“Meno sanno, meglio stanno” di Riccardo Rescio

I&f Arte Cultura Attualità “Meno sanno, meglio stanno. Meno sai, più sicuro sei” di Riccardo Rescio

I Social, a cui approcciamo abitualmente, utilizzando i nostri smartphone, tablet, computer, sono una delle funzione facilmente usufruibili e indistintamente accessibili, che permettono a tutti, Filosofi, Professionisti, Scienziati, Manager, Comunicatori e Gente comune di scoprire eventi, fatti, situazioni, che fino a quel momento avevano ignorato o solo dimenticato. Quindi i Social sono quella invenzione “sociale” che permette di interconnetterci vicendevolmente in tempo reale e altrettanto vicendevolmente comunicare. La Comunicazione è una cosa seria, determinante, inalienabile in un consesso sociale, familiare, nazionale, internazionale. La Comunicazione ha una funzione essenziale, per partecipare bisogni ed emozioni, ma serve anche per dirimere le possibili incomprensioni, dovute a lingue, culture, tradizioni, abitudini, prassi, comportamenti, diversi, che spesso sono causa di litigi, conflitti, guerre, disastri, pertanto comunicare facilmente, costantemente e in modo sempre più comprensibile è determinante per la pace e la comune crescita.

Pertanto le comunicazioni ermetiche, sibilline, indecifrabili ai più, i messaggi in codice fra esperti, membri di “Club di Sapienti”, adepti di confraternite o eletti con discendenze divine, che tutto sanno e nulla bisogna spiegare, non dovrebbero essere date in posto al popolo del web, pertanto al fine di garantire la segretezza e la circospezione del loro dire in gergo, si consiglia vivamente l’uso dei pizzini, pratici, sicuri, facilmente eliminabili, senza lasciare tracce, dopo la lettura. Un sistema di comunicazione efficace, diretto, già ampiamente utilizzato in alcuni particolari sodalizi.

Al momento, naturalmente parlando in generale, non abbiamo concrete evidenze sulla reale voglia di comprendere e far comprendere la realtà dei fatti da parte di molti, che preferiscono infilare la testa nella sabbia, per non vedere, non sentire e non sforzarsi di capire. Probabilmente per loro sono sempre validi quei modi di dire popolari, del tipo “Meno sanno, meglio stanno. Meno sai, più sicuro sei”, tramandati da generazioni in generazioni, veri postulati a salvaguardia del personale orticello, per poter gestire a pro loro una piccola comunità o una intera organizzazione sociale.
Non dovremmo però dimenticare che la Storia avrebbe dovuto insegnare, in egual misura a tutti, che il vero collante di un popolo non è ignorare, tanto meno percepire solo con la pancia, ma è la capacità delle singole menti di elaborare, considerare, valutare, fatti, situazioni e comportamenti, sempre e solo attraverso la continua attività del proprio pensiero, opportunità e funzione che solo la Cultura è capace di determinare.
“Dīvĭdĕ et ĭmpĕrā”, letteralmente, dividi e comanda, è una locuzione latina secondo cui il migliore espediente per gestire un piccolo o grande potere di qualsivoglia autorità, al fine di poter governare al meglio una minuscola comunità o un grande popolo, è determinante dividere, provocare rivalità e fomentare discordie, tutte attività facilmente perseguibili dove la parziale o totale mancanza di Cultura regna sovrana.
La Cultura non è la possibilità di immagazzinare dati e date, ma la facoltà, attraverso la conoscenza delle stesse nozioni, di elaborare una propria capacità critica, per poter capire e comprendere, per non dover accettare come oro colato l’altrui detto e per non dover subire il non compreso. Abbiamo moderni strumenti tecnologici che ci possono aiutare a meglio comprende e più efficacemente comunicare. Internet è una finestra da cui possiamo osservare l’esterno, contemporaneamente è anche un efficace mezzo per partecipare idee, proposte, progetti, programmi, non sprechiamo questa opportunità con utilizzo improprio, parziale o distorto dei Social. Noi, tutti noi non dobbiamo ricominciare, rifaremmo in peggio gli stessi errori, ora più che mai dobbiamo cambiare prospettiva, visuale, lo possiamo fare, lo dobbiamo fare.

“Comunicazioni cifrare” https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2457072134344579&id=100001254482577

“Il Club della Sapienzahttps://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2579446955440429&id=100001254482577

“Il solo Sapere non basta” https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2231328550252273&id=100001254482577

“Ermetismo snob” https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2368886866496440&id=100001254482577

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

Una risposta a "“Meno sanno, meglio stanno” di Riccardo Rescio"

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  1. A volte mi capita di utilizzare concetti non proprio semplici e di esprimerlo in gergo tecnico, altre volte mi piace giocare citando aforismi non necessariamente in italiano, anzi di recente ho scoperto il traduttore di google anche per latino e greco e mi diverti moltissimo nel fingere una conoscenza che in realtà mon ho. Ciò che però mi sembra valido è la sollecitazione che può comunque arrivare anche in questo modo Non ho mai sofferto di falsi complessi e nemmeno di supponenti atteggiamenti elitari Sono una curiosa compulsiva e tutto è motivo di ricerca e di approfondimento Faccio mio il detto Socratico : unica cosa certa è che so di non sapere

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