“Streghe e Stregoni” di Riccardo Rescio

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Ogni tempo ha le sue streghe, ed ogni strega ha il suo persecutore. Tremate, tremate, le streghe son tornate, in realtà ci sono sempre state, non se ne sono mai andate, ma purtroppo mai veramente individuate. Perché quelle che hanno perseguitato, flagellato e bruciato, erano solo vittime sacrificali da dare in pasto al popolo credulone per coprire i misfatti che i veri stregoni perpetravano. La Storia dell’uomo è lunga, ma la sua evoluzione lenta molto, molto, lenta e chissa mai quando arriverà al suo compimento.
Dallo stato di natura ad oggi ciò che unisce maggiormente le masse è avere una entità a cui attribuire colpe e responsabilità, un nemico da colpire, per placare la sensazione, spesso solo presunta, di aver subito un torto, o per una supposta necessità di sopravvivenza, pretesti sempre farciti di retorica, di luoghi comuni, di banalità, di slogan, necessari a fagocitare un popolo contro una minoranza, un nemico da dover colpire, combattere, eliminare. Lo sanno bene i caporioni, i caporali, i complessati e gli squilibrati, di tutti i tempi, che riescono a trasformare le proprie paure, repressioni e angosce, in nevrosi collettive, liberando dal proprio essere il Minotauro che hanno dentro, per poterlo aizzare contro un singolo, un gruppo, di un popolo dal diverso credo, colore politico o sembianze somatiche.
Passano i secoli, cambiano i tempi, il progresso corre, la vita sembra diventare meno irta di difficoltà, le malattie trovano contrasti sempre più forti, che ostacolano il loro diffondersi e che ne limitano gli effetti mortali, ma nonostante questo, la voglia di trovare un nemico su cui riversare le proprie insoddisfazioni personali e collettive, è sempre latente. Nonostante i drammi causati dalle guerre in generale l’uomo non conserva memoria dell’immenso dolore, delle immani distruzioni, degli insanabili dolori provocati dall’odio, è sempre pronto ad abbeverarsi alla fonte di quell’acqua che gli viene fatta credere potabile e miracolosa, ma che potabile e miracolosa non è, e mai potrà esserlo.
Sono proprio quelli che la Storia la ignorano, più o meno volutamente, ma che ben conoscono le debolezze umane, che la reiterato, mai con le stesse identiche modalità, sempre in modo diverso, subdolo, fuorviante, tanto da stordire purtroppo anche quelli che la Storia l’hanno studiata e la conoscono bene. Quindi è vero che la Storia insegna, ma non a tutti in egual misura, per questo si ripete continuamente, per per lo stesso motivo e utile lasciare da parte magie, stregonerie e illusionismi e perseguire la strada della consapevolezza ragionata e non subita. consapevolezza
Riccardo Rescio (Italiaefriends) Firenze 9 gennaio 2021

#ierioggidomani

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