“Sistema Italia”

di Riccardo Rescio
L’offerta turistica deve migliorare, essere diversa, per far sì che i turisti stranieri, possano scegliere l’Italia tutto l’anno. I settori agroalimentare ed enoturistico stanno registrando un successo straordinario perché consentono di scoprire aree diverse, ricchissime di arte, storia ed eccellenze del gusto. Il turismo ha bisogno di margini e con i turisti enogastronomici, che spendono, si genera la possibilità di reinvestire“. Questa l’affemazione del ministro alle politiche agricole e al turismo, Gian Marco Centinaio, durante la presentazione alla Stazione Tiburtina di Roma del “Polo del Gruppo FS Italiane dedicato allo sviluppo del Turismo in Italia” alla presenza del Ministro ai Trasporti Danilo Toninelli, dell’Ad del gruppo Fs Gianfranco Battisti, di Renzo Iorio Ad di Nugo (Guida Viaggi.it) e del presidente di Enit, Giorgio Palmucci.(fonte Informa Cibo del 29 giugno 2019).
Ebbene si, come confutare una simile verità, come contestare una tale realtà, come negare una così lampante evidenza, il nostro Ministro ha ragione, le sue sono affermazioni che sanciscono dei sacrosanti principi, e se nel nostro Paese c’è una cosa su cui tutti noi ci troviamo d’accordo, sono proprio le affermazioni di principio, le dichiarazioni di intenti e le proclamazioni di buoni propositi. Tutti d’accordo nell’avallare, assecondare e condividere, con la massima convinvizione, il postulato del momento, reiterando con forza e determinazione lo slogan di circostanza, insomma tutte le litanie divenute di moda di cui, molti di noi non possono più fare a meno di citare.
Il Turismo rappresenta un aspetto importante per l’economia Italiana, in sinergia e complementarietà con l’Agroalimentare e L’Enogastronomia, con margini di crescita considerevoli, questo non è un modo di dire, ma la realtà che deve costituire il postulato su cui basare il progetto del “Sistema Italia” e indurre tutti noi, in misura diversa a osservare, capire e attuare le politiche necessarie a dotare il nostro Paese di una metodologia funzionale, efficace e sinergica, che tenga conto di tutte, ma proprio tutte le peculiarità, che caratterizzano e identificano le “Terre Uniche” delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Per lungo tempo, troppi discorsi sono stati fatti, miliardi di parole dette, milioni di pagine scritte, quintali di inchiostro usato, una infinità di libri occupano chilometri di scaffali, delle Biblioteche, pieni di centinaia di trattati, raccolte, ricerche, studi, statistiche, che hanno fatto del Turismo Italiano, uno dei fenomeni in assoluto più studiati al mondo. Emeroteche piene di riviste, per saziare la vista e al contempo enunciazioni ridondanti, per sature le orecchie, è indubbio, in quando a Turismo, scritto e parlato, osservato e studiato, il nostro Paese ne da dare e da serbare.
Senza considerare la quantità di Enti, Osservatori, Centri Studio, pubblici e privati, che ponderano, considerano, pontificano, intorno e sul Turismo è che da questo fare, buon per loro, traggono la ragione del loro essere.
Ora, anche in virtù di tutta questa scienza e conoscenza, dobbiamo realmente iniziare a creare i presupposti per reizzare questo benedetto “Sistema Italia”, individuando le sinergie necessarie a promuovere le nostre 20 Regioni. Un Marketing che censisca, tuteli, valorizzi e comunichi le specifiche peculiarità, Territoriali, materiali e immateriali, che caratterizzano e identificano le nostre “Terre Uniche”, proprio per poterne esaltare le rispettive diversità e offrire una reale e completa attrattività a 360 gradi, per 365 giorni all’anno. La diversificazione attrattiva e la destagionalizzazione dei flussi, sono le direttive indispensabili da perseguire per una corretta politica promozionale.
Una strategia possibile, fattibile, facile, a patto che si riesca ad entrare nell’ordine di idee, che l’Italia necessità di un sistema unitario di organizzazione, gestione e di comunicazione Turistica , centralmente gestita, nelle sue linee guida.
Compartimenti stagni o vasi comunicanti, evoluzione o involuzione, cognizione o inconsapevolezza, progresso o regresso, sono gli ancestrali quesiti a cui anche il Turismo Nazionale non può e non deve sottrarsi. Bisognerebbe quindi domandarsi, per poter dare esaudiente risposta agli scettici, se sia effettivamente necessario far crescere e sviluppare le valenze che caratterizzano e identificano le nostre “Terre Uniche”, se sia necessario, implementare le opportunità occupazionali, se sia necessario diversificare la destinazione dei flussi Turistici sull’intero Territorio, se sia necessario destagionalizzare le nostre attrattive, e infine, sarebbe ancora utile chiedersi se il nostro attuale modo di operare, nel comparto Turistico, sia in grado di fare tutto ciò, o se invece necessitiamo di “Sistema Turimo”, organico, funzionale, efficiente, che abbia consapevolezza dell’oggi e visione prospettica per il domani.
Dobbiamo prendere maggiore consapevolezza dello stato dei fatti perché, come afferma Jose Saramago, Premio Nobel per la letteratura, nel suo libro “Cecità”, “Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono”.
Una cecità diffusa, che risparmia solo alcuni, una esigua minoranza che per interesse di parte o per disinteresse insito, pur conservando la capacità di vedere è costretta, per poter sopravvive, o per non sentirsi coinvolto, fa finta di averla persa. C’è infatti chi osserva che il Turismo sia effettivamente una risorsa su cui investire, in termini di formazione e professionalità, capacità e competenze, organizzazione e pianificazione, strutture e infrastrutture, ma non ha la forza, ne la volontà e tantomeno il supporto necessario per dichiarare questa capacità, poi c’è chi invece, pur nelle cecità più assoluta, è convinto di vedere, con la certezza che tutto ciò che si doveva fare, sia stato fatto, tutto ciò che si sarebbe dovuto conoscere, sia diffusamente conosciuto e tutto ciò che avremmo dovuto comunicare sia stato ampiamente comunicato.
Questi ultimi illuminati, storditi da una retorica dindondante e ricorrente, sono convinti, che la nostra “Penisola delle Meraviglie” sia talmente conosciuta, da noi Italiani e dal resto del mondo, che non siano più necessari ulteriori impegni per promuoverla, certi che tutto il necessario sia stato fatto, quindi a cosa potrebbe mai servire un “Ministero del Turismo”, visto e constatato che il settore è ormai maturo, il territorio è saturo di turisti in tutte le proprie declinazioni. Competenze Turistiche, benissimo accorpabili ad un vero e proprio ministero, più pesante e importante, magari come quello dell’Agricoltura. Saramago ha perfettamente ragione, siamo ciechi, cechi che pur vedendo, non hanno alcuna voglia di vedere.
Un “Ministero del Turismo”, non solo è necessario, ma indispensabile, poiché una della maggiori risorse del nostro Paese, il Turismo appunto, ha bisogno di una forte riorganizzazione, che trovi il proprio punto di forza nella sinergia e nella complementarietà, di tutte le componenti che hanno interesse e titolo nel Turismo Italiano. Un Ministero riveduto e corretto con maggiori competenze specifiche in tutti i settori come l’accoglienza, la ricettività, i trasporti, i collegamenti, la ristorazione, i servizi, l’assistenza in cui il comparto è segmentato . Non più compartimenti stagni, ma vasi comunicanti, sinergie funzionali, complementarietà dei servizi, poiché ogni singola località della nostra “Penisola delle Meraviglie” ha una straordinaria Storia da raccontare, un Bellissimo Posto da far vedere, uno squisito Sapore da far assaggiare e un coinvolgente evento da far vivere.
Tutti i nostri Territori esprimo Valenze e le Valenze non sono altro che l’incontrovertibile espressione dei rispettivi Territori d’origine.
Un “Circolo Virtuoso” che deve divenire una costante inalienabile per tutto ciò che caratterizza e identifica le nostre Terre.
Se realmente, siamo consapevoli delle immense potenzialità, che abbiamo, smettiamo di accontentarci del piccolo cabotaggio e incominciamo a tracciare le grandi rotte transoceaniche, che il nostro straordinario “Transatlantico Italia”, è in grado, può e deve percorrere. Una prima grande sinergia potrebbe essere quella che prefigura, la collaborazione tra grandi Aziende come Alitalia, Ferrovie dello Stato, Cassa Deposito e Prestiti, Poste Italiane, Società Autostrade, Telecom, insieme per la realizzazione di quel “Sistema Italia”, di cui il nostro Paese ha tanto bisogno e necessità, per l’organizzazione, la pianificazione, la promozione e la comunicazione del Turismo Italiano, a livello Nazionale e Internazionale. Ai Tutori del nostro Patrimonio, ai Restauratori delle nostre Opere, agli Ingegneri del nostro presente, agli Architetti del nostro futuro, agli Strateghi della pianificazione e a coloro che tutto sanno, l’ardua sentenza.
Lo si voglia o no, se ne abbia coscienza o meno, meno, il Turismo sarà il grande Business del 3°milennio, un campo dove, a livello internazionale, si giocheranno importanti e decisive partite.
Sta a tutti noi decidere se restare increduli spettaturi sugli spalti, o scendere in campo e far giocare i nostri straordinari campioni.
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