’altezza sull’asse delle ordinate.
Gli andamenti di svariati fenomeni, così come il decadimento radioattivo, le epidemie e l’interesse composto, sono tutti descritti dalla funzione esponenziale; inoltre, essa costituisce le fondamenta di molte altre funzioni.
Molte volte exp(x) è scritta come e*x, cioè la costante di Eulero elevata alla potenza x.
Può essere anche definita come la somma della serie di potenze:
1+x+1/2!x2+1/3!x3+1/4!x4+…

Daniela Padelli, già Docente di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Assaggia l’Italia ApS, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

Traduzione inglese
e is a trascendental number and one of the fundamental constants of mathematics.
Known as Euler’s constant, it has value of approximately

2.718228182845904523536028747…

its natural home is in mathematical analysis, and although engineers and physicists are happy to work with powers of ten and logarithms to the base ten, mathematicians almost always work with powers of e and logarithms to the base e.
These are kown as natural logarithms. Like pigreco, has many definitions. It is the unique real number for wich the derivative of function e*x, the exponential function, is itself.
It is a natural proportion in probability; and it has many representations in terms of infinite sums.
e is intimately related to pigreco, since trigonometric function which are often expressed using pigreco, can also be defined using the exponential function.

The exponential function is probably the most important function in mathematics,along with the identity functions.
Written exp(x), it is always positive and tends to zero as x tends to minus infinity, and infinity as x tends to infinity.
The graph of y=exp(x) gets steeper as x grows larger, and the slope of the graph equals the value of the function, that is the height on the y-axis.
The behaviour of phenomena as diverse as radioactive decay, epidemics and compound iterest are all described by the exponential function, and it is a building block for many other functions.
Exp(x) is somtimes written as e*x-it is Euler’s constant raised to the power x it can also be defined as a power series:

21+x+1/2!x*2+1(3!x*3+1/4!x*4+………

Daniela Padelli, già Docente di Matematica, Artista, Gallerista, Presidente Associazione Culturale SpazioD, Vice Presidente Assaggia l’Italia ApS, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

 

“La Bellezza è nella Natura” di Elena Tempestini

La bellezza è nella natura che prosegue il suo ciclo, è una manifestazione di leggi
segrete, che l’uomo attraverso l’arte usa per interpretarla. La quarantena scuote le città, crea l’inquietudine nell’essere vivente ma al tempo stesso incontra la quiete nelle immagini che continuano a vivere digitalmente. Nessuno la vede in modo giusto,
ed è per questo che la natura e l’arte si rallegrano dell’illusione …

Pubblicato da Elena Tempestini su Facebook il 4 aprile 2020 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10218692180548602&id=1021326961&sfnsn=scwspmo&extid=nhIhm9KjwYv2NCpx&d=n&vh=i

Elena Tempestini Giornalista, Storica, Scrittrice e Fotografa, collabora con diverse testate di Turismo e di Arte, già Console Onorario di Italia&friends info@fenimpresefirenze.it #tuttoilbelloeilbuonochece

 

“Accademia di Brera“ di Daniela Padelli

Viaggi virtuali nei Musei

Oggi vi propongo un tour nel più importante Museo Lombardo, la Pinacoteca di Brera, situata all’interno della Accademia di Belle Arti di Brera. L’Accademia è un ateneo pubblico con sede in Via Brera 28, venne fondata nel 1776 da Maria Teresa d’Austria, che volle creare un centro culturale attorno al palazzo Brera. Ufficialmente istituita nel 1809 la Pinacoteca, situata nel cortile d’onore del Palazzo, divine nel tempo un Museo di statura internazionale. Durante il periodo Napoleonico, la prima raccolta eterogenea, ad uso esclusivo degli studenti, viene ampliata con i dipinti più significativi provenienti dai territori conquistati dalle truppe francesi e successivamente trasformata in museo. La particolarità della Pinacoteca è nella sua origine, nasce infatti come collezionismo politico di stato. A partire dall’800 si aggiungono i dipinti sacri requisiti ai Conventi e alle Chiese Lombarde, tutti capolavori assoluti di artisti Italiani e stranieri come, la Pala da Motefeltro di Piero della Francesca, il Cristo Morto di Andrea Mantegna, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, il Cristo della colonna del Bramante la Cena di Emmaus di Caravaggio, oltre a opere di Tintoretto, Giovanni Bellini, Rubens, Van Dick, Francesco Hayes. Nel 1976 e nel 1984 entrano a far parte della collezione dipinti e sculture del Novecento, grazie alla donazione di Emilio e Maria Jesi, la cui raccolta comprende tra gli altri anche capolavori di Picasso, Boccioni, Modigliani, Arturo Martini, Marino Marini, Morandi, Carra’, de Pisis. Con il link sottostante è possibile effettuare un tour virtuale all’interno della Pinacoteca ascoltando il piacevole racconto che ne fa lo storico e critico d’Arte Philippe Daverio.

#spaziodculturaebellezza #tuttoilbelloeilbuonochece

“I&f Comunica Mostre, Fiere, Congressi, Manifestazioni, Convegni 2019 /2020” di Riccardo Rescio

Riccardo Rescio Social Media Reporter

Noi ci siamo e continueremo ad esserci, per comunicare tutto il Bello e il Buono che c’è in Italia, l’abbiamo fatto, lo facciamo e lo continueremo a fare in futuro, attraverso il contributo dei Membri della nostra Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia e di chi ama veramente, nei fatti e non a parole, il nostro Paese e vuole contribuire a farlo conoscere al mondo, per quanto veramente vale e per quanto realmente merita. Le Mostre, le Fiere, i Congressi, sono determinanti Valenze Territoriali, eventi di diffusione di conoscenze e momenti di attrattività per le località dove si svolgono. Quando comprenderemo che le mille sfaccettature della Promozione dell’Italia nel mondo non possono e non devono essere tra loro separate, tanto meno in concorrenza, ma costituire un unicum da partecipare a livello Nazionale e Internazionale con un efficace sistema organico, solo allora, assaporando i successi in addivenire, avremo probabilmente acquisito la consapevolezza di aver perso tanto tempo, in chiacchiere, ma nel frattempo i filosofi del tanto dire e del poco fare, avranno raggiunto e appagato, con gran soddisfazione il proprio ego e il proprio portafoglio, il loro intento, senza essersi mai adoperati fattivamente per lo sviluppo delle immense potenzialità di questo grande Paese chiamato Italia.

Riccardo Rescio Social Media Reporter

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“Street Art” di Riccardo Rescio

Quando il segno, espressione di una personale emozione, non imbratta e non deturpa irrimediabilmente l’esistente, quando la Musica evoca, il suono stimola, la melodia emoziona e comunque ogniqualvolta che l’Arte in generale si manifesta, dando piacere e benessere, allora è sicuramente qualcosa da proporre alla condivisione di tutti. Impariamo a riconoscere, rispettare e onorare l’Arte, che è Vita della Vita.
Grazie a tutte le persone che contribuiscono, insieme ad “Italia & friends”, a far conoscere ogni possibile forma d’Arte, anche quelle che apparentemente possono sembrare curiosità o particolarità inconsuete, casualmente scoperte nella nostra straordinaria “Penisola delle Meraviglie”, perché “Arte è libertà da ogni formula nova e antica”
(Giovanni Fattori) #comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbellochece #alcentrodellabellezza #italiaefriendsocialinnovationproject
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“Condividere il nostro conosciuto” di Riccardo Rescio

Condividere il nostro conosciuto, con chi ignora, ciò che per noi è scontato, è sicuramente una esperienza appagante. Rendere partecipi altre persone di ciò che ci circonda, nelle nostre “Terre Uniche”, è una emozione ludica, che dovremmo far divenire virale, bastano semplici condivisioni sui nostri abituali social, che non costano niente, ma che rendono moltissimo in termini di una maggiore Cultura Territoriale e Agroalimentare, ad ognuno di noi, all’Italia e al mondo intero. Tutto questo semplicemente facendo conoscere il Bello e il Buono che abbiamo nella nostra “Penisola delle Meraviglie”
Grazie a voi, se vorrete collaborare e grazie a tutte le persone che già lo fanno, insieme ad “Italia & friends”, condividendo le tante peculiarità che caratterizzano e identificano le nostre 20 straordinarie Regioni.
Riccardo Rescio https://wp.me/p9uCdY-vo
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