“L’Impronta” di Alan Oisrak


I&f Arte Cultura Attualità “L’impronta” di Alan Oisrak Chiare, forti, decise sono le impronte lasciate sul bagnasciuga.
Segni concreti di una presenza, che saranno irrimediabilmente cancellati per sempre dall’incessante, continuo rifluire delle onde sulla spiaggia.
Pochi istanti d’identificabilità concreta, tangibile, per un attimo ci sei, un attimo dopo non ci sei mai stato.
La testimonianza del nostro passare, del nostro esserci stati sarà marcato solo dai segni, dalle impronte che riusciremo a lasciare nel pensiero delle persone che amiamo di più.
Le orme che lasceremo non saranno mai in relazione al dove o al quanto, sarà solamente il come abbiamo voluto vivere la nostra vita e come questa stessa vita è stata da noi realmente vissuta a marcare, a rendere profondo, indelebile il segno della nostra esistenza.
Perché se è facile e banale credere in tutto quello che si fa, molto più difficile e complicato è fare sempre solo quello in cui si crede.
Faticoso, oneroso, pesante e costosissimo, ma sicuramente appagante, è fare il possibile per rendere concrete le nostre idee, i nostri sogni, le nostre aspirazioni.
Una vita subita non lascia tracce, una vita non partecipata in altrettanta misura non marca il segno.
Una vita voluta, una vita vissuta, una vita intensamente partecipata, lascia invece segni indelebili.
Si vive comunque per il gusto di vivere e non per lasciare segni,
I segni che lasceremo nell’anima di chi abbiamo incontrato saranno l’unica conferma di una vita intensamente vissuta.
Alan Oisrak
Olomouc Ceska Republica 3 gennaio 2011

#ierioggidomani

2 risposte a "“L’Impronta” di Alan Oisrak"

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  1. Dicono che finché è vivo il ricordo di ciò che hai lasciato nel cuore di coloro che hai incontrato in questo cammino che è la vita non sei veramente morto
    Questa consapevolezza dovrebbe servire da monito sollecitandoci a vivere meglio possibile

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    1. Vero, anzi verissimo, si inizia a morire, quando il ricordo non è più tale, quando si confonde nella nebbia che avvolge tutto, e via, via che la nebbia diventa più fitta, più quelle immagini, prima così nitide, lentamente e inesorabilmente svaniscono, diventando esse stesse impenetrabile nebbia.

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