“Eredità” di Riccardo Rescio

Credito immagine : https://www.google.com

Sicuramente avrete sentito raccontare storie di eredità, molte delle quali hanno seguito la prassi ormai consolidata da tempo immemore, che vede i genitori lasciare ai propri figli il frutto del loro lavoro, creato dal nulla o a loro volta ereditato, oppure di altre situazioni più fantasiose, che non tenendo in alcun conto prassi e affetti, hanno visto destinare grandi o piccoli patrimoni ad estranei, a enti, istituzioni, organizzazioni più o meno benefiche, se non addirittura agli animali di compagnia. Come avrete di certo sentito parlare di eredità dilapidate e di altre invece più oculatamente implementate. Sulle eredità si è immaginato, detto, scritto e ancora molto si potrebbe scrivere, tanto da riempire centinaia di migliaia di pagine, consumando quintali di inchiostro. Quella eredita’ invece di cui si sente parlare poco, è l’eredità del bene comune, il lascito che ogni generazione consegna a quella che segue, si perché ognuno di noi riceve in dono quel bene comune in cui vive e quello più infinitesimamente più ampio costituito dall’intero mondo. Un meraviglioso patrimonio che non siamo stati educati ad apprezzare, valorizzare e amare in modo adeguato, che comprende, territori, fiumi, mari, laghi, aria, foreste, coltivazioni, che ovviamente risentono del nostro modo poco corretto di fare e di agire. Nessuno si senta escluso, ma la custodia dei beni comuni, di tutti i nostri beni, rientra nel senso di responsabilità che ognuno di noi deve avere, per salvaguardarne l’integrità di quelle meraviglie che appartengono ad ognuno di noi, quanto all’intera umanità. Sono necessari rispetto e attenzione, un personale sentire, buon senso comune e massima considerazione di quelle elementari linee guida di comportamento generale, che però purtroppo non sono mai state emanate, tanto meno insegnate e ovviamente per niente applicate.

Dentro quella immensa, meravigliosa, straordinaria eredità, di cui fanno parte le Terre Uniche delle nostre 20 straordinarie Regioni, che abbiamo ricevuto in dono, c’è veramente tanto. Un immenso patrimonio che aspetta solo di essere censito, tutelato, valorizzato e adeguatamente comunicato con metodologia, affinché le tante risorse esistenti possano essere ottimizzare e più oculatamente valorizzare. Noi abbiamo veramente tutto quello che si possa immaginare, il nostro Paese l’Italia, è senza ombra di dubbio il più grande giacimento di bellezza e il maggiore concentrato di Arte, Cultura, Enogastronomia, Folclore, Tradizioni, Artigianato, Moda, Designer e tanto, tanto altro e di più, in un Territorio fra i più amati e ambiti al mondo. Se solo ne fossimo veramente e non solo retoricamente consapevoli, saremmo migliori noi, sarebbe più conosciuto il nostro grande Paese e avremmo di conseguenza un migliore e maggiore benessere diffuso, perché diventeremmo i più grandi distributori di quelle ineguagliabili peculiarità che caratterizzano e identificano tutti i nostri luoghi. I tanti ampi e variegati Saperi e Sapori, di cui sono ricche le Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia. Al momento purtroppo non siamo tutto questo, ma potremmo diventarlo, perché non è mai troppo tardi, come diceva il grande Maestro Manzi, nella sua trasmissione televisiva degli anni 50, che portava lo stesso nome “Non è mai troppo tardi”, che riuscì a far prendere la licenza elementare a mezzo milione di Italiani adulti analfabeti. Anche noi proprio attraverso la moderna tecnologia a disposizione, potremmo fare la nostra parte, condividendo tutto il bello e il buono che abbiamo intorno e che bravi narratori, divulgatori, promotori di professione e volontari ci partecipano con amore e passione. Quindi non è mai troppo tardi per iniziare a capire e a recuperare. Grandi imprese sono state già fatte, noi potremmo fare altrettanto, con la Cultura individuale, il rispetto interpersonale, l’amore per la nostra Terra, tutto potrà essere possibile e fattibile.

#comunichiamoalmondolitalia #tuttoilbelloeilbuonochece #alcentrodellabellezza #bastaunpost #ierioggidomani

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