“Dammi un nemico e ti creo un esercito” di Riccardo Rescio

Credito immagine : http://www.latelanera.com/mostri-creature-leggendarie/creatura-leggendaria.asp?id=142

La Storia dell’uomo è lunga, ma la sua evoluzione lenta molto, molto, lenta. Dai tempi dello stato di natura ad oggi ciò che unisce maggiormente le masse è avere una entità a cui attribuire colpe e responsabilità, un nemico da colpire, per placare la sensazione di aver subito un torto, spesso solo presunto o per una supposta necessità di sopravvivenza. Pretesti sempre farciti di retorica, di luoghi comuni, di banalità, di slogan, necessari a fagocitare un popolo contro una minoranza, un nemico da dover colpire, combattere, eliminare. Lo sanno bene i capi popolo, i caporali, i repressi e gli squilibrati, di tutti i tempi, che riescono a trasformare le proprie paure, repressioni e angosce, in nevrosi collettive, liberando dal proprio essere il Minotauro che hanno dentro, per aizzarlo contro un gruppo di persone, di un popolo, un diverso credo, colore politico o dalle diverse sembianze somatiche. Passano i secoli, cambiano i tempi, il progresso corre, la vita sembra diventare meno irta di difficoltà, le malattie trovano contrasti sempre più forti, che ostacolano il loro diffondersi e che ne limitano gli effetti mortali, ma nonostante questo, la voglia di trovare un nemico su cui riversare le proprie insoddisfazioni, personali e collettive, è sempre latente. Nonostante i drammi causati dalle guerre, in generale l’uomo non conserva memoria dell’immenso dolore, delle immani distruzioni, degli insanabili dolori, ma è sempre pronto ad abbeverarsi alla fonte di quell’acqua che gli viene fatta credere potabile e miracolosa, ma che potabile e miracolosa non è, e mai potrà esserlo. Non ci sono streghe da perseguire, battaglie o guerre giuste, da combare, non ce ne sono mai state e mai ce ne saranno. La vera evoluzione dell’essere umano ci sarà solo quando tutti noi, non con la forza, ma con la cultura, la conoscenza, con la capacità critica, con il confronto, inizieremo a capire, valutare e sopratutto imparare a difenderci da chi vuole continuare a farci credere che la nostra sopravvivenza, il nostro benessere, dipende esclusivamente dall’annientamento di quel pericoloso nemico che ci viene propinato al momento. Smettiamo di essere condottieri agguerriti di un esercito imbonito e circuito, a cui viene fatto credere qualcosa che non ci sarà mai e che combatte e muore unicamente per soddisfare le megalomanie del capo popolo di turno, ma al contempo smettiamo anche di essere un gregge di pecore ammansite, custodite da pastori e controllate dai cani.

#ierioggidomani

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