“Catafratti” di Riccardo Rescio

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Il catafratto era un cavaliere della cavalleria sasanide, di quella dei Parti, di quella tardo-romana o dell’esercito bizantino o di altri eserciti che era interamente coperto da un’armatura di ferro che lo proteggeva in battaglia. Wikipedia L’armatura, costituiva una protezione quasi totale, per i cavalieri del tempo, ma che aveva però un tallone d’Achille, non di poco conto. Un particolare determinante anche per la stabilità del cavaliere, fortemente appesantito dalla sua ingombrante armatura, mancavano infatti le staffe. Le staffe sono i due arnesi di metallo appesi ai due lati della sella, che vengono utilizzati per montare a cavallo e dove il cavaliere introduce i piedi per poter cavalcare in modo più stabile. I Romani, che tante innovazioni avevano realizzato, non avevano pensato a questo piccolo accorgimento, che avrebbe permesso alla loro cavalleria quella supremazia sulla fanteria nemica, che i cavalli e le armature di protezione dei cavalieri, avrebbero permesso di avere. Una supremazia della cavalleria raggiunta solo nel medio evo, proprio con l’invenzione delle staffe, venuta dall’Oriente, che permetteva ai cavalieri di montare a cavallo, di restare ben saldi in sella, di potersi alzare per colpire meglio gli avversari, di stare saldamente seduti, durante le battaglie e di non essere sbalzati dalla groppa del cavallo durante il galoppo. È incredibile, quanto assolutamente vero, che sono proprio le piccole intuizioni che cambiano il corso della storia e che purtroppo spesso vengono liquidate con superficialità perché ritenute inutili. Gli scettici, i pragmatici, i sapienti, quelli che tutto sanno e che nulla più devono conoscere, i disincatati osservatori dei comportamenti umani, i profondi cultori della staticità delle cose, gli ipocriti del sistema, i falsi sacerdoti degli interessi aziendali, gli inetti, gli incapaci e improduttivi, il cui unico interesse è salvaguardare gelosamente il nulla che sono capaci di fare e il tanto che sono bravi a dire, dovrebbero cessare di essere tali, smettere di rallentare o ostacolare il progresso, pena la loro stessa sopravvivenza, che stoltamente pensano di tutelare. Questa pletora di persone che a diverso titolo potrebbero fare, dovrebbero prendere finalmente consapevolezza, in virtù della storia pregressa, che il progresso è un treno a cui si può ostacolare l’andare, rallentare la velocita, saborare le rotaie, ma niente e nessuno riuscirà a fermare il suo percorso.
Dobbiamo tutti, senza distinzione alcuna, ritrovare la convinzione che si possa e si debba fare il possibile per poter migliorare la condizione generale, al di là e al di sopra del proprio sapere, della propria conoscenza, del proprio ruolo, partendo dalle piccole cose che si potrebbero fare e di quelle che si dovrebbero osservare, senza preventivamente liquidare.
Se il nuovo spaventa, è sempre e comunque il nuovo che ci porta avanti, a volte con difficolta, ritardi, intoppi e pretesti, ma niente e nessuno potrà mai ostacolarlo.
Se è vero che la scienza si muove per falsificazioni è altrettanto vero che la vita diventa sempre migliore grazie alle grandi, come alle piccole idee, che cambiano il mondo. Intuizioni, idee, progetti, che si potrebbero realizzare ancor prima e meglio, se ci fosse maggiore consapevolezza generale e minore ostracismo personale. Come le staffe sarebbero state determinanti per i catafratti dell’esercito Romano, così sono importanti e determinanti i dettagli, le sfumature, i particolari suggeriti, che servirebbero a dare forza, ragione e sostegno al tutto.
Firenze 1°maggio 2021

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost

“Staffe” di Alessandro Barbero https://youtu.be/7mjMx1Fxu1k

“Fare Sistema” 2012 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=255642404561760&id=255639431228724

“Il nuovo fa paura” 2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2148778198507309&id=100001254482577

Credito immagine : https://www.romanoimpero.com/2016/02/cavalleria-catafratta.html?m=1

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