“La foglia” di Vincenzo Parlavecchio

I&f Arte Cultura Attualità “La foglia” di Vincenzo Parlavecchio

dedicato a tutti i bambini,
anche quello dentro di noi,
ora glielo leggo

La foglia

Arriva l’autunno e il paesaggio muta repentino, si adegua al susseguirsi delle stagioni, immaginate un bel prato ricco di fiori rossi, gialli, viola e decine di altri colori e circondato da alberi gonfi di foglie, foglie verde sgargiante, che accarezzate dal vento sembrano danzare per salutare l’estate che si allontana. Le foglie grasse e verdi ingialliscono, cominciano a seccarsi e cambiano colore, dall’ocra all’arancione, dal rosso rubino al marrone scuro, assumono una nuova identità.

E cominciano anche a staccarsi dai rami degli alberi, da quei rami da cui sino a un attimo prima si sono nutrite di linfa vitale.
Pensate alla miriade di animaletti striscianti, millepiedi, formiche, bruchi e tanti altri, che sulle foglie stesse hanno trovato casa. E poi ancora quanti insetti, api, farfalle multicolore, coccinelle e scarabei hanno giocato a nascondino tra di esse, non siamo soli e tutti siamo legati dal filo della vita.

Le foglie in autunno sono destinate a lasciarsi cadere ma non per morire, per nutrire la terra e rigenerare il meraviglioso ciclo vitale della natura. Le foglie cadono silenziose come fiocchi di neve ma giunte a terra formano tappeti fragorosi, quante volte, giocando a rincorrersi, le abbiamo calpestate dando melodia al loro canto, in natura anche il silenzio diventa musica per chi sa ascoltare con il cuore.

Con l’autunno i volatili devono migrare, aironi, fenicotteri, anatre, germani, la maggior parte di essi non ama molto il freddo, ed ecco come le prime foglie che cadono diventano rintocchi scanditi da una pendola, per gli uccelli è giunto il momento di spiccare il volo.
Guardo il cielo azzurro pallido e le nubi disegnate dal vento, stormi di uccelli cominciano a radunarsi, i loro richiami striduli, ancora una volta, diventano musica, i gruppi si infoltiscono ad ogni acrobatica roteazione e cominciano a salire sfruttando le correnti ascensionali, salgono, salgono e salgono ancora, sino a raggiungere la quota di crociera, inizia il viaggio, lungo, estenuante, da nord a sud, all’inseguimento del caldo, loro conoscono quella fatica ma lo affrontano coraggiosamente.
Di tutte le foglie che continuano a cadere solo una, disubbidiente, si libra in volo, sembra voler mostrare che non teme le vertigini, che ha il coraggio di intraprendere quel lungo viaggio, un viaggio verso quanto di più ignoto per lei eppure dal sapore affascinante. Leggera la foglia raggiunge uno stormo di uccelli, essa non conosce le correnti e ha bisogno di essere guidata, tutti si voltano ad osservarla senza dare peso alla sua diversità anzi, la accolgono calorosamente riservandole un posto al centro della formazione, come per proteggerla consentendole di sfruttare la scia, in natura tutto è puro istinto, solo gli umani, pieni di pregiudizio, sanno creare imbarazzanti differenze.
Curiosa la foglia esplora dall’alto, verdi vallate, cime di montagne innevate, vulcani eruttanti lava color fuoco, aridi deserti che diradano nel blu del mare, maestosi paesaggi mai visti prima, il vento trasporta e regala il tempo per osservare, sorride alla vista di altri amici animali, che migrano anch’essi formando enormi branchi rumorosi, elefanti, giraffe, gnu, bufali, gazzelle, zebre e altri mammiferi seguono i fiumi, cercando pozze e oasi di verde dove ristorarsi.
I giorni scorrono e la stanchezza comincia a farsi sentire, quando l’orizzonte comincia a curvarsi lo stormo di uccelli inizia la lenta discesa.
La migrazione sta per giungere al termine, quanta fatica ammette la foglia ma ne è valsa la pena, avventure entusiasmanti, nuove amicizie, grandi emozioni hanno fatto battere il suo cuore e dato risposte alle sue domande, tante storie da raccontare ai nuovi amici che l’attendono, dove solo lei deciderà di lasciarsi cadere.
Dove la foglia ha spiccato il suo primo volo è ancora autunno ma lei, intraprendente e sognatrice, ha smesso di immaginare la natura ammirandola in tutta la sua bellezza, e ha imparato a lasciare andare il cuore sorridendo al futuro.

Vincenzo Parlavecchio

Membro Onorario della Rappresenta Diplomatica dei Saperi e Sapori d’Italia per Italia&friends

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: