“The Sound of Silence Original Version from 1964”

I&f Arte Cultura Attualità
“Il suono del Silenzio non ha insegnato nulla”
di Riccardo Rescio
“Si dice che il silenzio sia la virtù dei forti, si dice ancora, tra gli innumerevoli e reiterati appellativi con cui lo si vuole pervicacemente contraddistinguere, che il silenzio sia tanto prezioso, da valere più di mille parole e addirittura ancor più dell’oro.
Il silenzio quindi considerato da molti come bene materiale, da tanti addirittura elevato a qualità morale e al contempo anche dote imprescindibile di inarrivabili guru e grandi saggi, spesso divenuti tali, non tanto per le cose dette, ma per quelle che non hanno saputo o voluto dire.
In realtà il silenzio, per chi è costretto a subirlo, è tutt’altro che saggezza e nobiltà morale, ma piuttosto superficialità e indifferenza, insensibilità e arroganza.
Se come esseri umani, per poterci confrontare e rapportare tra noi, non avessimo avuto la necessità di farlo attraverso la parola, questa non l’avremmo certamente annoverata tra le nostre dotazioni genetiche.
Persino il mondo animale, per comunicare, risponde a questa logica, per esempio i cani non avrebbero avuto la possibilità di abbaiare, gli uccelli di cinguettare e i gatti di miagolare.
Il cane che non abbaia di fronte ad una minaccia, non è un cane saggio, è solo un cane con qualche problema, la stessa regola che vale per simili comportamenti degli esseri umani.
Chi non comunica, attraverso la parola, ai propri simili le proprie sensazioni, emozioni, esigenze e paure, non è una persona saggia, è solamente una persona con qualche problema in più.
Il silenzio è purtroppo un vizio molto ben camuffato da virtù, mille le sue definizioni, mille le sue interpretazioni e mille ancora le sue manifestazioni, ma il silenzio fa sempre e comunque male, quando tuo malgrado ti tocca di subirlo.
A volte il silenzio può essere assoluto, divenendo per le tue orecchie ciò che il buio è per i tuoi occhi, un buio profondo e impenetrabile in cui sprofonda la tua anima che, spaurita e indifesa, si ritrova a brancolare, più vulnerabile che mai, tra gli ostacoli e le insidie che la mente crea.
A volte invece il silenzio può essere rumore dirompente, talmente forte e assordante da divenire insostenibile per le umane capacità.
Assoluto o assordante che sia il silenzio smette di essere tutto ciò che è, o che crediamo che sia, solo quando la melodia del suono, che tanto aneliamo di ascoltare, prepotentemente si fa spazio nel buio del silenzio e con la sua voce ci illumina l’anima”.
Alan Oisrak
Olomouc Repubblica Ceca

“The sound of silence”
di Simon & Garfunkel
Salve oscurità, mia vecchia amica
sono venuto a parlarti nuovamente
perché una visione che fa dolcemente rabbrividire ha lasciato i suoi semi mentre dormivo e la visione che è stata piantata nel mio cervello ancora persiste nel suono del silenzio.
Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose sotto l’alone di un lampione sollevo il mio colletto al freddo e all’umidità quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon che spaccò la notte e toccò il suono del silenzio.
E nella nuda luce vidi diecine di migliaia di persone forse più che parlavano senza dire niente, persone che sentivano senza ascoltare, persone che scrivevano canzoni che non ne avevano mai condiviso le voci, nessuno osava disturbare il suono del silenzio, stupidi io dissi, voi non sapete, il silenzio cresce come un cancro ascoltate le mie parole che potrei insegnarvi, prendete le mie braccia che potrei raggiungervi.
Ma le mie parole caddero in silenzio come gocce di pioggia e riecheggiarono nelle sorgenti del silenzio e la gente si inchinò e pregò al Dio neon che avevano creato.
E l’insegna proiettò il suo avvertimento, tra le parole che stava formando.
E l’insegna disse, le parole dei profeti sono scritte sui muri delle Metropolitane e sui muri delle case popolari.
E sussurrò nel suono del silenzio.
Il suono del silenzio, The sound of silence di Simon & Garfunkel, neanche quello è riuscito a parteciparci, che dobbiamo comunicare, cercando di spiegare al meglio, per comprendere al massimo, perché senza comunicazione non riusciremo mai a costruire società sane.
Il silenzio non è una dote, ma una limitazione, che porta equivoci, incomprensioni, conflitti.
Riccardo Rescio

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