Il Dio Madre Sansepolcro e Le Marche


Affascinante e colta, divertente e  coinvolgente, tenace e soprattutto curiosa Giuliana Poli è scrittrice  e ricercatrice. La nuova regina del Conero è marchigiana  “doc” non solo per nascita ma perché in lei convivono l’amore per la scienza e per il mito, ciò che noi, post illuministi abbiamo archiviato come fantasia o comunque appartenente alla  sfera  dell’irrazionale, ma che irrazionale non è. L’autrice de “Il Dio Madre” ha raccolto il testimone della  cultura che nacque al tempo dei tempi qui, sui Monti Sibillini. 
Appassionata del suo lavoro da anni studia i capolavori della storia dell’arte da un’ottica inedita e geniale. Seguendo quella che era all’inizio solo un’ intuizione  arrivò a scoprire, da  profonda studiosa  qual è , che  per evitare pericoli reali in tempi in cui finire sul rogo era una prassi molto praticata, gli artisti scelsero di essere fedeli a sé stessi e quindi usarono  un linguaggio criptato adatto ad interlocutori precisi.  Una sfida impossibile per chi non visse nella loro epoca, ma non per l’autrice che sa scoprire i messaggi celati dall’artista per ” ri-cor-dare ovvero restituire al cuore,  e quindi, alla memoria” di chi osserva ciò che essi conoscono già, ma che non sanno di conoscere. Ciò significa che ognuno di noi è  potenzialmente il destinatario di questi messaggi . 


Tra i sommi artisti oggetto della  sua più recente indagine, Piero della Francesca, uno dei grandi geni del Rinascimento. È lui il protagonista de 
Il Dio Madre,  un libro appagante, colto e sorprendente, la cui narrazione fa apparire banale la suspence di un romanzo giallo. Il lettore è invitato ad addentrarsi   all’interno del libro segreto dei Montefeltro, svelando  la verità sulla Sacra Conversazione nota anche come Pala Brera. Così può accadere  che la nostra energia mentale  si sintonizzi con quella dell’artista in un dialogo fuori dal tempo e dello spazio,  a livello universale.   Grazie all’analisi del capolavoro Poli si propone novello Virgilio,  e ci conduce all’interno  del quadro per iniziare il viaggio nel quadro si, ma anche dentro di noi. 
Piero della Francesca “ci svela simboli, figure, visi celati in maniera iconica, “monstra” con precisi significati e riferimenti che il mero formalismo dell’opera non è e non era in grado di trasmettere”.  Il fascio d luce in mano alla Poli  ci svela ciò che l’artista ha celato, quei segni divini appunto che ci parlano  dell’arte iniziatica,  e che al contempo sono immagini necessarie  all’esaltazione del bello.  
A sinistra della Vergine per esempio, nascosto nella mano benedicente di San Gerolamo, c’è l’immagine di un agnello , il cui nome deriva da agnis, che simboleggia la materia del Sole manifestato. A destra della Vergine, nascosto tra le pieghe di stoffa della manica dell’abito di San Francesco, è nascosto un lupo,  l’antimateria, la forza oscura del Sole,  ancora molto misteriosa per gli scienziati e che Piero dimostra di conoscere molto bene.


Dato lo spessore degli argomenti trattati, e l’impossibilità  di presentare Giuliana Poli in modo esaustivo in questo che è solo il primo passo nel suo mondo, consiglio vivamente di leggere questo incredibile studio su la Sacra Conversazione, il quadro della maturità di Piero che “cambierà l’arte in Europa…// … dipinto che racconta l’origine dell’universo, quindi la nascita della vita, e dell’uomo ma rappresenta anche il viaggio a ritroso verso le stelle a cui ritornare nel momento della morte fisica, proprio come facevano i faraoni.

Tiziana Leopizzi
Prof. Architetto, Accademico Onorario della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
http://www.ellequadro.com

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