“La Cultura del progetto” di Patrizia Poggi

Se vuoi costruire una nave non chiamare a raccolta gli uomini per procurare la legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito. ( Antoine de Saint-Exupery )

Bellissima questa iniziativa del Panettone agli agrumi e allo zafferano di Sicilia di Fiasconaro, una storia di famiglia che inizia negli anni Cinquanta a Castelbuono, un angolo di Sicilia dove patrimonio naturalistico storico artistico convivono insieme, in una simbiosi tra uomo e natura. La sua narrazione affidata al genio di Dolce&Gabbana. Ciò di cui si avverte sempre più oggi è la totale assenza della “cultura del progetto sostenibile” cioè la metodologia pratica e articolata per la progettazione completa di un evento inteso come ‘fatto unitario e complesso’ finalizzato a comunicare in forme e modalità diverse ‘qualcosa a qualcuno’ in relazione alle esigenze dei committenti ed ai budget disponibili. Con l’età contemporanea si è bruscamente rotto il filo fino a ieri ininterrotto del rapporto che lega l’uomo al suo ambiente, il legame tra cultura materiale e sua sedimentazione storica. Nuovi miti incessanti, mode e tendenze impediscono la pausa e la riflessione e questo crea il vuoto culturale che non consente la scelta e lo sviluppo di modelli di vita più equi e sostenibili. Per creare il fattore aggregante e costitutivo di una rete, radicata nel territorio, che promuova la cultura della sostenibilità e quindi la cultura del progetto è necessario condividere una logica di sistema, in cui gli elementi fondanti del progetto sono la cultura del rispetto del territorio, delle sue risorse, del valore delle relazioni sociali, della sua storia e dell’essere punto singolare interagente con l’universale. È un nuovo modo di pensare, che pone al centro del processo progettuale la qualità dell’ambiente, il pensare al progettista in termini di artista-artigiano interessato a far sì che si esprimano, attraverso il progetto, le esigenze collettive, il vissuto e la partecipazione dei cittadini e non l’arroganza del singolo sapere tecnologico e la presunzione narcisista di essere interpreti unici ed illuminati del portato culturale contemporaneo.

L’immagine del modellino teatro prospettiva su-firenze. Michelangelo l’installazione De-Signo, allestita in Fiera Milano, nel Padiglione 24 | Salone del Mobile Milano 2019

Patrizia Poggi

Promotrice di arte-cultura e turismo, già resident manager del Relais Villa Roncuzzi, https://www.villaroncuzzi.it
collezionista d’arte, Ambasciatrice dei Saperi e Sapori d’Italia, per Italia&friends. p.poggi@villaroncuzzi.it

#ierioggidomani

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